Che cos'è il diritto?
È un fenomeno connesso alla natura dell’uomo, un fenomeno umano e dell’uomo in quanto essere sociale. L’uomo che vive in società con altri uomini ha bisogno del diritto. Il diritto è tipico di ogni società. Sono regole di condotta che guidano il comportamento di chi appartiene a una collettività. Dove c’è diritto, c’è un gruppo sociale.
Il ruolo del diritto nelle relazioni sociali
Il diritto è un regolamento di relazioni sociali. Esso detta delle regole che disciplinano i rapporti con gli altri, composto da regole di condotta che impongono comportamenti intersoggettivi. La finalità è quella di assicurare una pacifica convivenza. Il diritto organizza la vita di una società.
Diritto e ordine politico
Il diritto è uno strumento di ordine politico determinato dal potere politico che stabilisce delle regole di condotta. Il diritto non è autoreferenziale: in una società ci sono valori e scelte etiche che riguardano le società. Alcuni valori e comportamenti sono così importanti per la tenuta che saranno definiti come comportamenti da seguire. Alla base ci sono delle scelte di carattere etico, come il non rubare o non uccidere. I comportamenti che non si attengono alle norme vengono puniti.
Rapporto tra diritto e giustizia
La giustizia è un ideale, mentre il diritto realizza un aspetto delle relazioni sociali, determinato dalle forze politiche. Non c’è una sovrapposizione tra diritto e giustizia. Il diritto è uno strumento di ordine politico che riguarda i cittadini. La comunità si dà delle regole di condotta e si deve assicurare il rispetto di queste regole con delle autorità.
Caratteri della norma giuridica
- Generalità: La regola di condotta si riferisce a una serie di persone non individualmente determinate. Riguarda una prescrizione normativa che riguarda una serie di casi e persone non individuati. Esempio: "Tutti i giovani nati nel 2002 (previsione generale)."
- Causalità deontologica: Se c’è un presupposto, allora deve esserci una conseguenza. Esempio: Se commetto un furto, ci deve essere un’autorità che mi punisce. Le norme giuridiche si distinguono dalle regole della natura, che sono caratterizzate da una causalità ontologica.
- Astrattezza: Riguarda l’indeterminabilità dei soggetti suscettibili di trovarsi nella situazione prevista dalla norma. Esempio: "Chiunque commetta un furto viene recluso fino a 3 anni".
- Norme eccezionali: Riguardano un singolo caso, non una serie di casi, disciplinando un singolo caso. Norme speciali possono riguardare un certo numero di casi ma non la generalità dei casi.
Gli ordinamenti giuridici
Un ordinamento giuridico politico è portatore di un fine generale, interessi di una collettività e conservazione del gruppo sociale. Nella nostra società è lo Stato l’ordinamento giuridico politico per eccellenza. Esso esercita autorità su chi vive in quel territorio. Tre elementi fondamentali dell’ordinamento giuridico dello Stato sono:
- Territorio: Per essere tale, lo Stato deve esercitare la sua autorità su una parte del territorio. Senza territorio non c’è Stato.
- Popolazione: Persone che vivono su questo territorio e che sono soggette a quest’autorità.
- Sovranità: Potestà di governo e autorità. L'ordinamento giuridico a fini generali esercita il potere sovrano su un dato territorio cui sono subordinati in modo necessario i soggetti ad esso appartenente.
Classificazioni di regole di condotta
Esiste una distinzione tra regole pubblicistiche e del diritto pubblico o del diritto privato.
Diritto pubblico
Riguarda ciò che è direttamente affidato al potere pubblico perché cura interessi della collettività, interessi generali della collettività. Appartengono al diritto pubblico:
- Diritto costituzionale
- Diritto internazionale: studia i rapporti tra gli stati
- Diritto dell’UE
- Diritto parlamentare: diritto che trova le sue fondamenta nei regolamenti della camera e senato
- Diritto regionale degli enti locali
- Diritto amministrativo: funzionamento della pubblica amministrazione
- Diritto tributario: regola il funzionamento delle imposte
- Diritto ecclesiastico: regola il rapporto tra Stato e Chiesa
- Diritto penale: complesso di norme giuridiche che prevedono delle sanzioni per fatti considerati gravi che mettono a rischio la pacifica convivenza.
