Il ruolo del diritto
Il diritto serve a regolare le forme di vita all'interno di un territorio, ed è posto in modo tale da prevenire i conflitti; qualora questi sorgessero, ha il compito di dirimerli. Il diritto si fonda su norme, che devono essere dotate di:
- Precettività: esprimono, ossia, un comando dotato di forza giuridica. Art. 1321: il contratto è l'accordo tra due o più parti per definire, regolare e estinguere un rapporto patrimoniale. Questa è una norma che sembra non imporre un comando, perché dietro questa dicitura non è esposta una sanzione. Invece:
- È nullo il rapporto patrimoniale che non viene regolato attraverso un contratto (sanzione)
- Per porre in essere un rapporto patrimoniale serve un contratto (comando)
Le norme devono essere dotate di:
- Generalità: la legge non deve essere dettata per singoli individui, bensì o per tutti i consociati o per determinate classi. Si rivolge a una pluralità di destinatari indeterminati.
- Astrattezza: non si deve riferire a un evento accaduto nel concreto ma si deve riferire a delle fattispecie astratte, individuate ipoteticamente.
Tipologie di norme
Inderogabili
- In senso stretto: individuano, determinano e impongono il fare di un individuo. Art 1350 c.c.: se si vuole porre in essere un immobile vi deve essere un contratto scritto.
- Imperative: non impongono il come ma cosa deve o non deve fare un individuo. Leg. 40 del 2004: il divieto di surrogata maternità.
Derogabili
- Dispositive: dispongono l'andamento generale di una norma ma questa può essere mutata qualora l'individuo voglia. Art 159: i nubendi che convogliano a nozze sottostanno alla comunione dei beni. Qualora entrambi i consociati lo decidano possono effettuare la separazione dei beni.
- Suppletive: colmano delle lacune che non sono state precisate dai consociati. Art 1182 c.c.: quando si deve estinguere un debito questo deve essere effettuato nel domicilio del creditore; ciò prevede il luogo d’adempimento di un contratto.
Integra Gazzoni. Vengono definite cogenti quelle norme la cui applicazione è imposta dall'ordinamento prescindendo dalla volontà dell'individuo.
Fonti di produzione e cognizione
Si definiscono fonti di produzione i fatti o gli atti che arrivano a creare delle norme:
- Atti: quelle attività determinate dal legislatore che ha il potere di produrre norme.
- Fatti: quelle norme che scaturiscono da un reiterarsi della medesima situazione che ancora non è stata adeguatamente regolata.
Si definiscono fonti di cognizione quelle fonti entro cui ci si può documentare sul testo di una legge una volta approvata, come la Gazzetta Ufficiale.
Gerarchia delle norme
Questo determina l'importanza delle norme rapportate tra loro e il loro grado d'efficacia; art 1 disp. Prel. Cod. civ.
- Costituzione
- Norme (statali, regionali)
- Regolamenti
- Usi e consuetudini
A protezione della carta costituzionale esiste un'apposita corte, la corte costituzionale, che non ha potere legislativo ma si limita ad analizzare le leggi per garantirne la loro costituzionalità. Questo può avvenire per via:
- Incidentale: un giudice ha un sospetto di incostituzionalità e manda una determinata norma alla presenza della corte.
- Principale: o dallo stato che reputa una legge regionale incostituzionale in quanto sfora nel campo d'interesse statale, o dalla regione contro lo stato o di un'altra regione. Questo non può mai essere effettuato da un privato.
La corte costituzionale può, dopo aver preso visione della legge in esame, proseguire con:
- Accoglimento: con le quali la corte si pronuncia in merito della legge, dichiarando illegittimità costituzionale della disposizione legislativa.
- Rigetto: sentenza che dichiara infondatezza della questione.
Constituzione e norme
La costituzione è al vertice della gerarchia delle fonti. Le norme della costituzione si dividono in:
- Programmatiche: cioè i diritti inalienabili dell'uomo e del cittadino.
- Precettive: impongono un comportamento.
Le leggi (statali e regionali)
Queste sono le leggi contenute nei codici. Queste non sono solo le leggi presenti nel codice ma sono anche redatte alcune leggi speciali, così chiamate perché mutano velocemente col tempo. Le novelle: sono leggi speciali che innovano il codice. Questo avviene o modificando parzialmente il testo della legge o stravolgendo completamente la legge (riscrivono o aggiungono e arricchiscono il cod. civ.).
