Estratto del documento

Diritto privato e pubblico

Il diritto privato regola anche i rapporti tra i soggetti privati ed anche pubblici quando operano come privati. Per esempio, un esproprio di un terreno per costruire un’opera che ha una finalità pubblica, nel momento dell’acquisto del terreno da parte del comune, avvia una trattativa regolata dai rapporti di forza (interessi del comune e a che cifra è disposto ad accettare). Questo rapporto è regolato dal diritto privato anche se è coinvolto un soggetto pubblico, che si comporta da privato.

Il mercato si autoregola, l’iniziativa dei privati e il loro impegno sono i motori del benessere collettivo. Essi vanno guidati ma non costretti o penalizzati, in quanto i privati generano un effetto di miglioramento del benessere per l’intera collettività. Il diritto privato lascia piena autonomia alle parti, tranne in quei casi in cui i rapporti di forza sono troppo sbilanciati, come nel diritto del lavoro.

Diritto pubblico

Il diritto pubblico regola i rapporti tra soggetti privati o soggetti pubblici e privati dove i primi agiscono con superiorità, come gli espropri.

Il concetto di diritto

L’espressione “diritto” ha almeno due significati:

  • Il diritto oggettivo: insieme di norme giuridiche che regolano un dato ordinamento.
  • Il diritto soggettivo: situazione giuridica soggettiva nascente dal diritto soggettivo.

Pre-leggi e diritto soggettivo

Le pre-leggi sono l'insieme di disposizioni che specificano l’interpretazione ma non fanno parte del codice civile. Il diritto oggettivo comprende tutti gli articoli, mentre il diritto soggettivo viene acquisito nel momento in cui si viola un diritto oggettivo. L’obbligo di risarcire include anche il danno morale stabilito da un consulente tecnico nominato dal giudice, il quale deve misurare le conseguenze sulla vita derivate dalla violazione dell’articolo.

Caratteristiche del diritto soggettivo

Il diritto soggettivo costituisce elementi come:

  • Titolo: risarcimento in denaro a seguito del danno, è il diritto e la giustificazione per chiedere il denaro. Se si paga chi non aveva diritto al denaro, non è presente il titolo e va restituita la somma.
  • Azione: permette di ottenere tutela, consente al titolare del diritto di andare da un funzionario dello Stato, il quale attiva gli strumenti forniti dallo Stato per vedere esaudito il proprio diritto, per esempio mediante un pignoramento.

Diritti relativi e assoluti

I diritti relativi ed i diritti assoluti fanno parte dei diritti soggettivi.

  • Diritti relativi: caratterizzati dalla presenza di parti ben determinate (creditore che può chiedere denaro solo al soggetto debitore, che se è un minore non emancipato deve essere sostituito dai genitori se non hanno potuto evitare il fatto). Comporta il fatto che qualcuno faccia qualcosa.
  • Diritti assoluti: caratterizzati dal fatto che il diritto può essere rivendicato nei confronti di tutti, sono quelli caratterizzati dall’astensione del comportamento da parte di altri soggetti. Per esempio, il diritto di proprietà fa sì che si possa pretendere da tutti il diritto di godere del proprio bene.

Classificazioni dei diritti

Esistono altre classificazioni, come quelle tra:

  • Diritti della personalità: di regola indisponibili, nascono e muoiono con la persona, sono innati e non hanno carattere economico perché riguardano interessi vitali della persona (diritto alla salute). Chiunque deve astenersi da recare danno fisico, è un diritto assoluto.
  • Diritti patrimoniali: inerenti all’utilità economica, sono di regola disponibili e possono riguardare sia diritti assoluti che relativi.

Posizioni giuridiche soggettive

Il diritto soggettivo si pone come un insieme di posizioni giuridiche soggettive elementari, tra cui:

  • Le pretese, per esempio un comportamento da parte di altri.
  • La facoltà, la scelta di esercitare o meno il diritto.
  • I poteri, la possibilità di modificare unilateralmente una certa situazione giuridica (potere di recesso da un contratto di acquisto).
  • Le immunità, la intangibilità del proprio interesse.

Altre figure di interesse

  • Onere, comportamento obbligatorio posto come condizione per l’esercizio di una posizione giuridica attiva, diverso dall’obbligo, in cui il soggetto deve mantenere un comportamento.
  • Aspettativa, una fase di formazione del diritto, in cui non è ancora presente ma neanche assente del tutto.
  • Status, condizione di persona derivante dalla sua posizione in un gruppo sociale (cittadino).
  • Interessi legittimi, posizione giuridica attiva protetta solo indirettamente nei rapporti con la P.A., in relazione alla corretta azione amministrativa (candidati di un concorso che non hanno il diritto di vincere, ma sono titolari solo del diritto in base al quale i membri della commissione agiscano in modo corretto).

