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Diritto Internazionale - lezioni parte seconda

Seconda parte degli appunti riguardanti le lezioni di Diritto internazionale a cura del professor Giardina, con analisi dei seguenti argomenti: il sistema delle preferenze generalizzate, le sanzioni economiche nel quadro delle organizzazioni regionali, le crisi delle Falkland e delle Malvinas,... Vedi di più

Esame di Diritto internazionale docente Prof. A. Giardina

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tratta di una risoluzione difficilmente riconducibile all’articolo 42 nonostante il riferimento dal

momento che il Consiglio si limita a dare carta bianca rinunciando al potere di coordinamento,

sembra allora da ricollegare all’art. 51 e cioè all’esercizio del diritto di legittima difesa collettiva:

così stando le cose la risoluzione avrebbe un duplice effetto, quello di fornire legittimazione e

quello autoritativo a effettuare l’esercizio di autotutela collettiva.

Le forze di coalizione determineranno il ritiro delle truppe irachene e il Consiglio di sicurezza

riprende in mano la situazione con una serie di azioni rivolte a ristabilire la pace. Detta le prime

condizioni all’Iraq sconfitto. Una successiva risoluzione rappresenta una novità nelle Nazioni Unite:

una risoluzione complessa che detta le regole per il cessate-il-fuoco definitivo incidendo in misura

pesante sulla sovranità irachena. Con successive risoluzioni le sanzioni sono state alleggerite

progressivamente in considerazione della grave situazione irachena e della sua popolazione.

La gestione della crisi nel Golfo da parte del Consiglio ha segnato una svolta nell’azione delle

Nazioni Unite: se dopo la guerra fredda si è consentito al Consiglio di operare avendo l’unanimità è

vero che l’organo non è apparso in grado di sfruttare tutte le potenzialità concessegli dalla Carta e in

particolare il fatto che le sanzioni economiche non siano state sfruttate al massimo ha dato

l’impressione che gli interessi politici di alcuni stati abbiano pesato sulle scelte preferendo soluzioni

militare piuttosto che aspettare l’esito delle sanzioni.

L’Affare Lockerbie

Negli anni 1988 e 1989 due attentati provocano l’esplosione di due aerei esplosi il primo in

territorio scozzese e il secondo in quello nigeriano. Le indagini portano negli anni novanta a due

agenti del servizio di informazioni libico. Il governo britannico e statunitense chiede l’estradizione

al governo libico e di farsi carico della responsabilità e di versare adeguati indennizzi. La risposta

libica è di aver proceduto ad un procedimento interno a carico dei due; di risposta i governi

americano, francese e inglese interpellano il Consiglio di sicurezza che adotta una risoluzione dal

contenuto raccomandatario attraverso la quale si intima al governo libico di rispondere alle

domande dei governi (la collocazione giuridica di tale risoluzione è incerta: se si facesse riferimento

all’articolo 36 in base al quale il Consiglio può svolgere una funzione conciliativa, ma in tal caso i

membri interessati della controversia dovrebbero astenersi dal votare, cosa che non è accaduta e

fatto che rivendica il governo libico come causa di illegittimità della controversia; l’alternativa

sarebbe ricondurre la risoluzione all’articolo 39 che implicherebbe una valutazione del

comportamento libico come minaccia della pace).

Successivamente la Libi presenta alla Corte internazionale una istanza relativa all’interpretazione

della Convenzione di Montreal con la quale la Libia fa ricorso alla regola aut dedere aut iudicare in

base alla quale non ha l’obbligo di estradare essendovi un procedimento avviato (attribuendo in via

principale la competenza a giudicare allo Stato in cui è avvenuto il fatto e a quello di

immatricolazione dell’aereo e solo in via sussidiaria la competenza a giudicare allo Stato in cui si

trova il colpevole). Il Consiglio pochi giorni dopo adotta una seconda risoluzione con la quale

sottolinea l’inadempienza della prima risoluzione e giudica il comportamento libico come un atto a

sostegno del terrorismo e decide che si dovranno applicare una serie di misure inquadrabili tra

quello senza l’uso della forza (art. 41 della Carta). La Corte internazionale prima che scada il

termine per applicare le sanzioni emana una risposta alle richieste libiche respingendole e

motivandole con il rilievo che essendo intervenuto il Consiglio di sicurezza vincolante e prevalendo

sul ogni questione relativa ad altri accordi internazionali, compresa la Convenzione di Montreal.

Il Consiglio adotta una nuova risoluzione che inasprisce le sanzioni a carico della Libia, le sanzioni

sono state attuate in sede comunitaria.

