Caratteri fondamentali ed evoluzione storica del diritto internazionale
Il diritto internazionale è un sistema di norme che regola i rapporti tra gli stati (enti sovrani che non hanno un’autorità al di sopra di loro). Il sistema di diritto internazionale si caratterizza per i soggetti che sono i destinatari delle sue norme, gli stati. Infatti, questo sistema si è storicamente formato per regolare i rapporti all’interno di una comunità di stati. Gli stati sono enti sovrani (non c’è una autorità superiore a quella degli stati).
Uno stato è sovrano se non è subordinato alle decisioni prese da altri enti che siano ad esso superiori: “Superiorem non recognoscens”. Oltre che soggetti originari, gli stati sono soggetti necessari dell’ordinamento internazionale.
Le norme nel diritto internazionale
Nel diritto internazionale se non c’è un ente superiore agli stati chi fa le norme? Sono gli stessi stati a farle. Se non c’è la legge, che tipo di norme ci sono nell’ordinamento internazionale? Alla base del diritto internazionale vi sono i trattati, cioè atti scritti che contengono una serie di parole e sono seguite dalla manifestazione del consenso a vincolarsi a questo trattato e quindi gli stati che lo hanno ratificato assumono i diritti e gli obblighi previsti dalla norma del trattato.
Il trattato è negoziato dal governo e da esponenti dal governo. Il governo però non può da solo vincolare lo stato. Il trattato negoziato e adottato dal governo deve essere poi approvato dal parlamento per produrre effetti nell’ordinamento interno e nel diritto internazionale. La procedura è più complicata in quanto vi sono coinvolti due organi nel procedimento, il parlamento e il governo.
Ai trattati si aggiungono le consuetudini, cioè comportamenti ripetuti nel tempo accompagnati dal convincimento che essi siano obbligatori e vincolanti giuridicamente. La consuetudine, a differenza dei trattati, non è scritta. Con l’entrata in campo della consuetudine si inizia a vedere che il diritto internazionale è un ordinamento primitivo, dove non c’è un legislatore e le norme sono fatte dagli stessi consociati che non hanno un legislatore al quale rivolgersi.
Esempi storici
Es: nel 1951 l’Inghilterra ha vari domini coloniali, tra cui in India. Quindi ci sono truppe coloniali in India e c’è l’esigenza di dare il cambio alle truppe. Per raggiungere l’Inghilterra si utilizzano le navi. Una nave carica di militari e le loro rispettive famiglie circumnavigava l’Africa. Era in ritardo, il comandante aveva carte sbagliate, la nave passa troppo vicino alla costa e si incaglia in scogli sommersi. Inizia a entrare acqua nella nave, il comandante cerca di salvare la nave ma poi si accorge che è impossibile. Allora, il comandante dice: “si salvi chi può”. Il comandante delle truppe aggiunge: “ma prima le donne e i bambini”. Fa schierare i militari sul ponte della nave dicendo che le scialuppe dovevano essere occupate prima dalle donne e i bambini. Quando essi occupano le scialuppe ci si accorge che non c’è più posto per nessuno. Il colonello allora dice che se non c’è più posto si resta sulla nave. I militari cercano di nuotare ma essendoci gli squali pochi si salvano.
Una norma tradizionale come "Si salvi chi può" viene modificata perché ad un certo punto qualcuno ritiene che quella prassi non sia più adeguata a rispondere ad eventuali considerazioni di umanità. Fino a che nel 1911 vi è un altro incidente, il naufragio del Titanic, dove vi sono una serie di circostanze tragiche. Questo incidente determina una serie di norme scritte che obbligano le navi ad avere scialuppe di salvataggio che possano contenere un certo numero di persone.
La consuetudine si forma spontaneamente e cambia spontaneamente. La norma consuetudinaria si modifica fino a diventare una norma scritta. Nel diritto internazionale le fonti primarie sono i trattati e le consuetudini. In caso di conflitto prevale il trattato.
La natura del diritto internazionale
Il diritto internazionale può esistere solo se esistono più stati. Se vi fosse un unico e solo grande stato, allora il diritto internazionale non avrebbe ragione di esistere. Nella storia dell’umanità questo non si è mai verificato.
