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Diritto privato

Ordinamento giuridico

L'ordinamento giuridico è l'insieme di regole poste in essere da determinati tipi di organizzazione, tra cui gli organi come il Parlamento e il Governo (attraverso decreti legge e decreti legislativi). Esso cambia in base all'organizzazione: ad esempio, l'ordinamento giuridico statale è per lo Stato, mentre l'ordinamento sportivo è per lo sport.

Diritto privato

Il diritto privato riguarda tutte quelle regole che prevedono e regolano tutte le questioni dei privati. Ad esempio, include ciò che riguarda le famiglie, i contratti e le obbligazioni che ne derivano, e le successioni. Il diritto privato regola tutto ciò non solo per risolvere i problemi, ma anche per prevenirli, mantenendo lo status quo tra i consociati.

Diritto pubblico

Il diritto pubblico riguarda tutte quelle regole che regolano i rapporti tra le istituzioni e gli organi pubblici. Qualora anche gli enti pubblici concludano un qualsiasi tipo di contratto, essi sono soggetti alle norme del diritto privato e non pubblico. Pertanto, indipendentemente dalla natura del soggetto che conclude un contratto, viene applicato il diritto privato.

Norma giuridica e norma morale

La norma morale non ha la cosiddetta vincolatività/coercizione, essa deriva dal proprio sentimento interiore. Nella norma giuridica c'è la coercizione, ovvero l'effettività della norma (ad esempio, se provochi un incidente, paghi un risarcimento). Questa norma ha un forte carattere eteronomo, ovvero deriva da altre fonti.

Una norma giuridica si considera tale quando presenta le seguenti caratteristiche:

  • Astrattezza: deve riguardare delle situazioni future, ovvero non deve regolare solo l'esistente ma anche ipotesi future.
  • Generalità: si deve rivolgere a una generalità di soggetti e non a un soggetto definito. Generalità, però, non è sinonimo di tutti i soggetti, infatti la norma può riferirsi a una qualità di soggetti (ad esempio, il Codice del Consumo si riferisce ai consumatori).
  • Vincolatività: coercizione garantita dall'apparato statale (ciò ha un effetto deterrente, come nel caso di un incidente).

Oltre a queste caratteristiche, la norma o regola deve essere finalizzata all'Articolo 3 della Costituzione, cioè al principio di uguaglianza. Questa è una norma cardine del nostro ordinamento, sostiene e regola l'uguaglianza formale (uguaglianza davanti alla legge) e l'uguaglianza sostanziale (lo Stato deve porre in essere tutti gli strumenti possibili per eliminare le disuguaglianze tra i soggetti).

Fonti del diritto

L'ordinamento giuridico è l'insieme di norme giuridiche che regolano i rapporti tra i privati grazie a norme che devono essere astratte, generali e, in secondo luogo, vincolanti. Le norme giuridiche regolano delle fattispecie, ovvero un determinato caso; le fattispecie possono essere semplici (incidente) o complesse (matrimonio).

Affinché una norma giuridica sia tale deve essere "prodotta" da determinati tipi di fonti (che sono regolate dal Codice Civile):

  • Carta costituzionale: regola i diritti inviolabili dell'uomo e prevede l'operatività degli organi.
  • Leggi
  • Regolamenti
  • Usi e consuetudini

Queste fonti si caratterizzano per la qualità dell'organo da cui provengono e dal fatto che ci sia un vero e proprio ordine gerarchico:

  • Fonti interne: Carta costituzionale, regolamenti, usi e consuetudini.
  • Fonti esterne: i regolamenti e le direttive dell'Unione Europea (UE). Queste ultime hanno acquisito importanza con il Trattato di Maastricht.

Legge

La legge è un provvedimento emanato esclusivamente dal Parlamento. In Italia, quest'ultimo è composto da due camere che si equivalgono, cioè con gli stessi identici poteri, in un sistema di bicameralismo perfetto. Con il sistema navetta, la legge passa da una camera all'altra ed essa è approvata quando entrambe le camere approvano lo stesso identico testo scritto.

Regolamenti e direttive UE

I regolamenti UE sono provvedimenti che hanno applicazione diretta nel nostro ordinamento.

Le direttive UE non sono direttamente vincolanti, ma devono essere recepite dall'ordinamento mediante un decreto legislativo (fatto dal Governo su delega del Parlamento). Per convertire le direttive UE in decreto legge viene dato un termine (in genere due anni) entro il quale gli stati devono adempiere alla direttiva. Qualora la direttiva preveda norme univoche e non si adempia in tempo, la direttiva diventa applicabile all'ordinamento.

