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Diritto ecclesiastico - Sentenza n. 45 del 1957 Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto ecclesiastico per il corso della professoressa Cozzolino. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la sentenza n. 45 del 1957, l'art. 17 della Costituzione contiene una netta affermazione della libertà di riunione, l'obbligo del preavviso all'autorità esclusivamente per le riunioni in luogo pubblico,... Vedi di più

Esame di Diritto ecclesiastico docente Prof. M. Cozzolino

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Libertà di culto, di associazione e di organizzazione delle confessioni religiose e posizione delle confessioni prive

d'intesa

Sent. n. 45 del 1957 (De Nicola; Petrocelli): Obbligo di preavviso per le riunioni religiose in luoghi aperti al

pubblico (R.D. 18 giugno 1931 n. 773, art. 25)

L'art. 17 della Costituzione contiene una netta affermazione della libertà di riunione, ispirandosi a così elevate e fondamentali

esigenze della vita sociale da assumere necessariamente una portata ed efficacia generalissime, tali da non consentire la

possibilità di regimi speciali, neanche per le riunioni a carattere religioso.

Per questo tipo di riunioni gli artt. 8, primo comma, e 19 della Costituzione, che sanciscono la piena libertà dell'esercizio del

culto per tutte le confessioni religiose, devono essere coordinati con l'art. 17, nel senso che le riunioni a carattere religioso non

si sottraggono alla disciplina generale di tutte le riunioni, per quanto riguarda e la libertà delle riunioni stesse e i limiti a cui

essa, nel superiore interesse della convivenza sociale, è sottoposta.

É incompatibile con l'art. 17 della Costituzione, che prevede l'obbligo del preavviso all'autorità esclusivamente per le riunioni in

luogo pubblico, implicitamente escludendolo per ogni altra specie di riunione, la disposizione contenuta nell'art. 25 del T.U.

delle leggi di p.s. 18 giugno 1931, n. 773, in ordine al preavviso per le funzioni, cerimonie o pratiche religiose in luoghi aperti

al pubblico. Tale disposizione non si giustifica in riferimento all'art. 19 della Costituzione, che vieta l'esercizio dei culti contrari

al buon costume: nel nostro ordinamento giuridico non esiste il principio che ad ogni limitazione posta ad una libertà

costituzionale debba corrispondere il potere di un controllo preventivo dell'autorità di pubblica sicurezza. Pertanto il detto art.

25 del T.U. delle leggi di p.s. è, per la parte di cui sopra, costituzionalmente illegittimo.

LA CORTE COSTITUZ1ONALE

composta dai signori:

Presidente: avv. Enrico DE NICOLA;

Giudici: dott. Gaetano AZZARITI. avv. Giuseppe CAPPI, prof. Tomaso PERASSI, prof. Gaspare AMBROSINI, prof. Ernesto

BATTAGLINI, dott. Mario COSATTI, prof. Francesco PANTALEO GABRIELI, prof. Giuseppe CASTELLI AVOLIO, prof. Antonino

PAPALDO, prof. Mario BRACCI, prof. Nicola JAEGER, prof. Giovanni CASSANDRO, prof. Biagio PETROCELLI,

ha pronunziato la seguente

Sentenza

nei giudizi riuniti di legittimità costituzionale dell'art. 25 T.U. delle leggi di p. s., approvato con R. D. 18 giugno 1931, n. 773,

promossi con le seguenti ordinanze:

1. - Ordinanza 17 aprile 1956 della Corte di cassazione, Sezioni unite penali, nel procedimento penale a carico di Lasco

Umberto, rappresentato e difeso nel presente giudizio dagli avvocati Giuseppe Sabatini, Arturo Carlo Jemolo e Leopoldo

Piccardi, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 141 del 9 giugno 1956 ed iscritta al n. 181 del Reg. ord. 1956;

2. - Ordinanza 16 novembre 1956 del Pretore di Leonforte nel procedimento penale a carico di Carosia Giovanni e Chiaramonte

Pietro, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 316 del 15 dicembre 1956 ed iscritta al n. 338 del Reg. ord.

1956.

Vista la dichiarazione di intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri;

udite nell'udienza pubblica del 20 febbraio 1957 le relazioni del Giudice Biagio Petrocelli;

uditi gli avvocati Giuseppe Sabatini, Arturo Carlo Jemolo e il sostituto avvocato generale dello Stato Raffaele Bronzini.

(...)

Considerato in diritto:

La Corte ritiene opportuno di decidere con unica sentenza le questioni sollevate dalle due ordinanze di cui in epigrafe.

L'ordinanza della Corte di cassazione relativa a Lasco Umberto pone i termini del giudizio di costituzionalità sulla base del

rapporto fra l'art. 25 del T.U. delle leggi di p. s. e l'art. 17 della Costituzione. Ciò si desume essenzialmente dalla parte

dell'ordinanza in cui, dopo aver premesso che la situazione giuridica — in rapporto alla disciplina delle pubbliche riunioni — è

profondamente modificata dopo I'entrata in vigore dell'art. 17 della Costituzione, che ha soppresso l'obbligo del preawiso per

le riunioni private e per quelle tenute in luogo aperto al pubblico, si enuncia testualmente la questione " se la detta norma

costituzionale abbia inteso di parzialmente abrogare soltanto la disposizione dell'art. 18 del T. U. delle leggi di p. s., che —

come è noto — regola le pubbliche riunioni di ogni tipo, owero di abrogare anche l'art. 25 dello stesso T. U., che contempla

quelle particolari riunioni qualificate dal compimento di cerimonie o pratiche religiose fuori dei luoghi destinati al culto, vale a

direextra ecclesiae ambitum".

Entro tali limiti, che le richieste della difesa non possono nè modificare nè ampliare, deve mantenersi il giudizio di questa

Corte.


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto ecclesiastico per il corso della professoressa Cozzolino. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la sentenza n. 45 del 1957, l'art. 17 della Costituzione contiene una netta affermazione della libertà di riunione, l'obbligo del preavviso all'autorità esclusivamente per le riunioni in luogo pubblico, le funzioni, cerimonie o pratiche religiose in luoghi aperti al pubblico.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto ecclesiastico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Niccolò Cusano - Unicusano o del prof Cozzolino Mariassunta.

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