Diritto internazionale
Il fenomeno delle organizzazioni internazionali
Le organizzazioni internazionali favoriscono il decentramento del potere a livello internazionale. Un’organizzazione nasce sulla base di un accordo ed è in sostanza un’associazione di stati che decidono di unirsi per perseguire un obiettivo comune. I trattati possono contenere non solo regole materiali, ma anche regole formali o strumentali, regole cioè che istituiscono ulteriori procedimenti o fonti di produzione di norme.
Nel settore delle organizzazioni internazionali: in tutti quei casi in cui un’organizzazione internazionale è abilitata dal trattato che le dà vita (e che costituisce il suo statuto) ad emanare decisioni vincolanti per gli Stati membri, si è in presenza di una fonte prevista da accordo.
Nota importante: Gli Stati, anche quelli che ufficialmente si dichiarano favorevoli ad un potenziamento delle organizzazioni internazionali, sono ancora oggi molto restii, nella sostanza, a dotarle di poteri effettivi vincolanti, limitando conseguentemente la propria sovranità. Il compito delle organizzazioni internazionali non è quello di emanare norme, bensì di facilitare la collaborazione tra gli Stati membri.
L’attività delle organizzazioni (compresa l’ONU) si traduce prevalentemente nelle seguenti funzioni:
- Predisposizione di progetti di convenzioni, che gli Stati membri sono liberi di tradurre o meno in norme giuridiche attraverso la loro ratifica;
- Emanazione di raccomandazioni, ossia atti che hanno il valore di esortazione, quindi non vincolano gli Stati ai quali si indirizzano. In generale le raccomandazioni vengono approvate quando i 2/3 degli stati sono d’accordo.
L'organizzazione delle Nazioni Unite
L’Organizzazione delle Nazioni Unite fu fondata dopo la seconda guerra mondiale dagli Stati che avevano combattuto contro le Potenze dell’Asse, prendendo il posto della disciolta Società delle Nazioni. La Conferenza di San Francisco ne elaborò nel 1945 la Carta, che venne ratificata dagli Stati fondatori.
Art. 4 Carta di San Francisco: «1. Possono diventare Membri delle Nazioni Unite tutti gli altri Stati amanti della pace che accettino gli obblighi del presente Statuto e che, a giudizio dell’Organizzazione, siano capaci di adempiere tali obblighi e disposti a farlo. 2. L’ammissione quale Membro delle Nazioni Unite di uno Stato che adempia a tali condizioni è effettuata con decisione dell’Assemblea Generale su proposta del Consiglio di Sicurezza».
Organi principali dell’ONU (art. 7)
- Assemblea generale (AG)
- Consiglio di Sicurezza (CdS)
- Consiglio economico e sociale (ECOSOC)
- Consiglio di Amministrazione fiduciaria
- Corte Internazionale di Giustizia (CIG)
- Segretariato generale
L’Assemblea generale, il Consiglio di Sicurezza, l’ECOSOC e il Consiglio di Amministrazione fiduciaria sono organi composti da Stati. Il Segretario generale e la CIG sono invece organi di individui.
Gli organi principali dell’ONU
Il Consiglio di Sicurezza è composto da 15 membri, di cui 5 siedono a titolo permanente (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna). Essi godono del diritto di veto, ossia il diritto di impedire col loro voto negativo l’adozione di qualsiasi delibera. Gli altri 10 membri sono eletti per un biennio dall’Assemblea.
Il CdS ha una competenza limitata ratione materiae, in quanto si occupa solo di questioni attinenti al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale (art. 24). È l’organo di maggior rilievo nell’ambito dell’Organizzazione (in alcuni casi dispone di poteri vincolanti).
I 10 membri non permanenti (stanno in carica due anni) sono eletti dall’Assemblea Generale, con maggioranza di due terzi. I criteri direttivi dell’elezione sono:
- Contributo al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale;
- Equa distribuzione geografica.
Attualmente i membri non permanenti sono: Belgio, Costa d’Avorio, Repubblica Dominicana, Guinea equatoriale, Germania, Indonesia, Kuwait, Perù, Polonia, Sudafrica.
Il Consiglio non tiene sessioni in date fisse, ma si riunisce quando le circostanze lo esigono. Esso agisce su iniziativa propria, dell’AG, del Segretario generale o di uno Stato.
