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 Solidarietà attiva

Quando tra più creditori ciascuno ha diritto di chiedere l’adempimento dell’intera obbligazione e

l’adempimento conseguito da uno di essi libera il debitore verso tutti i creditori.

Il debitore può scegliere liberamente il creditore nei cui confronti eseguire la prestazione purché

uno dei creditori non lo abbia prevenuto con domanda giudiziale.

In caso di più creditori la parziarietà è la regola, salvo che la legge o il titolo dispongano

diversamente.

Gli atti con i quali il creditore interrompe la prescrizione contro uno dei debitori in solido hanno effetto

riguardo agli altri debitori.

L’impossibilità della prestazione dovuta a uno dei condebitori non libera gli altri dall’adempimento

② Classificazione in funzione dell’oggetto

①  Divisibili → Hanno per oggetto una prestazione suscettibile di divisione (pagamento di una somma

di denaro)

In presenza di più creditori o debitori, l’obbligazione indivisibile è parziaria se la legge o il titolo

non dispongono diversamente, il singolo concreditore può richiedere sola la sua parte ed il

singolo condebitore può dare solo la sua parte.

 Indivisibili → L’obbligazione indivisibile invece ha per oggetto una prestazione che per sua natura

o per volontà delle parti non è suscettibile di frazionamento in parti omogenee.

 Obbligazione semplice → Ha per oggetto una sola prestazione

 Obbligazione complessa → Ha per oggetto due o più prestazioni

Si dividono in cumulativa e alternativa:

- Cumulativa → Quando il debitore è tenuto ad eseguire insieme due o più prestazioni

- Alternativa → Il debitore di una obbligazione alternativa si libera eseguendo una delle due

prestazioni dedotte in obbligazione ma non po’ costringere il debitore ricevere

parte dell’una e parte dell’altra.

La scelta spetta al debitore (ove non sia attribuita al creditore o a un terzo) una volta

effettuata viene comunicata all’altra parte, la dichiarazione o l’esecuzione dichiarano la

scelta irrevocabile.

Se il soggetto legittimato non individua la prestazione entro il termine stabilita la facoltà si

trasmette all’altro.

Se la prestazione dedotta in obbligazione diviene impossibile per causa non imputabile al

debitore, l’obbligazione si estingue.

L’obbligazione si considera semplice se una delle prestazioni non poteva formare oggetto di

obbligazione o se è divenuta impossibile.

 Obbligazioni facoltative

L’obbligazione facoltativa ricorre se prevede come oggetto una sola prestazione ma attribuisce al

debitore la facoltà di liberarsi eseguendo un’altra prestazione in funzione di surrogato della prima.

Se entrambe le prestazioni diventano impossibili, e tale impossibilità è dovuta per causa imputabile

al debitore, questo sarà tenuto a:

- Pagare l’equivalente della prestazione divenuta impossibile se la scelta spettava a lui

- Pagare l’equivalente dell’una o dell’atra, secondo la preferenza del creditore, se la

scelta spettava a quest’ultimo

Se la prestazione diviene impossibile per causa non imputabile al debitore la prestazione si

estingue.

OBBLIGAZIONI DI GENERE E DI SPECIE

Le obbligazioni di dare si distinguono in generiche e specifiche.

- Generiche → Hanno per oggetto un bene determinato solo nel genere (fieno), la proprietà si

trasferisce a seguito della specificazione, non appena cioè individuata e idealmente

separata la parte spettante al creditore (10 balle di fieno).

- Specifiche → Ha per oggetto beni determinati, il passaggio della proprietà si realizza per effetto

del consenso legittimamente manifestato.

OBBLIGAZIONI DI MEZZI E RISULTATO

Nell'ambito delle obbligazioni di fare il debitore può essere tenuto al raggiungimento di un determinato

risultato ovvero all'esecuzione di una prestazione.

Di mezzo → Obbligazioni nelle quali il debitore è tenuto a un comportamento diligente, a prescindere dal

perseguimento di uno specifico risultato.

Di risultato → Obbligazioni in cui il debitore è tenuto a realizzare una determinata attività o a raggiungere

un determinato scopo.

OBBLIGAZIONI PECUNIARIE → Obbligazioni aventi per oggetto una somma di denaro.

I debiti pecuniari si estinguono con moneta avente corse legale nello Stato al tempo del pagamento e per il

suo valore nominale.

In materia di debiti in denaro valgono due principi:

1) L’efficacia liberatoria del pagamento eseguito con moneta avete corso legale

2) Principio nominalistico: il debito pecuniario si estingue con il pagamento dell’importo stabilito al

momento del sorgere dell’obbligazione.

L’importo nominale è sempre uguale nel tempo, non si tiene conto del

reale potere d’acquisto della moneta che mutevole.

Quando è stabilito il pagamento in moneta estera il debitore ha la facoltà di adempiere in moneta legale al

cambio del giorno della scadenza dell’obbligazione.

Clausola effettivo → il debitore può corrispondere moneta avente corso legale solo se alla scadenza

dell’obbligazione non può procurarsi la moneta estera.

Di valuta → fin dal loro sorgere hanno per oggetto una somma di

denaro determinata, o comunque determinabile

attraverso mero calcolo aritmetico.

Obbligazioni pecuniarie Di valore → hanno per oggetto una somma di denaro che

rappresenta la traduzione in termini monetari di una

diversa prestazione.

La somma non è determinata dall’inizio ma è individuata

in relazione al valore del bene.

Es: risarcimento del danno

INTERESSI

Il pagamento egli interessi è un obbligazione pecuniaria accessoria, percentuale e periodica posta a carico

di chi utilizza un capitale altrui; trova fondamento nell’obbligazione principale di restituire il capitale, cui è

strettamente connessa.

Legali → sono previsti dalla legge

Convenzionali → sono stabiliti per volontà delle parti

Ogni anno il ministro individua con decreto il saggio degli interessi. Se le parti intendono fissarli in misura

superiore a quella legale devono prevederlo per iscritto, in mancanza di tale forma gli interessi sono dovuti

al tasso legale.

In ogni caso è nulla la clausola che prevede interessi usurai.

Sono considerati usurai gli interessi che superano il tasso medio risultante dall’ultima pubblicazione

effettuata sulla gazzetta ufficiale, aumentato di un quarto più ulteriori quattro punti percentuali.

Il versamento di interessi superiori al tasso legale, ove siano stati previsti in forma orale, si considera

come adempimento di una obbligazione naturale. Pertanto non si può richiedere la ripetizione di

quanto pagato in eccedenza ripsetto al tasso legale

TIPI DI INTERESSE

Corrispettivi → I crediti di danaro liquidi (il cui ammontare è determinato o determinabile

mediante operazioni di calcolo aritmetico) ed esigibili (non sottoposti a termine

non ancora scaduto o a condizione non avveratasi) producono interessi di pieno

diritto, a meno che non sia diversamente disposto dalla legge o dal titolo

costitutivo.

Sono dovuti quale compenso per il godimento del capitale altrui. Sono definiti

anche frutti civili.

La norma non è imperativa e le parti possono escluderne l'operatività. (Nei crediti

per fitti e pigioni non è ammessa l’automatica produzione di interessi)

Compensativi → Interessi che decorrono sulle somme non ancora esigibili dovute a titolo di

prezzo, quando la cosa venduta già consegnata al compratore produca frutti o

altri proventi.

Derivano dall’esigenza equitativa di compensare il venditore del mancato

godimento della cosa fruttifera e del relativo prezzo.

Interessi che decorrono dal momento del sorgere dell'obbligo di risarcimento del

danno o di indennizzo e la sua liquidazione.

Moratori → In caso di obbligazioni pecuniarie il debitore deve corrispondere al creditore gli

interessi in misura legale dal giorno della sua costituzione in mora.

La corresponsione di tali interessi rappresenta una liquidazione forfettaria del danno

sofferto dal creditore per il ritardo nell'adempimento.

Gli interessi cominciano a decorrere automaticamente dal giorno successivo alla

scadenza del termine per il pagamento, se non previsto assunto il termine legale, 30

giorni dalla data del ricevimento della fattura.

Anatocismo → gli interessi scaduti producono a loro volta interessi

Modificazioni soggettive

Cessione del credito

1) Modificazioni soggettive dal lato attivo Surrogazione

CESSIONE DEL CREDITO

Contratto bilaterale con cui il creditore cedente trasferisce, a titolo oneroso ovvero gratuito, a un terzo

cessionario un proprio diritto di credito nei confronti del c.d. debitore ceduto.

Non è necessario il consenso del debitore.

La cessione non è ammessa per i crediti a carattere strettamente personale e negli altri casi in cui il

trasferimento è vietato dalla legge.

Le parti possono escludere la cedibilità del credito, ma il patto non è opponibile al cessionario, se non si

prova che egli lo conosceva al tempo della cessione.

La cessione diviene efficace per il debitore ceduto dal momento in cui questi l’ha accettata o gli è stata

notificata. A partire da questo momento il terzo può esigere la prestazione dal debitore.

Se quest’ultimo paga al cedente prima che la cessione gli sia stata notificata o sia stata da lui accettata è

liberato nei confronti del cessionario, a meno che questi dimostri che il debitore era a conoscenza

dell’avvenuta cessione.

Nel caso in cui il medesimo diritto di credito sia ceduto a favore di più cessionari differenti, prevale chi per

prima ha notificato o comunque ricevuto l’accettazione della cessione da parte del debitore ceduto.

Cessione pro soluto Il cedente non garantisce la solvenza del debitore ceduto, il rischio del mancato

adempimento non ricade sul debitore cedente ma sul cessionario.

f

Cessione pro solvendo il cedente risponde dell’adempimento nei limiti di quanto ha ricevuto, e deve

pagare al cessionario gli interessi, rimborsargli le spese sostenute per la

k cessione e per escutere il debitore, nonché risarcirgli il danno.

n

Art. 1267 → E’ nullo ogni patto diretto ad aggravare la responsabilità del cedente.

Obbligo di garanzia del cedente

Quando la cessione è a titolo oneroso, il cedente è tenuto a garantire l’esistenza del credito al tempo della

cessione. Simile garanzia può essere esclusa il via convenzionale. Ma il cedente resta, in ogni caso, obbligato

quando l’esistenza del credito dipenda da fatto a lui imputabile.

Le garanzie (fideiussione) si trasferiscono direttamente al cessionario.

SURROGAZIONE

Quando, anche a prescindere da un accordo, si ha il pagamento del debito da parte di un terzo in

sostituzione del debitore senza che a tale pagamento consegua l’estinzione dell’obbligazione.

Questa rimane in vita con la surrogazione (nell’originario credito) del soggetto che ha pagato il debito, con

la conseguenza che il debitore è tenuto ad eseguire la prestazione in favore del terzo surrogante.

Se il pagamento è parziale il terzo surrogato e il creditore concorrono nei confronti del debitore in

proporzione di quanto è loro dovuto.

① Surrogazione volontaria

Per volontà del creditore: il creditore, ricevendo il pagamento da un terzo, può surrogarlo nei propri diritti.

La surrogazione deve essere fatta in modo espresso e contemporaneamente al pagamento.

Per volontà del debitore: il debitore, che prende a mutuo una somma di denaro o altra cosa fungibile al fine

di pagare il debito, può surrogare il mutuante nei diritti del creditore, anche senza il consenso di questo.

La surrogazione ha effetto quando concorrono le seguenti condizioni:

1) Che il mutuo e la quietanza risultino da atto avere data certa

2) Che nell’atto di mutuo sia indicata espressamente la specifica destinazione della somma mutuata

3) Che la quietanza contenga la dichiarazione del debitore circa la provenienza della somma con cui ha

effettuato il pagamento.

② Surrogazione legale

E’ legale la surrogazione che ha effetto di diritto, a prescindere dalla volontà del creditore e del debitore.

L’art 1203 c.c. indica diverse ipotesi di surrogazione legale. Delegazione

2) Modificazioni soggettive dal lato passivo Espromissione

Accollo

DELEGAZIONE

La delegazione è l’incarico conferito da un soggetto (delegante) a un atro (delegato) di pagare o di

obbligarsi a pagare un terzo (delegatario)

Passiva → quando il delegante è debitore del delegatario e conferisce l’incarico al delegato al fine di

adempiere la propria obbligazione.

Attiva (o di credito) → quando il delegante è creditore del delegato e l’incarico costituisce un atto di

disposizione del diritto di credito.

Di pagamento → quando il delegante incarica il delegato di pagare il debito nei confronti del delegatario

senza assumere obbligazione verso di lui. Il delegato può, salvo divieto del delegante,

anziché pagare obbligarsi verso il delegatario.

Di debito → quando il delegante dia incarico al delegatario di promettere una determinata prestazione al

delegatario.

L’operazione risulta composta dall’insieme di più atti:

1) incarico del delegante

2) assunzione dell’obbligazione da parte del delegato a favore del delegatario

3) eventuale dichiarazione del delegatario di liberare il debitore originale

Liberatoria → quando il delegatario dichiara espressamente di liberare il debitore originario

Cumulativa → in mancanza di un espressa dichiarazione del delegatario di liberare il delegante, il nuovo

debitore (delegato) si aggiunge al precedente, e la delegazione è cumulativa.

Se il delegatario ha accettato la delegazione, tra i due debitori (delegato e delegante) non

esiste un rapporto di solidarietà: il delegatario può rivolgersi al delegante se ha chiesto il

pagamento al delegato. Il delegante vanta il beneficio di escussione.

Nella delegazione pura, il delegato può opporre il delegatario le eccezione relative al rapporto di provvista,

ma soltanto se risulti nullo il rapporto di valuta

La delegazione si estingue per effetto della revoca del delegante che può avvenire fino a quando il delegato

in abbia assunto l’obbligazione nei confronti del delegatario o non abbia eseguito in suo favore il

pagamento. (1270)

L’intervenuta morte o incapacità del delegante fa si che il delegato possa decidere se assumere

l’obbligazione o eseguire il pagamento. ESPROMISSIONE

L’espromissione è un contratto con il quale un terzo (espromittente) conviene con il creditore

(espromissiario) di assumere il debito dell’obbligato originario (estromesso).

Non è necessario il consenso del debitore il quale rimane estraneo alla convenzione.

Liberatoria → quando l’espromissario dichiara di liberare il debitore originale,

in questo caso l’espromissione ha natura di contratto a favore del

terzo.

Espromissione Cumulativa → quando in assenza di espressa dichiarazione liberatoria del

creditore, il debitore originario rimane obbligato in solido con il

terzo espromittente.

L’espromissione si differenzia dalla delegazione in quanto l’assunzione dell’obbligazione è frutto della

spontanea iniziativa del terzo, mancando una delega da parte del debitore, si distingue dall’adempimento

del terzo perchè l’espromittente non esegue il pagamento ma promette di eseguirlo.

ACCOLLO

Nell’accollo un terzo (accollante) assume l’obbligazione del debitore originario, cioè si obbliga nei confronti

del debitore a estinguere un suo debito (anche futuro).

Interno → ricorre quando le parti non vogliono attribuire alcun diritto al creditore (accollatario) nei

confronti dell’accollante che dunque è obbligato soltanto verso il debitore.

Però l’impegno preso dall’accollante può essere sempre modificato o revocato, il creditore non

può esigere la prestazione dall’accollante, il quale, in caso di inadempimento, risponde

esclusivamente nei confronti del debitore accollato.

Esterno → presuppone l’intenzione delle parti di consentire all’accollatario di richiedere la prestazione

direttamente all’accollante.

E’ il meccanismo tipico che si realizza nel contratto a favore del terzo: il creditore acquista il

diritto di esigere la prestazione dell’accollato dal nuovo debitore (accollante).

Liberatorio Cumulativo

↓ ↓

Quando il creditore dichiara di Se manca la dichiarazione,

liberare il debitore originario l’accollante è obbligato insieme al

debitore originario

L’obbligazione dell’accollante non richiede il consenso del creditore, l’adesione di quest’ultimo non è

necessaria, produce solo l’effetto di rendere irrevocabile la stipulazione in suo favore.

Se l’obbligazione del debitore originario rivive, il creditore non può avvalersi delle garanzie prestate da

terzi. Adempimento

L’adempimento è il naturale modo di estinguere l’obbligazione e si sostanzia nell’esatta esecuzione della

prestazione che ne forma oggetto.

L’esattezza della prestazione deve essere valutata rispetto a diversi criteri: modalità dell’esecuzione,

l’identità della prestazione, la persona che la esegue, il suo destinatario, il tempo e il luogo dell’esecuzione.

 MODALITÀ ESECUZIONE

Nell’adempiere l’obbligazione il debitore deve usare la diligenza del buon padre di famiglia.

La diligenza indica l’insieme delle energie e dei mezzi che il debitore deve impiegare per soddisfare

l’interesse del creditore.

Nell’adempimento delle obbligazioni professionali la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura

dell’attività esercitata.

 IDENTITA PRESTAZIONE

Il debitore non può liberarsi eseguendo una prestazione diversa da quella dovuta, anche se di valore uguale

o maggiore, può farlo solo con il consenso del creditore: è il caso della prestazione in luogo

dell’adempimento.

L’obbligazione si estingue con la riscossione del credito. L’accordo tra debitore e creditore non estingue

l’obbligazione originaria, tale risultato si realizza con l’esecuzione di una prestazione diversa.

Se la prestazione, diversa da quella dovuta, consiste nel trasferimento di proprietà o altro diritto reale, il

debitore è tenuto alla garanzia per l’evizione e i vizi della cosa secondo le norme della vendita. Salvo che il

creditore preferisca esigere l’esecuzione della prestazione originaria e il risarcimento del danno.

Quando l’obbligazione ha per oggetto la prestazione di cose determinate soltanto nel genere, il debitore è

tenuto sotto il profilo quantitativo a prestare cose di qualità non inferiore alla media.

Il creditore può rifiutare l’adempimento parziale anche se l’obbligazione è divisibile, salvo che la legge o gli

usi dispongano diversamente.

Il debitore non può impugnare il pagamento eseguito con cose di cui non poteva disporre (beni altrui) a

mano che offra di eseguire la prestazione con cose nella propria disponibilità.

Il creditore che ha ricevuto la prestazione il buona fede, può restituire quanto dovuto e chiedere un nuovo

adempimento oltre che il risarcimento dei danni.

Può pretendere un nuovo adempimento anche se in mala fede quando il terso, proprietario dei beni ha

ottenuto la loro restituzione con l’azione di rivendica.

 LA PERSONA CHE LO ESEGUE

Capacità del debitore

Il debitore deve essere capace, sia di agire che di intendere e di volere, nel momento il cui sorge

l’obbligazione: l’atto posto in essere da un soggetto incapace è annullabile.

Il debitore che ha eseguito la prestazione non può impugnare il pagamento a causa della propria incapacità

Se a causa dell’incapacità la prestazione è stata eseguita con modalità o contenuti diversi, il debitore non

può impugnare l’adempimento ma esperire nei confronti del debitore l’azione di arricchimento senza

causa.

 DESTINATARIO

Adempimento mediante terzi → se la prestazione è di natura tale per cui è indifferente che sia il debitore

ad adempiere, questi può incaricare terzi di eseguirla.

Ausiliario → soggetto della cui opera o del servizio il debitore si avvale

per l’adempimento.

Il debitore è responsabile dei fatti dolosi o colposi commessi

dagli ausiliari nell’esecuzione della prestazione

Adempimento del terzo → il terzo può adempiere l’obbligazione altrui anche contro la volontà del

debitore o creditore. (no obbligazioni infungibili)

Quest’ultimo può rifiutare l’adempimento in due ipotesi:

- se ha interesse che il debitore esegua personalmente la prestazione

(obbligazioni infungibili)

- se il debitore gli ha manifestato la sua opposizione

L’ adempimento del terzo ha per effetto l’estinzione dell’obbligazione del

debitore. Il terzo che ha adempiuto diventa creditore del debitore e può

pretendere l’adempimento.

Legittimazione a ricevere l’adempimento

Il pagamento deve essere effettuato al creditore o il suo rappresentante, l’adempimento effettuato nelle

mani del creditore o di uno dei soggetti indicati libera il debitore.

Se compiuto nei confronti di una persona non legittimata, il debitore rimane obbligato e il pagamento non

è efficace per il creditore, quest’ultimo può ratificarlo con effetto liberatorio dal momento dell’esecuzione.

Se il creditore ha approfittato dell’adempimento eseguito al non legittimato il debitore è liberato.

Il terzo non legittimato è tenuto alla restituzione della prestazione e il debitore può esercitare l’azione di

ripetizione.

Il pagamento fatto a persona diversa dal creditore libera il debitore se fatto alla persona indicata dal

creditore. Adempimento al creditore non legittimato

Il creditore può non essere legittimato a ricevere la prestazione, ciò si verifica quando ha perso la

disponibilità giuridica del diritto di credito, o è incapace.

Quando il creditore è incapace, unico legittimato a ricevere la prestazione è il suo rappresentante legale.

Il pagamento effettuato al creditore incapace non libera il debitore, se questi non prova che ciò che fu

pagato è stato rivolto a vantaggio dell’incapace.

Adempimento al creditore apparente

Il debitore che esegue il pagamento a chi appare legittimato a riceverlo in base a circostanze univoche, è

liberato se prova di essere stato in buona fede

Chi ha ricevuto il pagamento è tenuto alla restituzione verso il vero creditore, secondo le regole stabilite

per la ripetizione dell’indebito.

 LUOGO

La prestazione deve essere eseguita nel luogo convenuto. Se questo non è determinato dalla parti o dagli

usi e non può desumersi dalla natura della prestazione o da altre circostanze si usano le seguenti regole:

- L’obbligazione di consegnare una certa cosa e determinata deve essere adempiuta nel luogo in cui

si trovava il bene quando è sorta l’obbligazione

- L’obbligazione avente per oggetto una somma di denaro deve essere adempiuta al domicilio del

creditore

- In altri casi l’obbligazione deve essere adempiuta al domicilio del debitore al tempo della scadenza

 TEMPO

Se le parti non hanno convenuto un termine di scadenza il creditore può esigere la prestazione in ogni

momento.

Qualora sia necessario un temine, in mancanza di un accordo tra le parti, questo è stabilito dal giudice.

1) Termine a favore del debitore

Se il termine è previsto, si presume che sia a favore del debitore, che può adempiere quando vuole entro

l’arco temporale.

Il creditore non può esigere la prestazione prima della scadenza, salve le ipotesi in cui il debitore diviene

insolvente o diminuisce per fatto proprio le garanzie date o non dà le garanzie promesse.

Il debitore non può ripetere ciò che ha pagato anticipatamente se non nei limiti dell’azione di arricchimento

senza causa.

2) Termine a favore del creditore

Il debitore non può adempiere prima della scadenza ma il creditore può esigere anticipatamente la

prestazione.

3) Termine a favore di entrambe le parti

Né il debitore, né il creditore possono pretendere, senza il consenso dell’altro, che la prestazione sia

eseguita prima della scadenza.

IMPUTAZIONE DEL PAGAMENTO → prima interessi poi spese

Chi ha più debiti della medesima specie verso la stessa persona può dichiarare, quando paga, quale

debito intende soddisfare.

In mancanza dai tale dichiarazione, il pagamento deve essere imputato al debito scaduto; tra più

debiti scaduti, a quello meno garantito; tra debiti ugualmente garantiti, a quello più oneroso per il

debitore; tra debiti ugualmente numerosi, al più antico. Se tali criteri non soccorrono, l’imputazione

è fatta proporzionalmente ai vari debiti.

SPESE → in mancanza di patto contrario le spese dell’adempimento sono a carico del debitore.

