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Appunti inerenti l'esame di Organizzazione internazionale del prof. Cadin riguardanti diritto penale pre-moderno, illuminismo penale, principi di ‘sussidiarietà’, di ‘meritevolezza di pena’, di ‘frammentarietà’ e di ‘autonomia’, codice Rocco e altro ancora.

Esame di Organizzazione internazionale docente Prof. R. Cadin

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Capitolo 4 – Ambito di validità spaziale e personale della legge penale

Sezione I – Ambito di validità spaziale della legge penale

1. I principi che presiedono all’applicazione della legge penale nello spazio:

premessa

- art. 6 e ss cp: determinano ambito di validità della norma penale (sua applicabilità in vari contesti)

1) principio di territorialità: applicabilità di legge penale italiana contro

chiunque (cittadino, straniero, apolide) delinque nel territorio dello Stato Validità spaziale: TDUP

Territorialità

2) principio di difesa: applicabilità della legge penale dello Stato cui appartengono Difesa

i BG offesi dal reato (quindi il soggetto passivo del reato) Universalità

3) principio di universalità: applicabilità di legge penale italiana vs. qualunque Personalità

reato, dovunque e da chiunque commesso

4) principio di personalità: applicabilità di legge penale dello Stato cui appartiene

il reo

- OGGI: principio di universalità = impo (x via di tutte le convenzioni e i trattati internazionali);

- 1998: creazione Corte Penale Internazionale dell’Aja (trattato di Roma) con giurisdizione su reati internazionali

2. Reati commessi nel territorio dello Stato: concetto di territorio

- ITA: grande rilievo a principio di territorialità (anche x’ indicato espressamente in art. 6 cp)

- ‘territorio’ = art. 4 cp: ‘è territorio dello Stato il territorio della Repubblica, e tutto ciò che è sottoposto alla sovranità

dello Stato’; quindi anche:

a) mare territoriale (12 miglia marine da linea costiera e da linee rette che uniscono promontori)

b) spazio aereo fino a zona cd ultra-atmosferica (sopra atmosfera)

c) navi e aeromobili di Stato dovunque si trovino (‘principio della bandiera’, purchè in alto mare, cioè in zona

non sottoposta a sovranità straniera)

3. Segue: locus commissi delicti

- dove è commesso delitto? principio di ubiquità (PdU; stato = italiano sia se volontà criminosa che evento lesivo

avvengono il Italia)

- PdU= impo x ‘concorso di persone’

- PdU x concorso di persone reato = in Italia sia che iniziato estero e proseguito ITA – e viceversa – , che realizzato

all’estero ma con concorso di un solo atto partecipazione italiano – e viceversa –

4. Reati comuni commessi all’estero

- REATI COMUNI commessi all’estero (artt. 7, 9 e 10 cp):

1) art. 7 cp: perseguiti reati commessi all’estero (non importa se cittadino o straniero) x:

- delitti contro personalità dello Stato

- falsità di monete aventi corso legale nello Stato

- reati di pubblici funzionari al servizio dello Stato

2) art. 9 cp: perseguiti reati comuni compiuti all’estero (<> art. 7 cp) se:

- reo è nello Stato italiano

- reato punibile da legge ita con ergastolo (o pena alla reclusione non < min 3 anni)

- se < 3 anni: richiesta punizione Min. GG (o istanza o querela di persona offesa) e presenza nel

territorio dello Stato dove reato = commesso

- se reato contro Stato o cittadino straniero: richiesta Min. GG (se non estradizione concessa e

accettata) + presenza reo nel territorio delo Stato dove reato = commesso

3) art. 10 cp: perseguiti stranieri che commettono reato contro Stato o cittadino ITA (oppure contro

Stato o cittadino straniero)

1° caso = presenza di reo nel territorio dove reato = commesso, punizione con pena a reclusione non <

min 1 anno, richiesta Min. GG (o istanza o querela di parte offesa)

2° caso = presenza reo in territorio dove reato = commesso; punizione con ergastolo o pena non < min

3 anni, richiesta Min. GG (se non estradizione concessa e accettata)

5. Delitto politico commesso all’estero: nozione

- DELITTO POLITICO: art. 8 cp: 2 tipi: 22

1) senso OGGETTIVO: attiene la natura – politica – del BG offeso dal delitto:

reati contro personalità dello Stato

 reati volti a impedire partecipazione politica a vita dello Stato

2) senso SOGGETTIVO : attiene alle motivazioni interiori che spingono soggetto a commettere reato

(appunto politiche):

MOTIVO POLITICO: motivazione movente x particolari ideologie politiche (es. Brigate Rosse)

 MOTIVO SOCIALE: motivazioni sociali (senza alcuna implicazione politica)

- Costituzione (sempre + frequentemente) = disciplina delitto politico: non esclude infatti estradizione o asilo politico x

chi commette delitti politici all’estero x difendere propri diritti fondamentali non riconosciuti – mentre in ITA sì -);

- se i diritti non sono riconosciuti all’Italia NESSUNA TUTELA X REO politico straniero

 23

Sezione II – Ambito di validità personale della legge penale

1. Premessa

- art. 3 cp: principio di obbligatorietà (PdO: x determinare ambito di validità personale di legge penale)

- PdO = specificazione in campo penale di ‘principio di uguaglianza’ costituzionale ( norma penale si applica a tutti,

cittadini e stranieri, senza distinzione di etnia)

- cittadino = chi possiede requisiti x ottenere cittadinanza italiana

- straniero = legato a rapporto di cittadinanza con Stato straniero (o apolide residente all’estero)

- art. 3: vigenza di IMMUNITA’ PENALI (insieme di circostanze eterogenee con scopo unitario di escludere

applicabilità di legge penale vs. determinati soggetti)

- 2 tipi di immunità:

1) ASSOLUTE: tutti i possibili reati

2) RELATIVE: solo x alcuni reati, o solo x chi ha 1 certa carica (accertabili da giudice <> ordinario)

1) SOSTANZIALI: atti e opinioni espressi in esercizio delle funzioni

2) PROCESSUALI: perseguite dopo cessazione della carica

- 2 fonti x immunità (quindi 2 funzioni):

1) diritto pubblico interno

2) diritto internazionale

2. Fonte giuridica dell’immunità: il diritto pubblico interno

- da diritto pubblico interno x garantire funzionamento Stato vs. ingerenze esterne:

1) Presidente della Repubblica (immunità x attività svolte nell’esercizio Immunità x diritto interno: PSPGRC

delle sue funzioni) Presidente della Repubblica

- incriminabile solo x alto tradimento e attentato a Costituzione Presidente del Senato

Parlamentari

- al di fuori delle funzioni rispende penalmente come qualsiasi Giudici di Corte Costituzionale

cittadino x eventuali reati Consiglieri Regionali

2) Presidente del Senato (come PdR, visto che ne assume poteri in supplenza) Giudici del CSM

3) parlamentari = immunità (penale, civile e disciplinare) x opinioni espresse

e voti dati nell’esercizio delle funzioni (fine = impedire persecuzioni)

4) giudici della CC = immunità di parlamentari (semmai accusati da CC stessa autodichìa)

5) consiglieri regionali = immunità x opinioni e voti in esercizio proprie funzioni

6) giudici CSM = immunità x opinioni espresse in esercizio di proprie funzioni Immunità x diritto internazionale:

3. Segue: il diritto internazionale PCEDPM

Papa

- immunità x diritto internazionale = concesse x garantire pacifica convivenza internazionale: Capi di Stato e Reggenti esteri

1) Santo Padre = persona sacra e inviolabile (non solo x’ reggente di Stato estero, Ministro Esteri e PdCM

ma x’ depositario di fede cristiana nel mondo) Diplomatici

2) Capi di Stato e Reggenti che si trovano in stato estero (= immunità assoluta) Parlamentari europei

Militari stranieri

3) PdCM e Ministro degli Esteri = immunità x funzione realizzate nello

svolgimento dei loro compiti

4) agenti diplomatici = immunità penali assolute dello Stato cui appartengono

5) parlamentari europei = doppia immunità (x’ europarlamentari e x’ parlamentari nel loro paese)

6) militari stranieri in stato estero (se autorizzati)

4. Natura giuridica dell’immunità

- immunità = CAUSA DI ESCLUSIONE DELLA PENA (ma fatto = sussiste cmq, non viene cioè cancellato)

- necessario vedere CAUSE di immunità:

- effetto tipico: se immunità = esercizio proprie funzioni causa di giustificazione (altrimenti sarebbe solo sottrazione

a potestà di coercizione penale, incapacità penale o processuale)

- contesto: se - diritto interno l’immunità tutela interessi essenziali x OG

- diritto internazionale l’immunità server a fine di pacifica convivenza tra popoli (relazioni

diplomatiche)

quindi IMMUNITÀ = LIMITE A POTERE GIURISDIZIONALE (IN TUTTI I CASI)

 24

Capitolo 5 - Nozioni di teoria generale del reato

Sezione I – Concetti generali

1. Definizione formale del reato

- REATO = ogni fatto umano al verificarsi del quale la legge riconnette una sanzione penale (‘pena’ in senso

specifico o ‘misura di sicurezza’)

- reato = rilievo solo x la conseguenza penale che comporta c’è REATO se: LFS (RTR)

- x avere 1 reato: Legge Riserva di lex

1) fatto determinato dalla legge ordinaria quale reato (disciplina secondaria Fattispecie Tassatività

solo x specificare in senso tecnico alcuni elementi della fattispecie già emersi in Soggetto-autore Resp.personale

lex ordinaria ‘principio della riserva di legge’) x alcuni non c’è reato senza vittima

2) fatto di reato determinato in modo molto preciso e puntale da legislatore (quindi Soggetto-passivo)

(‘principio di tassatività’)

3) fatto riconducibile personalmente a un soggetto-autore (non ammissibile

responsabilità x fatto altrui – ‘principio di responsabilità personale’)

- quanto illecito penale <> illecito civile?

- illecito civile ponibile positivamente anche da fonte 2aria

- non obbligo x legislatore di determinare illecito civile in modo concreto (anzi campo civile = clausole

generali legislazione x principi e non x fatti concreti)

- civile = anche principio RC oggettiva (anche x fatto altrui es. incriminati anche solo x essere preposti

sorveglianza di soggetto incapace che poi ha commesso un reato penale no)

- quanto illecito penale <> amministrativo? (x legge n° 689/1981 depenalizzazione di alcuni illeciti ha esteso a

ambito amm.vo alcuni principi fondamentali di DP - riserva di legge, irretroattività, colpevolezza ecc. - )

- illecito amm.vo voluto da legislatore con sanzione amm.va di carattere pecuniario

- differenza anche x natura amm.va del procedimento e organo competente a infliggere sanzione

2. Il problema della definizione sostanziale del reato

- nuova definizione di reato alla luce della Costituzione: È REATO OGNI FATTO UMANO LESIVO DI UN BENE

MERITEVOLE DI TUTELA SECONDO GLI APPREZZAMENTI DI UN LEGISLATORE ORIENTATO SECONDO

I VALORI DELLA COSTITUZIONE, SEMPRE CHE LA LESIONE AL BENE SIA DI COSÌ NOTEVOLE

INTENSITÀ DA GIUSTIFICARE IL RICORSO ALLA NORMA PENALE, POSTO CHE UNA NORMA DI

NATURA GIURIDICA DIVERSA (ES. CIVILE O AMM.VA) NON POTREBBE CONSEGUIRE IDONEO

RISULTATO DI TUTELA.

3. Delitti e contravvenzioni

- ns. cp: distinzione di illeciti penali in due categorie:

1) DELITTI: la + pericolosa e dannosa come impatto sociale;

- punita con ergastolo, reclusione o multa (secondo i casi)

- sempre DOLOSI (i delitti COLPOSI sono punibili solo in rari casi – cfr. art. 42 comma 2° cp)

- TENTATIVO = delitto (se doloso)

2) CONTRAVVENZIONI: meno pericolosa pdv impatto sociale; lede gli interessi dello Stato

- nel tempo in qt. categoria illecito amm.vo (anche da legge 689/81)

- ILLECITI CONTRAVVENZIONALI (cioè contravvenzioni): né delitti né semplici illeciti amm.vi

- contravvenzione = NON reato che danneggia interessi inferiori di delitto (la <> tra delitto e contravvenzione NON è la

qualità danno prodotto)

- artt. 39 e 17 cp: delitto<>contravvenzioni SOLO x <> di sanzioni:

- contravvenzione = arresto o multa (alternativamente)

- delitto = non c’è qt. alternatività

- art. 42 cp = contravvenzione = sia colposa che dolosa

4. Soggetto attivo del reato

- SOGGETTO ATTIVO del reato = ogni persona che ponga in essere un fatto concreto riconducibile ad una fattispecie

astratta, disciplinata dal codice (detto anche agente, reo, colpevole).

- solo persona umana, ma senza distinzioni sesso, razza, età, ecc. 25

- necessaria xò CAPACITÀ PENALE = configura la capacità di soggetto di essere sottoposto a PENA

- PERICOLOSITA’ SOCIALE = configura capacità di soggetto di essere sottoposto a MISURA DI SICUREZZA

- IMMUNITA’ = configura capacità di soggetto di NON essere sottoposto a pena (pur sussistendo il fatto illecito)

5. Il problema della responsabilità penale delle persone giuridiche

- a oggi = problema a configurare la responsabilità penale (RP) x persone giuridiche (societas delinquere non potest

cfr anche art. 197 cp)

- ma PG = commettono molteplici reati quando configurati come società o imprese (common law: cfr figura di

corporate crime)

- legge 29/9/2000 n. 300 = resp. amm.va di PG (se qt ENTI hanno struttura organicistica)

- RP di ente se reato commesso da suo addetto x fini specifici di ente stesso (ente NON responsabile x illeciti compiuti

da suoi sottoposti x loro interessi)

- reato = a favore dell’ente SE NON predisposte adeguate misure cautelari x prevenirlo e lenirne gli effetti (o quando la

conformazione dell’ente stesso necessita commissione di un certo reato x raggiungere obiettivi)

- sanzioni: pecuniarie, interdittive, confische (di beni dell’ente)

6. Il problema dei soggetti responsabili negli enti o nelle imprese

- soprattutto se IMPRESA = difficoltà a configurare soggetto cui imputare personalmente RP x illeciti commessi

all’interno dell’impresa stessa

- es. titolare delega propria responsabilità a sottoposti x realizzare fini di impresa

- delega:possibile se: 1) impresa di grandi dimensioni

2) preposto è fornito di mezzi x realizzare obblighi suddetti

3) preposto ha la capacità tecnica x assumere oneri di responsabilità di impresa

DELEGAZIONE DI RESPONSABILITA’

- polemiche: imprenditore (giuridicamente + forte) si sottrae così alla RP spostando responsabilità su soggetti

imprenditorialmente impreparati (o meno idonei)

- dottrina = imprenditore NON si spoglia del tutto di RP nell’impresa (ha sempre obbligo di ctrl risponde quanto

meno x CONCORSO con soggetti responsabili in caso di inadempienza di obblighi)

7. Il soggetto passivo del reato

- SOGGETTO PASSIVO = titolare del bene protetto dalla fattispecie incriminatrice di parte speciale

- art. 20 cp: soggetto passivo = persona offesa dal reato

- SOGGETTO PASSIVO <> OGGETTO MATERIALE del reato (OM = bene su cui ricade materialmente il fatto che

costituisce reato la cosa o la persona su cui ricade fisicamente il danno relativo al reato commesso)

- SOGGETTO PASSIVO <> DANNEGGIATO del reato (danneggiato = chi subisce danno patrimoniale e non

patrimoniale risarcibile; può costituirsi parte civile nel processo penale)

- DANNEGGIATO = chi, pur non essendo coinvolto direttamente dal reato, ne subisce cmq le conseguenze – anche

patrimoniali – es. i parenti della vittima

- tra i soggetti passivi = anche Stato o PG (che NON sono invece di solito soggetti attivi)

- cd. REATI SENZA VITTIMA = colpiscono BG non facilmente identificabili (ma esistono davvero?)

Sezione II – Struttura del reato

1. e 2. Premessa e analisi della struttura del reato

- STRUTTURA del reato: vedi CONCEZIONE TRIPARTITA:

 Struttura

1) fatto tipico tripartita: FAC bipartita: OS

2) antigiuridicità Fatto tipico Oggettivo

3) colpevolezza Antigiuridicità Soggettivo

Colpevolezza

Vedi CONCEZIONE BIPARTITA

 1) elemento oggettivo (fattispecie tipica)

2) elemento soggettivo (colpevolezza)

3. Fatto tipico

- FATTO TIPICO = insieme di elementi che configurano la fattispecie astratta di reato

o meglio fatto concreto che diviene espressione dello schema legale pattuito x una certa

 

manifestazione di reato 26

- fatto tipico = espressione di un accadimento concreto, che ha possibilità di realizzarsi nella vita sociale e essere

individuato esternamente da chiunque possa esserne vittima

- fatto tipico deve anche essere lesivo di un BG:

4. Tipicità e offesa del bene giuridico

- cp determina (in astratto) la lesione di un bene protetto x ½ della fattispecie astratta di parte speciale

- se fattispecie non attuabile concretamente in un fatto umano – x’ frutto di fantasia – non è ponibile come fattispecie

astratta da legislatore quindi fatto = ‘non tipico’

5. Antigiuridicità

- antigiuridicità = valutazione di sua realizzazione contro il diritto (ossia violazione di quanto normativamente esposto

nel cp)

- causa di giustificazione = elemento che deve mancare x’ possa realizzarsi il reato

- se c’è causa di giustificazione = soggetto-reo liberato da accusa e addebito penale in tutto o in parte

- cause di giustificazione = natura extra-penale (in genere) riconnettono norme penali al resto dell’OG

- DP deve sottostare ai rilievi giuridici dell’intero OG (rispettandone esigenze e interessi)

- cause di giustificazione = x’ extra-penali NON soggette a principio di riserva di legge (fonte = tutto, persino

consuetudine)

1) ANTIGIURIDICITA’ MATERIALE = ogni fatto lesivo di un BG ha espressione e realizzazione nella

realtà empirica (o concreta dei fatti) concetto già presente nella nozione di fatto tipico

2) ANTIGIURIDICITA’ SPECIALE = elemento di condotta contraria a diritto = NON ravvisabile in

fattispecie incriminatrice (ma in elemento esterno a fattispecie e riferibile a tutto OG)

- elemento normativo di fattispecie incriminatrice = elemento esterno di fattispecie stessa (ma con funzione di

integrazione della stessa)

- anche elemento normativo = può contenere determinazione antigiuridica (siccome integra fattispecie penale =

può estendere qt. antigiuridicità alla fattispecie incriminatrice stessa)

6. Colpevolezza

- colpevolezza = possibilità di ricondurre il fatto tipico (realizzato contro norme di DP) a uno specifico autore (in

modo da muovere al soggetto un rimprovero x quanto commesso)

- procedimento: 1) fattispecie penale è riconducibile a un soggetto specifico?

2) quali elementi psicologici e non spingono soggetto a delinquere? (permette di eliminare concetto di

responsabilità oggettiva – presente invece in diritto civile –)

- fattispecie di reato = ricondotte sempre a forma di colpevolezza che considera elementi soggettivi (o

DOLO o COLPA)

- ognuno può quindi programmare esistenza MAI macchiata da commissione di reati di rilevanza penale (in passato

invece con responsabilità penale oggettiva*, si veniva puniti anche x fatti e circostanze che fuoriescono dall’ambito di

propria signoria e ctrl soggettivo)

7. Costruzione ‘separata’ dei tipi di reato

- storicamente dottrine generali di reato = nate da illecito commissivo doloso (particolarmente da delitto di omicidio)

- non + concezione unitaria di illecito penale ma costruzione separata di tipologie delittuose (doloso e colposo) e

delitto commissivo <> delitto omissivo

8. Classificazione dei tipi di reato

8.1) REATI DI EVENTO = fattispecie incriminatrice tipicizza un evento esteriore separabile da azione (ma ad

essa legata da nesso di causalità es. morte di un uomo nel delitto di omicidio, malattia nel delitto di lesione personale,

danno alla cosa nel delitto di danneggiamento ecc.)

a) a forma vincolata = legislatore specifica la modalità di produzione del risultato lesivo

b) a forma libera = legislatore NON specifica modalità di produzione

REATI DI AZIONE = si realizza mediante semplice messa in atto del comportamento offensivo (prescinde da

realizzazione concreta di evento lesivo es. evasione dal carcere in delitto ex art. 385 cp, sottrazione e impossessamento

della cosa nel delitto di furto ecc.)

- impo distinzione x momento, tentativo, tempo e luogo di commesso reato ecc.

8.2) REATI COMMISSIVI = si realizzano con attuazione di comportamento concreto, contrario a quanto indicato

dalla legge

REATI OMISSIVI = si realizzano con mancata attuazione di una condotta indicata da legge penale come

obbligatoria (reato omissivo cd proprio - es. omissione di soccorso, omessa denuncia di reato ecc.); se NON

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indicata da legge (ma considerata doverosa) = reato omissivo cd improprio (es. omicidio colposo x mancata

sorveglianza di bambino)

- art. 40 cp = ‘non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo’

8.3) REATI ISTANTANEI = si realizzano nel momento in cui viene perpetrata l’offesa ai danni del bene giuridico

(in quello stesso momento il reato esaurisce i suoi effetti il danno NON si protrae nel tempo; es. nell’omicidio il

danno si esaurisce nel momento in cui causa la morte)

REATI PERMANENTI = si realizzano mediante comportamento di offesa del BG, ma gli effetti lesivi del

fatto concreto vengono fatti perdurare nel tempo dalla condotta stessa dell’autore del reato (es. invasione di

terreni ed edifici)

- fattispecie incriminatrice =

1) all’atto del compimento del fatto lesivo

2) col mantenimento dello stato antigiuridico REATI: EICDEA

Evento/Azione

- REATO EVENTUALMENTE PERMANENTE = offesa BG fatta Istantanei/Permanenti/Abituali

durare da azioni del soggetto autore Comuni/Propri

- REATO ISTANTANEO CON EFFETTI PERMANENTI = durate nel tempo Danno/Pericolo (di)

delle conseguenze del reato (ma reato si compie immediatamente e totalmente Evento (aggravati dall’)

Attentato

con la condotta lesiva)

REATI ABITUALI = si realizzano mediante condotta reiterata

nel tempo di fatti lesivi della stessa specie (reiterazione intervallata,

mentre x reato permanente = non interruzione di situazione

antigiuridica; es. RA = maltrattamenti in famiglia, art. 572 cp)

- REATO ABITUALE PROPRIO = ogni singola condotta non ha rilevanza penale autonoma (è finalizzata a

realizzare la fattispecie di illecito unitaria; es. sfruttamento della prostituzione)

- REATO ABITUALE IMPROPRIO = ogni singola condotta penalmente rilevante può essere determinata

autonomamente (es. reato di incesto)

8.4) REATI COMUNI = si realizza quando il soggetto attivo = chiunque gode della capacità penale

REATI PROPRI = si realizza quando il soggetto attivo = gode di particolari qualità (es. un specifica carica

politica), che lo pongono in particolare rapporto con BG oggetto di tutela penale

8.5) REATI DI DANNO = quando a fatto lesivo si riconnette immediatamente evento dannoso (ne è conseguenza

certa) + utilizzato x dottrina penalistica tradizionale

modello

REATI DI PERICOLO = quando a un fatto lesivo effettivamente realizzato si riconnette un danno sociale di

una certa entità (categoria di recente formazione giuridica e dottrinale); es. delitto di incendio preveduto (art.