L’Assemblea generale ha una competenza vastissima ratione materiae su tutte le materie di interesse delle Nazioni Unite, ma quasi nessun potere vincolante. Non è un organo legislativo. In essa sono rappresentati tutti gli Stati, con pari diritto di voto. Per questo motivo essa è il principale e più rappresentativo organo istituzionale dell’ONU.
L’Assemblea generale ha principalmente funzioni consultive: esamina infatti i princìpi generali di cooperazione per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, e adotta, riguardo a tali princìpi, raccomandazioni sia agli stati membri che al Consiglio di Sicurezza.
Il Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC) è composto da 54 membri, eletti dall’Assemblea per tre anni. La sua competenza principale riguarda le relazioni e le questioni internazionali economiche, sociali, culturali, educative e sanitarie, e di coordinamento dell'attività economica e sociale delle Nazioni Unite e delle varie organizzazioni ad esse collegate (art. 62 Carta ONU).
Il Consiglio di Amministrazione fiduciaria è stato uno degli organi principali dell’ONU. Si occupava della gestione delle nazioni non indipendenti dopo la Seconda guerra mondiale. Non è più operativo dal 1994.
Il Segretariato Generale costituisce l'apparato amministrativo dell'ONU e ne assicura il funzionamento quotidiano. A capo ne è il Segretario generale, nominato dall'Assemblea su proposta del Consiglio. È l’organo esecutivo dell’Organizzazione. Le sue funzioni principali sono:
- Rappresentare l’ONU in ambito internazionale;
- Dirigere l’apparato burocratico (funzione amministrativa);
- Eseguire le decisioni dell’Assemblea generale e del Consiglio di Sicurezza.
La durata del mandato viene concordata tra Assemblea e Consiglio. L’attuale Segretario Generale è il portoghese Antònio Gutierres.
La Corte Internazionale di Giustizia è composta da 15 giudici, è un organo di individui e ha una duplice funzione:
- Dirimere le controversie fra Stati;
- Funzione consultiva, in quanto può dare pareri su qualsiasi questione giuridica, su richiesta dell’Assemblea generale o del CdS o di altri organi, su autorizzazione dell’Assemblea (art. 96 Carta ONU).
Nota: i pareri della CIG non sono né obbligatori né vincolanti, dal momento che nessun organo è obbligato a richiederli o a conformarsi ad essi dopo averli richiesti. Tuttavia questi pareri possono essere fonte di ispirazione per creare la prassi.
Gli organi sussidiari dell’ONU
L’art. 7 della Carta prevede che organi sussidiari possano essere istituiti «ove si rivelino necessari». Oggi esistono una serie di organi permanenti, creati soprattutto dall’Assemblea generale e dal Consiglio economico e sociale, che svolgono funzioni di rilievo anche se non sono dotati di poteri vincolanti. Alcuni esempi: il Consiglio per i diritti umani, la Commissione per il disarmo, la Commissione di diritto internazionale.
Nel campo della collaborazione economica, si è proceduto alla creazione di numerosi organi ai quali è affidato il compito di promuovere lo sviluppo dei Paesi arretrati e la riduzione del divario tra Paesi ricchi e Paesi poveri. Esempi: UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo); UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia); UNHCR (Alto Commissariato per i rifugiati), UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente).
Le funzioni delle Nazioni Unite
La Carta dell’ONU ha creato un’istituzione distinta dai singoli Stati membri, per fare in modo che alcune esigenze di interesse della comunità degli Stati, anziché essere soddisfatte esclusivamente attraverso un coordinamento dell’attività dei singoli Stati, venissero soddisfatte mediante un’attività unitaria esplicata dagli organi dell’organizzazione, attraverso l’organizzazione stessa. Le Nazioni Unite sono la voce di tutti gli Stati.
Le competenze delle Nazioni Unite
Art. 1: «I fini delle Nazioni Unite sono:
- Mantenere la pace e la sicurezza internazionale, ed a questo fine: prendere efficaci misure collettive per prevenire e rimuovere le minacce alla pace e per reprimere gli atti di aggressione o le altre violazioni della pace, e conseguire con mezzi pacifici, ed in conformità ai princìpi della giustizia e del diritto internazionale, la composizione o la soluzione delle controversie o delle situazioni internazionali che potrebbero portare ad una violazione della pace. → Funzione del Consiglio di Sicurezza
- Sviluppare tra le nazioni relazioni amichevoli fondate sul rispetto e sul principio dell’eguaglianza dei diritti e dell’auto-determinazione dei popoli, e prendere altre misure atte a rafforzare la pace universale.