Modi di estinzione diversi dall’adempimento Confusione

Satisfattori → Modi che realizzano l’interesse originario del creditore

o un interesse equivalente che comunque comportano

per lui una utilità. Compensazione

Novazione

Non satisfattori → Modi che lasciano insoddisfatto l’interesse

del creditore. Remissione

Impossibilità sopravvenuta

CONFUSIONE

Quando le qualità di debitore e creditore si riuniscono nella stessa persona, l’obbligazione si estingue, e i

terzi che hanno prestato garanzia per il debitore sono liberati.

Nel caso in cui in capo alla medesima persona si riuniscano le qualità di debitore e fideiussore, la garanzia

rimane in vita sempre che il creditore vi abbia interesse.

La confusione non pregiudica i diritti di usufrutto o di pegno sul credito acquistati da terzi. Questo vuol dire

che l’estinzione per confusione non è opponibile ai terzi titolari di usufrutto o pegno: l’usufruttuario del

credito può esigere il pagamento, il creditore pignoratizio può riscuotere il capitale e gli interessi ricevuti in

pegno. COMPENSAZIONE

Si ha compensazione quando due soggetti sono rispettivamente debitore e creditore l’uno dell’altro, in

forza di distinti rapporti obbligatori, e i rispettivi debiti e crediti si estinguono fino a concorrenza

dell’ammontare comune.

La compensazione si verifica qualunque sia il titolo dell'uno o dell'altro debito, eccettuati i casi:

1) i crediti per la restituzione di cose di cui il proprietario sia stato ingiustamente spogliato

2) I crediti per la restituzione di cose depositate o date in comodato

3) I crediti dichiarati impignorabili

4) Tutti quei crediti in riferimento ai quali vi sia stata ad opera del debitore preventiva rinunzia alla

compensazione

5) I crediti oggetto di divieto stabilito dalla legge

La compensazione non può essere rilevata d’ufficio dal giudice, ma deve essere eccepita dal soggetto

convenuto in giudizio per il pagamento del suo debito.

La prescrizione del diritto, se si compie dopo che si è verificata la coesistenza dei due debiti, non impedisce

la compensazione.

① Compensazione legale

La compensazione legale opera in forza dell’eccezione della parte interessata, ogniqualvolta vengano a

coesistere due crediti fra loro omogenei, liquidi ed esigibii.

Omogenei → hanno entrambi per oggetto una somma di denaro o una quantità di cose fungibili dello

stesso genere.

Liquidi → sono esattamente determinati nel loro ammontare e non contestati.

Esigibili → è scaduto il termine di pagamento e non sussistono impedimenti giuridici all’esercizio della

pretesa creditoria.

La compensazione non è rilevabile d’ufficio, qualora il soggetto se ne voglia avvalere ha l’onere di eccepirla.

② Compensazione giudiziale

Opera in presenza di crediti omogenei, esigibili ma non liquidi, purché di pronta e facile liquidazione:

giudice attraverso un agevole procedimento deve essere in grado di stabilirne l’effettivo ammontare.

Anche in questo caso è necessaria la domanda di parte, non potendosi procedere d’ufficio alla

compensazione.

A seguito dell’eccezione di compensazione giudiziale si possono verificare due ipotesi:

1) Il credito opposto in compensazione è accertato e liquidato nella sua totalità e l’eccezione è accolta

per intero

2) È accertata e liquidata solo una parte del credito opposto e la compensazione è dichiarata per

questa parte

La compensazione giudiziale opera in forza della sentenza costitutiva dell’autorità giudiziale.

③ Compensazione volontaria

La compensazione volontaria trova fonte nell’accordo tra le parti e opera a prescindere dalla sussistenza dei

requisisti di omogeneità, liquidità ed esigibilità.

È la legge a riconoscere alle parti il potere di fissare le condizioni necessarie e sufficienti per il prodursi

dell’effetto compensativo. I debiti si estinguono in forza dell’accordo.

Non è rilevabile dal giudice d’ufficio ma deve essere eccepita dalla parte convenuta per il pagamento.

REMISSIONE

È un negozio unilaterale recettizio con il quale il creditore rinunzia, in tutto o in parte, al suo diritto.

L’obbligazione si estingue il debitore viene liberato pur non avendo adempiuto la prestazione dovuta, a

meno che dichiari, entro un congruo termine, di non volerne approfittare.

No è richiesta una manifestazione di volontà da parte del debitore in quanto produce un affetto a lui

favorevole.

La dichiarazione del creditore di rimettere il debito estingue l’obbligazione solo se è comunicata al debitore,

salvo che questi dichiari in un congruo termine di non volerne profittare.

Remissione espressa → quando il creditore dichiara al debitore la propria volontà di rimettere il debito.

Remissione tacita → quando risulta da un comportamento concludente ovvero incompatibile con la

volontà di fare valere il diritto.

Restituzione volontaria del titolo → La restituzione volontaria del titolo originale del credito, fatta

dal creditore al debitore, costituisce prova della liberazione

anche rispetto ai condebitori in solido.

Se il titolo del credito è in forma pubblica, la consegna volontaria

della copia spedita in forma esecutiva fa presumere la

liberazione, salva la prova contraria.

Mentre la remissione del debito comporta il venir meno le relative garanzie reali e personali, la rinunzia alle

garanzie non fa presumere la remissione del debito.

La remissione è un negozio e titolo gratuito non necessariamente a titolo liberale: l’autore può rinunciare al

diritto di credito per perseguire un proprio interesse e non per beneficiare il debitore (imprenditore

rinuncia a un credito per non perdere il cliente)

NOVAZIONE

Contratto mediante il quale le parti danno vita a una vicenda estintivo-costitutiva che consiste nella

sostituzione dell’obbligazione originaria, che si estingue, con una nuova obbligazione dall’oggetto o dal

titolo diverso.

Mutamento dell’oggetto → quando nell’originaria obbligazione la prestazione consisteva nel pagamento

di una somma di denaro mentre nella nuova nel trasferimento della proprietà

di un bene.

Mutamento del titolo → quando il debitore che doveva una somma quale prezzo di un a vendita a seguito

della novazione deve restituirla a tiolo di mutuo.

Questa è la novazione oggettiva, gli elementi che la caratterizzano sono tre:

1) Obligatio novanda → l’obbligazione originaria

2) Aliquid novi → mutamento del titolo o dell’oggetto

3) Animus novandi → volontà di porre fine all’obbligazione originaria e di sostituirla con una nuova

La volontà di novare deve risultare in modo non equivoco: non occorre un’espressa dichiarazione,

potendosi desumere da comportamenti concludenti.

Non importano novazione le modificazioni accessorie dell’obbligazione in quanto un simile mutamento non

incide sull’identità strutturale e funzionale dell’obbligazione.

La novazione determina l’estinzione della garanzie e dei diritti accessori come privilegi, pegno o ipoteche

del credito originario, salva espressa volontà delle parti di mantenerli in vita.

La novazione è senza effetto se non esisteva l’obbligazione originaria.

Qualora l'obbligazione originaria derivi da un titolo annullabile, la novazione è valida se il debitore ha

assunto validamente il nuovo debito conoscendo il vizio del titolo originario.

Si tratta di un ipotesi di convalida tacita: il debitore pur essendo a conoscenza del vizio non agisce in

giudizio per farla valere e manifesta con la novazione la volontà di mantenere il rapporto obbligatorio

modificandone la fonte.

Nel caso di novazione oggettiva, i privilegi, il pegno e le ipoteche relative al credito originario si

estinguono, tuttavia le parti possono convenire espressamente di mantenere le garanzia.

IMPOSSIBILITÀ SOPRAVVENUTA

L'obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore, la prestazione diventa

impossibile.

L’impossibilità deve essere:

- Sopravvenuta → deve realizzarsi in un momento successivo al sorgere dell’obbligazione.

- Oggettiva → la prestazione non può essere eseguita ne dal debitore né da altri

Il debitore non può pretendere di essere liberato dal vincolo in presenza di una semplice

difficoltà. L’impedimento oggettivo non deve essere insuperabile, ma tale da richiedere un

sforzo eccessivo da parte del debitore medio secondo una valutazione da effettuare sulla

base dei criteri di diligenza e della buona fede oggettiva.

- Definitiva → l’obbligazione si estingue se l’impedimento ha natura definitiva, ed è dunque

Irreversibile.

In caso di impossibilità temporanea l’obbligo di estinguere l’obbligazione è sospeso e

il debitore non è responsabile per il ritardo.

L’obbligazione si estingue se l’impossibilità perdura fino a quando il debitore non può

essere ritenuto obbligato ovvero il creditore non ha più interesse a conseguire la

prestazione.

- Totale → L’impossibilità è totale quando investe l’intera prestazione.

Se la prestazione è divenuta impossibile solo in parte, il debitore si libera eseguendo la

prestazione per la restante parte.

Impossibilità sopravvenuta tra i diversi tipi di obbligazione

o Non comporta l’estinzione delle obbligazioni pecuniarie, generiche e negative.

o Prestazioni di dare una cosa di genere → l’impossibilità può essere di carattere soggettivo

(difficoltà economiche del debitore) e mai oggettiva.

o Prestazioni di dare una cosa di specie → l’impossibilità può essere solo oggettiva (incendio della

casa promessa in vendita)

o Prestazione di non fare → Sono sempre oggettivamente impossibili

o Prestazioni di fare → Possono essere oggettivamente e soggettivamente impossibili

1257 Smarrimento di cosa determinata

La prestazione che ha per oggetto un bene determinato si considera divenuta impossibile quando la cosa

è smarrita senza che possa essere provato il perimento e sempre che o smarrimento non sia imputabile al

debitore.

In caso di successivo ritrovamento si applicano le disposizioni dettate dall’art. 1256 a proposito della

impossibilità temporanea.

1259 Subingresso del creditore nei diritti del debitore

Se la prestazione che ha per oggetto una cosa determinata è divenuta impossibile, in tutto o in parte, il

creditore subentra nei diritti spettanti al debitore in dipendenza del fatto che ha causato l'impossibilità, e

può esigere dal debitore la prestazione di quanto questi abbia conseguito a titolo di risarcimento.

I rapporti contrattuali

Classificazione

1) Contratti che trasferiscono la titolarità di diritti (vendita, permuta, somministrazione,

mutuo)

2) Contratti con cui si concede il godimento su un bene (locazione, comodato)

3) Contratti di produzione di beni e servizi (appalto, contratto d'opera)

4) Contratti di intermediazione (mandato, commissione, agenzia, mediazione)

5) Contratti aleatori (rendita, assicurazione)

6) Nuovi contratti (leasing)

Contratti che trasferiscono la titolarità dei diritti

① VENDITA

La vendita è il contratto che ha per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa o di un

altro diritto verso il corrispettivo di un prezzo.

È un contratto consensuale, a effetti reali.

Si conclude al momento del raggiungimento dell'accordo e per effetto del consenso

legittimamente manifestato delle parti si produce il passaggio del diritto dalla sfera giuridica del

venditore a quella del compratore.

Vendita ad effetti differiti

 Vendita di cose future → il trasferimento della proprietà avviene non appena la cosa viene

ad esistenza.

Se la cosa non viene ad esistenza, il contratto si considera nullo,

salvo che le parti abbiano voluto concludere un contratto

aleatorio.

 Vendita di cosa altrui → se al momento della conclusione del contratto non era di proprietà

del venditore, questi è obbligato a procurarne l’acquisto al

compratore.

Il compratore diventa proprietario nel momento in cui il venditore

acquista la proprietà dal titolare di essa.

 Vendita di cosa generica → il trasferimento della proprietà avviene non appena avvenga

l’individuazione della cosa generica.

 Vendita alternativa → il trasferimento del diritto si produce al momento della scelta tra le

due o più cose dedotte in contratto.

FORMA

Il contratto di compravendita è a forma vincolata soltanto quando ha per oggetto beni immobili o

mobili registrati (automobili, navi).

È sufficiente la scrittura privata, ma se il compratore vuole rendere il suo acquisto opponibile ai

terzi dovrà concludere il contratto per atto pubblico o per scrittura privata autenticata

In tutti gli altri casi la compravendita è a forma libera.

OBBLIGAZIONI DELLE PARTI

1) Obbligazioni del compratore

Il compratore è tenuto a pagare il prezzo nel termine e nel luogo fissati dal contratto.

In mancanza di pattuizione pagamento deve essere eseguito al momento e nel luogo

il

della consegna del bene.

Se la cosa venduta è stata consegnata al compratore ed è produttiva di frutti o altri

proventi, l'acquirente è tenuto a versare gli interessi sul prezzo anche per il periodo in cui

esso non era ancora esigibile (interessi compensativi).

Art. 1473

Le parti possono affidare la determinazione del prezzo della compravendita a un terzo.

Ove non risulti che le parti volevano rimettersi al mero arbitrio del terzo, oppure che la

determinazione di quest’ultimo appaia iniqua o erronea, sarà il giudice, dietro richiesta del

contraente penalizzato, a definire il prezzo

2) Obbligazioni del venditore

- Consegnare la cosa al compratore

- Fargli acquistare la proprietà della cosa o il diritto se l'acquisto non è effetto immediato

del contratto

- Garantire il compratore dall'evizione e dai vizi della cosa

La cosa deve essere consegnata nello stato in cui si trovava al momento della vendita e

salvo diversa volontà, unitamente agli accessori, alle pertinenze e ai frutti.

Se la consegna presuppone il trasporto del bene il venditore è liberato dalla propria

obbligazione non appena lo affida allo spedizioniere o vettore. Le spese di trasporto sono a

carico del compratore.

EVIZIONE → quando si determini, successivamente alla conclusione del contratto, la perdita totale

o parziale del diritto a causa di una preesistente posizione di vantaggio di cui è

titolare un terzo.

Evizione totale → Il compratore può pretendere la restituzione del prezzo e il rimborso delle

spese, se ignorava l'altruità della cosa, può ottenere anche il risarcimento

del danno.

Evizione parziale → Il compratore può chiedere la risoluzione del contratto o la riduzione del

prezzo, oltre che al risarcimento del danno.

Si ha evizione parziale quando il compratore subisce una limitazione del

suo diritto in ragione dell'esistenza di un precedente vincolo sulla cosa

(un diritto reale minore, la proprietà da parte di terzi di una sola parte del

bene).

Modificazione e esclusione della garanzia

I contraenti, nell'esercizio della loro autonomia, possono modificare l'estensione della garanzia,

limitandola o ampliandola, e possono anche escluderla del tutto, in quest’ultimo caso il venditore

è comunque responsabile per l’evizione derivante da fatto proprio, essendo nullo ogni patto

contrario a tal senso.

Se la garanzia è stata esclusa e si verifica l'evizione, il compratore può pretendere dal venditore

soltanto la restituzione del prezzo pagato e il rimborso delle spese sostenute.

Nulla deve l’alienante all’acquirente se la vendita è stata conclusa a suo rischio e pericolo.

Pericolo di rivendica

Il compratore può sospendere il pagamento del prezzo, quando ha ragione di temere che la cosa o

parte di essa possa essere rivendicata da terzi, salvo che il compratore presti idonea garanzia.

Il pagamento non può essere sospeso se il pericolo era noto al compratore al momento della

vendita.

Responsabilità limitata del venditore

Se il compratore ha evitato l'evizione della cosa mediante il pagamento di una somma di denaro, il

venditore può liberarsi da tutte le conseguenze della garanzia col rimborso della somma pagata,

degli interessi e di tutte le spese.

Chiamata in causa del venditore

Il compratore convenuto da un terzo che pretende di avere diritti sulla cosa venduta, deve

chiamare in causa il venditore. Qualora non lo faccia e sia condannato con sentenza passata in

giudicato, perde il diritto alla garanzia, se il venditore prova che esistevano ragioni sufficienti per

far respingere la domanda.

GARANZIA PER VIZI DELLA COSA

Il venditore deve garantire che la cosa venduta sia immune da vizi (materiali o funzionali) che la

rendano inidonea all'uso cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore.

Le parti possono limitare o escludere la garanzia, ma tale pattuizione non ha effetto se il venditore

ha taciuto in mala fede al compratore i vizi.

Il compratore al momento della conclusione del contratto conosceva i difetti oppure se essi erano

facilmente riconoscibili.

La garanzia non è dovuta se il compratore al momento della conclusione del contratto conosceva i

difetti oppure se essi erano facilmente riconoscibili.

Risoluzione del contratto (azione redibitoria) → Restituzione del prezzo

Rimborso spese e pagamenti

VIZI PRESENTI Se la cosa è perita in conseguenza dei vizi

Riduzione del prezzo (azione estimatoria)

Se la cosa è perita per caso fortuito o per colpa del

compratore, o se questi l’ha alienata o trasformata.

+ risarcimento del danno → se il venditore non prova di avere ignorato senza colpa le

imperfezioni della cosa.

Il compratore decade dal diritto alla garanzia se non denunzia i vizi al venditore entro 8 giorni dalla

consegna del bene se si tratta di vizi apparenti oppure dalla scoperta se si tratta di vizi occulti.

Il compratore deve agire in giudizio entro il termine di un anno dalla consegna del bene.

QUALITÀ DELLA COSA

Il venditore deve garantire che il bene abbia le qualità promesse i quelle essenziali per l'uso cui è

destinato, ove ciò non accada e il difetto di qualità ecceda i limiti di tolleranza stabiliti dagli usi, il

compratore ha diritto di ottenere la risoluzione del contratto.

VENDITA BENI DI CONSUMO

Quando contraenti della vendita (ma anche di altri contratti) sono da una parte un professionista e

dall'altra un consumatore, in capo al professionista oltre alle obbligazioni tipiche scaturenti dal

contratto di scambio posto in essere ne sorge una ulteriore: quella di consegnare beni conformi al

contratto.

Criteri di valutazione

a) Sono idonei all'uso al quale servono abitualmente beni dello stesso tipo

b) Sono conformi alla descrizione fatta

c) Presentano la qualità e le prestazioni abituali di una cosa dello stesso tipo

d) Sono idonei all'uso particolare voluto dal compratore

Non vi è difformità se al momento della conclusione del contratto l'acquirente conosceva i vizi

della cosa ovvero non poteva ignorarli utilizzando l'ordinaria diligenza, o se la difformità sia

imputabile al fatto di non avere correttamente seguito le istruzioni impartite dal venditore.

Al difetto di conformità del bene è equiparato il difetto che deriva dall'imperfetta installazione

quando essa è compresa nel contratto ed è stata eseguita dal venditore o sotto la sua

responsabilità.

Il venditore è tenuto a dare informazioni esatte sulle qualità del bene, ma non è vincolato dalle

dichiarazioni pubbliche sulle caratteristiche del prodotto, rese nella pubblicità e nell'etichettatura

ad opera del produttore o del suo agente o rappresentante, che non conosceva e che non poteva

conoscere utilizzando l'ordinaria diligenza.

Il professionista è responsabile per qualsiasi difetto esistente al momento della consegna; al

consumatore è riconosciuto il diritto di chiedere, entro un termine congruo, il ripristino, senza

spese, della conformità del bene attraverso la riparazione o la sostituzione della cosa non

conforme.

Se il ripristino non è possibile o è eccessivamente oneroso, l'utente potrà chiedere

alternativamente una congrua riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto.

La denuncia dei difetti della cosa deve essere effettuata entro due mesi dalla loro scoperta.

I difetti che si sono manifestati entro sei mesi della consegna, si considerano preesistenti e

spetterà al venditore provare il contrario; l'azione diretta a fare valere i diritti dell'acquirente si

prescrive nel termine di ventisei mesi dalla consegna.

L'eccezione è imprescrittibile.

Se al momento della denuncia il compratore non ha richiesto uno specifico rimedio il venditore

può offrirgliene uno tra quelli disponibili e il consumatore può accettarlo oppure respingerlo

scegliendone un altro nel rispetto delle modalità prescritte dalla legge.

Se il compratore ha domandato un particolare rimedio il venditore è tenuto ad attuarlo, a meno

che l'utente non abbia accettato il rimedio alternativo propostogli dal professionista.

Si tratta di norme inderogabili, è NULLO ogni patto contrario diretto a limitare i diritti

dell'acquirente, è ammessa una estensione della garanzia.

La nullità è relativa, in quanto proponibile soltanto dal consumatore e rilevabile d'ufficio dal

giudice.

DIRITTO DI REGRESSO

Il venditore finale, responsabile verso il consumatore, può agire entro un anno dall'esecuzione

della prestazione nei confronti dell'utente, contro il precedente venditore o qualunque altro

soggetto della catena distributiva, cui sia imputabile il difetto di conformità, per ottenere la

reintegrazione di quanto prestato (diritto di regresso).

ALTRI TIPI DI VENDITA

 vendita con riserva di gradimento

 vendita con patto di riscatto

Nella prassi negoziale, le figure più ricorrenti sono la vendita con patto di riscatto e la vendita con

riserva di proprietà.

VENDITA CON PATTO DI RISCATTO

Il venditore può riservarsi il diritto di riottenere la proprietà del bene (mobile o immobile)

mediante la restituzione del prezzo e il rimborso delle spese e dei pagamenti sostenuti dal

compratore per l'acquisto del diritto.

Occorre che il patto sia circoscritto entro un termine, prefissato nel massimo dallo stesso

legislatore e che si tratti di un bene mobile o immobile.

Nel primo caso il riscatto deve avvenire entro due anni dalla vendita, nel secondo caso entro

cinque anni.

Il venditore decade dal diritto se non comunica al compratore la volontà di esercitarlo e non gli

corrisponde le somme dovute.

Se la vendita riguarda un bene immobile, la dichiarazione di riscatto deve essere fatta per iscritto a

pena di nullità.

È nulla per l'eccedenza la clausola che stabilisce la restituzione di un prezzo superiore a quello

fissato per il trasferimento del bene.

VENDITA CON RISERVA DI PROPRIETA'

In presenza di vendita a rate con riserva di proprietà, il compratore acquista il diritto con il

pagamento dell'ultima rata di prezzo, ma ne assume i rischi sin dal momento della consegna del

bene.

Il mancato pagamento di una rata, di entità non superiore all'ottava parte del prezzo, non

consente la risoluzione del contratto, conservando il compratore il beneficio del termine

relativamente alle rate successive.

Se l'inadempimento del compratore porta alla risoluzione, il venditore deve restituire le rate di

prezzo ricevute, salvo il diritto a un equo compenso per l'uso della cosa e al risarcimento del

denaro.

Il fallimento del venditore non è causa di scioglimento del contratto.

È rimessa al curatore la scelta di subentrare o meno nel contratto di vendita se a fallire è il

compratore.

② PERMUTA

La permuta è il contratto che ha per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà di cose o di

altri diritti, da un contraente all'altro.

Ciò che caratterizza questo tipo di contratto è lo scambio di cosa contro cosa o diritto.

Alla permuta si applicano le norme sulla vendita, salvo previsioni specifiche dettate per l'evizione e

le spese.

EVIZIONE → Il permutante che ha sofferto l’evizione e non intende riavere la cosa data, ha diritto

al valore della cosa evitta, secondo le norme sulla vendita, salvo comunque il risarcimento del

danno.

SPESE → Le spese sono a carico di entrambi i contraenti, in parti uguali.

CONTRATTO ESTIMATORIO

Con il contratto estimatorio una parte (tradens) consegna all’altra (accipiens) una o più cose

mobili, e questa si impegna a pagarne un prezzo.

Il tradens malgrado sia proprietario non può compiere atti di disposizione sui beni sino a quando

non gli sono restituiti.

Sono validi gli atti di disposizione compiuti dall’accipiens, ma i suoi creditori non possono

sottoporli a pignoramento o a sequestro finché non ne sia stato pagato il prezzo.

Incombe sull’accipiens il rischio connesso al perimento o al danneggiamento delle cose ricevute.

Egli è tenuto a pagarne il prezzo anche se la restituzione delle cose nella loro integrità sia divenuta

impossibile per causa a lui non imputabile.

④ SOMMINISTRAZIONE

Contratto con cui una parte si obbliga a eseguire a favore dell'altra, verso il corrispettivo di un

prezzo, prestazioni periodiche o continuative di cose.

