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Diritto privato

Struttura del corso

Il corso si divide in cinque parti:

  • Persone fisiche e giuridiche;
  • Proprietà, possesso;
  • Obbligazioni;
  • Contratto;
  • Responsabilità extra contrattuale e tutela dei diritti.

Diritto privato e l'ordinamento giuridico

Il diritto è un fenomeno prescrittivo, parla tramite regole e canoni. Esso non è composto solo da regole. Le regole sociali orientano l'individuo verso un ideale positivo. L'insieme di tutte le regole si differenzia dal diritto. Il diritto disciplina rapporti sociali, non si rivolge al singolo ma a disciplinare il rapporto con gli altri. Le regole religiose si rivolgono al singolo individuo, non sono regole sociali. Le regole sociali e giuridiche disciplinano relazioni fra individui.

Il diritto è composto da regole che disciplinano rapporti fra individui, socialità (non solo il diritto). Il diritto però ha qualcosa di unico perché le regole sono poste da un'autorità esterna, viene imposta, proviene dall'esterno. Le altre regole come quelle morali, religiose sono auto-imposte. Il diritto disciplina anche la produzione delle regole, infatti la prima forma di regolamentazione è la produzione delle leggi. Le prime regole erano quelle di convivenza. La società stessa produce spontaneamente diritto. Anche fare la fila è diritto. Il potere di imporre le regole viene riconosciuto dalla società, il diritto non si identifica con la legge.

BROCARDO = dove vi è un fenomeno sociale vi è diritto. Con una persona sola non c'è diritto, ma questo si forma quando vi sono almeno due persone. Il diritto è una necessità, ed è l'unico fenomeno che disciplina la sua creazione. Il diritto è un insieme di regole sociali imposte (coattività) ai consociati, cioè appartenenti alla comunità. Il diritto si impone mediante sanzioni, infatti la coattività è garantita dalle sanzioni. Ma anche le regole sociali hanno delle sanzioni.

La sanzione giuridica è proporzionata al fatto commesso. L'ordinamento giuridico è l'insieme delle regole imposte da un'autorità, che le impone a chi vive nel suddetto spazio, l'ordinamento è quindi soggetto della sovranità, la sovranità è a sua volta il potere di imporre leggi (è in crisi). L'ordinamento è composto da diritto pubblico e privato, le norme penali hanno le sanzioni più gravi.

Il diritto è un complesso di regole che si avvalgono del linguaggio, perché la regola deve essere comunicata. Il linguaggio è veicolo imprescindibile della regola, nel diritto romano uno degli obiettivi era prevenire la violenza e i conflitti e risolverli. Il diritto proviene dall'esterno, con una produzione regolamentata, con il carattere della coattività, con sanzione regolamentata in base alla pena.

Il diritto regolamentato: la forza

Chi utilizza la forza è autorizzato, ma certe volte si esagera. Il diritto si avvale della forza, per prevenire l'uso della forza (è un sistema di utilizzo controllato dalla forza). L'effettività è la capacità della regola giuridica a farsi rispettare, ad esempio non mettiamo i vigili ai semafori perché rispettiamo il semaforo. Le norme tributarie sono scarsamente effettive (esempio: evasioni). L'andamento giuridico non può reggersi solo sulla sanzione, le regole devono anche essere ritenute giuste dai cittadini.

Il codice civile è composto da sei libri:

  • Famiglia;
  • Successioni (non trattato);
  • Proprietà, possesso (articolo 810);
  • Contratti;
  • Lavoro, società (diritto commerciale);
  • Tutela dei diritti.

Norma definitoria

L’Articolo 810 del codice civile stabilisce che: sono beni le cose che possono essere oggetto di diritti. Res = cosa. Nel diritto romano gli schiavi erano considerati come oggetti. Il codice civile è stato scritto nel 1942, è stato emanato durante il regime fascista. Da cosa deriva la giuridicità di una norma se non contiene una sanzione? La norma 810 contiene una sanzione? Esistono norme prive di sanzioni? Non è vero che ogni norma è sanzionata, alcune norme sono giuridiche perché appartengono ad un insieme di regole sanzionatorie, delle norme non hanno sanzione perché non è previsto che non siano rispettate. Una norma giuridica, o per come è costituita o perché appartiene ad un insieme di norme giuridiche. Nel diritto civile non ci sono solo comandi, ma anche permissioni e libertà! Un articolo può avere più norme. Il diritto privato si fonda sul riconoscimento della libertà degli individui di autoregolamentarsi.

