DIRITTO INTERNAZIONALE
Prof. Rossi 10/10/2022
INTRODUZIONE E PRINCIPALI DIFFERENZE TRA DIRITTO INTERNAZIONALE
PUBBLICO E DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO
Diritto internazionale pubblico Ogni ordinamento ha le sue fonti, che in
quanto tali sono idonee a produrre norme giuridiche si distinguono dalle regole
non giuridiche. Nell’ordinamento internazionale, ciò che è considerato come
fonte, può essere diverso da ciò che un altro ordinamento considera come
fonte. La distinzione tra fonti produttrici di nome giuridiche e norme non
giuridicamente vincolanti sta nel fatto che le prime devono essere rispettate e
sono indirizzate a tutte le persone sia fisiche che giuridiche e quindi a tutti i
titolari di situazioni attive e passive, cioè di diritti e doveri. La stessa cosa
accade nell’ordinamento internazionale.
Stiamo parlando di una relazione tra soggetti internazionali, vale a dire gli stati
(= entità singola) e le organizzazioni internazionali (es. UE)
Il diritto internazionale privato, invece, non si occupa di disciplinare
rapporti tra stati, ma si occupa sempre di rapporti tra privati, che possono
essere anche stati, che però agiscono come privati. Questa disciplina si
differenzia dalle altre poiché ha come oggetto rapporti tra privati nell’ambito di
situazioni di transnazionalità. Una situazione è rilevante per il diritto
internazionale privato quando presenta un elemento di estraneità: vale a
dire, una circostanza, giuridica o di fatto, che consente di localizzarlo oltre i
confini nazionali, o meglio, che impediscono di limitare l’analisi di quella
situazione ad un solo ordinamento giudico nazionale (es. contratti tra soggetti
di diversi paesi). Quando si presenta l’elemento di estraneità vanno capite tre
cose, che sono le tre grandi funzioni di questa materia:
1. Il diritto internazionale privato cerca di individuare la legge di un certo
ordinamento che è più idonea a disciplinare quel particolare rapporto. Il
primo problema è quindi capire la legge applicabile.
2. Il secondo problema si evidenzia nella fase patologica del rapporto;
infatti, la seconda funzione del diritto internazionale privato è quella di
determinare qual è il giudice nazionale competente per regolare quel
rapporto.
3. Il terzo problema di cui si occupa il diritto internazionale privato è quello
di capire che valore ha la sentenza emessa dal giudice nazionale
all’estero. 12/10/2022
IL DIRITTO INTERNAZIONALE PUBBLICO
Definizione il diritto internazionale pubblico è quel corpo normativo che
regola i rapporti giudici tra stati sovrani. Questa definizione deve essere
integrata parlando anche di organizzazioni internazionali, poiché i soggetti di
diritto internazionale non sono solo gli stati, ma sono anche le organizzazioni
internazionali.
Per quanto riguarda il diritto internazionale privato. Facciamo riferimento alle
relazioni tra individui di differenti ordinamenti. Si parla infatti di relazioni
private transnazionali. Il diritto internazionale privati ha tre funzioni:
1. Il diritto internazionale privato cerca di individuare la legge di un certo
ordinamento che è più idonea a disciplinare quel particolare rapporto. Il
primo problema è quindi capire la legge applicabile.
2. Il secondo problema si evidenzia nella fase patologica del rapporto;
infatti, la seconda funzione del diritto internazionale privato è quella di
determinare qual è il giudice nazionale competente per regolare quel
rapporto.
3. Il terzo problema di cui si occupa il diritto internazionale privato è quello
di capire che valore ha la sentenza emessa dal giudice nazionale
all’estero.
Entrando nel diritto internazionale pubblico, è importante correlare tre
categorie: cos’è un ordinamento giudico, quali sono i soggetti e quali sono le
fonti. Questi tre elementi sono in forte correlazione tra loro. L’ordinamento
giuridico italiano riconosce a determinate fonti la capacità di produrre norme
giuridiche, le quali sono indirizzate verso soggetti di quell’ordinamento, che nel
nostro caso sono persone fisiche e giuridiche. Nell’ordinamento internazionale
possiamo fare un ragionamento in parallelo. L’ordinamento internazionale
corrisponde alla comunità internazionale, detta anche “comunità degli stati”.
