Il diritto deve essere certo ed effettivo
Ordinamento giuridico italiano
Complesso di regole e principi ordinati per essere rapportati a una collettività di individui al fine di regolare la pacifica convivenza. L'ordinamento è finalizzato a garantire la libertà degli individui con un sistema di regole e principi che rappresentano un insieme di modelli di comportamento. Queste regole e principi sono tra loro coerenti in considerazione di alcuni valori prescelti.
L'ordinamento è tale perché sistema di regole accettate dalla collettività sulla base di valori prescelti (i quali possono essere giusti o ingiusti). Le sue regole per essere rispettate non devono essere necessariamente giuste, può e deve cercare di realizzare la giustizia. Il comportamento formalizzato dall'ordinamento è rapportato a dei parametri valutati già scelti, ovvero a valori, sulla base della conformità o meno a questi valori il comportamento è considerato legittimo o non. Quindi non si parla di fatti giusti o non ma di leciti o illeciti a seconda della loro conformità ai modelli di comportamento individuati dall'ordinamento.
Regola giuridica
La regola indica con precisione un comportamento che le parti devono o non devono tenere, attua un principio. La regola deve essere accettata dalla collettività ed è necessaria per una pacifica convivenza. Si esprime attraverso la norma, le quali hanno un contenuto regolamentare e di principio.
- Valori scelti dall'ordinamento.
- Principi: qualcosa di rispettato nel nostro ordinamento che non indica un comportamento specifico.
- Regole: descrive un fatto specifico.
Caratteristiche della norma giuridica
La norma giuridica sottende delle scelte morali, esprimono un precetto, cioè un comportamento che se non viene rispettato comporta sanzioni.
- Norma imperfetta sprovvista di sanzione.
- Norme morali si basano sull'adesione spontanea.
- La norma è generale perché rivolta a tutti i consociati e astratta perché si riferisce a una molteplicità di ipotesi.
- La sentenza del giudice invece guarda al caso concreto, fattispecie concreta ed è valevole solo per le parti. Il nostro ordinamento è di simil low, la norma ci viene detta da legge atti scritti.
Due ipotesi in cui le sentenze hanno efficacia vincolante sono: le sentenze della corte costituzionale che si pronuncia quando c'è il dubbio che una norma non rispetti la costituzione. Anche le sentenze della sezione unite della cassazione hanno efficacia vincolante, in particolare quando c'è un contrasto interpretativo. Le sezioni unite decidono e vincolano le sezioni semplici.
Norme derogabili e inderogabili
Derogabile significa norme che le parti possono scegliere di non applicare quando il principio può attuarsi in altre modalità. Inderogabili sono norme che si devono applicare perché è importante per l'ordinamento attuano un principio che può essere attuato solo nella modalità prevista dalla regola.
Norme di diritto comune
Regolano tutti i rapporti di un determinato tipo. Ad esempio, le norme sul contratto di compravendita valgono per tutti i contratti. Speciali fanno fronte a esigenze specifiche e quindi sono applicabili solo ad alcune ipotesi. Discipline più specifiche. Eccezionali sono eccezioni alle regole, non si possono applicare analogicamente.
Le fonti
Nei sistemi giuridici attuali si conoscono due modi di produzione delle regole: precedente giudiziario e atto legislativo. L'atto legislativo deve essere ammesso da un organo il quale ha l'autorità di legiferare.
Le fonti di produzione sono le autorità competenti (parlamento) a creare le cosiddette fonti di cognizione (legge) ovvero fatti o atti idonei a produrre regole scritte.
- Principio della gerarchia, competenza e successione delle leggi nel tempo.
- Non tutte le fonti sono poste allo stesso livello, una che è posta su un livello più basso non può incidere su una fonte di grado superiore.
Tipi di fonti
- Costituzione: alla quale tutte le altre disposizioni si devono armonizzare, detta e prevede le norme (Art 2, Art 3).
- Leggi ordinarie: approvate dal parlamento e promulgate dal presidente della repubblica, decreti legge, decreti legislativi.
- Norme del diritto internazionale: posto intermedio tra le due.
- Regolamenti
- Usi e consuetudini: fonti non scritte che consistono in un comportamento ripetuto nel tempo in modo costante e uniforme e ci deve essere la convinzione psicologica del credere di essere tenuti a comportarsi in quel modo.
