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Alessia Bozzo 2020-2021 diritto privato

Diritto

Diritto oggettivo: si intende in due modi, o “il diritto” inteso come insieme di norme giuridiche (→ parliamo di ciò che oggettivamente in un dato momento è il diritto vigente in quel momento), o “i diritti” che vengono attribuiti alle persone (→ diritto soggettivo). Il diritto crea i diritti.

Ogni persona ha molti diritti, che non dipendono dalla situazione patrimoniale ma vengono attribuiti alla persona nel momento in cui nasce → diritti “innati”, come il diritto alla vita o alla salute, appartengono alla persona senza che essa debba “acquistarli”. Oltre a questi diritti ci sono anche quelli legati alla sfera patrimoniale che ciascuno di noi acquista col tempo, come il diritto di proprietà di un bene, o il diritto di credito.

Diritto oggettivo: il diritto privato in generale. L’insieme delle norme che regolano un sistema giuridico.

Diritti: riconosciuti dal diritto privato.

Ragionamento giuridico o sillogismo giuridico

  • 1. Ricostruzione del fatto, fattispecie: rappresentazione del fatto avvenuto.
  • 2. Cercare una regola astratta, cioè in senso generale.
  • 3. Applicazione della norma.

Questo comporta l’effettività dell’ordinamento giuridico, cioè che le norme vengano applicate a tutti che siano a conoscenza o meno.

Diritto soggettivo

Il diritto soggettivo è una facoltà, un potere della persona → la persona proprietaria del diritto non è obbligata a usufruirne, tale diritto è attribuito. I diritti soggettivi hanno bisogno della collaborazione dei destinatari che hanno un corrispondente dovere → chi è titolare del diritto soggettivo, ha intorno a sé i “passivi” che devono comportarsi in un certo modo verso il proprietario del diritto per far sì che esso venga rispettato (dovere) → ottenere da altri la collaborazione necessaria per soddisfare il diritto. Chi è titolare del diritto soggettivo è l’attivo, mentre chi è tenuto a tutelare il diritto soggettivo, chi ha il “dovere” è il passivo.

Attribuire un diritto = la legge prende atto di un’aspirazione, di un interesse della persona e lo riconosce meritevole di ciò, e questo costituisce un diritto.

L’ordinamento giuridico non si limita a consentire la realizzazione del diritto, ma si occupa anche di tutelarlo e di fare in modo che tale diritto possa essere rispettato, creando i mezzi. I criteri in base a cui l’ordinamento giuridico garantisce il rispetto dei diritti, sono di carattere patrimoniale: se due persone vogliono essere proprietarie del cibo, potrà esserlo quella delle due che paga. Nell’ambito del diritto soggettivo si fanno varie distinzioni:

  • Diritti soggettivi assoluti: quelli che spettano a tutti, e che tutti devono rispettare (diritto alla vita, diritto alla salute, diritto all’onore, diritto di proprietà).
  • Diritti soggettivi relativi: sono diritti che spettano a una o più persone determinate, non spettano alla generalità (il diritto di credito).
  • Diritti disponibili: disponibilità → poter disporre, gestire un bene nel modo in cui si ritiene di farlo, il proprietario del bene può usare il bene come vuole, può usarlo, non usarlo, distruggerlo, cambiarlo ecc. Chi è titolare del diritto può disporne. La disponibilità è legata alla patrimonialità: la persona può disporre dei diritti legati all’aspetto patrimoniale.
  • Diritti indisponibili: sono i diritti non legati alla sfera patrimoniale ma legati alla persona stessa, di cui quindi la persona non può disporre, li si ha e basta, non si possono vendere o comprare.

I diritti soggettivi sono solitamente patrimoniali, legati all’aspetto economico, ma non tutti, alcuni diritti soggettivi come il diritto alla vita non hanno un prezzo, non hanno un valore economico, non sono patrimoniali, ma se uno di questi diritti viene violato, ad esempio in caso di incidente (violazione diritto alla salute) o di omicidio (violazione diritto alla vita) si ha il diritto a un risarcimento.

Prescrizione dei diritti

Se un diritto non viene esercitato per un tempo determinato, tale diritto si estingue per prescrizione. I diritti delle persone devono essere esercitati dalle persone altrimenti lo perdono. La perdita di un diritto si chiama prescrizione.

