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Riassunto esame Diritto e Istituzioni Pubbliche, prof. Marsocci, libro consigliato Conoscenza e Potere di Rimoli e Salerno Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Diritto e Istituzioni Pubbliche in Italia e in Unione Europea, basato su rielaborazione di appunti personali e studio del libro consigliato dal docente Conoscenza e G. M. Potere di F. Rimoli e Salerno.
Nella società della conoscenza gli strumenti offerti dalla tecnologia consentono di avere in ogni istante qualsiasi informazione su noi stessi e su quanto ci circonda.... Vedi di più

Esame di Diritto e istituzioni pubbliche in Italia e in Unione Europea docente Prof. P. Marsocci

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ESTRATTO DOCUMENTO

la rappresentazione ideale è quella che prospetta una società trasparente dove ciascun elemento della relazione politica e

sociale è visibile a tutti i protagonisti. Estrema semplicità dell’org socio-politica, ed efficienza del sistema economico.

Lo sforzo di Bellamy di creare un luogo capace di soddisfare le domande di libertà e giustizia del cittadino con le

esigenze dello sviluppo economico e tecnologico risultano sfociare in un progetto utopico. La comunicazione viene

descritta dall’autore come circolare e trasparente, mentre lo scambio di info tra cittadini sembra non potersi mai

estendere fino alla messa in discussione dell’impianto politico organizzativo della società.

Con lo spostamento dell’attenzione dall’organizzazione del lavoro alle condizioni necessarie per una com non distorta il

tema della trasparenza assume una centralità assoluta.

Sfocata e vaga è, nell’utopia di Moro, il tema che riguarda la problematica della limitazione e del controllo del potere

del principe.

Il vetro trasparente del Palazzo dell’Esposizione universale si trasforma in Zamjatin nella rappresentazione della

minaccia di una penetrazione, dall’esterno nella sfera dell’intimità individuale. Il suo romanzo è una delle +

significative espressioni dell’utopica fiducia nelle possibilità della progettualità scientifica e nell’innovazione

tecnologica. Il progresso si rivela come una regressione a condizioni di vita barbare. Se essere visti vuol dire essere

penetrati la visibilità può giungere a connotare una vulnerabilità, mettere a nudo ogni aspetto della personalità è una

negazione della dignità dell’uomo.

L’occhio si trasforma così da organo di percezione sensoriale che favorisce la percezione della realtà a meccanismo di

controllo; Orwell rappresentava efficacemente le forme invasive ed occulte del potere totalitario incarnandole nel

Grande Fratello (una persona onnipresente e invisibile).

Critiche le opinioni di chi afferma che i criteri di trasparenza, visibilità e accessibilità possano rappresentare quello che

le democrazie dovrebbero essere in realtà.

La scarsa visibilità e la realtà che si agita intorno all’utopia non può essere trascurata, esiste per uno scopo; la necessità

di distinguere ciò che è dentro da ciò che è fuori;

nuove sfide imposte dalla globalizzazione e dalla società mass mediatica. Le nuove priorità imposte dall’agenda politica

delle democrazie occidentali dall’emergere di forme violente e antidemocratiche di affermazione politica hanno

comportato uno slittamento progressivo del senso di sicurezza-libertà.

Tutta l’attenzione viene dedicata alla capacità di azione di un governo che, eliminando progressivamente il maggior n°

di interferenze garantisce, in modo rapido ed efficiente, la sicurezza del cittadino dalla minaccia di aggressioni esterne e

a questo fine ne sollecita un atteggiamento di disponibilità all’erosione della sfera dei suoi diritti di libertà. Una

democrazia adeguata alla nuova realtà dovrà quindi mostrarsi capace di coniugare la giusta attenzione al problema della

trasparenza dei processi decisionali.

5. VOCI DAL PANOPTICON RUSSO: LA GLASNOST’ NEL “MONDO DELLE TENEBRE” DELL’UTOPIA

Glasnost = trasparenza; già nel XVI sec il termine neglasnost era utilizzato nella vita politica come “pratica del silenzio

ermetico”; nella russia autocratica e l’URSS totalitaria la glasnost e la neglasnost sono state al centro della strategia

politico culturale del potere.