Consente il soddisfacimento di:

- Bisogni che devono essere attuati costantemente ad esempio la fornitura di acqua, gas,

energia elettrica → PRESTAZIONI CONTINUATIVE

- Bisogni che necessitano di una realizzazione periodica ad esempio la rivista a cui si è

abbonati, il rifornimento di legna per il camino → PRESTAZIONI PERIODICHE

QUANTIFICAZIONE DEL PREZZO → regole della vendita

ENTITÀ DELLA SOMMINISTRAZIONE

Qualora non sia determinata l'entità della somministrazione, s'intende pattuita quella

corrispondente al normale fabbisogno della parte che vi ha diritto, avuto riguardo al tempo della

conclusione del contratto.

Se le parti hanno stabilito soltanto il limite massimo e quello minimo per l'intera somministrazione

o per le singole prestazioni, spetta all'avente diritto alla somministrazione di stabilire, entro i limiti

suddetti, il quantitativo dovuto.

Se l'entità della somministrazione deve determinarsi in relazione al fabbisogno ed è stabilito un

quantitativo minimo, l'avente diritto alla somministrazione è tenuto per la quantità

corrispondente al fabbisogno se questo supera il minimo stesso.

PAGAMENTO DEL PREZZO

 Periodiche → il prezzo deve essere corrisposto all’atto delle singole prestazioni e in

proporzione ad esse

 Continuative → il prezzo deve essere pagato secondo la scadenza d’uso

INADEMPIMENTO LIEVE ad opera di chi riceve la prestazione

Il somministrante può sospendere la propria prestazione

dandone un congruo preavviso

NOTEVOLE e tale da pregiudicare la fiducia nell’esattezza dei successivi adempimenti ad

opera di una delle parti ↓

RISOLUZIONE DEL CONTRATTO

(ha efficacia ex nunc non travolgendo le prestazioni già eseguite)

Se la durata della somministrazione non è stabilita, ciascuna delle parti può recedere dal

contratto, dando un congruo preavviso avuto riguardo alla natura della somministrazione.

È ammessa la possibilità che il contratto di somministrazione sia accompagnato da specifiche clausole, quali

il patto di preferenza e il patto di esclusiva.

 Patto di preferenza

Quando l'avente diritto alla somministrazione si obbliga a dare la preferenza al

somministrante nella stipulazione di un successivo contratto per lo stesso oggetto.

L’intesa è valida se l’obbligo non eccede i 5 anni

 Patto di esclusiva

Può essere congegnato a favore del somministrante o dell'avente diritto alla

somministrazione, si ammette anche a vantaggio di entrambi (esclusiva reciproca)

- Esclusiva a favore del somministrante

L'altra parte non può ricevere da terzi prestazioni della stessa natura né, può

provvedere con mezzi propri alla produzione delle cose che formano oggetto del

contratto.

- Esclusiva a favore dell’avente diritto alla somministrazione

Il somministrante non può compiere nella zona per cui l'esclusiva è concessa e per la

durata del contratto, né direttamente né indirettamente, prestazioni della stessa

natura di quelle che formano oggetto del contratto.

⑤ MUTUO

Contratto con il quale una parte (mutuante) consegna una certa quantità di denaro o di altre cose

fungibili all'altra (mutuatario) che si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e

qualità.

È un contratto reale ad effetti reali per il cui perfezionamento occorre, oltre al consenso, anche la

consegna della cosa.

INTERESSI → salva diversa volontà delle parti, il mutuatario deve corrispondere gli interessi al

mutuante.

Gli interessi superiori alla misura legale devono essere determinati per iscritto,

altrimenti sono dovuti nella misura legale.

Interessi usurai → la clausola è nulla e non deve essere corrisposto alcunché

MANCATO PAGAMENTO INTERESSI

RISOLUZIONE DEL CONTRATTO

Se è stata convenuta la restituzione rateale delle cose mutuate e il mutuatario non adempie

l'obbligo del pagamento anche di una sola rata, il mutuante può chiedere, secondo le circostanze,

l'immediata restituzione dell'intero.

TERMINE → mutuo oneroso: si presume stabilito nell’interesse di entrambe le parti

→ mutuo gratuito: si presume a favore del mutuatario

In mancanza di individuazione in sede contrattuale del termine per la restituzione, esso è fissato

dal giudice.

PROMESSA DI MUTUO

Chi ha promesso di dare a mutuo può rifiutare l'adempimento della sua obbligazione se le

condizioni patrimoniali dell'altro contraente sono divenute tali da rendere notevolmente difficile

la restituzione e non gli sono offerte idonee garanzie.

MUTUO DI SCOPO

Le parti possono arricchire lo schema del negozio di mutuo prevedendo l'obbligatoria destinazione

della somma di denaro mutuata alla realizzazione di uno scopo determinato.

Contratti con cui si concede il godimento su un bene

① LOCAZIONE

La locazione è il contratto con il quale una parte (locatore) si obbliga a fare godere all'altra

(locatario o conduttore) una cosa mobile o immobile per un dato tempo, verso un determinato

corrispettivo.

 Contratto consensuale, a effetti obbligatori

 Contratto a prestazioni corrispettive → A fronte della fruizione del bene, il conduttore ha

l'obbligo di pagare al locatore un corrispettivo

(canone).

Disposizioni generali

DURATA → Massimo trent’anni

La locazione di durata superiore ai nove anni costituisce atto di straordinaria amministrazione,

deve essere stipulata in forma scritta ed è soggetta a trascrizione.

OBBLIGAZIONI DEL LOCATORE

1) Consegnare al conduttore la cosa locata in buono stato di manutenzione,

2) Di mantenerla in condizioni da servire all'uso convenuto e

3) Garantirne in pacifico godimento

Il locatore deve provvedere alle riparazioni necessarie, rimanendo a carico del conduttore solo i

lavori di piccola manutenzione, e deve garantirlo dalle molestie recate dai terzi.

OBBLIGAZIONI DEL CONDUTTORE

1) Prendere in consegna la cosa e osservare la diligenza del buon padre di famiglia nel

servirsene per l’uso determinato nel contratto e per l’uso che si presumere dalle

circostanze

2) Dare il corrispettivo in termini convenuti

Alla cessazione del rapporto deve restituire la cosa al locatore nello stesso stato in cui l'ha

ricevuta.

Non ha diritto ad alcuna indennità per i miglioramenti apportati, se la loro esecuzione è stata

effettuata senza il consenso del locatore.

Salvo diversa convenzione il conduttore ha facoltà di sublocare la cosa ricevuta ma non può cedere

il contratto senza il consenso del locatore.

Alla scadenza del termine il rapporto di locazione cessa automaticamente, senza bisogno di

disdetta. Il contratto si intende tacitamente rinnovato se il conduttore rimane ed è lasciato nella

detenzione del bene.

LOCAZIONE DI IMMOBILI URBANI ADIBITI AD USO ABITAZIONE

Si consente alle parti di scegliere tra due differenti modelli contrattuali:

 Contratto libero o ordinario

La determinazione della misura del canone è demandata alle parti, rimanendo stabilita

dalla legge solo la durata minima della locazione (quattro anni con rinnovazione tacita di

pari durata)

 Contratto convenzionato o alternativo

La durata minima fissata dalla legge è più breve (tre anni con proroga di diritto per altri

due) e la misura del canone deve essere convenuta in conformità di quanto stabilito da

appositi accordi tra le organizzazioni della proprietà edilizia e quelle dei conduttori

maggiormente rappresentative.

Al fine di combattere l'evasione fiscale, il contratto di locazione ad uso abitativo deve essere

stipulato in forma scritta ed soggetto a registrazione.

LOCAZIONE DI IMMOBILI URBANI ADIBITI AD USO DIVERSO DA ABITAZIONE

I contratti di locazione aventi per oggetto immobili adibiti ad attività industriali, commerciali o

artigianali, di interesse turistico o destinati all'esercizio abituale e professionale di qualsiasi attività

di lavoro autonomo non possono avere durata minima inferiore a quella stabilita per legge

6 anni

9 anni per gli immobili utilizzati per attività alberghiere o teatrali

e si rinnovano tacitamente per la stessa durata alla prima scadenza.

Si riconosce al conduttore la facoltà di sublocare l'immobile o di cedere il relativo contratto anche

senza il consenso del locatore, purché congiuntamente venga locata o ceduta anche l'azienda.

③ AFFITTO

L'affitto è una locazione che si caratterizza per avere ad oggetto una cosa produttiva, mobile o

immobile (azienda, fondo rustico, opificio, cava).

L'affittuario deve curarne la gestione in conformità della destinazione economica della cosa e

dell'interesse della produzione. A lui spettano i frutti e le altre utilità della cosa.

OBBLIGHI DEL LOCATORE

Il locatore è tenuto a consegnare la cosa, con i suoi accessori e con le sue pertinenze in modo che

possa servire all'uso cui è destinata e alla produzione.

RIPARAZIONI

Il locatore è tenuto ad eseguire a sue spese, durante l'affitto, le riparazioni straordinarie.

Le altre sono a carico dell'affittuario

Perdite determinate da riparazioni

Se l'esecuzione delle riparazioni che sono a carico del locatore determina per l'affittuario una

perdita superiore al quinto del reddito annuale, o, nel caso di affitto non superiore a un anno, al

quinto del reddito complessivo, ↓

L'affittuario può domandare una riduzione del fitto in ragione della diminuzione del reddito

oppure, secondo le circostanze, lo scioglimento del contratto.

SUBAFFITTO E CESSIONE → l’affittuario non può subaffittare senza il consenso del locatore, può

però cedere il contratto.

RESCISSIONE DEL CONTRATTO

Se le parti non hanno determinato la durata dell'affitto, ciascuna di esse può recedere dal

contratto dando all'altra un congruo preavviso.

Cause di scioglimento affitto → intervenuta incapacità o insolvenza dell’affittuario

Nel caso di morte dell'affittuario, il locatore e gli eredi dell'affittuario possono, entro tre mesi dalla

morte, recedere dal contratto mediante disdetta comunicata all'altra parte con preavviso di sei

mesi.

Se l'affittuario non destina al servizio della cosa i mezzi necessari per la gestione di essa, se non

osserva le regole della buona tecnica, ovvero se muta stabilmente la destinazione economica della

cosa. ↓

RISOLUZIONE DEL CONTRATTO

④ COMODATO

Il comodato è il contratto con il quale una parte (comodante) consegna all'altra (comodatario) una

cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con

l'obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta.

Il comodato è gratuito.

 Contratto reale → per il cui perfezionamento occorre, oltre al consenso, anche la consegna

della cosa

 Ha effetti obbligatori giacché da origine a un diritto personale di godimento.

 Contratto unilaterale → pone obblighi soltanto a carico di uno dei contraenti, il

comodatario, che è obbligato alla restituzione della cosa ricevuta.

Non è prescritto alcun requisito di forma.

OBBLIGHI DEL COMODATARIO

- È tenuto a custodire e conservare la cosa con la diligenza del buon padre di famiglia,

- Può servirsene solo per l'uso determinato dal contratto o dalla natura del bene e

- Senza il consenso del comodante non può concederne ad altri il godimento.

Inadempimento obblighi → comodante può chiedere l'immediata restituzione della cosa oltre al

risarcimento del danno.

Il comodatario ha diritto di essere rimborsato delle spese straordinarie sostenute per la

conservazione della cosa, se queste erano necessarie e urgenti, ma non ha diritto alle spese

sostenute per l’uso.

Art 1805 PERIMENTO DELLA COSA

Il comodatario è responsabile se la cosa perisce per un caso fortuito a cui poteva sottrarla

sostituendola con la cosa propria, o se, potendo salvare una delle due cose, ha preferito la propria.

Il comodatario che impiega la cosa per un uso diverso o per un tempo più lungo di quello a lui

consentito, è responsabile della perdita avvenuta per causa a lui non imputabile, qualora non provi

che la cosa sarebbe perita anche se non l'avesse impiegata per l'uso diverso o l'avesse restituita a

tempo debito.

TERMINE DI RESTITUZIONE

Il comodatario deve restituire il bene alla scadenza del termine pattuito

Restituzione immediata se:

- Sopravviene un suo urgente ed imprevisto bisogno

- Se il comodatario non osserva la dovuta diligenza nell’uso

- Morte del comodatario

Se non è stato convenuto un termine, il comodatario è tenuto a restituirla non appena il

comodante la richiede.

Se il comodatario si rifiuta di restituire la cosa dopo la scadenza del termine, il comodante può

intentare l’azione di rivendicazione sia come contraete che nelle vesti di proprietario.

Contratti di produzione di beni e servizi

① APPALTO

Contratto con il quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e gestione a

proprio rischio, il compimento di un'opera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro.

Contratto consensuale a effetti obbligatori → suole fondarsi sulla fiducia che il committente ripone

nell'appaltatore.

L’appaltatore è un imprenditore, questo lo distingue dal contratto di lavoro autonomo

L'opera o il servizio sono svolti con attività prevalentemente

propria senza necessità di una particolare organizzazione

produttiva.

OBBLIGAZIONI DELL’APPALTATORE

Realizzazione dell'opera o la prestazione del servizio con i mezzi e secondo le modalità concordate;

è inquadrata tra le obbligazioni di risultato.

Dare pronto avviso al committente dei difetti della materia da questo fornita che rischiano di

compromettere la regolare esecuzione dell'opera.

In mancanza di autorizzazione da parte del committente è vietato il subappalto.

Prima di ricevere la consegna, il committente ha diritto di verificare l'opera compiuta e salvo patto

o uso contrario l'appaltatore ha diritto al pagamento del corrispettivo quando l'opera è accettata

dal committente.

RESPONSABILITA’ DELL’APPALTATORE

Garanzia per le difformità e i vizi dell'opera; se il bene è stato accettato dal committente la

garanzia è dovuta solo per le difformità e i vizi non riconoscibili o taciuti in mala fede

dall'appaltatore.

Il committente deve denunciare i vizi entro 60 giorni dalla scoperta e può chiedere:

 La loro eliminazione a spese dell'appaltatore

 Diminuzione proporzionale del prezzo.

Risoluzione → se le difformità o i vizi sono tali da rendere l'opera del tutto inadatta alla sua

destinazione.

L'azione contro l'appaltatore si prescrive nel termine di due anni dal giorno della consegna.

Art 1669 ROVINA E DIFETTI DI COSE IMMOBILI

Quando l'appalto ha per oggetto la realizzazione di edifici o di altre cose immobili destinate per

loro natura a lunga durata, l'appaltatore è responsabile se l'opera, entro 10 anni dal compimento,

rovina in tutto o in parte per vizio del suolo o difetto della costruzione o presenta evidente

pericolo di rovina o gravi difetti.

② DEPOSITO

Contratto con il quale una parte (depositario) riceve dall'altra (depositante) una cosa mobile con

l'obbligo di custodirla e di restituirla in natura.

Contratto reale → per il cui perfezionamento occorre, oltre al consenso, anche la consegna della

cosa.

Il deposito si presume gratuito.

Deposito retribuito → contratto oneroso, ma non a prestazioni corrispettive.

Il depositario ha la detenzione della cosa ricevuta e non può servirsene né darla in deposito ad altri

senza il consenso del depositante; deve restituirla su richiesta, salvo che sia stato stabilito un

termine.

Se il depositario scopre che la cosa proviene da un reato deve denunziare il deposito del bene

fatto presso di sé. In questo caso il depositario ha diritto al rimborso delle spese sostenute per la

custodia.

DEPOSITO IRREGOLARE (Es. deposito bancario di denaro)

Quando il deposito ha per oggetto una quantità di denaro o di altre cose fungibili, con facoltà per il

depositario di servirsene.

In questa ipotesi il depositario acquista la proprietà del bene ricevuto ed è tenuto a restituire al

depositante altrettante cose della stessa specie e qualità.

Al deposito irregolare si applicano le norme sul mutuo, ove compatibili.

Differenze tra mutuo e deposito

- Il depositario deve tenere una condotta che gli consenta di provvedere alla restituzione

non appena il depositante ne faccia richiesta

- Generalmente nel deposito irregolare non è prevista la corresponsione di interessi

- Nel deposito irregolare le cose vengono consegnate nell'interesse del depositante

mentre nel mutuo la consegna mira a soddisfare l'interesse del mutuatario

Contratti di intermediazione

① MANDATO

Contratto con il quale una parte (mandatario) si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per

conto dell'altra (mandante).

 Mandato con rappresentanza

L'attività di cooperazione resa dal mandatario consiste nel compimento di atti giuridici in

nome e per conto del mandante. Quando al mandatario è conferito il potere di

rappresentanza gli effetti dell'atto da lui compiuto si producono direttamente nella sfera

giuridica del mandante.

 Mandato senza rappresentanza

Il mandatario compie atti giuridici in nome proprio ma per conto del mandante. Si realizza

un'ipotesi di rappresentanza indiretta

L'atto è posto in essere nell'interesse del mandante ma l'imputazione del

rapporto che ne scaturisce rimane in capo al mandatario il quale a sua volta ha

l'obbligo di trasferirlo al mandante con un successivo negozio.

Inadempimento obbligo di trasferire i diritti acquisiti al mandante:

- Cose mobili → può rivendicare i beni, fatti salvi i diritti di terzi in buona fede

- Beni mobili e immobili registrati sentenza costitutiva che produca gli stessi effetti del

contratto di trasferimento non concluso.

Il mandatario non risponde verso il mandante dell'adempimento delle obbligazioni assunte

dalle persone con le quali ha contrattato, tranne il caso che l'insolvenza di queste gli fosse

o dovesse essergli nota all'atto della conclusione del contratto.

OBBLIGHIO DEL MANDATARIO

Compimento di uno o più atti giuridici per conto del mandante.

Mandato speciale → se ha per oggetto il compimento di uno o più atti determinati, è generale se

riguarda le gestione di tutti gli affari del mandante o la gestione degli affari di

un determinato settore.

Sostituto del mandatario

Il mandatario è obbligato a eseguire personalmente l'incarico ricevuto, se sostituisce altri a se

senza esservi autorizzato risponde dell’operato del soggetto che lo ha sostituito.

Se la sostituzione era stata autorizzata senza indicazione del sostituto, il mandatario incorre in

responsabilità soltanto per colpa della scelta effettuata.

Il mandatario risponde delle indicazioni impartite al sostituto.

Il mandante può egire direttamente nei confronti del sostituto.

Nell'esecuzione del mandato il mandatario deve osservare la diligenza del buon padre di famiglia.

Il mandatario non può eccedere i limiti stabiliti nel contratto.

OBBLIGHI DEL MANDANTE

Somministrare al mandatario i mezzi necessari per l'esecuzione del mandato e per l'adempimento

delle obbligazioni che il mandatario ha contratto in proprio nome.

Pagare al mandatario il compenso convenuto quando il mandato è oneroso, rimborsare le spese

da questi sostenute e risarcirgli i datti eventualmente subiti a causa dell'incarico ricevuto.

CAUSE DI ESTINZIONE

Il mandato si estingue per:

- La scadenza del termine convenuto o per l'espletamento dell'incarico da parte del mandatario

- Morte, interdizione o inabilitazione del mandante o del mandatario.

Altra causa di scioglimento del rapporto è il recesso unilaterale

Ossia la revoca del mandante o la rinunzia del mandatario.

Nel mandato a titolo oneroso la revoca senza giusta causa produce l’obbligo in capo al mandante

di risarcire i danni al mandatario.

② COMMISSIONE

Mandato senza rappresentanza che ha per oggetto l'acquisto o la vendita di beni per conto di un

soggetto chiamato committente, da parte di un altro soggetto che agisce in nome proprio

chiamato commissionario.

Onerosa → compenso del commissionario consiste in una provvigione commisurata all'affare

concluso

Star del credere → rende responsabile il commissionario per la proficua esecuzione dell’affare, il

cui rischio solitamente grava sul committente.

Il commissionario, che risponde con il proprio patrimonio per l’eventuale

inadempimento del soggetto con cui ha concluso l’affare, ha diritto ad un

compenso maggiore.

③ SPEDIZIONE

Manato senza rappresentanza il cui oggetto è costituito dall'obbligo del mandatario-spedizioniere

di concludere in proprio nome, per conto del mandante, un contratto di trasporto di cose e di

compiere le operazioni accessorie.

Contratti diretti alla definizione di una controversia

① TRANSAZIONE

La transazione è il contratto mediante il quale le parti dirimono una lite o ne prevengono

l'insorgenza facendosi, a tal fine, reciproche concessioni.

Elemento caratterizzante è la reciprocità delle concessioni.

Lo scopo di giungere a una soluzione mediata è evitare le lungaggini e le incertezze del processo

civile.

Transazione novativa → quando le parti estinguono il rapporto giuridico preesistente oggetto della

lite e lo sostituiscono con un nuovo incompatibile rispetto al primo per

titolo ed oggetto.

La transazione può riguardare i diritti liberamente disponibili dalle parti, essendo nulla ove

stipulata relativamente a diritti indisponibili (come i diritti familiari, gli status personali).

La transazione deve essere provata per iscritto. Altrimenti è nulla.

ANNULLAMENTO

Se la transazione è stata stipulata con riguardo a una pretesa temeraria perché assolutamente e

obiettivamente infondata

Se è stata basata su documenti successivamente riconosciuti falsi

Se ha avuto per oggetto una lite già decisa con sentenza passata in giudicato della quale le parti o

una di esse non avevano contezza.

Qualora siano scoperti, dopo la sua stipulazione, documenti che dimostrano che taluna delle parti

non aveva alcun diritto da far valere.

La transazione può essere sciolta per mutuo consenso e risolta per inadempimento, fatta

eccezione per quella novativa, dove è ammessa solo se prevista dalle parti.

Nuovi contratti

① CONTRATTI DI INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA

I contratti di intermediazione finanziaria sono quelli che hanno per oggetto i cosiddetti strumenti

finanziari, espressione comprensiva di una vasta categoria di prodotti, forme di investimento,

servizi e attività di cui è consentita la negoziazione sul mercato.

I generali obblighi di diligenza e correttezza nell'esecuzione della prestazione si specificano nella

previsione di puntuali doveri di informazione e sono accompagnati dall'onere a carico

dell'intermediario di provare di aver agito con la specifica diligenza richiesta.

I contratti stipulati dai soggetti abilitati devono essere redatti in forma scritta e devono indicare

compiutamente la determinazione del corrispettivo dovuto e gli oneri a carico del cliente (cui deve

essere consegnata una copia). Tutto questo a pena di nullità.

② LEASING

❶ Leasing finanziario

Con il contratto di leasing finanziario (o locazione finanziaria) una parte (concedente) su richiesta

dell'altra (utilizzatore) acquista o fa costruire un bene scelto e indicato dall'utilizzatore e lo

concede in godimento a quest'ultimo verso il pagamento di canoni periodici.

Alla scadenza → all'utilizzatore è concessa l'opzione di acquisto del bene per un prezzo predeterminato e

normalmente modesto Proroga del contratto con canone ridotto

Se non è interessato: Restituzione del bene

Il leasing assolve una funzione di finanziamento: si consente all'imprenditore di conseguire l'utilità

connessa all'immediato godimento di un bene verso pagamento di un canone con la facoltà di

scelta tra l'acquisto o la restituzione.

❷ Leasing operativo

Nel leasing operativo il concedente è lo stesso produttore del bene che lo dà in godimento

all'utilizzatore dietro il pagamento di un canone.

❸ Sale and lease-back

Il proprietario di un bene, di regola immobile, lo vende a una società di leasing che a sua volta lo

lascia in godimento all'alienante verso il pagamento di un canone periodico.

Alla scadenza del contratto:

- Il concessionario può riacquistare la proprietà del bene ceduto contro pagamento di un

prezzo,

- Lasciarlo definitivamente al concedente

- chiedere la proroga del rapporto.