Diritto privato
Regola ciò che è affidato all’autonomia dei privati, i quali possono regolare i loro rapporti giuridici tramite lo strumento del contratto, ovvero un patto tra privati per dare un aspetto giuridico a un'azione (come comprare una macchina, prestito dei soldi, impegno in un contratto). Il diritto privato regola il diritto dell’economia privata.
Sanzioni
Quali sono le sanzioni se un cittadino non rispetta le norme?
- Sanzioni penali: Le più afflittive devono essere irrogate da un giudice, come la reclusione o una multa (pena pecuniaria relativa a una sanzione penale) responsabilità penale.
- Sanzioni amministrative: Altri comportamenti meno gravi, come le multe, comportano una responsabilità amministrativa.
- Sanzioni del non rispetto di norme privatistiche: Responsabilità civile. Esempio: se ho preso un prestito in banca e non restituisco, sono in una posizione di responsabilità civile, venendo meno a un contratto, ci può essere una sanzione civile.
Appunti seconda lezione: forme di stato
Rapporto tra autorità e soggetti
Il rapporto tra chi esercita l’autorità e chi ne è soggetto riguarda il rapporto tra chi detiene il potere e coloro che ne rimangono assoggettati, ovvero il rapporto tra autorità e libertà. La forma di stato è una categoria storica, che si è evoluta nel corso dei secoli.
Epoca medievale
Si parla di stato a regime patrimoniale-privatistico, con da un lato l’imperatore come autorità somma, dall’altro una frammentazione di poteri e isolamento dei vari feudi. Il diritto di proprietà del sovrano sul territorio comportava cessioni di diritto sui territori e di potere a feudatari in cambio di milizie, con divisione dei poteri e rapporti di alleanze. Non c’era un’organizzazione unitaria, mancando l’idea di una generalità dei fini da parte dell’autorità centrale da tutelare. Gli interessi del popolo erano gestiti da altre istituzioni (chiesa, confraternite).
Nascita dei comuni e crisi dell’impero
Con l’aumento della popolazione e dei commerci ci fu la nascita dei comuni. La crisi dell’impero portò alla creazione di comuni e repubbliche marinare e verso uno stato assoluto. Si passa dalla frammentazione dei poteri alla nascita degli stati nazionali.
Stato assoluto
Il monarca detiene il potere assoluto su esercito, burocrazia e giustizia. I cittadini diventano sudditi di un unico sovrano, senza spazio di libertà. Il re è il supremo esponente dell’interesse comunitario, con un forte accentramento dei poteri in capo a un’unica autorità, distruggendo i poteri intermedi come città-stato e corporazioni. C’è un rapporto diretto tra sovrano e popolazione e scompaiono le assemblee.
Stato di polizia o assolutismo illuminato
Qui si ha l’estensione delle funzioni pubbliche ai cittadini, con maggiore attenzione verso gli interessi dei sudditi, che però non sanno gestire lo stato e il potere è mantenuto centrale. Lo stato comincia a intervenire nei confronti dei bisogni della collettività (istruzione, beneficenza, opere pubbliche) ma la popolazione non assume un ruolo attivo.
Stato liberale
La regola fondamentale è l’autonomia e l’indipendenza dell’individuo. Il singolo è titolare di diritti che può far valere nei confronti dell’autorità. Durante la stagione del costituzionalismo moderno, il fine di ogni società politica è la tutela dei diritti di libertà, proprietà, affermazione personale e felicità. L’obiettivo è la piena realizzazione del singolo, tutelato e protetto dallo stato. I diritti politici cominciano ad avviarsi verso il suffragio universale, anche se lentamente, con l’approvazione di carte costituzionali a tutela dei diritti.
Concetti fondamentali
- Libero mercato
- Benessere edonistico
- Diritti di gruppo sociale e interessi comuni
- Formazione dei partiti
La costituzione del 1919 (Weimar, parentesi totalitaria) sancisce diritti di gruppo, stato in aiuto dei gruppi svantaggiati e diritti sindacali.
Stato totalitario
È un tentativo di neutralizzare il potere socialista, caratterizzato da estremo nazionalismo politico e totale centralizzazione di partito unico, in netto contrasto con lo stato liberale, dove il singolo è assoggettato all’autorità.