Idea del panopticon connessa al sistema politico sociale russo in cui la maggioranza dei contadini erano organizzati in

obscina (la comune contadina) e poteva essere posta costantemente sotto controllo da un piccolo numero.

1839 racconto di Odoevskij in cui voleva dimostrare gli ipotetici risultati dei principi politico economici di Bentham in

Russia-> isola felice che basava il proprio sistema politico su un fondamento solido e positivo. Benthamia era diventato

uno stato minaccioso e potente che usava contro i propri vicini ogni sorta di astuzia politica inganno e corruzione, ma

era dilaniata da lotte intesitne perché nessuno voleva sacrificare l’utile personale all’utile collettivo. Alla fine Benthami

distrutta dalle lotte intestine e abbandonata. L’utilitarismo benthamiano è all’origine della rivoluzione russa; nell’epoca

delle grandi riforme (abolizione servitù, giustizia) crebbe il ruolo dell’intelligencija radicale che cominciava a far

sentire la propria voce e manifestare le proprie idee. La lotta per la libertà di parola era sostenuta da Herzen 2° cui le

riforme non erano un gesto caritatevole dello zar a erano diritti naturali che dovevano essere rivendicati dall’opinione

pubblica.

La glasnost era minacciata da tutti coloro che tentavano di assumere una posizione di primo piano di raggiungere la

notorietà scagliandosi contro gli innovatori.

In De profundis Ivanov affermava che quella bolscevica era un rivoluzione vs la parola, che perdeva trasparenza ed era

asservita alle esigenze dell’ideologia. Il capitalismo monopolistico aveva trasformato lo stato in una casa di pena per gli

operai. La libertà di associazione 2° Lenin era superiore a quella di espressione in quanto in una società la libertà di

espressione è un’ipocrisia perché non si può vivere in una società essendo liberi dalla società.

Il perfezionamento della sorveglianza vs i nemici del popolo fu compiuto con l’istituzione dei Gulag.

2° Bucharin Stalin non poteva credere che il beniamino partito potesse fare del male consapevolmente;

seconda metà anni 80 eletto Gorbacev segretario generale PCUS -> la prerestrojka avrebbe dovuto essere il

superamento dell’alienazione dalla proprietà e dal potere: a tal fine la società sovietica aveva bisogno di un normale

scambio di info; 2° Gorbacev la prerestroika e la glasnost avrebbero dovuto garantire un’evoluzione social-democratica

del sistema; la dissoluzione dell’URSS non è stata causata dalla vittoria della glasnost sulla prereistroika. All’indomani

del crollo dell’URSS infatti la Federazione Russa è stat governata dall’ala + radicale del movimento democratico che

voleva accelerare la transizione verso l’economia di mercato e instaurare una democrazia di stampo occidentale, ma lo

stato forte x la Russia non è un’anomalia di cui liberarsi. 3

La globalizzazione non ha reso obsoleta la sovranità dello stato perché il rafforzamento e la difesa della sovranità le

consentono di affermare l’interesse nazionale nella competizione globale.

6. SPETTRI DELLA TOTALITÀ

Per molti liberali il 1989 è stata la morte del totalitarismo, invece per altri era già morto da tempo.

Fine sistema totalitario: trasformazione tot della realtà; nei regimi totalitari il potere è esercitato sulla vita non

opprimendola semplicemente, ma il potere politico è riuscito a trasformarsi in potere capillare presentandosi in primo

luogo come garante della sicurezza della salute e della prosperità del popolo. Ha utilizzato l’idea della razza.

La menzogna è un’azione razionale ed intenzionale, è destinata all’altro con l’intento di ingannarlo o celare qualcosa.

I totalitarismi si insediano a colpi di fucile e si mantengono a colpi di linguaggio, trasformandosi in logocrazie di massa.

Totalitario è quel potere che manipolando le info e distruggendo la memoria storica distrugge il criterio stesso di verità.