Gli usi e le consuetudini
Esprimono l'importanza di un comportamento reiterato nel tempo e che segue sempre delle medesime procedure. Questo fa sì che un uso o una consuetudine possa essere considerato una sorta di legge. Qualora il giudice conosca un uso o una consuetudine che i presenti in giudizio non conoscono, può usarla per dirimere il caso. Se un privato invece conosca una consuetudine sconosciuta al giudice, allora può presentarla solo dopo averla regolarmente provata attraverso i regolamenti in cui questi usi e consuetudini sono scritti.
Equità e applicazione della legge
L'efficacia della legge nello spazio, diritto internazionale privato (vd pag. 59-69). Quando sorge una controversia nel diritto internazionale:
- Quando applicare legge italiana
- Quando applicare legge straniera
Nel 1995 sono state tolte le leggi del diritto internazionale dalle preleggi.
Efficacia della legge nel tempo
Nel settore privatistico per le leggi nel tempo ci sono alcuni problemi. Art. 10 preleggi: la legge, in generale, entra in vigore dopo 15 giorni dalla pubblicazione nella gazzetta ufficiale a meno che non sia d'applicazione immediata. Art 11: ultrattività della legge, la legge dispone solo per l'avvenire e non ha, in generale, effetto retroattivo.
Come criterio generale, la legge non è retroattiva a meno che questa non esprima la propria retroattività. Ultrattività della legge: la norma prevede una fattispecie astratta e ricollega determinati effetti. La regola si occupa di:
- Accadimento
- Effetti dell'accadimento.
L'accadimento è limitato nel tempo, gli effetti possono esserlo come no. Ci sono effetti che si svolgono nel tempo. Il matrimonio è un atto giuridico che ha una formazione nel determinato giorno. Dopo che X e Y decidono di convogliare a nozze e hanno dichiarato quanto detto, diventano coniugi, svolgendosi così il rapporto coniugale.
Legge 898: Divorzio
La legge 898 del 1970 riguarda lo scioglimento del matrimonio; è una legge speciale. Nel 1970 è stato ammesso il divorzio in Italia. Possono divorziare quelli che si sono sposati prima del 1970 o se questo succede si viola l'art. 11 delle preleggi? In realtà potevano divorziare quelli che si sono sposati prima del 1970 perché lo scioglimento del matrimonio incide sul rapporto coniugale. Il divorzio non incide nella fattispecie ma incide nella consecutività della legge nel tempo.
Nel 1975 si è avuta la riforma del diritto di famiglia, la Novella 151. Prima fondamentale novella del c.c. La riforma del diritto di famiglia: se scopro che ignorantemente ho sposato qualcuno che non era, in effetti, una brava persona (condannato etc. etc.) allora il matrimonio non è valido (dal 1975 in poi). Se mi sposo prima del 1975 e scopro che il mio coniuge è un criminale allora non mi posso avvalere della nuova legge perché non era entrata in vigore la legge del diritto di famiglia perché violerei l'art. 11 delle preleggi. (ultrattività della legge).
Questa legge vale anche per le leggi ex art. 15 con cui si abrogano delle leggi già esistenti. Art. 15 disposizioni preliminari del c.c. l'abrogazione di una legge può essere:
- Espressa: la nuova legge afferma che con la nuova legge viene abrogata la legge vecchia.
- Tacita:
- O la legge successiva contiene delle disposizioni in contrasto con quelle della legge precedente.
- La legge successiva contiene la regolamentazione dell'intera materia della legge precedente; così infatti quando è entrato in vigore nel 1942 il nuovo c.c. sono state abolite tutte le precedenti.
La nuova legge regola tutta la materia, tutto il codice civile. Ad esempio quello del 1942 ha cambiato tutto quello del 1862. Il problema del tacito è che non si capisce se una legge è stata abrogata o meno.