L'operazione assolve una funzione finanziaria, consentendo al concessionario di ottenere liquidità

mantenendo al contempo il godimento del bene e potendolo riacquistare alla cessazione del

rapporto. I beni

I beni sono cose che possono formare oggetto di diritti. Si tratta di entità sulle quali si concentrano

interessi ritenuti dall'ordinamento meritevoli di protezione.

Sono oggetto di diritti le cose appropriabili: il titolare del diritto sul bene può godere, in via

esclusiva, delle utilità da esso fornite.

Non sono beni giuridici: luce, l'aria e le cose non commerciabili per legge, come i beni

demaniali, e i diritti della personalità.

 BENI MOBILI E IMMOBILI

- Beni immobili per natura: tutto ciò che naturalmente o artificialmente è incorporato al

suolo e non può essere spostato da un luogo all'altro senza

che ne venga alterata la struttura e destinazione.

- Beni immobili per legge: come i mulini, i bagni e gli altri edifici galleggianti, che il

legislatore considera immobili quando sono saldamente e

permanentemente ancorati alla riva per la loro utilizzazione.

Tutti gli altri beni sono mobili. (beni mobili registrati: navi, aeromobili e autoveicoli)

I contratti che costituiscono, modificano, trasferiscono o estinguono diritti reali su beni

immobili la forma scritta a pena di nullità e la trascrizione per la loro opponibilità ai terzi.

 ALTRE DISTINZIONI

- Materiali → sono tangibili perché dotati di una materialità corporea

- Immateriali → sono invece percepibili soltanto con i sensi o l'intelligenza (segni

distintivi dell'impresa, opere d'ingegno, invenzioni)

- Presenti

- Futuri → Quelli che non sono ancora venuti ad esistenza. Essi possono essere oggetto

di diritti di credito e di rapporti obbligatori, ma non di diritti reali in quando

manca la cosa su cui esercitare il diritto.

I beni mobili si distinguono in:

- Specifiche → le cose indicate con i propri caratteri peculiari (il cavallo Varenne)

- Generiche → quelle individuate in astratto per l'appartenenza a un genere (un cavallo)

La proprietà delle cose specifiche si trasferisce con il semplice consenso

legittimamente espresso dalle parti, mentre la proprietà delle cose generiche si

trasmette a seguito dell'individuazione.

L'obbligo di prestare cose generiche non si estingue per impossibilità della

prestazione.

- Fungibili → quando possono essere sostituite con altre dello stesso genere, equivalenti

per utilità e valore (bene fungibile per eccellenza è il denaro)

- Infungibili → quando vengono individuate dai soggetti di un rapporto e non possono

essere sostituite con altre.

Il contratto di mutuo ha per oggetto cose fungibili mentre quello di comodato cose

infungibili.

- Divisibili → Beni che possono essere frazionati senza alterarne la destinazione

Economica

- Indivisibili → Quelli che per disposizione di legge per volontà delle parti, o per loro

natura non possono essere divisi perché perderebbero la loro utilità.

- Consumabili → Destinati ad esaurirsi nella loro consistenza (la benzina)

Non deteriorabili o deteriorabili cioè mutare, nel tempo, la loro qualità

(l'automobile è inconsumabile ma deteriorabile).

- Inconsumabili → Se suscettibili di una fruizione ripetuta nel tempo. Questo carattere li

rende possibile oggetto di diritti di godimento.

L'usufrutto può avere per oggetto solo cose inconsumabili, la deteriorabilità viene in

considerazione in tema di pegno.

 BENI PUBBLICI → I beni possono appartenere allo stato e ad altri enti pubblici che li

utilizzano per realizzare interessi generali.

- Demaniali necessari → Come il lido del mare, la spiaggia, i fiumi, i laghi che possono

appartenere solo allo stato

- Demaniali eventuali → Le strade, gli acquedotti, gli immobili riconosciuti di interesse

storico, archeologico o artistico poiché possono appartenere

anche ai privati.

Sono inalienabili e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi

e nei limiti stabiliti dalla legge.

Non è possibile trasferirli a privati né acquistarli a titolo originario; la pubblica

amministrazione può consentirne a privati l'utilizzo mediante concessione.

- Beni patrimoniali indisponibili

Sono soggetti a regole particolari, possono essere alienati ma non possono essere

sottratti alla loro destinazione se non nei modi stabiliti dalle leggi che li riguardano

(foreste, miniere, acque minerali e termali)

- Beni patrimoniali disponibili → Sono sottoposti alle regole di diritto comune e sono

liberamente alienabili ed usucapibili.

I beni immobili vacanti, non sono di proprietà di nessuno, e spettano allo stato.

CONNESSIONE TRA BENI

 Cose composte → Quelle formate da più parti che perdono nella loro composizione la loro

autonomia e assumono una destinazione economica unitaria (le parti

che compongono un'automobile)

 Cose connesse → Quelle formate da più parti o elementi posti in rapporto tra loro in modo

da poter distinguere una cosa principale e una o più cose accessorie.

Es: PERTINENZE

Le pertinenze sono le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di

un'altra cosa.

Elemento oggettivo: la stabile destinazione della cosa a servizio o ad ornamento di un'altra

Elemento soggettivo: la volontà del proprietario o del titolare di altro diritto reale di

operare questa aggregazione

La pertinenza ha la finalità di incrementare l'utilità della cosa principale (servizio) o di

soddisfare bisogno voluttuari (ornamento) in modo durevole.

Es → attrezzi per la coltivazione del fondo, gli arredi di un albergo, l'autorimessa o il

giardino di una casa.

Gli atti e i rapporti giuridici che hanno per oggetto la cosa principale comprendono anche le

pertinenze. Ma si lasciano libere le parti di disporre diversamente.

Ai fini della costituzione del rapporto di pertinenza, non occorre che la cosa accessoria appartenga

al proprietario della cosa principale, dal momento che il vincolo pertinenziale non pregiudica i

diritti dei terzi sulla cosa accessoria

UNIVERSALITÀ DI FATTO → Pluralità di cose che appartengono alla stessa persona e hanno una

destinazione unitaria.

Le cose che compongono l'universalità devono svolgere una funzione comune, ma non

perdono del tutto la loro autonomia, potendo essere oggetto di separati atti e rapporti

giuridici.

UNIVERSALITÀ DI DIRITTO → Pluralità di rapporti giuridici considerata dal legislatore come un

complesso unitario senza che sia necessaria l'aggregazione materiale

tra i beni che la compongono.

Sono le norme di legge, e non il titolare o il proprietario, a operare l'unificazione e a

disciplinare unitariamente un complesso di rapporti giuridici (eredità, azienda)

Il patrimonio

Il patrimonio è costituito dall'insieme dei rapporti giuridici attivi e passivi valutabili

economicamente che fanno capo a una persona.

È formato, dal punto di vista materiale da beni e dal punto di vista giuridico da diritti sui beni.

 Patrimonio separato → Quando alcuni cespiti sono vincolati a una particolare destinazione

Es: fondo patrimoniale

 Patrimonio autonomo → Quando alcuni beni escono dal patrimonio del proprio titolare e

vengono attribuiti a un nuovo soggetto dotato dell'autonomia

patrimoniale. Es: fondazione

I frutti

I frutti sono i proventi economici di un bene; si distinguono in naturali e civili.

 Naturali → Provengono direttamente dal bene, con o senza il contributo dell'uomo (legna)

Appartengono al proprietario della cosa madre che li produce e diventano beni

autonomi dal momento della separazione.

Possono essere oggetto di disposizione quali beni futuri anche prima della separazione.

Si dicono frutti pendenti i frutti naturali non ancora separati

 Civili → Sono costituiti dal corrispettivo del godimento che soggetti diversi dal proprietario

traggono dal bene, gli interessi che discendono dalla disponibilità di un capitale

altrui, i canoni che derivano dal godimento di un immobile.

I frutti civili si acquistano giorno per giorno in ragione della durata del diritto.

I diritti reali

I diritti reali sono diritti soggettivi assoluti che attribuiscono al titolare un potere immediato e

tendenzialmente esclusivo su una cosa.

Si distinguono in:

 PROPRIETÀ → Assegna al proprietario il diritto di godere e disporre delle cose in modo

pieno ed esclusivo. DIRITTI REALI DI GODIMENTO

Conferiscono al titolare un potere di

godimento sul bene più o meno limitato.

Sono:

 Servitù,

DIRITTI REALI SU COSA ALTRUI  Superficie,

 Usufrutto,

 Uso,

 Abitazione

DIRITTI REALI DI GARANZIA

Incidono sulla facoltà di disposizione e

riconoscono al titolare, in caso di

inadempimento del debitore, il diritto

di soddisfarsi con preferenza rispetto

agli altri creditori sul ricavato della

vendita del bene su cui gravano.

Sono:

 Pegno

 Ipoteca

CARATTERI

 Tipicità → Costituiscono un numero chiuso nel senso che sono soltanto quelli

espressamente previsti dall'ordinamento giuridico.

I privati non possono creare nuovi diritti reali né possono modificarne il regime.

 Immediatezza → Diretta signoria sulla cosa, in quanto il titolare del diritto può esercitare i

potere senza l'intermediazione di un altro soggetto.

Nel caso di diritti reali su cosa altrui il proprietario non deve compiere

alcuna azione, deve sopportare che il titolare del diritto minore eserciti

alcune facoltà sul bene.

 Assolutezza → L'opponibilità del diritto reale nei confronti dei terzi su cui incombe un

generale dovere d'astensione; i terzi non possono impedire o turbare

l'esercizio del diritto da parte del titolare

Diritto di sequela: il diritto segue il bene anche se questo è trasferito in proprietà a terzi.

La proprietà

Il proprietario ha il diritto di godere e di disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i

limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti dall'ordinamento giuridico.

È considerato inviolabile dallo statuto albertino.

LIMITI:

 Limiti nell’interesse pubblico

- Espropriazione → è consentita l'espropriazione, previo indennizzo, per una causa di

pubblico interesse, che deve essere legalmente dichiarata.

- Beni di interesse storico e artistico

 Limiti nell’interesse privato

- Rapporti di vicinato → Essi regolano i rapporti di vicinato, mirano cioè a contemperare i

diritti reciproci dei confinanti, assicurandone la coesistenza e la

possibilità di esercizio.

Il codice detta disposizioni generali per la proprietà fondiaria seguite da regole particolati riferite

- Alla proprietà rurale → Piegare l'esercizio dei poteri proprietari al rispetto del bene alla

coltivazione (bonifica)

- Alla proprietà edilizia → Dare rilevanza nei rapporti tra privati alle prescrizioni della

pianificazione urbanistica.

Il proprietario non è libero di costruire sul proprio fondo ma deve rispettare la

destinazione d'uso prefissata e gli standards di costruzione imposti).

CARATTERI DIRITTO DI PROPRIETÀ

Il proprietario può godere e disporre della cosa.

 GODERE → Comprende tutte le possibili forme di utilizzazione del bene nei limiti stabiliti

dall'ordinamento; vi rientra anche la possibilità di distruggerlo o di non

utilizzarlo.

 DISPORRE → Sia in senso giuridico, alienandolo, concedendolo in locazione, costituendo su

di esso un diritto reale minore, sia in senso materiale modificandone la

destinazione economica.

La legge può limitare l’esercizio di tali facoltà:

- Il proprietario di beni dichiarati di particolare interesse artistico o culturale, o di archivi

o di singoli documenti di notevole interesse storico non può alienarli senza

l'autorizzazione del ministero competente che può decidere di acquistarli esercitando il

diritto di prelazione legale.

- È sanzionato con l’espropriazione il proprietario che abbandona la conservazione o la

coltivazione di beni di interesse per la produzione nazionale.

ALTRI CARATTERI

 Pienezza → Non conferisce al proprietario determinate facoltà di disposizione e di

godimento ma gli permette ogni forma di utilizzazione del bene

 Elasticità → La proprietà si comprime con la costituzione di un diritto reale minore, ma si

riespande automaticamente, ritornando piena, con l'estinzione di esso

 Esclusività → Riguarda il potere del titolare di escludere i terzi dal godimento del bene e

l'impossibilità che sulla cosa coesistano più diritti di proprietà, salvo il caso

della comunione.

 Indipendenza → Il diritto di proprietà prescinde dall'esistenza di altri diritti sul bene

 Imprescrittibilità → È un diritto perpetuo e imprescrittibile: non ha limiti di tempo e non si

estingue per non uso, ma soltanto per effetto dell'usucapione e in

favore di altri soggetti.

DIVIETO ATTI EMULATIVI

Il proprietario può utilizzare la cosa nel modo che ritiene più opportuno, con il limite di astenersi

dal compimento di atti che abbiano come unico scopo di nuocere o arrecare molestia ad altri.

Si tratta di atti illeciti, chi li compie è tenuto al risarcimento del danno e al ripristino della

situazione precedente. IMMISSIONI

Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i

rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se esse non superano la

normale tollerabilità.

Le immissioni che superano la normale tollerabilità sono illecite; l'interessato può agire in giudizio

per ottenere la loro inibizione e il risarcimento dei danni.

Le immissioni devono essere originate dall'attività che si svolge nel fondo limitrofo e non da un

comportamento posto in essere dal vicino sul fondo del proprietario.

METODI DI ACQUISTO DELLA PROPRIETÀ

 A TITOLO ORIGINARIO → L'acquisto della proprietà non dipende da un eguale diritto di un

precedente titolare; il diritto sorge senza che sia trasmesso da

altri. (diritto di proprietà pieno e libero da vincoli)

- Occupazione - Commistione

- Invenzione - Specificazione

- Accessione - Usucapione

- Unione

 A TITOLO DERIVATIVO → Esistenza del diritto nella sfera giuridica dell'alienante e

richiedono il suo trasferimento dal patrimonio del precedente

titolare (dante causa) a quello dell'attuale (avente causa).

Si basano su due principi:

- Nessuno può trasferire diritti di portata maggiore di quando egli stesso sia titolare

- La risoluzione o la nullità che colpisce l'acquisto del dante causa produce effetti sul

patrimonio dell'acquirente e fa venire meno il suo acquisto.

Sono:

- Contratto

- Successione a causa di morte

- Espropriazione

- Trasferimenti coattivi (confisca, vendita forzata)

OCCUPAZIONE → Acquisto della proprietà di cose mobili che non appartengono a nessuno, perché

abbandonate o perché da sempre prive di un titolare.

Si acquistano per occupazione gli animali che formano oggetto di caccia e pesca.

L'acquisto si compie con l'apprensione materiale del bene accompagnata

dall'intenzione del soggetto di farlo proprio.

Occupazione acquisitiva: modo di acquisto della proprietà a titolo originario che opera a

favore della p.a. la quale occupi un fondo privato per costruirvi un

opera di pubblica utilità con un procedimento espropriativo che si

dimostri illegittimo.

INVENZIONE → L'invenzione opera con riferimento alle cose mobili smarrite; chi trova una cosa

mobile è obbligato a restituirla al proprietario e se non lo conosce deve

consegnarla al sindaco del comune dove è avvenuto il ritrovamento.

Trascorso un anno dalla consegna della cosa senza che il proprietario si presenti a ritrarla, il

diritto di proprietà spetta al ritrovatore.

ACCESSIONE → Si verifica quando un bene incorpora altre cose che prima erano separate: il

proprietario della cosa principale diviene proprietario dei beni incorporati

indipendentemente dalla sua volontà. (può avvenire sia per fatto dell’uomo che

naturale)

Qualunque piantagione, costruzione o opera esistente, sopra o sotto il suolo, appartiene al

proprietario di questo.

Accessione invertita

Se nella costruzione di un edificio si occupa in buona fede una porzione del fondo attiguo, e

il proprietario di questo non fa opposizione entro tre mesi dal giorno in cui ebbe inizio la

costruzione, l'autorità giudiziaria, tenuto conto delle circostanze, può attribuire al

costruttore la proprietà dell'edificio e del suolo occupato.

Il costruttore è tenuto a pagare al proprietario del suolo il doppio del valore della superficie

occupata, oltre il risarcimento dei danni.

Sono figure tipiche di accessione tra cose mobili.

UNIONE O COMMISTIONE

Nell'unione o commistione due o più cose mobili sono unite in modo che non è più possibile

separarle senza danni; in questo caso la proprietà diventa comune in proporzione del valore delle

cose appartenenti a ciascuno.

SPECIFICAZIONE → La specificazione si ha quando un soggetto crea con il proprio lavoro una nuova

cosa con materia che appartiene ad altri: di regola la proprietà della cosa nuova

è di chi ha compiuto il lavoro.

Diritti reali di godimento

Si dividono in:

 Usufrutto, l'uso e l'abitazione che presuppongono l'esistenza di un unico bene sul quale

coesistono il diritto di proprietà e il diritto reale di godimento

 Servitù che richiede un rapporto tra due fondi appartenenti a soggetti diversi, il fondo

dominante e il fondo servente

Fonti

- Contratto → A effetti reali e si perfeziona con il semplice consenso delle parti

legittimamente manifestato (bene immobile forma scritta a pena di nullità ed

è soggetto a trascrizione)

- Testamento

- Usocapione

Estinzione

- Confusione: il titolare del diritto minore e proprietario del bene divengono la stessa

- Morte (usufrutto, uso e abitazione)

- Rinunzia da parte del proprio titolare

- Prescrizione per uso non ventennale

Usofrutto

L'usufrutto è un diritto reale di godimento su cosa altrui a contenuto molto ampio; gli unici limiti

sono rappresentati dal rispetto della destinazione economica del bene (non si può adibire un

fondo agricolo a un campo da golf) e dalla temporaneità del diritto.

L'usufruttuario può utilizzare la cosa e trarne ogni utilità; può percepirne i frutti e concederla in

godimento a terzi.

OGGETTO→ beni mobili o immobili, anche deteriorabili ma non consumabili con l'uso

 Cose deteriorabili → l'usufruttuario può servirsene secondo l'uso normale e alla scadenza

deve restituirle nello stato in cui si trovano

 Cosa consumabile → Quasi-usufrutto: il titolare del diritto acquista la proprietà del bene e

può utilizzarlo come meglio ritiene (anche mutandone la destinazione

economica).

Alla scadenza del termine deve restituire altrettante cose della stessa specie e

qualità oppure pagare il valore dei beni secondo la stima convenuta.

COSTITUZIONE → può derivare dalla legge, dalla volontà dell'uomo o acquisirsi per usucapione.

Usufrutto legale: diritto spettante ai genitori sui beni dei figli minori

Fonte volontaria: contratto e il testamento.

Il contratto che costituisce, trasferisce o modifica l'usufrutto è a effetti reali. Se ha

per oggetto un bene immobile necessita la forma scritta a pena di nullità ed è

soggetto a trascrizione.

Usucapione: esercizio ventennale

DURATA

- Persona fisica: fino alla morte

- Persona giuridica: massimo 30 anni

Usufrutto congiuntivo → L'usufrutto attribuito a due o più soggetti con reciproco diritto di

accrescimento, il diritto si estingue alla morte del più longevo degli

usufruttuari.

DIRITTI E OBBLIGHI DEL’USUFRUTTUARIO

L'usufruttuario deve salvaguardare l'integrità della cosa e la sua destinazione economica, usando

la diligenza del buon padre di famiglia.

L’usufrutto si estende a tutte le accessioni della cosa

Egli può apportare dei miglioramenti alla cosa o porvi delle addizioni.

Miglioramenti → Al termine il beneficiario ha diritto a un indennizzo pari alla minor somma

tra quanto speso per i miglioramenti e l'aumento di valore del bene

Addizioni → Egli ha diritto di toglierle alla fine dell'usufrutto, salvo che il proprietario

preferisca ritenere le addizioni stesse. In questo caso deve essere corrisposta

all'usufruttuario una indennità pari alla minor somma tra l'importo della spesa

e il valore delle addizioni al tempo della riconsegna.

Se le addizioni non possono separarsi dalla cosa costituiscono miglioramento

di essa, si applicano le disposizioni relative ai miglioramenti

Il perimento o il deterioramento del bene dovuto a sua negligenza dà luogo alla cessazione

dell'usufrutto per abuso.

L'usufruttuario può disporre del proprio diritto cedendolo a terzi o ipotecandolo; può costituire

servitù a favore del fondo oggetto del suo diritto se ciò non è vietato dal titolo costitutivo.

FRUTTI → I frutti naturali e i frutti civili spettano all'usufruttuario per la durata del suo diritto

SPESE → Le spese di custodia, amministrazione e manutenzione ordinaria e il pagamento di ogni

peso gravante sul reddito (imposte sul reddito) sono a carico dell'usufruttuario.

Spettano al proprietario le riparazioni straordinarie.

ESTINZIONE → L'usufrutto si estingue nei seguenti casi:

- Morte dell'usufruttuario o scadenza del termine se costituito a tempo determinato

- Abuso dell'usufruttuario, per grave violazione delle obbligazioni che incombono su di lui

(cambiamento della destinazione economica)

- Prescrizione per non uso ventennale

- Consolidazione ossia riunione del diritto di proprietà e di usufrutto nel patrimonio dello

stesso soggetto

- Perimento della cosa

Uso e abitazione

USO → Conferisce al titolare il diritto di servirsi del bene e di trarne i frutti nei limiti dei bisogni

propri e della propria famiglia.

I bisogni vengono valutati secondo la condizione sociale del titolare del diritto.

Durata massima limitata: la vita dell'usuario o 30 anni nel caso di persona giuridica

Ha natura personale: non può essere ceduto a terzi e l'usuario non è legittimato a

concedere il bene in locazione.

ABITAZIONE → Conferisce al titolare la facoltà di abitare una casa limitatamente ai bisogni suoi e

della sua famiglia, è il diritto d'uso avente per oggetto una casa

Ha natura personale → Non può essere ceduto; la casa non può essere concessa in

locazione.

Titolare di questo diritto non può essere una persona giuridica in quanto non può abitare in

una casa.

La legge estende all'uso e all'abitazione le disposizioni relative all'usufrutto, in quanto

compatibili.

Servitù predali

La servitù è il peso imposto sopra un fondo per l'utilità di un altro fondo appartenente a un diverso

proprietario.

L'utilità → è il vantaggio che il fondo dominante riceve dalle servitù; si deve trattare di un

vantaggio a favore del bene e non del suo proprietario

Può consistere nella maggiore comodità o amenità del fondo dominante o inerente alla

destinazione industriale del fondo dominante (servitù industriali)

Il codice usa il termine prediali per sottolineare che questo diritto reale può avere per oggetto solo

beni immobili.

CARATTERI

 Un fondo non può essere allo stesso tempo servente e dominante rispetto alla medesima

servitù

 Non può essere trasferita ad altri separatamente dalla proprietà del fondo medesimo

 Indivisibile → se il fondo viene diviso la servitù non si divide e continua a essere a vantaggio

o a carico di ogni parte

 Contiguità non è indispensabile, anche se il fondo servente e quello dominante sono

generalmente vicini o confinanti

 È necessario che il fondo dominante tragga un'utilità dal peso imposto sul fondo servente

SERVITIÙ PER VANTAGGIO FUTURO

È ammessa la costituzione di una servitù per assicurare a un fondo un vantaggio futuro.

È ammessa altresì a favore o a carico di un edificio da costruire o di un fondo da acquistare; ma in

questo caso la costituzione non ha effetto se non dal giorno in cui l'edificio è costruito o il fondo è

acquistato. PRESTAZIONI ACCESSORIE

Il proprietario del fondo servente non è tenuto a compiere alcun atto per rendere possibile

l'esercizio della servitù da parte del titolare, salvo che la legge o il titolo disponga altrimenti.

ABBANDONO DEL FONDO SERVENTE

Il proprietario del fondo servente, quando è tenuto in forza del titolo o della legge alle spese

necessarie per l'uso o per la conservazione della servitù, può sempre liberarsene, rinunziando alla

proprietà del fondo servente a favore del proprietario del fondo dominante.