PRESCRITTIVITÀ = REGOLAMENTAZIONE, gli individui si autoregolamentano nei limiti imposti dalla legge. Se non ci fossero determinate regole vincerebbe il più forte. Quando diciamo preposizione prescrittiva alludiamo anche a regole che limitano la libertà. La norma giuridica del diritto privato si rivolge agli individui e regola i loro rapporti. Anche quando un privato entra in contrasto con un ente, ci si può rivolgere al diritto privato, non solo pubblico.

LOCAZIONE = AFFITTO. A volte gli enti operano allo stesso livello dei privati, come se fossero persone; si usa quindi il diritto privato. Le norme di diritto privato e gli interessi privati e individuali, l'interesse è la tensione di un soggetto verso qualcosa (bene, ecc.). Non tutti gli interessi sono tutelati. Le norme giuridiche possono essere predisposte a tutelare alcuni interessi e a realizzarli. La famiglia è la prima comunità cui si fonda l'ordinamento giuridico. La famiglia è un corpo intermedio tra il singolo e lo stato. Molte comunità, nonostante abbiano interessi sovraindividuali, sono considerati privati (es. famiglia, partito, condominio). Esistono interessi sovraindividuali, regolati da diritto privato, perché sono più prossimi agli interessi individuali, per esempio le comunità montane sono regolate dal diritto pubblico. Le norme di diritto privato bilanciano la regolamentazione. Le norme penali limitano.

Le norme possono essere classificate in tre categorie in base al loro grado di coattività:

  • Imperative o cogenti: dalle quali non ci si può sottrarre;
  • Dispositive: possono essere regolate, danno la libertà di individuare norme ad essere alternative. Sono indicate dalle preposizioni "salvo che";
  • Suppletive: introducono una regolamentazione da seguire ove non vi è una regolamentazione. Danno autonomia di scelta e delle parti.

Tutto il diritto che scaturisce dalla costituzione, dai decreti legge è detto diritto positivo, perché è posto dall'alto. Invece le norme private sono un misto di autoregolamentazione e diritto positivo. L’insieme delle proposizioni prescritte (dette norme) regola i rapporti sociali. Non tutte le regole giuridiche hanno una sanzione. La maggior parte delle norme sono imperative. Nel diritto privato vi è diritto positivo, cioè posto dall'alto, ma anche norme poste dal basso (autoregolamentazione). Alcuni atti, ad esempio il matrimonio, pongono delle regole concordate, ma vi sono anche norme imperative in essi.

La codificazione ed i principali codici europei

Molte volte tendiamo a confondere il diritto con la legge. Questo avviene anche a causa del positivismo che nacque con la nascita degli Stati nazionali (rivoluzione francese 1789). Durante la rivoluzione francese la borghesia rovesciò l’ancién regime ed individuò il Parlamento come unico organo in grado di produrre diritto, perciò sin da quel momento si è cominciato a identificare il diritto con l'attività legislativa; ma è sbagliato perché il diritto non nasce solo dalle leggi; questo si chiama monopolio del diritto di fonte legislativa. Infatti il codice civile francese del 1804, è ancora in vigore oggi, fu prodotto dal Parlamento.

I codici sono nati come l'unico strumento per disciplinare rapporti tra privati. Inizialmente il Parlamento diventò l'unica fonte che produceva il diritto, quindi si confondeva la legge col diritto. Come nel Regno Unito, nel medioevo l'unica fonte di diritto era la consuetudine, la società dava vita al diritto con dei comportamenti. Con la rivoluzione francese, vi è stata una frattura che ha ridimensionato il diritto. In tutti i manuali vi è scritto che le caratteristiche di ogni norma sono la: generalità e astrattezza, ma non è così, perché si pensa che il diritto si riduce a quello di fonte legislativa. Anche se una norma non ha generalità e astrattezza è sempre pronta del diritto.