Nel nostro sistema la persona è una fattispecie allora noi abbiamo:
- Le persone fisiche
- Gli enti
Gli enti: categoria particolare, gli esseri umani nascono, crescono e muoiono. Gli enti sono immortali. Uno di questi sono gli enti ecclesiastici. Per produrre ricchezza i beni devono circolare, infatti gli ordinamenti moderni si sono inventati l'IVA. Proprio come imposta del valore aggiunto, il valore aumenta con il passaggio da un soggetto all'altro. Questo criterio vale per qualunque bene che si serve della proprietà esclusiva. Ogni spostamento patrimoniale è tassato. Questo riguarda per i singoli individui. Se sono una fondazione, sono una persona ideale.
Le leggi eversive
Con cui si sono espropriati i terreni della chiesa. L'art. 17 prima c'era ora non più. Art. 17 c.c.: gli enti ideali non potevano acquistare beni immobili (case, terreni…) se non dietro autorizzazione della pubblica amministrazione. Allora la Pubbl. Amm. vedeva i beni e la finalità e se andava bene allora concedevano, altrimenti no.
Associazioni di fatto
- Partiti politici
- Sindacati
Affinché questi non acquistassero tantissimi beni affermano che l'ente se vuole acquistare i beni deve chiedere il riconoscimento e l'autorizzazione. Nel 1976 si è affermato che gli enti alla fine non è vero che non muoiono ma questi muoiono attraverso il fallimento. Perciò si è abrogato l'art. 17.
È difficile stabilire se una legge successiva sia compatibile o meno con una legge precedente. Ma per il principio di ultrattività della legge, anche una legge che abroga un'altra legge non ha effetto retroattivo.
Declaratoria di illegittimità costituzionale
Quando non è conforme con la costituzione fa sparire quella legge. Le norme precedenti alla costituzione sono abrogate per incompatibilità o per toglierle c'è bisogno dell'illegittimità costituzionale? Quando si scrive una regola questa subisce:
- Ambiguità
- Invecchiamento
- Lacunosità
Interpretazione:
- Letterale
- Sistematica
Questo fa sì che vi siano delle interpretazioni differenti, allora si va al significato proprio della parola ma questa è fallace perché una parola può avere anche bivalenza o più di significato. Allora si passa dall'interpretazione letterale a quella sistematica. Qual è il significato della parola all'interno del complesso normativo.
Art. 177 lettera A: entrano in comunione gli acquisti. La parola acquisto soltanto non basta, allora va l'interpretazione sistematica. Questa può essere:
- Estensiva
- Restrittiva
Anche il contesto rientra nell'interpretazione della legge.
Invecchiamento
Ciò che poteva avere un senso in un dato tempo questo non può averlo adesso. Oppure può avere un senso tutto diverso. Il problema della contrarietà al buon costume. Interpretazione evolutiva. L'art. 12 rinvia alla ratio legis: alla funzione che la legge è in grado di svolgere in quel dato momento secondo i parametri:
- Costituzionalità
- Coerenza
- Razionalità
Allora si ha un'interpretazione evolutiva e nella singola disposizione mi consente di attribuire a quella norma un significato sempre nuovo. Art. 2059; si è data un'interpretazione costituzionalmente orientata in modo tale che anche una lesione a una persona deve essere risarcita economicamente. Cosa che prima non era fatta perché era più importante il patrimonio anziché la persona.
Lacune
Napoleone: delitto di denegata Giustizia; però N. ha previsto che insorgesse prima o poi un caso non previsto dalla legge e allora ha inserito il secondo comma dell'articolo 12. Art. 12 comma 2: applicazione analogica, analogia legis (casi simili o materie analoghe) analogia iuris (principi generali del diritto). Art. 14 disposizioni preliminari: usare una norma che prevede un caso per disciplinare un caso analogo ma diverso, questa norma pone il divieto di applicare analogicamente le norme penali e eccezionali.
Diritto soggettivo
Assoluto: più ampia, riveste interesse a mantenere le cose come stanno.
Relativo
Art. 2043: qualsiasi danno cagionato prevede un risarcimento. È responsabile dell'illecito chi ha commesso il fatto, quindi chiunque. Chi non si astiene e commette il fatto e non si è astenuto, commette il fatto. Chiunque prende qualcosa per qualcosa che non gli compete commette un illecito.
Diritti:
- Reali: proprietà (documento su cosa propria). Di godimento su cosa altrui disciplinati al diritto di proprietà. Di garanzia: impegno di ipoteca e libro VI c.c.