La distinzione tra reale e fittizio è resa incerta dalla menzogna.

Auschwitz ha mostrato che i crimini abnormi sono stati resi possibili grazie all’inazione di tante persone normali che

non hanno trovato la forza o la motivazione per opporsi a quella che sembrava la regola.

Conformismo, obbedienza, inazione sono i nuovi attributi del male. Il totalitarismo ha trasformato la loro posizione

passiva in un’attività colpevole. Oggi come allora l’omissione non è meno attiva dell’azione.

7. SORVEGLIANZA TECNOCRATICA E INTEGRAZIONE POLITICA

Conoscenza alla base del potere;

istituzione totale da un lato è prodotto di conoscenza (presuppone un atto classificatorio -> manicomio: sano/matto) e

dall’altro è fonte di conoscenza poiché consente un effettivo controllo su coloro che in essa sono inclusi e sul fenomeno

sociale di cui essi sono la rappresentazione.

La sorveglianza tot è presente nella tradizione culturale occidentale (angelo custode: ruolo di proteggere e sostenere ma

anche il compito di vigilare e indirizzare) => sorveglianza prezzo da pagare per ottenere cura e protezione; tema di

rande attualità con la lotta al terrorismo dopo il 2001;

idea di Bentham sta nella forza della visione: sorvegliare un gran n di individui con il minimo sforzo;

il panopticon diventa il simbolo del rapporto tra:

- individuo: separato dai suoi simili ha costantemente il timore di poter essere scrutato

- istituzione: diventa totale

la visibilità del sogg appare quindi collegata all’invisibilità del sovrano e quindi la reciprocità del controllo non esiste.

Dopo gli attentati negli USA, a Madrid e Londra il clima che si è creato permette di giustificare misure di stampo

autoritario; si genera per il singolo un’insostenibile tenaglia:

- esterno: violenza indiscriminata

- interno potere sempre + penetrante, invasivo.

Influenza profonda delle nuove tecnologie sulla stessa capacità di comprensione e classificazione del reale.

Si ha una maggior propensione ad accettare ciò che viene dalla tecnologia piuttosto che ciò che viene effettuato da altre

persone fisiche. C’è però il rischio dell’espandersi dei database relazionali.

Si è inoltre ormai affermata la cultura del sospetto che rende sempre + difficili i rapporti interpersonali, nonché ogni

rapporto con l’autorità => ciò che dovrebbe produrre max sicurezza produce invece max timore e ciò che dovrebbe

creare fiducia genera sfiducia verso il potere e il controllo

Questo dilagare della cultura del sospetto costituisce il rischio maggiore per le democrazie odierne -> disgregazione

della fiducia che è la base della convivenza civile. Fiducia= strumento di riduzione della complessità sociale.

Il carattere segreto e probabile del controllo moltiplicano l’inquietudine. La privacy è un bene la cui effettiva difesa è

difficilmente verificabile. Inasprimento delle misure di sicurezza prodotto dalla reazione alla minaccia terroristica oltre

che essere scarsamente efficace tende a riconoscere al terrorismo stesso una prima vittoria.

8. IL NOMOS DELL’INVISIBILE

Poteri invisibili: quelli che mediante l’impiego delle + moderne tecnologie agiscono con modalità sottratte alla comune

conoscenza (e strumenti che consento il controllo delle comunicazioni o che permettono individuazione di un individuo

nel mondo itero); hanno una invasività limitatissima; è evidente che chi conosce, controlla questi strumenti dispone di

una forza di rilievo sociale sempre maggiore. Difficoltà a rendere compatibili questi poteri con i principi costituzionali,

trattandosi infatti di comportamenti ormai diffusi su scala mondiale.

Alcune autorità si servono di tali strumenti per ragioni di sicurezza (settori, difesa, giustizia,…) ma l’esercizio di attività

svolte in maniera invisibile va contro i limiti posti dalla Costituzione; inoltre questi comportamenti sono sempre +

imputabili a sogg privati.