423 cp)

8.6) REATI DI PERICOLO CONCRETO o EFFETTIVO = ad azione consegue con certezza un pericolo per il

BG penalmente protetto (es. delitto di strage art. 422 cp)

REATI DI PERICOLO ASTRATTO o PRESUNTO = si presume che ad una determinata azione segua un

pericolo (almeno 2° comune esperienza); tipo riconosciuto da Corte Costituzionale ma rimesso come

determinazione a discrezionalità politico-criminale del legislatore (che non deve travalicare limiti del buon

senso e della razionalità)

8.7) REATI AGGRAVATI DALL’EVENTO: si realizzano quando compiendo il ‘delitto-base’ si realizza un

evento ulteriore (non voluto e non considerato) che comporta un incremento della pena (es. omissione di

soccorso aggravata dalla morte della persona)

DELITTO DI ATTENTATO = si realizza quando si verifica il compimento di atti o l’utilizzazione di mezzi

diretti a offendere un BG (es. art. 241 attentato contro l’integrità dello Stato)

NOTE:

1) *RESPONSABILITA’ OGGETTIVA = si fonda sulla sola esistenza del nesso di causalità, x cui si risponde al

danno cagionato come conseguenza diretta e immediata della propria condotta (a prescindere da dolo o colpa)

2) PERSONE GIURIDICHE = complesso organizzato di persone e di beni, rivolto ad uno scopo, cui la legge

riconosce espressamente la qualifica di soggetto di diritto 28

Parte Seconda – Il reato commissivo doloso

Capitolo 1 – Tipicità

1. Premessa: la fattispecie e i suoi elementi costitutivi

- FATTISPECIE = insieme di elementi che caratterizzano una determinata tipologia di reato, legislativamente tipizzata

- se sussistono elementi NON rientranti nella categoria tipica della ‘fattispecie’ non possono essere utili x inquadrare

illecito penalmente rilevante

- FATTISPECIE = assimilabile a FATTO TIPICO come elemento (insieme a ‘antigiuridicità’ e ‘colpevolezza’) x

caratterizzare illecito penale

- fattispecie = vari elementi a) di natura descrittiva (entrambi nel senso già indicato)

di natura oggettiva b) di natura normativa (x il principio di tassatività)

- fattispecie = anche elementi di natura soggettiva (quando reato ad es. è strettamente connesso con volontà di soggetto

agente)

2. Concetto di azione

- presupposto x inquadrare la disciplina del ‘reato commissivo doloso’ = verificare natura e determinazione che può

assumere AZIONE UMANA (elemento che dà impulso a realizzazione del reato (senza azione umana reato NON è

configurabile come tale)

- varie teorie x considerare azione umana:

2.1) TEORIA CAUSALE = postula l’azione come fenomeno in grado di realizzare AZIONE UMANA (teorie): CFS

concretamente la modificazione della realtà esterna; il dolo qui NON = elemento Causale

Finalistica

che contribuisce a specifica la struttura dell’azione, MA = ELEMENTO DI Sociale

COLPEVOLEZZA (il fatto di reato si realizza al di là della volontà dell’agente;

- se esiste la volontà rileva SOLO COME CRITERIO DI IMPUTAZIONE DEL

FATTO AL SUO AUTORE)

2.2) TEORIA FINALISTICA = cfr Hans Welzel = postula l’azione come riferita allo scopo che l’essere umano

si prefigge come realizzabile (in base a proprie obiettive possibilità);

- il dolo qui NON costituisce criterio di colpevolezza, MA = attiene alla specificazione della struttura

dell’azione stessa (il fatto di reato si realizza in virtù del fatto che l’essere umano agisce concretamente x

realizzare scopo dannoso, puntando tutto sulla propria volontà di agire nel modo determinato;

- il fatto SI REALIZZA SOLO IN QT. CIRCOSTANZE)

2.3) TEORIA SOCIALE = postula l’azione come la possibilità di ogni singolo individuo di reagire in un

determinato modo (non imposto dall’esterno) agli stimoli della realtà sociale;

- qt concezione è APPLICABILE A TUTTI I TIPI DI REATO

3. Azione determinata da forza maggiore o da costringimento fisico. Caso

fortuito

- quando azione umana NON si verifica in tutta la sua pregnanza (non è quindi naturale presupposto di reato

commissivo doloso): circostanze:

1) FORZA MAGGIORE: disciplinata da art. 45 cp come energia esterna a circostanze (su azione umana): FCC

volontà umana, che costringe a compiere determinati atti delittuosi da cui Forza maggiore 45 cp

Costringimento Fisico 46 cp

non può sottrarsi Caso fortuito 45 cp

- NO forza maggiore se c’è minimo margine di scelta

- nessun valore alla rilevanza del dolo o della colpa

2) COSTRINGIMENTO FISICO: disciplinato da art. 46 cp come un’azione di violenza fisica che un uomo

conduce contro un altro essere umano (x strumentalizzarne la condotta x propri scopi e far sì che egli commetta

reato)

- NO costringimento fisico se soggetto costretto può eluderlo (no costringimento assoluto e impossibile)

- in qt. caso COAZIONE MORALE (art. 54 cp)

3) CASO FORTUITO: disciplinato da art. 45 cp come evento costituito da accadimenti naturali e

imprevedibili x uomo (ma anche accadimenti determinati da sua specifica volontà se cerca di evitarli)

- uomo non punibile x eventi che esulano dai suoi poteri di signoria e ctrl, che non può evitare (anche se lo

vorrebbe)

- accadimento esula quindi da normale svolgimento delle cose e costituisce fatto eccezionale non prevedibile o

eliminabile x uomo 29

4. Presupposti dell’azione

- x categoria di ‘reato commissivo doloso’ = PRESUPPOSTI dell’azione (non ignorabili x’ sono elementi che devono

preesistere o essere concomitanti a svolgimento della condotta criminosa se la si vuole considerare tale)

- presupposti: 1) oggetto materiale 2) evento

5. Oggetto materiale dell’azione

1) OGGETTO MATERIALE: persona o cosa su cui ricade materialmente l’azione del reo (OM subisce quasi

fisicamente azione criminosa del reo)

- OGGETTO GIURIDICO: sinonimo di BG penalmente protetto (come inquadrato prima)

- SOGGETTO PASSIVO del reato: colui che subisce perdita del BG protetto da OG di cui era titolare

- OM = unico o plurimo (es. furto di + cose o delitto di rapina – ricade sia su 1 persona che su 1 cosa -)

6. Evento

2) EVENTO: risultato lesivo che sempre si riconnette a realizzazione di azione criminosa da parte dell’agente

- evento = evento naturalistico (come in risalto nei cd reati di evento manifestazioni criminose non

inquadrabili come tali se non danno vita ad un evento lesivo della condotta)

- dottrina = SEMPRE evento che causa danno o mette in pericolo BG protetto

- EVENTO quindi GIURIDICO (elemento sempre presente nella configurazione del reato anche se nella

struttura tipica del reato stesso = non prevista realizzazione di evento)

- NO evento se reati di condotta (non rileva realizzazione di evento lesivo, poiché reato si completa e

esaurisce nella stessa condotta lesiva)

- ERGO: binomio AZIONE-EVENTO non sempre giuridicizzato (x essere compreso in OGNI determinazione

di reato)

- evento quindi = evento naturalistico da ravvisare solo in fattispecie di reato che lo prevedono

espressamente come conseguenza dell’azione

- reati a distanza = reato che si realizza in un luogo diverso da quello in cui è realizzata l’azione criminosa

7. Rapporto di causalità: premessa

Caso 12 – Dirigenti della Grünenthal mettono in commercio il talimoide che, se ingerito da gestanti, porta a

malformazioni congenite (ma prima di commercializzazione non si sapeva)

Caso 13 – Gli abitanti intorno a una fabbrica di alluminio hanno manifestazioni morbose cutanee a carattere

epidemiologico (macchie blu) e danni a bestie/colture (stesso danno anche 30 anni prima ad apertura fabbrica); non si

riesce xò a stabilire nesso di causalità

Caso 14 – C fa saltare la casa di campagna del sindaco ostile; la casa sarebbe cmq stata distrutta da un

contemporaneo incendio di vaste proporzioni scoppiato x cause naturali

Caso 15 – A e B, all’insaputa l’uno dell’altro, versano veleno nel bicchiere di birra di C che muore

Caso 16 – Uno spacciatore spinge tossico disintossicato a riprendere l’eroina: il tossico muore x 1 dose non mortale,

ma x colpa di preesistenti alterazioni organiche accertate in perizia

Caso 17 – S colpisce Z con un pugno; Z cade in strada; passa una macchina e uccide Z.

- azione + evento in DP = connessi tramite NESSO DI CAUSALITA’ (necessario collegamento tra azione e evento, che

permette conclusione che NON SOLO azione = voluta e attuata da agente, MA ANCHE risultato lesivo connesso – e

quindi evento - = voluto da agente)

- evento quindi riconducibile ad agente e se sussistono presupposti di natura psicologica effettiva imputazione al

soggetto che lo ha provocato; quindi:

- imputazione oggettiva del fatto di reato al suo autore, senza possibilità di fraintendimento (cfr. art. 40 e 41 cp)

8. La tradizionale teoria condizionalistica: insufficienze

- procedimento di eliminazione mentale = condicio sine qua non (senza un certo evento non si sarebbe verificato

danno) nesso eziologico cd TEORIA CONDIZIONALISTICA

 

- ma casi 12 e 13 = no resp. penale x’ non si sapeva che un certo evento avrebbe causato danno

- non vale neppure regresso all’infinito = analisi di condizioni che concorrono a evento NON può essere portata

all’infinito (es. non si può dire che omicidio sia riferibile anche ai genitori della vittima, che mettendolo al mondo,

hanno creato le condizioni indispensabili dell’evento)

- es. caso 14 = se C non mette dinamite casa = distrutta cmq = causalità cd alternativa ipotetica (manca quindi

nesso eziologico) ma cause alternative = irrilevanti anche se casa distrutta x incendio = C ha responsabilità penale

 

- caso 15 = tipico di causalità cd addizionale (se togliamo azione di A o azione di B con procedimento di eliminazione

mentale xò fatto rimane) solo uso acritico porterebbe a non avere nessun responsabile (in realtà = entrambi!)

- causa successiva o causa sopravvenuta da sola sufficiente = sopraggiungere di causa da sola idonea a provocare

evento dannoso (art. 41 cpv) potrebbe far cadere importanza 1° azione (senza cui 2° = non prodotta); ma 2° azione

produce danno 30

9. Segue: correttivi

- correttivo di dolo o colpa = vengono usate solo le cause connesse direttamente a reato (il giudice non userebbe mai

regresso all’infinito)

- es. se venditore vende arma a cliente insospettabile legittimato a usarla nessun rilievo se arma poi usata x omicidio

- teoria dell’equivalenza (azione=evento) = troppo rigida soprattutto nei casi di responsabilità oggettiva (dove manca

possibilità di ricorrere a correttivo di dolo o colpa)

- x determinare nesso causale tra azione e evento = necessario determinare che quel determinato antecedente (l’azione)

sia idoneo a determinare quel preciso conseguente (l’evento dannoso) 2 strumenti x qt.:

10. La teoria condizionalistica orientata secondo il modello della

‘sussunzione sotto leggi scientifiche’

1) TEORIA INDIVIDUALIZZANTE = si considera ogni singolo accadimento come connesso a un solo

conseguente (il giudice stabilisce se sussiste connessione causale tra azione e evento) azione unica e si realizza una

sola volta

2) TEORIA GENERALIZZANTE = giudice non può porre arbitrio su nesso causale azione-evento, x’

azione = NON è un unicum ma si ripresenta tutte le volte che si presentano le condizioni della prima volta

- nesso causale deve essere definito con rigore scientifico ( )

SUSSUNZIONE SOTTO LEGGI SCIENTIFICHE

- leggi scientifiche = ‘norme di copertura’ del nesso causale: utilizzabili con ricorso a:

a) LEGGI UNIVERSALI = a ogni evento realizzato si accompagna la realizzazione di un evento

connesso

b) LEGGI STATISTICHE = un evento dannoso verificatosi concretamente produce un altro evento

dannoso a esso connesso solo in determinati casi (che si verificano con una certa % di frequenza)

- uso di leggi statistiche = ok se giudice può verificare che l’evento avrebbe avuto scarse (o inferiori) possibilità di

verificarsi se agente = NON commette azione dannosa (es. caso 12: vasta letteratura scientifica portava a sapere che

talimoide provocava malformazioni, anche se non si conosceva meccanismo x cui avvenivano; malformazioni presenti

in zone dove talimoide distribuito; no malformazioni in zone dove farmaco ritirato ecc.)

- anche caso 13: macchie blu scompaiono se abitanti si allontanano; ci sono nelle zone dove ci sono fabbriche di

alluminio; col depuratore spariscono ecc. non noto meccanismo genesi ma cmq rilevanza statistica causa-effetto

11. La teoria della causalità adeguata

- teoria della causalità adeguata (TcA) fine ‘800 come correttivo della teoria condizionalistica x delitti cd

nata

aggravati dall’evento (che non viene cmq rinnegata)

- la TcA considera l’opportunità di usare solo antecedenti che possono realizzare evento dannoso di quel tipo (presi da

una determinata fattispecie astratta di reato tipizzata dalla legge)

- azione:1) causa effettiva dell’evento

2) deve aggravare la probabilità di verificazione effettiva dell’evento dannoso

allora = ADEGUATEZZA di azione a determinare un certo evento lesivo

- x usarla: 1) giudizio ex ante su possibilità che uomo (agendo con normali conoscenze collettive) riesca a

generare l’evento dannoso

2) giudizio poi su superiori conoscenze che il s-a aveva FTvamente quando commise l’azione

- non sempre teoria di causalità adeguata riesce a definire nesso causale azione-evento (descrizione spesso non bsta)

- quindi ricorso a forma di giudizio del nesso causale:

a) giudizio ex ante verifica che evento dannoso prodotto da azione = del tipo disciplinato da fattispecie

astratta di reato

b) giudizio ex post evento concreto è casualmente connesso a tipo di azione disciplinata come necessaria da

fattispecie di reato

- quindi no omicidio x caso 16 (tossico) se spacciatore non sapeva di alterazioni (o se provoco lieve ferita a emofiliaco

non sapendo di malattia) TEORIE: CECCI

Condizionalistica

12. Teorie minori: la causalità umana Equivalenza

Causalità adeguata

- teoria della causalità umana = possono essere ricondotti all’azione dell’uomo (x nesso causale) Causalità umana

SOLO gli eventi che non fuoriescono dalle sue possibilità di dominio, dal suo potere di signoria e Imputazione obiettiva

ctrl rispetto alle situazioni che si verificano

- quindi = ciò che fuoriesce da sua signoria e ctrl = NON può essere connesso causalmente a azione

dell’uomo (ciò che uomo non può controllare e ha probabilità bassissima di verificarsi – caso eccezionale -)

13. La recente teoria dell’imputazione obiettiva dell’evento 31

- teoria della imputazione obiettiva = è necessario ricondurre a autore dell’illecito NON solo l’azione realizzata MA

ANCHE il danno che l’azione ha prodotto (si esclude che fatto dannoso = conseguenza di successione di eventi

puramente casuali): sono necessari 2 elementi:

a) AUMENTO DEL RISCHIO: evento dannoso = riconducibile a azione commessa da reo quando azione

stessa determina aumento probabilità che accada evento dannoso autore azione = obiettivamente responsabile x’ sua

azione determina in modo univoco evento dannoso (es. consigliare allo zio di prendere l’aereo e zio muore x incidente =

no reato; spacciatore che spinge tossico a riprendere eroina = accresce rischio di evento letale – caso 16 -)

b) SCOPO DELLA NORMA VIOLATA: autore di azione NON imputabile quando azione genera evento

diverso da quello astrattamente disciplinato da norma penale

- teoria ha valore ma non basta (es. applicando criterio di aumento del rischio si spostano illeciti di danno vs. illeciti di

pericolo, facendo venir meno il principio ‘in dubio pro reo’)

- semmai impo x illeciti omissivi impropri (o di evento) non + da cercare nesso di causalità reale, ma accertamento

di aumento del rischio aiuterebbe a inquadrare responsabilità

14. Concause

- art. 41 cp = disciplina delle concause si verificano se l’evento lesivo è formato da + cause idonee a determinarlo

- azione umana = causa di evento dannoso SOLO SE costituisce condizione necessaria x il suo verificarsi

- art. 41 cp: 1° comma = in presenza di cause preesistenti, concomitanti o sopravvenute all’azione del colpevole

nesso causale tra azione del reo e evento dannoso NON VIENE MENO (es. caso 17)

2° comma = se sopraggiunge causa idonea a realizzare evento dannoso (indipendentemente da

azione del reo) nesso causale tra azione e evento VIENE MENO

se usata teoria condizionalistica (condicio sine qua non) = art. 41 cp = vano (cadrebbe nesso

causale e quindi non incriminazione) (sempre caso 17: pugno a investito e ucciso da auto)

3° comma = il nesso causale è da mantenere anche quando la causa concorrente con l’azione del reo

è il prodotto di un fatto illecito di un 3° 32

Capitolo 2 – Antigiuridicità e singole cause di giustificazione

1. Premessa

- cause di giustificazione = clausole di esclusione dell’antigiuridicità (dette anche scriminanti, esimenti, giustificanti)

- CdG = situazione, normativamente prevista, in presenza della quale viene meno lo scontro tra fatto concreto realizzato

e intero OG (quindi fatto illecito perde sua importanza come evento lesivo di BG).

- diverse categorie:

1) CAUSE DI GIUSTIFICAZIONE = in senso proprio fanno venir meno la lesività del fatto concreto

realizzato rispetto a intero OG e a sue diposizioni: escludono applicabilità sanzioni sia penali che civili e

amministrative)

CDG: GEE - cause di giustificazione = x tutti coloro che concorrono a realizzazione del reato e operano al di là della loro

Giustificazione conoscenza da parte dei soggetti che ne usufruiscono (operano solo in base a loro esistenza concreta)

Esclus. colpev.

Esenzione pena 2) CAUSE DI ESCLUSIONE DI COLPEVOLEZZA = antigiuridicità mantenuta ma escludono

possibilità che si possa muovere 1 rimprovero a soggetto agente (es. rari casi in cui soggetto agisce in base a

pressioni psicologiche il fatto non viene meno, ma soggetto = non incolpabile pur avendo posto in essere 1

fatto illecito)

- applicabili solo se conosciute; NON operano x tutti i soggetti che concorrono a reato

3) CAUSE DI ESENZIONE DA PENA: lasciano intatte sia antigiuridicità del fatto che colpevolezza di

soggetto agente (e quindi possibilità astratta di comminare sanzione)

- usate se nasce interesse confliggente con norma incriminatrice x applicazione di sanzione

- NON applicabili a tutti i soggetti che concorrono a reato

- CdG: 1) comuni (cfr art. 50 cp)

2) speciali (previste x specifiche figure di illecito penale es. reazione legittima a atti arbitrari di pubblico

ufficiale)

2. Fondamento sostanziale e sistematica delle cause di giustificazione

- presupposti sostanziali x comprendere in che modo è possibile CdG:

1) principio di tipo MONISTICO ogni causa deve essere ricondotta a un principio unitario (ravvisabile

in necessità di attuare un comportamento che realizza intenti emergenti da legislazione del nostro OG)

2) principio di tipo PLURALISTICO ogni CdG deve essere ricondotta a un principio differente; in

particolare gli interessi sono 2:

a) INTERESSE PREVALENTE: conferita importanza a interesse da tutelare sopra agli altri;

b) INTERESSE MANCANTE: importanza a fatto che OG non tutela abbastanza interessi privati,

aprendo ambiti di autotutela

3. Disciplina delle cause di giustificazione

- artt. 55 e 59 cp: disciplina di CdG:

- art. 55 cp: ECCESSO COLPOSO: se agente, in presenza di scriminante (cioè autorizzato ad agire in

violazione della norma di legge) non valuta correttamente ambiti di applicazione della scriminante e ECCEDE

COLPOSAMENTE (non considerando adeguatamente i propri mezzi di azione) nell’esecuzione del fatto ‘giustificato’

- eccesso colposo: 2 modi:

1) errore di valutazione di situazione concreta (soggetto eccede in comportamenti oltre a ambito

concesso da OG)

2) errore di valutazione nei mezzi impiegati x realizzare comportamento giustificato (che diventa

eccessivo)

- ECCESSO DOLOSO: agente non commette errore in esecuzione di scriminante ed è consapevole di propri

mezzi di azione (ricorre quindi dolo)

- art. 59 cp 1° comma: scriminante applicabile anche se soggetto che ne subisce benefici = non ne è a

conoscenza (ma è prevista da OG)

- art. 59 cp 4° comma: operatività di cd SCRIMINANTE PUTATIVA (esente da colpevolezza chi agisce

presupponendo esistenza di scriminante – che xò di fatto non esiste -)

- di solito scriminante putativa interviene x azioni SENZA DOLO (sennò ci sarebbe mala fede x aggirare

applicazione di legge penale)

- art. 59 cp 4° comma: sanzione NON esclusa se soggetto-agente mette in essere un ‘reato colposo’ x’

commette un errore di valutazione rispetto a esistenza di una CdG x colpa propria

- singole CdG hanno propria disciplina (al di là di teorie di artt. 55 e 59 cp) 33

4. Consenso dell’avente diritto

Caso 18 – Tizio si impossessa di oggetti di un amico, desumendo autorizzazione da rapporto di familiarità con il

proprietario

Caso 19 – A cittadino americano viene trapiantata a pagamento ghiandola sessuale di uno studente napoletano: è

punibile il chirurgo che effettua intervento?

- art. 50 cp: ‘non è punibile chi lede o pone in pericolo un diritto, col consenso della persona che può validamente

disporne’ volenti et consentienti non fit iniuria

- consenso = assolutamente VOLONTARIO (non derivato da comportamento coercitivo o violenza, errore o dolo)

- consenso = qualsiasi forma (scritto o orale) e non recepito da soggetto-agente (basta solo che soggetto-titolare lo

presti)

- consenso = PRESUNTO se chi agisce può fondatamente ritenere che titolare di bene protetto lo avrebbe prestato

se fosse conoscenza della situazione

- consenso = PUTATIVO = creduto esistente in base a erronea valutazione

- soggetto titolare = unico legittimato a prestare consenso (deve avere poi capacità di agire – cioè idoneità di

acquistare e esercitare da solo, con il proprio volere, situazioni giuridiche attive e assumere situazioni giuridiche

passive)

- art. 50: non annovera in completo l’elenco dei beni disponibili (violabili con consenso del titolare) fornita da

interprete in base a lettura di tutto l’OG (es.caso 18: è un bene patrimoniale, non indisponibile: xciòscriminante

a) DIRITTI DISPONIBILI: quelli che lo Stato non tutela prontamente, garantendoli solo x soddisfare bisogni

di singoli soggetti (es. diritti patrimoniali, o della personalità, come onore, libertà morale e personale, libertà

di domicilio ecc.)