Decreti legislativi e decreti legge

I decreti legislativi sono provvedimenti emanati dal governo; hanno lo stesso valore di una legge e vengono emanati in virtù di una legge delega del Parlamento, cioè il Parlamento promulga una legge che prevede una serie di norme che il Governo deve rispettare. Il Governo può legiferare rispettando i criteri della legge delega del Parlamento.

I decreti legge sono utilizzati dal Governo in situazioni di emergenza. Essi possono essere convertiti in legge entro 60 giorni; se non vengono convertiti, gli effetti prodotti perdono efficacia. Se convertiti in legge, saranno poi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale 15 giorni prima dell'entrata in vigore.

Leggi regionali e regolamenti

Le leggi regionali sono emanate solo per alcune circoscritte materie stabilite dalla Costituzione. Alcune regioni definite a statuto speciale hanno un'autonomia legislativa più accentuata.

Regolamenti vengono emanati dai ministeri e riguardano situazioni pratiche. Se risultano in contrasto con un decreto legislativo o una legge, prevalgono questi ultimi per i criteri di ordine gerarchico.

Usi e consuetudini

Usi e consuetudini nascono dalle tradizioni e regolano fattispecie non regolate da regolamenti o leggi.

Modifiche delle norme giuridiche

La norma giuridica si modifica:

  • Nel tempo: affinché una norma giuridica diventi effettiva, deve essere approvata da entrambe le camere del Parlamento e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dello Stato 15 giorni prima della sua entrata in vigore.
  • Nello spazio: nel diritto internazionale privato, in caso di "problemi" vengono applicate le norme del paese di origine del soggetto. Ad esempio, se un inglese acquista casa in Italia, in caso di controversie vengono applicate le leggi inglesi. Invece, per l'illecito civile si applica la legge del luogo in cui è avvenuto l'illecito, come nel caso della poligamia in Italia, dove verrà riconosciuta come moglie solo la prima.

Tipi di abrogazione

Esistono due tipi di abrogazione:

  • Espressa: la legge o il provvedimento successivo in termini di tempo abroga la legge precedente in modo espresso.
  • Tacita: la legge o il provvedimento successivo in termini di tempo è diverso da quello precedente.

Dal 2001 in poi, è stato modificato l'Articolo 5 della Costituzione, che ha comportato l'affidamento di alcune materie alla gestione regionale (ad esempio la sanità, il turismo) e non più tutto allo Stato.

Applicare una legge

Applicare una legge significa che sono i giudici ad applicare le norme attraverso la loro interpretazione, ovvero i giudici danno un significato alle norme (che per definizione sono generiche e astratte) e decidono quali norme applicare e quali non applicare. Esistono due tipi di interpretazione:

  • Letterale: trarre il significato letterale dal testo della norma.
  • Teleologica: bisogna capire la ratio, il fine che ha voluto perseguire il legislatore con quella norma (per fare ciò si guardano i lavori o i disegni preparatori che hanno portato all'emanazione di quel provvedimento).

Ad esempio, esistono due tipi di interpretazione per l'Articolo 3 della Costituzione: "tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua...": infatti possiamo intendere cittadini come coloro che hanno la cittadinanza, oppure cittadini intesi come chiunque (tutti i soggetti).

Interprete e giudice

L'interprete per eccellenza è il giudice. Ci sono tre livelli di giudizio:

  • Tribunale
  • Corte d'appello
  • Cassazione

Per le prime due si ha il giudice di merito: decidono sul merito di una questione. Per la cassazione si ha il giudice di legittimità: può decidere se i giudici di merito hanno correttamente interpretato ed applicato la legge circa il merito. Se non avviene ciò, la cassazione cassa la sentenza e il caso viene rinviato ad un'altra sezione di appello. Ma cosa succede se due giudici decidono diversamente su uno stesso caso? Se c'è contrasto all'interno della Cassazione stessa, mediante un'ordinanza di remissione alle sezioni unite della cassazione decidono su quell'orientamento contrastante. Le decisioni sono vincolanti per i giudici che dovranno decidere dopo.

In Italia, così come nei paesi che hanno come modello di ordinamento il Civil Law, non c'è il vincolo dei precedenti, quindi due giudici possono decidere in maniera diversa su uno stesso caso. Invece, negli USA, così come nei paesi che hanno come modello di ordinamento il Common Law, c'è il vincolo dei precedenti.

Dottrina giuridica

La dottrina giuridica è l'insieme del sapere e della speculazione teorica proveniente dagli studiosi di diritto (giuristi). Le loro interpretazioni hanno funzione di stimolo ed aiuto per i giudici e avvocati, attraverso esse possono riflettere sul loro significato e/o trovarne una chiave di lettura. (dottrina = insegnamento).

