Diritto privato
La norma giuridica
La norma giuridica è una regola appartenente al diritto di una determinata società, ottiene la forza vincolante dal fatto di essere prevista da un atto dotato di autorità. I fatti producenti norme giuridiche si chiamano fonti; la norma è espressione della volontà di un organo che ha il potere di elaborare regole destinate a far parte dell'ordinamento giuridico.
Il diritto positivo e il diritto naturale
Il diritto positivo è il complesso delle norme da cui è costituito ciascun ordinamento giuridico, mentre il diritto naturale è il diritto sovraordinato al positivo, in quanto costituisce vincolo costante al legislatore, che deve sempre tenere a mente la cultura e la società alla quale indirizza i suoi insegnamenti.
La struttura delle norme
La norma si compone della previsione di un accadimento futuro e delle relative conseguenze giuridiche. La parte della norma che descrive l'evento è la fattispecie, che può essere astratta o concreta. È astratta quando descrive il fatto che ipoteticamente dovrebbe verificarsi affinché si producano gli effetti della norma, e concreta quando descrive un fatto accaduto realmente.
Tipologie di fattispecie
Le fattispecie possono essere anche semplici o composte: le prime descrivono un solo fatto, mentre le seconde una pluralità di fatti.
Sanzioni e caratteri generali
Le norme giuridiche sono suscettibili di attuazione forzata; dal danno arrecato al trasgressore ne consegue una sanzione. La difesa dell'ordinamento si avvale anche di misure preventive. La sanzione può essere diretta o indiretta: la prima si verifica quando la conseguenza è diretta al fatto commesso, mentre nella seconda la legge si avvale di altri mezzi per preservare i diritti della parte danneggiata.
I caratteri generali della norma sono la generalità e astrattezza: la prima implica che le norme giuridiche producono effetti non solo per un individuo, bensì per una collettività, mentre l'astrattezza implica che le fattispecie non debbano analizzare caso per caso, ma si adattano a una pluralità di casi giuridici.
Equità e norme cogenti o derogabili
L'equità è la giustizia del caso singolo, in quanto è dovere del giudice ricondurre il caso astratto (fattispecie) al caso singolo o concreto. Il lavoro sopracitato è detto sussunzione. In generale, il diritto sacrifica il caso singolo in vista del rispetto della fattispecie. L'equità integrativa è invece l'operazione per la quale il giudice integra la fattispecie secondo integrità.
Le norme possono essere cogenti o derogabili. Le prime sono norme che si applicano alla collettività indipendentemente dal loro volere, mentre le seconde si applicano a seconda dei voleri di due privati. Se questi ultimi non raggiungono un accordo, si applicano le norme suppletive.
Le fonti del diritto
Le norme giuridiche sono prodotte da fonti, che sono atti o fatti. I primi derivano da un'attività di un determinato organo, come il parlamento, mentre i secondi sono consuetudini che affermatesi nel tempo diventano leggi.
La costituzione
La costituzione è un insieme di 139 articoli che disciplina i diritti e i doveri dei cittadini, e l'ordinamento della repubblica. I primi 12 articoli sono i principi fondamentali. Le leggi costituzionali sono approvate mediante un iter particolarmente rigido e non è consentito ai singoli cittadini la modifica delle stesse attraverso richieste alla corte costituzionale. Le fonti del diritto internazionale appartengono alle fonti costituzionali.
Leggi statali e regionali
Leggi statali e regionali ordinarie vengono validate dopo l'approvazione delle due camere, la promulgazione del presidente della repubblica, e pubblicate sulla gazzetta ufficiale. Dopo 15 giorni dalla pubblicazione, entrano in vigore. I decreti legge sono invece decreti che possono essere promulgati in contesti di emergenza, ma devono essere approvati dopo 60 giorni dall'entrata in vigore affinché siano validi.
Regolamenti e fonti comunitarie
I regolamenti sono fonti secondarie, subordinate alla legge, che i vari enti possono proclamare. Essi hanno contenuto normativo, e se impugnati sarà necessario farlo al TAR o al consiglio di stato. Le fonti comunitarie sono tutte le fonti legate all'entrata dell'Italia nell'Unione Europea, esse hanno pari valore delle leggi costituzionali, e prevalgono sulle fonti interne. Le fonti sono tre:
- Regolamenti, atti di portata generale e obbligatoria, di cui ogni giudice degli stati membri può avvalersi.