- Conseguire la cooperazione internazionale nella soluzione dei problemi internazionali di carattere economico, sociale culturale o umanitario, e nel promuovere ed incoraggiare il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali per tutti senza distinzioni di razza, di sesso, di lingua o di religione. La tutela dei diritti fondamentali non è solo un obiettivo ma anche uno strumento per mantenere la pace. Nella carta Onu sono nominati solo 2 diritti umani: l’auto-determinazione dei popoli e il divieto di discriminazione. La lista completa di diritti umani sarà elencata nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
- Costituire un centro per il coordinamento dell’attività delle nazioni volta al conseguimento di questi fini comuni».
I principi cui devono attenersi gli Stati membri e l’ONU sono (art. 2):
- Principio della sovrana eguaglianza di tutti i membri dell’organizzazione;
- Adempimento in buona fede, da parte dei membri, degli obblighi assunti;
- Risoluzione delle controversie con mezzi pacifici;
- Astensione, nelle relazioni internazionali, dalla minaccia o dall’uso della forza;
- Assistenza all’ONU in qualsiasi azione da questa intrapresa e astensione dall’assistenza a Stati contro cui siano state prese azioni preventive o coercitive da parte dell’ONU.
Cooperazione tra gli Stati e le Nazioni Unite
Le decisioni vincolanti dell’ONU
L’art. 17 della Carta ONU attribuisce all’Assemblea generale il potere di ripartire tra gli Stati membri le spese dell’organizzazione. La ripartizione, approvata a maggioranza di due terzi, vincola tutti gli Stati. L’obbligo di contribuire alle spese trova una precisa sanzione nell’art. 19, secondo cui lo Stato membro in arretrato di due anni di contributi non ha diritto di voto in Assemblea.
Caso del rifiuto alla ripartizione delle spese per il mantenimento delle forze armate ONU in Medio Oriente e Congo (1961-1965). Alcuni Stati si erano opposti alla ripartizione delle spese per le operazioni del mantenimento della pace in Congo e Medio Oriente, sostenendo che le spese per il mantenimento della pace sono spese straordinarie, e che le delibere con cui era stata votata la ripartizione erano illegittime. Inoltre, sostenevano che riconoscere all’Assemblea il potere di ripartire, in maniera vincolante, le spese di qualunque tipo, significa riconoscere all’Assemblea un superpotere al di sopra degli Stati. Gli stati sono stati minacciati di ricevere sanzioni, ma hanno avuto la meglio grazie alle proprie opposizioni. Alla fine è stato raggiunto un accordo in base al quale le spese venivano pareggiate con contributi volontari.
La storia dei diritti umani riguarda in particolare l’occidente, che ha la concezione dell’individuo. L’Africa è molto avanzata in materia di diritti umani collettivi, riconosce una collettività.
Le decisioni vincolanti del Consiglio di Sicurezza sono quelle previste dalle disposizioni del Capitolo VII della Carta (artt. 39 ss.), intitolato “Azione rispetto alle minacce alla pace, alle violazioni della pace e agli atti di aggressione”.
Art. 39 Carta ONU: “Il Consiglio di Sicurezza accerta l’esistenza di una minaccia alla pace, di una violazione della pace, o di un atto di aggressione, e fa raccomandazioni o decide quali misure debbano essere prese in conformità agli articoli 41 e 42 per mantenere o ristabilire la pace e la sicurezza internazionale”.
Il nucleo centrale del Cap. VII è costituito dagli artt. 41 e 42, riguardanti rispettivamente:
- Art. 41: misure non implicanti l’uso della forza «Il Consiglio di Sicurezza può decidere quali misure, non implicanti l’impiego della forza armata, debbano essere adottate per dare effetto alle sue decisioni, e può invitare i membri delle Nazioni Unite ad applicare tali misure. Queste possono comprendere un’interruzione totale o parziale delle relazioni economiche e delle comunicazioni ferroviarie, marittime, aeree, postali, telegrafiche, radio ed altre, e la rottura delle relazioni diplomatiche». Queste misure sono obbligatorie.
- Art. 42: misure implicanti l’uso della forza
Misure non implicanti l’uso della forza (art. 41):
- Elenco non tassativo
- Interruzioni delle relazioni economiche
- Rottura delle relazioni diplomatiche
- Interruzioni delle comunicazioni aeree, marittime, ferroviarie
- Risoluzioni ex art. 41 possono essere sia raccomandazioni sia decisioni vincolanti
- Problema della durata delle misure ex art. 41
Si cerca di isolare lo stato che sta violando la pace, senza però intervenire militarmente. Queste risoluzioni però hanno una scadenza, quando la pace viene ristabilita, queste disposizioni cessano.
