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Diritto ecclesiastico comparato - Appunti Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto ecclesiastico comparato del professor Gaetano Dammacco, Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Santa Sede, Città del Vaticano, confessione religiosa, diritto ecclesiastico, Patti Lateranensi, tutela patrimonio artistico.

Esame di Diritto ecclesiastico docente Prof. G. Dammacco

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La legge delle Guarentigie , del 13 maggio 1871, concedeva una serie di garanzie assicurate dalla

legge al Pontefice, ma lo legava, alle sorti politiche e militari del Regno d’Italia. Una situazione

ancora più delicata se si considera che anche il governo della Chiesa universale viene legato al

nuovo stato, in quanto il Papa, è ne è il capo, risiede nel Regno d’Italia.

A questa situazione fu posto rimedio con i patti Lateranensi, con cui nasce lo stato Città del

Vaticano che in un primo momento non fu riconosciuto dalla dottrina internazionale etichettandolo

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come “pied del Papa”, “parodia di Stato”, eccetera. Questa dottrina risentiva del fatto che il

à terre

Vaticano è uno stato diverso dagli altri e con alcune caratteristiche particolari:

E’ lo stato più piccolo del pianeta con una superficie di 0,44 Kmq e una popolazione di 780

• abitanti (stima 2004).

il Vaticano è uno stato enclave, cioè completamente circondato da un altro stato e all’interno di

• un’altra città, per cui la sua esistenza dipende dai servizi forniti dallo Stato italiano come poste,

trasporti, comunicazioni, acqua, fogna, ferrovia, eccetera. In questo senso vi è un’apposita

norma nell’art. 6 del concordato del 1929.

I confini sono costituiti dalle mura Vaticane, più quello di piazza San Pietro delimitato dal

• colonnato del Bernini e definito confine aperto. In base al trattato del 1929 questo confine deve

essere sempre aperto, tranne nel caso di cerimonie nel qual caso la piazza è chiusa.

Quando la piazza è aperta, la polizia italiana accede liberamente, ma si arresta davanti alla

• scalinata della basilica di San Pietro. Quando la piazza è chiusa si arresta prima del colonnato

del Bernini e la vigilanza è assicurata solo dalle guardie svizzere.

In base ad una convenzione con l’Italia, i reati previsti da entrambe le legislazioni, possono

• essere perseguiti dalla giustizia italiana, su richiesta delle autorità vaticane. Per Cardia, si è

scelto di lasciare il giudizio penale e l’eventuale espiazione della pena alla giustizia italiana per

due ragioni:

L’amministrazione della giustizia penale ha un costo troppo elevato, in relazione all‘esigua

o casistica del Vaticano.

Per motivi di opportunità, in quanto è disdicevole per un’autorità morale avere una casa

o circondariale, con tutto quello che è legato all’amministrazione della giustizia penale.

6 , ma solo in

La cittadinanza è funzionale. Questo perché non si acquista come avviene in Italia

• funzione dell’ufficio ricoperto e cioè:

cardinali,

o funzionari dello Stato Città del Vaticano, insieme alle loro famiglie (coniuge e i figli fino

o alla maggiore età).

4 A conclusione di una lunga serie di dibattiti sul destino da riservare allo Stato Pontificio, il Parlamento italiano approva una legge, denominata

"delle guarentigie" (garanzie assicurate dalla legge), che garantisce alla Chiesa il libero esercizio dei suoi poteri spirituali e la piena sovranità

pontificia sui palazzi apostolici. Ispirata al principio di Cavour «libera Chiesa in libero Stato», la legge consta di due titoli. Il primo, dedicato alla

Santa Sede, senza concedere alcuna sovranità territoriale al Papa, gli lascia i Palazzi Vaticano e Lateranense e la Villa di Castelgandolfo,

riconoscendogli tutti gli onori sovrani e dichiarandolo esente dalla giurisdizione penale italiana. La legge punisce gli attentati e le ingiurie al Pontefice

con le stesse pene stabilite per gli attentati e le ingiurie al Re, concede al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede le stesse guarentigie e

prerogative accordate al corpo diplomatico accreditato presso il Re e consente al Pontefice di continuare a tenere i consueti corpi armati: guardia

svizzera, guardia palatina, gendarmi. Lo Stato si impegna inoltre a corrispondere una dotazione annua di L. 3.225.000, ma tutto questo non basterà

perché il Papa accetti la Legge delle guarentigie. Protesta, anzi, dicendo che questa non garantisce la sua indipendenza e infatti, finché essa rimarrà in

vigore, non uscirà mai dal Vaticano e non riscuoterà nemmeno la dotazione.