Resta da considerare che il Consiglio di sicurezza pur dimostrando l’intenzione di combattere il

terrorismo non è riuscito a condurre la sua azione in modo lineare: in particolare, l’ambigua

formulazione della prima risoluzione che aveva carattere conciliativo mal si coordina con la

seconda e la terza prettamente sanzionatorie. Fonte di ambiguità sono le due situazioni, da un lato

l’estradizione e dall’altro la responsabilità libica relativa al favoreggiamento del terrorismo

internazionale. La situazione è all’oggi incerta e permangono le sanzioni contro le Libia.

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La crisi jugoslava.

Nel 1991 la Slovenia e la Croazia proclamano la loro indipendenza dalla Repubblica Federale di

Iugoslavia, le seguirà la Bosnia-Erzegovina: è l’inizio di un conflitto dalle rilevanze internazionali.

La reazione della Iugoslavia alla secessione della Slovenia è tiepida, più aspra nei confronti della

Croazia e della Bosnia essendo religioni caratterizzate da una complessa situazione etnico-religiosa.

Il Consiglio di sicurezza preferisce all’inizio non intervenire, lasciando il compito alle

organizzazioni regionali comunitarie. Poco dopo il Consiglio interviene adottando una prima

risoluzione con cui approva gli interventi comunitari e constatato che il prolungarsi della situazione

rappresenta una minaccia per la pace indica una serie di misure provvisorie e decide un embargo

generale e completo su tutta la fornitura di armi ed equipaggiamento su tutta la Iugoslavia, misure

tutte riconducibili all’articolo 40 della Carta. Da questa decisione il Consiglio non intende ancora

entrare nel merito del conflitto ritenendolo prettamente interno, peraltro il Consiglio

internazionalizza fin da subito il conflitto ribadendo il principio di inviolabilità delle frontiere e

l’illegittimità dei mutamenti territoriali ottenuti con la forza; appare difficile capire come il diritto

internazionale possa garantire il rispetto delle frontiere interne in un territorio in cui i confini

sembrano più politiche che amministrative. A tale proposito si evidenzia che il riconoscimento dei

nuovi Stati da parte della CE prima e delle NU poi abbia contribuito ad inasprire la reazione

dell’ex-Iugoslavia che non riesce ad ottenere il riconoscimento da parte delle NU come successore

della Repubblica Socialista Federale di Iugoslavia.

Questo il quadro in cui si inserisce l’azione del Consiglio di sicurezza con nuove risoluzioni:

 Il Consiglio istituisce il Comitato delle sanzione per vigilare sull’embargo e darvi

attuazione;

 Si inseriscono una serie di sanzioni economiche non essendo stata rispettata una risoluzione

subito precedente con cui si chiedeva il cessata il fuoco;

 Si adottano due risoluzioni che comportano l’intero blocco dello spazio aereo della Bosnia-

Erzegovina;

 Le sanzioni vengono inasprite bloccando sia i traffici marittimi che quelli sul Danubio per

evitare violazioni nell’embargo;

 Si amplia la richiesta di controlli sul Danubio da parte del Consiglio creando una vera e

propria operazione di polizia doganale.

L’azione sanzionatorie delle NU in questa crisi è stata inizialmente esitante e poi con sempre

maggiore decisione. L’evoluzione della crisi e il processo di pace ha portato il Consiglio a

modificare la situazione relativa alle sanzioni, parte permangono parte sono state revocate.

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MULTILATERAL INVESTIMENT GUARANTEE AGENCY (MIGA)

La MIGA è stata istituita nel 1985 con il duplice scopo di garantire gli investimenti contro i rischi

non commerciali di uno Stato nel territorio di uno Stato e di contribuire a promuovere il flusso di

investimenti verso i PVS. La creazione è stata promossa dalla Banca Mondiale, uno dei principali

obbiettivi è quello di incrementare il flusso di capitali e di tecnologie ai fini produttivi. Inizialmente

vi parteciparono solo gli stati membri della Banca Mondiale, successivamente l’adesione è venuta

anche da altri Stati.

Alla MIGA è stata attribuita personalità giuridica degli Stati membri e interna e quindi può

concludere autonomamente contratti, disporre di beni e promuovere procedimenti giudiziari;

tuttavia la sua attività è coordinata con quella di altri organismi facenti parte del sistema Banca

Mondiale come il FMI.

La struttura istituzionale si compone di tre organi:

 Council of Governors, in rappresentanza di ciascuno Stato a cui spettano competenze generali

 Board of Directors a composizione ristretta e variabile su nomina del Council cui spetta la

direzione delle varie operazioni di garanzia

 Presidente eletto dal Board of Directors che si occupa di ordinaria amministrazione.

