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Riassunto esame Diritto Commerciale, prof. Libertini Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Diritto Commerciale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Diritto Commerciale, Libertini. Si analizzano i seguenti argomenti: l’imprenditore e l’esercizio professionale di attività economica organizzata, le diverse specie di imprenditore ed i loro statuti, l’acquisto e la perdita della qualità di imprenditore,... Vedi di più

Esame di diritto commerciale docente Prof. M. Libertini

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Si può parlare di capacità giuridica nell’ ambito dell’ impresa, come idoneità di un soggetto

ad essere titolare a diritti ed obblighi derivanti anche da fatti giuridici in senso stretto.

Non ha invece senso parlare di capacità di agire, poiché non può riferirsi all’attività

d’impresa ma soltanto ai singoli atti che concorrono a produrla.

Il nostro ordinamento non ha una disciplina specifica riguardo alla capacità (giuridica) di

esercitare un’impresa agricola: considerando quello che abbiamo detto prima, un soggetto

acquisterà questo tipo di capacità dal momento della nascita. Nel caso in cui il soggetto

incapace di agire, il compimento dei singoli atti d’impresa avverrà a

sia completamente

mezzo del legale rappresentante:ma sarà comunque l’incapace ad acquistare il titolo

d’imprenditore.

Per l’impresa commerciale cambiano alcune cose. Vediamo quali.

come l’interdetto e l’inabilitato (quest’ultimo con la differenza che non puo gestire

Il minore,

situazioni eccedenti l’ordinaria amministrazione), può esercitare il commercio, e può perciò

acquistare la relativa capacità giuridica, solo quando succede, per eredità o donazione, in

una impresa commerciale e sempre che la continuazione dell’esercizio sia stata

autorizzata dal tribunale su parere del giudice tutelare;ma non è mai consentito che si inizi

in suo nome un esercizio commerciale.

Il minore emancipato a differenza dei casi precedenti, ha tutte le facoltà di un imprenditore

ma che comunque devono prima essere autorizzate dal giudice (altrimenti il soggetto

sarebbe considerato incapace).

Acquisto e perdita della qualità di imprenditore. l’esecizio di

Per acquistare il titolo di imprenditore è condizione necessaria e sufficiente

un’attività professionale organizzata. In coerenza il titolo si perde con l’estinzione

dell’attività e di tutti i rapporti attivi e passivi preesistenti. In caso di atti precostitutivi non

in presenza d’impresa, mentre con la dichiarazione di fallimento non si

siamo ancora

perde la qualità d’imprenditore fino a che non si sono estinti tutti i rapporti attivi e passivi

dell’impresa. Tutoo questo è valido anche per le società.

Il diritto commerciale come disciplina dei soggetti, delle attività e degli

atti d’impresa.

Oltre alle norme che disciplinano l’impresa come fatto giuridico, sono oggetto di studio del

diritto commerciale anche tutte le discipline che regolano gli atti collegabili all’esercizio

d’impresa (contratti di società, di locazione, etc.).

Si tratta di norme che possono dirsi regolatrici dagli atti giuridici, per lo più contratti, che

l’imprenditore compie nell’esercizio dell’impresa, da quelli con i quali si procura la materia

prima destinata alla produzione a quelli con cui colloca sul mercato i beni e i servizi che

produce.

Le norme, insieme ai mercati e ai bisogni delgi imprenditori di soddisfare i bisogni dei

clienti, sono cresciute e si sono differenziate molto.

PARTE PRIMA

di Diritto commerciale Cap. II “I beni organizzati per

Riassunti l’esercizio dell’impresa”

L’azienda come complesso di beni organizzati per l’esercizio

dell’impresa.

Il codice civile, all’art. 2555, definisce l’azienda come “il complesso dei beni organizzati

dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa”.

Un’ altro articolo che si riferisce all’azienda, ma sotto un diverso approccio, è l’art. 2082

dove definisce l’imprenditore come il soggetto che esercita un’attività economica

organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi. Si ha dunque una

differenziazione tra azienda e impresa: l’una complesso di beni organizzati, l’altra attività

economica esercitata a mezzo del complesso di beni organizzati.

Un bene ai fini dell’art. 2555 è qualsiasi oggetto di tutela giuridica. Allora l’azienda è un

complesso di entità di natura assai varia, le quali vengono organizzate per l’esercizio di

Al fine di raggiungere l’unità economica deve sussistere, tra i beni, un

una data impresa.

legame funzionale.

L’avviamento rappresenta il valore dei beni presi nel loro insieme: ciò significa che il

legame funzionale ne aumenta il loro valore e che senza quest’ultimo (beni considerati

separatamente) il loro valore sarebbe molto inferiore o, in alcuni casi, nullo.

E’ giusto dire che l’avviamento è strettamente collegato alla clientela dell’azienda

(direttamente proporzionale…) facendo però attenzione a tenere distintamente separate le

due cose.