Appare necessario assicurare in concreto (attraverso una legislazione) le garanzie attinenti alla sfera della riservatezza

della dignità della persona; ma l’idea di assicurare la piena visibilità ad ogni forma di poter non è ipotizzabile e

nemmeno concepibile; il diritto e l’idea moderna di stato verrebbero infatti messi in discussione;

la Costituzione impone ai poteri pubblici di essere sempre visibili, salvo che in motivate situazioni di interesse pubblico.

Il confronto con i poteri invisibili e delinearne il relativo nomos (contesto) è un imperativo per ogni sistema politico che

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intenda affrontare le gravi problematiche che sorgono dall’applicazione degli strumenti offerti dai progressi

tecnologici. Ciò che si deve rifiutare non tanto l’invisibilità dei poteri in se quanto un suo uso indiscriminato.

L’esercizio di poteri invisibili risulta incoerente con i principi che caratterizzano lo stato liberale ove sussiste il dovere

generale di visibilità dei poteri spettanti alle pubbliche autorità. Nel nostro ordinamento esiste il dovere generale di

visibilità dei poteri pubblici e ciò è collegato alla tutela dei principi liberali e democratici alla base dell’intero assetto dei

rapporti istituzionali e sociali (anche se le autorità sono a volte autorizzate ad utilizzare modalità di azione invisibili: es

servizi di info e sicurezza, segreto di stato e segreto d’ufficio-> in questi casi è necessario che le modalità di esercizio

del potere siano circoscritte entro certi limiti predeterminati dalla Costituzione).

I poteri invisibili sono utilizzabili anche da sogg privati che operano in diversi ambiti; spiccano quelli che incidono sui

processi cognitivi e dunque sulla libertà di formazione del pensiero, libertà fondamentale in un ordinamento che voglia

mantenere intatte le fondamenta stesse dell’autonomia individuale.

È probabile che al crescere dell’invisibilità di tali poteri si accompagni l’accentuarsi di quel senso di pericolo e

insicurezza che si sta diffondendo.

L dove i poteri invisibili si manifestano come impercettibili meccanismi di sorveglianza che consentono indebite forme

di controllo e di condizionamento comportamentali, occorre che il legislatore intervenga per assicurare il mantenimento

delle libertà che la costituzione prevede e garantisce. I poteri invisibili si manifestano con sempre maggiore insistenza e

il diritto deve assumere un atteggiamento propositivo.

9. FALSA PERCEZIONE DEI BISOGNI E VERA TUTELA DEI DIRITTI

Scarsa sensibilità dei cittadini italiani per i diritti di libertà privi di un immediato valore economico. La libertà e il

pluralismo dell’info, il conflitto di interessi nel governo delle imprese societarie e dei titolari delle cariche pubbliche, la

libertà di manifestazione del pensiero e l’eguaglianza sono spesso per i cittadini un problema inesistente.

Hp: l’effetto della comunicazione di massa è la definizione dell’orizzonte di ciò che è pubblicamente oggetto di

attenzione, e perciò assunto come socialmente rilevante.

Piuttosto che concentrare l’attenzione su come influenzare l’opinione pubblica è l’attitudine ad influenzarli che è più

pericolosa. I media possono costruire una cornice di perenne distrazione, il marketing politico è oggi in grado di

costruire falsi bisogni.

La lotta per i diritti presuppone la libertà degli individui di costruire il proprio spirito critico, di maturare una

consapevole valutazione dei propri bisogni, di disporre della conoscenza idonea a comprendere la vera consistenza della

realtà e dei fenomeni che in questa si manifestano. È dalla libertà di info che svolgersi una reale competizione per

l’orientamento delle scelte politiche della comunità.

I media costruiscono modelli simbolici da cui dedurre la percezione individuale dei propri bisogni e quindi delle

richieste avanzate al sistema politico-mediatico. Gli uomini sono prigionieri dello spettacolo, i loro bisogni sono il

prodotto dello stesso circuito mediatico che li governa, come le loro pretese.

La tv oggi è alla base della formazione del consenso e in nessun paese si è mai vista in tv tanta politica quanto in Italia.