Interessante il sistema di voto previsto, esso si fonda su un meccanismo di voto ponderato che tiene

conto dell’apporto finanziario di ciascun Stato in base al capitale sottoscritto ma che garantisce

parità di voti tra la categoria dei Paesi industrializzati e dei PVS.

Gli investimenti garantiti.

La copertura assicurativa si realizza con la conclusione di un contratto di garanzia tra l’investitore è

l’Agenzia nel quale vengono fissate le condizioni relative all’estensione della coperture, al danno

previsto, alla durata della garanzia, all’ammontare dell’indennizzo e delle modalità di pagamento e

il procedimento di risoluzione delle controversie.

Nella fase precedente la conclusione del contratto l’Agenzia deve verificare se l’investitore e il

progetto di investimento rispondono ai requisiti previsti dalla Convenzione.

Quanto all’ammissibilità dell’investimento si hanno criteri ampi includendovi qualsiasi

investimento a lungo o medio termine che abbia fini produttivi. L’investimento deve durare almeno

tre anni e dimostrare solidità e fondatezza economica, non solo dimostrare profitto all’investitore

ma anche contribuire allo sviluppo del Paese ospitante. Sono vietati investimenti militari o a scopo

speculativo.

Per quanto riguarda i requisiti del Paese di accoglimento dell’investimento la Convenzione impone

che la garanzia venga rilasciata solamente a copertura di progetti di investimento da realizzare in un

PVS da individuarsi in quelli elencati in apposita Categoria; in ogni caso il Paese accogliente deve

esprimere il proprio consenso ancor prima che il contratto di garanzia sia concluso.

Quanto ai requisiti previsti per l’investitore la convenzione prevede che possono usufruire del

sistema di garanzia gli operatori, persone fisiche e giuridiche, che abbiano nazionalità di uno degli

Stati membri purché non quella dello Stato che accoglie l’investimento; tuttavia previo parere

conforme del Board of Directors è possibile un’eccezione in determinati casi a quest’ultima

restrizione.

I rischi non commerciali.

L’Agenzia fornisce una copertura contro rischi non commerciali o politici individuati come:

 Rischio di valuta, assicura danni che dovessero subire a seguito di misure restrittive adottate

nel Paese di accoglimento e che potrebbero impedire l’uscita dal Paese del capitale ricavato

dall’operazione o la conversione della moneta locale in valuta.

 Rischio di espropriazione, inteso in senso ampio e comprensivo di tutte quelle pratiche,

legislative o amministrative, che hanno provocato un rallentamento del flusso di

investimenti nei PVS.

 Rischio da risoluzione del contratto, in particolari ipotesi in cui un investitore ha subito la

risoluzione del contratto di investimento da parte delle Stato ospite e non possa adire ai

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ricorsi giurisdizionali interni, questi subiscano lungaggini o non sia possibile dare

esecuzione al una sentenza interna a riguardo.

 Rischi da guerra o disordini civili, solo quando vi siano state perdite a causa di un reale

conflitto armato.

La surroga dell’investitore.

Quando si verifica una delle situazioni previste dalla Convenzione l’investitore deve adire la

giurisdizione interna, nel caso questa abbia esito infruttuoso l’Agenzia dovrà corrispondere

all’investitore danneggiato l’indennizzo pattuito nel contratto di garanzia tra loro concluso.

Una volta corrisposto l’indennizzo l’Agenzia si surroga totalmente all’investitore privato per

tutti i sui diritti e le sue pretese; evitando così l’intervento dello Stato dell’investitore e creando

una controversia politica.

La soluzione delle controversie.

Il sistema prevede che le eventuali controversie che dovessero sorgere tra l’Agenzia , come

surrogante, e lo Stato ospite siano risolte ricorrendo al negoziato o sottoposte ad arbitrato

secondo le regole ICSID. Le parti possono comunque ricorrere alla conciliazione o convenire

mediante accordo la risoluzione con altri metodi.

L’attività di promozione degli investimenti.

L’attività MIGA sul piano della promozione degli investimenti è particolarmente indirizzata a

favorire il flusso di capitali verso i PVS attraverso attività di ricerca, sviluppo di tecnologie e di

assistenza tecnica. 7

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ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO NORD-AMERICANO

Tra le recenti iniziative d’integrazione regionale quella commercialmente più rilevante è

rappresentata dal North Americano Free Trade Agreement (NAFTA), firmato nel 1992 tra Canada,

Messico e Stati Uniti. Il NAFTA è stato integrato da due accordi complementari in materia di

protezione ambientale e di diritto dei lavoratori introdotti dalle preoccupazioni che le imprese dei

paesi membri decidano di localizzarsi nella parte contraente dove gli standard a riguardo sono più

permissive dando luogo al dumping ambientale e sociale.