CLSASSIFICAZIONE

- Tipiche → il loro contenuto è previsto e regolato dall'ordinamento (servitù di passaggio)

- Atipiche → il contenuto è determinato in concreto dall'autonomia dei privati

- Continue → quando si esercitano ininterrottamente e senza bisogno del fatto dell'uomo

(servitù di acquedotto)

- Discontinue → quando per il loro esercizio è necessario il fatto dell'uomo, come nella

servitù di passaggio

- Attive → se l'utilità del fondo dominante si consegue attraverso opere o attività del suo

proprietario (servitù di presa d'acqua)

- Negative → se realizzano un'utilità del fondo dominante mediante una limitazione della

facoltà del proprietario del fondo servente (servitù di non sopraelevare)

Le servitù possono essere costituite coattivamente o volontariamente

 SERVITÙ COATTIVE → Servitù che, in presenza dei presupposti stabiliti dalla legge, il

proprietario di un fondo ha il diritto (potestativo) di conseguire

anche contro la volontà del proprietario del fondo servente.

Se il proprietario del fondo servente aderisce alla richiesta del proprietario del fondo

dominante, le parti possono concludere un contratto costitutivo di servitù.

In caso contrario l'interessato può ottenere una sentenza o un atto amministrativo

produttivi del medesimo risultato.

La sentenza stabilisce le modalità e l’indennità dovuta.

Prima del pagamento dell’indennità il proprietario del fondo servente può opporsi

all’esercizio del diritto.

Esempio: fondo intercluso

Qualora un fondo non abbia accesso alla via pubblica e non sia possibile procurarlo

senza eccessivo dispendio o disagio, il proprietario ha diritto ad ottenere il

passaggio sul fondo vicino

Altri esempi sono la servitù di acquedotto, di scarico coattivo e di bonifica.

 SERVITÙ VOLONTARIE → Sono volontarie le servitù che hanno fonte in un atto negoziale

(contratto e testamento)

 SERVITU APPARENTE → Se esistono opere visibili e permanenti destinate al suo eserczio

COSTITUZIONE A TITOLO ORIGINARIO

Le servitù apparenti possono acquistarsi anche per destinazione del padre di famiglia e per

usucapione.

 La destinazione del padre di famiglia è un modo di costituzione a titolo originario esclusivo

delle servitù, occorrono i seguenti presupposti:

- I due fondi in origine devono appartenere ad un unico proprietario

- Uno dei due fondi deve essere stato posto a servizio dell'altro e ciò risultare da opere

permanenti e durevoli

- I due fondi a seguito di alienazione o divisione divengono di proprietà di due soggetti

diversi

- La costituzione della servitù a carico di uno dei due fondi e a favore dell'altro non è

esclusa dall'atto di vendita

In presenza di questi presupposti la servitù sorge automaticamente al momento della

separazione dei fondi.

 L'usucapione si compie per effetto dell'esercizio di fatto delle facoltà inerenti al diritto di

servitù per un periodo ventennale o decennale.

Le servitù non apparenti non possono essere acquistate per usucapione e destinazione del padre

di famiglia.

ESTINZIONE

 Confusione → quando i due fondi diventano di proprietà dello stesso soggetto

 Prescrizione → non uso ventennale

L'impossibilità di fatto di usare della servitù e il venir meno dell'utilità della medesima non fanno

estinguere la servitù.

La servitù esercitata in modo da trarne un'utilità minore di quella indicata dal titolo si conserva per

intero.

Il diritto di servitù è opponibile al terzo acquirente del fondo servente quando abbia avuto luogo la

trascrizione dell’atto o ne sia stata fatta menzione nell’atto di trasferimento

La comunione

Quando la proprietà o un altro diritto reale sullo stesso bene spettano in comune a più persone.

Coloro che partecipano alla comunione sono chiamati comunisti, se si tratta di comproprietà sono

detti condomini.

Ogni partecipante alla comunione vanta una quota ideale che rappresenta la misura del diritto di

ciascuno sul bene. La divisione dei frutti e la contribuzione alle spese sono attuate in proporzione

della quota e nei limiti di essa ciascun comunista può disporre del proprio diritto, alienandolo o

ipotecandolo.

Ogni partecipante può servirsi della cosa comune senza alterarne la destinazione e non

impedendo agli altri di utilizzarla.

La comunione può essere:

- Volontaria: Sorge per volontà delle parti che acquistano o mettono in comune la

proprietà della cosa (contratto, testamento)

- Incidentale: Nascono a prescindere dalla volontà dei partecipanti e sono soggette ad un

regime legale speciale che deroga alla disciplina generale

Esempi: acquisto per occupazione della proprietà di una cosa mobile da parte di più

persone o acquisto dell'usucapione della proprietà di un bene immobile da

parte di più persone

- Legale: sorge in forza di legge AMMINISTRAZIONE

Ogni comunista ha diritto di partecipare alle decisioni che riguardano il bene comune e le

deliberazioni della maggioranza dei partecipanti, calcolata secondo il valore delle quote, vincolano

anche la minoranza dissenziente.

È necessaria la maggioranza dei voti per formare il regolamento dell’ordinaria amministrazione e il

godimento della cosa comune, ed anche per delegare l’amministrazione a uno o più partecipanti o

a un estraneo, stabilendone i poteri e gli obblighi.

- Per innovazioni dirette al miglioramento → maggioranza dei 2/3 del valore complessivo del

bene

- Per atti di ordinaria amministrazione → 2/3 se non comportano pregiudizio per qualcuno

dei partecipanti

- Atti di alienazione delle cosa comune, di costituzione di diritti reali o di diritti personali di

godimento ultranovennali → consenso di tutti

Ogni componente della minoranza dissenziente può impugnare la deliberazione adottata dalla

maggioranza ove ritenga che sia viziata da abusi o che sia stata assunta in violazione della legge.

La comunione cessa o si soglie per effetto della DIVISIONE

Il diritto sulla quota ideale si trasferisce sulla porzione materiale che viene assegnata al

soggetto in proprietà esclusiva.

La divisione ha carattere dichiarativo e i beni si considerano retroattivamente come se

fossero stati sin dall'origine di proprietà esclusiva.

La divisione ha luogo in natura se la cosa può essere utilmente divisa in parti corrispondenti

alle quote dei partecipanti.

In caso di indivisibilità si procede alla vendita e si divide il ricavato, oppure all'assegnazione

del bene a un singolo partecipante, imputandolo alla sua porzione e poi effettuando i

conguagli secondo le regole della divisione ereditaria.

I partecipanti possono pattuire di rimanere in comunione per un certo periodo che in ogni

caso non può essere superiore a un decennio. L'autorità giudiziaria può ordinare lo

scioglimento della comunione prima del tempo convenuto.

Condominio

Quando gli appartamenti dai quali un edificio è composto non sono di un unico proprietario, ma di

diversi soggetti. Ciascuno di essi è proprietario esclusivo della propria abitazione e nello stesso

tempo è comproprietario, insieme agli altri condomini, delle parti comuni dell'edificio.

Parti comuni: Tutto ciò che è necessario all'uso o al godimento comune: il suolo su cui sorge

l'edificio, le fondazioni, i muri maestri, le scale.

Questi beni non possono essere soggetti a divisione a meno che si possa realizzare senza rendere

l'uso della cosa più scomodo per ogni condomino. Si parla di comunione forzosa.

AMMINISTRAZIONE DEL CONDOMINIO

L'amministrazione del condominio è affidata a due organi, uno deliberativo (l'assemblea dei

condomini), l'altro esecutivo (l'amministratore).

 ASSEMBLEA → Ha il compito di stabilire il regolamento, di nominare l'amministratore, di

approvare il preventivo delle spese e il rendiconto della gestione, di

decidere le innovazioni e le opere di manutenzione straordinaria.

È un organo collegiale che delibera secondo il principio maggioritario; presupposto

per la validità della deliberazione è che tutti i condomini siano stati invitati a

partecipare all'assemblea e che la stessa sia costituita dalla maggioranza del valore

intero dell'edificio e i 2/3 dei partecipanti al condominio.

Ogni condomino dissenziente può fare ricorso all'autorità giudiziaria contro le

deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento di condominio.

 AMMINISTRATORE → Ha il compito di curare l'esecuzione delle delibere assembleari e

l'osservanza del regolamento, la riscossione dei contributi.

Nei limiti delle proprie attribuzioni, ha la rappresentanza dei partecipanti e può agire in

giudizio sia contro i condomini che contro i terzi.

Il possesso

È il potere sulla cosa che si manifesta in un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o di

altro diritto reale.

Possesso pieno → si manifesta nell'esercizio dei poteri inerenti al diritto di proprietà

Possesso minore → nell'esercizio di poteri relativi a un diritto reale su cosa altrui (servitù,

usufrutto, pegno)

Il possesso delle cose di cui non si può acquistare la proprietà (beni demaniali o beni patrimoniali

indisponibili) è senza effetto.

POSSESSORE → Colui che, di fatto, ha il potere sulla cosa e la usa come se fosse legittimato a farlo,

a prescindere dalla titolarità di un diritto reale

È possessore anche chi si è appropriato illecitamente del bene.

ELEMENTI COSTITUTIVI

- Elemento oggettivo → Corpus possesionis: dato dal potere di fatto sulla cosa

Consiste nella disponibilità del bene; possiede colui che può usufruire della cosa

- Elemento soggettivo → Animus possidendi

Rappresentato dall'intenzione di possedere il bene come titolare del diritto di

proprietà o di altro diritto reale.

QUALIFICAZIONI DEL POSSESSO

- Legittimo → Quando ad esercitare il potere di fatto sulla cosa sia il titolare della

corrispondente situazione giuridica (di diritto reale minore o pieno): il

proprietario che gode e dispone della propria cosa.

- Illegittimo → Possesso esercitato da chi non vanta la corrispondente situazione giuridica

sul bene, si tratta dei casi in cui non vi è coincidenza tra la situazione di

diritto e quella di fatto.

(Ladro o a chi occupa abusivamente un bene)

 In buona fede → Il soggetto che ignori di ledere un diritto altrui

 In mala fede → Il soggetto consapevole di ledere un diritto altrui

Il possesso di mala fede è vizioso quando è stato conseguito mediante un atto

violento o clandestino (spoglio)

ACQUISTO DEL POSSESSO

- A titolo originario → Apprensione materiale della cosa con l'intenzione di esercitare i poteri

del proprietario o di altro titolare

Effettiva: Se si trasferisce materialmente la cosa,

simbolica, se ad esempio si consegnano le

- A titolo derivativo → Consegna chiavi di una casa

Volontaria: La cosa resta a disposizione della stessa persona ma

cambia l'animus ↓

❶ Traditio brevi manu: Chi aveva la detenzione della cosa ne diventa possessore

❷ Costituto processorio: Il proprietario possessore vende la casa, stipula con

l'acquirente un contratto di locazione e continua a

utilizzarla come detentore.

DURATA DEL POSSESSO → Fino a quando sussistono i suoi elementi costitutivi

Quando il possessore attuale ha posseduto anche nel passato si presume abbia posseduto nel

periodo intermedio

Il possesso attuale non fa presumere il possesso anteriore a meno che l possessore possa vantare

un titolo

La successione e l'accessione nel possesso permettono di godere degli effetti del possesso

esercitato da un altro soggetto.

SUCCESSIONE → L'erede è successore a titolo universale e subentra nei rapporti e nelle situazioni

giuridiche appartenenti al defunto. La successione si verifica anche nel possesso.

Erede e defunto sono considerati dalla legge come un'unica persona e non occorre un

nuovo impossessamento, il passaggio del possesso è automatico.

Il successore a titolo particolare, tra vivi (acquirente) o a causa di morte (legatario) non

acquista automaticamente il possesso. A tal fine sono necessari la consegna e il titolo (il

contratto di compravendita o il legato).

ACCESSIONE → Egli ha la facoltà di unire al proprio possesso quello del soggetto che lo ha

trasmesso (venditore o defunto) se ciò è utile in vista dell'usucapione.

PERDITA → Se vengono meno i suoi elementi costitutivi per volontà del titolare (mancato esercizio

del potere sulla cosa, consegna o restituzione ad altri), per fatto del terzo (spoglio), per

perdita, distruzione o perimento della cosa.

Art. 1140 → Si può possedere direttamente o per mezzo di un'altra persona che ha la detenzione

della cosa. (possesso mediato)

DETENZIONE → Potere di fatto sul bene non accompagnato dall'intenzione di esercitare un'attività

corrispondente a un diritto reale. Il potere sul bene è subordinato a quello di un

altro soggetto (il possessore) e ai limiti da questo previsti.

Sia il possessore che il detentore esercitano un potere di fatto sulla cosa, ma il possessore

attua i poteri del proprietario o del titolare di altro diritto reale mentre il detentore, pur

mantenendo un rapporto diretto con la cosa, rispetta l'altrui potere

Possessore → Colui che dispone del bene in forza di un titolo avente per oggetto il

trasferimento o la costituzione di un diritto reale (contratto di

compravendita)

Detentore → Colui che ha la materiale disponibilità del bene sulla base di un titolo avente

per oggetto un diritto personale di godimento (contratto di locazione, affitto,

comodato).

Presunzione di possesso: chi esercita il potere di fatto sulla cosa è presunto possessore, salvo che

si provi che ha iniziato semplicemente a esercitarlo in qualità di

detentore

La distinzione tra possesso e detenzione è rilevante sotto diversi profili:

- Solo il possessore può acquistare a titolo originario il diritto di proprietà o altro diritto reale

per usucapione

- Solo il possessore può agire con l'azione di manutenzione.

Interversione del possesso → passaggio da una situazione di possesso minore a una di possesso

pieno.

Il mutamento della detenzione in possesso è previsto in ipotesi tassative:

- Il detentore non può acquistare il possesso se il titolo non cambia per una causa

proveniente da un terzo

- Con l’opposizione proposta personalmente al proprietario o al possessore

EFFETTI DEL POSSESSO

❶ IL PRINCIPIO DEL POSSESSO VALE TITOLO

Colui al quale sono alienati beni mobili da chi non ne è proprietario ne acquista la proprietà

mediante il possesso, purché sia in buona fede al momento della consegna e sussista un

titolo idoneo al trasferimento della proprietà.

Si riferisce solo ai beni mobili, sono esclusi i beni mobili registrati, gli immobili e le

universalità di mobili.

Si determina immediatamente l’acquisto a titolo originario della proprietà sul bene, libera

da vincoli che non risultano dal titolo e dei quali l’acquirente ignora l’esistenza, l’effettivo

proprietario perde il proprio diritto e non può più rivendicare il bene.

Nello stesso modo possono acquistarsi i diritti di usufrutto, di uso e di pegno.

Nell'ipotesi di conflitto tra più acquirenti dello stesso bene mobile prevale colui che per

primo ha conseguito il possesso della cosa in buona fede.

❷ USUCAPIONE

Modo di acquisto della proprietà o di altri diritti reali di godimento a titolo originario e

automatico: l'effetto acquisitivo si produce, in presenza dei requisiti stabiliti dalla legge, a

prescindere dalla precedente titolarità del diritto in capo a un soggetto determinato

(alienante).

Non possono acquistarsi per usucapione le servitù non apparenti e quelle coattive.

Requisiti dell'usucapione sono:

o Il decorso del tempo, il possesso (di buona o di mala fede) continuo e non

interrotto, esercitato in modo non violento né clandestino

Il requisito della continuità richiede che il potere di fatto sulla cosa sia stato esercitato:

- Senza interruzioni naturali (il possessore è privato del possesso per più di un anno)

- Senza interruzioni civili (derivano da atti giuridici esercitati dal titolare del diritto

reale contro il possessore o da atti di riconoscimento da parte del possessore

dell'altrui diritto).

L'usucapione ordinaria si compie in 20 anni.

Usucapione abbreviata → il tempo necessario per usucapire varia a seconda del tipo di bene

oggetto del diritto e dello stato psicologico del soggetto.

L'usucapione abbreviata si compie:

- 10 anni per i beni immobili, 3 anni per i beni mobili registrati, che decorrono dalla

trascrizione del titolo.

- Per le universalità di mobili l'usucapione si compie in 10 anni. (male fede 20 anni)

- Per i beni mobili, l'usucapione abbreviata viene in considerazione soltanto laddove

manchi il titolo astrattamente idoneo al trasferimento e il possessore sia in buona

fede, in questo caso l'usucapione si produce in 10 anni. (mala fede 20 anni)

DIRITTI E OBBLIGHI DEL POSSESSORE NELLA RESTITUZIONE DELLA COSA

- Il possessore di mala fede deve restituire la cosa insieme ai frutti naturali e civili

- Il possessore di buona fede può fare propri i frutti naturali separati e civili sino al giorno

della domanda giudiziale azionata nei propri confronti dal proprietario.

Il possessore ha diritto al rimborso delle spese per la produzione e il raccolto dei frutti nei limiti del

loro valore.

Il possessore ha diritto al rimborso delle spese fatte per le riparazioni straordinarie e a indennità

per i miglioramenti recati alla cosa.

Il possessore di buona fede può ritenerela cosa finché non gli siano corrisposte le indennità

dovute, purché queste siano state domandate nel corso del giudizio di rivendicazione e sia stata

fornita una prova generica della sussistenza delle riparazioni e dei miglioramenti.

In presenza di forme di aggressione ad opera di terzi della posizione possessoria, il legislatore

predispone delle azioni specifiche a tutela del possesso.

- Azione di reintegrazione o di spoglio

- Azione di manutenzione.

Il possessore è poi legittimato ad esercitare le azioni di nuova opera e di danno temuto, esperibili

pure dal proprietario. Responsabilità civile e garanzia del credito

Sanzione

La sanzione è la conseguenza riconosciuta e attribuita a un determinato comportamento assunto in

violazione di una regola ed è la garanzia di efficacia della regola stessa.

Assolve una duplice funzione:

- Preventiva: cioè volta a favorire la spontanea osservanza del precetto

- Repressiva: cioè mirante a ristabilire l'ordine violato

Essa si presenta solitamente quale reazione a una condotta illegittima o illecita, ossia contraria a un

principio o a una regola dell'ordinamento giuridico.

Nella sanzione giuridica si ritrova talvolta inclusa o implicita la regola da rispettare, una norma priva di

sanzione è detta imperfetta.

Classificazioni

- In relazione al settore dell'ordinamento giuridico → penali, civili, amministrative, disciplinari, etc.

- Con riferimento al sacrificio imposto al destinatario → Personale (reclusione o l'arresto)

Patrimoniale (risarcimento del danno)

- Con riguardo al risultato che il legislatore si prefigge

→ esecutoria: se mira a ripristinare la situazione antecedente alla violazione

→ Riparatoria: tende a ottenere dall'autore della violazione un sacrificio compensativo del

pregiudizio individuale o sociale prodotto

La reazione a un comportamento antigiuridico o a una situazione di fatto difforme dalla previsione

normativa astratta si rappresenta come sanzione se ci si pone dal punto di vista dell'ordinamento.

Se ci si pone viceversa dal punto di vista del soggetto tutelato, tale reazione acquista la fisionomia del

rimedio.

Le sanzioni civili e i conseguenti rimedi intervengono in una fase successiva al pregiudizio arrecato all'altrui

sfera giuridica per ripristinare l'ordine violato (sanzioni restitutorie o riparatorie) o per dare attuazione a un

diritto negato (sanzioni satisfattorie).

Inibitoria → consistente nell'imposizione da parte dell'ordinamento giuridico di un comportamento o di

un'attività a carico dell'autore di una condotta illegittima o illecita anche soltanto temuta: un

vero e proprio ordine tendente a prevenire o a impedire la prosecuzione della trasgressione e

a rimuoverne le conseguenze dannose.

Rescissione

La rescissione è un rimedio previsto per i contratti sinallagmatici in presenza di uno squilibrio tra le

prestazioni dovuto a cause determinate.

I privati sono liberi di concludere contratti a prestazioni inique; il legislatore interviene con lo strumento

della rescissione quando il disequilibrio è dovuto a cause condizionanti la volontà di uno dei contraenti.

Il giudice può rescindere il contratto solo se è stato concluso in stato di pericolo o di bisogno.

Stato di pericolo → Può essere rescisso il contratto con cui una parte ha assunto obbligazioni a condizioni

inique, per la necessità, nota alla controparte, di salvare sé o altri dal pericolo attuale

di un danno grave alla persona.

È determinante la conoscenza che il contraente ha dell'altrui stato di pericolo.

Il pericolo deve essere attuale, riguardare la persona del contraente o di altri e non il

patrimonio.

Stato di bisogno → se vie è sproporzione tra la prestazione di una parte e quella dell’altra, e la

sproporzione è dipesa dallo stato di bisogno di una parte, del quale l’altra ha

approfittato per trarne vantaggio, la parte danneggiata può domandare la rescissione

del contratto.

Il valore della prestazione deve superare di oltre la metà quello dell'altra.

La rescissione per lesione è esclusa per i contratti aleatori, cioè contratti che per loro

natura (assicurazione) o per volontà delle parti (vendita aleatoria di cosa futura)

comportano un'incertezza circa la corrispettività delle prestazioni.

È esclusa anche per la transazione.

AZIONE

L'azione di rescissione può essere promossa dalla parte la cui volontà è stata condizionata dalla Situazione

di necessità o di difficoltà economica.

Prescrizione: un anno dalla conclusione del contratto e nello stesso termine si prescrive l'eccezione.

Il contraente nei cui confronti è domandata la rescissione può evitarla offrendo una modificazione del

contratto sufficiente a ricondurlo a equità. EFFETTI

La sentenza che pronuncia la rescissione ha natura costitutiva ed effetto retroattivo per le parti, che sono

liberate dal vincolo, il negozio è come se non fosse mai stato concluso.

Le prestazioni eseguite devono essere restituite.

La sentenza non pregiudica i diritti acquistati dai terzi, salvi gli effetti della trascrizione della domanda di

rescissione, il terzo non è tutelato se la domanda di rescissione è stata trascritta prima del suo acquisto.

Non è convalidabile Responsabilità contrattuale

Per inadempimento si intende la mancata o inesatta esecuzione della prestazione dedotta in obbligazione.

 Totale → Quando il debitore non esegue la prestazione dovuta

 Parziale → Quando l'esecuzione è avvenuta ma in violazione delle regole inerenti le modalità

dell'adempimento (diligenza, prudenza, luogo, quantità o qualità dell'oggetto della

prestazione). In questa ipotesi si parla anche di inesatto adempimento.

 Assoluto → In futuro la prestazione non può o essere ancora eseguita

 Relativo → Si traduce in un ritardo, cui può seguire un adempimento tardivo o un inadempimento

assoluto

Il mancato soddisfacimento (integrale o parziale) dell'interesse del creditore, imputabile al debitore, pone a

suo carico una responsabilità che si traduce nell'obbligo di risarcire il danno.

IMPOSSIBILITA’ DELLA PRESTAZIONE

Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non

prova che l'inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da

causa a lui non imputabile.

Il debitore che nell’adempimento dell’obbligazione si vale dell’opera di terzi risponde anche dei fatti dolosi

o colposi di costoro, salva diversa volontà delle parti.

Il creditore che intende ottenere il risarcimento dei danni deve dimostrare l'esistenza del proprio credito,

l'inadempimento della controparte e il danno conseguente, gravando sul debitore l'onere di provare

l'esecuzione corretta della prestazione o la non imputabilità dell'inadempimento.

Nel caso di impossibilità assoluta per causa non imputabile al debitore, l'obbligazione si estingue, mentre

nel caso di impossibilità temporanea si esclude la responsabilità per il ritardo. L'impossibilità parziale

consente al debitore di liberarsi dando esecuzione alla parte di obbligazione rimasta possibile.