Sempre + spesso viene presentata all’interno dei talk-shows, portando un’implicita confusione tra spettacolo, satira e

politica tanto da tornare ad usare la censura come strumento di manipolazione del consenso. La inconsapevole apatia

dei fruitori passivi di info trasmessa dai mass media è consapevolmente generata dalla conoscenza acritica prodotta

dagli stessi strumenti. La falsa rappresentazione dei bisogni proposta diviene un vero e proprio modo di vivere e crea

confusione tra realtà e falsità alterando la percezione degli individui. Effetto: cloroformizzazione dello spirito critico,

dell’indipendenza di pensiero, della tensione alla ricerca della verità, tutto diventa assuefazione, conformismo, abitudine

al consenso e acriticità.

Se gli individui sono privi della capacità critica di maturare una effettiva conoscenza della realtà e valutare la reale

conoscenza dei propri bisogni e non è possibile la formazione o l’affermazione di libere opinioni non è ammissibile

ipotizzare un’idea sostanziale di democrazia. Nulla resiste infatti alla forza travolgente di un regime dispotico che

mediante la manipolazione della verità sia sostenuto da un immaturo ed acritico consenso popolare.

10. IL CONTROLLO DEI FLUSSI DI INFORMAZIONI E IL RUOLO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE

È ormai un luogo comune affermare che la globalizzazione ha messo in crisi il diritto internazionale, che continua a

considerare gli stati come unici soggetti della società internazionale. Nel contempo lo stato tende ad appropriarsi di info

concernenti gli individui in maniera sempre + penetrante (giustificazioni: sicurezza nazionale) -> le norme

internazionali non tutelano in alcun modo l’individuo né nei confronti dello stato che nei confronti di altri privati.

È necessario capire i limiti delle norme internazionali; il diritto alla riservatezza è garantito a livello internazionale e lo

stato è oggetto di valutazione da parte di organi internazionali.

Art 12 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (non vincolante) si riferisce al diritto dell’individuo a non

essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata e nella sua corrispondenza. La tutela prevista non è

comunque incondizionata ma le deroghe devono essere limitate nel tempo e alle necessità della situazione e enunciate

preventivamente. In sede di Consiglio D’Europa è stata adottata (1981) una Convenzione specificamente dedicata alla

protezione degli individui riguardo all’elaborazione automatizzata dei dati personali. Gli Stati sono obbligati ad

assicurare che i dati siano ottenuti in maniera legittima, che siano utilizzati per scopi legittimi e non vengano conservati

+ a lungo del necessario (sono previste deroghe). 5


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teto84

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto e Istituzioni Pubbliche in Italia e in Unione Europea, basato su rielaborazione di appunti personali e studio del libro consigliato dal docente Conoscenza e G. M. Potere di F. Rimoli e Salerno.
Nella società della conoscenza gli strumenti offerti dalla tecnologia consentono di avere in ogni istante qualsiasi informazione su noi stessi e su quanto ci circonda. Il mondo contemporaneo appare dominato dal principio di trasparenza: tutti diventano osservatori ed osservati. Il rapporto tra conoscenza e potere si trasforma allora in un gioco di specchi non privo di pericoli. Chi esercita il potere si serve, oggi ancor più che in passato, della forza della conoscenza totale, e l'accesso a quest'ultima si conferma fonte e condizionamento di ogni potere. Si sta dunque avverando una versione postmoderna del Panopticon' Stiamo assistendo alla costruzione di una 'casa globale' dove nulla si sottrae alla vista dei controllori' Quali rimedi dovranno essere adottati per sfuggire alle prospettive ingannevoli di un'illusoria trasparenza e per evitare che questa si trasformi in permanente sorveglianza tecnologica' A queste domande non può sottrarsi chi intende tenere fermi i principi di libertà e di democrazia del nostro sistema politico.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in comunicazione de pubblicità per pubbliche amministrazioni e non profit
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher teto84 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto e istituzioni pubbliche in Italia e in Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Marsocci Paola.

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