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INTRODUZIONE

Dopo la rivoluzione francese (1789): il popolo francese, e in particolare la borghesia, si era ribellato

all’assolutismo della monarchia per avere il riconoscimento dei loro diritti e delle “LIBERTA’”. Il suo

scopo fu quello di affermare il PRINCIPIO DEMOCRATICO della SOVRANITA’ POPOLARE

.

a

Il risultato fu quello di avere ottenuto dal re Luigi XVI nel 1789 una 1 COSTITUZIONE (dichiarazione

dei diritti dell’uomo e dei cittadini) che introduce il concetto di SEPARAZIONE DEI POTERI. In seguito

la Francia si diede altre costituzioni che rispondevano sempre più alle richieste di partecipazione del potere

del popolo e al riconoscimento delle libertà

Importante fu la Costituzione del 1795 (detta dell’anno III) perché introdusse delle guarentigie liberali e

stabilì la divisione dei poteri fra:

• DIRETTORIO: di 5 membri che si occupavano del pot. Esecutivo

• PARLAMENTO BICAMERALE: organo legislativocce veniva eletto con ampio suffragio ed era composto

da: Consiglio dei 500

o Consiglio degli anziani (senato) :250 membri nominati dal direttorio

o

Questa costituzione pur apprezzabile aveva delle lacune che portarono nel caos gli organi e ciò permise a

NAPOLEONE accentrare nuovamente in una sola persona tutto il potere lasciando poco spazio alla

borghesia.

La rivoluzione francese aveva portato al crollo dell’ANCIEN REGIME( il regime delle monarchie assolute in

Europa giustificato dal fatto che il potere del re era divino)e la presa di potere della borghesia (ceto medio fra

contadini e nobili con una cera cultura razionale e illuminista. Erano benestanti, es banchieri, e intellettuali. Essi

cominciarono ad essere consapevoli del loro “potere economico” e stanchi dei soprusi della monarchia

cominciarono a combattere per la LIBERTA’ e per aver diritto a PARTECIPARE AL POTERE )

Effetti in ITALIA (fine 1700): Gli italiani furono molto ispirati dalla rivoluzione francese a dai risultati ottenuti.

Anche in Italia si rafforza la BORGHESIA che insieme ai ceti più ricchi, nei salotti intellettuali,

cominciano un vivace dibattito sullo stato e sul potere caratterizzato da idee rivoluzionarie perché si

voleva un disegno politico alternativo alle monarchie assolutistiche gestito dalla sola borghesia

Lo strumento per attuare questa “rivoluzione politica” era l’ottenimento di una COSTITUZIONE DI

TIPO LIBERALE ( che riconoscesse le libertà). La costit. Era inteso come documento scritto che

sancisce un patto fra governanti e governati, riconosce delle libertà e disciplina l’organizzazione dei

poteri, limitando gli abusi

Alla fine del 1700 si elaborarono molti PROGETTI COSTITUZIONALI (come doveva essere la Cost.?) . Tra i

molti pensatori ricordiamo:

1. GORANI ipotizzava per la CORSICA una monarchia limitata come quella inglese

2. VASCO sempre per la CORSICA e I ispirato agli ideali di Rousseau aveva come modello forme di

democrazia diretta e partecipativa ;

3. GIANNI e MAGGI elaborarono progetti di riforma dell’organizzazione statuale del GRANDUCATO

DI TOSCANA , il I cercando di attuare una forma di collaborazione nella gestione del potere tra i

possidenti locali e l’attività del Granduca , il II ispirandosi a principi di un moderato riformismo;

4. VERRI , che ispirato anch’egli ad un moderato riformismo , aveva elaborato un progetto di riforma

dell’organizzazione statuale della LOMBARDIA AUSTRIACA fondata su un accordo tra la dinastia

degli Asburgo e la ricca borghesia lombarda

5. PIATTOLI propose una riforma dell’assetto statale della Polonia cercando di opporre alla oligarchia

feudale la forza congiunta della monarchia e del ceto medio

Pur nascendo in differenti contesti storico-culturali , ciò che accomunava tali progetti è l’idea della

“PARTECIPAZIONE DELLA BORGHESIA “ alla gestione del potere ispirandosi alla Francia si

vuole affermare:

• la sovranità popolare

• il principio di uguaglianza

• il potere alla borghesia.

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1800-1815: Dopo il crollo del regime autoritario di Napoleone , ormai l’ egemonia della borghesia si era

affermata nella vita politica degli stati. Neppure il Congresso di Vienna(1814-1815)(che

stabiliva il ritorno sui troni europei delle vecchie dinastie esistenti prima della rivoluzione) fu

sufficiente a ricreare l’antico potere aristocratico in quanto si potevano abrogare gli statuti

napoleonici , ma non si poteva cambiare l’organizzazione amministrativa e giudiziaria degli stati

che già molto radicata.