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  • Diritti prescrittibili: i diritti soggettivi sono normalmente diritti prescrittibili. La persona che ha diritto a un credito, se entro un certo periodo di tempo non viene ripagato, tale diritto si perde. Questo diritto si prescrive, cioè si estingue.
  • Diritti imprescrittibili: i diritti imprescrittibili sono quelli come il diritto alla vita, all’onore, alla proprietà privata, alla salute… perché non si estinguono anche se non vengono esercitati, ad esempio, se possiedo una casa e non la uso per 10 anni non possono togliermela.

Diritto potestativo

Diritto che attribuisce a un soggetto un potere. Il potere che viene attribuito alla persona è quello di poter modificare la situazione giuridica di un’altra persona senza che questa possa o debba fare nulla per attuare questo diritto (non c’è il dovere da parte dell’altro). Il diritto potestativo si distingue dai diritti soggettivi (pur essendo uno di essi) per il fatto che non ha bisogno della collaborazione del titolare del corrispondente dovere perché si attua attraverso l’esercizio del diritto potestativo stesso. La posizione di chi subisce l’attuazione del potere potestativo, si chiama soggezione.

Potestà: potere dato ad una persona di incidere sulla situazione giuridica di un’altra persona.

La differenza tra diritto potestativo e potestà sta nell’interesse tutelato: il diritto potestativo tutela un interesse personale di chi è titolare del diritto stesso, la potestà non persegue l’interesse personale, ma persegue l’interesse della persona che lo subisce (es: i genitori hanno la potestà genitoriale sui minori e tutelano il figlio minorenne non nel loro interesse ma nell’interesse del figlio, dal punto di vista giuridico, per esempio se il figlio fa un danno, ne rispondono giuridicamente i genitori). In entrambi vi è sempre un lato attivo e un lato passivo.

Onere: via di mezzo tra situazione attiva e passiva se si vuole ottenere un vantaggio, un interesse è necessario che si rispetti una regola (è una via di mezzo tra diritto e dovere). Comportamento dovuto a un soggetto se egli vuole ottenere un vantaggio, è una posizione attiva perché si ottiene un vantaggio, ma se si vuole ottenere questa posizione bisogna mantenere un certo comportamento → lato passivo (al fine di ottenere il vantaggio).

Onere della prova: se tu vuoi sostenere una tesi devi poterlo dimostrare con le prove.

Fatto giuridico: sono fatti che determinano una modifica giuridica.

Diritto privato e diritto pubblico

Diritto privato: è il diritto formato dalle norme che riguardano i rapporti privatistici, ai quali partecipano soggetti privati. Si persegue il proprio interesse privato. Il privato non ha poteri particolari, ma dovrà confrontarsi con gli altri in condizioni di parità. Il diritto per eccellenza è il diritto privato.

Diritto pubblico: è il diritto che riguarda i rapporti tra soggetti pubblici. Il soggetto pubblico è portatore di interessi pubblici. Soggetto pubblico → ad esempio lo Stato. Il pubblico ha poteri particolari (ad esempio lo Stato può far pagare le tasse ai cittadini). Se lo Stato ha bisogno di un bene, può espropriarlo a chi lo possiede pagando un indennizzo. Il soggetto pubblico quando tratta con privati, può esercitare il diritto privato così da trattare alla pari, ma se ciò non basta per ottenere ciò di cui ha bisogno, ciò che vuole, allora può ricorrere ai suoi strumenti (diritto pubblico) per perseguire i propri interessi.

Norma: indica in senso generico una regola giuridica che si manifesta tramite un decreto o legge, una sola legge può contenere diverse norme. Una norma serve per evitare che si vengano a creare conflitti tra le persone, ha una funzione suppletiva cioè di porre rimedio ad una mancanza o lacuna.

Caratteristiche di una norma

  • Generalità: deve essere in senso generale, non riguardare il singolo soggetto (ad personam). Tutti vengono ➔ sottoposti alla legge in ugual modo in quanto stato di diritto.
  • Astrattezza: la norma non viene fatta per risolvere un problema specifico, prende un problema generico e ➔ lo risolve. Assicura la certezza di diritto, cioè una persona deve sapere prima cosa può o non può fare.

Legge: modo in cui può manifestarsi l’ordinamento giuridico, è uno degli strumenti mediante cui le norme possono essere emanate e imposte.