Sulla natura giuridica dell’azienda ci sono due principali teorie: una dice che

l’organizzazione dei beni ha rilevanza puramente economica e quindi i beni devono essere

trattati univocamente in senso giuridico, mentre l’altra considera i beni nel loro complesso

e quindi dà rilevanza giuridica all’intera azienda. Le varie discipline danno sostegno a

entrambi, poiché in alcuni casi prevale una teoria piuttosto che l’altra, e viceversa.

Negozi giuridici aventi ad oggetto l’azienda.

La disciplina dell’azienda è, nella sua gran parte, disciplina dedicata alla circolazione

più precisamente ai contratti che hanno per oggetto il trasferimento della sua

dell’azienda:

proprietà e la costituzione di un diritto, reale o personale, di godimento.

La disciplina riguarda: a) la forma e la pubblicità dei contratti che realizzano la

circolazione; b) la concorrenza, particolarmente pericolosa per la conoscenza dei segreti

aziendali, che chi cede l’azienda, in proprietà o in godimento, è in grado di fare al

concessionario, e c) la sorte dei crediti, dei debiti e dei contratti relativi all’azienda ceduta,

in proprietà e in godimento.

Il codice civile non detta alcuna norma che imponga l’osservanza di forme

a) particolari per la validità dei contratti che hanno per oggetto il trasferimento della

salva l’osservanza delle forme

proprietà o il diritto di godimento limitandosi a far

trasferimento dei singoli beni che compongono l’azienda o

stabilite dalla legge per il

per particolari forme di contratto. Una particolare forma può perciò discendere dalla

l’azienda è oggetto del contratto.

natura dei beni o del contratto, mai dal fatto che

che l’alienante o l’acquirente o entrambi siano imprenditori, allora il

Nel caso

rapporto deve essere provato, per iscritto e depositato per l’iscrizione nel registro

delle imprese, entro trenta giorni dalla conclusione del contratto (a cura del notaio

autenticante). In conclusione, la forma scritta, non richiesta per la validità del

contratto, è richiesta tuttavia per i più limitati fini della prova e dell’iscrizione nel

registro delle imprese.

L’art. 2557 configura ora l’obbligo di non concorrenza come effetto naturale del

b) contratto: chi aliena o costituisce un usufrutto o concede in affitto un’azienda deve,

salvo patto contrario, astenersi dall’iniziare una nuova impresa che per l’oggetto,

l’ubicazione o altre circostanze sia idonea a sviare la clientela dall’azienda ceduta

(non prima di 5 anni o, in caso di usufrutto o affitto, la stessa durata dell’usufrutto o

dell’affitto).

c) Il legislatore ha disciplinato la sorte dei crediti, dei debiti e dei contratti inerenti

all’azienda, ceduta in proprietà o in godimento, con norme che prendano in

considerazione, più che i rapporti interni tra cedente e cessionario, i rapporti esterni

relativi all’azienda ceduta, anche

del cedente e del cessionario con i terzi. I crediti

in mancanza di notifica al suo debitore o di sua accettazione, ha effetto nei confronti

dei terzi, dal momento del trasferimento nel registro delle imprese. Il credito si

trasferisce a titolo particolare e non universale. Questo vale anche quando

l’iscrizione, come avviene per i piccoli imprenditori, non ha quella particolare

efficacia, che impedisce ai terzi di opporre l’ignoranza del fatto scritto, prevista

dall’art. 2193, ma solo la funzione di certificazione anagrafica e di pubblicità notizia,

5

prevista dall’art. 8 della l. 29 dicembre 1993, n. 580. 1

Per quanto riguarda i debiti relativi all’azienda ceduta l’art. 2560 (con disposizione

la cui applicabilità appare limitata ai contratti di trasferimento della proprietà)

dichiara che l’alienante non è liberato dai debiti inerenti all’azienda ceduta se i

creditori non vi hanno consentito. E’ prevalente la dottrina che nel caso del silenzio

delle parti si nega l’accollo dei debiti, ma nonostante questo giuridicamente vale

l’opposto. 1 e 3

per l’esercizio della azienda, l’art. 2558

Per quanto concerne i contratti stipulati

stabilisce (con disposizione questa volta dichiarata espressamente applicabile

anche nei confronti dell’usufruttuario e dell’affittuario per la durata dell’usufrutto e

dell’affitto) che l’acquirente subentra in essi in quanto non abbiano carattere

personale. Il terzo contraente può tuttavia recedere dal contratto entro tre mesi dalla

notizia di trasferimento dell’azienda, se sussiste giusta causa. La norma ha duplice

significato: nei rapporti tra alienante e acquirente la norma pone, come effetto

naturale del contratto di trasferimento dell’azienda, l’acquisto, anche qui per

successione a titolo particolare, dei contratti che non avevano per l’alienante

carattere personale. La volontà delle parti può pero escludere il trasferimento dei

contratti; nei rapporti col contraente ceduto la norma pone una disciplina della

nell’ art. 1406 è necessario il consenso

cessione del contratto in parte divergente:

del contraente ceduto, mentre nell’ art. 2558 non lo è ed è “sostituito” dal diritto di

recesso entro tre mesi dell’avvenuta alienazione sotto giusta causa.