- Le direttive, rivolte agli organi legislativi degli stati stessi.
- Le decisioni, che disciplinano situazioni ben definite e concrete e sono vincolanti per i soli soggetti interessati.
La consuetudine e il codice civile
La consuetudine è la ripetizione per un certo lasso di tempo di un uso o comportamento, osservato in una determinata comunità. È chiaramente secondo alla norma giuridica, ma può avere valenza giuridica in ambiti non disciplinati da fonti scritte.
Il codice civile è diviso in cinque codici principali: civile, penale, di procedura civile, di procedura penale e della navigazione. Esso elenca tutte le leggi che disciplinano i rapporti e le azioni dei singoli, degli enti, degli organi e descrive i principi circa la responsabilità civile. Il codice è subordinato alla costituzione e non ne può tradire i principi.
Abrogazione, retroattività e transizione delle leggi
L'abrogazione della legge è un atto normativo che produce effetto abrogativo, annulla la legge. L'abrogazione è espressa quando concretamente indicato nel testo di una legge posteriore, mentre è tacita quando sostituita da una legge più recente. Si può abrogare una legge mediante il referendum popolare, a richiederlo debbono essere almeno 500 mila elettori o cinque consiglieri regionali.
La retroattività della legge, se non espressa chiaramente, non è valida. La transizione tra le leggi avviene quando una nuova legge è emanata. Per far luce sulla legge da seguire, se essa sia la posteriore o l'anteriore, bisogna risalire alle volontà del legislatore. Si può verificare però l'ultrattività di legge, ovvero che venga disposto che determinati atti compiuti nel vigore di una nuova normativa continuino ad essere regolati dalla legge anteriore.
Applicazione e interpretazione della legge
L'applicazione della legge è la concreta realizzazione ed essa si attua banalmente con l'osservanza dei singoli o degli enti. L'interpretazione della legge è esercizio tipico del giurista, il quale deve trarre dal confronto con il testo normativo un significato concreto da applicare ai casi singoli. Il giurista deve attribuire un significato tenendo anche conto degli elementi extra testuali, in quanto ogni parola può avere dei significati biunivoci. Vi sono diverse forme di interpretazione:
- Interpretazione dichiarativa, strettamente legata al testo stesso, il significato più immediato e intuitivo attribuitogli.
- Interpretazione correttiva, un'interpretazione attribuente un significato secondario a quello che apparirebbe dalla mera analisi testuale.
- Interpretazione giudiziale, ad opera del giudice.
- Interpretazione dottrinale, data dall'esperienza del giurista.
- Interpretazione autentica, che chiarisce il significato di norme preesistenti.
Criteri interpretativi
Vi sono dei criteri interpretativi che debbono garantire rigore e coerenza all'interpretazione, essi sono:
- Il criterio logico, che esclude tutto ciò che non vi sia espresso, o che estende la norma a fenomeni simili.
- Il criterio storico, analisi delle motivazioni per cui sono state istituite delle normative.
- Il criterio sistematico, che colloca la disposizione nel quadro complessivo dell'ordinamento, fornendo una chiave di lettura.
- Il criterio sociologico, purché si tengano in considerazione gli aspetti socioeconomici.
- Il criterio equitativo, volto ad evitare delle condizioni di iniquità.
L'analogia
L'analogia è la pratica giuridica che porta il giudice ad applicare delle norme anche se non espressamente dirette a un caso singolo. Questo accade perché non tutte le fattispecie concrete possono riferirsi alla vasta molteplicità di casi. L'analogia non è comunque consentita per le leggi penali.
Il diritto internazionale privato
Il diritto internazionale privato è il diritto vigente in ciascun ordinamento applicante a tutti i cittadini e stranieri che si trovano nel territorio in cui l'ordinamento è in vigore. La qualificazione è la decisione riguardo all'ordinamento da applicare per il rapporto in questione; solitamente si applica la legge del luogo in cui si disciplina il rapporto.
Rinvio ad altra legge e legge dello straniero
Il rinvio ad altra legge avviene quando plurimi rinvii vengono effettuati da stati a stati. Si tiene conto generalmente del secondo rinvio, se il diritto di tale stato accetta e se il rinvio è alla legge italiana. La legge straniera non può comunque essere applicata se i suoi effetti sono contrari all'ordine pubblico internazionale. L'onere di accertare il contenuto della legge straniera è da attribuire al giudice, il quale deve accertarsi della conoscenza della lingua straniera.