- diritti della personalità = limitazioni di disciplina (soprattutto se hanno rilevanza costituzionale)

b) DIRITTI INDISPONIBILI: annoverabili quelli che fanno capo allo Stato, agli EP e alla famiglia (1° fra

tutti il bene della vita)

- caso 19: Corte Costituzionale ha dato ragione (trapianto ghiandole sessuali ammissibile, solo se migliorano xò anche

salute psico-fisica del consenziente – eccezionalmente - dottrina NON d’accordo)

5. Esercizio di un diritto

Caso 20 – una nota giornalista pubblica un libro con addebiti obiettivamente diffamatori a carico di PdR e dei suoi

familiari (accusati di strumentalizzare la carica x conseguire vantaggi illeciti): è reato di diffamazione?

Caso 21 – scioperanti a braccetto circondano crumiro e gli impediscono di entrare al lavoro: è reato di violenza

privata?

- art. 51 cp: ‘esercizio di un diritto esclude la punibilità’ qui suo iure utitur neminem laedit

- ragione scriminante = prevalenza di norma autorizzatrice rispetto a incriminatrice

- se norma penale > autorizzatrice = problemi Criteri interpretativi: CGS

- che criterio prevale?: Cronologico

Gerarchico

1) criterio CRONOLOGICO = lex posterior derogat legi priori Di Specialità

2) criterio GERARCHICO = lex superior derogat legi inferiori

3) criterio DI SPECIALITA’ = lex specialis derogat legi generali

- anche diritto indicato tassativamente da legge = sottoposto a limiti (nel rispetto di altri limiti sanciti da OG ed

egualmente legittimati a essere esercitati):

1) limiti INTERNI = discendono da natura giuridica stessa della norma che autorizza esercizio del diritto

2) limiti ESTERNI = discendono da complesso di norme in cui compresa norma autorizzatoria

- diritti tutelati e caratterizzati da scriminante di ‘esercizio del diritto’: diritto di cronaca giornalistica, diritto di sciopero,

ius corrigendi, i cd. offendicula

- IUS CORRIGENDI = potere di correzione con percosse, privazione libertà, offese ecc. (di solito del genitore; ma

sempre + messo in discussione – cfr sentenza del 2000 x rischio di carcere a padre che ha dato schiaffone a figlio che

aveva rubato alla madre cfr art. 571 cp x abuso di mezzi di correzione - ); delegabile da genitori a 3i (educatori ecc.)

ma non esercitabile arbitrariamente da 3° estraneo

- OFFENDICULA = insieme dei mezzi di protezione della proprietà di un soggetto (filo spinato, cocci di vetro su

muro di cinta ecc.) idonei a comportare lesioni a soggetti 3i che intendono invadere la proprietà altrui

- offendicula = un tempo assolutamente ammessi; oggi ammessi solo se utilizzo e danno sono proporzionali a valore del

bene da proteggere

- caso 20: diritto di cronaca autorizza giornalista a ‘diffamare’ (in realtà a parlare) di illeciti di PdR e suoi familiari

(quindi diritto tutelato quanto + ‘diffamazione’ si avvicina a verità)

- caso 21: esercizio di diritto di sciopero x ½ di cd picchettaggio vs. diritto di non scioperanti di recarsi al lavoro (deve

essere tutelato anche qt.!) 34

6. Adempimento di un dovere

Caso 22 – trasportatore e titolare di deposito di carburante commettono una contravvenzione x svolgimento propria

attività a seguito di ordine impartito da legale rappresentante di compagnia petrolifera

Caso 23 – ufficiale cassiere di capitaneria di porto compie operazioni contabili illecite (peculato e falso ideologico) x

ordine del comandante

- art. 51 cp: ‘l’adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica o da un ordine legittimato della pubblica

Autorità, esclude la punibilità’

1) adempimento di un dovere imposto dalla legge: problema se ordine deriva da fonte 2aria (x alcuni opera

principio di riserva di legge anche x cause di giustificazione) tesi da abbandonare

2) adempimento di un dovere derivante dall’Autorità: necessario verificare vincolo di subordinazione

superiore/sottoposto

- limiti a dovere di eseguire ordine (x pubblici funzionari e x tutti gli operatori dei pubblici servizi) = ricorrenza di

PRESUPPOSTI FORMALI E SOSTANZIALI x determinare legittimità di ordine stesso

A) PRESUPPOSTI FORMALI: verifica se superiore ha facoltà di imporre ordine e sottoposto ha capacità di

ottemperare

B) PRESUPPOSTI SOSTANZIALI: verifica se il superiore ha rispettato i normali presupposti previsti x

emanazione dell’ordine

- se ordine = legittimo subordinato può sindacare legittimità di ordine ricevuto?

- orientamenti + recenti = sì, sia x presupposti formali che sostanziali del ‘dovere’ da adempiere

- ctrl di subordinato non può invadere la competenza del superiore gerarchico (più aumenta grado di subordinazione più

diminuisce possibilità di operare sindacato di legittimità dell’ordine da parte di subordinato)

- se legge stabilisce che subordinato deve ctrl legittimità del dovere impostogli (e non lo fa) risponde di illecito

penale eventualmente commesso a seguito di adempimento del dovere illegittimo

- sennò esecutore non punibile x:

1) x errore di fatto ha creduto legittimo il dovere imposto (e lo realizza) (es. segretario applica

interpretazione di legge data dal rettore)

2) non autorizzato dalla legge a intervenire x ctrl legittimità di dovere impostogli (cd ordini illegittimi

vincolanti) es. organi di PS, pompieri ecc.: troppo ctrl paralizzerebbe attività

- ma art. 17 comma 3° dello statuto degli impiegati civili dello Stato obbliga impiegato a non eseguire

ordine di superiore se atto = vietato da legge penale

- art. 66 comma 4° legge 121/1987 (disciplina Polizia di Stato) obbliga appartenente PS non eseguire ordine

costituente reato (cfr anche art. 25 comma 2° regolamento di disciplina militare)

- caso 22: compagnia petrolifera è privata (e quindi non vale qt. scriminante, ma valutabile situazione x responsabile

agente-reo sottoposto a condizionamento)

- caso 23: ufficiale contabile di capitaneria deve opporre rifiuto (sennò = penalmente corresponsabile di reati commessi)

7. Legittima difesa

Caso 24 – proprietario di un fondo sorprende ladro a rubare cavolfiore; spara in aria e ladro scappa; xò proprietario

continua a inseguire e a sparare; allora ladro reagisce e spara a sua volta, ferendo proprietario.

Caso 25 – Il noto calciatore Re Lecconi(1977) inscena rapina x scherzo in gioielleria (e viene ucciso dal gioielliere)

- art. 52 cp: ‘non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto

proprio od altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa’

- legittima difesa = residuo di autotutela che OG riconosce ai singoli (a garanzia dei loro interessi se intervento di

Autorità non può essere tempestivo)

7.1) - due perni x autodifesa:

1) CONDOTTA OFFENSIVA

2) CONDOTTA DIFENSIVA

- condotta minacciosa = solo da essere umano

- sia omissione che commissione (+ frequente) con aggressione ingiusta (contra jus) che mette in pericolo BG

altrui

- reazione ok anche se soggetto che aggredisce = immune (non punibile)

- no legittima difesa se 2 soggetti = rissa (non inevitabile x 1 dei 2 soggetti; non realizzabile con sola condotta

di altro dei 2 soggetti)

- rissa = coinvolge entrambi i soggetti (in base a volontà di entrambi avevano in signoria possibilità di

realizzare)

7.2) - ricorso a autodifesa = ok se NECESSARIO x difesa di bene oggetto di tutela penale

- reazione contro aggredito = ok se necessaria x conseguire obiettivi di tutela previsti da legge (no altri mezzi x

simile obiettivo)

- FUGA = mezzo x evitare aggressione (ma ammissibile solo se da essa non discendono conseguenze x beni

propri o di 3i + gravose che uso di autotutela) la fuga è legittima difesa?

 35

- PROPORZIONE tra offesa e difesa del bene garantito (difesa non deve ledere bene di aggressore di rilevanza

superiore rispetto a quella dell’aggredito es. aggressione al bene della vita x rispondere a aggressione

patrimoniale)

- se beni offesi = OMOGENEI vedere grado di lesività che sussiste tra offesa e difesa

- se beni offesi = ETEROGENEI vedere criteri di valutazione costituzionale dei beni (ricorso norme extra-

penali)

- caso 24: esplosione in aria di colpo di fucile = proporzionata; spari contro ladro x ferire o uccidere NO

- caso 25: legittima difesa putativa: gioielliere credeva davvero a rapina; proporzione tra beni in conflitto (gioielliere era

minacciato x la vita e non solo x il patrimonio)

8. Uso legittimo delle armi

Caso 26 – Terroristi dei ‘Comitati autonomi operai’ mettono bomba a 2 ingressi laterali del Min.GG; due poliziotti

inseguono e uno raggiunge e spara a un terrorista, uccidendolo

- art. 53 comma 1° cp: ‘non è punibile il pubblico ufficiale che, al fine di adempiere un dovere del proprio ufficio, usa

o fa usare armi o altro mezzo di coazione fisica, quando vi è costretto dalla necessità di respingere una violenza o di

vincere una resistenza all’Autorità e cmq di impedire la consumazione dei delitti di strage, naufragio, sommersione,

disastro aviatorio, ferroviario, omicidio volontario, rapina a mano armata e sequestro di persona’

- uso legittimo delle armi = causa di giustificazione SUSSIDIARIA (applicabile se non ricorrono estremi x legittima

difesa o adempimento del dovere)

- ricorso = assolutamente NECESSARIO Autorità può ricorrere (o far ricorrere) SOLO a qt.

- ‘necessità’ = intesa come necessità di ricorrere a strumento coercitivo meno offensivo x dignità di soggetto che lo

subisce

- se soggetto oppone RESISTENZA (frappone ostacolo concreto x impedire dovere d’ufficio di Autorità)

- resistenza = comportamento attivo (semplice fuga x evitare cattura NON legittima uso delle armi x realizzare dovere

d’ufficio)

- resistenza = vinta con le armi SOLO se violenta (con uso di armi) e quindi pone FTvo pericolo x adempimento del

dovere d’ufficio

- caso 26: uso delle armi contro organi vitali NON giustificata (la fuga è resistenza passiva e non mette in pericolo un

bene); non bisogna confondere il comportamento successivo (la fuga) da quello precedente criminoso (mettere una

bomba); se fuggiaschi non usano armi, uso delle armi da poliziotto = ingiustificato

9. Stato di necessità

Caso 27 – Famiglia napoletana povera in canna e in stato precario di salute, sloggiata improvvisamente dalla propria

casa pericolante, occupa abusivamente un appartamento vuoto dello IACP

Caso 28 – Agenti dei NOCS (nucleo operativo di sicurezza) catturano 5 brigatisti che avevano sequestrato generale

americano e ne sottopongono uno a gravi violenze fisiche e morali x avere informazioni ritenute necessarie a salvare il

Paese da eversione

- art. 54 comma 1° cp: ‘non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé

od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti

evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo’

- bilanciamento tra due beni (quello dell’aggredito e quello dell’aggressore) che Stato non tutela (1 dei 2 deve

necessariamente soccombere)

- bene salvaguardato = inferiore, quasi uguale o di poco superiore a quello che soccombe

- NO stato di necessità se evento lesivo poteva essere evitato da aggredito

- NO stato di necessità se danneggiato contribuisce colpevolmente a determinazione di evento lesivo

- pericolo incombente = ‘grave danno alla persona’ (legittima difesa invece opera x qualsiasi forma di aggressione)

- stato di necessità = tutela solo vita e integrità fisica

- gravità danno: 1) PRINCIPIO QUALITATIVO = considera rango del bene offeso

2) PRINCIPIO QUANTITATIVO = considera grado di pericolo che incombe su bene

- deve esserci PROPORZIONE tra fatto lesivo e pericolo incombente sul bene (proporzione = OK quando rango di bene

aggredito > rango di bene sacrificato – facente capo a 3° innocente -)

- 2 prorogative di stato di necessità:

9.2) 1) SOCCORSO DI NECESSITA’: quando 3° soccorritore (non titolare del bene aggredito) interviene: stato

di necessità NON opera x soccorritore (ha obbligo di esporsi al pericolo) ma x salvare l’aggredito

2) COAZIONE MORALE: stato di necessità provocato da minaccia nei suoi confronti proveniente da altri

- art. 2045 cc: ‘quando chi ha compiuto un fatto dannoso vi è stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal

pericolo attuale di un danno grave alla persona, e il pericolo non è stato da lui volontariamente causato né era

altrimenti evitabile, al danneggiato è dovuta un’indennità, la cui misura è rimessa all’equo apprezzamento del giudice’

- caso 27: famiglia napoletana NON incriminabile (bene della vita/salute > patrimoniale); anche se corro in auto vs.

ospedale x far riattaccare arto e investo (non guidando pericolosamente) una persona e la uccido = stato di necessità 36

- caso 28: agenti NOCS NON giustificati (stato democratico ha altri mezzi x tutela contro eversione e ha obiettivo di

tutela dell’inviolabilità delle persone sottoposte a restrizioni di libertà – anche se pericolo = attuale come terrorismo -)

37

Capitolo 3 – La colpevolezza

Sezione I – Nozioni generali

1. Premessa

- reato = tipico, antigiuridico e COLPEVOLE (può essere mosso 1 rimprovero a soggetto-agente)

- COLPEVOLEZZA = se singolo (ogni singolo) ha potere di signoria su propria vita quotidiana e reagisce vs. ambiente

in modo delittuoso

- deve essere mosso almeno un rimprovero a titolo di ‘colpa’ (se soggetto non si sente in colpa non può poi esservi pena

e reinserimento nella vita sociale)

- dolo = volontariamente; colpa = involontariamente (ergo rimprovero sociale = x agenti dolosi)

- responsabilità personale = NON ‘personalità del reo’ ma necessità che ogni individuo non venga punito x fatti che

non ha commesso

- molte teorie sul carattere del reo (anche se alcuni caratteri + inclini a reato di altri) e sugli influssi ambientali

- COLPEVOLEZZA <> PERICOLOSITA’ SOCIALE (rimprovero mosso a soggetto-delinquente)

a) COLPEVOLEZZA = attiene strettamente a punibilità di soggetto che commette reato (volontariamente e

involontariamente)

b) PERICOLOSITA’ SOCIALE = attiene presunzione di pericolosità di un soggetto (+ propenso di altri a

continuare a delinquere privilegiata personalità di autore del fatto) oltre a pena meglio misure di

sicurezza

- varie teorie x specificare colpevolezza (psicologica, normativa ecc.):

2. Concezioni della colpevolezza: la concezione psicologica

- CONCEZIONE PSICOLOGICA: rapporto particolare tra autore e azione produttrice di un evento dannoso (voluto

o non voluto) previsto e prevedibile (relazione psicologica)

- ciascuno ha reazione vs. determinazione reato che si deve considerare = agli altri (priva di < gradazione o pregnanza)

- in qt. caso solo la valutazione dell’FTvo danno provocato dall’azione criminosa stabilisce con certezza quale grado

di pena deve essere inflitto a chiunque si macchia di reati

- agente-doloso = > presenza di elementi psicologici rispetto a agente-colposo

3. Segue: la concezione normativa

- CONCEZIONE NORMATIVA: punta determinazione sui mezzi adoperati x dare vita al reato (i motivi che hanno

spinto il soggetto a compiere l’azione criminosa) Concezioni: PNP

- valutazione + oggettiva della precedente (valuta elementi concretamente afferrabili) Psicologica

- concezione normativa di colpevolezza = serve anche x commisurare la pena Normativa

Preventiva della colp.

- giudizio di colpevolezza = NON stesso grado a tutti i soggetti (colpevoli in modo <>)

- esistono fatti commessi volontariamente che sono + o meno gravosi (esistono anche fatti involontari che possono

essere molto dannosi)

4. Orientamenti attuali

- orientamento attuale CONCEZIONE PREVENTIVA DELLA COLPEVOLEZZA = pena come strumento di

prevenzione (sia senso generale che speciale)

A) SENSO GENERALE = si cerca di evitare che altri soggetti della collettività possano commettere reati

B) SENSO SPECIALE = si cerca di evitare che lo stesso soggetto, autore di un primo reato, torni a delinquere

- concezione preventiva di colpevolezza: rilievo x 2 casi:

1) X MUOVERE RIMPROVERO A SOGGETTO: se fatto commesso era nei poteri di signoria del

soggetto-agente (poteva non commetterlo e invece lo ha commesso colpevolezza ‘soggettiva’)

- ‘colpevolezza obiettiva’ = prescinde da volontarietà o meno del soggetto di commettere il reato

- risultato: soggetto, consapevole del fatto che può essere incolpato anche di fatti che esulano suo potere di

signoria decide di astenersi totalmente da comportamento dubbio (eleva così standard di attenzione vs.

comportamenti lesivi)

2) PENA E GRADO DI PUNIZIONE DA INFLIGGERE: ‘PRINCIPIO DI PROPORZIONALITÀ’ tra delitto

e pena da infliggere (NON sproporzione tra i 2)

- proporzionalismo = nucleo di teoria preventiva della pena (NO sproporzione, neppure a fini deterrenti x società)

- NESSUNO può essere strumentalizzato a fini di politica criminale (perdendo così la dignità di uomo)

5. Struttura della colpevolezza

- quando l’individuo è ‘colpevole’? 38

- COLPEVOLE = soggetto imputabile, che mediante dolo o colpa ha commesso concretamente una fattispecie astratta di

reato, laddove non sussistano cause di esclusione della pena, che possano rendere lecita un’azione illecita Colpevolezza: IDCE

- struttura della colpevolezza: 1) imputabilità Imputabilità

2) dolo o colpa Dolo o colpa

3) determinazione e conoscibilità della fattispecie di reato Conoscibilità fattispecie

Esclusione non punibilità

4) esclusione di cause di non punibilità del reo

- imputabilità: capacità di intendere/volere+sensibilità+maturità mentale (x cui può sentire peso di delitto, al punto

da giustificare la comminazione di una pena nei suoi riguardi)

Sezione II – Imputabilità

1. Premessa

Caso 29 – una madre con problemi esistenziali si butta in una marrana col figlio: il figlio annega mentre la madre

viene salvata; una perizia psichiatrica evidenzia che la madre è affetta da depressione reattiva (malattia mentale molto

grave ma dalla prognosi favorevole)

Caso 30 – una donna affettivamente immatura nega propria gravidanza e al momento del parto uccide figlio con

condotta non controllata (cd reazione a corto circuito)

- art. 85 cp: imputabilità = capacità di intendere e di volere (reale inettitudine psichica di un soggetto normalmente

capace, quando compie un determinato atto (incapacità = anche solo transitoria))

- NON è capacità di volere in senso filosofico (libero arbitrio) vedi invece senso quotidiano di libertà del volere

- ogni individuo = influenzato da stimoli di ambiente esterno (e di altri consociati)

- volontà umana = libera se NON soccombe passivamente agli impulsi psicologici

- x avere effetto, la comminazione della pena deve essere avvertibile da soggetto-agente (s-a deve avvertire rimprovero

mosso e lasciarsene condizionare occorre maturità mentale)

- malato di mente = equiparabile a delinquente (in termini di punibilità)?

a) meglio se ‘imputabile’ x cercare di suscitare forma di responsabilità x azioni che commetterà in futuro

b) non paragonabile xò al comune delinquente sano di mente

2. La capacità di intendere e di volere

- se manca UNA SOLA capacità (di INTENDERE O di VOLERE) soggetto NON imputabile

- CAPACITA’ DI INTEDERE: possibilità di soggetto di rappresentarsi in modo corretto vs. realtà esterna (di

comprenderla in modo NON distorto) può quindi valutare entità e valore di azioni commesse e il peso nella vita

quotidiana

- CAPACITA’ DI VOLERE: facoltà del soggetto di comprendere l’entità delle proprie azioni e percepire se esse

possono e devono essere realizzate o meno (soggetto deve poter scegliere se compiere determinate azioni o meno)

- molti casi diminuiscono l’imputabilità di soggetto (le + importanti: minor età, infermità di mente, ubriachezza o

intossicazione da stupefacenti, sordomutismo, actio libera in causa):

3. Minore età

- incapacità di intendere e di volere = non x affezione mentale ma x immaturità (stato superato con trascorrere del

tempo e raggiungimento della > età)

- minor età = impossibilità di imputazione del soggetto

- art. 97 cp: incapacità all’imputazione di soggetto che, quando fatto compiuto, aveva meno di 14 anni (incapacità

assoluta, non ammessa prova contraria)

- art. 98 cp: incapacità accertabile da giudice x soggetti tra 14 e 18 anni

- da 18° anno in poi = piena imputabilità (salvo espressa dichiarazione di vizio parziale o totale di mente)

4. Infermità di mente

- art. 88 cp: infermità di mente = non solo x accertamento di una FTva malattia mentale, ma di una FTva

diminuzione di capacità di intendere e di volere, da connettere a tale malattia

- malattia mentale = impedisce al soggetto di comprendere FTva portata e entità di sua azione? Il soggetto riesce poi a

capire il grado punitivo della pena inflittagli?

- NON necessario inquadramento medico di malattia (ma rilevante incapacità FTva x fine giuridico)

- art. 90 cp: STATI EMOTIVI: non incidono su imputabilità (ma vengono cmq tenuti in considerazione se già prima

dimostravano una certa infermità di mente)

4.1) vizio di mente = TOTALE esclude del tutto la capacità di intendere/volere del soggetto (senza escludere cd

intervalli di lucidità – in cui soggetto può discernere gravità danno compiuto – concetto usato anche x 39

epilessia)

- anche transitoria = se totale = fa venire meno presupposti di infermità (cfr caso 29 – donna nella marrana)

4.2) vizio di mente = PARZIALE NON esclude del tutto capacità di intendere/volere

- giudizio su VdM totale/parziale = concezione quantitativa (NON rileva l’estensione della malattia stessa – quali o

quante parte della mente siano influenzate – MA il grado di gravità del suo manifestarsi)

- caso 30 (negazione gravidanza/uccisione figlio): non viene data rilevanza a ‘corto circuito’, ma alla permanente

immaturità affettiva di donna (una povera psicolabile…)

5. Ubriachezza e intossicazione da stupefacenti

- artt. 91-95 cp: disciplinano i reati commessi sotto etilismo o tossicodipendenza (fanno diminuire la capacità di

intendere e di volere)

- vari tipi di dipendenza (ubriachezza):

A) UBRIACHEZZA ACCIDENTALE: soggetto ubriacato con forza o x caso fortuito imputabilità

Diminuisce, ma non esclusa del tutto (come x chi si intossica volontariamente di stupefacenti)

B) UBRIACHEZZA VOLONTARIA (art. 92 cp): soggetto che si pone volontariamente in stato di

ubriachezza; è importante sapere se il soggetto commettendo fatto comprendeva cosa stava facendo (quindi

 Ubriachezza: AVPAC

è importante la determinazione di dolo o colpa) Accidentale 91

- tuttavia il codice non chiarisce se <> dolo o colpa (soggetto si è messo in condizione Volontaria 92

di minor capacità) Preordinata 93

Abituale 94

- x qt: dottrina consiglia di cercare di capire se ubriachezza = volontaria o involontaria Cronica 95

C) UBRIACHEZZA PREORDINATA: soggetto si ubriaca x commettere reato

che da sobrio non commetterebbe (alcool diminuisce freni inibitori e facilita la risposta ai propri impulsi

emotivi) aumento di pena!