Negli ordinamenti interni vi sono dei giudici i quali hanno il compito di accertare le norme e farle rispettare in situazioni concrete quando vi sono delle liti circa l’applicazione o l’interpretazione delle norme. Se vi è una controversia sul confine tra due stati ci si rivolge alla corte internazionale di giustizia per avere la soluzione vincolante della controversia. Lo statuto della corte è allegato alla carta delle nazioni unite. La corte internazionale di giustizia ha la competenza a giudicare delle controversie tra stati.
Ci sono dei giudici internazionali, ma essi possono giudicare di controversie tra stati solo se tutti gli stati sono d’accordo sul fatto che il giudice giudichi quella controversia.
Esecuzione delle norme nel diritto internazionale
Se i consociati si facessero giustizia da soli, il più forte avrebbe sempre ragione. Il diritto serve proprio per dimostrare che questo non è vero. Se il giudice, che serve per stabilire chi ha ragione, può giudicare solo se tutti i litiganti gli attribuiscono questo potere, il più forte non ha nessun interesse a ricorrere al giudice.
I meccanismi per dare esecuzione forzata agli obblighi non ci sono e quindi alla fine molto è lasciato alla buona volontà di chi deve adempiere ad un obbligo. Nel sistema di diritto internazionale vi sono forme di vendetta come la rappresaglia, che nel diritto interno non ci sono più. Nel diritto interno, se un soggetto subisce un illecito, ricorre al giudice. Non può vendicarsi da solo.
Un ordinamento così primitivo, dove i giudici funzionano solo nei casi in cui tutti vogliono esercitare la funzione di giudici e non vi sono meccanismi forzati, è un vero e proprio ordinamento giuridico? Qual è il criterio di valutazione per vedere se un certo ordinamento è un ordinamento giuridico? Un primo criterio di valutazione può essere di tipo formale: ci sono una serie di norme che si possono sistemare in un modo coerente, ci sono alcune categorie di norme tipiche, ci sono alcuni settori di comune interesse tra i soggetti. Quindi esiste un ordinamento che può disciplinare una certa materia, in questo caso le relazioni tra gli stati.
Effettività del diritto internazionale
Se i soggetti, gli stati, osservano spontaneamente le norme che essi stessi si sono dati, questo significa che l’ordinamento è effettivo. Questo insieme di norme è effettivamente osservato dai soggetti ma questo non vuol dire che le norme vengono sempre osservate. Nel diritto internazionale, pur in assenza di autorità, quasi tutti gli stati osservano quasi tutte le norme. Si può dire che a volte le violazioni sono molto visibili e attirano l’attenzione di tutti.
Es: nel 1979 in Iran vengono sequestrati i diplomatici americani. Essi in caso di pericolo hanno diritto ad una protezione. Vi erano manifestazioni antiamericane di una folla che circondava l’ambasciata americana. Si è richiesto l’intervento delle autorità iraniane che però non hanno fatto nulla e la folla è entrata nell’ambasciata facendoli prigionieri per circa un anno. In questo caso la violazione attira l’attenzione. Ma nei casi in cui la norma viene osservata non attira l’attenzione.
Il caso Eichmann
Es: vi è un’automobile che procede ad alta velocità in città e riesce con difficoltà a tenere la strada. Gli agenti della polizia fermano l’auto. Scende un tale, visibilmente ubriaco, tira fuori un documento dicendo di essere un diplomatico e quindi non può essere arrestato. Si può violare una norma di diritto internazionale se questo è necessario per salvare vite umane in una situazione di estremo pericolo. Si può impedire che l’agente diplomatico si metta nuovamente alla guida applicando questa eccezione. Queste norme sull’inviolabilità degli agenti diplomatici sono normalmente rispettate. Vi sono però casi compiuti da agenti diplomatici che non possono non essere sanzionati.
Es: nel gennaio 1942 viene deciso il piano di sterminio degli ebrei e altre minoranze alla quale partecipano i capi militari. Adolf Eichmann era il militare di grado più basso ed è stato incaricato di gestire il sistema dei trasporti, quindi, tutti i treni che trasportavano le persone nei campi di sterminio. Finita la guerra, si apre il processo di Norimberga e Eichmann non c’è. Egli viene ricercato soprattutto dallo stato di Israele. Eichmann era a Buenos Aires. Subito dopo la guerra, con appoggi, era riuscito a venire a Genova ed era rimasto nascosto per un po' di tempo ed in seguito era riuscito a prendere la nave per l’Argentina, sotto falso nome. Il figlio di Eichmann dice qualcosa sulla vita precedente del padre alla fidanzata, che non tiene per sé queste informazioni che arrivano all’orecchio di agenti segreti che si trovano a Buenos Aires. Gli israeliani sanno che Eichmann si trova a Buenos Aires.