La legge dello straniero è l'insieme di leggi disciplinanti il rapporto con gli individui stranieri. Vi è una distinzione tra membri dell'UE e extra UE: i primi hanno anche la cittadinanza europea e godono di libertà di soggiorno negli stati membri e del godimento dei medesimi diritti civili dello stato stesso, mentre i cittadini extra UE godono comunque di tre diritti:
- Diritto d'asilo per chiunque provenga da paesi che impediscono l'esercizio delle attività democratiche previste dalla costituzione italiana.
- Inammissibilità dell'estradizione per reati politici.
- Diritti fondamentali della persona umana.
Vi è comunque la condizione di reciprocità, ovvero sono riconosciuti determinati diritti solo se previsti dall'ordinamento del paese di cui esso è cittadino, anche se questa condizione è stata pesantemente ridimensionata, avendo quindi utilità marginale.
Il rapporto giuridico
Il rapporto giuridico è la relazione tra due soggetti regolamentata dall'ordinamento giuridico. Il soggetto attivo è colui al quale l'ordinamento giuridico attribuisce un potere, mentre il soggetto passivo è colui al quale si attribuisce un dovere. I soggetti si definiscono parti, quelli estranei allo stesso rapporto si definiscono terzi.
Situazioni giuridiche soggettive attive
Le situazioni giuridiche soggettive attive sono quelle dove il soggetto attivo può decidere se far valere o meno il suo diritto. Il diritto soggettivo è il potere di agire per il soddisfacimento di un proprio interesse individuale; in alcuni casi il potere di agire è attribuito nell'interesse altrui.
- La potestà è l'insieme di poteri attribuiti al genitore nell'interesse del figlio.
- L'ufficio è l'insieme dei poteri attribuiti al tutore nell'interesse dell'incapace.
- La facoltà è la possibilità riconosciuta al titolare di un diritto, di tenere un determinato comportamento.
- L'aspettativa è l'interesse individuale tutelato in via provvisoria e strumentale, ossia quale mezzo al fine di assicurare la possibilità del sorgere di un diritto.
- Lo status è una qualità giuridica che si riconosce alla posizione dell'individuo in una collettività.
Esercizio del diritto soggettivo e classi di diritti
L'esercizio del diritto soggettivo è l'esplicazione e la messa in atto dei poteri di cui il soggetto attivo consta e detiene. L'esercizio del diritto non coincide con la realizzazione degli obiettivi materiali ad esso collegati. L'abuso di quest'ultimo è quando il titolare, avvalendosi delle sue facoltà, compie azioni eccedenti l'ambito degli interessi legati al diritto soggettivo.
Le classi di diritti soggettivi sono:
- I diritti assoluti, che garantiscono al soggetto attivo un potere che egli può far valere verso tutti, come il diritto di proprietà. Essi comprendono i diritti reali (su una cosa) e i diritti della personalità (legati all'integrità fisica e morale).
- I diritti relativi, che possono essere esercitati solo verso una o più determinate persone, come i diritti di credito.
- I diritti potestativi consistono nel mutare la situazione giuridica di un altro soggetto, come ad esempio nelle proprietà condivise, dove ognuno di questi può chiedere la scissione senza l'autorizzazione degli altri comproprietari. Il soggetto passivo in questo caso si trova in soggezione, in quanto basta l'iniziativa del soggetto attivo affinché si abbia la realizzazione.
Interessi e capacità giuridica
Gli interessi sono qualsiasi vantaggio o utilità che costituisce l'obiettivo o il movente dell'agire di un soggetto. L'interesse legittimo è la situazione giuridica di chi ha interesse che l'attività pubblica venga svolta regolarmente. Ad esempio, nel contesto di un concorso pubblico, si ha l'interesse di controllare passivamente l'osservanza del regolamento, ovvero un interesse legittimo.
La capacità giuridica è l'idoneità ad essere soggetti di situazioni giuridiche soggettive. Questa compete sia alle persone fisiche che alle persone giuridiche. Tra gli enti distinguiamo:
- Enti aventi autonomia patrimoniale perfetta e costituenti persona giuridica.
- Enti aventi autonomia patrimoniale imperfetta, e non costituenti personalità giuridica.
Capacità giuridica della persona fisica
La capacità giuridica della persona fisica si acquista alla nascita, divenendo così soggetto di diritto. Per nessun motivo politico l'uomo perde la sua capacità giuridica. L'uomo ha diritto all'eguaglianza, la quale può essere:
- Formale, in quanto come stabilito dalla costituzione tutti sono eguali, senza distinzione alcuna.