D) UBRIACHEZZA ABITUALE (art. 94 cp): stato di costante intossicazione da alcool/stupefacenti x

soggetto che x qt. subirà aumento pena e misure di sicurezza (pericolosità sociale)

E) UBRIACHEZZA CRONICA (art. 95 cp): (anche intossicazione cronica): soggetto ha subito danni

psicologici gravi da stato continuo di intossicazione (che diminuiscono capacità intendere/volere)-

6. Sordomutismo

- art. 96 cp: prevede caso di sordomutismo (ma se il soggetto ha la capacità di discernere il proprio comportamento 

c’è imputabilità piena)

- 2 forme di sordomutismo:

1) DALLA NASCITA = inibisce totalmente sviluppo psicologico di soggetto affetto

2) TARDIVO = non inibisce patrimonio di conoscenze e sensazioni psicologiche acquisite nel tempo (prima di

malattia del soggetto) 7. Actio libera in causa (incapacità procurata)

- art. 87 cp.: ‘non si applica la disposizione della 1° parte dell’art. 85 cp – imputabilità deve sussistere ‘al momento’

della commissione del reato – a chi si è messo in stato di incapacità d’intendere e di volere al fine di commettere il

reato, o di prepararsi una scusa’

- cfr. ubriachezza preordinata (art. 92 comma 2° cp se uno si ubriaca x commettere reato o x prepararsi una scusa,

la pena è aumentata; cfr anche art. 93 x stupefacenti)

- cfr. actiones liberae in causa (da teologia morale, stato in cui si mette peccatore x far credere assenza di libera

volontà) agente era libero xò di porsi/non porsi in stato di incapacità

- es. ingerisco droga x uccidere fidanzata infedele, la carico in macchina ma faccio incidente involontario e la uccido

prima che droga faccia effetto (omicidio colposo e non intenzionale)

Sezione III – Struttura e oggetto del DOLO

1. Il dolo: funzioni e definizione legislativa

- art. 42 cp: DOLO = elemento principale di imputazione del fatto di reato a suo agente

- attiene 2 ambiti:

1) DOLO = elemento necessario a configurazione del fatto tipico (quando il dolo si materializza in un evento

FTvamente dannoso = max espressione di colpevolezza)

2) DOLO = indice di max colpevolezza x autore di fatto di reato (è > il danno dell’agente-doloso che di

agente-colposo): > riprovazione sociale x l’agente anche da parte di collettività 40

2. Struttura del dolo: rappresentazione e volontà

Strutt.: 1) previsione del dolo: elemento strutturale (senza dolo non si configura reato)

2) volontà del dolo: elemento strutturale x motivi detti al capo 1

3) evento dannoso o pericoloso = elemento OGGETTIVO del dolo (cioè quello che dolo FTvamente realizza)

- teorie su figura e configurazione del dolo:

a) TEORIA DELLA RAPPRESENTAZIONE: concepiva 2 elementi strutturali del dolo (volontà e

previsione) come elementi psicologici distinti, riferibili a situazioni completamente diverse (no connessione o

derivazione da un elemento all’altro)

b) TEORIA DELLA VOLONTA’: > rilevanza a elemento volontaristico (meglio e + di altri permette di

individuare il dolo E gli elementi di condotta; la rappresentazione era elemento implicito della volontà e quindi

come tale era importante)

- VOLONTA’ = maggiori problemi di inquadramento (è un fatto del tutto interiore dell’agente)

- volontà dell’atto = spesso determinata come circostanza x cui il s-a potesse comprendere il grado di dannosità di

propria azione (che cmq mette in atto) quindi s-a = autore del fatto con dolo

- criterio xò: NON possibile e NON lecito: +tosto vedere SE il reo era FTvamente mosso da una volontà precisa vs.

commissione del reato (volontà = criterio + rilevante x imputabilità vs. reo)

- volontà = criterio di imputazione che assicura > correttezza di legge penale vs. eventuale reo

2.1) RAPPRESENTAZIONE: cmq importante x’ deve esserci comprensione da parte dell’agente della realtà

circostante (sia FTva che giuridica)

- elementi descrittivi = conoscenza dei dati empirici della realtà che circonda il reo e azione criminosa

- elementi normativi = + problematici reo conosce legge che vìola?

se conoscenza = SUFFICIENTE STATO DI DUBBIO circa la rappresentazione (non indice di

 

sua mancanza e quindi NON indice di difficoltà di rappresentazione del dolo semmai indice di doppia

rappresentazione MA NON esclude sua rappresentazione)

- rappresentazione = NON deve essere ATTUALE (cioè puntata a conoscenza di ogni singolo elemento

dell’azione delittuosa) basta anche una RAPPRESENTAZIONE PARZIALE

2.2) DOLO = NON è un semplice elemento costitutivo della fattispecie di reato

+tosto = realizzazione consapevole del fatto tipico, sorretta da una precisa volontà

- DOLO <> MOVENTE (con cui può coesistere)

MOVENTE = motivazione psicologica del soggetto, spinta ulteriore a commissione di reato)

- con il ‘movente’ si capisce PERCHE’ il soggetto ha commesso il reato

- con ‘volontà’ si capisce che soggetto ha commesso reato CONSAPEVOLMENTE e VOLITIVAMENTE

- dolo = NON antecedente o susseguente al fatto di reato, MA CONTESTUALE a realizzazione del fatto (può

addirittura sussistere anche DOPO SUA REALIZZAZIONE, fino all’ultimo atto colpevole)

- dolo = caratteristica volitiva + o meno intensa (in base all’interesse di s-a a realizzare fatto di reato)

2.3) 2 diversi gradi di intensità del dolo:

1) DOLO D’IMPETO = intensità colpevole meno pronunciata di altre forme di dolo (fatto avviene

immediatamente alla sua determinazione decisionale)

2) DOLO DI PROPOSITO = carica offensiva ben + gravosa (richiede un lasso di tempo + ampio x realizzare

fatto di reato, rispetto a momento in cui viene deciso)

- comporta aggravante alla cd PREMEDITAZIONE (cfr art. 577 cp) che è situazione che protrae nel tempo la

realizzazione di un fatto di reato, ma è caratterizzata anche da ostinazione criminosa grave e riprovevole

3. Oggetto del dolo

- oggetto del dolo = FATTO TIPICO (e NON evento in senso naturalistico o giuridico)

- art. 47 cp: fatto tipico non si verifica senza dolo e dolo (rappres.+volontà) non si verifica se non è connesso al fatto tipico

- dolo = espressione di determinati fatti di reato; quindi:

a) se fatto tipico in forma libera: dolo = ha qualsiasi significato (purchè riconducibile all’ultimo atto idoneo a

determinare la specificazione del fatto tipico, prima di divenire incomprensibile)

b) se fatto tipico in forma vincolata: dolo = espressione di situazioni assolutamente necessarie x

configurazione del fatto tipico (come indicato da legislatore)

4. Dolo e coscienza dell’offesa

- dolo = coscienza di offesa arrecata?

offesa = effettiva lesione procurata al bene protetto

 coscienza = quando ci si rende conto della lesione che si sta x produrre (agendo delittuosamente) e

nonostante ciò si prosegue nella realizzazione

- coscienza dell’offesa = NON in senso puramente GIURIDICO (ma generale) = C’E’ SEMPRE!

- chi offende, anche se non conosce la legge, conosce gravità sociale di propria azione 41

- le situazioni astrattamente disciplinate dalla legge penale hanno origine da vita sociale (sempe)

- solo se i casi penali vengono creati a livello legislativo (legislatore ipotizza e legalizza situazioni penali non reali) 

non percezione sociale di danno

5. Forme di dolo. Cenni sulla problematica dell’accertamento

DOLO Descrizione

1 INTENZIONALE Dolo diretto di 1° grado = azione commessa volontariamente da reo in previsione di realizzazione di

uno scopo specifico il soggetto agente si prefigura già lo scopo criminoso da raggiungere e decide di

realizzare la condotta criminosa x perseguirlo

2 DIRETTO Dolo di 2° grado = si realizza quando il soggetto compie un’azione criminosa x realizzare NON evento

strettamente connesso a quel fatto, ma un evento dannoso ulteriore

il soggetto non agisce x’ si era prefissato lo scopo da raggiungere, ma x’ intende realizzare cmq uno

scopo criminoso (qualunque esso sia – quindi ulteriore rispetto a quello connesso al tipo di azione

realizzata altrimenti sarebbe voluto dal s-a -)

3 EVENTUALE Dolo indiretto = il s-a agisce volontariamente ma non aveva intenzione di provocare danno poi

verificatosi FTvamente

s-a NON aveva scopo preordinato a realizzazione di azione, né desiderava commettere l’azione

(quando ha agito si è solo prefigurata la possibilità che a quell’azione potesse conseguire fatto di reato)

- criterio di POSSIBILITA’ (agente considera possibile che al fatto possa seguire 1 effetto criminoso)

- criterio di PROBABILITA’ (fatto non solo possibilmente connesso a realizzazione dell’azione, ma

ha anche % di probabilità di realizzarsi FTvamente)

- accettazione del rischio = necessità che s-a si prefigga come possibile conseguenza criminosa di

propria azione e (nonostante probabilità alte di realizzazione) decide di agire cmq

4 ALTERNATIVO Azione realizzata dal s-a che può realizzare 2 eventi dannosi (agente non sa quale dei 2)

5 GENERICO Realizzazione volontaria di un fatto criminoso teso a realizzare una fattispecie di reato di qualsiasi tipo

(quindi dolo = generico) è dolo x il semplice fatto di aver rappresentato e voluto azione

6 SPECIFICO Fatto criminoso volontariamente realizzato x formare un fatto di reato specifico (particolarmente

rilevante x il s-a rispetto a altri)

7 DI DANNO Fatto criminoso che comporta totale e FTva lesione del BG cui si riferisce

8 DI PERICOLO Azione criminosa volontariamente realizzata che comporta semplice messa in pericolo del bene

giuridico penalmente protetto

DOLO IDEAGSDP

Sezione IV – La disciplina dell’errore

1. Premessa

- ERRORE = circostanza in cui il soggetto-agente compie una valutazione sbagliata su alcuni elementi essenziali del

reato (senza i quali il reato non potrebbe positivamente esistere) scusabilità del reo x l’azione sotto la spinta

dell’erronea convinzione

- 2 tipi di errore: 1) ERRORE DI FATTO: quando il s-a si rappresenta in modo errato le circostanze della realtà esterna

2) ERRORE DI DIRITTO: quando il s-a si rappresenta in modo errato la norma extra-penale o penale

e il suo significato

- errore = paragonato all’IGNORANZA della norma penale, x’ NON conoscere o conoscere erroneamente la norma

comporta effetti negativi sulla configurazione effettiva di reato

- errore di precetto (cioè sulla portata coattiva di pena) va a ricadere soprattutto su norma penale stessa

- se il soggetto si rappresenta erroneamente alcuni elementi del reato e della sua costituzione non penalmente

perseguibile (non c’è dolo) NON può maturare volontariamente la scelta criminosa (= ERRORE-MOTIVO falsa

 

rappresentazione della realtà esterna, che incide sul processo di formazione della volontà prima che qt. sia dichiarata

all’esterno)

- errore di fatto = deve riguardare elementi essenziali del reato

- se c’è errore su elementi NON essenziali errore = irrilevante (confusione tra 2 soggetti, oggetti che possono fungere

entrambi da adeguati elementi x configurazione del reato ecc. non è rilevante specificare con esattezza chi è colui

che subisce un reato o quali sono gli oggetti coinvolti: la punibilità del reato resta cmq)

2. Errore di fatto sul fatto

Caso 31 – un bracconiere scorge in un canneto una sagoma simile a cinghiale e spara: scopre poi che è un ragazzo

che è morto: omicidio?

Caso 32 – un uomo si congiunge carnalmente con ragazza minore di 14 anni (ma la credeva almeno 16enne x il

notevole sviluppo fisico)

- errore = ‘rovescio’ della componente conoscitiva del dolo. 42

- art. 47 comma 1° = ‘errore sul fatto che costituisce reato esclude la punibilità dell’agente. Nondimeno, se si tratta di

errore determinato da colpa, la punibilità non è esclusa, quando il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo’

- art. 47 cp comma 1°: disciplina quindi l’errore di fatto sul fatto esclude DOLO, ma non una forma diversa di

responsabilità penale il reo è cmq punibile x COLPA (se reato commesso era previsto da legge penale stessa in qt

termini)

- caso 31: bracconiere che uccide ragazzo scambiandolo x cinghiale errore =scusante (x dolo)

- irrilevanti invece scambio soggetti o scambio oggetti (error in persona o error in obiecto) che rivestono posizione

equivalente sul piano della fattispecie incriminatrice (es. uccido un altro credendo di colpire il mio nemico: fattispecie

omicidio tutela uomo in tutte le personificazioni, non solo 1 persona)

- scambio di cose ha rilevanze diverse x casi particolari (es. Tizio prende bici di un altro x’ di colore e forma = alla sua);

oppure cambia fattispecie (ingiuria – art 594 cp - invece che oltraggio a pubblico ufficiale – art 624 cp -); o incide su

aggravanti o attenuanti (art. 60 cp)

2.1) che disciplina dare all’errore prodotto da un soggetto non imputabile (affetto da infermità di mente)?

a) infermità che influenza la formazione dell’errore non scusante

b) infermità che NON influenza scusante (soprattutto se poteva essere

commesso da chiunque altro, vista la rilevanza delle circostanze che lo hanno determinato)

- caso 32: uomo che si congiunge con minore di 14 anni: errore NON scusante (x’ error aetatis non invocabile x delitti

contro morale pubblica e buon costume con < 14 anni – art. 539 cp -)

- art. 47 comma 2°: ‘l’errore sul fatto che costituisce un determinato reato non esclude la punibilità per un reato

diverso’ (es. Tizio si impossessa di una cosa altrui credendola smarrita: non furto – art. 624 - ma appropriazione di

cose smarrite – art. 647-)

- che disciplina dare a errore che cade su elementi degradanti del titolo di reato? (es. uccido Tizio credendo che abbia

prestato consenso alla propria uccisione: omicidio semplice – art. 575 – o del consenziente – art. 579 - ?)

- Fiandaca-Musco prevale ipotesi meno grave (analogia di disciplina di errore sulle cause di giustificazione – art. 59

comma 4° -) x’ riflette l’effettivo atteggiamento psicologico di agente.

3. Errore sul fatto determinato da errore su legge extrapenale

Caso 33 – Il padre di una studentessa dichiara un reddito familiare falso x avere il presalario x la figlia: imputato di

truffa ai danni dell’Opera Universitaria si difende dicendo che le dichiarazioni non veritiere dipendono da un’errata

interpretazione delle norme fiscali e delle norme che regolano la concessione dell’assegno x studio

- art. 47 comma 3°: ‘errore su una legge diversa da legge penale esclude la punibilità, quando ha cagionato un errore

sul fatto che costituisce il reato’

- es. l’agente che prende una cosa credendola propria non x’ la confonde con un’altra (errore cd di percezione) ma x’

erra sull’interpretazione di legge civile che disciplina rapporto di proprietà (errore cd. di valutazione): es porta via una

cosa venduta (ma non ancora consegnata) credendo che la proprietà si trasferisca con l’efettiva consegna e non col mero

consenso

- art. 47 comma 3°: prevede ipotesi di errore di diritto (ma l’art. 5 cp sancisce principio ignorantia legis non excusat)

contraddittorietà dell’ordinamento penale

- norma extra-penale conserva effetto scusante quando concerne cd elementi normativi del fatto penale (devono avere

medesima rilevanza sia che essi siano di natura giuridica sia che siano di natura fenomenica)

- efficacia scusante di norma extra-penale = OK anche quando concerne NORMA PENALE IN BIANCO

4. Errore determinato dall’altrui inganno

- art. 48 cp: ‘le disposizioni dell’art. precedente si applicano anche se l’errore sul fatto che costituisce reato è

determinato dall’altrui inganno: ma in tal caso del fatto commesso dalla persona ingannata risponde chi l’ha

determinata a commetterlo’

- errore = determinato anche ad opera di altro soggetto (<> dall’autore di reato) che agisce con artifici e raggiri x

sorprendere la buona fede del soggetto-agente altrui nei confronti dell’autore di reato

INGANNO

- dottrina = art. 48 NON agisce se il s-a si poteva rendere conto dell’inganno usando la normale diligenza (ma così art.

48 KO!)

- detto anche AUTORIA MEDIATA = vero e unico autore non è il soggetto-agente ma l’ingannatore

5. Reato putativo

- art. 49, comma 1°: ‘non è punibile chi commette un fatto non costituente reato, nella supposizione erronea che esso

costituisca reato’

- REATO PUTATIVO = il soggetto-agente crede di aver commesso reato (che nella realtà è inesistente): il reato è qui

IRRILEVANTE

- reato putativo = determinato anche dal fatto di aver agito ignorando l’esistenza di causa di giustificazione. 43

Sezione V - Il reato aberrante

1. Errore-inabilità

Caso 34 – Tizio, x uccidere Caio (presunto amante della moglie), infligge colpi di coltello a Sempronio (intervenuto x

separare i contendenti)

- con la ricorrenza dell’errore (di fatto o di diritto) = si verifica una divergenza concreta tra ciò che si VUOLE e ciò che

FTvamente si REALIZZA

- ABERRATIO ICTUS = divergenza x presenza dell’errore esecutivo (cioè sui modi di utilizzo dei mezzi con cui il

reato si determina)

- art. 82 comma 1° cp: ‘quando, per errore nell’uso dei mezzi di esecuzione del reato o per altra causa, è cagionata

offesa a persona diversa da quella alla quale l’offesa era diretta, il colpevole risponde come se avesse commesso il

reato in danno della persona che voleva offendere, salve, per quanto riguarda le circostanze aggravanti e attenuanti, le

disposizioni dell’art. 60’ un tempo solo x delitti cd di sangue (ora x tutti)

- aberratio ictus:1) MONOLESIVA = s-a colpisce un oggetto materiale o un soggetto passivo <> da quello previsto

x evitare che il s-a sia punibile solo x responsabilità oggettiva: VALUTARE FTva COLPA

Aberractio ID dell’agente

Ictus mono 2) PLURILESIVA = oltre all’evento dannoso l’agente provoca un altro/i evento/i che colpisce

plurilesiva

Delicti persone diverse il s-a risponde x il danno cagionato volontariamente E x resp. oggettiva x danni

causati erroneamente alle persone

- materia sanzionatoria: disciplina:

1) parte di dottrina = aumento della pena fino a ½ x ogni soggetto ulteriore danneggiato dal fatto erroneo

2) altra parte = solo un aumento generico di pena

3) ultima parte dottrina = applicare la disciplina dell’aberratio alla lesione voluta; alle altre lesioni si applica la

responsabilità oggettiva

- caso 34: aberratio ictus plurilesiva = Tizio risponde anche x lesioni a Sempronio anche se l’errore esecutivo non è

rimproverabile x imprudenza

2. Aberratio delicti

Caso 35 – Uno scioperante tira sasso contro autobus, ma sbaglia e colpisce in testa 1 passante

Caso 36 – Un giovane, nel congiungersi carnalmente con una minore di 14 anni le procura lesioni personali (strappo

della infibulazione degli organi genitali)

- ABERRATIO DELICTI = soggetto lede beni e interessi diversi da quelli che voleva colpire originariamente:

- art. 83: ‘fuori dei casi preveduti dall’articolo precedente, se, per errore nell’uso dei mezzi di esecuzione del reato, o

per altra causa, si cagiona un evento diverso da quello voluto, il colpevole risponde, a titolo di colpa, dell’evento non

voluto, quando il fatto è preveduto dalla legge come evento colposo’

- c’è responsabilità solo se c’è colpa (ma non tutti i delitti possono essere ricompresi in qt. categoria)

- se il delitto principale si concretizza s-a risponde a titolo di dolo anche in caso di aberratio

- caso 35: realizza un reato contro una persona (punibile anche a titolo di colpa) mentre tentava un reato contro il

patrimonio

- art. 83: capoverso: ‘se il colpevole ha cagionato altresì l’evento voluto, si applicano le regole sul concorso di reati’

- caso 36: concorso di reati: 1 doloso (congiungersi carnalmente con < 14 anni) e 1 colposo (danno a infibulazione) 44

Sezione VI – La coscienza dell’illiceità

1. La possibilità di conoscere il precetto penale

Caso 37 – Un medico, detentore di 2 pistole regolarmente denunciate, compra una 3a pistola e si presenta all’autorità

competente x denunciarne il possesso: l’autorità lo rassicura che le denunce precedenti sono sufficienti ai sensi di

vigente normativa x porto d’armi (invece è reato detenerne + di 2 senza licenza di collezione rilasciata dal questore)

- problema di CONOSCERE NORMA PENALE se il soggetto non conosce la normativa non può astenersi da

comportamenti penali; se non sa della legge non capirebbe neanche valore rieducativo della pena

- il s-a che non conosce legge: è davvero COLPEVOLE x il fatto stesso? Sì (anche se maturazione di sua volontà =

impossibile come concezione di illiceità)

- è necessario dare al soggetto la possibilità di conoscere la norma sempre + impo in qt. tempi in cui nascono sempre

+ reati di pura invenzione legislativa (che non hanno la carica di riprovazione sociale dei delitti cd naturali)

1.1) PRINCIPIO DELLA POSSIBILITA’ = impo x possibilità di s-a di conoscere norma penale

1) EVITABILITA’-INESCUSABILITA’ dell’ignoranza legge penale = se ignoranza criteri x inevitabilità: SOM

evitabile allora suo ricorso = NON scusabile

 Soggettivi

2) INEVITABILITA’-SCUSABILITA’ = dell’ignoranza legge penale = se ignoranza Oggettivi

su precetto non può essere evitata è scusabile (se ricorre) Misti

1.2) INEVITABILITA’ ricorre solo se quando:

A) CRITERI SOGGETTIVI = tengono conto di specifica personalità di s-a (se particolarmente rilevante: es.

straniero del tutto spaesato, persona di bassissima cultura ecc.)