Generalità: la norma si rivolge a tutti, o non si rivolge ad un soggetto determinato; Astrattezza: la norma non riguarda un caso concreto ma un caso ipoteticamente accaduto, in una fattispecie astratta (termine tecnico). Si regolano ipotesi astratte perché potrebbero accadere spesso, però non tutte le norme sono generali e astratte, infatti ci sono anche norme particolari e concrete che sono l'esatto opposto di quelle generali e astratte.

Sono generali e astratte le norme che derivano dal diritto di fonte legislativa, le sanzioni sono regolate dal diritto positivo. Il diritto si identifica con la legge perché si pensa che tutte le norme siano generali e astratte, ma il diritto scaturisce anche da altri fattori.

Fonti del diritto positivo

  • Costituzione;
  • Leggi;
  • Decreti;
  • Contratti, eccetera…

Questo tipo di fonti sono gli atti o comportamenti dai quali scaturiscono regole, di solito si circoscrive il discorso solo alle fonti positive. Ci sono norme che regolano le fonti del diritto (i primi 31 articoli anteposti al codice civile), molti sono stati abrogati (tacitamente o espressamente). L'art. 1 dice che sono fonti del diritto le leggi, i regolamenti e gli usi (consuetudine). Questa è una norma la data (1942). Questo non tiene conto che nel 1948 è stata introdotta la costituzione. L'art. 3 sulle regole corporative è stato abrogato con la caduta del fascismo.

Riferendoci all'articolo 1 possiamo dire che la costituzione ha una forza maggiore del codice civile. Le fonti del diritto sono ordinate perché potrebbero entrare in conflitto, ci potrebbero essere antinomie, cioè le contraddizioni o conflitti fra norme incompatibili. Per capire quale fonte adattare si usa la priorità, si usano le fonti di grado superiore. Ma si usa anche il criterio temporale, se il grado di importanza è uguale si usa quella più recente. Riguardo al carattere temporale si usa la norma emanata successivamente; per quanto riguarda il criterio gerarchico si usa la norma appartenente alla fonte di maggiore importanza. Il grado della fonte dipende da due fattori: dalla forza della fonte di modificare l'ordinamento e dalla resistenza al cambiamento della suddetta fonte da parte di altre fonti. La costituzione abroga tutte le regole e non può essere modificata da regole normali (solo costituzionali). La legge ha grado inferiore alla costituzione, ma superiore ai regolamenti e agli usi (consuetudine).

L'art. 1 andrebbe revisionato: la più importante è la costituzione, affiancata dalle norme comunitarie, poi le leggi emanate dal Parlamento, poi decreti del governo (emanati con una legge del Parlamento). I decreti sono posti sullo stesso piano delle leggi emanate dal Parlamento. I decreti servono per snellire la procedura, il Parlamento approva sempre una legge di principio su di esso e il governo fa il resto (art. 77 costituzione: decreto legge). Si usano quando c'è un'urgenza situazioni imprevedibili. Il Parlamento converte i decreti in legge, altrimenti essi decadono. Vi sono anche le leggi regionali, in alcune materie opera solo la regione, in altre le regioni devono seguire i principi della legge quadro nazionale (leggi cornice).

Competenza esclusiva e concorrente

Dopo le leggi regionali vi sono dei regolamenti governativi che competono o eseguono norme che scaturiscono dalla legge. All'ultimo grado della gerarchia delle fonti vi sono le consuetudini: le consuetudini possono operare o praeter legem (ma che in cui non c'è regolamentazione) o secundum legem (quando la legge prevede l'uso delle consuetudini). Le consuetudini sono i comportamenti che la comunità spontaneamente pone in essere e rispetto, per un lasso di tempo sufficiente a farle diventare regole.

Fonti europee

A partire dal 1958 la Repubblica italiana è entrata a far parte della CEE e della CECA (Maastricht) che hanno fondato l'Unione Europea. L'Unione Europea produce diritto, i trattati sono gli atti internazionali. Il diritto comunitario va diviso in due parti, quello originario (trattati costitutivi, quello di Roma, Lisbona che ha creato il TUE, cioè il Trattato dell'Unione Europea e il TFE, cioè il Trattato del Funzionamento Europeo) e quello generato successivamente. I trattati individuano organi dotati di poteri (es. Parlamento europeo). L'Unione Europea ha creato un mercato unico, eliminando dazi, eccetera… Quindi gli stati hanno affidato alcune materie alla competenza dell'Unione Europea, altre materie sono rimaste di competenza degli stati. Così il diritto europeo armonizza il diritto dei vari Stati (lima le differenze). Con l'Unione Europea lo stato rimane un ente sovrano ma con limitazioni.