Principio di competenza
Bisogna chiedersi se quell'autorità era competente su quella materia. La legge statale interviene su alcune materie e regionale su altre. Anche le regioni possono emanare disposizioni legislative.
In riferimento all'Unione Europea: regolamenti e direttive.
Principio di successione nel tempo
Più atti normativi che hanno gerarchicamente lo stesso livello e provengono da autorità competenti. Come possiamo risolvere il conflitto tra due leggi che ci dicono due cose diverse? La successiva andrà ad abrogare implicitamente quella precedente.
Decreto legge
Atti aventi forza di legge emanati dal governo in casi di necessità ed urgenza. Convertito in legge entro 60 giorni dalla sua approvazione, se no perde vigore.
Decreto legislativo
Atti emanati dal governo su delega delle camere, dettando già regole e principi, tempi, materia.
Fonti secondarie
Regolamenti: specificano alcuni aspetti che la legge non aveva specificato, esecutivi, emanati da enti pubblici territoriali.
Fonti dell'Unione Europea
L'articolo 10 della costituzione recita che l'ordinamento italiano deve conformarsi alle norme del diritto internazionale. Sono disposizioni che nascono da una serie di principi che la società delle nazioni ha accettato come regole della civile convivenza.
Le disposizioni dell'Unione Europea e della CEDU vincolano lo Stato. La CEDU è uno dei più importanti trattati da rispettare, altrimenti ci sono sanzioni.
- Regolamenti: Atti che conferiscono diritti e obblighi agli stati membri, trovano immediata applicazione nel nostro paese.
- Direttive: Atti legislativi che stabiliscono un obiettivo che tutti i paesi dell'UE devono realizzare; è necessario un atto normativo che le attui (es. diritti dei consumatori ed eliminando spese e costi in internet).
Interpretazione delle norme
Quando si parla di interpretazione della legge si intende fare riferimento a quel procedimento attraverso il quale si specifica il significato delle norme.
Nell'interpretare la legge non si può attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole, secondo la connessione delle parole e dall'intenzione del legislatore (articolo 12 disposizioni preliminare).
- Interpretazione letterale: Si riferisce al significato che alle parole della disposizione viene assegnato sia dal linguaggio comune sia dal linguaggio tecnico. Le parole devono essere prese in considerazione l'una in connessione con l'altra. L'interpretazione letterale è lo strumento sul quale si riferisce all'intenzione del legislatore, ma poi si devono individuare le giustificazioni storiche e sociali che hanno spinto il legislatore a prevedere quella disposizione.
- Interpretazione sistematica e teleologica: Bisogna capire che la norma inserita è in un sistema attuale. Teleologica perché guarda al fine, ovvero bisogna capire il contesto nel quale è stata approvata. In che contesto storico? Quali fini?
Procedimento analogico legislativo
Se esiste un caso non disciplinato dalla legge ma vi è un simile disciplinato e la ratio è la stessa, si può usare con la regola per il nostro caso. Quando non ci sono norme direttamente collegabili al determinato fatto, l'interprete deve fare ricorso all'analogia. Si devono riguardare le disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe. In questi casi si ricorre a un procedimento interpretativo di somiglianza con fatti già previsti e si applica al fatto non disciplinato la regola di quelli. Non tutte le disposizioni normative possono essere applicate analogicamente, ovvero le disposizioni penali e quelle eccezionali.
Analogia iuris
Decido guardando i principi dell'ordinamento giuridico.
Diritto soggettivo
Ora parliamo di diritto soggettivo. Le situazioni soggettive indicano le posizioni dei soggetti tutelati dall'ordinamento, in quanto espressione di meritevoli di tutela. L'interesse di cui si parla può essere patrimoniale quando può essere traducibile in una somma di denaro o non patrimoniale ovvero destinato alla soddisfazione di esigenze esistenziali dell'individuo come i diritti della personalità.
