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Unità 2: lo stato italiano e gli organi costituzionali

Lo stato italiano

Lo stato italiano è uno stato giovane. Nacque nel 1861 con la proclamazione del Regno d'Italia in seguito alle guerre di indipendenza: fu così che territori da sempre frammentati in più stati indipendenti o posti sotto il controllo di potenze straniere vennero unificati sotto un'unica legge.

Le forme di stato

Lo Stato Italiano ha attraversato 3 periodi storici a cui corrispondono 3 diverse forme di organizzazione statale:

  • Liberale (1861-1922). Nel 1861 l'Italia fu uno stato liberale, in cui il diritto di voto spettava a una minoranza della popolazione. La costituzione del Regno d'Italia, lo Statuto Albertino emanato nel 1848, prevedeva un parlamento formato da due camere: di cui la Camera dei Deputati eletta a suffragio ristretto, mentre il Senato del Regno era di nomina regia. Nei primi anni del Novecento vi fu una notevole estensione del diritto di voto, che restava però riservato solo agli uomini.
  • Fascista (1925-1943). In seguito alla Marcia su Roma, nel 1922, il re Vittorio Emanuele II chiamò al potere Benito Mussolini, capo del partito nazionale fascista, gli affidò il governo del paese e accettò che fosse nominato presidente del consiglio. Nel 1925 Mussolini instaurò lo Stato Fascista, abolì i diritti civili e sindacali e sciolse i partiti politici di opposizione, attuando una trasformazione dello Stato. La dittatura fascista ebbe termine nel 1943. Seguì il periodo della Resistenza contro i tedeschi che avevano occupato il nostro paese e contro i fascisti che si erano riorganizzati nel nord Italia fondando la Repubblica di Salò.
  • Democratico (dal 1946). Dopo la liberazione dei tedeschi nel 1946, gli elettori italiani si espressero a favore della Repubblica con il Referendum del 2 giugno 1946. Fu eletta un'assemblea costituente che elaborò il testo della nuova Costituzione repubblicana. Alle elezioni del 2 giugno 1946 votarono anche le donne: fu cioè introdotto il suffragio universale. L'Italia può essere considerata uno Stato democratico. La Costituzione fu approvata dall'assemblea costituente il 27 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1º gennaio 1948.

La Costituzione

La Costituzione è la legge fondamentale della Repubblica italiana. È un documento di 139 articoli così suddiviso:

  • I primi dodici articoli costituiscono i principi fondamentali;
  • La Parte I intitolata Diritti e doveri dei cittadini tratta dei rapporti tra lo Stato e la società civile;
  • La Parte II intitolata Ordinamento della Repubblica tratta dell'organizzazione dello Stato;

La Costituzione italiana è una costituzione rigida, cioè non può essere modificata dal Parlamento con legge ordinaria, ma soltanto attraverso una procedura più lunga e complessa. La corte costituzionale ha il potere di giudicare le leggi e annullare quelle che contengono disposizioni in contrasto con i principi costituzionali.

Compromesso costituzionale

È un accordo preliminare tra le parti, che si impegnano reciprocamente a dare seguito al successivo contratto che sarà posto in essere dalle parti stesse. Solitamente si utilizza nelle compravendite immobiliari, quando una parte si impegna ad acquistare il bene e l'altra si impegna a vendere alle condizioni stabilite. (Si scontravano: comunisti → principio uguaglianza sociale; e democratici → principio solidarietà, presuppone la divisione in classe).

Elettorato attivo e passivo

L'elettorato attivo è definito come la capacità di votare. Esso è subordinato al possesso di due requisiti positivi, cittadinanza italiana e maggiore età (per le elezioni del Senato della Repubblica si può però votare solo se si sono compiuti i 25 anni).

L'elettorato passivo è definito come la capacità di essere eletto. Il principio generale è quello dell'eliggibilità di tutti gli elettori, salvo restrizioni particolari previste dalla costituzione (compimento del 25esimo anno di età per essere eletti alla Camera dei deputati e compimento del 40esimo anno di età per essere eletti al Senato della Repubblica).

Forme di governo e forme di Stato

Per forma di Stato si intende il rapporto che intercorre tra i governatori e i governanti, nonché i principi e i valori a cui lo Stato ispira la sua azione (stato assoluto, liberale e democratico).

Per forma di Governo si intende i modi in cui il potere è distribuito e organizzato tra i principali organi dello Stato (Repubblica parlamentare, presidenziale e semipresidenziale).

