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essere oggetto del dolo, non occorre che l’agente conosca la normativa

relativa alla qualifica, ma è sufficiente la conoscenza del substrato di

fondo, anche se secondo un’interpretazione più garantista è necessaria la

configurazione giuridica.

STRUTTURA DEL DOLO

L’art.43 fissa come elementi strutturali del dolo la rappresentazione e la

volizione.

La rappresentazione consiste nella conoscenza degli elementi che

integrano la fattispecie oggettiva. Essa si atteggia diversamente a

seconda che abbia per oggetto elementi descrittivi di fattispecie, cioè

cose individuabili in rerum natura, come un uomo o una cosa mobile, oppure

elementi normativi di fattispecie, come l’altruità della cosa. Questi ultimi

si giustificano sotto la logica presupposizione di una norma giuridica

diversa. Es. : prendo una cosa non mia. Commetto furto perché in base alle

norme del codice civile sulla proprietà privata so che quella cosa non è

mia, ma appartiene ad altri. Il grado di conoscenza richiesto al soggetto

agente è quello minimo che può avere l’uomo medio comune: si parla di cd.

valutazione parallela del profano.

Per quanto riguarda la volizione, essa è la volontà consapevole di

realizzare il fatto tipico. Rispetto a tale momento bisogna distinguere tre

forme di dolo: dolo intenzionale: il soggetto agisce per raggiungere un

determinato risultato; dolo diretto: il soggetto si rappresenta il fatto

come certo o altamente probabile, ma non vuole raggiungere quel risultato

(es. Tizio vuole incendiare la stalla di Caio, consapevole del fatto che un

pastore ogni sera dorme lì. Egli non vuole uccidere il pastore, ma si

rappresenta l’evento morte come certo o altamente probabile); dolo

eventuale: il soggetto si rappresenta quel fatto come possibile e accetta

il rischio di verificazione di quell’evento (es. come nel precedente caso,

ma stavolta Tizio si rappresenta la morte del pastore come possibile e

accetta il rischio della verificazione dell’evento. Tra l’altro questo

elemento, la cd. Accettazione del rischio, distingue il dolo eventuale dalla

colpa con previsione, quando cioè il soggetto si rappresenta l’evento come

possibile, ma esclude che si possa verificare).


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AUTORE

Exxodus

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (CATANIA e RAGUSA)
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Grasso Giovanni.

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