LA MONARCHIA AMMINISTRATIVA Ormai non si poteva più governare senza un’intesa fra monarchia e le altre

forze della società (soprattutto la borghesia).

Nacque così la MONARCHIA AMMINISTRATIVA:un ordinamento basato sulla e colaborazione

tecnica tra nobiltà e borghesia che si occupavano delle attività amministrative, mentre la conduzione

della vita pubblica e quindi le decisioni politiche spettavano alla coroa. nafu affidata alla monarchia e

ciò portava al mantenimento degli istituti amministrativi e giudiziari introdotti dalla Rivoluzione

Francese.

Illusoria: La mon. Ammin. non poteva funzionare! Non si può prescindere l’amministrazione dalle scelte

politiche: esse devono seguire la stessa linea e provenire dallo stesso organo. La borghesia non poteva

accettare che le decisioni fossero prese dalla corona ed essa si doveva limitare ad attuarle senza

partecipare alla stessa decisione. Voleva dire rinunciare a tutte le conquiste fatte.

Conclusioni: Era necessaria una REVISIONE della struttura per fare affiancare la corona dalla borghesia con

pari poteri. Questa necessità portò ai MOTI RIVOLUZIONARI del 1820-1821

MODELLI COSTITUZIONALI DEL 1820-1821: dopo moti del 1820-1821 i rivoluzionari potevano

(in Europa):

ispirarsi 3 modelli di costituzioni

1) COSTITUZIONE DI CADICE( Spagna) (1812) su base democratica in quanto garantiva un

notevole potere della borghesia nell’ordinamento attraverso un sistema parlamentare

monocamerale;

2) COSTITUZIONE SICILIANA (1812) su base aristocratica accolta favorevolmente dalle

oligarchie-feudali.

3) COSTITUZIONE FRANCESE (1814) si basava su un compromesso tra la monarchia da un

lato e l’aristocrazia ereditaria e la ricca borghesia terriera dall’altro, elette rispettivamente

nella CAMERA ALTA e nella CAMERA BASSA.

In ITALIA:

• REGNO DI SARDEGNA + R. DELLE 2 SICILIE : per il carattere popolare del testo

della Costituzione di Cadice, i due regni si ispirarono ad essa facendo delle modiche in

modo da esaltare le norme liberali, dsa mantenere l’egemonia della borghesia e adattarla

alla realtà italiana.

• REGNO DI NAPOLI E DI TORINO: anche qui si ispirarono alla costituzione di

CADICE, ma la borghesia fu impreparata a gestire il potere senza aiuto del popolo e

fronteggiare le ostilità della monarchia. Per questo motivo bisognava scegliere se fosse

meglio aggiungere alla cost. di Cadice degli EMENDAMENTI FORMALI oppure cambiare

modello. Si optò per cambiare modello e si prese in considerazione la COSTITUZIONR

FRANCESE del 1814

La costit. FRANCESE del 1814 riservava ampi spazi di potere alla Corona e si basava su un

compromesso con la borghesia. Anche questo modello non era attualizzabile in Italia per le

varie dinastie italiane diffidavano da ogni forma di costituzionalismo

Monarchia CONSULTIVA: in Italia fu così necessario introdurre semplici ORGANI CONSULTIVI (composti

prevalentemente dalla borghesia); furono, infatti, create numerose rappresentanze borghesi

inquadrate in un sistema piramidale con al vertice le CONSULTE o i CONSIGLI DI STATO destinati

a fiancheggiare l’azione governativa in quanto erano investite del compito di esprimere al potere dei

pareri non vincolanti in materia amministrativa e politica.

Tali rappresentanze costituivano un modo esemplare di composizione di interessi tra loro confliggenti in

quanto erano ben viste da:

• conservatori come l’argine estremo contro le aspirazioni della borghesia

• liberali come un passo verso l’introduzione di una monarchia rappresentativa a base parlamentare.

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cap. 1

LE COSTITUZIONI DEL 1848

LO STATUTO ALBERTINO

LIBERALIMO RISORGIMENTALE: Fu proprio il fallimento del consulente di Stato e il crollo della mitizzata

MONARCHIA CONSULTIVA e a segnare il trionfo della esigenza di uno statuto di tipo liberale

con un governo rappresentativo.

Cesare BALBO è stato un politico italiano, scrittore e Presidente del Consiglio del Regno di Sardegna. Sperava

che alla guida di un futuro Risorgimento sarebbero potuti salire i Savoia che avrebbero permesso la

concessione di una costituzione di stati confederali.

Presto si convinse che, per raggiungere tale scopo bisognava avere fiducia nel governo e sperare in una

mediazione con i governanti.