La forma di governo può essere:

Monarchia

  • Assoluta → tutti i poteri sono esercitati direttamente o indirettamente dal sovrano, non esistono altri organi costituzionali;
  • Limitata;
  • Costituzionale → è una forma di governo in cui a capo dello Stato c'è un sovrano le cui leggi sono limitate dalla Costituzione e per entrare in vigore devono essere approvate dal Parlamento;
  • Parlamentare → forma di governo dove c'è una monarchia, il quale viene ridotta ad una figura cerimoniale rappresentante dell'unità nazionale ma di fatto può ricevere tutti i poteri quando vuole.

Repubblica

  • Parlamentare (Italia) → il governo necessita del sostegno costante di una maggioranza parlamentare che approvi le linee politiche del governo;
  • Presidenziale (USA) → nasce dalla creazione di un ordinamento giuridico, che prevede 2 distinte elezioni, per l'elezione del Capo dello Stato e per il Parlamento;
  • Semipresidenziale (Francia) → caratterizzata dall'attribuzione al Capo dello Stato di importanti funzioni politiche;
  • Direttoriale (Svizzera) → non esiste il Capo dello Stato monocratico, ma le sue funzioni vengono svolte collegialmente da un collegio ristretto.

La forma di governo

Il principio fondamentale del costituzionalismo moderno, è che al vertice dello Stato non esiste un unico organo, ma una pluralità di organi, reciprocamente indipendenti tra di loro, cui competono funzioni diverse. Il filosofo francese Montesquieu formulò la teoria della separazione dei poteri secondo la quale era necessario che le funzioni fondamentali dello Stato fossero affidate a organi diversi e indipendenti fra di loro.

Montesquieu distingueva 3 funzioni:

  • La funzione legislativa (Parlamento), consiste nel fare le leggi e stabilire le norme generali e astratte a cui tutti i soggetti dello Stato devono attenersi;
  • La funzione esecutiva o amministrativa (Governo), consiste nel realizzare gli obiettivi che lo Stato si propone, entro i limiti stabiliti dalla legge;
  • La funzione giurisdizionale (Magistratura), consiste nel risolvere le controversie tra i cittadini in base alla legge e nel giudicare in merito alle violazioni delle leggi.

L'azione concreta dello Stato, svolta dal potere esecutivo, viene sottoposta a un doppio limite: deve seguire le norme fissate in modo generale e astratto dal potere legislativo e deve rispondere della legittimità dei propri atti di fronte a un potere giudiziario indipendente. Negli stati democratici contemporanei le forme di governo attualmente esistenti sono: la forma di governo presidenziale e la forma di governo parlamentare.

La forma di governo presidenziale

(Stati Uniti d'America) → sistema elettorale maggioritario. È di tipo dualistico: il presidente esercita la funzione esecutiva; il parlamento esercita la funzione legislativa. Entrambi sono eletti dal popolo. Il presidente esercita la funzione esecutiva ed è contemporaneamente capo dello Stato. Egli viene eletto direttamente dal popolo ogni 4 anni e non è responsabile di fronte al parlamento. Nel sistema presidenziale non possono esistere le "crisi di governo".

La funzione legislativa è affidata a un parlamento eletto direttamente dal popolo. Il presidente non può sciogliere il parlamento e indire elezioni anticipate e pertanto i parlamentari restano in carica fino alla fine del loro mandato, qualunque sia la politica che essi adottano. Il presidente ha un ampio potere personale nel campo delle scelte politiche e amministrative, ma per poter governare e spendere il denaro deve ottenere che il parlamento approvi le leggi che egli propone.

Il sistema presidenziale è segnato dal continuo alternarsi di momenti di conflitto e di accordo tra il presidente e il parlamento.

La forma di governo parlamentare

Si basa sulla centralità del Parlamento, unico organo a essere eletto direttamente dal popolo. Il Parlamento non esercita solo la funzione legislativa, ma ha anche il compito di esprimere il governo e di controllarne l'operato. Infatti, il Governo, che detiene il potere esecutivo, deve avere la fiducia del Parlamento ed è costretto a dimettersi quando tale fiducia viene a mancare. Nelle forme di governo parlamentari esiste, accanto al Parlamento e al Governo, il capo dello stato, che ha il compito di rappresentare l'Unità nazionale e vigilare sul rispetto della Costituzione.

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