Giurisprudenza

La giurisprudenza è l'insieme delle sentenze adottate dai giuristi per risolvere le controversie tra i consociati (iurisprudentia = scienza del diritto). Un esempio di confronto tra la dottrina e la giurisprudenza è stato l'introduzione del danno psicofisico negli incidenti (proposta dalla dottrina).

Analogia

L'analogia è un sistema o procedimento di carattere interpretativo che può essere utilizzato quando non esiste una norma per una fattispecie, allora si cerca una legge simile che possa calzare per la fattispecie (analogia legis). Quando non esiste una legge simile a cui appoggiarsi, l'interprete cerca di colmare l'assenza normativa utilizzando i principi generali del sistema giuridico (analogia iuris). Ad esempio, per quanto riguarda i contratti, i principi fondamentali sono il “favor creditoris”, il contratto deve avere forza di legge e il contratto deve essere eseguito secondo buona fede. Bisogna favorire l'allocazione efficiente delle risorse, per favorire lo sviluppo economico.

Diritto soggettivo

Il diritto soggettivo è la pretesa di un soggetto a che altri assumano un comportamento prescritto dalla norma.

Il diritto oggettivo è l'insieme delle norme astratte e generali, quindi è diverso dal diritto soggettivo che si riferisce al soggetto.

Ad esempio, il diritto di proprietà (Art. 832 del cc.): il proprietario è soggetto attivo, alla situazione di soggetto attivo corrisponde una corrispondente situazione di dovere a che tutti si astengano dal ledere il suo esercizio di proprietà. In altri termini, il proprietario ha la pretesa a che tutti si astengano dal comportamento di non far sì che possa godere di quel bene e questo comportamento è prescritto dalla legge.

Si ha quindi un diritto soggettivo quando un titolare di diritto soggettivo corrisponde nella parte passiva a un dovere o obbligo. Quindi A ha un diritto soggettivo a cui corrisponde un dovere o obbligo di B. A ha la pretesa che B si comporti in un determinato modo e questa pretesa è regolata dalla legge. Il rapporto tra A e B, regolato dal diritto oggettivo, viene detto rapporto giuridico.

Classificazione dei diritti soggettivi

  • Diritti soggettivi assoluti/relativi (a seconda della situazione soggettiva passiva);
  • Diritti soggettivi patrimoniali/non patrimoniali;
  • Diritti soggettivi disponibili/indisponibili;
  • Diritti soggettivi pubblici/privati;
  • Diritti soggettivi reali/di obbligazione.

I diritti soggettivi assoluti si hanno quando la situazione passiva è indeterminata (ad esempio il proprietario può esercitare nei confronti di tutti il suo diritto di proprietà e nessuno può ledere il suo diritto). I diritti soggettivi relativi si hanno quando la situazione passiva è determinata o determinabile (ad esempio, il debitore che deve una somma di denaro, prestazione determinata; oppure se si perde un orologio e si promette che chi lo restituirà avrà una somma di denaro come ricompensa, prestazione determinabile).

I diritti soggettivi assoluti patrimoniali sono quelli suscettibili di valutazione economica (diritto di proprietà, diritti reali su cose altrui, usufrutto, di godimento). I diritti soggettivi assoluti non patrimoniali sono quelli non suscettibili di valutazione economica e che non si perdono con il non uso, sono imprescrittibili (diritti della persona, diritto alla riservatezza e all'identità personale).

I diritti soggettivi relativi patrimoniali sono quelli in cui c'è la prestazione lavorativa, obbligazioni. Ad esempio, quando si va al bar si conclude un contratto nel quale il barista ha l'obbligazione di fare il caffè e il cliente ha l'obbligazione di pagare il prezzo. Prestazioni suscettibili di valutazione economica.

I diritti soggettivi relativi non patrimoniali non sono suscettibili di valutazione economica, sono i diritti di famiglia (si parla di obblighi e non di obbligazioni perché certe prestazioni non sono suscettibili di valutazione economica. Per cui i diritti connessi alla famiglia sono diritti soggettivi relativi non patrimoniali).

Diritto potestativo

Quando il titolare della situazione soggettiva attiva può pretendere nei confronti di un altro soggetto una prestazione e quindi l'altro soggetto ha un dovere nei confronti del titolare del diritto soggettivo (a un diritto soggettivo corrisponde un dovere).

Un altro tipo di situazione soggettiva attiva descritta dall'ordinamento è il diritto potestativo: è quel diritto che ha un titolare ed è un diritto di tipo relativo, quindi il soggetto passivo è determinato o determinabile; tuttavia, a cui corrisponde non un dovere, ma uno stato di soggezione (ad esempio, il datore di lavoro che licenzia il lavoratore dipendente per giusta causa esercita il diritto potestativo e il lavoratore non può fare altro che subire).