Il secondo titolo della legge, invece, «Relazioni tra Chiesa e Stato», non è che una molto timida applicazione dei principi separatisti. Lo Stato rinuncia

al controllo sulla pubblicazione delle nuove leggi ecclesiastiche e in genere sugli atti delle autorità ecclesiastiche, al giuramento di fedeltà dei Vescovi

e alla nomina dei Vescovi in quelle regioni dove il Re rivendicava tale diritto. Restano, però, sottoposti al controllo governativo quegli atti che

concernono beni degli enti ecclesiastici.

5 Cioè l’imitazione scadente di uno stato.

6 La legge 15 febbraio 1992, n. 91, ai sensi dell'art. 1 comma 1, stabilisce che è cittadino per nascita:

a) il figlio di padre o di madre cittadini (Ius Sanguinis);

b) b) chi è nato nel territorio della Repubblica se ambo i genitori sono ignoti o apolidi, o se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori, secondo

la legge dello Stato di questi (Ius Soli).

Per il comma 2º, è cittadino per nascita il figlio d'ignoti trovato in Italia, se non si prova il possesso di un'altra cittadinanza. Inoltre acquisiscono

automaticamente la cittadinanza italiana i cittadini vaticani al cessare dei diritti di dimora nella piccola enclave romana.

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La cittadinanza si perde quando il cardinale o il funzionario va in pensione o termina il suo

ufficio e in questo caso si riprende la cittadinanza di provenienza e, se questo non è possibile, si

assume quella italiana. Per Cardia questa regola è necessaria ad evitare il sovraffollamento di

uno stato piccolissimo. Ma questa stessa caratteristica esclude, per Cardia, che lo stato Città del

Vaticano sia uno stato teocratico, perchè essenzialmente non vi è una popolazione, in quanto la

cittadinanza è solo transitoria. Per Finocchiaro, e gran parte della dottrina, è uno stato teocratico

in cui il capo della religione è anche il capo dello stato e dove sono presenti i tre elementi

costitutivi dello stato (territorio, popolazione e sovranità).

E’ uno stato neutrale, come detta l’art. 24 del concordato del 1929: “La Santa Sede, in relazione

• alla sovranità che le compete anche nel campo internazionale, dichiara che essa vuole rimanere

e rimarrà estranea alle competizioni temporali fra gli altri Stati ed ai congressi internazionali

indetti per tale oggetto, a meno che le parti contendenti facciano concorde appello alla sua

missione di pace, riservandosi, in ogni caso, di far valere la sua potestà morale e spirituale. In

conseguenza di ciò la Città del Vaticano sarà sempre ed in ogni caso considerata territorio

Per questa ragione la Santa Sede non partecipa alle organizzazioni

neutro ed inviolabile.”

internazionali dove è deliberato l’uso della forza e infatti partecipa, quale osservatore

permanente, all’U.N.U. solo perché ne riconosce il valore internazionale. Per la stessa ragione,

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partecipa anche all’OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione europea), dove

nell’atto di adesione è specificato che la Santa Sede si asterrà dal prendere decisioni relative

all’uso della forza.

L’art. 11 del concordato del 1929 dispone: “Gli enti centrali della Chiesa cattolica sono esenti da

ogni ingerenza da parte dello Stato italiano (salvo le disposizioni delle leggi italiane concernenti

Questa

gli acquisti dei corpi morali), nonché dalla conversione nei riguardi dei beni immobili.”

norma è stata interpretata dalla giurisprudenza come un esenzione degli enti centrali dalla

legislazione italiana, ma noi non abbiamo una definizione di questi enti. Infatti nulla è detto al

riguardo nei canoni 360 e 361 del codice canonico, dalla legge “Pastor e neanche il

bonus”

concordato lateranensi lo indica.

Comunque la non ingerenza non può essere interpretata come esenzione dalla giurisdizione e ancora

meno dalla legge penale, invece l’art. 11 è stato voluto per scongiurare la possibilità di

reintroduzione di leggi eversive che potessero colpire gli enti centrali della Chiesa cattolica.

Per Cardia e Finocchiaro, la giurisprudenza ha interpretato l’art. 11 in maniera ampia facendo

8 - L'Istituto per le Opere di Religione una specie di banca vaticana, in cui

rientrare anche lo I.O.R.

alcuni alti dirigenti sono stati condannati per il coinvolgimento nel crac del banco Ambrosiano, ma

assolti dalla Cassazione in quanto il Vaticano ha opposto la questione che lo I.O.R. è un ente

centrale della Santa Sede.