Balbo non reputava adatti i modelli proposti dai consiglieri del re e neppure quelli proposti dai cospiratori

contro il sovrano. Per questa sua insoddisfazione era mal visto da entrambe le parti politiche tanto il re Carlo

Alberto decise di esiliarlo. Tra il ’21 e il ’47 visse, quindi, un periodo di isolamento totale in cui si dedicò

alla scrittura. Nel ’44 venne pubblicato ”Le speranze d’Italia. in cui

giustificava le CONSULTE come una tappa verso ordinamenti rappresentativi. Balbo ripropone

nell'opera fa l'esame obiettivo della realtà attuale e ciò gli consene di identificare nella dominazione

austriaca il maggior ostacolo all'attuazione di una confederazione tra gli stati italiani.

Secondo Balbo il riscatto nazionale sarebbe potuto avvenire solo in 4 modi:

• attraverso un’azione concorde tra i principi (impossibile da realizzarsi)

• mediante un’insurrezione popolare ( non praticabile)

• per effetto di un intervento straniero ( ma per i suoi risvolti politici era molto pericoloso)

• come conseguenza di una condizione favorevole di carattere internazionale( unica soluzione

attuabile)

Si aspettava di fatto che l'espansione dell'Impero asburgico coinvolgesse l'area dei Balcani in

modo tale da lasciare libera la penisola. È quindi attorno alla basilare questione dell'autonomia dallo

straniero che ruota alla fin fine tutto il suo pensiero politico.

In un’altra sua opera “Delle Rivoluzioni” Balbo dimostra che i governi CONSULTIVI sono

inefficaci perché portano a tumulti e congiure. Infatti chi vuole opporsi allo stato delle cose non ha

mezzi per intervenire nella politica e perciò l’unica possibilità che ha è la rivoluzione.

Conclusioni di Balbo: nella sua riflessione partì con la convinzione che le consulte potevano essere utili

a

come una 1 tappa verso gli ordinamenti rappresentativi, ma poi giunse a dimostrare come le

consulte realizzavano una “forma ibrida e falsa” in quanto non si poteva ammettere un 3°

sistema tra l’assolutismo e il costituzionalismo.

Svanisce il completo rifiuto del ideologia costituzionale che aveva caratterizzato le opere

d’alcuni ideologi conservatori quali il DE MAISTRE che vedeva nella emanazione della

costituzione una “lesione del diritto divino del re”, il BURKE che asseriva la superiorità assoluta

dei regimi tradizionali e consuetudinari,

Verso la MONARCHIA RAPPRESENTATIVA Inizia una MEDITAZIONE degli esperti politici sulle esperienze

costituzionali della Francia e dell’Italia tra il 1789 e il 1814 (dalla rivoluzione alla fine del dominio

napoleonico) in quanto la lotta per una costituzione liberale si identificava nella lotta per la libertà.

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Anche se Costituzioni di questa epoca (metà 1800) erano OTTRIATE, cioè statuti concessi dal sovrano in

modo perpetuo ed irrevocabili, ciò non sminuisce le idee liberali. Il re non poteva per sua iniziativa

modificare o abrogare la costituzione. Invece la visione di un concorso tra la volontà del re con quella del

popolo nella formazione dellle leggi fondamentali apre la strada verso una MONARCHIA

RAPPRESENTATIVA DEI DIRITTI DEL POPOLO.

La costituzione viene vista come lo come strumento che possa tutelare gli interessi del popolo pur

esistendo una monarchia come aveva insegnato l’esperienza francese ( Francia aveva cercato sempre di

realizzare la forma più adatta per le esigenze di una realtà liberale trovandola nella monarchia rappresentativa

che fu introdotta dalla Corte del 1814 perfezionata nel 1830)

Si pensa che l’Italia non abbia fatto una consapevole meditazione sulla sua evoluzione costituzionale studiando

le esperienze francesi ed europee, perchè dominata dagli stranieri non aveva una apertura culturale di tipo

costituzionale e perché con le idde risorgimentali puntava solo all’unità.

Questa teoria è FALSA: infatti l’Italia ha impiegato più tempo ad adattarsi agli ideali europei solo perché doveva

capire quale meglio si adattava al suo territorio ancora diviso in tante dinastie.

Per questo anche l’Italia si è ispirata alla Costituzione Francese del 1814!