Nel mondo ci sono oltre 200 stati sovrani, i quali fanno parte dell’ordinamento
giudico internazionale. La comunità internazionale ha caratteristiche molto
diverse rispetto a tutti gli altri ordinamenti giuridici, ha delle caratteristiche che
hanno conseguenze pratiche molto importanti per quanto riguarda:
- la funzione di produzione normativa (= come vengono prodotte le
norme),
- l’accertamento e l’applicazione delle norme giuridiche,
- come si può ottenere il rispetto di quelle regole.
Nella comunità internazionale è riconosciuta la capacità di produrre norme
giuridiche a tre tipi di fonti. Queste fonti hanno questa capacità solo in quanto
la comunità internazionale ha attribuito loro questa capacità. Per l’ordinamento
internazionale le fonti che possono produrre norme giuridiche vincolanti sono:
- le consuetudini
- i trattati (anche corpi, convenzioni, patti)
- principi generali riconosciuti dalle nazioni civili
Le norme prodotte nell’ambito di queste tre fonti sono vincolanti per i soggetti
della comunità internazionale, che sono gli stati e le organizzazioni
internazionali. La differenza tra persone fisiche e giuridiche, nel diritto pubblico:
la persona fisica è un’entità singolare, unica (= stato); quando più persone
fisiche si uniscono viene fuori una società, ossia una persona giuridica, la quale
a sua volta diventa un soggetto nato sulla base di un incontro di volontà di più
persone ed essendo un soggetto di diritto ha anche la capacità di concludere
rapporti contrattuali. Lo strumento dell’ordinamento internazionale, che si
utilizza per formare la comunità internazionale è il trattato. I trattati. sono una
fonte del diritto internazionale che consente anche di costituire delle persone
giuridiche internazionali, e cioè delle organizzazioni internazionali. Gli stati
possono concludere trattati con i quali istituiscono organizzazioni internazionali,
le quali diventano anch’esse soggetti di diritto internazionale che a loro volta
possono concludere altri accordi internazionali. Il trattato nella comunità
internazionale deve essere utilizzato per costituire soggetti di diritto
internazionali collettivi. Le organizzazioni internazionali sono, ad esempio, UE,
ONU, NATO, UNICEF, FAO, OMS, OMC (= organizzazione mondiale del
commercio). Amnesty intenational, emergency, medici senza frontiere, invece,
non sono organizzazioni internazionali, poiché non sono nate da un trattato tra
stati.
Perché creare un’organizzazione internazionale? L’obiettivo è perseguire una
finalità comune che individualmente non avrebbero potuto perseguire. Quando
più stati hanno una o più medesime finalità costituiscono un’organizzazione
internazionale.
Cosa deve esserci scritto nel trattato istitutivo dell’organizzazione
internazionale? Vanno, innanzitutto, scritti gli stati firmatari del trattato e i loro
rappresentanti. Vanno poi scritte le finalità, condivise tra tutti gli stati che
hanno firmato il trattato.
Gli stati sono sovrani, sono al vertice della struttura della comunità
internazionale, niente al di sopra degli stati; quindi, possono recedere dal
trattato qualora le finalità non vogliano più essere perseguite.
I trattati hanno la caratteristica di essere le fonti del diritto internazionale, con
forma scritta e qualora uno stato non abbia firmato il trattato non è vincolato
scritti vincolanti
ad esso. Quindi sono e solo per i soggetti contraenti. Queste
sono le due più grandi differenze che distinguono i trattati dalle consuetudini
internazionali.
Le consuetudini non sono scritte e non vincolano solo alcuni stati, ma li
vincolano tutti. Le consuetudini internazionali non vanno confuse con le
consuetudini interne, poiché nel diritto internazionale, le consuetudini sono
fonti vincolati a tutti gli effetti e hanno la capacità di vincolare tutti i soggetti
delle comunità internazionali e sono orali. La consuetudine internazionale
comportamenti ripetuti
nasce sulla base di degli stati che sono nel tempo in
uniforme costante
maniera e (es. uno stato costiero può considerarsi sovrano,
per consuetudine, per 12 miglia nautiche, poiché in epoche remote questa è la
distanza entro la quale cadeva la palla del cannone). La difficoltà sta
nell’accertare il contenuto delle consuetudini internazionali, poiché non si ha la
certezza del diritto; inoltre, le consuetudini hanno queste caratteristiche, ma
non si sa con esattezza la data di entrata in vigore di quest’ultima e questo
perché nel diritto internazionale i limiti non sono ben definiti.