La legge prevede che il debitore non possa liberarsi nel caso di semplice difficoltà ma deve dimostrare che

rispetto a quella specie di obbligazione l'esecuzione non può realizzarsi attraverso uno sforzo diligente.

Qualora l'esecuzione sia divenuta eccessivamente onerosa a causa del verificarsi di avvenimenti

straordinari e imprevedibili, è possibile chiedere al giudice la risoluzione del vincolo contrattuale.

In alcuni casi andrà esente da responsabilità sol che abbia impiegato nell’adempimento, la diligenza, la

prudenza e la perizia richiestagli (mandato)

LA MORA DEL DEBITORE

Il ritardo nell'adempimento della prestazione, ossia un inadempimento relativo del quale il debitore è

tenuto a rispondere, determina la mora del debitore. La mora presuppone che la prestazione possa ancora

essere eseguita.

Perché vi sia mora e responsabilità del debitore, non sempre è sufficiente che questi abbia indugiato ad

adempiere pur essendo il debito scaduto.

Per considerarlo responsabile è necessario che il creditore lo costituisca in mora richiedendogli

l'inadempimento per iscritto.

La costituzione in mora è un atto formale consistente in un'intimazione o richiesta di adempimento fatta

per iscritto.

La costituzione non è indispensabile e la mora si verifica automaticamente se:

- Il debito deriva da fatto illecito

- Il debitore ha dichiarato per iscritto di non volere eseguire l'obbligazione

- È scaduto il termine e la prestazione deve essere eseguita al domicilio del creditore, come accade

normalmente per le obbligazioni pecuniarie

La disciplina della mora non si applica alle obbligazioni di non fare, in quanto ogni atto compiuto in loro

violazione di per sé costituisce inadempimento assoluto.

L’unica ipotesi in cui la causa dell’inadempimento risulta del tutto estranea alla sfera del debitore: un

divieto di legge rende la prestazione impossibile.

Il debitore non può essere considerato in mora se, tempestivamente, ha fatto offerta non formale della

prestazione dovuta, a meno che il creditore non l’abbia rifiutata per un motivo legittimo.

EFFETTI

L'effetto principale della mora è la responsabilità del debitore per i datti causati dal ritardo.

Prima della sua costituzione, se la prestazione diventa impossibile per una causa non imputabile al

debitore, l'obbligazione si estingue.

Se l'impossibilità sopravviene durante la mora, del mancato adempimento è responsabile il debitore anche

ove l'impossibilità non gli sia imputabile.

Il debitore risponde dunque per il danno derivante dal ritardo iniziale e potrà liberarsi solo se prova che

l'oggetto della prestazione sarebbe ugualmente perito presso il creditore.

Non è necessaria la costituzione in mora qualora il debito deriva da fatto illecito.

PRORUGAZIONE → L'espressione purgazione (o cessazione) si riferisce ai fatti idonei a eliminare con

efficacia retroattiva (ex tunc) gli effetti della mora.

A seguito della purgazione il debitore non è tenuto a corrispondere gli interessi moratori; il

rischi connesso al sopraggiungere dell'impossibilità della prestazione resta a carico del

creditore.

La cessazione della mora (con efficacia ex nunc) può conseguire anche dal comportamento

del debitore che provvede all'adempimento tardivo unitamente al risarcimento dei danni.

La mora nella disciplina delle transazioni commerciali

Con esclusivo riferimento alle obbligazioni pecuniarie assunte a titolo di corrispettivo nelle transazioni

commerciali, si stabilisce la decorrenza automatica degli interessi dal giorno successivo alla scadenza del

termine per il pagamento.

In mancanza dell'indicazione del termine è fissato un termine legale di 30 giorni, scaduto il quale gli

interessi iniziano a decorrere, senza necessità di costituzione in mora.

Si punisce con la nullità l'accordo negoziale sui termini di pagamento o sulle conseguenze del ritardato

pagamento che risulti gravemente iniquo.

LA MORA DEL CREDITORE

Il creditore è in mora quando senza motivo legittimo non riceve il pagamento offertogli dal debitore o non

compie quanto è necessario per consentirgli di adempiere l'obbligazione.

Questa mora non estingue il debito ma comporta che le conseguenze derivanti dalla prolungata soggezione

del debitore al vicolo obbligatorio siano sopportate dal creditore.

Il debitore non deve più corrispondere gli interessi e i frutti della cosa che non siano stati da lui percepiti e

ha diritto di ottenere il risarcimento dei danni.

Il creditore in mora deve sopportare il rischio dell'impossibilità sopravvenuta per cause non imputabili al

debitore. Risoluzione

La risoluzione è un rimedio previsto dall'ordinamento giuridico per i contratti a prestazioni corrispettive

nell'ipotesi di eventi che si manifestano durante l'esecuzione del rapporto.

Diversamente dai rimedi pensati per i difetti originari che viziano l'atto sin dalla sua formazione (nullità,

annullabilità, rescindibilità), la risoluzione non colpisce il negozio ma il rapporto obbligatorio che ne è

scaturito, il quale nei contratti sinallagmatici si caratterizza per la reciprocità delle prestazioni.

Venuta meno o alteratasi la corrispettività, la risoluzione libera i contraenti dal vincolo, facendo sorgere

l'obbligo di restituire le prestazioni già effettuate.

Volontaria → Ipotesi di risoluzione volontaria:

- Le parti possono giungere a un nuovo accorso attraverso il quale

pongono fine al rapporto obbligatorio (in questo caso gli effetti

della risoluzione si producono immediatamente)

- Possono prevedere una condizione risolutiva: quando l'evento

dedotto in condizione si verifica, il contratto si risolve

Risoluzione - Altre volte il contratto può contenere una clausola che consente a

uno dei contraenti o ad entrambi di sciogliersi dal rapporto a

seguito di una manifestazione unilaterale di volontà chiamata

recesso ① Inadempimento

② Impossibilità sopravvenuta

Legale ③ Eccessiva onerosità sopravvenuta

❶ Risoluzione giudiziale

① INADEMPIMENTO ❷ Risoluzione stragiudiziale

❸ Eccezioni dilatatorie

Risoluzione giudiziale

Nel caso di inadempimento, l'altro contraente può chiedere.

- L’esecuzione della prestazione dovuta (manutenzione del contratto)

- La risoluzione: Che può essere dichiarata dal giudice solo ove si provi che l'inadempimento è di non

scarsa importanza.

Il contraente che ha agito per l'adempimento può mutare la domanda in quella di risoluzione nel caso in cui

perda interesse al rapporto e voglia dunque liberarsene, ma non viceversa.

MANUTENZIONE

Si inibisce alla parte inadempiente di eseguire la prestazione per evitare la risoluzione del contratto.

Il contraente che chiede la risoluzione può sentirsi liberato dal vincolo contrattuale dal momento della

proposizione della domanda e può quindi rifiutare l'adempimento senza subire gli effetti della mora del

creditore.

La parte non inadempiente che sceglie di agire per la manutenzione del contratto chiede al giudice di

emettere nei confronti dell'inadempiente una sentenza di condanna all'adempimento.

Chi agisce in manutenzione ha in ogni caso il diritto al risarcimento del danno.

RISOLUZIONE

Quando il contraente a causa dell'inadempimento non ha più interesse alla prosecuzione del rapporto

contrattuale può domandare al giudice una sentenza costitutiva di risoluzione, può altresì chiedere il

risarcimento del danno derivante dal mancato ottenimento della prestazione dovutagli.

L’inadempimento deve essere di non scarsa importanza.

Il creditore ha l’onere di dimostrare:

- L’esistenza del titolo da cui tare origine l’obbligazione

- L’inadempimento della controparte

- Il danno conseguente

E deve fare gravare sul debitore la dimostrazione della corretta esecuzione della prestazione o della non

imputabilità dell'inadempimento. EFFETTI

La risoluzione ha efficacia retroattiva tra le parti, la pronuncia che la dichiara determina rispetto alle

prestazioni da eseguire un effetto liberatorio ex nunc, sicché i contraenti non dovranno più eseguirle, e

rispetto alle prestazioni già eseguite un effetto recuperatorio o restitutorio ex tunc così da comportare

l'eliminazione di tutte le conseguenze derivanti dall'esecuzione totale o parziale del contratto, obbligando

le parti a restituire quanto rispettivamente ricevuto.

La risoluzione non pregiudica i diritti acquistati dai terzi, salvi gli effetti della trascrizione della domanda.

La sentenza che pronuncia la risoluzione ha:

- Natura costitutiva → fa venire meno il contratto

- Efficacia retroattiva → ne rimuove gli effetti con conseguente obbligo alla restituzione delle

prestazioni già eseguite.

La risoluzione inoltre produce effetti risarcitori. Il contraente adempiente ha in ogni caso il diritto di

chiedere il risarcimento dei danni conseguenti all'inadempimento o all'inesatto adempimento delle

obbligazioni nascenti dal contratto. Diffida ad adempiere

Clausola risolutiva espressa

Risoluzione stragiudiziale

❷ Termine essenziale

DIFFIDA AD ADEMPIERE

Particolare risoluzione attuata direttamente dal creditore in via stragiudiziale mediante un atto di

intimazione attraverso il quale egli dichiara che il contratto si intenderà sciolto se il debitore non adempirà

l'obbligazione entro un certo termine.

La disciplina da facoltà al creditore di fissare un congruo termine per l’adempimento, decorso il quale, il

contratto si scioglie di diritto.

I presupposti della diffida ad adempiere sono:

- l'atto di diffida deve essere comunicato per iscritto al debitore

- il termine ultimo fissato per l'adempimento deve essere congruo

- l'inadempimento deve essere di non scarsa importanza

Rispetto alla risoluzione giudiziale la diffida si differenzia per l'esclusione della pronuncia del giudice ma

non per i presupposti di carattere generale su cui si fonda. Il giudice può essere chiamato a verificare

l'importanza dell'inadempimento. CLAUSOLA RISOLUTIVA ESPRESSA

La clausola risolutiva espressa è la pattuizione esplicita con cui i contraenti stabiliscono che, nel caso in cui

una determinata obbligazione, non sia adempiuta secondo le modalità stabilite, il contratto si risolverà di

diritto.

Una volta verificatosi l'inadempimento previsto nella clausola, perché la risoluzione operi di diritto è

necessario che il contraente non inadempiente dichiari all'altro che intende avvalersi del rimedio.

L'inserimento della clausola risolutiva espressa dispensa il contraente non soddisfatto dalla necessità di

ricorrere al giudice per provocare lo scioglimento del vincolo mediante una sentenza costitutiva,

consentendogli di arrivare alla risoluzione in via stragiudiziale semplicemente attraverso una propria

dichiarazione di natura recettizia. TERMINE ESSENZIALE

E' essenziale il termine di carattere perentorio la cui inosservanza comporta l'automatica risoluzione del

contratto; il creditore che vuole ricedere la prestazione nonostante l'avvenuta scadenza deve darne

comunicazione al debitore entro 3 giorni.

L'elemento tipico è la fissazione di un termine caratterizzato dalla sua essenzialità.

Tale tratto può essere determinato pattizialmente:

- Essenzialità soggettiva: Le parti convengono espressamente che il rispetto di un certo termine è per

loro essenziale

- Essenzialità oggettiva: Può risultare dalle circostanze e cioè dalla natura della prestazione o dalla

sua funzione

Il termine essenziale deve comunque essere individuato in modo preciso: l'essenzialità non si presume.

Perché l'inosservanza possa comportare la risoluzione senza la necessità di ulteriore preavviso è

indispensabile che le parti esprimano in modo inequivoco la volontà di attribuire al termine carattere di

essenzialità in senso proprio.

Eccezioni dilatatorie

❸ → Le eccezioni dilatorie consentono a una delle parti, in presenza di

determinate condizioni, di postergare il proprio adempimento.

Eccezione di inadempimento Mutamento delle condizioni

patrimoniali dei contraenti

ECCEZIONE DI INADEMPIMENTO

Nei contratti con prestazioni corrispettive (sinallagmatici) ciascuno dei contraenti può rifiutrasi di

adempiere la sua obbligazione, se l’altro non adempie o non offre di adempiere contemporaneamente la

propria, salvo che termini diversi per l’adempimento siano stati stabiliti dalle parti o risultino dalla natura

del contratto.

Tuttavia non può rifiutare l’esecuzione se, avuto riguardo delle circostanze, il rifiuto è contrario alla buona

fede. MUTAMENTO DELLE CONDIZIONI PATRIMONIALI DEI CONTRAENTI

Ciascun contraente può sospendere l’esecuzione della prestazione da lui dovuta, se le condizioni

patrimoniali dell’altro sono divenute tali da porre in evidente pericolo il conseguimento della

controprestazione, salvo che sia prestata idonea garanzia.

Non occorre che il mutamento sia imputabile alla controparte: basta un'oggettiva insufficienza del

patrimonio del debitore, quale che ne sia stata la causa che l'ha generata.

Non può comunque trattarsi di un semplice e generico timore di non ricevere la prestazione.

Anche qui è ritenuto applicabile il principio di buona fede.

Clausola limitativa della proponibilità di eccezioni

Attraverso la clausola solve et repete si consente a una delle parti di pretendere che l'altra adempia senza

sollevare alcuna eccezione, fatte salve quelle attinenti alla nullità, all'annullabilità e alla rescindibilità del

vincolo negoziale.

La legge consente al giudice in presenza di gravi motivi di sospendere la condanna all'adempimento,

imponendo eventualmente alla parte una cauzione.

Per produrre effetti deve essere espressamente approvata per iscritto.

② RISOLUZIONE PER IMPOSSIBILITA’ SOPRAVVENUTA

Quando la mancata esecuzione della prestazione è dovuta a causa imputabile al debitore, l'altra parte può

agire in giudizio per ottenere la risoluzione per inadempimento oppure mantenere il contratto e chiedere

giudizialmente l'adempimento, fatto salvo in ogni caso il diritto al risarcimento del danno.

Nel caso in cui l'inadempimento dipenda da causa non imputabile al debitore: in questo caso egli è

esonerato da ogni responsabilità. EFFETTI

Contratto unilaterale → svuotamento del suo contenuto

Contratto a prestazioni corrispettive → La parte liberata per l'impossibilità sopravvenuta della prestazione

di regola perde il diritto alla controprestazione.

Se una prestazione di estingue per impossibilità sopravvenuta, l'altra si estingue perché è venuta

meno la sua giustificazione causale.

Pertanto la prestazione rimasta possibile non dovrà essere eseguita, mentre nel caso sia stata già

eseguita dovrà essere restituita secondo le regola della ripetizione dell'indebito.

Il contratto sarà risolto di diritto per impossibilità sopravvenuta e non potrà essere pronunciata condanna

al risarcimento degli eventuali danni subiti dalla parte la cui prestazione è rimasta possibile.

La risoluzione del contratto per impossibilità sopravvenuta non opera nel caso in cui l'impossibilità della

prestazione si determini durante la mora.

③ ECCESSIVA ONEROSITA’ SOPRAVVENUTA

Nei contratti a esecuzione continuata o periodica, ovvero a esecuzione differita, se la prestazione di una

delle parti è divenuta eccessivamente onerosa per il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili,

la parte che deve tale prestazione può chiedere la risoluzione del contratto. Ove la domanda sia accolta

produrrà gli stessi effetti della risoluzione per inadempimento.

La risoluzione non può essere chiesta se la sopravvenuta onerosità rientra nell’area nell’alea normale del

contratto.

La parte contro la quale è domandata la risoluzione può evitarla offrendo di modificare equamente le

condizioni del contratto.

Le regole sulla eccessiva onerosità non si applicano ai contratti aleatori per loro natura o per volontà delle

parti.

Le norme sulla eccessiva onerosità trovano parziale applicazione anche per i contratti unilaterali, infatti, in

caso di eccessiva onerosità della unica obbligazione, la parte obbligata potrà chiedere una riduzione della

sua prestazione oppure delle diverse modalità di esecuzione tali da ricondurla ad equità, ma non si potrà

ottenere la risoluzione del contratto.

Risarcimento del danno da inadempimento

La principale conseguenza dell'inadempimento imputabile è l'obbligo per il debitore di risarcire il danno

provocato al creditore.

Inadempimento assoluto → Il risarcimento ha la funzione di sostituirsi alla prestazione non adempiuta e

non più eseguibile, in modo da arrecare un'utilità sostitutiva al creditore.

Inadempimento relativo → Il risarcimento mira a integrare la prestazione dovuta, eseguita parzialmente o

in ritardo.

In ogni caso il risarcimento deve comprendere la perdita subita dal debitore (danno emergente) e il

mancato guadagno (lucro cessante).

Perché il danno possa essere risarcito occorre che sia “conseguenza immediata e diretta

dell'inadempimento”.

I danni non collegati da un nesso di causalità con la mancata o ritardata esecuzione della prestazione da

parte del debitore non sono risarcibili.

Non sono neppure risarcibili i danni imprevedibili al momento in cui è sorta l'obbligazione nel caso di

inadempimento non doloso.

La riparazione del danno può realizzarsi oltre che per equivalente, ossia attraverso il ripristino della

situazione antecedente al determinarsi del danno (demolire il muro costruito abusivamente).

ONERE DELLA PROVA

Chi vuol fare valere un proprio diritto in giudizio deve dimostrare i fatti che ne costituiscono il fondamento,

il creditore è tenuto a fornire la prova dei singoli fattori lesivi che hanno cagionato il danno del quale

pretende il risarcimento.

Se egli non è nelle condizioni di provarne l'esatto ammontare si assegna al giudice il compito di liquidarlo

con valutazione equitativa.

L'azione diretta a ottenere il risarcimento del danno contrattuale è soggetta al termine ordinario (10 anni)

di prescrizione. CONCORSO DEL FATTO COLPOSO DEL CREDITORE

Se a cagionare il danno ha concorso il fatto colposo del creditore il risarcimento viene diminuito in ragione

della gravità della colpa e dell'entità delle conseguenze che ne sono derivate.

Si impone al creditore danneggiato di evitare comportamenti che possano determinare un aggravamento

del danno.

Il risarcimento non è dovuto per quei danni che il creditore avrebbe potuto impedire usando l'ordinaria

diligenza. CLAUSOLE DA ESONERO DA RESPONSABILITA’

Anche se le parti possono convenire di aggravare o limitare la misura della diligenza richiesta, l'autonomia

negoziale non si estende sino al punto di consentire l'esclusione o la limitazione preventiva della

responsabilità del debitore per dolo o colpa grave.

Un simile patto è nullo.

È nullo anche il patto che esclude o limita preventivamente la responsabilità per i casi in cui il fatto del

debitore o dei suoi ausiliari costituisce violazione di obblighi derivanti da norme di ordine pubblico.

Rispetto a taluni rapporti, che coinvolgono diritti fondamentali della persona, non è ammesso alcun tipo di

limitazione della responsabilità.

RISARCIMENTO NELLE OBBLIGAZIONI PECUNIARIE

Il danno da ritardo viene forfettariamente risarcito con l'applicazione degli interessi moratori dovuti, dal

giorno della mora, nella misura legale.

E ciò anche se non era stato concordato l'obbligo del pagamento di interessi corrispettivi sulla somma di

denaro oggetto della prestazione (se ci sono, gli interessi di mora vanno dovuti nella stessa misura di quelli

pattuiti). Responsabilità precontrattuale

Art 1337 → Le parti devono comportarsi secondo buona fede nello svolgimento delle trattative e nella

formazione del contratto.

Le trattative comprendono le attività preparatorie, attraverso le quali le parti individuano i

termini dell'accordo e del regolamento negoziale.

Rientrano nelle trattative e nella formazione del contratto i comportamenti posti in essere

prima della – e fino alla – conclusione dell'accordo.

Art 1375 → Il contratto deve essere eseguito secondo buona fede

La violazione dell'obbligo di comportarsi secondo buona fede nelle trattative e nella formazione del

contratto dà luogo a responsabilità precontrattuale.

CLAUSOLA GENERALE DI BUONA FEDE

La piena revocabilità di proposta e accettazione fino al momento della conclusione del contratto fa sì che il

recesso dalle trattative non comporti di per sé alcuna responsabilità.

Un comportamento contrario alla buona fede si ha nel caso:

- Recesso ingiustificato → Della immotivata e non prevedibile interruzione delle trattative quando

nell'altra parte è sorto il legittimo affidamento sulla conclusione del

contratto.

- L'omessa comunicazione di cause di invalidità del contratto o del difetto di rappresentanza

- I raggiri posti in essere nei confronti della controparte per indurla a concludere il contratto a

condizioni diverse e più favorevoli per l'autore del dolosamente

La legge in tutte queste ipotesi prevede il risarcimento del danno.

DANNO RISARCIBILE

Il danno risarcibile è limitato all'interesse negativo, cioè alle spese sostenute dalla parte in vista della

conclusione del contratto e della sua validità e dal danno eventualmente provocato dalla perdita di

analoghe occasioni negoziali. Responsabilità extracontrattuale

La responsabilità extracontrattuale si distingue da quella contrattuale perché nasce

indipendentemente da un preesistente rapporto obbligatorio tra le parti.

FUNZIONE → Compensativa Elementi costitutivi

 Fatto lesivo

 Antigiuridicità

 Colpevolezza

 Nesso di casualità

① FATTO ILLECITO → Qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altrui un danno ingiusto.

L'autore deve essere capace di intendere o di volere nel momento in cui ha commesso il

fatto.

Principio di atipicità: Ai giudici è rimesso il compito di stabilire in concreto quali

comportamenti fanno nascere l'obbligo di risarcimento del danno e

nei confronti di chi.

La condotta può consistere in una azione o in una omissione.

Omissiva → Può dar luogo a responsabilità extracontrattuale quando a carico

dell'autore incombe l'obbligo di tenere un determinato comportamento

e in genere un dovere di protezione o di cura.

② ANTIGIURIDICITA’ → L'ingiustizia del danno è stata considerata tradizionalmente coincidente

con la violazione dei diritti assoluti, quali i diritti reali e della personalità.

③ COLPEVOLEZZA → La imputabilità dell'atto, cioè l’attribuzione all'autore delle conseguenze

nocive, presuppone in via di principio il dolo o la colpa, oltre alla capacità di

intendere e di volere.

Dolo → E’ l'intenzionalità del danno arrecato mediante un comportamento cosciente.

Colpa → E’ la negligenza, l'imprudenza, l'imperizia con cui è compiuto un atto o svolta una

attività.

A differenza di quella penale, la responsabilità civile determina l'applicazione della

medesima sanzione nel caso di comportamento doloso e colposo.

④ NESSO DI CASUALITA’ → Tra il comportamento illecito e l'evento dannoso deve intercorrere un

rapporto di causa ed effetto.

Causa di un evento: La sterminata serie di precedenti senza i quali il fatto non si sarebbe

potuto verificare.

Teoria della casualità giuridica (o adeguata)

Nella sequenza causale va individuato l'antecedente prossimo eccezionale ed imprevedibile

idoneo a determinare da sé l'evento e che esclude l'efficacia causale degli antecedenti più

remoti retrocessi al rango di mere occasioni.

Ossia può attribuirsi all’autore dell’illecito, non l’’intera e tendenzialmente infinita catena

di eventi successivi e conseguenti all’atto, bensì solo gli aventi lesivi che ne scaturiscono in

base a previsione o calcolo si probabilità ragionevole.

La verifica del nesso causale si differenzia dalla selezione del danno

 Verifica del nesso causale → Stabilire se una data conseguenza pregiudizievole è

riferibile ad un fatto illecito

 Selezione del danno → Conseguenze economiche pregiudizievoli che devono essere

attribuite al danneggiante.

Si distingue l'evento lesivo – danno evento – dall'insieme di conseguenze risarcibili – evento

dannoso.

Per l'uno si richiama il concetto di causalità di fatto, per l'altro quello di causalità giuridica.