Codice civile italiano

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È stato pubblicato nel 1942. Formato da 6 libri (libro nell’ambito giuridico indica il capitolo) → 6 capitoli. Il primo libro/capitolo è dedicato alla persona in sé e per sé e alla famiglia, il secondo libro è dedicato alle successioni, il terzo riguarda la proprietà, il quarto parla delle obbligazioni (→ rapporto giuridico per soggezione al debito) e dei contratti (→ accordo con cui le persone concordano come regolare un’attività di carattere economico), il quinto riguarda il lavoro e l’ultimo e sesto libro riguarda la tutela dei diritti, come far valere i diritti. Ogni libro del codice civile è diviso in sottocapitoli/sezioni e ci sono diversi articoli. In un articolo del Codice Civile ci possono essere diverse regole giuridiche, varie norme. Gli articoli del Codice Civile sono quasi 3.000.

Le disposizioni sulla legge in generale

Vengono prima delle norme del Codice Civile e sono anche dette disposizioni pre-leggi. La differenza fondamentale tra queste disposizioni e quelle del Codice Civile sta nel fatto che queste riguardano la legge in generale e non solo le norme del Codice Civile e del diritto privato, ma vanno oltre, sono valide per tutte le norme sia civili sia penali, sia del diritto pubblico sia del diritto privato. Queste disposizioni sono state emanate nel 1942, prima della Costituzione (1948). La Costituzione contiene delle norme, ovvero le norme costituzionali, che hanno un rango superiore rispetto alle leggi ordinarie → se una legge ordinaria è in contrasto con la Costituzione quella legge deve essere cancellata dal nostro ordinamento.

Le disposizioni sulla legge in generale non sono norme costituzionali perché non sono contenute nella Costituzione perciò possono essere derogate da leggi successive.

Art 1 indicazione delle fonti del diritto: si tratta del diritto oggettivo come insieme di norme. Le fonti del diritto sono ciò che è idoneo a produrre diritto, che cosa fa nascere il diritto. Ci sono le fonti di produzione che sono idonee a produrre il diritto. Le fonti sono 3: → la Costituzione non è presente tra queste perché è stata emanata successivamente al Codice Civile, ma in realtà è tra queste. Le fonti sono disposte in ordine di importanza. La maggiore rilevanza di una fonte si manifesta quando le fonti di rango inferiore non possono porsi in contrasto con una di grado superiore. I regolamenti non possono essere contrari alle leggi e gli usi non possono essere contrari ai regolamenti e alle leggi.

Le leggi, i regolamenti e gli usi.

All’interno delle fonti va inserita anche la Costituzione (in cima). Le Costituzioni sono quella tutela che serve a garantire ai cittadini le regole di uno stato di diritto in cui tutti sono sottoposti al diritto, anche il soggetto più potente deve sottostare al diritto, nessuno è esente. La Costituzione è oggetto di diritto pubblico perché regola i rapporti con lo Stato e tra i cittadini e lo Stato (il privato nei confronti del potere pubblico). Tuttavia nelle costituzioni europee che si sono affermate dal 500 si sono iniziati a tutelare anche i privati. Bisogna tutelare i cittadini nei confronti dello Stato ma ci sono situazioni in cui i cittadini vanno tutelati anche nei rapporti tra privati. Perciò troviamo nella Costituzione anche dei principi del diritto privato. La Costituzione si colloca al di sopra delle leggi, si trova in cima alla scala gerarchica delle fonti del diritto.

Nella Costituzione è stata prevista l’istituzione della Corte costituzionale la cui funzione è quella di cancellare dall'ordinamento le norme in contrasto con la Costituzione. Quando il giudice ritiene che una norma che dovrebbe applicare sia in contrasto con la Costituzione, solleva la “questione di costituzionalità della norma” cioè chiede alla Corte costituzionale di verificare che quella norma sia costituzionale oppure no. La Corte costituzionale esamina la questione e se ritiene che quella norma sia effettivamente anticostituzionale la abroga, cioè la cancella.

Fonti di produzione del diritto

Fonti di produzione del diritto: procedimenti che fanno nascere il diritto.

  • Costituzione: 1. regola i rapporti tra gli organi di uno Stato e i rapporti tra cittadino e Stato. Tutela il cittadino di fronte ai poteri dello Stato.
  • Le leggi (statali) 2.: provengono dal Parlamento.
  • I regolamenti 3.: atti che hanno lo scopo di attuare una legge, viene adottato da ministeri o altri di grado più basso rispetto a chi emana le leggi statali. I regolamenti vanno nel dettaglio delle leggi, danno nozioni specifiche riguardo le leggi.
  • Leggi regionali 4.: devono stare sotto le leggi statali, queste leggi non entrano nel merito del diritto privato.
  • Gli usi 5. → ciò che si ritiene doveroso, sono una fonte del diritto (si è sempre fatto così quindi è giusto fare così).