B) CRITERI OGGETTIVI = legge penale oscura x chiunque la vuole conoscere (a prescindere da

caratteristiche di s-a)

C) CRITERI MISTI = soggettivi (es. diversa istruzione di soggetti) + oggettivi (es. emanazione di sentenze

contrastanti)

- x s-a che agisce SENZA coscienza di illecito: 2 situazioni distinte:

1) SOGGETTO PRESAGISCE ILLICEITA’ = si prefigura propria azione come evento penalmente illecito

e rilevante (e nonostante ciò decide di agire cmq) NON SCUSABILE (salvo che soggetto non si trovi di fronte a

dubbio oggettivamente irrisolvibile sul da farsi, sapendo che in mancanza di azione il danno si produrrebbe ugualmente)

2) SOGGETTO NON PRESAGISCE MINIMANENTE ILLICEITA’: scusabile (solo xò se ci sono motivi

oggettivamente leciti x non ritenere che gli fosse impossibile conoscere la norma penale)

- quindi in nostro OG: REATO = punibile solo x dolo o colpa (in modo concorrente)

dolo = elemento costitutivo del fatto tipico colpa = non coscienza dell’illiceità del fatto

- qt. COMPOSIZIONE DI COLPEVOLEZZA ricorre soprattutto x norme penali di legislazione speciale (che offre

modelli di reato in cui x avere dolo bisogna x forza postulare FTva conoscenza del fatto di reato)

- caso 37: errore scusabile (s-a era poi medico ed è quindi naturale che faccia affidamento su autorità + competente: <>

caso se fosse stato avvocato, magari penalista)

Sezione VII – Cause di esclusione della colpevolezza

1. Dolo e normalità del processo motivazionale; la cd inesigibilità

- COLPEVOLEZZA = valido criterio costitutivo di reato SE NON ricorrono circostanze anormali che la escludono

(es. situazioni obiettivamente non superabili che costringono s-a ad agire in 1 modo determinato – modo che così

integra la fattispecie penale -) INESIGIBILITA’ di un comportamento differente. Casi + evidenti:

 Cause di inesigibilità: SCSC

a) stato di necessità o coazione morale di soggetto Stato di necessità

b) situazioni socialmente rilevanti (anche se non conosciute a livello legale) Coazione morale

Socialmente rilevanti

c) conflitto di doveri (specie se richiesti da <> ordinamenti: es. OG ord.morale/relig.) (situaz.)

  Conflitto di doveri

- inesigibilità = NON può assumere ruolo ampliamente scusante (se si dice che reato è scusabile x’

non si poteva gire altrimenti, si deve poi cercare di capire x’ non si poteva agire altrimenti)

2. Scusanti legalmente riconosciute

- cause di esclusione di colpevolezza (CeC) = NON escludono antigiuridicità del fatto (resta cmq violazione di lex penale)

- semmai = NO rimprovero al s-a x aver commesso il fatto (CeC agiscono quindi SOLO x s-a cui si riferiscono)

- cause di esclusione legalmente riconosciute:

1) stato di necessità (grave pericolo x sé o persona cara) o coazione morale (s-a condizionato psicol. da altro soggetto)

Cause esclusione: 2) ordine criminoso della pubblica Autorità (<> da ordine ‘legittimo’ che porta a causa di giustificazione)

SOI se l’ordine dato dal superiore è insindacabile (x pressione psicologica di subordinato) = ok esenzione da

Stato di necessità responsabilità penale (ma il fatto rimane)

Ordine criminoso

Ignoranza 3) ignoranza (o errore) inevitabile-scusabile (come esposto sopra) 45

Sezione VIII – La colpevolezza nelle contravvenzioni

1. I criteri di imputazione soggettiva: dolo e colpa

- criterio imputabilità di DELITTI = DOLO (colpa = mera eccezione che ricorre nei casi previsti dalla legge)

- CONTRAVVENZIONI = basta anche solo la COLPA x configurare punibilità del fatto (art. 42 comma 2°)

- demandato a giudice giudizio se dolo o colpa (rileva a fini di abitualità , commisurazione della pena e di amnistia x reati colposi ecc.)

- scusabilità di buona fede in contravvenzioni vedi cause di esclusione di colpevolezza

 46

Capitolo 4 - Circostanze del reato

1. Premessa

Caso 38 – Tizio reagisce con un violento schiaffo alle ingiurie di Caio e gli provoca (non volendo) una grave scoliosi

del setto nasale con disturbi alla respirazione

- circostanze del reato = elementi che stanno INTORNO (circum stant) al reato o accedono a un reato già perfetto

(incidono NON sulla sua struttura ma sulla diversa entità della pena comminabile x quel reato)

- dette anche accidentalia delicti (possono anche mancare senza farne venir meno l’esistenza)

2. Classificazione delle circostanze

ACOIEA CIRCOSTANZE: classificazione

Tipo Descrizione

(A)ggravanti

A Circostanze che aumentano quantitativamente la pena-base prevista dall’OG x

quel fatto illecito

Attenuanti Circostanze che diminuiscono quantitativamente la pena-base prevista dall’OG x

quel fatto illecito

(C)omuni

C Aggravanti o attenuanti previste nella parte generale del cp (si applicano a un

(artt. 61, 62, 112, 114 insieme non predeterminato di reati)

cp)

Speciali Valgono solo x alcune fattispecie di reato

O (O)ggettive Attengono aspetti sostanziali della condotta criminosa (luogo, tempo, modalità

(art. 70 cp) d’azione ecc.)

Soggettive Attengono aspetti psicologici del soggetto-agente (intensità del dolo, grado di

colpa, qualità personali ecc.)

I (I)ndefinite Circostanze con tassatività descrittiva carente, non individuabili da giudice

E (E)strinseche Attengono fatti successivi (e NON l’esecuzione di reato)

Intrinseche Attengono la condotta illecita

A (A)ntecedenti, A seconda dei loro rapporti logico-temporali rispetto alla commissione del fatto

concomitanti e di reato

susseguenti

3. Criteri di identificazione delle circostanze

- x identificare circostanze = usare criterio di specialità (pone reato circostanziato e reato semplice in posizione di

‘specie’ e ‘genere’)

- reato circostanziato = è compreso nel genus del reato semplice (ne possiede tutti gli elementi) e in + ha determinati

caratteri di specialità (lo configurano come species)

- criterio di specialità = necessario x dare rilevanza a circostanze di reato (non disciplinate xò da legge problemi di

individuazione, da risolvere caso x caso)

- es. caso 38: lesione aggravata (ma x alcuni sarebbero un caso a sé, venendo a cadere il rapporto genus/species)

4. Criterio di imputazione delle circostanze

- riforma introdotta con legge 19/1990: introduce criterio di imputazione soggettiva delle circostanze di reato

- riformato art. 59 comma 2° cp: ‘le circostanze che aggravano la pena sono valutate a carico dell’agente soltanto se

da lui conosciute ovvero ignorate per colpa o ritenute inesistenti per errore determinato da colpa’

- con legge 19/1990 principio nulla poena sine culpa esteso anche a circostanze che aggravano la pena

- attenuanti = continua a vigere criterio di imputazione obiettiva (valgono x reo anche se non ne ha conoscenza – quindi

solo x loro obiettiva esistenza -)

- aggravanti = applicabili solo se reato doloso

- in reati colposi = sufficiente stabilire che aggravante poteva essere conosciuta da agente (ma egli l’ha ignorata x colpa)

4.1) art. 60 cp: ‘nel caso di errore sulla persona offesa da un reato, non sono poste a carico dell’agente le

circostanze aggravanti, che riguardano le condizioni o qualità della persona offesa, o i rapporti tra offeso e colpevole.

Sono invece valutate a suo favore le circostanze attenuanti, erroneamente supposte, che concernono le condizioni, le

qualità o i rapporti predetti’

- es. uomo tenta di uccidere il proprio nemico e invece uccide uno che in realtà è il proprio padre: omicidio semplice e

non parricidio 47

- errore = tipo di fattore che può deformare la realtà concreta e la sua corretta percezione (senza soffermarsi sul

carattere colpevole o meno dello stesso)

- circostanze aggravanti NON sono volute dal soggetto (anche se l’errore ha determinato il soggetto all’illecito) 

imputazione soggettiva di aggravanti

- deroga a principio oggettivo di attenuanti = valgono attenuanti anche nel caso che il soggetto commetta un errore

(es. Tizio mi aggredisce e gli sparo, ma colpisco Caio attenuanti come se avessi colpito Tizio)

- art. 60 comma 2°: ripristina i criteri generali di imputazione ‘qualora si tratti di circostanze che riguardano l’età o

altre condizioni o qualità, fisiche o psichiche, della persona offesa’

5. Criteri di applicazione degli aumenti o delle diminuzioni di pena

- distinzione ulteriore di circostanze x valutare come deve variare quantità di pena applicata a seguito di imputazione al

reo di aggravanti o attenuanti:

1) circostanze ad efficacia comune = dipende dalla pena ordinaria x quel reato (aumenta/diminuisce con

valore frazionario max di 1/3)

2) circostanze ad efficacia o effetto speciale = art. 63 comma 3° comportano aumento/diminuzione

superiore a 1/3 (art. 63 modificato da lex n.400/1984)

2.1) circostanze autonome = modifica la specie di pena prevista x il reato

2.2) circostanze indipendenti = comportano aumento/diminuzione senza considerare ammontare

della pena ordinaria

6. Concorso di circostanze aggravanti e attenuanti

- se circostanze attenuanti e/o aggravanti si presentano x stesso reato:

1) concorso omogeneo di circostanze (tutte aggr. O tutte att.)

- art. 69 cp: ‘quando in un reato ad una circostanza aggravante accede un’altra circostanza aggravante,

ovvero ad una circostanza attenuante accede un’altra circostanza attenuante, il giudice applicherà al caso

concreto la circostanza che importa, rispettivamente, il maggior aumento o la maggior diminuzione della

pena’

2) concorso eterogeneo di circostanze (alcune attenuanti e alcune aggravanti)

- art. 69 cp: ‘il giudice deve operare un giudizio di equivalenza, ovvero di prevalenza delle une circostanze

sulle altre’ principio del bilanciamento (4° comma art. 69 cp)

- giudice applica aggravante O attenuante (se 1 prevale su altra) o NON applica del tutto (se si equivalgono)

7. Applicazione delle circostanze e commisurazione della pena

- art. 133 cp: criteri di imputazione e commisurazione dell’entità delle circostanze di reato (e della loro FTva influenza

su reato) e criteri discrezionali di commisurazione della pena al reo da parte del giudice

- NE BIS IN IDEM = divieto di imputare due volte allo stesso soggetto, un medesimo fatto di reato: ogni soggetto

agente può essere punito una sola volta x il fatto di reato commesso (vale anche x valutare le circostanze di reato, non

computabili due volte ai fini della comminazione della pena)

- inoltre (art. 133 cp): lo stesso fatto NON è computabile 2 volte (come reato e come circostanza, magari aggravante)-

8. Le singole circostanze aggravanti comuni

- art. 61 cp: ‘catalogo’ di circostanze aggravanti comuni:

ARTICOLO 61 CP: AGGRAVANTI COMUNI

(TOPSALDAAPD)

1 T Aver agito per motivo (T)urpe o futile ‘motivo’ = molla, impulso, istinto che spinge

soggetto ad agire;

- motivo = turpe (abietto) quando offende la

sensibilità di qualsiasi uomo di media moralità

- motivo = futile quando c’è sproporzione profonda

tra movente di reato e azione delittuosa commessa

(azione delittuosa esagerata non giustificata da

scarsa pregnanza di motivo)

2 O Aver commesso un reato per eseguirne o Soggetto-agente commette un reato-mezzo per

(O)ccultarne un altro realizzare conseguenze penali di un reato-fine;

- anche se reato-fine non si compie = aggravanti

aggiunte a reato-mezzo compiuto

3 P Aver agito (nei reati colposi) nonostante la (P)revisione dell’evento

4 S Aver operato (S)evizie o aver agito con crudeltà ‘sevizie’ = inflizione di sofferenze fisiche non 48

verso le persone necessarie x realizzare reato;

‘crudeltà’ = inflizione di sofferenze morali che

oltrepassano normale sentimento di umanità (inutili

ai fini del reato)

5 A Aver agito in modo da (A)pprofittare di circostanze ‘minorata difesa’ = quando vittima di 1 reato si

particolari di tempo e di luogo (tali da ostacolare la trova in stato di particolare vulnerabilità (il soggetto-

pubblica e privata difesa) agente è a conoscenza di tale stato del soggetto

passivo e ne approfitta per ricavarne un vantaggio)

6 L Aver commesso un reato nel tempo in cui ci si è ‘latitanza’ = quando soggetto evita applicazione di

sottratti all’esecuzione di una misura coercitiva (la misure coercitive dello Stato o evade da 1 misura

detenzione) spedita per un precedente reato coercitiva già applicatagli; aggravante = x maggior

pericolosità criminale essendosi volontariamente

(L)atitanza ribellato a punizione prevista da ordinamento

penale.

7 D Aver agito, nei reati contro il patrimonio, in modo da Danno economico = da valutare

cagionare un (D)anno di rilevanti proporzioni OGGETTIVAMENTE, e non in base a capacità

economiche del danneggiato (se è benestante avrà

meno danno)

- danno patrimoniale = da valutare in base a

circostanze presenti nel momento in cui fatto =

commesso

8 A Aver (A)ggravato o tentato di aggravare le conseguenze del reato commesso

9 A Aver commesso reato con (A)buso dei propri poteri Qualifica di pubblico ufficiale/ministro di culto deve

inerenti alla qualifica di pubblico funzionario, o aver agevolato commissione di reato stesso e che

anche di ministro del culto agente (consapevole di potere) ne approfitta x

commettere reato

10 P Aver commesso un reato contro un (P)ubblico - pubblico ufficiale e incaricato pubblico servizio =

ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni o anche cfr artt. 357 e 358 cp

contro un ministro del culto cattolico - ministri di culto = vedi nei rispettivi ordinamenti

religiosi

- agenti diplomatici o consolari = vedi dir.internaz.

(no se capo di stato o funzionario di stato estero,

quindi NON aggravante)

11 D Aver commesso il reato con abuso di relazione Commettere reato contro subordinato (abuso di

(D)omestica o di coabitazione o con abuso di autorità) anche tra persone che coabitano (non

autorità necessariament permanentemente) in ambiente

domestico

9. Le singole circostanze attenuanti comuni (RIFDDR)

ARTICOLO 62 CP: ATTENUANTI COMUNI

1 R Aver agito per motivi di particolare Soggetto commette reato x motivazione morali non solo

(R)ilievo morale o sociale soggettive ma anche condivise da tutti

2 I Aver reagito in stato d’(I)ra ad un Attenuante della cd ‘provocazione’ (azione non solo

comportamento particolarmente ingiusto antigiuridica, ma anche contraria a normali regole del

vivere civile e reagisce con stato d’animo particolare, che

fuoriesce dai suoi poteri di autocontrollo)

3 F Aver agito sotto spinta emotiva di una Ratio di attenuante = essere in mezzo alla folla può

(F)olla in tumulto, quando la riunione non spingere a atti di ribellione che normalmente non si

sia vietata e sempre che il soggetto non sia commetterebbero

delinquente abituale

4 D Aver cagionato, nei reati contro il Come aggravante simile ma al contrario: danno di

patrimonio, un (D)anno di speciale tenuità scarsissimo valore

5 D Aver concorso, oltre al fatto illecito del - 2 elementi necessari:

colpevole, anche il fatto (D)oloso 1) materiale = evento doloso di offeso si pone nella catena

dell’offeso nella commissione del reato ai causale che dà vita al reato

suoi danni 2) psicologica = offeso vuole FTvamente procurare danno

a se stesso

- danno di offeso NON concausa sopravvenuta x reato di s-

49

a

6 R Aver operato, prima del giudizio e dopo la 2 circostanze:

commissione del reato, in modo da 1) s-a deve ravvedersi del reato commesso

(R)isarcire totalmente il danno commesso, 2) s-a ravveduto si opera x estinguere totalmente

ovvero attenuarne le conseguenze conseguenze di reato (risarcimento) o x attenuarle

10. Circostanze attenuanti generiche

- art. 62 bis cp: circostanze attenuanti generiche (diverse da quelle di art. 62 cp e valutabili da giudice

discrezionalmente x diminuire la pena)

- art. 62 bis = ‘appendice’ di art. 133 a fini di riduzione del minimo edittale della pena

- non utilizzabili 2 volte (ne bis in idem sostanziale) e non elencabili (essendo discrezionali x giudice) circostanze

non tipizzate, desumibili solo dai casi concreti nelle loro infinite sfumature

- considerabili sempre come UNA circostanza e soggette a principio del bilanciamento (art. 69 comma 4°)

11. La recidiva

- RECIDIVA = speciale circostanza aggravante (indicata espressamente da art. 99 cp)

- RECIDIVA = ‘ricaduta’ nel reato da parte del soggetto-agente e si verifica quando soggetto, già imputato x un

precedente reato, ne commette un altro

- quando recidiva = ordinamento penale riconnette aumento di pena-base prevista x nuovo delitto (il soggetto-agente

non è stato redarguito sufficientemente da applicazione di 1a pena)

- 3 forme di recidiva:

1) RECIDIVA SEMPLICE (art. 99 comma 1°) = soggetto commette nuovo

reato dopo essere già stato imputato con sentenza di condanna irrevocabile Recidiva: SAsAiR

Semplice

aumento pena = max 1/6 di pena ordinaria prevista

 Aggravata Specifica

2) RECIDIVA AGGRAVATA (art. 99 commi 2° e 3°) = soggetto commette Infraquinquennale

reato della stessa specie di quello x cui è stato precedentemente imputato

AGGRAVATA SPECIFICA

RECIDICA Reiterata

- se commesso nuovo reato entro 5 anni successivi a condanna x precedente illecito

RECIDIVA AGGRAVATA INFRAQUINQUENNALE

- aumento pena = max 1/3 di pena ordinaria

3) RECIDIVA REITERATA (art. 99 comma 4°) = soggetto già recidivo commette nuovo reato

aumento pena ½ se recidivo aggravato specifico

 aumento fino a 2/3 se recidivo aggravato infraquinquennale

- con riforma del 1974: non obbligatorio aumento pena, ma facoltativo x giudice (che ha quindi rilevante potere

discrezionale in valutazione della recidiva e di sua applicazione)

- recidiva = non circostanza in senso tecnico, ma quasi 1 indice di commisurazione della pena (come indici di art. 133

cp)

- recidiva = comparabile x bilanciamento (art. 69)

- giurisprudenza recidiva ok come criterio e non come circostanza (quindi incide x libertà condizionale, riabilitazione

ecc.)

- dottrina se recidiva ok x’ giudice rimuove effetto principale di recidiva e ne tiene conto x FTi minori?

 50

Capitolo 5 – Delitto tentato

1. Premessa : la consumazione del reato

Caso 39 – Un ladro ruba solo alcuni oggetti x cause indipendenti da sua volontà: furto consumato o tentato?

- CONSUMAZIONE DI REATO: compiuta realizzazione di tutti gli elementi che configurano in modo astratto una

fattispecie di reato (e indicati come tali)

- REATI DI MERA CONDOTTA: consumazione avviene quando agente mette in atto concretamente l’azione

criminosa

- REATI DI EVENTO: reato = CONSUMATO quando, oltre alla realizzazione dell’azione si verifica anche l’evento

dannoso connesso al reato

- concetti di ‘consumazione’ e ‘tempi di attuazione’ importanti x’: consumazione: SPATI

Successione leggi

1) SUCCESSIONE LEGGI PENALI NEL TEMPO: stabilire quale norma applicare Prescrizione

2) PRESCRIZIONE: stabilire il termine da cui decorre la prescrizione dell’azione penale Amnistia e indulto

3) AMNISTIA E INDULTO Territorio

4) COMPETENZA TERRITORIALE Italiana o straniera

5) PREVALENZA DI LEGGE ITALIANA RISPETTO A STRANIERA

- caso 39: il delitto è, chiaramente, consumato: basta anche l’apropriazione di un solo oggetto x perfezionare il reato di

furto

2. Delitto tentato: in generale

Caso 40 – La figlia cerca di uccidere il padre contadino friulano avvelenandogli il vino: il padre accusa solo mal di

stomaco x’ lo travasa (e sicuramente anche x’ ha lo stomaco corazzato… )

Caso 41 – Un ambulante porta in macchina scatole di sigarette (in realtà riempite di patate)

Caso 42 – Una banda si apposta vicino a una banca con pistole, calze per mascherarsi, guanti, sacchi ecc.

- DELITTO TENTATO O TENTATIVO: realizzazione da parte del s-a di elementi di fattispecie criminosa che xò

non giungono a compimento (ma che sono in grado di manifestare l’intenzione penalmente illecita del s-a)

- 3 criteri a fondamento di punibilità del tentativo:

1) oggettivo: tentativo perseguito penalmente x’ comporta possibilità di mettere in criteri di punibilità tentativo OSM:

Oggettivo

pericolo i BG penalmente tutelati cui si rivolge offesa Soggettivo

2) soggettivo: tentativo perseguito x’ esprime pericolosità caratteriale, animosità Misto

ribelle del s-a

3) misto: punisce pericolosità del s-a e le condotte che l’OG penale deve reprimere per non perdere fiducia da

parte dei consociati

- + importante = oggettivo (soggettivo troppo basato su personalità del reo, misto no x’ misto, appunto)

- dottrina: tentativo = molto meno grave (meno pericoloso socialmente e minor punibilità) di delitto consumato

- tentativo = POTREBBE ledere BG protetto (idoneità a) ma non lo fa

- tentativo = NON delitto imperfetto (è perfetto!: ha i 3 elementi di TAC – tipicità, antigiuridicità, colpevolezza -)

3. L’inizio dell’attività punibile

- quando si può determinare che il tentativo è realizzato (anche se parzialmente)?

- tentativo = punibile da quando mette in pericolo BG protetto viene cioè raggiunta la SOGLIA DI PUNIBILITA’

- punibile nel momento che intercorre tra preparazione e esecuzione del tentativo

- pericolo concreto = punibile (x’ oggi si tende a considerare il tentativo come fondamento della punibilità in modo

oggettivo) fine = tutelare anticipatamente BG protetto

- delitto tentato <> delitto mancato:

- TENTATIVO INCOMPIUTO o DELITTO TENTATO in senso stretto: se azione non si compie

- TENTATIVO COMPIUTO o EVENTO MANCATO: se non si verifica evento

- differenza da codice Zanardelli, oggi abbandonata

- ‘800: atti meramente preparatori = atti che condizionano solo la sfera di s-a

atti esecutivi = condizionano la sfera di 3i, ledendola

- OGGI: idoneità e univocità degli atti realizzanti il tentativo

4. Idoneità degli atti

- art. 56 comma 1° cp: TENTATIVO = 1) se AZIONE NON SI COMPIE (tentativo incompiuto)

2) se EVENTO NON SI VERIFICA (tentativo compiuto)

- IDONEITA’ = capacità potenziale, attitudine di un ATTO a essere confacente a fattispecie astratta di reato 51

- idoneità = riferita all’atto e non al mezzo (MEZZO = strumento usato x commettere reato, ATTO = impiego del

mezzo)

- in base alle circostanze: es. spillo = mezzo adatto (se voglio uccidere emofiliaco); sparo = mezzo inadatto (se voglio

uccidere da 20 km di distanza): caso 40: inidoneità del tentativo (la figlia doveva mettere + veleno x avere tentativo;

come ad. sparare con pistola a salve, usare attrezzo non adatto a forzare una cassaforte, ecc.)