Danno riflesso → Disgiunzione del soggetto titolare del bene protetto (vittima primaria) e del

soggetto pretendente il risarcimento (vittima secondaria) e possono avere

natura patrimoniale o non patrimoniale.

Responsabilità plurima → Nel concorso di più cause la responsabilità è solidale nel senso che

l'autore di ogni atto illecito che concorre a causare il danno è obbligato

a risarcirlo per intero.

Il risarcimento si riduce proporzionalmente in relazione all'efficacia causale del fatto lesivo

altrui quando il danno dipende anche dal concorso dell'atto illecito del danneggiato. Si

parla in questo caso di compensazione delle colpe.

Sia nel caso di responsabilità solidale che in quello di compensazione delle colpe, le colpe e

le quote di risarcimento si presumono uguali, fino a prova contraria.

Esimenti

Le esimenti della responsabilità extracontrattuale sono: il caso fortuito, l'impossibilità di impedire

l'evento, l'adozione di ogni possibile misura di protezione.

Sono esimenti generali la legittima difesa e lo stato di necessità.

LEGITTIMA DIFESA

Di fronte a una aggressione ingiusta, cioè indirizzata alla lesione di un diritto o di un interesse

protetto, proprio o altrui, il soggetto aggredito è legittimato ad agire contro l'aggressore,

provocandogli un danno, se non ha altra scelta per salvaguardare il diritto o l'interesse protetto.

A condizione che la difesa sia proporzionale all’offesa, in caso di sproporzione si parla di eccesso

colposo.

STATO DI NECESSITA’

Si verifica quando un soggetto avverte l'incombenza del pericolo di un danno grave alla propria o

altrui persona e non ha altra possibilità per scongiurarlo che compiere un atto illecito, sempre che

non sia stato egli stesso a determinare volontariamente la condizione di pericolo.

Poiché nello stato di necessità, a differenza che nella legittima difesa, il danneggiato è innocente,

la legge gli attribuisce il diritto ad una equa indennità.

ALTRI ESIMENTI → L'esercizio del diritto, l'adempimento di un dovere e il consenso dell'avente

diritto. Danno risarcibile

Nella responsabilità extracontrattuale il danno risarcibile comprende il danno imprevedibile anche

quando l'atto è colposo (invece nella responsabilità contrattuale si ammette la risarcibilità sol nel

caso in cui l'inadempimento del debitore è doloso).

DANNO PATRIMONIALE → Per la diretta incidenza sul patrimonio del danneggiato, inteso quale

complesso di beni materiali e rapporto giuridici di contenuto

economico.

Il risarcimento dei danni patrimoniali si risolve in una obbligazione pecuniaria, cioè nella

prestazione di una somma di denaro.

La nascita di questa obbligazione dà origine in caso di inadempimento a responsabilità

contrattuale.

La legge prevede la possibilità che il risarcimento del danno abbia luogo attraverso la

reintegrazione specifica del patrimonio del danneggiato, si tratta del risarcimento in forma

specifica. (risarcimento in forma specifica)

DANNO NON PATRIMONIALE → Pregiudizio che in via immediata discende dalla lesione di interessi

estranei alla sfera patrimoniale e strettamente inerenti alla

dimensione personale della vittima, innanzitutto quelli connessi

all'esercizio di diritti e libertà fondamentali.

La legge fissa la regola della sua risarcibilità nei casi previsti dalla legge.

Obbligazione risarcitoria

Consiste generalmente nella prestazione di una somma di denaro; è un'obbligazione pecuniaria.

Può avere per oggetto anche una prestazione di fare nel caso in cui il danneggiato richieda il

risarcimento in forma specifica.

Se la prestazione risulta troppo onerosa per il debitore, può convertirla in pecuniaria.

L'obbligo di risarcire i danni patrimoniali deve comprendere il danno emergente e il lucro cessante.

La misura del risarcimento del danno non patrimoniale è fissata dal giudice secondo equità.

L’obbligazione risarcitoria è produttiva di interessi, ma non è necessaria la costituzione in mora del

debitore. Responsabilità indiretta

Nella responsabilità extracontrattuale può essere obbligato a risarcire il danno un soggetto diverso

dall'autore dell'atto.

RESPONSABILITA’ PER DANNI CAGIONATI DA INCAPACI

In caso di danno cagionato da persona incapace di intendere o di volere, il risarcimento è dovuto

da chi è tenuto alla sorveglianza dell'incapace, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto.

Nel caso in cui il danneggiato non abbia potuto ottenere il risarcimento da chi è tenuto alla

sorveglianza, il giudice, in considerazione delle condizioni economiche delle parti, può condannare

l'autore del danno a un'equa indennità

RESPONSABILITA’ DI GENITORI E TUTORI

Il padre e la madre, o il tutore sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli

minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela, che abitano con essi. La stessa

disposizione si applica all'affiliante.

I genitori e i tutori possono sottrarsi dall’obbligo se provano di non aver potuto impedire l’evento.

RESPONSABILITA’ DI PRECETTORI E MAESTRI D’ARTE

I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un'arte sono responsabili del danno cagionato

dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza.

È consentita la prova liberatoria di non aver potuto impedire l’evento.

RESPONSABILITA’ DI PADRONI E COMMITTENTI

I padroni e i committenti sono responsabili per i danni arrecati dal fatto illecito dei loro domestici

e commessi nell'esercizio delle incombenze a cui sono adibiti.

Ci si riferisce a ogni rapporto di lavoro, subordinato o autonomo. Padrone o committente è oggi il

datore di lavoro-imprenditore.

È possibile sottrarsi da questa responsabilità soltanto provando che la condotta lesiva del

lavoratore si è svolta al di fuori del tempo e del luogo di lavoro.

In generale, chiunque è chiamato a rispondere dell'atto illecito compiuto da altri, che non sia un

incapace, può agire in via di regresso rivolgendosi all'autore dell'atto illecito per essere a sua volta

rimborsato.

RESPONSABILITA’ PER ATTIVITA’ PERICOLOSE

Chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di un'attività pericolosa, per sua natura o per la

natura dei mezzi adoperati, è tenuto al risarcimento, se non prova di avere adottato tutte le

misure idonee a evitare il danno.

RESPONSABILITA’ DEL CUSTODE

Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia (1), salvo che provi il

caso fortuito.

Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei

danni cagionati dall'animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito,

salvo che provi il caso fortuito.

CASO FORTUITO → Qualunque evento straordinario e imprevedibile, quindi normalmente non

evitabile, da parte di chi si ritiene responsabile di un fatto o di un atto.

Questo evento può consistere in una vicenda naturale (un'alluvione) o in una condotta

altrui (il furto).

FORZA MAGGIORE → Si distingue dal caso fortuito in quanto si risolve in un fatto o atto cui non

è possibile o lecito opporsi, indipendentemente dalla sua prevedibilità.

RESPONSABILITA’ DEL ROPERIETARIO DI EDIFICIO

Il proprietario di un edificio o di altra costruzione è responsabile dei danni cagionati dalla loro

rovina, salvo che provi che questa non è dovuta a difetto di manutenzione o a vizio di costruzione.

RESPONSABILITA’ PER CIRCOLAZIONE DI VEICOLI

Il conducente di un veicolo senza guida di rotaie è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone

o a cose dalla circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il

danno.

Nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti

abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli.

Il proprietario del veicolo, o, in sua vece, l'usufruttuario o l'acquirente con patto di riservato

dominio, è responsabile in solido col conducente, se non prova che la circolazione del veicolo è

avvenuta contro la sua volontà.

In ogni caso le persone indicate dai commi precedenti sono responsabili dei danni derivati da vizi

di costruzione o da difetto di manutenzione del veicolo.

RESPONSABILITA’ DEL PRODUTTORE

La responsabilità del produttore riguarda i danni cagionati da difetti di beni mobili.

Vizio → Inidoneità all'uso o deprezzamento

Difetto → Si verifica in relazione alla mancanza di sicurezza del prodotto secondo un giudizio di

normale prevedibilità

Il danneggiato deve provare il difetto, il danno e il nesso di causalità tra il primo e il secondo, non

la colpa del produttore.

Costui può sottrarsi all'obbligo del risarcimento del danno provando di non essere responsabile

della messa in circolazione, che il prodotto era integro al momento della immissione nel mercato,

che il difetto è dovuto all'osservanza di una norma o di un provvedimento vincolante, o che al

momento della circolazione lo stato delle conoscenze scientifiche e tecniche non permetteva

ancora di considerare il prodotto come difettoso.

Prescrizione

Il diritto al risarcimento del danno extracontrattuale si prescrive in 5 anni dal giorno in cui il fatto si

è verificato.

Danno derivante da circolazione di veicoli → 2 anni

Danno derivante da prodotti difettosi → 3 anni.

La garanzia del credito

Il patrimonio del debitore costituisce una garanzia generale per il creditore, il quale in caso di

inadempimento dell'obbligazione potrà agire sui beni del debitore con l'esecuzione forzata al fine

di conseguire la realizzazione coattiva del proprio diritto.

Finché non si verifica l'inadempimento dell'obbligazione e il creditore non ha iniziato la procedura

di esecuzione forzata, il debitore mantiene la facoltà di disporre dei propri beni. Essa viene limitata

quando il debitore compie determinati comportamenti suscettibili di porre in pericolo la

realizzazione del diritto di credito.

Garanzie generiche: garanzia offerta al creditore del patrimonio del debitore

 Azione surrogatoria,

 Azione revocatoria

 Sequestro conservativo

Garanzie aggiuntive:

 Reali → pegno e ipoteca

 Personali → fideiussione, avvallo, contratto autonomo di garanzia

CAUSE DI PRELAZIONE → In presenza di una pluralità di creditori, tutti hanno eguale diritto di

essere soddisfatti sui beni del debitore.

La parità di trattamento non opera quando tra i crediti in concorso ve ne sono alcuni assistiti da

cause di prelazione (privilegio), da pegno o da ipoteca.

I creditori che godono di una causa di prelazione hanno il diritto di essere preferiti nella

distribuzione del ricavato della vendita dei beni del debitore, secondo l'ordine stabilito dalla legge,

rispetto ai creditori definiti CHIROGRAFARI

Non godono di alcun diritto di prelazione, potranno soddisfare la propria pretesa solo dopo

che sul prezzo della vendita abbiano fatto valere le proprie ragioni i creditori garantiti da

pegno, ipoteca o privilegio e solo nei limiti del residuo.

Pegno e ipoteca

PRINCIPI COMUNI → Costituiscono diritti reali di garanzia in quanto ineriscono direttamente al

bene che ne è oggetto

Presentano:

- Assolutezza → è opponibile anche al soggetto cui il bene venga alienato

- Accessorietà → il rapporto di garanzia presuppone un’obbligazione principale

- Specialità → possono gravare solo su singoli beni esattamente individuati

- Determinatezza → il vincolo posto sul bene può giovare solo a determinati crediti

- Indivisibilità → il diritto del garantito si estende sull’intero bene dato a pegno o ipoteca

Possono essere concessi anche da un terzo. Il terzo datore di pegno o di ipoteca garantisce il

debito altrui e si limita a vincolare a garanzia dell'obbligazione del debitore un suo determinato

bene.

DIFFERENZE → Riguardano:

 L’oggetto

- Pegno → Grava su beni mobili, universalità di mobili e crediti

- Ipoteca → Costituita su beni immobili o diritti reali immobiliari, beni mobili registrati e

rendite dello Stato.

 Pubblicità

- Pegno → Sottraendo la disponibilità del bene a costituente e consegnandolo al

creditore

- Ipoteca → Legale, costituendo il vincolo mediante iscrizione nei pubblici registri

REGOLE COMUNI

Quando la cosa data in pegno o sottoposta a ipoteca perisce o si deteriora anche per causa non

imputabile al debitore, in modo da divenire insufficiente alla sicurezza del creditore, questi può

chiedere che gli sia prestata idonea garanzia su altri beni e in mancanza ha diritto all'immediato

adempimento del suo credito.

È nullo il patto col quale si conviene che, in mancanza del pagamento del credito nel termine

fissato, la proprietà della cosa ipotecata o data in pegno passi al creditore. Il patto è nullo anche se

posteriore alla costituzione dell'ipoteca o del pegno.

Pegno

Il pegno a garanzia dell'obbligazione può essere costituito dal debitore o da un terzo su beni

mobili, su universalità di mobili, su crediti o su altri diritti aventi per oggetto beni mobili (diritto di

usufrutto mobiliare).

La costituzione del pegno attribuisce al creditore il diritto di essere soddisfatto sul ricavato della

vendita del bene concesso in pegno con priorità rispetto agli altri creditori concorrenti.

PEGNO DI BENI MOBILI

Il pegno si costituisce con la consegna al creditore della cosa o del documento che conferisce

l'esclusiva disponibilità della cosa.

La cosa o il documento possono essere anche consegnati a un terzo designato dalle parti o

possono essere posti in custodia di entrambe, in modo che il costituente sia nell'impossibilità di

disporne senza la cooperazione del creditore

CREDITORE PIGNORATIZIO

Il creditore è tenuto a custodire la cosa ricevuta in pegno e risponde, secondo le regole generali

della perdita e del deterioramento di essa.

Il creditore che ha perduto il possesso della cosa ricevuta in pegno, oltre le azioni a difesa del

possesso, può anche esercitare l'azione di rivendicazione, se questa spetta al costituente.

Se è data in pegno una cosa fruttifera, il creditore, salvo patto contrario, ha la facoltà di fare suoi i

frutti, imputandoli prima alle spese e agli interessi e poi al capitale.

Il creditore non può, senza il consenso del costituente, usare della cosa, salvo che l'uso sia

necessario per la conservazione di essa. Egli non può darla in pegno o concederne ad altri il

godimento.

Se il creditore abusa della cosa data in pegno, il costituente può domandarne il sequestro.

Colui che ha costituito il pegno non può esigerne la restituzione, se non sono stati interamente

pagati il capitale e gli interessi e non sono state rimborsate le spese relative al debito e al pegno.

(anche se divisibile)

Pegno irregolare → Quando ha per oggetto una somma di denaro o altro bene fungibile

Il creditore acquista la disponibilità e la proprietà ricevuto, essendo tenuto a

restituire cose dello stesso genere e quantità.

Pegno rotativo → Ricorre quando le parti prevedono la possibilità di modificare i beni oggetto di

garanzia con altri, senza attribuire a tale sostituzione un effetto novativo all’originario

rapporto.

È necessario un atto scritto avente data certa, la consegna del bene, la

sostituzione della cosa data originariamente al creditore con un'altra di valore non

superiore alla prima.

ESCUSSIONE DEL PEGNO

In caso di inadempimento dell’obbligazione garantita il creditore può conseguire quanto gli è

dovuto, previa intimazione al debitore, facendo vendere ala cosa ricevuta in pegno al pubblico

incanto o quando abbia un prezzo di mercato al valore corrente anche a mezzo di persona

autorizzata.

Può altresì chiedere che la cosa gli sia assegnata in pagamento fino alla concorrenza del debito.

PEGNO DI CREDITI

La prelazione in favore del creditore pignoratizio opera solo quando il pegno risulta da atto scritto

e la sua costituzione è stata notificata al debitore del credito dato in pegno o è stata da questo

accettata con scrittura avente data certa.

Attraverso al notificazione il vincolo viene portato a conoscenza del debitore e si evita che questi

possa adempiere.

Il creditore pignoratizio è tenuto a riscuotere alla scadenza il credito concesso in pegno, e quando

sia parimenti scaduto il credito garantito, può ritenere del denaro ricevuto quando è necessario

per il soddisfacimento della propria pretesa e restituire il residuo al costituente.

PEGNO DI BENI DIVERSI DAL DENARO

Il creditore può farli vendere o chiederne al giudice l’assegnazione in pagamento.

Si costituisce nella forma richiesta per il trasferimento del diritto concesso in garanzia.

L’ipoteca

L'ipoteca attribuisce al creditore il diritto di espropriare il bene vincolato a garanzia del suo credito

e di soddisfarsi sul ricavato della vendita con prelazione rispetto agli altri creditori.

L'ipoteca conferisce al creditore il diritto di seguito (di modo che possa espropriare il bene pure

nei confronti del terzo acquirente qualora sia stato alienato).

L'ipoteca può essere concessa dal debitore o da un terzo a garanzia del debito altrui e può avere

oggetto beni immobili con le loro pertinenze, diritti reali immobiliari di godimento (no servitù),

rendite dello stato e beni mobili registrati.

Si costituisce mediante iscrizione nei pubblici registri.

Privilegio

Il privilegio è accordato dalla legge in considerazione della causa del credito e attribuisce al

creditore il diritto di essere preferito, rispetto agli altri creditori concorrenti, nella distribuzione del

ricavato della vendita dei beni del debitore.

Determinati crediti sono considerati meritevoli di particolare protezione e quindi assistiti da un

titolo di prelazione in sede di esecuzione forzata sui beni del debitore inadempiente.

La valutazione della rilevanza del credito è operata per legge.

I privilegi sono da considerarsi tutti legali.

Pure l'ordine di preferenza tra i diversi crediti privilegiati è fissato per legge in ragione della natura

del credito e non del tempo.

I crediti per le spese di giustizia sono preferiti a ogni altro credito, poi ci sono i crediti per il

prestatore di lavoro subordinato, poi i crediti del professionista e così via.

Fideiussione

Ricorre quando un soggetto (detto fideiussore), che non è il debitore, assume la responsabilità per

l'adempimento del debito altrui obbligandosi verso il creditore.

Il rapporto di fideiussione di costituisce mediante contratto, concluso tra il terzo e il creditore, o

atto unilaterale.

Non è prescritta alcuna forma particolare, ci si limita a richiedere che la volontà del fideiussore si

espressa e non tacita o deducibile da comportamenti concludenti.

RESPONSABILITA’

Il fideiussore è obbligato in solido con il debitore principale, sicchè il creditore può rivolgersi

indifferentemente al debitore o al fideiussore. Esso risponde con tutto il proprio patrimonio.

Beneficio di escussione → creditore e fideiussore possono stabilire che il garante non sia obbligato

all’adempimento prima dell’escussione del debitore principale.

Nel caso di pluralità di fideiussori può essere convenuto il beneficio della divisione: ogni

fideiussore è tenuto ad adempiere solo la sua parte di prestazione.

Il fideiussore che ha pagato il debito ha diritto di surrogarsi nella posizione del creditore e può

avvalersi verso il debitore e i condebitori delle garanzia in ipotesi spettanti al creditore.

Può esercitare l’azione regresso contro il debitore inadempiente allo scopo di essere rimborsato

dia quanto pagato al creditore. (no se non informa il debitore del pagamento e questi esegue la

prestazione nei confronti del debitore.

ESTINZIONE → La fideiussione si estingue:

 Quando il debitore principale esegue la prestazione dovuta

 Quando il fideiussore non possa esercitare il diritto di surrogazione (pegno, ipoteche,

privilegi) in conseguenza di un omissione imputabile al creditore

Non si estingue a seguito della scadenza dell’obbligazione principale: il fideiussore resta obbligato

se il creditore entro sei mesi ha proposto le sue istanze contro il debitore e le ha proseguite con

diligenza.

L’stanza interrompe la prescrizione anche nei confronti del fideiussore. Ove questi abbia limitato la

durata della garanzia la termine dell’obbligazione principale, rimane ugualmente obbligato se

entro due mesi il creditore ha agito contro il debitore.

Avallo

L'avallo è una garanzia personale che accede a un'obbligazione cambiaria.

Il garante si chiama avallante, il debitore garantito avallato.

La sottoscrizione per avallo può essere apposta da un terzo o anche da un firmatario della

cambiale e dà origine a un'obbligazione distinta.

L'avallante è tenuto a eseguire la propria prestazione pecuniaria, anche se l'obbligazione garantita

è nulla per qualsiasi causa (ad eccezione della mancanza di un requisito di forma del titolo di

credito che determina la nullità dell'avallo).

Mandato di credito

Un'altra garanzia personale è quella che deriva dal mandato di credito con cui una persona

(mandatario promittente) si obbliga verso un'altra che le ha conferito l'incarico (mandante

promissario) di fare credito al terzo in nome e conto proprio.

Il mandante promissario risponde come fideiussore di un debito futuro.

Ambedue le parti assumono un'obbligazione: il mandatario promittente di concedere il credito al

terzo, il mandante promissario di garantire l'adempimento nella qualità di fideiussore.

Ripetizione dell’indebito

Il pagamento dell'indebito consiste nell'esecuzione di una prestazione non dovuta.

La prestazione non è dovuta quando:

- È eseguita sulla base di un titolo inesistente, invalido o inefficace

- È effettuata in favore di un soggetto che non è il vero creditore

- È compiuta nell'erronea convinzione di essere debitore

Si distingue l'indebito oggettivo da quello soggettivo.

Indebito oggettivo → Ricorre quando non esiste il rapporto obbligatorio e quindi la causa

giustificatrice del pagamento.

Indebito soggettivo → Si configura se il rapporto obbligatorio esiste ma non tra chi esegue la

prestazione (solvens) e chi la riceve (accipiens).

Il pagamento dell'indebito rientra tra gli atti (diversi dal contratto e dal fatto illecito) che sono

idonei a produrre obbligazioni in conformità dell'ordinamento giuridico.

Il pagamento dell'indebito è fonte dell'obbligazione di restituire quando si è indebitamente

ricevuto e correlativamente fonte del diritto di ripetere quanto si è indebitamente prestato.

INDEBITO OGGETTIVO

Quando la prestazione è stata eseguita in base a un titolo inesistente (pagamento di un'imposta

non dovuta) oppure invalido o inefficace (il contatto adempiuto da una o da entrambe le parti poi

dichiarato nullo o annullato, rescisso o risolto).

Chi ha eseguito il pagamento non dovuto ha diritto di ripetere ciò che ha pagato. Ha inoltre diritto

hai frutti e agli interessi dal giorno del pagamento se chi ha ricevuto era in mala fede, se questi era

in buona fede, dal giorno della domanda.

Esistono due eccezioni alla regola della ripetibilità del pagamento non dovuto:

- Adempimento di un'obbligazione naturale:

In presenza di doveri morali e sociali l'ordinamento non attribuisce azione per pretenderne

l'adempimento. Tuttavia la loro spontanea esecuzione da parte di un soggetto capace,

produce l'effetto della irripetibilità di quanto è stato pagato.

- Prestazioni contrarie al buon costume:

Chi ha effettuato una prestazione per un scopo che costituisce offesa al buon costume non

può ripetere quanto ha pagato (il candidato alle elezioni politiche che ha pagato il voto

dell'elettore non può ripetere la prestazione invocando la nullità del contratto e la mancanza

di titolo del pagamento eseguito).

INDEBITO SOGGETTIVO

Quando una persona paga un debito altrui credendosi debitore in base ad un errore scusabile.

L'accipiens è creditore della prestazione ma nei confronti di un soggetto diverso da chi la esegue.

La ripetibilità deriva dal fatto che il pagamento operato dal solvens è in realtà non dovuto.

Elementi dell'indebito soggettivo sono:

- Il pagamento di un debito altrui

- L'errore scusabile del solvens nel ritenersi debitore (l'errore in cui si può incorrere pur

usando l'ordinaria diligenza)

Il pagamento, se non fosse inficiato da errore integrerebbe l'ipotesi dell'adempimento del terzo

che, attuando l'interesse del creditore e estinguendo l'obbligazione, non dà luogo a ripetibilità.

Quando la ripetizione non è ammessa, colui che ha pagato subentra nei diritti del creditore.

REGOLE COMUNI

 Restituzione di cosa determinata

Chi ha ricevuto indebitamente una cosa determinata è tenuto a restituirla.

Se la cosa è perita o si è deteriorata, la responsabilità è diversamente regolata in ragione della

buona o della malafede.

Buona fede → Risponde del perimento nei limiti del suo arricchimento è

Mala fede → Deve corrispondere il valore del bene nel caso di cosa perita, se la cosa deteriorata

obbligato a restituirla pagando un'indennità per diminuzione di valore.