I principi generali hanno una funzione di supporto, a volte anticipano la
nascita della consuetudine, a volte fungono da base per redigere un accordo
internazionale, altre volte ancora hanno lo scopo di aiutare l’interprete.
CARATTERISTICHE DELLA COMUNITA’ INTERNAZIONALE
La prima caratteristica della comunità internazionale è la sua anorganicità: è
la mancanza di una o più autorità centrali; infatti, la comunità internazionale è
una comunità c.d. “anorganica”, ossia sprovvista di organi, questo vuol dire
che le funzioni tipiche dello stato (legislative, esecutive, giudiziarie) nella
comunità internazionali non sono svolte da un’autorità centrale. È giusto
parlare di comunità anorganica poiché gli organi internazionali che conosciamo
sono organi interni di una organizzazione internazionale, come ad esempio la
corte internazionale di giustizia che è un organo interno delle nazioni unite.
La seconda caratteristica della comunità internazionale è la sua paritarietà:
non c’è una struttura gerarchica, ma è una struttura puramente orizzontale.
Tutti i membri della comunità internazionale sono soggetti di diritto
internazionale, i quali hanno tutti gli stessi diritti e gli stessi doveri. Non esiste
un potere superiore alla sovranità che spetta agli stati.
Come può una comunità strutturata in questo modo autoregolamentarsi,
risolvere dispute, garantire l’attuazione del diritto che regola i rapporti tra i suoi
membri? Lo fa in modo diametralmente opposto a quello degli ordinamenti
interni sia in relazione alla funzione di produzione normativa, sia in relazione
alla funzione giurisdizionale, sia in relaziona all’attuazione, anche coercitiva,
del diritto internazionale.
Funziona normativa: possiamo dire che noi come soggetti di diritto
dell’ordinamento italiano abbiamo diritti riconosciuti dal diritto italiano e
abbiamo anche doveri enunciati nelle stesse fonti del diritto italiano. Quindi noi
soggetti di diritto italiano rispettiamo regole dettate dal parlamento. Nella
comunità internazionale, non essendoci un’autorità legislativa centrale, chi
produce le norme? Quelle norme che i soggetti di diritto internazionale devono
rispettare sono prodotte dagli stessi soggetti che le hanno prodotte: è una
forma di autoregolamentazione che non presuppone l’esistenza di un’autorità
legislativa centrale. Questo è possibile perché basta pensare alla struttura delle
due principali fonti del diritto (trattati e consuetudini). Infatti, sono gli stati che,
con i trattati, autoregolamentano i propri rapporti reciproci. Gli stati
spontaneamente decidono di stipulare e rispettare i trattati e possiamo dire la
stessa cosa anche per le consuetudini.
Funzione giudiziaria: nella comunità internazionale possiamo avere un
giudice? di regola la risposta è negativa, poiché non esiste niente di superiore
agli stati; quindi, nessuno li può giudicare. L’unico modo per avere un organo
giudicante è che gli stati accettano di sottoporsi volontariamente al sindacato
giurisdizionale di una certa corte internazionale. Di volta in volta, solo se gli
stati hanno accettato la giurisdizione di quell’organo giurisdizionale, potranno
essere sottoposti ad un procedimento. Tutti i tribunali internazionali sono
tribunali arbitrari.
Come fanno gli stati ad attribuire questo potere ad un tribunale arbitrale? È il
trattato che fonda il potere giurisdizionale del tribunale arbitrale. Esempi di
tribunale internazionale arbitrale, che traggono la loro legittimazione dai
trattati, sono: corte di giustizia dell’unione europea; corte europea dei diritti
dell’uomo; corte internazionale di giustizia; tribunale di Amburgo (= tribunale
per il diritto internazionale del mare).
Cosa succede se uno stato non rispetta le norme pattizie e consuetudinarie
internazionali? L’unico mezzo esistente è cercare di indurre e convincere il
soggetto violante del diritto internazionale a rispettarlo e questo lo si fa
attraverso le c.d. “reazioni collettive”. Più ampia e solidale è la reazione della
comunità internazionale, più può avere frutti. Le reazioni collettive sono
finalizzate a ripristinare l’equilibrio della comunità internazionale.
