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Lezione seminario Dott. Ingrassia: delitti di aggressione unilaterale

Caratterizzati dal fatto che l’aggressione del reo è diretta direttamente verso la res; la vittima subisce l’aggressione in relazione alla res e soprattutto manca l’atto dispositivo. Il vero punto nevralgico per distinguere tra reati di aggressione unilaterale e reati di cooperazione con la vittima è che nei secondi c’è sempre un atto dispositivo della vittima; questo segnerà la distinzione tra reati che magari per condotta sono sovrapponibili.

Schema delle modalità e dei tipi di offesa

Prima dicotomia

Bisogna distinguere tra:

  • Offesa ai beni mobili; tre tipologie di condotte di offesa al bene:
    • Sottrazione = il bene esce dalla sfera di disponibilità della vittima. Modalità tipica della condotta del furto, della sottrazione di cose comuni e della rapina. Es. io vado dalla vostra collega le prendo il codice e lo tengo per me.
    • Appropriazione = il bene è già nella disponibilità del reo che non lo possiede più però in virtù del titolo che un altro soggetto ha ma decide di possederlo come se fosse una cosa propria. Questo è il modello delle appropriazioni indebite. Es. la vostra collega mi presta il codice e ad un certo punto io decido di non tenerlo più come se fosse suo ma come se fosse mio, quindi lo evidenzio, lo vendo, lo brucio; insomma pongo su quel bene una serie di condotte incompatibili con il titolo superiore, ma ho un possesso legittimo su quel bene perché è stata lei a consegnarmelo.
    • Annullamento o riduzione del valore del bene, è la modalità tipica del danneggiamento, del deturpamento, cioè io aggredisco una cosa mobile altrui e la mia aggressione ne riduce il valore.
  • Offesa ai beni immobili:
    • Turbativa = semplice azione di molestia o di disturbo al pacifico godimento del bene immobile. Tipico esempio paradigmatico è l’ingresso abusivo nel fondo altrui, io arrivo con le mie pecore, le lascio nel vostro giardino di casa e ho chiaramente il godimento del vostro bene.
    • Spoglio, in questo caso c’è proprio la privazione totale del godimento del bene immobile. Quindi sono due ipotesi di molestia crescenti.

Noi ci occuperemo principalmente dei delitti di aggressione unilaterale collegati a beni mobili. Quindi modello sottrattivo, appropriativo e di danneggiamento.

Furto articolo 624 C.P.

Il tipo classico dei delitti di aggressione unilaterale è il furto ART. 624 C.P. = “Chiunque si impossessa della cosa mobile altrui sottraendola a chi la detiene al fine di trarne profitto per sé o per altri è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con la multa da 154 a 516 euro”.

Fatto tipico

  • Soggetto: “chiunque” → il furto è un reato comune, chiunque può commettere questo delitto. Attenzione: il chiunque è nel 99% dei casi indicazione di un reato comune, ma in alcuni casi inganna come nell’appropriazione indebita dove non è chiunque, ma è il soggetto qualificato possessore.
  • Presupposto della condotta (ciò che sta prima della condotta): è la detenzione altrui del bene, perché in caso di detenzione da parte del soggetto agente avrò un modello appropriativo e quindi un’appropriazione indebita. Cosa vuol dire che quel bene è nella sfera di vigilanza di un soggetto diverso dal soggetto agente? La detenzione può essere sia in vicinanza che a distanza (es. yacht a Portofino) purché in ogni momento è possibile andare a godere di quel bene pienamente.
  • Condotta: si impossessa della cosa mobile altrui sottraendola a chi la detiene. È costituita da due momenti distinti:
    • Sottrazione e
    • Impossessamento. La sottrazione è la condotta con cui io faccio uscire il bene dalla sfera di vigilanza di chi ne ha il possesso, esemplificativamente tolgo il codice alla vostra collega. A questa prima condotta ne segue un’altra che è l’impossessamento, che è la condotta con la quale io acquisisco la piena disponibilità materiale della cosa sottratta per tenerla per me. Perché sono 2 momenti distinti? Esempio: se io sono in treno e voglio rubarvi il bagaglio, può essere che la mia condotta sia così strutturata: prenderò il bagaglio dalla vostra cuccetta e lo lancerò giù dal treno in prossimità di una stazione, quindi avrò sottratto il vostro bene che esce dalla disponibilità vostra ma non me ne sono impossessato perché quel bene lì non era nella mia disponibilità autonoma di possesso perché abbandonato. Quando invece, sceso dal treno e andrò a prendere la valigia allora mi sarò impossessato del bene. Sono quindi due condotte libere che portano ad un evento che è lo spossessamento, cioè il bene esce dalla vostra sfera di disponibilità per entrare nella mia.

Esempio: furto nel supermercato

  • Ipotesi 1: entro nel supermercato per prendere un profumo senza pagarlo, lo prendo nello scaffale e lo metto nel taschino della mia giacca. A che punto siamo dell’iter criminis? È una sottrazione o un impossessamento? E quindi è un furto consumato o tentato? Siamo tutti d’accordo che sia un furto tentato, anche se una giurisprudenza minoritaria sostiene che si tratti di un furto già consumato. Infatti potremmo ipotizzare l’appropriazione ma sicuramente non l’impossessamento perché il profumo mentre sono dentro il supermercato non è nella mia piena disponibilità.
  • Ipotesi 2: Ipotizziamo che io sia stato controllato dai vigilanti; io metto il profumo in tasca, mi avvio verso l’uscita, arrivo davanti al metal detector. Consumato o tentato? Tentato.
  • Ipotesi 3: Supero il metal detector che non suona. Consumato o tentato? Sicuramente in questo modo ho dimostrato la mia piena intenzione di appropriarmi della cosa. Ma se l’addetto alla sicurezza ha visto tutta la scena e un passo dopo il metal detector mi prende e mi riporta dentro per pagare o per lasciar giù il profumo, il fatto che io sia fuori dal Coin fa del reato un’ipotesi consumata o tentata? Sarebbe un’ipotesi tentata perché l’addetto alla sicurezza non ha mai perso la vigilanza su quel bene e di fatto non me ne sono mai impossessato, perché rimanendo sempre nella sfera di vigilanza del soggetto che lo detiene legittimamente non si può verificare il mio impossessamento. Lo spossessamento è un momento fondamentale e ultimo del furto, che si verifica quando il bene esce dalla vigilanza del soggetto che ha il possesso o la vigilanza su quel bene.
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Scienze giuridiche IUS/17 Diritto penale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher FedeUnimiFacLegge13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto penale progredito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Paliero Enrico.
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