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dopo le venti. Una disciplina speciale è prevista per le perquisizioni, ispezioni o

sequestri presso il difensore, che sono consentite solo:

- quando essi o altre persone che lavorano nello stesso studio sono imputati, e

limitatamente ai fini dell’accertamento del reato loro attribuito

per individuare tracce o altri effetti materiali del reato, ma senza poter sequestrare

- carte o documenti relativi all’oggetto della difesa, salvo che costituiscano corpo

del reato. A tali ispezioni – consentite solo col rispetto delle garanzie di libertà

previste dall’art. 103 - procede personalmente il giudice o il pm e, a pena di

nullità va avvisato il consiglio dell’ordine forense del luogo perché il presidente o

un consigliere suo delegato possa assistere alle operazioni.

IL SEQUESTRO PROBATORIO

Il nuovo codice distingue il sequestro probatorio, diretto alla ricerca della prova, dal

sequestro conservativo e dal sequestro preventivo, che sono misure cautelari reali. Il

primo è collocato tra i mezzi di ricerca della prova, gli altri due tra le misure cautelari.

Tutti e tre creano un vincolo di indisponibilità sulla cosa, attraverso uno spossessamento

coattivo. Differenti sono le finalità.

Il sequestro probatorio è un mezzo attraverso il quale l’ag – con decreto motivato –

dispone che venga acquisito il corpo del reato o le cose attinenti al reato, necessari ai fini

dell’indagine preliminare in corso. Il corpo del reato – ai sensi dell’art. 253 – è

rappresentato dalle cose sulle quali o mediante le quali il reato è commesso, nonché le

cose che ne costituiscono il prodotto, il profilo o il prezzo. Come per gli altri due tipi di

sequestro, anche per il sequestro probatorio si al’imputato che il terzo presso il quale il

sequestro è effettuato possono chiedere al Tribunale della Libertà il riesame del

provvedimento con il quale il sequestro è stato disposto. Limiti soggettivi e oggettivi

sono previsti nelle ipotesi di sequestro di corrispondenza, presso banche o soggetti tenuti

al segreto professionale, di Stato o d’ufficio, che possono opporsi – per iscritto – al

sequestro. Ma se l’ag ritenga indispensabile il documento, può disporre ulteriori

indagini, a seguito delle quali disporre il sequestro. Nel caso di segreto di Stato deve

essere informato il presidente del CdM, perché confermi o meno l’esistenza del segreto.

Se questa viene confermata, il giudice dichiara non doversi procedere. Se non riceve

risposta nel termine di 60 giorni, può disporre il sequestro.

Il sequestro è mantenuto finchè sussistano le esigenze probatorie. Il limite massimo è la

sentenza irrevocabile, dopodiché la cosa va restituita, salvo che ne sia stata ordinata la

confisca.

Nel corso delle indagini preliminari, la persona interessata può presentare al pm richiesta

motivata di restituzione della cosa sequestrata. Il pm, se valuta che non sussistano più

esigenze probatorie, dispone la restituzione all’avente diritto; se ritiene che le esigenze

esistano ancora, respinge la richiesta. Contro tale atto l’interessato può presentare

opposizione al gip, che provvede in camera di consiglio, disponendo la restituzione, il

mantenimento del sequestro o, quando vi è contestazione sull’appartenenza della cosa

sequestrata, rimette la questione al giudice civile competente, fermo restando il

sequestro. Il provvedimento del giudice può essere impugnato con ricorso per

cassazione.

Il sequestro probatorio può essere convertito in sequestro conservativo o preventivo con

apposito provvedimento del giudice emesso su richiesta del soggetto legittimato.


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Sara F

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Giurisprudenza
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Losappio Giuseppe.

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