Stato socialista
Intervento dello stato nel mercato, eliminando proprietà e affermazione economica del cittadino. Economia gestita da autorità centrale. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, si ritorna alla costituzione dopo i totalitarismi.
Stato democratico-sociale
Questo stato prevede il diritto di suffragio universale, anche femminile, e un ampliamento dell’intervento statale nella vita dei cittadini. C’è un tentativo di ridurre le disuguaglianze sociali mantenendo regole di libero mercato in economia. Si afferma il principio democratico secondo cui la sovranità appartiene al popolo, ampliando i diritti politici e sociali dei cittadini.
Rapporto tra stato centrale e enti territoriali
I rapporti tra stato centrale e periferie possono portare a spinte centrifughe, come negli stati federali (UK, USA) con forti autonomie territoriali, o spinte centripete come negli stati centralizzati/unitari (Francia, Belgio) con forte presenza dello stato sul territorio (prefetture) e forte centralizzazione del potere statale.
Forme di governo e la loro evoluzione
Classificazione delle forme di governo
- Monarchia assoluta
- Monarchia limitata
- Monarchia costituzionale
- Forma di governo parlamentare
- Forma di governo presidenziale
- Forma di governo direttoriale
- Forma di governo semi-presidenziale
La definizione di forma di governo riguarda il modo in cui sono collocate le competenze e funzioni fondamentali nell’ordine giuridico statale, ovvero l’interesse nell’individuo giuridico e nel suo svolgimento. È interessante il legame forte tra forma di stato e governo.
Esempio della monarchia
La monarchia è l’esempio in cui forma di stato e di governo compenetrano. La sua forma di stato è di tipo fortemente accentrata e non conosce una distinzione e ripartizione delle competenze.
Principio di separazione dei poteri
La storia diventa interessante nel momento in cui le forme di governo instaurano il principio di separazione dei poteri, che serve ad evitare abusi da parte dell’autorità visto che nessun organo esorbita dalle proprie competenze. Sono segnati dei limiti entro i quali può operare e nessuna posizione risulta essere predominante, non compromettendo quindi la libertà.
Evoluzione del sistema: Inghilterra
Non si è mai sviluppato un regime di monarchia assoluta ed è il primo paese che sperimenta la divisione dei poteri.
Medioevo
Il sovrano condivideva poteri con l’Assemblea, ma dopo l’invasione normanna il re cerca più accentramento. Fallirà in questo intento, in quanto l’Assemblea bloccherà questi tentativi.
Durante il regno di Giovanni senza Terra, l’Inghilterra subirà una sconfitta da parte dei francesi; in seguito concederà la Magna Carta, una prerogativa dei nobili in cui vengono inoltre stilati i diritti dei vassalli minori. Questo è il primo esempio solenne del re di fronte ai sudditi in cui limita il suo potere.
Il 1248 è un anno di Assemblee in cui nasce il sistema del parlamento bicamerale (una parte laica e una parte religiosa), che avrà nel corso del tempo uno sviluppo che porterà alla partecipazione non solo dei nobili ma anche delle altre classi. Nel 1254 parteciperanno anche i partecipanti delle contee minori e i rappresentanti della banche.
Non presenta però un carattere assolutistico e la struttura del parlamento definitivo viene instaurata nel 1400:
- Bicamere, divise in camere alte dei nobili e camera dei rappresentanti dei piccoli borghi;
- Affiancamento al sovrano.
Il Parlamento ha la capacità di approvare atti normativi e regole di condotta che poi possono ricevere fiducia o sfiducia da parte del re. Il Parlamento ha diritto di intervento anche in riferimento ai fondi dello Stato e sulle modalità di impiego. Inizia ad assumere potere di impeachment in riferimento al Consiglio privato del re, infatti può accusarli in caso di commissione dei reati (potere giuridico). Si inizia così a parlare di monarchia limitata (dalla presenza del Parlamento).
Anche durante i Tudor si presentarono degli attriti tra il re ed il Parlamento, con prove varie insurrezioni da parte del re che non sono tuttavia così radicali, facilmente soppresse dal Parlamento. Il parlamento possiede molta libertà di parola e immunità giuridica.
