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Storia del diritto italiano II - Capitolo 1

Eredità del medioevo

In Europa, fin dall'alto medioevo, la fonte primaria di diritto era la consuetudine, giudicate giuste, utili e idonee ad esprimere i bisogni della società e capaci di evolversi con essa. Alla fine del medioevo antico l'Impero Romano d'Occidente venne invaso dai popoli germanici, i quali prevedevano, nelle loro consuetudini, uno stato giuridico uguale per tutti gli individui liberi. I cittadini appartenevano a un popolo esercito, al cui vertice stava il capo militare o re, il quale godeva di riconoscimento di prestigio sociale per la sua capacità nelle armi. I popoli germanici consideravano le loro consuetudini come espressione delle proprie tradizioni, ed era impossibile per questo imporle ad altre popolazioni, rispettando il principio di personalità del diritto. La numerosa presenza di usi e consuetudini portò il regno germanico a metterle per iscritto all'interno dell'Edictum Regum Longobardorum nel VII secolo.

Dopo la scuola bolognese, viene lasciata in eredità dal medioevo, dopo il 12 secolo, il sistema del diritto comune che dura fino al 19esimo secolo, con conseguenze anche ai giorni nostri. Il diritto comune era un diritto universale e quindi legittimato da Dio e uguale per tutti gli esseri umani. Il diritto comune si suddivideva in:

  • Diritto canonico in cui i poteri sono nelle mani del papa, detentore del potere spirituale, anche in questo caso si avvia un'interpretazione esegetica delle raccolte ecclesiastiche poiché nei secoli precedenti la chiesa aveva attuato raccolte confuse e non ordinate. Nel 1140, il monaco Graziano riunì tutti i canoni a contenuto giuridico, integrandoli con fonti civili. Lo stesso fu fatto per la raccolta dei provvedimenti pontifici come le decretali pontificie raccolti nelle extravagantes, sotto Gregorio IX.
  • Diritto romano giustinianeo che regola la vita di tutti i giorni, fu rivitalizzato nel medioevo, sotto il potere dell'imperatore. In questo contesto storico, possiamo collocare la rinascita degli studi giuridici incentrata sulla ricostruzione dei testi giustinianei, iniziata a Bologna a partire dal XII secolo, specialmente dei testi di compilazione giustinianea formato da:
    • Institutiones: 4 libri diretti agli studenti del primo anno di giurisprudenza
    • Codex: 12 libri di raccolte di leges
    • Digestum: 50 libri con raccolte di altre fonti ufficiali del diritto
    • Novellae constitutiones: raccolta di leggi emanate da Giustiniano dopo la formazione del codex

Al di fuori dell'Italia, specialmente il digesto, non era molto conosciuto e per questo Irnerio voleva ricostruire integralmente l'opera giustinianea, riuscendo a formare 5 volumi detti libri legales in cui inserì raccolte di consuetudini feudali longobarde e franche con l'uso delle glossa da cui nacque la scuola dei glossatori. Con l'avvento del medioevo lo studio del digesto venne a meno, prendendo il sopravvento invece lo studio delle consuetudini dei popoli che rendevano inutile l'uso dei testi in quanto tramandate oralmente. La scuola dei glossatori termina con Accursio, il quale raccolse tutto il materiale delle glossa fino a quel momento in un unico testo. Dopo la scuola dei glossatori nasce la scuola dei commentatori con lo scopo di giungere a capire la ratio delle singole norme giustinianee dando vita a una dottrina più approfondita e completa.

Il papa e l'imperatore guidavano congiuntamente l'impero e il giurista per questo doveva avere competenze in entrambe le materie. L'interprete medievale si avvaleva in primo luogo del diritto comune, utile per inquadrare il caso concreto per poi fare uso dello ius proprium per andare più nel preciso. Possiamo quindi vedere che diritto civile e diritto canonico si influenzavano a vicenda. Nonostante il dissenso dell'imperatore, le città divennero comuni, ovvero parti del sacro romano impero aventi autonomie proprie. All'interno dei comuni nascono gli iura propria cittadina ovvero statuti comunali i quali non si sostituiscono allo ius commune e per questo, se non dovessero disciplinare alcuni istituti o materie, possono chiedere aiuto al diritto romano per colmare eventuali lacune.