Interessi legittimi, diffusi e collettivi

Altro tipo di situazione attiva dal punto di vista del soggetto attivo sono gli interessi che si distinguono in:

  • Interessi legittimi: si hanno quando l'interesse del singolo coincide con l'interesse della pubblica amministrazione, quindi con l'interesse generale. Ad esempio, nel caso di un concorso pubblico in cui viene scelto un soggetto raccomandato e non colui che meritava, in questo caso il titolare escluso dal concorso è titolare di un interesse legittimo, perché l'interesse individuale coincide con quello generale per una questione di meritocrazia. Qualora vi sia la lesione di questo interesse, il soggetto leso può chiedere il risarcimento danni.
  • Interessi diffusi: sono quegli interessi che fanno capo a una collettività indefinita di soggetti. Ad esempio, ciascuno di noi è titolare dell'interesse diffuso della salubrità dell'ambiente, per cui colui che lede questi interessi diffusi deve cessare di lederli.
  • Interessi collettivi: sono quegli interessi che sono propri da una collettività di soggetti. Ad esempio, i commercialisti che sono iscritti all'ordine dei commercialisti hanno l'interesse collettivo perché fanno parte dell'ordine dei commercialisti. Per cui ciascun commercialista è titolare del diritto collettivo.

Acquisizione dei diritti

A seconda della situazione, vengono qualificate situazioni soggettive attive:

  • Diritto soggettivo: corrisponde un dovere.
  • Diritto potestativo: corrisponde una soggezione.

Questi diritti possono ovviamente circolare, ovvero passare da un soggetto ad un altro. Questi diritti si possono acquisire in due modi:

  • A titolo derivativo: significa che un soggetto, detto dante causa, trasferisce la sua situazione attiva, ovvero il suo diritto, ad un altro soggetto, detto avente causa. Ad esempio, con la vendita si trasferisce il diritto di proprietà ad un altro soggetto. Il contratto è per eccellenza un trasferimento a titolo derivativo acquistato a titolo derivativo dei diritti soggettivi.
  • A titolo originario: ad esempio, con la pesca, il pescatore mediante l'occupazione fa proprio il pesce ed acquista la proprietà del pesce a titolo originario. Il suo diritto di proprietà non viene da nessuno.

Abuso del diritto

Ciascun titolare di un diritto soggettivo può esercitare le prerogative che gli vengono riconosciute dall'ordinamento (il proprietario può distruggere il proprio bene, il creditore può rinunciare al proprio credito). Vi sono casi particolari in cui, nonostante il titolare del diritto eserciti correttamente il proprio diritto, se lo esercita in modo da ledere un altro diritto, quel diritto non può essere esercitato.

Ad esempio: ponendo il caso di una società che si vuole ricapitalizzare. La ricapitalizzazione viene decisa da un'assemblea e in questo caso abbiamo i soci di maggioranza che decidono per la ricapitalizzazione e i soci di minoranza che magari si trovano in una situazione economica disastrosa (crisi di liquidità). La ricapitalizzazione potrebbe essere considerata un abuso del diritto se si dimostra che è stato deciso proprio in quel momento per estromettere il socio di minoranza. Per cui l'esercizio legittimo di un diritto riconosciuto ai soci di maggioranza potrebbe risultare un abuso e quindi essere invalidato perché considerato abuso del diritto. Per cui l'esercizio del diritto soggettivo può essere valido, ma può essere invalidato se si cade nell'abuso del diritto.

Fatti giuridici

I fatti giuridici sono eventi naturali, ogni accadimento naturale al verificarsi del quale l'ordinamento giuridico ricollega un qualsiasi effetto giuridico costituzionale modificato o estinto di rapporti giuridici. Il fatto giuridico è un accadimento naturale al di fuori del concorso dell'uomo. Ad esempio, l'alluvione è un modo di acquisto della proprietà quando una parte del terreno per l'alluvione si sposta da un appezzamento e finisce in un altro (diminuisce l'appezzamento di uno a vantaggio dell'altro), oppure un fulmine che distrugge una casa. Questi esempi hanno una conseguenza giuridica che non deriva dall'attività dell'uomo.

Atti consapevoli e volontari dell'uomo

Esistono atti consapevoli e volontari dell'uomo che producono effetti giuridici. Tuttavia, il testo originale non è completo per continuare la descrizione di questi atti, pertanto, l'informazione non può essere ampliata ulteriormente senza il contenuto originale.

Si consiglia di consultare fonti giuridiche affidabili o esperti per ulteriori approfondimenti sull'argomento.

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilaria.milesi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Barbierato Daniela.
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