Situazioni soggettive attive
Attribuiscono a chi è titolare di quella posizione un vantaggio. Si traducono nel potere di comportarsi in un certo modo, come per esempio nel diritto di uso. Sono individuabili nel diritto soggettivo, il diritto soggettivo è l'espressione massima del volere dell'individuo, rappresentando il potere attribuito a un soggetto è tutelato direttamente per la realizzazione di un proprio interesse. Chi ha un diritto soggettivo ha una serie di poteri, ovvero facoltà, e poi può scegliere se usarli o no. (Esempio diritto di proprietà, decido io del mio bene, diritto del figlio di essere educato, diritto potestativo che permette di incidere sulla sfera giuridica altrui.)
Il diritto soggettivo si può manifestare attraverso diversi modi di esercizio secondo la personale valutazione dell'interessato. Questi modi di esercizio costituiscono l'insieme delle facoltà riconosciute. Le facoltà possono definirsi come poteri decisionali titolari di un diritto soggettivo. Particolare diritto soggettivo è il diritto potestativo attivo che attribuisce al soggetto un potere che può incidere sulla sfera soggettiva altrui senza che questi si possa opporre.
La potestà
Posizione di vantaggio, nella quale il soggetto può esercitare delle facoltà ma lo fa nell'interesse altrui. Esercito un potere nell'interesse di un altro soggetto.
Situazioni soggettive passive
Attribuiscono al soggetto un dovere di comportamento che può essere positivo o negativo.
- Dovere: Implica un generale impegno di astensione che vale per la totalità dei consociati. Qualcosa che si fa valere negativamente che devono fare i consociati. Esempio: ho un fondo, terzi devono evitare danni, generico obbligo di non fare, astenersi da condotte che possono turbare i miei poteri.
- Obbligo: Situazione passiva che pone una relazione tra due soggetti, esempio debitore creditore, e chi impone al creditore il diritto di pretendere un comportamento specifico dal debitore. Ad esempio, il dovere di chi deve dare una somma di denaro a un altro soggetto si specifica attraverso una situazione di obbligo.
- Obbligazione: Diversamente dall'obbligo ha contenuto patrimoniale ed è valutabile economicamente.
Onere
Situazione dove un soggetto è tenuto ad un comportamento ma deve tenerlo per avere dei vantaggi. (Esempio: ti do la casa ma devi prenderti cura del gatto).
Diritti assoluti e relativi
- Assoluti: Esempio proprietà, si fa valere verso tutti.
- Relativi: Si fa valere solo verso alcuni (creditore diritto verso il debitore).
- Patrimoniali: Valenza economica.
- Personali: Sfera della persona diritto alla vita, il nome, l'istruzione; il soggetto non può esserne privato.
- Reali: Danno al titolare un potere diretto su un bene, tutti lo devono rispettare.
- Di credito: Potere diretto verso l'altra persona.
- Disponibili: Il titolare può alienarli, donarli, può trasferire quei diritti.
- Indisponibili: In ipotesi rilevanti neppure il titolare può disporre di questo diritto. Ad esempio, il diritto di libertà.
Rapporto giuridico
Rappresenta una relazione che si crea tra situazioni giuridiche soggettive contrapposte e si definisce il sottostante regolamento di interessi. Il rapporto indica lo strumento verso il quale l'ordinamento mira a risolvere i conflitti che insorgono nel rapporto fra le situazioni soggettive (Esempio: D è titolare di un diritto reale, ovvero una casa, e ha il diritto di pretendere che tutti si comportino in un determinato modo, di un'obbligazione deve tenere un comportamento nell'interesse di C).
L'oggetto del rapporto: i beni
I beni costituiscono il punto di riferimento oggettivo del rapporto e sono definiti come le cose che possono formare oggetto di diritti dall'articolo 810. Il bene il riferimento deve essere qualcosa che non è illimitato. Che non è a disposizione di tutti, i beni sono anche gli oggetti immateriali (energia naturali, invenzione opere letterarie). Il bene deve essere qualcosa che spinge all'acquisto.
Beni mobili e immobili
L'articolo 812 distingue i beni mobili dai beni immobili. I beni mobili non sono definiti ma lo sono tutti quelli che non sono immobili, tra questi ultimi assumono particolare importanza i beni mobili registrati perché iscritti in pubblici registri come le automobili.
Beni immobili: Artificialmente o naturalmente incorporati al suolo come (case, terreni, alberi). Ogni costruzione anche soltanto transitoriamente unita al suolo.