- Personalità: hanno rilevanza maggiore rispetto ai reali, tuttavia la loro configurazione c'era al tempo dei romani, hanno caratteristiche consolidate. I diritti della personalità teorizzati con la Dich. Uni. Diri. Uomo 1948. Elaborati ritagliandoli dai diritti della personalità dei diritti reali e della proprietà. Art. 2 cost: i diritti più importanti dell'ordinamento.
I diritti assoluti sono l'espressione di situazioni finali statiche. Tutelano il soggetto per mantenere utilità. Un soggetto ha interesse ad acquisire ulteriore utilità che non ha allo stato attuale. Questo interesse a mettere in moto una situazione dinamica e non statica come il diritto assoluto si crea con l'attribuzione del diritto relativo. Questo serve per acquisire un bene che ora il soggetto non ha. Se devo conseguire un'utilità che non ho, significa che non devo mantenere le cose ma le devo modificare perché nel mio patrimonio questo non c'è e voglio che ci entri. Ma se un bene che non era nel mio patrimonio ed entra nel mio significa che è uscito da un altro patrimonio. La modifica che consegue alla realizzazione dell'interesse del bene che non ho, se sia materia o giuridica noi all'interno dei diritti relativi, abbiamo la differenza tra:
- Diritto credito
- Diritto potestativi
Il diritto di credito
Esercitando il quale si realizza una modifica sia materiale che giuridica della realtà, questa comporta sempre l'arricchimento del patrimonio di colui che ne usufruisce e il depauperamento del patrimonio di colui da cui va via. Acquistando un panino si sazia l'appetito: così facendo si va ai locali per l'acquisto. Questo cosa comporta? Comporta che io vado al bar, ordino e tanto la mia sfera materiale che giuridica cambia perché prima nella sfera giuridica non c'era il bene e ora che l'ho acquistato la mia sfera giuridica si arricchisce (diritto proprietà sul bene). A questo punto giuridicamente il bene è mio e allora posso decidere tutto su quel bene che è mio.
A seguito dell'esaurimento della situazione dinamica segue una situazione statica. Come ho acquistato un bene? Ho chiesto all'inserviente e presento lo scontrino. Se l'inserviente non mi prepara il panino il mio interesse rimane insoddisfatto. Allora non solo i diritti relativi (diritto di credito) ma per potersi realizzare affinché questa modifica intervenga serve la cooperazione di un altro soggetto, cioè se il cameriere non me lo prepara non soddisfo il mio bisogno. Per la realizzazione del diritto di credito è indispensabile la cooperazione di un altro soggetto. L'adempimento dell'obbligo. Questo significa: il comportamento che un soggetto determinato che si contrappone al creditore, quindi il debitore, è tenuto a porre in essere per realizzare l'interesse del creditore. Se io ho pagato il panino il barista deve preparare il panino e consegnarmelo. Ora tanto il fulcro del diritto di credito e la sua tutela (la soddisfazione del diritto di credito sta nell'adempimento dell'obbligo). Nel libro III del c.c. è nella proprietà e dei diritti reali. Il libro IV non è crediti e contratti ma delle obbligazioni e dei contratti. Ciò che soddisfa il diritto assoluto è la totalità stessa del diritto. Ciò che soddisfa il diritto di credito è l'adempimento dell'obbligo. Le modalità di conformazione dell'adempimento dell'obbligo è ciò che caratterizza il credito.
L'obbligo a differenza del dovere di astensione grava sempre su un soggetto determinato. Non è un barista qualunque può darmi il panino ma solo colui al quale io l'ho ordinato. Solo questi due patrimoni vengono modificati. Tra il creditore e il debitore si instaura un rapporto obbligatorio. Cioè il rapporto che lega il debitore al creditore. Il titolare della situazione giuridica soggettiva che si contrappone al credito è sempre un soggetto determinato. Perché è qualcuno tenuto a fare qualcosa e dall'averlo fatto deriva la soddisfazione del creditore.
Diritto assoluto, diritto credito
Tra obbligo e dovere il dovere si presenta sempre indeterminato, mentre l'obbligo grava su una parte determinata. Dove il dovere ha contenuto negativo, l'obbligo ha sempre un contenuto positivo. L'adempimento dell'obbligo depaupera il patrimonio del debitore e arricchisce il patrimonio del creditore anche quando siamo in presenza degli obblighi di "non facere", cioè di non tenere un determinato comportamento.
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