L’Israele scarta l’ipotesi dell’estradizione e quindi decidono di rapirlo. Questo è un illecito internazionale; è una violazione della sovranità di un altro stato. L’operazione presenta qualche difficoltà. Non ci sono relazioni diplomatiche tra Israele e Argentina. Israele approfitta di un’opportunità data dal fatto che nel 1960 si festeggiava l’anniversario della fondazione dell’Argentina. L’Israele si dichiara interessato a partecipare a questi festeggiamenti, con una trentina di persone. Viene allestito un aereo speciale che arriva a Buenos Aires. Molte di queste persone erano agenti segreti israeliani che operavano con l’appoggio di altri già presenti sul territorio. Una sera, Eichmann viene rapito da questi agenti, messo con la forza in un furgone e trattenuto alcuni giorni in un appartamento, finché i festeggiamenti finiscono.
Gli israeliani tornano a casa, tranne uno. Eichmann viene narcotizzato e al momento del controllo del passaporto gli dicono che aveva bevuto troppo alla festa e quindi lo fanno passare. Eichmann ricompare in Israele dove viene messo sotto processo. Nel primo grado si infligge la condanna a morte. Al processo di appello viene confermata la condanna a morte e viene eseguita tramite impiccagione e le ceneri di Eichmann vengono disperse in mare. Questa è l’unica condanna a morte eseguita in Israele.
[Il diritto internazionale dice che se uno stato è responsabile di un illecito deve riparare e quindi ripristinare la situazione che si sarebbe avuta se l’illecito non si fosse compiuto]. Facendo il processo si crea una situazione di tensione tra i due stati e la questione Eichmann arriva al consiglio di sicurezza degli stati uniti. Al momento della discussione, prendono la parola Israele e Argentina e chiedono al consiglio di sicurezza (composto da 15 stati) di non trattare la questione perché il problema era stato concordemente risolto dai due stati interessati e Israele aveva fornito un’adeguata riparazione. Tutt’ora non sappiamo quale sia stata questa riparazione data ma certamente non è stata la restituzione di Eichmann. Questo caso è stato enormemente discusso. Normalmente gli stati non mandano i propri agenti segreti ma cercano di ottenere la consegna con altri strumenti.
Effettività e importanza delle norme internazionali
La violazione delle norme di diritto internazionale, in certi casi, attira l’attenzione. Mentre, lo spontaneo adempimento delle norme non attira l’attenzione di nessuno. Le norme di diritto internazionale hanno un sufficiente livello di effettività. Il livello di importanza delle norme è diverso. Ci sono delle norme che hanno una estrema importanza. L’ordinamento internazionale nel suo complesso comprende diverse norme che sono rispettate.
Gli stati più forti usano la forza quando piace a loro, calpestando le norme, oppure no? Questo è il grado di effettività che più interessa, basato sulla norma del divieto di utilizzo della forza. Tutt’ora vi sono casi in cui gli stati più forti usano la forza (es: bombardamenti).
Non si può usare la forza se non a titolo di legittima difesa o se sia stato autorizzato dal consiglio di sicurezza degli stati uniti. Questo sistema a volte non regge. Se un sistema di diritto non riesce a fermare i più forti, allora non è un sistema di diritto vero e proprio.
Soggetti del diritto internazionale: lo stato
Il soggetto tipico del diritto internazionale è lo stato, ma non solo. Lo stato è un ente territoriale sovrano i cui elementi costitutivi sono:
- Popolo
- Territorio
- Governo
Il popolo è formato solo dai cittadini di quello stato, mentre, la popolazione comprende anche gli stranieri e tutti coloro che non hanno la cittadinanza. Dunque, si ha uno stato quando un’autorità politica indipendente si afferma in modo normale e stabile entro un determinato spazio (territorio) e nei confronti degli individui che ivi si trovano.
La dimensione del territorio può essere varia, ma ai fini della soggettività internazionale non ha importanza. Lo stato più grande oggi è la Russia. Lo stato più piccolo è lo stato della città del Vaticano, creato a seguito di un trattato del 1929: “Patti Lateranensi” tra stato e chiesa. L’assetto costituzionale dello stato può avere qualche importanza. Ci sono casi che possono essere dubbi.