 Alienazione di una cosa ricevuta indebitamente

Si prevede l'obbligo della restituzione del corrispettivo ottenuto per il caso in cui il soggetto abbia

conseguito la cosa in buona fede e l'abbia alienata prima di conoscere l'obbligo di restituirla.

Si impone la restituzione in natura o la corresponsione del valore del bene da parte di chi l'abbia

ricevuto in mala fede o lo abbia alienato pur sapendo di doverlo restituire.

 Indebito ricevuto da un incapace

L’incapace che ha ricevuto l’indebito, anche in mala fede, è tenuto alla restituzione solo nei limiti

in cui ciò che ha ricevuto è stato rivolto a suo vantaggio.

 Rimborso di spese e miglioramenti

Colui al quale è restituita la cosa è tenuto a rimborsare il possessore delle spese e dei

miglioramenti. Ingiustificato arricchimento

Si ha arricchimento senza causa quando tra due soggetti si verifica uno spostamento patrimoniale

non fondato su alcun titolo giustificativo e di conseguenza una persona si arricchisce a danno di

un'altra.

Chi si è arricchito senza una giusta causa a danno di un'altra persona è tenuto nei limiti

dell'arricchimento a indennizzare quest'ultima della correlativa diminuzione patrimoniale.

È tenuto quindi a corrispondere un'indennità pari alla minor somma tra il vantaggio da lui

conseguito e il pregiudizio patrimoniale subito dall'altro.

Se l’arricchimento ha per oggetto una cosa determinata, colui che l’ha ricevuta è tenuto a

restituirla in natura, se sussiste al tempo della domanda

PRESUPPOSTI

a) L'arricchimento di un soggetto e il correlativo impoverimento di un altro soggetto

b) La mancanza di una giusta causa dello spostamento patrimoniale

c) L'insussistenza di altri rimedi giuridici esperibili per rimuovere il pregiudizio

Arricchimento → Qualsiasi vantaggio di natura patrimoniale, il quale rileva ai fini dell'azione

soltanto se ancora presente nel momento in cui essa è esercitata.

Impoverimento → Diminuzione di ricchezza o in un mancato incremento patrimoniale, deve

essere correlativo all'arricchimento dell'altro soggetto

L'impoverimento e l'arricchimento devono derivare da un unico fatto generatore.

La tutela dei diritti

Art 24 cost→ Chiunque può agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi,

qualora gli interessi sottostanti alle posizioni soggettive riconosciute

dall'ordinamento non vengano soddisfatti in modo spontaneo, del compito della loro

realizzazione viene investito il giudice.

La carta di Nizza sancisce che ogni individuo ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente,

pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un giudice indipendente e imparziale,

precostituito per legge. L’azione

A ogni diritto soggettivo inerisce il potere di chiedere al giudice un provvedimento a tutela della

situazione giuridica lesa, l’azione.

Il processo civile si avvia mediante la proposizione di una domanda.

ATTORE → chi esercita l’azione

CONVENUTO → soggetto contro il quale si richiede il provvedimento

Il convenuto può rispondere all'azione mediante l'eccezione, con cui asserisce che il diritto vantato

dall'altro non è fondato.

 Il diritto assoluto → Il soddisfacimento non implica la cooperazione di altro soggetto gode

in genere di una tutela restitutoria, intesa a ripristinare lo stato di cose

anteriore alla lesione.

Questa forma di tutela può realizzarsi attraverso:

- Sentenza di condanna → obbliga alla restituzione (azione di rivendicazione del diritto

di proprietà, azione di reintegrazione del possesso)

- Cessazione di un comportamento (inibitoria)

- Sentenza di mero accertamento (ad esempio l'azione negatoria con la quale si chiede di

dichiarare l'inesistenza dei diritti affermati dal terzo)

 Il diritto relativo → L’ attuazione esige la cooperazione dell'obbligato, gode per lo più di

una tutela satisfattoria, mirata a fare conseguire al titolare del diritto

l'utilità che quest'ultimo avrebbe dovuto ricevere dalla controparte.

(azione di esecuzione in forma specifica dell'obbligo di concludere un contratto)

Quale che sia la situazione giuridica lesa (diritto assoluto o relativo), l'attore può avvalersi di una

forma di protezione, quella risarcitoria, tesa a ristorare il danno subito.

Questa tutela può svilupparsi secondo tecniche diverse:

- Risarcimento per equivalente

- Risarcimento in forma specifica

In relazione al tipo di provvedimento giudiziale cui si aspira, si suole distinguere tra:

- Azione di condanna: volta ad ottenere una pronuncia di condanna a tenere una

determinata condotta (pagare la somma dovuta, restituire il bene)

- Azione costitutiva: Diretta a conseguire una sentenza che determina la costituzione,

modificazione o estinzione di rapporti giuridici (annullamento del

contratto)

- Azione di accertamento: Finalizzata a una decisione di accertamento di un diritto

(proprietà) o di un rapporto giuridico (di lavoro ad esempio)

Onere della prova

Chi vuole fare valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento,

mentre chi eccepisce la loro inefficacia oppure che il diritto si è modificato o estinto deve provare i

fatti su cui l'eccezione si fonda.

Rientra nell'autonomia dei privati disporre dell'onere della prova, invertendolo o modificandolo,

purché si tratti di diritti disponibili.

Un patto del genere è nullo se rende eccessivamente difficile l'esercizio del diritto a una delle

parti.

PROVA DOCUMENTALE → Quella che risulta da un documento cioè da un mezzo di

rappresentazione, informatica o analogica, di atti, fatti e dati intelligibili

direttamente o attraverso un processo di elaborazione elettronica.

Si è equiparato al documento cartaceo il documento informatico.

L'atto munito di firma digitale o di firma elettronica qualificata ha l'efficacia probatoria della

scrittura privata con sottoscrizione autenticata.

 Atto pubblico→ Documento redatto, con le richieste formalità, da un notaio o da altro

pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo dove

l'atto è formato

L'atto pubblico fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza del documento dal

pubblico ufficiale che lo ha formato, nonché delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti

che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza o da lui compiuti.

La sua efficacia probatoria non si estende fino a comprendere la veridicità dei fatti: se si i

ntende contestare un atto pubblico occorre esperire il procedimento di querela di falso.

Esempi di atti pubblici sono: i rogiti notarili, i verbali di udienza redatti dagli ufficiali

giudiziari, i verbali delle commissioni di esami.

 Scrittura privata: Documento sottoscritto da un privato, fa piena prova, fino a querela di

falso della provenienza delle dichiarazioni da chi l'ha sottoscritta, se colui

contro il quale la scrittura è prodotta ne riconosce la sottoscrizione,

ovvero se questa è legalmente considerata come riconosciuta.

Se il pubblico ufficiale attesta che la sottoscrizione è stata apposta in sua presenza si ha una

scrittura privata autenticata, che è un'ipotesi di scrittura riconosciuta per legge.

PROVA TESTIMONIALE → Resa da un soggetto terzo rispetto alla causa, è la dichiarazione avente

per oggetto fatti controversi di cui il testimone è a conoscenza.

È una prova semplice, non precostituita, priva di efficacia legale, e quindi liberamente

valutabile dal giudice. Viene ammessa a discrezione del giudice.

PROVA DOCUMENTALE → Sono le conseguenze che la legge o il giudice trae da un fatto noto per

risalire a un fatto ignorato.

- Presunzioni legali: possono non ammettere prova contraria (presunzioni assolute)

- Presunzioni relative: ammettono prova contraria (presunzione di comunione di alberi, di

possesso di buona fede e di possesso intermedio, di conoscenza)

- Presunzioni semplici: Non sono stabilite dalla legge e autorizzano il giudice, nei casi in cui è

ammessa la prova testimoniale a dare per accertato un fatto ignoto

partendo da un fatto noto.

Devono essere gravi, precise e concordanti.

CONFESSIONE → La confessione è una prova semplice a efficacia legale. Consiste nella

dichiarazione che una parte fa della verità dei fatti a sé sfavorevoli e favorevoli

all'altra.

 Giudiziale: È giudiziale la confessione resa in giudizio. Essa forma piena prova contro colui

che l'ha fatta, purché non verta su fatti relativi a diritti non disponibili

 Stragiudiziale: La confessione mantiene la propria efficacia legale fuori dal processo solo se

fatta alla controparte. Qualora sia fatta da un terzo o contenuta in un

testamento può essere liberamente apprezzata dal giudice.

GIURAMENTO → Il giuramento può essere di due tipi: decisorio o suppletorio.

- Giuramento decisorio: è prova legale. Con questo una parte deferisce all'altra il giuramento

per farne dipendere la decisione totale o parziale della causa.

- Giuramento suppletorio: Può essere deferito d'ufficio o dal giudice quando ritiene che la

domanda dell'attore o l'eccezione del convenuto siano solo in

parte provate oppure non si possa accertare altrimenti il valore

della cosa domandata.

Il giuramento è consentito in casi limitati.

Esempio: Non è ammesso a diritti le cu parti non possono disporre o per contestare un

fatto che risulta da atto pubblico.

Tutela del credito

L’ordinamento predispone due tipi di tutela del diritto di credito:

- Diretta/satisfattoria → Fare conseguire al creditore la prestazione dedotta in obbligazione

e dunque il soddisfacimento in natura del suo interesse

 In caso di cooperazione del soggetto obbligato → azione di adempimento

 In caso di avvenimento contraria alla sua volontà → azione esecutiva

È necessario che l’adempimento sia ancora possibile e che il creditore continui ad avere

interesse a riceverlo.

In caso contrario: inadempimento, che se deriva da causa imputabile al debitore determina

la sua responsabilità e il conseguente obbligo di risarcire il danno. La tutela del credito

insoddisfatto viene, allora, attuata in forma risarcitoria.

- Indiretta/preventiva → Tende in via immediata alla conservazione dei bene del debitore,

potenzialmente necessari al soddisfacimento coattivo del diritto,

non già alla sua realizzazione.

Il diritto del soggetto passivo del rapporto obbligatorio di disporre dei beni e in generale di

gestire liberamente il proprio patrimonio può essere limitato pria e indipendentemente

dall’inadempimento, qualora il debitore ponga in essere determinati comportamenti,

anche omissivi, suscettibili di mettere in pericolo la realizzazione del credito.

In questi casi la legge attribuisce rilevanza all’interesse del creditore alla conservazione

della garanzia patrimoniale e gli offre specifici strumenti di tutela, quali:

 Azione surrogatoria

 Azione revocatoria

 Sequestro conservativo

AZIONE PER L’ESATTO ADEMPIMENTO → Il creditore mira a ottenere la condanna del debitore

all'esecuzione dell'obbligazione

E' un rimedio prefigurato nel presupposto della mancata o inesatta attuazione dell'interesse

dedotto nel rapporto obbligatorio.

 Azione di adempimento: esercitabile in caso di mancata esecuzione della prestazione

 Azione di esatto adempimento: esperibile in ipotesi di esecuzione inesatta dal punto di

vista quantitativo o qualitativo

L'inadempimento, impedendo la realizzazione dell'interesse creditorio, costituisce di per sé evento

lesivo; l'azione di adempimento si fonda su questo presupposto e prescinde dalla circostanza che il

creditore abbia sofferto un danno in conseguenza all'inesecuzione della prestazione.

Quando un danno sussiste al creditore è riconosciuta in aggiunta o in alternativa all'azione di

adempimento → la tutela risarcitoria

Il danneggiato può chiedere la reintegrazione in forma specifica, qualora sia in tutto o in

parte possibile.

Tuttavia il giudice può disporre che il risarcimento avvenga per equivalente, se la

reintegrazione in forma specifica risulta eccessivamente onerosa per il debitore.

L'azione di adempimento, può essere esercitata solo se l'adempimento è ancora possibile.

È preclusa quando il ritardo nell'esecuzione sia dovuto a impossibilità sopravvenuta temporanea

della prestazione non imputabile o quando la prestazione non sia ancora eseguibile (ad esempio

mancata scadenza del termine).

Se il debitore non ottemperi l’obbligo, il creditore con la sentenza che ha titolo esecutivo può

procedere all’esecuzione forzata.

AZIONE SURROGATORIA

Consente al creditore di esercitare i diritti e le azioni a contenuto patrimoniale che spettano nei

confronti dei terzi al proprio debitore quando questi trascura di esercitarli e la sua inerzia

pregiudica il soddisfacimento o la conservazione delle ragioni creditorie.

Il potere del creditore di ingerirsi in un rapporto giuridico al quale è estraneo è ammesso soltanto

con riguardo a singoli rapporti e in presenza di precisi presupposti:

- L’esistenza di un credito del surrogante nei confronti del debitore surrogato;

- L’inerzia del debitore che trascura di esercitare diritti o azioni a lui spettanti nei confronti di

terzi

- Il pericolo che il comportamento omissivo del debitore pregiudichi le ragioni del creditore

Ammissibilità → La sostituzione del creditore è ammessa rispetto a diritti e azioni a contenuto

patrimoniale.

Sono esclusi diritti e azioni, che pur avendo carattere patrimoniale, per loro natura o per

disposizione di legge non possono essere esercitati se non dal loro titolare.

L’esercizio in via surrogatoria non è ammesso per i diritti privi del tratto della

patrimonialità, come i diritti della personalità e quelli connessi a rapporti di natura

familiare.

Il creditore può surrogarsi al debitore nel compimento sia di atti stragiudiziali sia di atti giudiziali.

La legge impone di citare anche il debitore al quale intende surrogarsi,

affinché la sentenza possa produrre effetti nei suoi riguardi

Litisconsorzio necessario: si ha quando la situazione sostanziale dedotta in giudizio va

decisa nei confronti di più parti, le quali devono tutte agire o essere convenute nello stesso

procedimento

L’azione surrogatoria giova a tutti indistintamente i creditori e non soltanto a chi agisce in surroga.

Quest’ultimo non gode di alcun diritto di prelazione

Azione revocatoria

È il mezzo con cui il creditore può chiedere in giudizio che siano dichiarati inefficaci nei suoi

confronti gli atti con i quali il debitore, disponendo del patrimonio, abbia pregiudicato le sue

ragioni

PRESUPPOSTI

- Il credito del revocante verso il debitore

- Il compimento di un atto di disposizione, cioè di un atto a titolo oneroso o gratuito, con cui

il debitore modifica o diminuisce la consistenza del suo patrimonio trasferendo ad altri un

proprio diritto

- Il pregiudizio che l’atto può recare alle ragioni del creditore, diminuendo la garanzia

patrimoniale fino al punto da divenire insufficiente a soddisfare il credito del revocante o

modificandone la consistenza rendendo più difficile l’esperimento dell’azione esecutiva

IL creditore non può esperirla quando, nonostante il depuramento della garanzia generica, il

restante patrimonio è comunque sufficiente a consentire il soddisfacimento delle pretese

creditorie o quando il creditore goda di garanzia reali (pegno o ipoteca) che gli assicurano la

realizzazione del suo diritto

Non è soggetto a revoca l’adempimento di un debito scaduto trattandosi di un atto dovuto.

Per agire la revocatoria è necessario che il debitore sia a conoscenza del pregiudizio che l’atto è in

grado di arrecare alle ragioni del creditore. Tuttavia, se l’atto di disposizione è anteriore al sorgere

del credito, il creditore revocante deve dimostrare che l’atto era stato dolosamente preordinato al

fine di pregiudicare le sue ragioni, cioè spogliarsi del bene in modo da precludere al creditore il

soddisfacimento in via coattiva del suo diritto.

TERMINE → 5 anni dalla data dell’atto EFFETTI

L’azione revocatoria determina la declaratoria di inefficacia dell’atto di disposizione nei confronti

del creditore revocante

Rispetto al terzo → Il terzo contraente che in dipendenza dell’azione revocatoria vanta ragioni di

credito nei confronti del debitore può concorrere sul ricavato dei beni che

sono stati oggetto dell’atto revocato solo dopo che il creditore revocante si sia

soddisfatto.

Qualora l’oggetto dell’atto revocato sia stato alienato:

- A titolo gratuito: L’interesse dell’acquirente cede rispetto a quello del creditore, il quale

non è tenuto a dimostrare la malafede del terzo

- A titolo oneroso → I diritti del terzo in buona fede non vengono pregiudicati, ove sia in

malafede deve subire i danni della revocatoria

Sequestro conservativo

È un mezzo di conservazione della garanzia patrimoniale che opera in via preventiva, impedendo al

debitore di disporre di alcuni suoi cespiti e di diminuire così la garanzia generica spettante ai suoi

creditori.

Il creditore che abbia fondato timore di perdere la garanzia del credito può chiedere al giudice di

disporre il sequestro di determinati beni del debitore, al fine di conservarli in vista dell’azione

esecutiva

Il creditore può chiedere il sequestro anche nei confronti del terzo acquirente del debitore nel

momento in cui esercita l’azione revocatoria del relativo atto di disposizione.

Non hanno effetto in pregiudizio del creditore sequestrante le alienazioni e gli altri atti che hanno

per oggetto la cosa sequestrata, in conformità delle regole stabilite per il pignoramento.

Esecuzione forzata

Tende alla realizzazione coattiva del diritto del creditore e può assumere le forme:

- Dell'esecuzione forzata per espropriazione

Prevista per le obbligazioni riguardanti una somma di denaro

Realizza il diritto del creditore in forma generica, facendogli conseguire una somma di

denaro.

- Dell'esecuzione forzata in forma specifica

Per l'attuazione coattiva delle obbligazioni aventi per oggetto la consegna di una cosa

determinata, un fare, un non fare o la prestazione del consenso per la conclusione di un

contratto. Vale a realizzare in maniera puntuale il diritto del creditore, facendogli

conseguire esattamente il bene dedotto in obbligazione.

PRESUPPOSTI COMUNI

L'esecuzione è ammessa esclusivamente per l'attuazione di un diritto certo, non sottoposto a

contesa, liquido ed esigibile, non soggetto a termine non ancora scaduto né a condizione

sospensiva.

L'esecuzione può avvenire a seguito della notificazione al debitore del titolo esecutivo e del

precetto.

 Titolo esecutivo → Documento necessario per iniziare la procedura esecutiva (titolo

giudiziale, titolo negoziale)

Se il creditore non ha il titolo esecutivo è necessaria la sentenza di condanna.

 Precetto → Intimazione rivolta al debitore di adempiere l'obbligazione entro un termine

non inferiore a 10 giorni con l'espresso avvertimento che, in difetto, si

procederà a esecuzione forzata.

❶ ESECUZIONE FORZATA PER ESPROPRIAZIONE

Il creditore, per conseguire quanto gli è dovuto, può fare espropriare i beni dei debitore o quelli di

un terzo che siano vincolati a garanzia del credito o siano stati oggetto di un atto di disposizione

revocato perché in pregiudizio del creditore.

Se il creditore gode di una garanzia specifica su determinati beni del debitore (privilegio speciale,

pegno, ipoteca) deve prima sottoporre ad esecuzione quei beni.

Tre fasi:

1) PIGNORAMENTO → è l'atto con cui il creditore sottrae alla disponibilità del debitore

determinati beni. (comprende pertinenze, accessori e frutti)

Consiste in una ingiunzione che l'ufficiale giudiziario fa al debitore di astenersi da

qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito esattamente indicato i beni che

si assoggettano alla espropriazione e i frutti di essi

Per evitare il pignoramento: versando nelle mani dell'ufficiale giudiziario la somma per cui

si procede e l'importo delle spese.

Non hanno effetto in pregiudizio del creditore pignorante e dei creditori che intervengono

nell'esecuzione gli atti di alienazione dei beni sottoposti a pignoramento, salvi gli effetti del

possesso di buona fede per i mobili non iscritti in pubblici registri.

Non hanno effetto in pregiudizio del creditore pignorante e dei creditori che intervengono

nell'esecuzione, sebbene anteriori al pignoramento:

- Le alienazioni di beni immobili o di beni mobili iscritti in pubblici registri, che siano

state trascritte successivamente al pignoramento

- Le cessioni di crediti che siano state notificate al debitore ceduto o accettate dal

medesimo successivamente al pignoramento;

- Le alienazioni di universalità di mobili che non abbiano data certa

- Le alienazioni di beni mobili di cui non sia stato trasmesso il possesso

anteriormente al pignoramento, salvo che risultino da atto avente data certa

2) Vendita forzata dei beni in un'asta pubblica e successivamente l'attribuzione al creditore

procedente di quanto gli spetta per capitale, interessi e spese.

❷ ESECUZIONE FORZATA IN FORMA SPECIFICA

Esecuzione forzata per consegna o rilascio

Se non è adempiuto l'obbligo di consegnare una cosa determinata, mobile o immobile, l'avente

diritto può ottenere la consegna o il rilascio forzati.

Esecuzione forzata degli obblighi di fare

Se non è adempiuto un obbligo di fare, l'avente diritto può ottenere che esso sia eseguito a spese

dell'obbligato

Esecuzione forzata in forma specifica dell'obbligo di concludere un contratto

Se colui che è obbligato a concludere un contratto non adempie l'obbligazione, l'altra parte,

qualora sia possibile e non sia escluso dal titolo, può ottenere una sentenza che produca gli effetti

del contratto non concluso.

Esecuzione forzata degli obblighi di non fare

Se non è adempiuto un obbligo di non fare, l'avente diritto può ottenere che sia distrutto, a spese

dell'obbligato, ciò che è stato fatto in violazione dell'obbligo.

Non può essere ordinata la distruzione della cosa e l'avente diritto può conseguire solo il

risarcimento dei danni, se la distruzione della cosa è di pregiudizio all'economia nazionale.

Azioni a difesa della proprietà

Le azioni a difesa della proprietà (petitorie) sono:

 L'azione di rivendicazione

 L'azione negatoria

 L'azione di regolamento dei confini

 L'azione per l'apposizione di termini

Esse hanno natura reale, il che le rende esercitabili erga omnes, solo l'azione per l'apposizione di

termini si ritiene abbia natura personale.

① AZIONE DI RIVENDICAZIONE

Il proprietario può rivendicare la cosa da chiunque la possieda o la detenga.

L'azione di rivendicazione è lo strumento imprescrittibile attraverso cui il titolare del diritto di

proprietà chiede che venga accertato il proprio diritto, e conseguentemente che sia condannato

alla restituzione chiunque si trovi nel possesso o nella detenzione del bene.

L'attore in rivendicazione deve provare l'acquisto a titolo originario. Si considera sufficiente la

dimostrazione dell'avvenuta usucapione, raggiungibile sommando al proprio possesso quello dei

danti causa.

La ricerca dell'acquisto a titolo originario è semplificata per i beni mobili dall'applicazione del

principio possesso vale titolo.

② AZIONE NEGATORIA

Il proprietario reagisce a comportamenti di altri soggetti che pretendono di esercitare un diritto

reale sul bene.

Il rimedio può consistere in una mera richiesta al giudice di accertare l'inesistenza di un diritto

reale altrui, oppure la domanda può essere strumentale rispetto all'esercizio di un'azione

inibitoria, con cui si chiede la cessazione del comportamento molesto oltre la condanna al

risarcimento del danno.

Il proprietario ha l'onere di provare il proprio diritto e al convenuto spetta dimostrare l'esistenza di

un proprio diritto reale.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Argomenti: Fonti, Diritti della personalità, Capacità e incapacità, Contratti, Successione, Donazione, Famiglia (matrimonio, separazione, filiazione, adozione), Obbligazioni, Diverse tipologie di contratti (vendita, permuta, somministrazione...), Beni e diritti reali, Responsabilità civile e garanzia del credito, Azioni a difesa del credito, della proprietà e del possesso.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (PORDENONE, UDINE)
SSD:
Università: Udine - Uniud
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher stefano.ceschin di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Udine - Uniud o del prof Bilotta Francesco.

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