All'interno dei comuni nascono inoltre le corporazioni in cui vengono tutelati e disciplinati gli interessi della mercatura per dimostrare la qualità della città e dei suoi mercanti. Le corporazioni sono utili quindi per la tutela della qualità della mercatura la quale garantisce l'arricchimento sia della città che del mercante stesso e li rende noti in tutto l'impero. Nonostante le corporazioni, il mercante deve comunque attenersi alle disposizioni sia del diritto romano che del diritto canonico per evitare eventuali scomuniche. In caso di conflitti normativi prevale il diritto romano.

Fuori dall'Italia

In Inghilterra e Francia sorgono le monarchie le quali dettano leggi. Inghilterra: ordinamento basato sulle consuetudini che nel 12esimo secolo vennero messe per iscritto nel trattato delle leggi e delle consuetudini. A partire dalla seconda metà del XII secolo nasce il diritto comune consuetudinario detto Common Law, valido per tutti gli uomini di una determinata regione a prescindere se di natio anglosassone o normanna. Infatti, nel 1066, Guglielmo il Conquistatore, normanno, vinse gli anglosassoni via mare, per la prima ed ultima volta. I normanni oltre che a prendere il potere politico, instaurarono anche la loro religione, il cristianesimo, contrapposto al paganesimo inglese. La conoscenza ed espansione del diritto canonico comporta l'espansione anche della conoscenza del diritto romano. Il vescovo di Canterbury quindi, in un viaggio verso Roma, si ferma a Bologna, in cui insegnavano diritto canonico e romano, e incontra Vagario, un glossatore che venne invitato in Inghilterra ad insegnare il diritto romano e fonda la prima scuola ad Oxford.

Vagario ebbe inizialmente un grande successo, scrivendo anche delle summa per rendere accessibile a tutti la conoscenza del diritto romano ma nonostante ciò il re interruppe l'insegnamento del diritto romano in Inghilterra, formando un nuovo diritto, il common law appunto. I re inviarono degli ordini riguardanti delle sentenze già decise dai re e le sentenze venivano date in base a un precedente utilizzato in casi analoghi e futuri, andando a formare le consuetudini popolari, applicate e fatte emergere in processo.

In Germania, vista la presenza di più regni, si formò un landrecht ovvero diritti tipici di vari regni, validi per tutti gli abitanti. In Francia, ogni regione ha proprie consuetudini che vennero raccolte di iniziativa privata poiché, se orali, creavano solamente confusione. Nel 1454, la trascrizione delle consuetudini venne ordinata dal Re Carlo VII alle singole regioni, anche se non tutte aderirono. All'estero si forma quindi una fonte giuridica che in Italia manca vista la presenza dei comuni: le ordinanze del re. Vista dunque la pluralità di fonti del diritto, viene a cessare il diritto comune.

Capitolo 2

Signorie e principati

A partire dal 13esimo secolo, con la fine dei comuni, sorgono nuovi gruppi sociali tra cui gli artigiani. Gli artigiani lavoravano per i mercanti, rappresentati dal podestà. Lo scopo degli artigiani (classe emergente), era quello di produrre beni di cui si sarebbero serviti i mercanti e che li avrebbero quindi fatti arricchire. La società si divise in due:

  • Popolo grasso persone facoltose e ricche come ad esempio i mercanti, rappresentati dal podestà.
  • Popolo minuto classe subordinata, rappresentati dal capo del popolo.

Inizialmente il periodo di durata in carica era di massimo 1 anno per evitare prese di potere che sarebbero sfociate in dittatura. Successivamente, visti i frequenti scontri tra le due fazioni del popolo, si decise di superare la temporaneità della carica in quanto le dimissioni sia durante lo scontro che nella fase di interregno avrebbero reso debole le parti. Le cariche duravano dunque fino alla morte o del podestà o del capo del popolo, provocando però un danno alla libertà comunale. Il potere era avanzato dalle autorità comunali e doveva essere esercitato giustamente, garantendo la vittoria e mantenendo la carica anche dopo la fine dello scontro. I vincitori avevano il costante compito di controllare la pace per paura che i vinti possano riformarsi e riattaccare la città. Una volta terminati gli scontri, la città deve riprendere la sua ricchezza e riportare la pace tra i cittadini. Questi scopi non dovevano più essere raggiunti entro un determinato periodo di tempo ma il necessario era che si raggiungessero.