Pellegrino ROSSI (nato a Carrara, nel 1787 e morto assassinato nel 1848) fu un economista, politico e grande studioso

del diritto in particolare quello costituzionale che insegnò in varie università europee e ciò gli permise di

conoscere profondamente l’ideale costituzionale in Italia e in Francia ( dove visse per un lungo tempo)

Il Rossi scisse “ Cours de droit constitutionnel” in cui faceva notare come la Francia sin dalla rivoluzione

aveva MODIFICATO continuamente i suoi ORDINAMENTI per trovare la forma più adatta per realizzare

una SOCIETA’ LIBERALE. La forma liberale l’aveva realizzata attraverso la costruzione di una

Costituzione del 1814 e perfezionata con la

MONARCHIA RAPPRESENTATIVA introdotta con la

Costituzione del 1830.

presentava una sintesi dei pregi di tutte le esperienze politiche vissute dalla Francia e dall’Europa

Rossi

dimostrando peraltro la necessità di superare il testo del 1814 (emanato da Luigi XVIII ) in quanto questo era

sorto da un compromesso tra le concezioni monarchiche dell’ancien regime e il principio della sovranità

nazionale elaborato dalla rivoluzione.

COSTITUZIONE FRANCESE del 1814: LUIGI XVIII fu costretto ad emanare la costituzione dalle potenze che

A

avevano sconfitto NAPOLEONE ( 6 coalizione tra cui Inghilterra, Russia, Austria …) e fu frutto del

CONGRESSO DI VIENNA (unione della 6 a coalizione + Francia a Vienna per dare un nuovo ordine ai territori

europei scombussolato dal dominio napoleonico con il successivo ritorno delle precedenti dinastie)

Cosa stabilì: la carta del 1814 formò un sistema INTERMEDIO fra:

• monarchia limitata

• governo parlamentare

La Costituzione voleva riaffermare il D. Divino della corona, ma anche riconoscere D. di LIBERTA’ dei

sudditi.

il potere fu così diviso:

• AL RE= potere esecutivo + controllo sulla giustizia

• A 2 CAMERE (1 elettiva + 1 ereditaria detta “PARIA”) = potere legislativo su cui però il re aveva

una forte influenza ( poteva convocare o prorogare le camere, indire nuove elezioni e poteva

promuovere le leggi).

La Carta affermava la IRRESPONSABILITA’ REGIA: accanto al re c’erano dei ministri “responsabili

penalmente” per l’azione di governo.

Per il Rossi La Carta del 1814 aveva dei limiti intriseci..

Disse che il re CARLO X (fratello Luigi XVIII. Salì al trono nel 1824 alla morte del fratello Luigi XVIII.) aveva

fatto un’interpretazione della Carta di tipo “ANTI-PARLAMENTARE” sciogliendo il legame di fiducia fra

governo e parlamento. Ciò contribuì a impedire il consolidamento del sistema parlamentare e a restringere la

libertà politica della nazione (con la limitazione della libertà di stampa e con la sottrazione del potere normativo

alle camere). Il re alimentò una nuova crisi politica.

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COSTITUZIONE FRANCESE del 1830: fu emanata da LUIGI FILIPPO (Nel 1830, la rivoluzione dei "tre

[1]

giorni gloriosi", rovesciò Carlo X, che abdicò.Temendo una rivolta repubblicana, la Rivoluzione parigina

del luglio 1830 portò al trono Luigi Filippo, il quale, già il mese successivo, fece approvare una Costituzione)

Questa Costit. era simile alla precedente del 1814, ma si basa su presupposti ideologici diversi. La novità più

importante fu che non si trattava di una costituzione ottriata , ma VOTATA: infatti fu approvata dai due

rami del parlamento e non concessa dal Re, il quale era "Re dei Francesi" ( e non più della Francia). Nasce

da un accordo fra sovrano e camera dei Deputati. Il re si rivelò profondamente innovatore in senso

democratico- liberale perché limitava il principio della legittimità dinastica per favorire quello della

SOVRANITA’ POPOLARE.

Cosa stabilì La carta del 1830 decise:

• La soppressione del potere di ordinanza

• Più guarentigie dei d. di libertà

• La camera dei “PARIA” divenne da ereditaria elettiva

• Estensione del suffragio

Sono fattori che rendono la corte del 1830 aderente al carattere borghese impresso dalla rivoluzione alla

politica della Francia e che trova un altro elemento di notevole rilevanza nel rapporto di fiducia che lega il

governo detentore del potere esecutivo al parlamento.

Per il Rossi La Carta del 1830 è MIGLIORE perché si adatta al carattere borghese della società francese. Essa

afferma il PRIMATO DELLA BORGHESIA che viene rappresenta nella camera elettiva.

IL GOVERNO DIVENTA RESPONSABILE del suo operato verso il parlamento, creando un vero

“rapporto di fiducia”. Un Governo legato solo alla corona avrebbe favorito il ritorno alle dinastie

autoritarie.

BELGIO: In tale clima sorge anche la COSTITUZIONE BELGA (1831)con cui sancisce il SISTEMA

e stabisce:

RAPPRESENTATIVO:

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Scienze giuridiche IUS/19 Storia del diritto medievale e moderno

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Daniel Bre di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del diritto medievale e moderno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Sigismondi Francesca.
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