Perché è importante distinguere
- Forma dei contratti: negozi/contratti. Di solito la forma è libera ma se l'oggetto sono beni immobili allora è richiesta una particolare forma.
- Vicende circolatorie: attengono ai modi di trasferimento del diritto sul bene. Esempio del primo: per fare un contratto di compravendita serve un atto scritto, non possiamo accordarci oralmente invece se compro il pane posso farlo in forma orale perché l'oggetto è un bene mobile.
- Beni mobili registrati come la macchina, la legge richiede determinate regole.
Bene divisibile/indivisibile
Sono divisibili beni che si possono dividere in parti omogenee tali da far conservare alla cosa nelle singole parti un valore economico proporzionale all'intero. Esempio: un fondo può essere diviso in parti uguali che possono conservare un valore economico proporzionale.
Bene fungibile/infungibile
Un bene è fungibile quando può essere sostituito da un altro bene uguale per quantità e qualità. Tutti i beni generici saranno fungibili. Un bene infungibile non può essere sostituito perché non ce n'è uno identico, sono prodotti in esemplare unico e mai sostituibili, ad esempio il dipinto di un certo pittore.
Bene in commercio/fuori commercio
Possono essere oggetto di vicende circolatorie, oggetto di contratti di compravendita mentre quelli fuori commercio non si possono comprare, ad esempio il Colosseo o l'Arena di Verona.
Bene generico/specifico
Appartiene a un genere e rileva il numero, peso e misura. Esempio: chilo di patate. Il venditore è obbligato a consegnare un bene che sia nella media, cioè che abbia quelle determinate caratteristiche. Il bene specifico è un bene esattamente individuato che rileva per le sue individualità, esempio quadro di Van Gogh, "La Notte Stellata", è un oggetto specifico. Il debitore dovrà consegnare proprio quel bene.
Le vicende del rapporto giuridico
Le situazioni soggettive hanno una nascita (costituzione), una vita (ciclo di realizzazione) e una morte (estinzione). Tutti i fatti che determinano la nascita del rapporto giuridico danno luogo alle vicende costitutive, determinano il sorgere del rapporto giuridico ovvero sono quelle che lo creano. Nascita di una situazione soggettiva, qualcosa che in quel momento non esiste e poi viene ad esistere (es. trovo un fungo e lo raccolgo, es. concedo ipoteca), creazione di quel diritto, nessuno ce lo aveva prima.
Le vicende modificative
Tutti i fatti che incidono sul rapporto preesistente alterandone alcuni aspetti non essenziali. Ad esempio, posso modificare il creditore, ovvero il soggetto che non è un elemento essenziale, tuttavia, il rapporto continua ad esserci.
Vicende estintive
Determinano la fine del rapporto, l'elemento essenziale determina la morte del rapporto giuridico. Ad esempio, se il soggetto diviene una parte fondamentale, anche se generalmente non lo è perché incide sul soggetto, allora viene una vicenda fisiologica, ad esempio l'adempimento dell'obbligazione, il rapporto si estingue. Una vicenda patologica è invece, ad esempio, il tempo: se il titolare non utilizza i propri diritti possono venire meno.
I fatti giuridici che danno luogo all'acquisto delle situazioni soggettive sono detti titoli d'acquisto.
- Titoli ad acquisto originario quando si acquistano situazioni che prescindono dal trasferimento di esempio: l'occupazione è titolo di acquisto originario.
- Gli acquisti a titolo derivativo seguono un trasferimento, ad esempio la compravendita. È possibile individuare un soggetto che trasferisce la situazione e un soggetto al quale questa viene trasferita.
Acquisti a titolo derivativo traslativo e costitutivo
Si parla di acquisto traslativo quando il titolare di una situazione trasferisce con la stessa situazione nella quale è titolare, subentra quindi un soggetto o un altro soggettivo, ad esempio della vendita di un appartamento si trasferisce dall'originario proprietario a un altro soggetto la stessa proprietà.
Acquisto derivativo costitutivo: quando il titolare di una situazione trasferisce costituendo una nuova situazione soggettiva; una parte dei poteri di cui si compone la situazione stessa (ad esempio con il diritto di usufrutto il proprietario del bene non cede tutta la proprietà ma soltanto alcuni poteri), il proprietario cede parte dei suoi poteri di godimento.
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