Armonizzazione e uniformazione: a volte l'Unione Europea impone regole comuni con l'uniformazione; la più frequente è l'armonizzazione. I trattati hanno costituito l'ossatura dell'Unione Europea ed i suoi principi comuni a cui si ispira. I trattati contengono norme che contengono ulteriori fonti del diritto. Le fonti del diritto europeo sono regolamenti e direttive, pareri e raccomandazioni. Il regolamento è un atto generale obbligatorio in tutti i paesi e self-executive. La fonte più usata dall'Unione Europea è la direttiva. La direttiva si rivolge di solito solo da alcuni Stati, non è obbligatoria in tutti i suoi elementi, ma pone un obiettivo da raggiungere obbligatoriamente. La direttiva armonizza ponendo obiettivi, costringendo gli stati a modificare il proprio diritto per raggiungere l'obiettivo. La direttiva suppone un dialogo, il regolamento no. Le direttive vanno recepite entro un termine, pena delle sanzioni. In Italia si è introdotta la legge comunitaria che il dicembre di ogni anno attua le direttive in scadenza.

Le fonti comunitarie non possono essere collocate nella gerarchia sopra indicata perché appartengono ad ordinamenti diversi. La corte costituzionale risolve i contrasti fra poteri evita che le leggi siano anticostituzionali.

I giudici

  • Giudice di pace, tribunale;
  • Tribunale, corte d'appello;
  • Corte di cassazione.

Il sindacato costituzionale accentrato consiste che se il giudice pensa che la legge sia anticostituzionale rimettere gli atti alla corte di cassazione che la espunge (elimina se è anticostituzionale). L'articolo 11 della costituzione afferma che: l'Italia consente le limitazioni alla sovranità da parte di organizzazioni sovranazionali. L'ordinamento italiano e europeo sono autonomi e coordinati. Sentenza 170 del 1984 della corte costituzionale è quella della svolta: una volta c'era una legge che ha introdotto un dazio, allora un giudice ha chiesto se la legge violava l’art 11. La corte di cassazione ha detto che era materia dell'Unione Europea. Se una norma nazionale viola una legge comunitaria (non nazionale) essa deve essere inapplicata. Se la legge italiana vuole modificare la costituzione essa è anticostituzionale, se invece una legge italiana vuole modificare un regolamento europeo essa è inefficace.

Come analizzare una sentenza: caso, problema, soluzione, argomentazione. Secondo le norme europee lo stato non può intervenire nell'economia degli stati. Gli strumenti per armonizzare sono la direttiva, la disapplicazione e la pregiudiziale comunitaria e effetto verticale delle direttive. La pregiudiziale comunitaria si verifica quando un giudice deve applicare una norma comunitaria e c'è un contrasto sull'interpretazione della norma. Si sospende il giudizio e rimettere gli atti alla corte di giustizia europea. Così si favorisce la armonizzazione. Nei fatti l'ordinamento europeo prevale su quello nazionale.

L’interpretazione degli atti normativi

Uno dei problemi è interpretare le leggi. L'interpretazione enuncia un significato. Il diritto non è una scienza esatta ma argomentativa, perché la norma non è il testo ma il significato che si attribuisce ad essa. Testi normativi = disposizioni normative. Da un testo normativo si possono desumere più norme. Il giudice sceglie il significato che è argomentato in maniera migliore. Ma ci sono dei limiti nell'interpretazione, una è il linguaggio (i significati non devono essere contrastanti a ciò che vi è scritto). Il diritto di disciplina anche l'interpretazione della legge: articolo 12 - nell'applicare la legge (disposizione normativa di qualunque origine) non si può ad essa attribuire un significato diverso da quello fatto proprio dalle parole. Quindi l'interpretazione non può andare contro ciò che è scritto.

Criterio interpretativo

Criterio letterale: la prima interpretazione è quella da attribuire in base al significato delle parole nell'uso comune;

Criterio sintattico: si tiene conto dell'ordine delle parole, della punteggiatura, eccetera…

Criterio teleologico: si usa il

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher calosh22 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Piraino Fabrizio.
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