Oltre il 60% delle tariffe doganali verranno abolite entro i primi cinque anni, le restanti entro dieci o

quindici per alcuni prodotti sensibili; l’accordo prevede l’eliminazione delle restrizioni quantitative

e delle licenze all’importazione salvo quelle per motivi sanitari. Per il commercio agricolo tra USA

e Messico è stabilita l’eliminazione di tutte le barriere in un periodo di quindici anni. Le restrizioni

quantitative verranno eliminate gradualmente con l’introduzione di contingenti tariffari che

prevedono limitati quantitativi di importazione sottoposti a tariffa nulla o estremamente bassa,

superati i quali si applicano tariffe più elevate,tali contingenti tariffari verranno eliminati in un

periodo tra i dieci e quindici anni. Un accordo separato si occupa della liberalizzazione tra USA e

Canada. Durante il periodo transitorio è possibile introdurre misure di salvaguardia nel caso che le

importazioni aumentino determinando un danno all’industria nazionale di una delle parti contraenti.

Dato che l’accordo prevede la creazione di una zona di libero scambio è importante evitare

deviazioni di traffico attraverso il paese presenta il dazio minore. I benefici delle riduzioni tariffarie

sono riservati alle merci originarie dei tre paesi, a tal scopo la regola è quella della trasformazione

sostanziale per cui una merce assume l’origine del paese che in cui ha subito l’ultima

trasformazione tale da farle mutare la voce doganale di appartenenza.

Rilevante appare la liberalizzazione della prestazione dei servizi tra i tre paesi membri. L’accordo

copre tutti i servizi esclusi solo i servizi di trasporto aereo e introduce la clausola della nazione più

favorita ed il principio del trattamento nazionale come obblighi generali.

L’accordo prevede l’obbligo per le parti contraenti di concedere brevetti di durata almeno

ventennale per le innovazioni sia di prodotto che di processo, è statuita anche la protezione dei

diritti d’autore, i marchi, i segreti commerciali e le topografie dei circuiti in tigrati. Le parti si sono

impegnate ad applicare l’accordo in modo coerente con le esigenze di protezione ambientale non

riducendo gli standard minimi.

L’accordo stabilisce la creazione di una Commissione a livello ministeriale assistita da un

Segretariato ed incaricata di sorvegliare l’applicazione del trattato nonché l’azione dei vari gruppi di

lavoro da esso previsti e la risoluzione delle dispute circa l’interpretazione e l’applicazione

dell’accordo; tutte le decisioni della Commissione vengono prese per consensus.

Per quanto riguarda eventuali controversie il NAFTA prevede il meccanismo delle consultazioni o

in caso di mancato accordo l’intervento della Commissione o di un arbitral panel.

Le consultazioni possono essere chieste su ogni questione inerente l’accordo.

Ove le consultazioni siano improduttive ogni parte contraente può chiedere l’intervento della

Commissione che può utilizzare i suoi buoni uffici, la conciliazione, la mediazione e puo creare

gruppi di ricerca per redimere le controversie.

Nel caso in cui non sia possibile una riappacificazione ogni parte che ha partecipato alle

consultazioni può iniziare una procedura arbitrale. Ove la disputa sia rilevante anche nel contesto

del GATT la Parte può scegliere tra i due meccanismi, in caso di disaccordo sulla scelta del foro è

privilegiato quello NAFTA. L’accordo prevede una raccomandazione sulla controversia e ove le

parti sulla base di questa non trovino un accordo la parte attrice può sospendere i benefici accordati

alla rate convenuta in misura equivalente e possibilmente nello stesso settore. Sono inoltre previste

procedure particolari per la risoluzione delle controversie tra investitori privati e parti contraenti

attraverso una clausola compromissoria. Il collegio arbitrale è composto generalmente da tre

persone, uno scelto da ogni parte e uno scelto in comune. Il tribunale decide secondo le norme

dell’accordo e secondo le norme di diritto internazionale. Il NAFTA prevede l’obbligo per le tre

parti di dare esecuzione al lodo nei rispettivi territori.

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DESCRIZIONE APPUNTO

Seconda parte degli appunti riguardanti le lezioni di Diritto internazionale a cura del professor Giardina, con analisi dei seguenti argomenti: il sistema delle preferenze generalizzate, le sanzioni economiche nel quadro delle organizzazioni regionali, le crisi delle Falkland e delle Malvinas, l’Affare Lockerbie, la Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA), gli investimenti garantiti, l’accordo di libero scambio nord-americano.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeriadeltreste di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Giardina Andrea.

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