- idoneità = NON ha niente a che vedere con VOLONTA’ di s-a (basta che comportamento sia idoneo a provocare

illecito)

- idoneità = intesa in senso OGGETTIVO (ma un atto che sembrerebbe ininfluente può essere idoneo x > conoscenza

del s-a)

- idoneità = requisito OGGETTIVO che tiene conto di conoscenza SOGGETTIVE di s-a

- giudice deve usare criterio della PROGNOSI POSTUMA (si pone ‘all’inizio’ dell’azione criminosa e valuta la

conoscenza che poteva avere un uomo medio) analisi a posteriori delle conoscenza del s-a

- prognosi postuma = A BASE PARZIALE (esamina solo circostanze conoscibili da s-a che potevano spingere ad

azione criminosa – NON altre, importanti, ma che s-a non conosceva -)

- GRADO di idoneità = quanto in concreto atti sono idonei a configurare 1 tentativo di reato

- dottrina oscilla tra ‘non impossibilità’ dell’atto e ‘probabilità effettiva’ che l’atto dia corso a tentativo

- OGGI = atto deve avere ‘probabilità assoluta’ di realizzare tentativo (punito x sua capacità di porre in pericolo BG

protetto)

5. Univocità degli atti

- univocità degli atti = atti tutti intenzionalmente diretti a determinazione di medesima condotta criminosa (sennò si

dilaterebbe quantità di atti che s-a, ampliando troppo ventaglio di fattispecie possibili)

- atti univoci (AU) = atti che lasciano prevedere come verosimile la realizzazione del delitto compiuto

- AU = atti che verosimilmente avrebbero raggiunto 1 obiettivo (se non fosse intervenuto fattore paralizzante)

DOTTRINA: - univocità in senso soggettivo = criterio di prova in sede processuale x dimostrare tentativo

(guardare tutto, anche personalità del s-a) OPPURE:

- univocità in senso oggettivo = criterio di essenza (guardare a intrinseca univocità e pericolosità,

come criterio oggettivo)

- CAUSA DI INTERRUZIONE = requisito indipendente da volontà di autore (sennò sarebbe ‘desistenza volontaria’ o

‘recesso attivo’) impo x definire tentativo

- caso 41: finché l’ambulante non toglie scatole di patate-sigarette dalla macchina e le mette in vendita = NON c’è reato

- c’è univocità invece nel caso 42: non ci può essere dubbio alcuno sui fini della banda appostata

6. Elemento soggettivo

- elemento soggettivo del tentativo = SOLO con DOLO (è inconcepibile un tentativo colposo - involontario -)

- il dolo del tentativo è uguale a quello della consumazione?

- dottrina: differenza tra delitto 1) consumato e 2) tentato solo sul piano oggettivo (1) comporta effettiva violazione

BG, 2) solo sua messa in pericolo)

- DOLO: uguale x 2 tipi di reato (x’ sono soggettivamente uguali)

- dottrina + recente: dolo del tentativo <> dolo eventuale (esprime la fattispecie del reato consumato)

- DOLO EVENTUALE = comportamento del s-a (anche se non voluto) ma POSTO IN ESSERE (s-a si assume così il

rischio della propria condotta)

- tentativo = NON c’è semplice assunzione di rischio eventuale, ma volontà concreta delle proprie azioni (anche se

poi l’‘azione non si compie’ o l’‘evento non si verifica’)

- x qt.: tentativo <> dolo eventuale

7. Il problema della configurabilità del tentativo nell’ambito delle varie

tipologie delittuose

- tentativo = NON possibile x tutti i tipi di reato:

1) reati (P)ermanenti: tentativo punibile se reato frazionabile

2) reati (U)nisussistenti: esauriscono carica offensiva con realizzazione di unico atto (es. ingiuria verbale)

3) (C)ontravvenzioni: meno offensive di delitti (quindi non vale la pena di punire tentativo)

4) reati di (P)ericolo: illogico punire il pericolo di un pericolo (si anticiperebbe MAI tentativo x: PUCPACPOCCA

troppo la soglia di punibilità) Permanenti

5) reati (A)ggravati dall’evento: se evento ulteriore può realizzarsi indipend. da Unisussistenti

esaurimento di condotta vietata Contravvenzioni

6) reati (C)ondizionati: c’è tentativo solo se si verifica la condizione obiettiva di Pericolo

Aggravati dall’evento

punibilità (non importa invece se la condotta tipica non si perfeziona) Condizionati Colposi

7) reati (P)reterintenzionali (reati che producono eventi + gravi non previsti o Preterintenzionali

Omissivi

Colposi 52

Consum. anticipata e Attentato

Abituali

voluti dal s-a): s-a punibile x volontarietà e FTva commissione di evento voluto

e prodotto)

8) reati (O)missivi: ??? vedi più avanti

9) reati (C)olposi: x involontarietà del comportamento (manca dolo)

10) delitti di attentato e nei delitti cd a (C)onsumazione anticipata: a) il tentativo equivale già a

consumazione b) è non senso ipotizzare ‘atti idonei a produrre atti diretti a…’ tipica non si condiziona)

11) reati (A)bituali: le singole azioni del delinquente abituale non hanno rilevanza penale autonoma

8. Tentativo e circostanze

- quali sono le circostanze di reato x il tentativo?

1) tentativo circostanziato di delitto: circostanze di reato = eseguite tutte o in parte quando si verifica azione

che dà luogo al tentativo

2) tentativo di delitto circostanziato: se il delitto giungesse a conclusione avrebbe le circostanze del reato

- l’unica ipotesi possibile è la numero 1, cioè le circostanze si verificano quando il tentativo viene realizzato (non

ammissibile, a favore o contro la persona, una circostanza realizzata in modo parziale)

9. Desistenza volontaria e recesso attivo

Caso 43 – Un ladro desiste dal furto x’ non riesce a forzare la chiusura di protezione

Caso 44 – Tizio accoltella Caio, ma poi chiama il medico vedendo che la vittima rischia di morire

Caso 45 – Una donna apre il gas per uccidere il marito e esce di casa: poi xò avverte polizia, che arriva e si limita a

arieggiare i locali (nessun danno è stato fatto)

- in molti casi tentativo = resta tale non x fattori esterni, ma x’ il s-a si ritira dalla possibilità di commettere reato

- 2 modi di scelta dell’agente:

1) desistenza volontaria: s-a rinuncia a azione prima che tentativo si completi (es. caso 43)

2) recesso attivo: s-a interviene dopo realizzazione di azione x impedire che faccia danni (solo se tra azione e

evento intercorre del tempo) (es. caso 44, ma non anche, seppur discusso, caso 45, che alla fine è desistenza volontaria)

- teoria del cd. ponte d’oro: OG cerca di prevenire reati promettendo impunità (desistenza volontaria) o riduzione della

pena (recesso attivo) a s-a eventuali ( + incentivi a non commettere che a commettere reato)

- NOTA: la teoria ponte d’oro non è xò accoglibile (chi commette reato non capisce bene ciò che fa) meglio

premiare invece la non pericolosità sociale e la mancanza di FTva volontà criminosa

- in entrambi i casi = RECESSO VOLONTARIO dal tentativo (s-a deve desistere non x’ intervengono elementi 3i –

oggettivi -, ma perché adotta soggettiva volontà di recesso)

10. Tentativo e attentato

- delitti di attentato = reati assolutamente perfetti e totalmente realizzatisi già quando messi in atto i soli atti

preparatori diretti a ledere un BG di assoluta preminenza (partic. personalità dello Stato)

- tentativo = richiede atti esecutivi (IDONEI A ledere BG); attentato = basta un comportamento DIRETTO A

- attentato = sfugge ad analisi di IDONEITA’

- dottrina + recente vede cmq il requisito idoneità come essenziale anche x l’attentato

NB: ATTENTATO = DELITTO IN CUI IL TENTATIVO È GIÀ CONSUMAZIONE DI REATO

11. Reato impossibile

Caso 46 – Borseggiatore introduce mano in tasca (vuota) di vittima

- reato impossibile (nient’altro che un tentativo impossibile che si realizza quando gli atti posti in essere dal s-a NON

hanno caratteristiche di univocità e idoneità)

- art. 46 comma 2° cp: la punibilità è esclusa ‘quando, per la inidoneità dell’azione o per l’inesistenza dell’oggetto

della stessa, è impossibile l’evento dannoso o pericoloso’

- atto che NON pone in pericolo BG non configurabile come reato

- reato impossibile (RI) <> tentativo x via dell’IDONEITA’

1) azione inidonea = RI

2) azione idonea: 2a) oggetto verosimilmente esistente durante commissione fatto = tentativo

2b) oggetto non esistente = RI x inesistenza oggetto

- impo = PROGNOSI POSTUMA a base totale – PPT - (con PP a base parziale – PPP - si arriverebbe a tentativo,

ma in alcuni casi, anche se c’è dolo, mancano le circostanze che l’agente non conosceva e che xò impediscono di

configurare reato) 53

- con PPP si direbbe solo tentativo; con PPT (es. caso 46: ladro non poteva rubare denaro che non c’era) si può arrivare

a reato impossibile (non punibile) 54

Capitolo 6 – Concorso di persone

Caso 47 – Un passante si accorge che un ladro sta rubando e decide di fargli da palo senza che il ladro lo sappia

(azione non necessaria x’ cmq furto sarebbe avvenuto indisturbato)

Caso 48 – A uccide B in presenza di proprio congiunto che si compiace x l’omicidio

Caso 49 – Un soggetto è condannato a titolo di concorso morale x non essersi allontanato da luogo dove lanciati

esplosivi (sua presenza con atteggiamento aggressivo = contributo di natura psichica e ha rafforzato altrui proposito

criminoso)

Caso 50 – Tizio dà mandato a Caio e Sempronio di rubare un determinato quadro in museo. Ladri prendono xò un

altro dipinto essendo impossibile prendere il 1° (x ‘rifarsi delle spese’)

Caso 51 – Gruppo di correi organizzano colpo: 1 fa da palo, ma gli altri commettono rapina e sequestro di soggetto

rapinato (in difformità a accordi iniziali)

1. Premessa

- concorso di persone nel reato = partecipazione di più soggetti a commissione di medesimo illecito penale (nella

convinzione che questo lo renda + agevole)

- concorso di persone (CdP) = carattere occasionale o eventuale (reati perfettamente commessi anche da singolo)

- concorso di persone <> associazione criminosa (concorso di persone necessario: fattispecie possibile SOLO se +

persone)

2. Il problema dei modelli di disciplina del concorso criminoso

- ITA (ma anche altri codici moderni) manca disciplina esplicita di CdP (tranne ‘concorso necessario’, lasciato a

legislatore di parte speciale x singole fattispecie)

- 2 possibilità x dottrina:

1) interpretazione differenziata: singole figure delineate (autore, coautore, complice, ecc.).

- rilevanza singola = + evidente

2) interpretazione unitaria: analizza nesso causale di ogni singola condotta (hanno importanza solo quelle

veramente rilevanti)

2.1) interpretazione unitaria = + corretta anche riferendo a art. 110 cp (efficienza causale di ogni singola condotta)

- art. 110 cp: ‘quando più persone concorrono nel medesimo reato, ciascuna di esse soggiace alla pena per questo

stabilita’ tutti hanno responsabilità A PARI TITOLO se danno un qualche contributo (concorso SENZA

specificazione di ruoli)

- se nessuno ha rilevanza qualitativa/quantitativa che senso ha parlare di concorrenti (chi dà contributo minimo,

inferiore a quello del reo)?

3. Le teorie sul concorso criminoso

- dottrina: 3 ipotesi di studio x ‘concorso di reato’

1) accessorietà del concorso di persone: qualifica che può mancare x specificazione di reato (se condotta del

partecipe considerata in modo autonomo = NON rilevante penalmente)

Teorie: APePd a) concorso punibile in concreto x’ individuabile in base a sua ‘accessorietà’

Accessorietà b) concorso individuabile x’ riferito a condotta ‘principale’ (ma è solo condotta antigiuridica, senza

Pluri Eventuali riferimento FTva e concreta punibilità)

Pluri Differenziate - teoria accessorietà = NON valida x casi di esecuzione frazionata del reato (non esiste ‘condotta principale’

ma tutte quante concorrono a stesso reato)

2) fattispecie plurisoggettive eventuali: condotte singole non accessorie alla condotta principale e autonoma,

ma PUNITE singolarmente come NUOVE FATTISPECIE

- quindi NON analisi di codice x concorso a fattispecie incriminatrice monosoggettiva ma cercare nuove

fattispecie incriminatici plurisoggettive

3) fattispecie plurisoggettive differenziate: analizzate le condotte criminose concorrenti con motivazioni e

caratteri riferibili xò ai determinati soggetti (cioè i singoli autori delle specifiche condotte considerate)

fattispecie = diverse (tante quanti sono i concorrenti che le attuano)

- teorie + seguite = 1 e 2 (ma i singoli casi danno idea di quale teoria usare)

- la dottrina xò ha evidenziato quali ELEMENTI non possono mai mancare x concorso di persone nel reato

4. La struttura del concorso criminoso: la pluralità di agenti

- PLURALITA’ DI AGENTI: il reato NON E’ commesso in regime di concorso se NON ci sono + s-a 55

- art. 112 u.c. cp: le aggravanti di pena si applicano anche se ‘taluno dei partecipi al fatto non è imputabile o non è

punibile’ (quindi CdP sussiste anche se non c’è punibilità di tutti i concorrenti)

- art. 119 comma 1° cp: ‘le circostanze soggettive, le quali escludono la pena per taluno di coloro che sono concorsi

nel reato, hanno effetto soltanto riguardo alla persona cui si riferiscono’

- cioè: c’è concorso di persone quando ci sono di mezzo + persone (anche se, ad es., uno dei conc. non è imputabile)

- pluralità di soggetti quando: Concorso se: FPEIN

1) costringimento fisico a commettere reato (art. 46) Fisisco (costringimento)

2) costringimento psichico (coazione morale) a commettere reato (art. 54 uc) Psichico (costringimento)

3) reato commesso x errore determinato da altrui inganno (art. 48) Errore da altrui inganno

4) determinazione in altri dello stato di incapacità allo scopo di far commettere un reato (art. 86)

Incapacità indotta

Non punibilità/imputabilità

5) determinazione al reato di persona non imputabile o non punibile

- in passato = ricorso a figura di AUTORE MEDIATO (chi strumentalizza soggetto non punibile x fargli commettere

reato)

- ma l’autore mediato presupponeva esclusione di CdP (oggi autore mediato e invece CdP = + corretto)

no

5. Segue: realizzazione della fattispecie oggettiva di un reato

- CdP = se singole condotte sono finalizzate a perseguimento di stesso reato (anche se semplice delitto tentato)

- art. 115 cp: no fattispecie oggettiva di reato quando:

1) soggetti concorrenti agiscono ma non portano a compimento atto criminoso (delitto tentato)

2) 1 soggetto istiga 1 altro a commettere reato ma 2° soggetto non agisce

- entrambi i casi = giudice può applicare misure di sicurezza contro istigatore/tentatore (x sanzionare pericolosità

sociale desumibile da atti posti in essere)

6. Segue. Contributo di ciascun concorrente: a) concorso materiale

- quale contributo soggettivo a reato? 2 modalità di intervento:

1) concorso materiale: soggetto compartecipe interviene personalmente in senso materiale

- autore: dà attuazione materiale a atti esecutivi di reato

- coautore: concorre ma con altri soggetti

Concorso materiale:ACC - complice: dà apporto materiale a realizzazione (preparatoria o esecutiva) ma NON compie condotta

Autore illecita personalmente (es. palo di un rapina)

Coautore - complice sarebbe da punire se attua qualcosa senza cui no reato (condicio sine qua non)

Complice

Concorso morale: DI - tuttavia il complice è punibile anche solo x’ agevola il reato (sarebbe + difficile)

Determinatore - teoria della causalità agevolatrice: fornisce idea chiara x punibilità del complice (valuta nesso di

Istigatore causalità che si realizza tra comportamento antecedente e verificarsi di fatto concreto – e non solo

potenziale come tentativo -)

- caso 47: fatto NON punibile sia x’ contributo non concordato (il piano iniziale resta lo stesso) sia x’ non reca alcun

apprezzabile aiuto al furto

7. Segue: b) concorso morale

2) concorso morale: influenza psichica su soggetto-agente (che poi commette reato)

a) determinatore: chi agisce su psiche altrui facendo nascere proposito delittuoso inesistente

b) istigatore: influenza psiche altrui accrescendo predisposizione a commettere reato

- posizione di concorrente morale = particolare non vale se il fatto non si realizza (soprattutto istigatore, che ha

responsabilità attenuata rispetto al determinatore)

- caso 48 (omicidio davanti a parente): complicità morale o adesione psichica a reato altrui non basta x avere un

reato

- no concorso morale neanche nel caso 49: se non mi allontano da dove sparano le bombe non vado al di là del semplice

compiacimento x reato altrui

- caso 50: istigatore ispira furto fino a richiedere un quadro ben preciso: la realizzazione di un fatto diverso spezza il

legame tra istigazione e condotta successiva (quindi non punibilità x istigatore? dubbi dottrinali)

7.1) agente provocatore (AP): in genere agente di PS che favorisce commissione di reato al fine di assicurare i

colpevoli alla giustizia:

- 2 tesi x AP: 1) Agente Provocatore punibile salvo che si limiti a osservare e ctrl azioni altrui senza intervenire

psicologicamente sui s-a (che vengono determinati ulteriormente a commettere reato)

reato = pericoloso cmq su piano sociale

2) Agente Provocatore NON punibile: il suo comportamento non sorretto da dolo, essendo la

volontà diretta a assicurare i colpevoli alla giustizia

8. L’elemento soggettivo del concorso criminoso

- elemento soggettivo: 2 profili: 56

1) volontà manifesta di commettere reato ( = a dolo di reato monosoggettivo)

2) manifestazioni di volontà dei singoli: 2 modalità:

8.1) partecipazione dolosa a delitto colposo: casi rari, dottrina scettica; l’elemento colposo è altrui

ma si valuta l’eventuale dolo di un s-a che concorre

8.2) partecipazione colposa a delitto doloso: problemi ancor maggiori del caso 1: semmai invece

che partecipazione colposa = NON DILIGENZA (il dolo è elemento molto preciso di motivazione

individuale che non può essere influenzato solo dai comportamenti colposi altrui)

9. Il concorso nelle contravvenzioni

- art. 42 uc cp: contravvenzioni punibili x dolo o colpa

- art. 110 cp: riferibile anche a contravvenzioni (anche se viene usato termine ‘reato’)

- x dottrina art. 110 (concorso) anche x contravvenzioni dolose (meno x quelle colpose)

- un’interpretazione estensiva del 110 colpirebbe anche le contravvenzioni colpose (ma sarebbe troppo, meglio

escludere eccessivi ampliamenti di punibilità concorsuale)

10. Le circostanze aggravanti

- esistono circostanze aggravanti o attenuanti anche x il concorso di persone (x graduare pena caso x caso)

- art. 112 cp. obbligatorio applicare aggravanti se:

1) concorso di (G)ruppo di 5 o + persone (salvo che la legge disponga <>mente) Aggravanti (art. 112cp): GPSMI

Gruppo 5 o + persone

2) essere soggetto (P)romotore (assume l’iniziativa), organizzatore (gestisce Promotore/Direttore/Organizzatore

programma di azione e sceglie mezzi e persone), direttore (assume funzioni di Sottoposto

guida e amministrazione) del reato Minore 18 anni

3) determinare a reato persona a sé (S)ottoposta, nell’esercizio dei poteri di Infermità psichica grave

vigilanza e direzione

4) determinare a reato (M)inore di 18 anni o persona con (I)nfermità psichica grave

11. Le circostanze attenuanti ed in particolare il contributo di ‘minima

importanza’

- applicazione delle attenuanti = facoltativa:

- art. 114 cp: 1) opera prestata da 1 dei concorrenti ‘abbia avuto minima importanza nella preparazione o

esecuzione del reato’ (comma 1°: contributo sostituibile o surrogabile con diversa distribuzione di compiti)

2) minorazione psichica (comma 3°): attenuante a favore di chi è determinato a reato se ci sono

condizioni di coercizione esercitata da soggetto rivestito di autorità o di minorità o infermità mentale

12. La responsabilità del partecipe per il reato diverso da quello voluto

(aberratio delicti)

- art. 116 cp: ABERRATIO DELICTI (AD): ‘qualora il reato commesso sia diverso da quello voluto da taluno dei

concorrenti, anche questi ne risponde, se l’evento è conseguenza della sua azione o omissione’

- normale AD: commettendo un certo reato se ne commette un altro (non voluto), frutto di scorretto uso dei mezzi

- AD in concorso: necessario che reato diverso sia ‘voluto’ da uno dei concorrenti responsabilità oggettiva (prescinde

da dolo o colpa ma vuole scoraggiare concorrenti a reati che possono sfociare in AD)

- casi previsti da art. 116 cp:

1) valido nesso di causalità tra comportamento di ogni partecipe e reato (diverso da programmato)

2) grado di probabilità rispetto a reato-base: 2 forme di probabilità:

a) in astratto: reato finale deve rientrare in una gamma di possibili astrattamente e logicamente legati

a reato-base

b) in concreto: si guarda al fatto che il reato-finale è conseguenza di reato-base

- art. 116 cp: ‘se il reato commesso è più grave di quello voluto’ la pena è diminuita per chi vuole reato meno grave

- vedi caso 51: tutti vogliono rapina, ma esecutori materiali commettono rapina + sequestro: solo esecutori materiali

punibili x sequestro

13. Concorso nel reato proprio e mutamento del titolo del reato per taluno dei

concorrenti

- due figure: CD EXTRANEUS e CD INTRANEUS (persona che possiede una qualifica particolare) 57

- se extraneus istiga intraneus al reato, x essere punibile doveva conoscere sua caratteristica personale (es. civile che

istiga militare a diserzione deve sapere che egli è militare)

- concorso nel reato proprio = concorrere a reato che solo un certo s-a può commettere concorrente risponde solo

se era a conoscenza di qualifica personale del s-a

- intraneo punibile x reato proprio; estraneo punibile ma cambiando titolo del reato (resta così responsabilità oggettiva

x estraneo, ma non dolo, visto che estraneo non ha caratteristiche di qualità del reato proprio)

- adottando fattispecie plurisoggettiva eventuale non serve + differenziare ruoli tra intraneo e estraneo (e quindi art.