I podestà e i capi dello stato diventano signori. Nasce quindi la signoria territoriale in cui è presente un ordinamento dove il più potente signore fondiario della zona assume il compito di coordinare la difesa militare, mediazione tra altre signorie e difesa della società. Questo fenomeno in poco tempo si espanse in tutta la nazione e per questo il signore diventa una sorta di re su cui ricadevano tutti i poteri del dominio del regno e doveva garantire la pace tra gli ordinamenti particolari all'interno del regno stesso. Il re doveva perciò rispettare le consuetudini interne e anche quelle processuali di ogni corte di giustizia di ogni ordinamento popolare tradizionale. Il re si considerava garante dei diritti sorti prima del suo potere e non derivanti da lui e per questo si comportava da giudice, affiancato da una corte con cui collaborava per prendere decisioni e amministrare la giustizia. Aveva funzione anche di giudice d’appello per casi di denegata giustizia.

Contrarietà da parte dei giuristi

Il fenomeno della signoria era diventato una tirannide che andava contro le libertà dei comuni e secondo Bartolo "tota Italia plena est tyrannus" in quanto il signore era considerato come un dittatore e usurpatore dei poteri. La tirannide si suddivideva in due tipologie:

  • Ex parte execitii: ne fanno parte quei tiranni che esercitano male i loro compiti ed eccedono dai loro diritti e doveri, inizialmente conferiti dalle autorità comunali.
  • Ex defectu tituli: il loro potere non derivava da alcun titolo. Il loro potere quindi derivava da un colpo di stato vero e proprio grazie all'aiuto di mercenari. I mercenari infatti offrivano servizi a pagamento per vincere gli scontri utilizzando anche armi illegali come la balestra, utilizzata dai mercenari svizzeri.

Dopo aver vinto il signore, continua a pagare i mercenari così che questi lo possano proteggere dal popolo per evitare che questo appunto possa riprendere il potere. I mercenari sono guidati dai capi di ventura che, come avvenne a Urbino, presero il potere di tutta la città.

La signoria

Si trattava di un potere vitalizio ed ereditario. Il potere d'azione del signore si espanse a tutta la regione, non solo alla città o territorio. Il signore costruisce il suo palazzo al centro della piazza come simbolo di eliminazione totale della libertà del popolo (non possono più riunirsi) e per rappresentare che il loro vecchio potere si trova ormai totalmente nelle mani del signore stesso. Per dimostrare ai cittadini che il loro potere fosse esclusivo e riguardante tutti gli ambiti, i signori chiamano a palazzo i migliori artisti, diventando anche mecenati, riuscendo a soggiogare, anche culturalmente, i cittadini, come fece Lorenzo De Medici detto "il magnifico".

Possiamo vedere dunque che durante:

  • Fase collegiale: il potere politico e amministrativo era nelle mani dei consoli
  • Fase podestarile: i due poteri erano separati
  • Fase signorile: il potere politico era nelle mani del signore lasciando alle città solamente alcune funzioni amministrative, perdendo il potere politico per cui avevano tanto lottato.

Il diritto

I signori avevano oltre al compito di controllare il diritto e di consolidare gli statuti precedenti, anche quello di formarlo. Nasce il diritto signorile e tribunali legati al potere del signore come i senati e le rote, per il controllo della giurisdizione. Il titolo di signore, non sempre era stato conferito dalle autorità comunali e per far sì che sia convalidato, viene approvata la richiesta di una delega formale dell'atto. La delega deve essere richiesta, a seconda del territorio, al papa o all'imperatore. Coloro che avessero ricevuto la delega dal papa avrebbero ricevuto il vicariato apostolico, mentre chi lo avesse ricevuto dall'imperatore il vicariato imperiale. In questa logica, il signore che ha ricevuto la delega dal papa o dall'imperatore diviene principe dell'impero.

Signorie territoriali e prime monarchie nazionali in Europa

Ciò che abbiamo fin'ora detto si verifica nelle città centro-settentrionali in cui le signorie territoriali nascono per necessità di una difesa comune e per questo l'esercito esegue i comandi del principe con cui ha un legame diretto. Fuori dall'Italia iniziano a sorgere, tra l'XI e il XIV secolo, le monarchie. Alcuni re come Guglielmo il Conquistatore ottennero il potere con la forza, senza dare poteri ai vassalli e ottenendo quindi molto potere e grandi possibilità economiche.

Nel meridione vi erano stanziati i normanni che scacciarono gli arabi e sotto l'impero di Ruggero II d'Altavilla, che effettuò un'unità dei territori del sud. Il re non si riteneva capace di formulare leggi e di conseguenza non può neanche abolirle. Il diritto è considerato frutto della volontà divina, chiunque non avesse avuto questa ideologia sarebbe stato considerato come blasfemo. In questo periodo viene quindi utilizzato un assetto consuetudinario che non subisce modificazioni. Il re ha però il compito di far rispettare le leggi e tutelare i diritti in quanto garante della pace e sommo titolare dell'amministrazione della giustizia. Il giudizio del re deve essere equo in quanto deve garantire la pace oppure la può imporre con le paci del re. Successivamente gli venne riconosciuto il compito anche di effettuare interventi nei casi di denegata giustizia (se non viene avviato un processo o viene negato), errata giustizia (errore da parte del giudice come ad esempio il favoreggiamento di una parte).