Esempio di misure tipiche: “Non-proliferation/Iran” Nel caso del programma di “Arricchimento dell’Uranio” creato dall’Iran.
- Ris. 1747/2007: embargo sulle armi e congelamento dei beni iraniani
- Ris. 1803/2008: ampliamento congelamento beni, monitoraggio attività banche iraniane, etc.
- Ris. 1929/2010: esclusione dell’Iran dall’acquisto legale di missili balistici, divieto di apertura di banche iraniane all’estero, divieto di espatrio di soggetti coinvolti nei programmi di armamento iraniani
- Joint Plan of Action del 2013 (5+1 e Iran): sospensione delle sanzioni.
Misure atipiche (es: istituzione tribunali penali internazionali)
Il sistema di sicurezza collettiva delle Nazioni Unite
È un meccanismo, sono gli strumenti di cui dispongono le Nazioni Unite per garantire la pace nel mondo, che è l’obiettivo numero uno dell’ONU. Il fine principale è disposto dall’art. 1 della Carta ONU.
Ai sensi dell’art. 1, par. 1 della Carta ONU, il fine principale dell’ONU è «mantenere la pace e la sicurezza internazionale, ed a questo fine: prendere efficaci misure collettive per prevenire e rimuovere le minacce alla pace e per reprimere gli atti di aggressione o le altre violazioni della pace. 2- conseguire con mezzi pacifici, ed in conformità ai princìpi della giustizia e del diritto internazionale, la composizione o la soluzione delle controversie o delle situazioni internazionali che potrebbero portare ad una violazione della pace».
Il Consiglio di Sicurezza
L’organo delle Nazioni Unite che, ai sensi dell’art. 24, ha la «responsabilità principale del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale» è il Consiglio di Sicurezza, i cui specifici poteri sono disciplinati:
- Per quanto riguarda la soluzione delle controversie, nel Cap. VI Carta Onu (artt. 33-38);
- Per quanto riguarda la repressione di aggressioni e di altre violazioni, dal Cap. VII Carta Onu (“Azione rispetto alle minaccia alla pace, alle violazioni della pace e agli atti di aggressione” – artt. 39-51).
Il ruolo del Consiglio di Sicurezza nella soluzione delle controversie
Nell’ambito della soluzione delle controversie internazionali (Cap. VI Carta ONU), il Consiglio di Sicurezza può adottare solo raccomandazioni non vincolanti per gli Stati.
Art. 33: «Le parti di una controversia, la cui continuazione sia suscettibile di mettere in pericolo il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, devono, anzitutto, perseguirne una soluzione mediante negoziati, inchiesta, mediazione, conciliazione, arbitrato, regolamento giudiziale, ricorso ad organizzazioni od accordi regionali, o altri mezzi pacifici di loro scelta. (2) Il Consiglio di Sicurezza, ove lo ritenga necessario, invita le parti a regolare la loro controversia mediante tali mezzi». Il requisito per potersi rivolgere al consiglio di sicurezza per risolvere una controversia è che questa sia potenzialmente un pericolo per il mantenimento della pace e la sicurezza internazionale. In alternativa gli stati interessati possono risolvere la controversia tramite dei negoziati, attraverso la mediazione, un arbitrato, un regolamento giudiziario, un ricorso ad accordi regionali.
Il Consiglio di Sicurezza può:
- Limitarsi ad un invito generico alle parti a scegliere un mezzo di soluzione della controversia;
- Invitarle a scegliere uno specifico mezzo di soluzione, anche predisposto ad hoc dallo stesso Consiglio;
- Può svolgere il ruolo di conciliatore, entrando nel merito della controversia e raccomandando alle parti la soluzione più adeguata;
- Può svolgere inchieste, allo scopo di valutare se la continuazione della controversia sia suscettibile di mettere in pericolo il mantenimento della pace (art. 34).
I soggetti abilitati a sottoporre una controversia all’attenzione del CdS sono:
- Qualsiasi Stato (anche non parte della controversia)
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Seconda parte delle sentenze di Diritto internazionale
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Appunti di diritto internazionale
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Diritto Internazionale - lezioni parte seconda
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