117 cp non lo fa)

- unica differenza i/e: se estraneo ignaro di qualifiche di intraneo = attenuanti (solo se estraneo voleva reato meno

grave)

- 2 casi di reato proprio:

1) reato proprio esclusivo: s-a deve rivestire necessariamente una certa qualifica personale x configurare reato

particolare (es. reato di incesto, in cui autore = parente o affine entro certo grado a vittima)

2) reato proprio non esclusivo: s-a deve rivestire certa qualifica, ma se non la riveste commette cmq un reato

(anche se con nomen iuris diverso es. peculato se pubblico ufficiale, sennò furto)

14. La comunicabilità delle circostanze

- art. 118 cp modificato da legge 19/1990: regime delle attenuanti/aggravanti e loro comunicabilità a tutti i soggetti

concorrenti a reato

- 2 regimi x art. 118:

1) prima della 19/1990:

- circostanze ‘oggettive’ aggr/att applicabili a TUTTI i soggetti;

- circostanze ‘soggettive’ applicabili alle singole persone

2) dopo 19/1990: aggr/att applicabili a compartecipi se attengono motivi a delinquere, intensità di dolo, grado

di colpa e caratteristiche personali del reo

- attenuanti sempre se non nelle categorie elencate

- aggravanti mai se non conosciute da compartecipe

15. La comunicabilità delle cause di esclusione della pena

- art. 119 cp comma 2°: comunicabilità circostanze esclusione della pena

- oggettive = assimilabili a cause di giustificazione (valgono quindi x tutti i compartecipi) assurdo punire

qualche concorrente x fatto che legislatore non ritiene più antigiuridico

- soggettive = attengono specifica persona del reo (non annullano in toto l’illiceità del fatto commesso, che

resta antigiuridico) NON sono estensibili agli altri correi

16. Desistenza volontaria e pentimento operoso

- concorrente può decidere se consumare (se non commesso) o desistere/recedere da reato (se commesso)

- basta che cessi il proprio comportamento o deve anche impedire agli altri di agire?

- es. se do a Tizio un arnese da scasso e poi mi pento, devo riprendermelo e basta o devo impedire a Tizio di scassinare?

- bisogna rispettare ‘principio della responsabilità penale’ (basta cessare comportamento)

- se reo singolo = + semplice (sua desistenza = blocca reato)

- ma se complice (dà contributo PRIMA di messa in atto del reato) se vuole desistere deve cercare di annullare

proprio contributo (sennò ne risponde cmq)

- desistenza volontaria: se agisce prima del reato

- pentimento operoso: se agisce dopo reato x evitare realizzazione in concreto di evento lesivo

17. Estensibilità della disciplina del concorso ‘eventuale’ al concorso

‘necessario’

- concorso necessario: collaborazione che deve esserci x far esistere una certa fattispecie prevista dal legislatore (reato

necessariamente plurisoggettivo) (es. associazione a delinquere, rissa, duello ecc.

- CN proprio: tutti i coagenti sono sottoposti a disciplina incriminatrice x reato

- CN improprio: solo alcuni coagenti vengono sottoposti a disciplina (gli altri sono esentati)

- se esentati da concorso necessario, sono punibili x concorso eventuale?

- NO, x’ violerebbe principio nullum crimen sine lege (sarebbe un’astrazione legislativa)

- se invece incriminati da concorso necessario ok guardare aggr/att valide x concorso eventuale (disciplina concorso

necessario estendibile a concorso eventuale) 58

18. Concorso eventuale e reati associativi

- concorso di persone eventuale: verificare 2 situazioni:

a) posizione di dirigenti nell’associazione criminosa: NO responsabilità in singoli crimini (reati-scopo)

commessi da agenti, anche se restano entro linee-guida dettate da dirigenti stessi

b) contributi da soggetti esterni a associazione: è concorso (cd concorso esterno)? NO, semmai

concorso morale (es. politico o professionista che non fa parte della mafia che adotta comportamenti che favoriscono

sistematicamente la stessa)

- concorso morale = es. genitore che istiga figlio a entrare in associazione criminosa

- concorso a reato associativo = SOLO se si è all’interno (dall’esterno semmai punibili comportamenti materiali di

fiancheggiamento) 59

Parte Terza – Il reato commissivo colposo

Capitolo 1 – Il reato commissivo colposo

Caso 52 – Un conducente di autocarro militare invade corsia di sinistra e uccide tre passeggeri di auto che viaggiava

su corsia opposta: il guidatore militare era stato colpito da crisi epilettica brevissima (cd ‘pattern sensitive epilepsy’)

Caso 53 – Urologo e ostetrico chiudono garza nel paziente (che muore). Risponde di omicidio colposo anche chirurgo

capo équipe allontanatosi poco prima di chiusura di operazione?

Caso 54 – Un giornalista spagnolo rivela nomi di oppositori politici dell’ETA (che li uccide): responsabilità del

giornalista x omicidio colposo?

Caso 55 – Medici usano cocaina invece che novocaina x narcosi di paziente che muore. In seguito si accerta cmq che il

paziente sarebbe morto x’ ipersensibile a ogni tipo di narcotico (anche novocaina).

Sezione I - Tipicità

1. Premessa

- reato colposo (RC) = non reato di minore gravità, ma reato a sé stante, da affiancare a reato doloso; è colposo sul

piano della ‘tipicità’ fino a quello della ‘colpevolezza’

2. Il fatto commissivo colposo tipico: azione

- azione = esiste anche x reati colposi (ma ci sono > problemi di individuazione)

- azione = coscienza e volontà del s-a che mette in essere il comportamento criminoso ( tipiche di reati dolosi;

sennò: NON azioni penalmente sanzionabili)

- quindi non ‘azione’ x RC? NO, RC basati cmq su azioni e comportamenti (ma non quelli con coscienza e volontà

dolosa)

- azione (RC) = comportamento x cui si può muovere rimprovero a titolo di colpa vs. autore

- ‘azione’ e ‘colpa’ nascono insieme e finiscono insieme (nei RC)

- coscienza e volontà: 1) colpa cosciente (dato psicologico)

in RC 2) colpa incosciente (dato normativo)

- rimprovero a titolo di colpa = è muovibile al s-a se non ha agito diligentemente e scrupolosamente x evitare evento

lesivo connesso a azione non diligente indicata dalla legge

3. Inosservanza delle regole precauzionali di condotta

- art. 43 cp: delitto ‘colposo o contro l’intenzione , quando l’evento, anche se preveduto, non è voluto dall’agente e si

verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o

discipline’

- azione = connessa a RC se è la PRIMA (x tempo e incidenza) che scatena verificarsi di evento lesivo (che la norma

voleva scongiurare)

- necessaria misura ‘oggettiva’ di diligenza agendo in conformità con norme precauzionali (cioè misura minima di

diligenza valida socialmente xc evitare eventi dannosi)

4. Criteri di individuazione delle regole di condotta: “prevedibilità” ed

“evitabilità” dell’evento. Il limite del caso fortuito

- ci sono 2 parametri x valutare un comportamento diligente:

1) prevedibilità dell’evento lesivo = ricorre quando il s-a si accorge di essere in pericolo reale o potenziale

2) evitabilità = ricorre quando il s-a può agire concretamente x evitare che l’evento lesivo si realizzi

- se il s-a si trova in situazioni di pericolo (che la società ha imparato a riconoscere) è meglio che adotti

comportamenti diligenti (come riconosciuti da vita sociale)

- anche adottando comportamenti socialmente non insolit non si può escludere cmq che il s-a non agisca senza diligenza

- se si tratta invece situazioni nuove (e non conosciute socialmente) il s-a deve ponderare la situazione e adottare

comportamenti consoni x evitare il fatto lesivo con un’azione non diligente

- ‘prevedibilità’ e ‘evitabilità’ = sono configurabili anche nei reati a colpa specifica (quando cioè la condotta

precauzionale è indicata espressamente dalla legge) 60

- caso fortuito = deroga al principio di prevedibilità e evitabilità (esula dai canoni dei normali poteri di ctrl e diligenza

attuabile dal s-a nel novero di situazioni indicate come pericolose dalle norme precauzionali)

5. Fonti e specie delle qualifiche normative relative alla fattispecie colposa

- rimprovero x colpa x RC: origine da diverse fonti (sociali o giuridiche)

1) COLPA GENERICA: rimprovero muovibile a s-a x mancata osservanza regole di cond. della vita sociale

- negligenza = violazione di regola che prescrive un comportamento positivo (FARE), o mancanza di

attenzione facendo qlcosa

Colpa: NII - imprudenza = violazione di regola che prescrive un comportamento negativo (NON FARE) o cmq condotta

Negligenza avventata che era meglio evitare

Imprudenza

Imperizia - imperizia = violazione x negligenza o imprudenza ‘qualificate’ di regole che necessitano di specifiche

conoscenze tecniche (che il s-a non ha)

2) COLPA SPECIFICA: rimprovero muovibile a s-a x mancata osservanza di regole ricavabili da

disposizioni scritte (leggi, regolamenti, ordini, discipline)

- regole di condotta x legge = rilevanza penale (x’ dettate x evitare specificamente evento lesivo che può

verificarsi a seguito di esercizio di un’attività cmq lecita e consentita dalla legge specifica –art. 43 comma 3°-)

art. 43 cp cmq: norma precauzionale esprimibile anche con regolamenti, ordini e discipline (es. norme x

infortuni sul lavoro ecc.) NON inficia possibilità di muovere a s-a rimprovero x colpa

- regolamenti: regole di condotta a carattere generale x tutta collettività (emanate da Autorità pubblica)

- ordini e discipline: regole di condotta x soggetti specifici (emanata da Autorità pubblica o privata)

a) norme giuridiche rigide: stabiliscono regole di condotta tassative x s-a

b) norme giuridiche elastiche: stabiliscono regole determinabili in base a situazioni concrete

6. Contenuto della regola di condotta

- colpa per assunzione = si presume la colpa x’ situazione pericolosa (es. uomo colto da malore deve evitare di guidare

la macchina; medico inesperto deve rifiutarsi di compiere operazione se sa che ci sono colleghi + bravi di lui)

- altrimenti: legge non vieta al s-a di agire, ma deve osservare certi canoni di diligenza e certe misure cautelari (es. il

superiore gerarchico deve scegliere collaboratori, istruirli e ctrl loro operato; i dipendenti devono seguire indicazioni

ricevute)

7. Standard oggettivo del dovere di diligenza

- agente modello = figura di pari professionalità, attività e mestiere del s-a (homo eiusdem professionis et condicionis),

preso come esempio x giudicare canoni di prevedibilità e evitabilità (giudizio ex ante)

- giudizio ex ante = vedo cosa farebbe l’agente modello in quella situazione (ma cmq tengo conto di situazione di s-a,

che potrebbe anche essere + esperto)

- tipicità = si raffronta il s-a con l’agente modello

- colpevolezza = viene valutato se FTvamente il s-a poteva ricoprire il ruolo astrattamente definito x agente-modello

8. Limiti del dovere di diligenza: a) rischio consentito

- deroghe al rispetto delle norme di diligenza precauzionali:

a) rischio consentito o adeguatezza sociale

b) principio dell’affidamento

- rischio consentito = soglia di pericolosità e rischio ammissibili x svolgere certe professioni di utilità sociale (ma non

superabile, sennò c’è cmq una violazione dei criteri di diligenza)

- es. circolazione auto, ferrovie e aerei, attività tecnologicamente complesse, produzione esplosivi o veleni, ricerca

medico-scientifica ecc.

- rischio consentito = accettato da prassi (criteri fattuali)

- sono anche ammissibili autorizzazioni amministrative che rendono lecito lo svolgimento di attività pericolose

(giuridicamente + valide ma deve rimanere sempre il rispetto delle norme precauzionali)

9. Segue: b) principio dell’affidamento e comportamento del terzo

- il s-a deve ctrl comportamento non diligente dei 3i: 2 casi:

Legge 1) se legge prescrive che s-a doveva ctrl 3° e impedirgli comportamenti lesivi = s-a responsabile

Società 2) se il s-a è obbligato dagli usi sociali di una certa collettività (non dalla legge)

a) se 3° = colposo s-a non responsabile (principio dell’affidamento (PdA) = si presume che

ciascuno abbia capacità di ctrl dei propri comportamenti e adotti la giusta diligenza) il singolo

risponde x i propri comportamenti

- no c’è PdA se mi affido a un 3° inaffidabile 61

b) se 3° = doloso s-a non è responsabile (ancor di +) x’ ciascuno risponde solo di proprie azioni

- cmq deroghe a principio di cui sopra (specie se il s-a è posto a vigilanza di beni di rilevanza sociale,

da difendere contro ogni tipo di attacco oppure il s-a è deputato a ctrl di fonti di pericolo – armi,

veleni ecc.- cui 3° può accedere – specie se si sa che li userebbe male -)

10. Causazione dell’evento

- evento = concretizzazione materiale del rischio connesso a un comportamento non diligente

- i problemi ci sono xò se il nesso causale e l’azione non diligente provocano evento dannoso (che si sarebbe cmq

verificato anche senza il comportamento non diligente)

- evento lesivo = realizzabile solo se deriva da una violazione della condotta diligente da parte del s-a (che la norma

precauzionale mira a prevenire)

- prevenzione evento: 2 modalità di considerazione:

1) giudizio di prevenzione astratto = legislatore prevede che la semplice violazione di una norma

precauzionale porti alla causazione assoluta e determinata di evento lesivo previsto (non c’è l’analisi concreta dell’

evento lesivo)

2) giudizio di prevenzione concreto (preferibile) = valuta a sua volta 2 orientamenti:

a) correttivi dell’accertamento causale: accertano che

1) evento sia davvero causato da azione non diligente; e

2) evento si sarebbe cmq verificato anche adottando comportamento diligente

b) aumento del rischio: azione non diligente ha aumentato probabilità che evento lesivo si realizzi. 62

Sezione II – Antigiuridicità

1. Premessa

- anche x RC = esistono cause di giustificazione che escludono antigiuridicità del fatto

- dottrina e prassi RC come RD(olosi) x cause di giustificazione

2. Consenso dell’avente diritto

- difficile prevedere RC se soggetto passivo = consenziente (ma possono esserci dei casi)

- soggetto-passivo potrebbe consentire a certo comportamento senza xò volere conseguenze negative ad esso connesso

(es salgo su moto di amico sapendo che percorreremo strada sconnessa: se cado il guidatore ha esimente)

- a volte poi metto a rischio la vita x necessità (es. equipaggio che segue capobarca in mare): se un pescatore muore

basta ctrl che comandante avesse adottato norme precauzionali x ridurre il rischio

- attività medica e sportiva = ambiti tradizionalmente classici di applicazione dello sgravio di responsabilità x consenso

di avente diritto

3. Legittima difesa

- legittima difesa = reazione a un’offesa grave perpetrata contro propria persona (a cui non si può fare a meno di

reagire)

- commetto reato colposo mentre mi sto difendendo legittimamente? plausibile (es. giovane aggredito estrae arma;

aggressori tentano di disarmare ma parte x sbaglio un colpo che uccide un aggressore scriminante)

4. Stato di necessità

- stato di necessità (SdN) = + come causa di esclusione di pena che come causa di giustificazione

- SdN = il soggetto commette un fatto illecito x esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri da un danno

grave a persona, non causato da lui né evitabile

- SdN in RC = quando condotta necessitata è ascrivibile a comportamento che viola la diligenza dovuta x una specifica

condotta

- se non viola diligenza NO SdN e NO risarcimento ex art. 2045 cc x’ comportamento = conforme a norme di

diligenza

Sezione III – Colpevolezza

1. Struttura psicologica della colpa

- criterio di colpevolezza = x imputazione soggettiva del fatto di reato a autore anche in RC: colpa ricorre come

elemento x determinare colpevolezza del reo quando non c’è volontà di commettere fatto illecito (s-a non deve volere

coscientemente il fatto illecito poi realizzatosi). Tipi di colpa:

a) colpa propria: mancanza assoluta di volontà del s-a di realizzare evento lesivo

b) colpa impropria: se c’è elemento involontario di natura eccezionale (anche se s-a ha voluto evento lesivo

Colpa: PICI NON DOLO x’ s-a non ha voluto anche realizzazione di intero fatto tipico)

Propria

Impropria c) colpa cosciente: s-a non vuole evento lesivo ma nonostante ciò agisce e se ne assume i rischi (es. Tizio

Cosciente lancia una bottiglia x’ dei bambini fanno chiasso in cortile: non vuole colpirli, ma, x sbaglio, ferisce al viso un

Incosciente bambino reato colposo – anche se altri non percepiscono qt -)

d) colpa incosciente: s-a non vuole fare danno e non sa neppure di porre in pericolo BG con suo

comportamento non diligente (ipotesi + frequente nella realtà)

2. Una misura ‘soggettiva’ del dovere di diligenza

- tipicità = regole diligenza valutate con criterio oggettivo

- colpevolezza = regole valutate con criterio basato su cd misura soggettiva (valuta se comportamento difforme da

diligenza di s-a viola una fattispecie tipizzata dalla legge)

- non valutabili TUTTE le caratteristiche personali del s-a (si giustificherebbe azione come unica possibile)

- semmai si confrontano le azioni del s-a con le azioni di un agente-modello (homo eiusdem condicionis et professionis)

- non importano le istanze emotive o le caratteristiche caratteriali del s-a (ci sono dubbi anche se tener conto di

caratteristiche fisiche-intellettuali del s-a stesso) 63

3. Il ‘grado’ della colpa

- grado di colpa = valutazione di giudice su quanto il comportamento non diligente del s-a sia grave

- art. 133 cp: menziona ‘grado di colpa’ fra indici di commisurazione della pena affidando a giudice la

commisurazione della pena a FTvo grado di colpa

- 2 fasi x calcolare grado di colpa:

1) calcolare quanto comportamento FTvamente tenuto da s-a si discosta dallo standard comportamentale

(secondo i normali canoni di diligenza)

2) verificare quali siano cause soggettive che spingono il s-a a discostarsi dal modello comportamentale

prescritto dalla legge (2° canoni di diligenza)

4. Cause di esclusione della colpevolezza

- anche x RC = cause di esclusione della colpevolezza ( = particolari circostanze anomale che incidono su esigibilità di

comportamento diligente che s-a doveva tenere)

- cause tipizzate (vedi ad es. caso fortuito, forza maggiore, costringimento fisico, ecc.) o no?

- +tosto il problema è vedere circostanze (spesso di natura psicofisica) che non sono codificabili in lex scritta

Sezione IV – La cooperazione colposa

1. La disciplina prevista dall’art. 113 cp

Caso 56 – Il proprietario di un’automobile affida a una persona priva di patente il proprio mezzo (e lo sa):

l’affidatario provoca lesioni a 3i x la propria inesperienza alla guida.

- anche nel RC esiste un concorso di persone nel reato ma viene chiamato diversamente:

- art. 113 cp: concorso di persone (RD) <> cooperazione colposa (RC)

- 2 orientamenti:

1) cooperazione colposa se legame tra 2 o + s-a = di natura psicologica (1 istiga altro ad avere condotta non

diligente)

- 1 parte di dottrina crede che basti sapere di concorrere ad un comportamento non diligente

- 1 parte crede che basti sapere del comportamento colposo del s-a

2) concorso di cause colpose indipendenti = NON esiste legame tra 2 o + s-a (che cmq non vogliono evento

lesivo)

- art. 113 cp: ‘nel delitto colposo, quando l’evento è stato cagionato dalla cooperazione di più persone, ciascuna di

queste soggiace alle pene stabilite per il delitto stesso. – La pena è aumentata per chi ha determinato altri a cooperare

nel delitto, quando concorrono le condizioni stabilite nell’art. 111 e nei numeri 3 e 4 dell’art. 112’

- art. 113 cp: descrive la fattispecie incriminatrice (tipizza comportamenti colposi atipici che non rientrano in alcuna

fattispecie incriminatrice di parte speciale)

- PRIMA di considerare soggetto e colpevolezza = considerare CARATTERE COLPOSO di simili circostanze atipiche

già sul piano MATERIALE (x’ il comportamento è già effettivamente capace di determinare in concreto una condotta

non diligente)

- responsabilità colposa di tutti i concorrenti = solo se le singole condotte non sono conformi alla diligenza e violano

regole di comportamento precauzionale prescritta dalla legge

- art. 113 = solo x comportamenti colposi a forma vincolata (solo previsti da legge)

- art. 113 opera solo nell’ambito della colpa cd. cosciente (c’è colposità concorrente solo se il concorrente atipico ha

consapevolezza di colposità della condotta dell’attore principale)

- caso 56: proprietario viola norma di prudenza di non prestare macchina a chi non ha patente (quindi non importa art.

113) prima si guarda la fattispecie monosoggettiva (art. 590)

 64

Parte Quarta – Il reato omissivo

Capitolo 1 – Il reato omissivo

Sezione I – Nozioni generali

Caso 57 – Testimoni di Geova interrompono trasfusioni a figlia (che muore x anemia) malata di thalassemia

omozigote; anche i vicini sanno che bambina ha bisogno di trasfusioni, ma non intervengono.

Caso 58 – Durante preparativi di gara di nuoto un filantropo prevede pericolo x nuotatori e paga in segreto 1

barcaiolo, che xò non presta soccorso quando dovrebbe e lascia morire 1 nuotatore.

Caso 59 – Ufficiale di polizia giudiziaria, sapendo che alcuni suoi amici vogliono andare con prostituta su spiaggia,

non impedisce il fatto cui xò assiste senza parteciparvi direttamente.