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Art 8 usi: nelle materie regolate dalle leggi e dai regolamenti gli usi hanno efficacia solo in quanto sono da essi richiamati (se sono contrari non hanno efficacia, altrimenti hanno efficacia) → si definiscono usi secondo la legge, gli usi contro la legge non sono ammissibili, gli usi oltre la legge sono ammissibili.

Art 9 raccolte di usi: gli usi pubblicati nelle raccolte ufficiali degli enti e degli organi a ciò autorizzati si presumono esistenti fino a prova contraria.

L’Unione Europea (diritto comunitario) ha il compito di emanare norme (leggi) che entrano a far parte degli ordinamenti degli Stati membri. Tra le norme dell’Unione Europea che entrano a far parte dell’ordinamento italiano, ci sono 2 tipologie di leggi:

  • Regolamenti: dettano norme di carattere giuridico che sono subito in vigore presso gli Stati membri, è una legge dell’Unione Europea che appena viene emanata entra in vigore.
  • Direttive: insieme di norme, di indicazioni da seguire che non entrano subito in vigore negli Stati membri perché richiedono un’adozione, cioè lo Stato che adotta queste direttive lo fa con delle leggi proprie dello Stato.

Si preferisce la direttiva rispetto al regolamento perché la direttiva permette allo Stato di emanare una norma interna che è più coerente con l’organizzazione di quello Stato e con il suo sistema giuridico. La direttiva poi si traduce in una legge, mantiene il suo carattere di norma europea perché arriva dall’Unione Europea.

Le norme dell’Unione Europea vanno al di sopra delle leggi e a volte anche sopra la Costituzione: la Costituzione mantiene una preminenza sulle norme europee ma solo per quanto riguarda i principi fondamentali (di uguaglianza, di libertà ecc), nel senso che se l’Unione Europea emana una legge che va contro questi principi fondamentali, il giudice può non applicarla, mentre se riguarda un'altra categoria, non principi, la norma europea va applicata.

Fonti di cognizione: rendono conoscibili le leggi al pubblico. Il modo per pubblicare le norme è attraverso la Gazzetta ufficiale che ha il compito di rendere conoscibili le leggi, dopo 15 giorni che è uscita una nuova legge essa entra in vigore, dopodiché non si ammette l’ignoranza in merito a tale legge (ignorantia legit non esclusat).

Art 10 inizio dell’obbligatorietà delle leggi e dei regolamenti: le leggi e i regolamenti divengono obbligatori nel decimoquinto giorno successivo a quello della loro pubblicazione, salvo che sia altrimenti disposto (ad esempio in casi di urgenza le leggi possono entrare in vigore subito).

Art 11 efficacia della legge nel tempo, retroattività: la legge non dispone che per l’avvenire, essa non ha effetto retroattivo, cioè se viene emanata una legge e una persona va contro quella legge prima che questa venisse emanata, essa non subisce conseguenze, ma se una persona adotta un comportamento contro la legge dopo che questa venisse emanata, allora in questo caso è perseguibile dalla legge → principio di certezza del diritto: ciascun cittadino deve poter sapere se quando svolge un’attività è conforme alla legge oppure no.

La legge non ha effetto retroattivo nel senso che non va a toccare e a influenzare i comportamenti attuati prima che la legge fosse emanata (perché prima quell’attività era consentita).

Art 15 abrogazione delle leggi: le leggi sono abrogate da leggi posteriori per dichiarazione espressa del legislatore, o per incompatibilità tra le nuove disposizioni e le precedenti o perché la nuova legge regola l’intera materia già regolata dalla legge anteriore.

Interpretare la legge

Significa dare un significato concreto alla legge, è un procedimento logico che prevede dei passaggi:

  • A. L’esame del problema o analisi del fatto.
  • B. La ricerca di una legge che descrive quel fatto.
  • C. Individuazione del fatto (generalità).
  • D. Stabilire le conseguenze (astrattezza).

La generalità e l’astrattezza sono caratteristiche proprie di una norma. Il legislatore deve porsi prima il problema e stabilire le con

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessiabozzo07 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Nanni Luca.
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