Esempi di stati e controversie
Es: 1891 circa, siamo a New Orleans, città principale della Louisiana (membro degli USA). Uno dei motti degli Stati Uniti è: “Pluribus Unum” (composto da 13 lettere). Questo perché all’origine erano 13 stati che si erano resi indipendenti dalla Gran Bretagna e poi si sono riuniti e hanno deciso di creare uno stato federale (da più stati ne sono diventati uno). Accadde l’omicidio di uno sceriffo della Louisiana e sono sospettati un gruppo di italiani che vengono arrestati. Al di fuori del carcere c’è una folla inferocita che riesce a entrare nel carcere e 3 degli italiani arrestati vengono linciati.
Si apre una questione tra USA e Italia. L’Italia chiede una riparazione. C’è un illecito internazionale: mancata protezione di cittadini stranieri che si trovano nel territorio di un altro stato, aggravata dal fatto che si trattava di persone arrestate e di certo non potevano proteggersi da soli. L’Italia chiede un risarcimento dei danni. Gli USA rispondono dicendo che loro non c’entravano nulla. Quello era un carcere della Louisiana e quindi gli USA dicono che non avevano nessun controllo sul carcere della Louisiana e quindi bisognava rivolgersi alle autorità competenti della Louisiana. Chi aveva ragione? Italia o USA? La questione ha dato luogo a tensioni tra Italia e USA. L’ambasciatore italiano a Washington è stato richiamato e l’Italia ha abbassato il livello ma alla fine gli USA hanno accettato la tesi italiana e la riparazione è stata pagata al governo italiano che poi l’ha devoluta ai familiari delle vittime.
Concetti di stati fittizi
Stato fantoccio/apparente: stato totalmente dipendente dalle autorità di un altro stato. Questi stati a volte vengono creati nel corso di conflitti (es: repubblica sociale italiana, stato che era insediato su parte del territorio italiano ma che a seguito degli eventi bellici era totalmente dipendente dallo stato tedesco). Stati Bantu’: costituiti dalla repubblica Sudafricana per ospitare alcune etnie africane all’epoca della discriminazione razziale ed ora non più esistenti.
Un’altra situazione che non è esiste più sono le amministrazioni fiduciarie. In base alla carta delle nazioni unite, alcuni territori che non avevano le condizioni per accedere all’indipendenza potevano essere affidati ad alcuni stati membri delle nazioni unite che dovevano operare al progresso di questi territori per consentire loro di arrivare al processo di autodeterminazione. Il territorio sottoposto ad amministrazione fiduciaria non poteva essere considerato uno stato, ma lo poteva divenire una volta che tale regime fosse venuto a cessare.
L’ultima amministrazione fiduciaria è cessata nel 1994 (amministrazione fiduciaria esercitata dagli USA sul territorio di Palau, che ha raggiunto l’indipendenza). Anche l’Italia ha avuto un’amministrazione fiduciaria, data quando ancora l’Italia non era membro delle nazioni unite (amministrazione fiduciaria della Somalia, ex colonia italiana). Secondo le nazioni unite non vi erano le condizioni perché accedesse immediatamente l’indipendenza ed è stata data in amministrazione. Allo scadere dell’amministrazione fiduciaria la Somalia ha deciso per la propria indipendenza.
Con il trattato di pace del 1947 l’Italia ha perduto le proprie colonie (Libia, Eritrea, Somalia, Etiopia, Dodecaneso e Tientsin). L’Italia ha occupato 12 isole dell’Egeo, tra cui Rodi.
Territori non reclamati e trattati
Esistono ancora territori di nessuno (territorio nullius), come ad esempio una porzione di territorio in Antartide: al di là delle rivendicazioni avanzate da 7 stati (Francia, Australia, Italia, Norvegia, Gran Bretagna, Cile e Argentina), esiste comunque un settore del continente antartico che non è rivendicato da alcuno stato.
Nel 1979 è stato concluso un trattato sull’Antartide in base al quale sul continente antartico sono esercitabili attività di ricerca scientifica e le pretese di sovranità non sono né concentrate e nemmeno ostacolate da questo trattato. Lo stato è quindi identificato da un territorio. Poi vi è la popolazione, che non si esaurisce in coloro che ha.
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