1. Premessa

- reati non solo commissivi o di azione; anche reati omissivi (RO; teoricamente un’eccezione, x’ si richiede a soggetto

non solo di non commettere reato ma anche di agire x impedire che avvenga reato)

- oggi non + eccezione a regola ma vera e propria categoria reati a sé stante

- diversi da commissivi sia x caratteristiche assolute che strutturali (necessario quindi adattamento x nuova categoria)

2. Diritto penale dell’omissione e bene giuridico

- x reato omissivo si chiede tutela solidaristica che tiene conto di utilità sociale (e non solo di soggetto passivo)

- rimprovero = non azione contro BG protetto, ma mancata difesa di BG (x sua utilità futura)

- bisogna capire se BG viene avvertito come necessario socialmente x il futuro (al fine di muovere eventuali obiezioni

contro la non attivazione)

3. La bipartizione dei reati omissivi in ‘propri’ e ‘impropri’

- due categorie (x struttura e disciplina):

a) RO propri o puri: soggetto non-agente non agisce (ma legge penale glielo imporrebbe); rimprovero x non

aver agito doverosamente e non x non aver impedito evento dannoso (es. omissione di soccorso: fattispecie punita a sé,

se ferito muore: non omicidio ma omissione di soccorso con aggravante)

b) RO impropri (o impuri) commissivi mediante omissione: rimprovero x non aver impedito evento

lesivo (ma non importa se non viene attuato comportamento imposto da legge): es. madre che non presta soccorso a

figlio in pericolo, bagnino che non aiuta nuotatore in difficoltà

- manca xò strumento legislativo che ne ‘tipizza’ i tratti essenziali: x qt. si rivede la categoria sopra indicata:

1) propri = RO disciplinati esplicitamente da cp

2) impropri = RO ricavati x astrazione da reati di azione espressi da cp (ma il RO non è indicato dal cp)

Sezione II – Struttura del reato omissivo

I. Tipicità

A. La fattispecie del reato omissivo proprio

1. Situazione tipica

- elementi strutturali di RO propri = deve essere indicata da legislatore (proprio come qualsiasi reato di azione)

- situazione tipica: serie di presupposti concreti su cui si fonda l’obbligo giuridico di agire

- fini: elencati da legislatore che li ricava da natura sociale (implicitamente) o da norma giuridica

- specificazione di situazione tipica: 1) ricorso a elementi descrittivi (base empririco-sociale, da verificare

‘scientificamente’) 2) ricorso a elementi normativi (di carattere giuridico, distanti dal dato sociale e empirico, dati

tecnico-giuridici)

- quindi distinzione:

1) situazione tipica pregnante: soggetto che omette doveva tenere comportamento dettato da norme sociale 65

(anche se non conosce obbligo giuridico)

2) situazione tipica neutra: soggetto omette azione x’ non conosce norma giuridica (penale) non essendo

ricavabile da norma sociale quotidiana

2. Condotta omissiva tipica e possibilità di agire

- condotta omissiva tipica = soggetto trascura di attivarsi x rispondere all’obbligo di agire che si ha quando si realizza

l’astrazione di fattispecie incriminatrice di parte speciale

- necessaria xò la possibilità materiale di agire: non impedimenti psico-fisici o di natura esterna x soggetto (che gli

possano precludere azione doverosa)

- se impedimenti (esterni o psico-fisici) s-n-a escluso da imputazione x reato omissivo

- se pluralità di persone obbligata ad agire: basta che UNO SOLO agisca x liberare tutti dalla responsabilità di

condotta doverosa

B. La fattispecie obiettiva del reato omissivo improprio

3. Premessa: autonomia della fattispecie omissiva impropria e principio di

legalità

- visto come simile a reato commissivo (qui xò s-n-a doveva impedire reato altrui)

- es. art. 575 punisce chi ‘cagiona’ morte altrui (non solo agendo, ma anche non impedendo)

- art. 40 cpv cp: clausola di equivalenza: ‘non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale

a cagionarlo’

- l’art. 40 prevede che il RO sia species del genus del reato commissivo (una sua forma attenuata)

- tuttavia NON c’è qt equivalenza RO è categoria perfettamente autonoma (anche se fonda le radici in una norma di

comando)

- giudice = ruolo difficile x’ deve:

1) richiamare fattispecie incriminatrice commissiva x ricavare parametri di configurazione di RO improprio

2) circoscrivere comportamenti non adottati che portano all’evento lesivo

4. La sfera di operatività dell’art. 40 cpv. cp

- se si pone clausola di equivalenza (art. 40 cpv cp) tra non impedire e agire si ha un’estensione autorevole

dell’ambito di punibilità del fatto

- x art. 40: soggetto punibile sia x commissione che x omissione (essendo 2 circostanze comportamentali equivalenti,

almeno 2° la norma)

- nella pratica vengono puniti + frequentemente i comportamenti commissivi (es. reati di mano propria: richiedono un

comportamento attivo del s-a)

- + difficile: puniti x ricorrenza di entrambe le situazioni (sia commissione che omissione – es. x’ s-n-a aveva ruolo

sociale particolare -)

- ambito effettivo di attuazione di art. 40 cpv: reati di evento (dove si può ravvisare nesso causale tra fatto – omissivo o

commissivo – e evento lesivo)

- NON ci può essere clausola di equivalenza x i reati di evento (reati che attengono solo una condotta positiva è

reato solo se c’è condotta attiva)

- semmai art. 40 x reati causali puri (reati x cui basta realizzarsi dell’evento, senza che qt circostanza sia connessa a

commissione o omissione specifiche) NON C’E’ il presupposto del nesso di causalità reato-evento)

- inoltre art. 40 cp: anche x partecipazione mediante omissione a reato altrui

- fattispecie: reato materialmente commesso da uno dei compartecipi ma che poteva essere impedito da un altro

compartecipe (che aveva l’obbligo giuridico di impedirlo ma che non lo fa)

- ma la partecipazione mediante omissione = NON E’ tipizzata da legge (rientra quindi nei reati causali puri già

affrontati)

5. Situazione tipica

- situazione tipica = reato omissivo improprio

- situazione tipica = complesso di presupposti di fatto che danno vita a situazione di pericolo x il BG, cosa che rende

attuale l’obbligo per il ‘garante’ di attivarsi a protezione dello stesso

- es. la presenza di nuotatore inesperto obbliga il bagnino ad attivarsi x evitare l’evento-morte o altri eventi-lesivi)

6. Omesso impedimento dell’evento ed equivalente normativo della causalità

- altro reato omissivo improprio = condotta omissiva (il s-n-a omette e l’evento capita solo x sua omissione) 66

- condotta omissiva di mancato impedimento da connettere a evento non impedito (x capire nesso di causalità)

- causalità = NON può derivare dalla semplice mancanza di azione, ma se il s-n-a omette un’azione prevista (1°

impedimento) che favorisce implicitamente anche evento lesivo, evitabile (2° impedimento)

- x valutare nesso di causalità tra condotta omissiva e evento non impedito giudizio prognostico (condotto ex ante in

via ipotetica dal giudice)

- giudice valuta se l’omissione del s-n-a ha causato l’evento (senza condotta non evento)

- applicazione della formula della condicio sine qua non (già vista x i reati commissivi) l’omissione era necessaria

x il verificarsi dell’evento lesivo?

- CSQN: dà probabilità vicina alla certezza? Sempre meglio usare criteri + stabili del semplice giudizio ipotetico (es.

metodi statistico-matematici), soprattutto se CSQN dà un esito medio-basso

- es. caso 57: genitori testimoni di Geova incriminabili x omissione (trasfusione non garanzia automatica di salvezza,

ma mancanza trasfusione ha sicuramente causato morte); i vicini no, hanno il generico obbligo di chi si imbatte in una

persona in pericolo

- caso 59 (agente non impedisce prostituzione): un rigido ancoraggio alla teoria formale obbligherebbe l’agente di

polizia giudiziaria a impedire l’evento di prostituzione (sennò sussiste un concorso nel delitto)

7. La posizione di garanzia

- non SEMPRE c’è l’obbligo del cittadino di attivarsi al fine di evitare evento lesivo (ci sarebbe troppo

condizionamento x la libertà di comportamento del singolo)

- obbligo di attivarsi = eccezione (che soggetto deve adottare se c’è un obbligo giuridico)

- dottrina e giurisprudenza hanno sempre trascurato qt. aspetto (creando così ipotesi sbagliate in materia, confusione tra

etica e diritto: cfr il caso della giurisprudenza tedesca nazista che ammetteva il non obbligo x il figlio di impedire

morte del padre, visto che dalla parte del codice civile sul diritto di famiglia questo non si rilevava)

- fonte di obbligo giuridico di attivarsi: cd trifoglio:

1) legge (penale o extrapenale – es. diritto pubblico o di famiglia -; ‘Trifoglio’: nascita ‘obbligazione penale’:

LCA

no estensione art. 40 cp a altre branche del diritto) Legge

2) contratto (es. baby sitter incaricata di sorvegliare) Contratto

3) precedente azione pericolosa (chi compie azione pericolosa deve poi attivarsi x’ dalla sua azione non

precedente Azione pericolosa

derivino eventi lesivi) es. chi apre una buca in strada deve attivarsi x evitare che un ignaro passante ci cada

dentro

- art. 40 cp: troppo generico nel definire ‘reati omissivi impropri’ (lascia quindi al legislatore ampli margini di

discrezionalità nel regolare la fattispecie e determinare la responsabilità x omesso impedimento)

- necessario quindi che legislatore fissi con legge (stabile) limiti di responsabilità di s-n-a

- non tutti hnno l’obbligo di attivarsi: è necessario individuare la posizione di garanzia (indica rapporto vincolante di

tutela tra il soggetto chiamato ad attivarsi e il BG da proteggere, attesa l’incapacità totale o parziale del titolare del BG a

difendere autonomamente i propri interessi)

- garanti = identificati da legge x obbligo di attivarsi come soggetti 3i rispetto al titolare del bene (aiutandolo se non

riesce a tutelare il BG)

- posizioni di garanzia assumibili dal soggetto-garante:

a) posizione di protezione: x neutralizzare TUTTI i possibili pericoli vs BG (da qualsiasi fonte promanino)

b) posizione di controllo: x neutralizzare ALCUNE specifiche fonti da cui possono provenire ALCUNI

specifici pericoli x BG

- posizioni di garanzia (sia di protezione che di ctrl):

1) originarie: sorgono in capo al soggetto x’ dotato di qualifica personale specifica (o riveste un determinato

ruolo sociale)

2) derivate: trasferite dal soggetto detentore a un altro soggetto (spesso x contratto)

- contratto = è necessario che:

1) titolare originario del BG protetto intervenga chiedendo la garanzia

2) il nuovo garante accetti l’obbligo di tutela a titolo derivato

- obbligo contrattuale (penale) permane anche nel caso che il contratto non sia valido a fini civilistici

- posizione di garanzia assumibile anche spontaneamente (senza che ci sia un obbligo giuridico in tal senso)

- posizioni principali di garanzia = assunte con legge (le + frequenti emergono dal diritto di famiglia, es. genitori x

tutela dei figli, che essendo minori, non sono capaci di provvedere a sé stessi e alla cura dei propri interessi)

- altro es.: posizione di garanzia reciproca dei coniugi – garanti reciproci – x beni ad essi singolarmente appartenenti

- posizioni di garanzia anche x contratto o x assunzione spontanea

- posizioni di controllo su fonti di pericolo: 2 condizioni:

a) il titolare del BG non può provvedere

b) il garante deve avere davvero controllo sulla fonte di pericolo

- spesso gli obblighi di posizioni di controllo derivano dalla legge (es. datore di lavoro ha obbligo di proteggere

dipendenti per i danni alla loro persona)

- alcuni soggetti-garanti obbligati x legge (es. le forze di PS hanno obbligo generico di proteggere la collettività) 67

- posizioni di controllo anche x contratto o x assunzione spontanea

8. La distinzione tra ‘agire’ e ‘omettere’ nei casi problematici

- quando si connette la condotta omissiva a certi reati (specialmente reati di azione) possono nascere problemi

- 2 circostanze:

1) Reato Colposo = spesso si individua condotta omissiva (x’ il soggetto che agisce senza diligenza in un certo

senso commette un’omissione) eccessivo ricorso a reati omissivi (facendo dimenticare il RC) non è

corretto (sono 2 tipi <>, anche x’ non c’è SEMPRE la qualità di garante x il s-n-a)

- es. Tizio impedisce con la pistola in pugno a Caio di salvare Sempronio (non omissione di soccorso ma

omicidio mediante azione)

2) Reato Doloso = si individua anche qui condotta una omissiva (es. ‘impedimento nell’intervento soccorritore

altrui’, o ‘arresto di intervento soccorritore personale’) ricorre una volontà dolosa attiva (non la semplice

omissione di soccorso, x’ è non dettata da negligenza o ostacoli esterni o psico-fisici, ma ha una precisa

volontà impeditiva)

- es. tiro una fune a un uomo caduto nel pozzo ma poi la ritiro (se la ritiro prima che la usi = omissione di

soccorso; se la ritiro mentre la usa: omicidio doloso mediante azione)

- es. medico attacca la macchina cuore-polmoni a un paziente e poi la stacca (senza ragione) non importa se

azione o omissione egli era garante di salvezza dell’ammalato (il problema si pone su un altro piano)

II. Antigiuridicità

- reato omissivo = stesse basi di antigiuridicità che nei reati di azione

- se c’è causa di giustificazione x omissione = punibilità annullata

- es. legittima difesa (soccorro un uomo che estrae una pistola e mi minaccia: desisto x legittima difesa) v bene, m

sarebbe difficilmente dimostrabile

- + diffuso: stato di necessità (ometto di prestare soccorso x’ mi deriverebbe un danno grave alla persona)

III. Colpevolezza

1. Premessa

- reati omissivi = hanno una carica energetica minore dei reati di azione

- il s-n-a ha una carica di pericolosità sociale minore rispetto al s-a del reato d’azione (quindi c’è una attenuazione

di trattamento punitivo)

2. Dolo omissivo

- dolo omissivo = perplessità (quanto il s-n-a può VOLERE un’omissione se non conosce la norma penale che impone

il comportamento doveroso?)

- distinzione: 1) reati omissivi propri: fattispecie pregnante e fattispecie neutra

a) pregnante: il s-n-a conosce la norma sociale ma la disattende

b) neutra: deriva dalla legge che il s-n-a conosce ma decide di non rispettare; deve conoscere

cioè la situazione tipica e la possibilità di agire secondo la norma

2) reati omissivi impropri: il s-n-a viene a conoscenza della norma di garanzia ma non agisce

spontaneamente (il s-n-a sa di essere ‘garante’, ma disattende la posizione di garanzia che riveste)

3. Colpa

- l’omissione potrebbe verificarsi x la mancata adozione dei normali canoni di diligenza (quindi c’è ‘colpa’)

- soggetto = deve poi rappresentarsi la concreta possibilità di agire con la normale diligenza

- presupposti x possibilità di agire con diligenza:

1) conoscenza o riconoscibilità della situazione tipica (presupposti alla base del Presupposti dell’azione diligente:

dovere giuridico di agire) Situazione tipica

2) possibilità obiettiva di agire (potersi comportare in modo da attuare la condotta Possibilità di agire

diligente richiesta dalla legge) Fine dell’azione doverosa

3) conoscenza o riconoscibilità del fine dell’azione doverosa (se si attua la condotta Mezzi necessari

doverosa, deve essere adeguata a realizzare il fine che la norma si propone di attuare) SPFM

4) conoscenza o riconoscibilità dei mezzi necessari x raggiungere il fine medesimo

(x avere un comportamento diligente devo usare mezzi adeguati)

- anche qui è auspicabile il ricorso ad un agente-modello x capire se il s-a ha agito omettendo diligenza prescritta dalla

legge 68

- inoltre è necessaria una valutazione di circostanze anormali (che distoglierebbero anche l’agente-modello)

4. Coscienza dell’illiceità

- sempre x colpa cosciente: x colpa incosciente = pura dimenticanza (non comporta una specifica accettazione del

rischio di violare una norma di condotta diligente)

- coscienza dell’illiceità = il s-n-a sa che c’è una norma giuridica che impone un comportamento, ma realizza cmq

l’omissione sapendo che ciò determinerà un danno)

- x avere sussistenza di colpevolezza è sufficiente che il s-n-a sappia dell’esistenza di norma penale che impone un

certo comportamento

IV. Tentativo

1. Il tentativo

- sempre tentativo se reati omissivi impropri (quando cioè evento lesivo non segue a condotta omissiva volontaria)

- reati di azione: tentativo = attuazione di azioni cui manca solo perfezionamento x essere reato completo (cioè manca

evento finale)

- reati omissivi impropri (ROI): tentativo = soggetto omette di attivarsi in modo da evitare realizzazione di evento

lesivo

- connessione tra tentativo e ROI:

a) tentativo = delitto strutturalmente perfetto cui manca solo realizzazione evento

b) ROI = soggetto non impedisce evento lesivo (che aveva obbligo giuridico di impedire) che è un reato vero e

proprio (e non un tentativo)

- si può parlare di tentata omissione?

- es.: una donna tenta di uccidere bambino non dandogli da mangiare, ma una vicina interviene e nutre il bambino: non

è tentata omissione ma omissione tentata (la cosa + importante è il tentativo che si realizza MEDIANTE l’omissione)

- il tentativo nei reati omissivi propri (ROP) è inammissibile

- ROP = mancata adozione di condotta che la legge penale prescrive di compiere

- connessione tra tentativo e ROP = vedi i termini prescritti da legge:

1) tentativo incerto = se legge penale prescrive un certo comportamento entro un certo tempo e il soggetto

non agisce PRIMA della scadenza non è tentativo x’ non sono ancora decorsi i termini (il s-n-a potrebbe

agire)

2) tentativo inesistente = se il tempo utile è passato non è tentativo ma un reato vero e proprio (realizzato e

consumato)

- non esiste quindi un’‘omissione tentata’ x il reato omissivo proprio (il tentativo, dall’omissione, non esiste mai)

- la dottrina + recente prevede che un tentativo di omissione se il soggetto adotta comportamenti diretti in modo non

univoco a non adempiere alla norma giuridica di comando (soprattutto se il termine non è scaduto) omissione

tentata

- anche in qt. caso il protagonista è il tentativo (realizzato mediante omissione)

- se si pone accento sulla semplice omissione (x avere tentativo) c’è un problema di decorso del tempo utile

- se invece si pone accento sul comportamento del soggetto che si preordina nella situazione oggettiva in cui può solo

realizzare omissione omissione tentata! (possibile a questo punto anche nel reato omissivo proprio)

V. Partecipazione criminosa

1. Partecipazione nel reato omissivo

- i criteri del ‘concorso di persone’ sono facilmente identificabili (e si applicano all’azione E all’omissione)

- concorso in omissione:

a) concorso mediante omissione nel reato omissivo: nessuno dei soggetti, tutti tenuti ad agire, agisce (basta

solo analizzare il comportamento di un singolo soggetto)

2. Presupposti e limiti della partecipazione mediante omissione del reato commissivo

b) concorso mediante commissione in reato omissivo: soggetto AGISCE istigando un altro a non agire

c) concorso mediante omissione in reato commissivo: SOLO se il s-n-a aveva l’obbligo giuridico di agire x

evitare la messa in pericolo o la lesione del BG (era cioè titolare di una posizione di garanzia)

- condotta del 1° soggetto = omissiva (non agisce come ‘garante’) a fronte della condotta del 2° soggetto

(commissiva)

- garante o concorrente: problemi: (garante deve agire x impedire che pericolo naturalistico comprometta il BG) 69

- se è chiamato come concorrente x’ doveva proteggere BG è esclusa quindi la sua qualità di garante (art. 40 cp)?

- risposta = NO: il garante risponde x TUTTE le ipotesi considerate

- come considerare ruolo di concorrente del garante?

a) coautore? mette in essere i comportamenti tipici del dolo (anche se eventuale)

b) complice? rimane inerte, mostrando mero compiacimento (si limita a coadiuvare reato pur non

partecipandovi materialmente)

- in Itali: la dottrina vede come complicità la possibile omissione del garante (quindi ANCHE UNA SEMPLICE

OMISSIONE = può essere AIUTO DEL COMPLICE) 70

Parte Quinta – La responsabilità oggettiva

Capitolo 1 – La responsabilità oggettiva

1. Premessa

- nel nostro OG: oltre al dolo e alla colpa (come canoni di imputazione) c’è anche la responsabilità oggettiva (RO:

art. 42 cp)

- art. 42 cp 2° comma: di un fatto delittuoso si risponde a titolo di dolo o colpa (quanto a preterintenzione)

- art. 42 cp 3° comma: ‘la legge determina i casi nei quali l’evento è posto altrimenti a carico dell’agente, come

conseguenza di una sua azione o omissione’

- altrimenti = altro parametro di imputazione responsabilità oggettiva

- RO = residuale quando gli altri 2 non usati x imputare la responsabilità al s-a

- RO = quando esiste solo nesso di causalità oggettiva tra azione del s-a e l’evento

- in passato: la RO veniva x punire tutti i crimini di reo-peccatore

- Illuminismo vede la RO come strumento generico di prevenzione della pena (idea presente ancor oggi nel nostro OG)

- oggi = si ricorre alla RO a fini di prevenzione deterrente?

- RO non è valida allora x’ il reo spesso non è esperto di DP e quindi non capisce la differenza tra:

responsabilità colpevole <> responsabilità obiettiva

- la RO non sarebbe valida neppure se nel processo non si riescisse a provare il reato (e quindi il reato stesso fosse da

imputare su base oggettiva)

2. Responsabilità oggettiva e principi costituzionali

- art. 27 Cost.: richiama circostanza che la ‘responsabilità penale è personale’ (esclude quindi che qlcuno possa essere

incriminato x colpe altrui, ma non esclude neanche che si possa usare la fattispecie della RO)

- soggetto risponde solo di ciò che ha commesso personalmente, ma oggettivamente, anche se non ha agito x dolo o

colpa

- nella RO = non è necessario parlare di colpevolezza (‘colpa’ e quindi ‘colpevole’ richiedono almeno un’accusa di

negligenza o cmq di condotta non diligente)

- con la RO viene meno anche il presupposto educativo della pena (il soggetto non sentendosi ‘colpevole’ non deve

essere ‘rieducato’)

- inoltre senza dolo o colpa sarebbe troppo pesante accusare x RO i soggetti (grave limitazione a libertà personali)

- x qt: la RO è incostituzionale (quindi bisogna sempre ricorrere ai canoni di dolo o colpa x l’imputazione penale)

- incongruenza tra principio di RO e il principio costituzionale di personalità della responsabilità penale potrebbe

condurre a reinterpretazione di diritto ordinario in materia penale (e conseguente necessità di conformare il DP ai rilievi

costituzionali) Responsabilità oggettiva: PaPrM

Pura Aberratio delicti

3. Casi di responsabilità oggettiva ‘pura’ Reato diverso

Mista

- due tipi di RO:

1) RO pura

2) RO mista a dolo e a colpa

- RO pura:

a) aberractio delicti: commissione di reato diverso da quello voluto (il reato diverso è imputato al s-a sulla

base di RO, ma le sanzioni vengono prese da quelle previste x la colpa)

b) responsabilità del concorrente x reato diverso da quello voluto: è di natura oggettiva (anche se il

partecipe non ha voluto quel reato basta per l’esistenza del nesso di causalità materiale)

4. Segue: reati di stampa

- classico esempio di RO pura: reato a mezzo stampa (art. 57 cp) imputabile al direttore e vicedirettore di un giornale

che devono controllare il tenore degli articoli scritti dai propri redattori (approvando solo quelli opportuni)

- legge 127/1958: riforma dell’art. 57 cp. introduce il concetto di colpa (negligenza nel controllo) da parte del direttore

RO mista a colpa

- il direttore non deve controllare gli articoli (questo limiterebbe la libertà di stampa)

- se xò il direttore appoggia un articolo penalmente doloso? è responsabilità concorrente o autonoma?

- responsabilità di direttore = autonoma (ma se invece il direttore appoggia un articolo che sa scritto con intento doloso

= è concorrente doloso)

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nadia_87

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nadia_87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Cadin Raffaele.

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