Capacità giuridica

Idoneità ad essere titolari di posizioni giuridiche soggettive (persone fisiche ed enti), non si deve confondere con la personalità giuridica, che di regola si manifesta nella c.d. autonomia patrimoniale perfetta; mentre la capacità giuridica si acquisisce al momento della nascita e si perde al momento della morte.

Capacità d’agire

Presuppone la capacità giuridica ed il fatto che il titolare del diritto sia in grado di esercitarlo. È l’attitudine ad esercitare personalmente le posizioni giuridiche attive di cui si è titolari.

Ci sono situazioni in cui la legge afferma che valgono regole diverse da quella della maggiore età:

  • Capacità di prestare il proprio lavoro, chi ha meno di 18 anni può iniziare a lavorare.
  • Capacità matrimoniale, anche il minorenne può essere autorizzato a sposarsi.

Strumenti in materia

Prima dei 18 anni il minore non può compiere nessun atto ed è soggetto alla potestà genitoriale, potere di compiere atti di ordinaria amministrazione (per quelli di straordinaria amministrazione decide il giudice), rappresentanza legale ed usufrutto sui beni del figlio. Gli atti conclusi dal minore sono di regola annullabili (a meno di raggiri utilizzati dal minore per occultare la propria età). Il contratto stipulato dal minore è annullabile e quindi i genitori possono annullarlo. L’annullabilità può essere chiesta solo dal minore divenuto maggiorenne o dal suo rappresentante legale, la prescrizione è quinquennale.

L’interdizione giudiziale è pronunciata una sentenza dall’autorità giudiziaria sulla base di alcuni presupposti: infermità mentale, abitualità dell’infermità di mente, incapacità di provvedere ai propri interessi, necessità di assicurare adeguata protezione. Può essere chiesta solo da soggetti qualificati (art. 417). La condizione dell’interdetto è tendenzialmente assimilabile a quella del minore, di regola non può compiere nessun atto a contenuto patrimoniale, non può testare, non può contrarre matrimonio ed è necessaria la nomina di un tutore che gestisca il patrimonio ed i diritti dell’interdetto, per tutti gli atti di ordinaria amministrazione, per gli altri interviene il giudice. Il provvedimento di interdizione è revocabile.

Interdizione legale e inabilitazione

L’interdizione legale si tratta di una pena accessoria all’ergastolo o alla reclusione di almeno 5 anni, ha natura sanzionatoria e non protettiva; preclude la capacità di compiere atti relativi a rapporti patrimoniali, non anche atti personali.

L’inabilitazione è pronunciata con sentenza quando ricorrono queste condizioni: infermità di mente non tanto grave da dare luogo all’interdizione, prodigalità (quando non si ha capacità di gestire il proprio patrimonio), quando si abusa di alcol o stupefacenti, sordomutismo o cecità, nel caso in cui il soggetto non abbia ricevuto educazione sufficiente. In tutti questi casi verrà pronunciata l’inabilitazione, egli può compiere gli atti di ordinaria amministrazione mentre in quelli di straordinaria amministrazione deve solo essere assistito da un “curatore”, a differenza dell’interdetto, il quale è affidato ad un tutore.

Emancipazione e amministrazione di sostegno

L’emancipazione: il minore ultrasedicenne, autorizzato dal tribunale a contrarre matrimonio, con le nozze acquista automaticamente l’emancipazione. Il trattamento giuridico degli atti è assimilabile a quello dell’inabilitato.

L’amministrazione di sostegno è decisa con provvedimento del giudice quando ricorrono congiuntamente: infermità o menomazione psico-fisica; impossibilità del soggetto di provvedere ai propri interessi (può rilevare anche una semplice menomazione psichica o fisica, che impedisca lo svolgimento della normale vita quotidiana). La impossibilità può essere temporanea o parziale. Carattere qualificante: determinazione della sfera di autonomia del soggetto rimessa alla valutazione del giudice, che può stabilire per quali atti sia richiesta l’assistenza.

Incapacità naturale

Necessità di tutelare l’incapacità di intendere e volere effettiva ma non accertata giudizialmente (sono compresi anche i casi di incapacità transitoria). Conseguenza, annullamento dell’atto però: se si tratta di atti unilaterali occorre il grave pregiudizio all’autore; se si tratta di contratti occorre che dal pregiudizio risulti la mala fede; se si tratta di atti particolari (testamento, donazione, matrimonio) è sufficiente la dimostrazione della incapacità.

I diritti della personalità

I diritti della personalità sono diritti assoluti (hanno la pretesa di non subire ingerenze o compressioni, diritto alla tutela dell’immagine); in quest’ambito risiedono due diverse scuole di pensiero: una tesi atomista (tanti diritti della personalità quanti sono quelli espressamente previsti e tutelati), una tesi monista (tanti diritti riconducibili ad un solo diritto della personalità, dotato di ascendenza costituzionale, art. 2). Tutti i diritti della personalità hanno dei caratteri in comune:

  • Immediata inerenza alla persona, non può non riguardarla direttamente.
  • Deve essere un’inerenza talmente stretta che faccia sembrare il diritto innato, quindi che nasce e muore con il titolare.
  • Sono imprescrittibili, il diritto non si estingue per mancato uso.
  • Tendenziale indisponibilità, i diritti non possono essere disposti, non sono ammessi tutti gli atti con cui rinuncio ad uno di questi diritti.