- Sostanziale, in quanto la repubblica si fa fautrice dell'onere di far rispettare la suddetta eguaglianza.
Nascita e morte della persona fisica
La nascita della persona fisica avviene con l'inizio della respirazione polmonare, acquisisce così la capacità giuridica. Si ha la morte della persona con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo. Entro 24 ore dal decesso, la morte è dichiarata all'ufficiale di stato entro un giorno. Quando non vi sono sufficienti prove per comprendere chi sia morto per primo, si stabilisce la presunzione di commorienza, ovvero si suppone che tutti siano deceduti nel medesimo momento.
Per l'accesso a determinati rapporti, oltre alla nascita vi possono essere ulteriori requisiti. Le incapacità si distinguono in:
- Assolute, se al soggetto è precluso quel determinato rapporto.
- Relative, se gli è precluso solo in determinate circostanze o con determinati soggetti.
Il concepito e la capacità di agire
Il concepito è detentore seppur non ancora nato di determinate capacità:
- Capacità di succedere a causa morte.
- Capacità di ricevere per donazione.
- Capacità di risarcibilità del danno alla salute e all'integrità fisica.
- Risarcibilità del danno subito a seguito di uccisione del padre.
La capacità di agire è la capacità della persona di amministrare i propri interessi. Essa si acquisisce alla maggiore età. Per le persone non aventi capacità di agire, lo stato mette in serbo gli istituti della minore età, dell'inabilitazione, ecc.
- Ad una logica sanzionatoria risponde l'ufficio dell'interdizione legale.
- La capacità negoziale è la capacità di vendere, comprare o dare in locazione.
- La capacità extranegoziale è la capacità di rispondere delle conseguenze degli atti posti in essere.
La minore età, interdizione e inabilitazione
La minore età è l'età precedente i 18 anni, in cui il soggetto è legalmente incapace. Il minore non ha capacità negoziale, se alterante la sua sfera patrimoniale. Entro cinque anni dal raggiungimento della maggiore età, si possono impugnare atti sopracitati.
Il minore ha libero accesso agli atti necessari alla vita quotidiana, la gestione del suo patrimonio spetta ai genitori:
- Disgiuntamente se atti di ordinaria amministrazione non comportanti rischi patrimoniali.
- Congiuntamente per atti di straordinaria amministrazione comportanti rischi patrimoniali.
L'interdizione giudiziale è pronunciata con sentenza del tribunale, quando ricorrono congiuntamente i seguenti presupposti:
- Infermità mentale.
- Abitualità dell'infermità.
- Incapacità a seguito dell'infermità del soggetto a provvedere ai propri interessi.
- Necessità di assicurare al soggetto un'adeguata protezione.
L'esame dell'interdicendo viene svolto dal giudice con adeguato supporto tecnico, l'interdizione decorre dalla pubblicazione della sentenza di primo grado.
L'interdizione legale è prevista dal codice penale come pena accessoria per reati comportanti un tempo di reclusione non inferiore a 5 anni. L'interdetto legale non può compiere atti dispositivi del proprio patrimonio, e se compiuti sono annullabili.
L'inabilitazione è pronunciata con sentenza del tribunale se sussistono le seguenti condizioni:
- Infermità mentale.
- Prodigalità, impulso patologico che incide negativamente sulla capacità del soggetto di valutare la rilevanza della situazione economica.
- Abuso abituale di alcool o stupefacenti.
- Sordità o cecità.
All'inabilitato viene assegnato un curatore provvisorio. Il soggetto può comunque compiere atti di ordinaria amministrazione.
Il minore ultrasedicenne, autorizzato dal tribunale a contrarre matrimonio, con le nozze acquista l'emancipazione sottraendosi così alla disciplina della minore età. In questo caso lo sposo è come l'inabilitato, ha situazione giuridica analoga, può compiere atti di ordinaria amministrazione ma necessita di un curatore per atti straordinari.
Amministrazione di sostegno
L'amministrazione di sostegno si apre con decreto del giudice tutelare, se congiuntamente si verificano i seguenti presupposti:
- Infermità o menomazione psichica o fisica.
- Impossibilità per il soggetto di provvedere ai suoi interessi.
Il procedimento può essere aperto dall'interessato stesso, dal coniuge, dai parenti entro il 4o grado, ...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.