ASPETTI TERMINOLOGICI
All’interno della comunità internazionale abbiamo organizzazioni internazionali
e stati. Dentro agli stati abbiamo ordinamenti giuridici con proprie fonti e
proprio soggetti autonomi.
Dentro ogni organizzazione internazionale, che nasce sempre con un trattato,
abbiamo fonti, organi e soggetti. Le fonti sono quelle previste dal trattato,
poiché nel trattato istitutivo di un’organizzazione internazionale c’è anche
scritto il funzionamento dell’organizzazione stessa.
L’ONU è l’organizzazione internazionale più grande, che comprende la quasi
totalità degli stati della comunità internazionale. Tra gli organi più importanti
dell’ONU troviamo la corte internazionale di giustizia, che ha sede all’Aja,
ed è un organo giudicante arbitrale che si occupa di controversie tra stati per
violazione di qualunque norma di diritto internazionale, ossia di trattati che le
parti in causa devono aver stipulato e violazione di consuetudini.
La corte internazionale di giustizia non va confusa con la corte penale
internazionale, anch’essa con sede all’Aja, che però si occupa solo di crimini
contro l’umanità commessi da individui. La corte penale internazionale giudica
questi crimini poiché molti stati hanno firmato lo statuto di Roma del 1998. Si
tratta di un trattato internazionale che definisce i compiti della corte penale
internazionale, con il quale gli stati hanno deciso di rinunciare a duna porzione
del proprio potere giurisdizionale sovrano limitatamente alla repressione dei
crimini contro l’umanità. Ci sono altri tribunali penali internazionali ad hoc per
reprimere reati particolarmente gravi commessi da persone fisiche che sono il
tribunale per i crimini in Ruanda e il tribunale per i crimini commessi in ex
Jugoslavia.
In Europa abbiamo l’UE e il consiglio d’Europa (48 stati membri). Si tratta di
due organizzazioni diverse da non confondere.
Nell’UE abbiamo delle fonti, dei soggetti e degli organi e la corte di riferimento
è la corte di giustizia dell’UE con sede a Lussemburgo e si occupa di
violazioni del diritto dell’UE.
Il consiglio d’Europa, nato con il trattato di Londra, si occupa solo di diritti
umani, e la corte di riferimento è la corte europea dei diritti dell’uomo, con
sede a Strasburgo che si occupa solo di violazioni della CEDU e dei diritti
fondamentali. La peculiarità di questa corte è che non può condannare
individui, ma solo gli stati per non aver assicurato la tutela dell’individuo.
Questa corte può essere attivata o sulla base di ricorsi statali (stato VS stato), o
con un ricorso individuale come persone fisiche. Il consiglio d’Europa (COE) non
va confuso con il consiglio europeo e il consiglio dell’UE che invece sono due
istituzioni interne dell’UE. 17/10/2022
SOGGETTIVITA’ DI DIRITTO INTERNAZIONALE
Ci sono situazioni in cui la soggettività di diritto internazionale è spesso
discussa, non si sa con certezza se un determinato ente possa essere
considerato un soggetto di diritto internazionale.
I soggetti di diritto internazionale principalmente sono due: stati e
organizzazioni internazionale. Inizialmente le organizzazioni internazionali non
erano considerati soggetti di diritto internazionale, poiché alla soggettività sono
ricondotti diritti e doveri.
STATI
Quali sono gli elementi che uno stato deve avere per essere considerato tale?
Se ci poniamo dal punto di vista del diritto internazionale gli elementi costitutivi
dello stato sono 3:
1. territorio il territorio ricomprende la terraferma delimitata dai confini
nazionali, ma non è solo questo poiché territorio è anche la linea costiera
che si estende per 12 miglia. Ciò che accade nelle acque di mare
territoriale è come se si fosse verificato nella terraferma. Del territorio
fanno parte anche le acque interne, ma ci sono anche altri elementi da
ricomprendere nel territorio di uno stato, poiché la sovranità viene
esercitata da uno stato sul suolo, su tutto ciò che c’è sopra e tutto ciò
che c’è sotto. Un aereo può passare sopra i cieli di un certo stato poiché
c’è stato un contratto tra lo stato e le compagnie aeree. Nel territorio
rientrano anche le ambasciate che sono protet
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