Il 1600 testimonia la fine della dinastia Tudor e l’inizio degli Stuard. È un secolo di scontri tra il sovrano e il Parlamento, in cui i re cercano di limitare le prerogative del Parlamento senza successo. Al potere si trova Giacomo I Stuard che cerca di limitarlo. A lui succede il figlio Carlo che segue l’impronta e le orme del padre, fino a che nel 1628 concede un’altra carta dei diritti fallendo nelle sue intenzioni primarie:
- Petition of Rights.
Finita l’era di Carlo, il Parlamento chiama Carlo II Stuard. È un regno il suo di conflitti con il Parlamento in quanto si trovano in disaccordo sul controllo delle spese. Viene sancita un’altra carta nel 1679:
- Abeus Corpus.
Muore Carlo II e sale nel 1685 Giacomo II. Giacomo toglie questa nuova carta e scioglie il Parlamento. Si allontana e il Parlamento si ricostituisce, abdicandolo. Il 1688 è l’anno della:
- Rivoluzione gloriosa.
Il Parlamento chiama al governo Guglielmo d’Orange e con lui vengono approvate 2 carte:
- 1689: Bill of Rights;
- 1700: Act of Saclament.
Sono due cesure molto importanti perché portano al cambiamento tra monarchia limitata a monarchia costituzionale. Infatti nella Bill of Rights:
- Ripresi alcuni diritti del popolo;
- Sancito diritto di petizione;
- Libertà di parola in sede di Parlamento;
- Legge come atto normativo del Parlamento;
- Divieto di introdurre tributi senza il consenso del Parlamento;
- Diritto di valutare la validità delle elezioni;
- Conferma il potere di Impeachment;
- Afferma il principio della stabilità dei giudici;
- Configura due garanzie: per le libertà personali e per le prerogative parlamentari sia intese come membri sia come funzioni.
Impeachment si intende come la responsabilità giuridica nei confronti dei ministri. La monarchia costituzionale si intende come la forma di governo duale, composto da 2 organi:
- Parlamento, con potere legislativo ed eletto a suffragio ristretto;
- Sovrano, con potere esecutivo ed eletto a sistema dinastico.
Nel corso del tempo si rafforzerà la camera dei comuni. Il re è responsabile ed è quindi il consiglio che riceve la sua fiducia. In questa forma di governo vive un’elaborata distribuzione delle competenze.
Si inizia a parlare di supremazia del Parlamento:
- Per la sua funzione legislativa, gli altri organi non hanno tutta questa importanza;
- Compie un'importante funzione di indirizzo politico.
Il 1700 è il secolo dell’evoluzione della forma di governo e si ha una trasformazione del potere di Impeachment in cui passa da avere un controllo successivo sanzionatorio a controllo preventivo, infatti amplia la funzione di diritto politico, viene ad incidere nella scelta dei ministri del re offrendo un gradimento preventivo nella scelta testimoniando la nuova responsabilità politica. Influenzando la scelta si crea una omogeneità politica tra ministri e parlamentari, diventa quasi un consiglio di fiducia dei parlamentari. Il parlamento non ha più quindi funzione legislativa ma determina l’esecutivo, in quanto il re nomina solo persone gradite dal parlamento. Il 1782 è identificato come l’anno di passaggio alla forma di governo parlamentare, in quanto il re accetta le dimissioni del primo ministro sfiduciato dal Parlamento. L’omogeneità porta al fatto che accanto al sovrano ci sia una figura del primo ministro che è a capo del partito di maggioranza del parlamento.
Il 1800 è molto importante in quanto c’è un rafforzamento del suffragio che diventa sempre più rappresentativo. Il passaggio comporta una forma di governo monistica, perché:
- Il corpo elettorale vota parlamento e l’esecutivo è un’emanazione del legislativo in quanto il consiglio deriva dalle scelte del parlamento che esprime fiducia o sfiducia. Se il governo è sfiduciato dal Parlamento, si deve dimettere.
Oggi la forma di governo parlamentare è presente in paesi come Inghilterra ma anche Italia, solo che la prima la vede molto più precocemente. Diversa è la storia dell’Europa continentale.
Francia
La Francia risulta essere il prototipo della monarchia assoluta nel momento in cui in Inghilterra si metteva in atto un’altra tipo di monarchia. 1789 è l’anno della rivoluzione francese. Viene eletta... (continua)
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