Evoluzione dei diritti della personalità

Nel corso degli anni si sono andati a creare nuovi diritti della personalità e modificati o estinti quelli prima presenti (adulterio femminile; nuovo diritto alla riservatezza, cioè il diritto di essere lasciato da soli; diritto all’oblio ed all’anonimato). Alcuni diritti della personalità contrastano alcuni diritti minori più generici (per esempio il contrasto tra il diritto di cronaca e il diritto all’onore e reputazione, per essere ammesso il diritto di cronaca deve attenersi alla verità, rispettare un interesse pubblico e non sono ammesse espressioni offensive; tutto ciò è più flessibile nel tema della satira).

Gli enti come soggetti giuridici

Soggetti di diritto sono, oltre alle persone fisiche, anche gli enti dotati di capacità giuridica (sono centro di imputazione giuridica). Non va confusa la soggettività giuridica con la personalità giuridica (autonomia patrimoniale tendenzialmente perfetta, cioè insensibilità del patrimonio degli associati rispetto alle vicende dell’ente e viceversa).

Tipologie di enti

Gli enti possono essere pubblici o privati, per riconoscerli i primi detengono poteri di supremazia, sono assoggettati al controllo dello stato o di un altro ente pubblico; mentre tra i soggetti pubblici e quelli privati sono presenti enti che non sono facilmente identificabili in una categoria come:

  • Enti a struttura associativa (organizzazione stabile esercente un’attività volta ad uno scopo comune con piena disponibilità di questo patrimonio).
  • Enti a struttura istituzionale (organizzazione stabile esercente un’attività volta ad uno scopo prestabilito nell’atto costitutivo e relativamente immodificabile).

Finalità economica degli enti

Successivamente, gli enti possono essere suddivisi in base alla finalità economica:

  • Enti con finalità economiche (scopo di lucro degli utili o di altri vantaggi economici).
  • Enti senza finalità economiche (è esclusa la ripartizione degli utili o di altri vantaggi).

Enti senza finalità economica

Gli enti senza finalità economica sono:

  • Associazioni riconosciute
  • Associazioni non riconosciute
  • Comitati
  • Fondazioni
  • Altre istituzioni di carattere privato

Nelle associazioni deve essere escluso il lucro soggettivo, non è escluso però che la sua attività possa produrre vantaggi anche rilevanti, ma non può esserci la funzionalità immediata, cioè l’arricchimento immediato. L’attività dell’associazione può anche essere attività d’impresa, la questione è detta “economicità gestionale”.

Caratteristiche delle associazioni

Le associazioni più importanti sono di norma non riconosciute, come i partiti politici ed i sindacati; la scelta è dovuta al fatto che il riconoscimento prevede una serie di analisi da parte dello Stato e di conseguenza i loro direttori ritengono poco opportuna l’analisi della loro società in quanto dovrebbero sottostare a quanto stabilito dallo Stato, oltre al fatto che dovrebbero porre il proprio patrimonio all’analisi dell’autorità pubblica.

Associazioni riconosciute

Affinché esse nascano serve la stipula di un contratto (atto costitutivo o statuto), il quale deve contenere la denominazione dell’ente, l’indicazione dello scopo, l’indicazione del patrimonio, della sede e norme sull’ordinamento e sull’amministrazione. Il riconoscimento avviene al seguito della domanda fatta alla P.A., la quale svolge un controllo sulla liceità dello scopo e sull’adeguatezza del patrimonio (in quanto lo Stato deve evitare che un’associazione si metta a svolgere negoziazioni senza avere un’adeguata garanzia di stabilità economica, per essere solvibile); il controllo è di legittimità e non di merito. Il riconoscimento si richiede in quanto con esso si acquista la personalità giuridica.

Ordinamento interno delle associazioni

Ordinamento interno, almeno assemblea e amministratori, la sua competenza consiste nel modificare l’atto costitutivo, approvare bilancio, azioni di responsabilità,… gli amministratori gestiscono e rappresentano l’associazione. Il patrimonio può variare, normalmente dai conferimenti dei singoli associati, l’autonomia può essere perfetta, un associato può recedere o essere escluso. Nell’associazione non si ha alcuna liquidazione in quanto non essendo a scopo di lucro un associato non gli si unisce per lucrare.

Per le associazioni non riconosciute le caratteristiche sono simili ma non hanno personalità giuridica, ma hanno soggettività giuridica, infatti l’associazione risponde in proprio delle obbligazioni assunte a suo nome.

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 13
Diritto privato Pag. 1 Diritto privato Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto privato Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto privato Pag. 11
1 su 13
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mcerri di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Basenghi Francesco.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community