Il re, non avendo vere e proprie conoscenze giuridiche, spesso viene aiutato da consiglieri, esperti di diritto, facendo nascere corti specializzate accanto al re:

  • In Inghilterra, il parlamento fu istituito nel 1215 con la Magna Chartam Libertatum, formato dal re e dai membri della camera dei pari, formata dai maggiori esponenti delle signorie fondiarie, dalla camera dei comuni e dalle corti centrali di giustizia. Più tardi la giustizia regia si assunse anche il compito di tutelare il diritto comune consuetudinario ovvero il common law, in casi particolari e previsti dalla legge.
  • In Francia, a Parigi, fu di esclusiva nomina regia nonostante avesse il solito compito del parlamento inglese ovvero: tutelare i diritti degli ordinamenti particolari.
  • In Spagna, cortes.
  • In Italia, corti centrali.

Inizia a sorgere l'idea che se il re è in grado di mettere in pratica la giustizia, sia in grado anche di creare il diritto. Interviene sul diritto esistente mettendo per iscritto le consuetudini con approvazione regia e quindi creando il diritto egli stesso. Nascono le prime raccolte dei re come:

  • Assise di Ariano di Ruggero II, 1140.
  • Liber Augustalis di Federico II, 1231 e valide solo nell'impero meridionale.
  • Statutes in Inghilterra
  • Ordonnances in Francia.

La iurisdictio e la suddivisione della società

Colui il quale è titolare di iurisdictio deve raggiungere e ottenere la giustizia e mantenere difesa, governo e pace della comunità residente in un luogo. Per San Tommaso la legge era rivolta al bene comune e deve essere avanzata da chi ha il governo di una comunità altrimenti non può essere considerata come legge. All'interno della comunità i membri erano suddivisi in una scala sociale:

  • All'ultimo posto della scala sociale vi erano gli schiavi i quali non avevano alcun diritto.
  • Successivamente si trovavano i liberi, formati a loro volta da:
    • Contadini liberi: hanno diritti e obbligo di conferire al signore una parte dei loro ricavati.
    • Vassalli: devono fare un giuramento nei confronti del padrone. Inizialmente non doveva effettuare nessun pagamento al signore mentre successivamente il re impose di effettuare il pagamento di alcuni contributi economici anche ai vassalli apportando un disastro civile.
    • Titolari di allodio: non è legato da nessuna fedeltà e da nessun contributo economico da effettuare nei confronti del signore in quanto la terra è di sua proprietà.

Capitolo 3

Il tramonto del medioevo

Intorno al XV – XVI secolo, ci fu un cambiamento di concezione dell’esistenza umana. Se durante il medioevo erano presenti numerosi universalismi, con la fine dell’epoca nacquero i particolarismi sociali ovvero le monarchie in cui il re aveva il compito di difendere lo stato e di garantire la giustizia. Il sacro impero romano in questa fase storica non è altro che una regione europea in cui vi è ancora l’imperatore ma non rappresenta più la supremazia di una volta. L'Europa è divisa in nazioni non c’è più unità né territoriale né religiosa né politica.

La religione

Fino ad ora la religione era unica, quella di Roma ed eventuali eresie venivano estirpate con l’inquisizione che venne applicata fino al 1517 e riutilizzata solo nei processi penali. Nel 1517, Martin Lutero criticò la chiesa romana, considerandola impura e corrotta in quanto chiedeva i soldi delle indulgenze per la costruzione di chiese e per accrescere il patrimonio ecclesiastico, e affisse le 95 tesi contro una chiesa di Wittenberg. Il papato di Roma non gli diede alcuna importanza e Paolo III ripristina l’inquisizione per impedire che i luterani, seguaci delle ideologie di Lutero, potessero contagiare anche i romani. Nel 1452, Paolo III si rende conto dell’imminente problema a cui non aveva dato inizialmente peso e indice il Concilio di Trento per trovare un accordo.

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Scienze giuridiche IUS/19 Storia del diritto medievale e moderno

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lucree97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del diritto italiano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Errera Andrea.
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