Ancora diverso è il trattamento dei contratti di lavoro: In caso di trasferimento, di

usufrutto e di affitto di azienda, è regola che il rapporto di lavoro continui con

l’acquirente e che l’acquirente e l’alienante siano obbligati in solido per tutti i crediti

che il lavoratore aveva al tempo del trasferimento o della costituzione dell’usufrutto

o della concessione in affitto, anche se non risultanti dai libri contabili obbligatori.

per il trasferimento parziale dell’azienda(art. 2112).

Questo vale anche PARTE PRIMA

Riassunti di Diritto commerciale Cap. III “La documentazione”

Le scritture contabili dell’imprenditore commerciale.

commerciale non piccolo si dividono in obbligatorie

Le scritture contabili per l’imprenditore

in via generale e in via speciale (vanno in base alle dimensioni e alla natura dell’impresa).

Sono obbligatorie poiché in caso di dissesto possono essere usate per ricostruire le cause

dell’avvenuto.

Le scritture obbligatorie in via generale sono:

a) il libro giornale, costituito di tutte le operazioni effettuate ordinate in senso

cronologico (cronologicità e immediatezza);

Il libro degli inventari, che deve essere redatto all’inizio dell’esercizio

b) e poi

contenere l’indicazione e la valutazione di tutte le

regolarmente ogni anno, e deve

attività e di tutte le passività relative all’impresa, ed anche di quelle personali

dell’imprenditore, cioè estranee all’impresa. L’inventario si conclude poi con il

bilancio d’esercizio (art. 2217), ovvero lo stato patrimoniale ed il conto economico.

Per garantire l’integrità di questi documenti e per impedirne l’alterazione, tutti i documenti

2

prima di essere messi in uso devono essere numerati progressivamente (art. 2215 ). Tutte

le scritture devono essere tenute secondo le norme di una ordinata contabilità, e inoltre

senza spazi in bianco, senza interlinee e senza trasporti in margine. Non si possono fare

abrasioni, e se è necessaria qualche cancellazione, questa deve eseguirsi in modo che le

parole cancellate siano leggibili (art. 2219).

Le scritture contabili devono essere conservate per dieci anni dalla data dell’ultima

registrazione; e per lo stesso periodo deve essere conservata la corrispondenza (art.

2220).

Efficacia probatoria delle scritture contabili.

Le scritture contabili possono essere utilizzate per provare i fatti costitutivi delle domande

e delle eccezioni avanzate nel corso di un giudizio, di cui sia parte l’imprenditore che le ha

distinguere tra efficacia probatoria a favore dell’imprenditore da quella a

tenute. Bisogna

suo sfavore.

Solitamente le scritture contabili sono a sfavore dell’imprenditore, tuttavia chi volesse

trarne vantaggio non potrebbe scinderne il contenuto.

L’efficacia probatoria delle scritture a favore dell'imprenditore è invece rimessa

all’apprezzamento discrezionale del giudice ed è comunque condizionata alla regolarità

della tenuta dei libri, che garantisce contro le alterazioni successive, e alla possibilità di

riscontro fra i libri delle parti contrapposte. Deve quindi trattarsi di libri correttamente tenuti

e di rapporti tra imprenditori inerenti all’esercizio dell’impresa (art. 2710).

I mezzi processuali per far valere l’efficacia probatoria delle scritture contabili contro

l’imprenditore sono due: l’esibizione (più limitata poiché viene fatta al giudice e solo su

determinate registrazioni) e la comunicazione (più ampia poiché viene fatta alla parte e su

tutte le scritture contabili). Quest’ ultima è ammessa solo nei casi particolarmente

consentiti dalla legge: e cioè nelle controversie relative allo scioglimento delle società, alla

comunione dei beni, e alla successione per causa di morte.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Commerciale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Diritto Commerciale, Libertini. Si analizzano i seguenti argomenti: l’imprenditore e l’esercizio professionale di attività economica organizzata, le diverse specie di imprenditore ed i loro statuti, l’acquisto e la perdita della qualità di imprenditore, il diritto commerciale come disciplina dei soggetti, delle attività e degli atti d’impresa, i beni organizzati per l’esercizio dell’impresa (negozi giuridici, efficacia probatoria delle scritture contabili), gli imprenditori collettivi.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeriadeltreste di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Libertini Mario.

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