Alla stesse conclusioni è giunto con una sentenza il Tribunale di Roma, alla radio Vaticana, nel

processo sulla presunta nocività delle onde elettromagnetiche e le morti sospette per leucemia. Una

successiva sentenza della Corte di Cassazione, il 9 aprile 2003, non accoglieva tuttavia tale

interpretazione, e rinviava quindi la causa al Tribunale. Il 23 ottobre dello stesso anno iniziava

quindi una nuova fase del processo, durata un anno e mezzo, che dopo numerose udienze è giunta a

conclusione con la sentenza la condanna a 10 giorni di arresto, con sospensione della pena, per il

Padre Borgomeo, Direttore Generale della Radio, e per il card. Tucci, presidente del Comitato di

7 I compiti prioritari dell’OSCE sono: il consolidamento della democrazia nei paesi membri; la prevenzione delle guerre e l’intervento umanitario e

politico-diplomatico nelle aree interessate da conflitti bellici; la promozione di un ordine politico ed economico internazionale basato sulla

cooperazione tra stati; il superamento delle differenze politiche, economiche e sociali e la promozione di un comune sistema di sicurezza. L’OSCE ha

compiuto sinora missioni in diversi paesi, tra cui Bosnia, Croazia, Kosovo, Georgia, Lettonia, Tagikistan, Ucraina, Cecenia.

8 L'Istituto per le Opere di Religione (IOR) ha lo scopo "di provvedere alla custodia e all´amministrazione dei beni mobili e immobili trasferiti o

affidati allo IOR medesimo da persone fisiche o giuridiche e destinati a opere di religione e carità" (Art.2 dello Statuto). Viene considerato la banca

centrale della Chiesa Cattolica Romana ed è situato nella Città del Vaticano. La banca è gestita da professionisti bancari che riferisce direttamente ad

un comitato di cardinali, ed infine al Papa (o al cardinale Camerlengo durante un interregnum). L'attuale presidente è Angelo Caloia che è stato

membro dell'Opus Dei. Il vice-presidente è Virgil Dechant, un americano dell'Ordine dei Cavalieri di Colombo.

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gestione della Radio fino al 2000, assolve invece l’ing. Pacifici, vice direttore tecnico. La condanna

comprende anche il pagamento delle spese processuali, mentre un risarcimento dei danni nei

confronti delle parti civili dovrebbe essere liquidato in separata sede. Il processo è attualmente in

corso nella fase di appello.

Un altro caso, dei tanti, c’è stato sull’Opera romana pellegrinaggi in relazione al licenziamento di

un suo dipendente e anche in questo caso, al ricorso del dipendente, è stato opposto che trattasi di

ente della diocesi di Roma, dove il capo è il vicario del Papa, quindi è un ente centrale della Santa

Sede, tesi accettata dalla Cassazione con la sentenza 15 aprile 2005, n. 7791, per carenza di potestà

giurisdizionale del giudice italiano nei confronti di enti di diritto internazionale al di fuori dei

provvedimenti di contenuto esclusivamente patrimoniale.

Religione e confessione religiosa

Il termine confessione religiosa usato nella Costituzione italiana è una terminologia prettamente

cristiana, perché il termine confessione è adottato dalle chiese protestanti per distinguersi dalla

cattolica. Il confessionalismo è un fenomeno protestante americano e quindi già nella scelta del

temine confessione religiosa, non semplicemente religione come hanno fatto altre costituzioni

europee, è una chiara impronta della cultura e della sociologia dell’epoca. I costituenti, nella scelta

del termine di confessione religiosa, si rifacevano ad un panorama religioso definito nel senso

cristiano, dove le religioni diverse dalla cattolica erano solo quelle cinque o sei esistenti allora in

Italia.

La religione è la propensione individuale della persona verso valori comuni insostituibili e supremi

tanto forti da legare comportamenti e rapporti personali (re = cosa) e (ligo = legare), cioè cosa che

lega oppure re come terzo al disopra del popolo che va rispettato e unisce. La confessione, invece, è

un’organizzazione di persone che si riconoscono appartenenti alla stessa fede che può essere

ideologica, filosofica, ma anche religiosa. Mentre la fede è il rapporto di esclusività che nasce

rispetto ad una verità rivelata ed è sempre espressione del valore imprescindibile e insostituibile che

la persona attribuisce a ciò che proviene da un altro; in sintesi affidarsi ad un altro (ad esempio la

fede politica). Per questo il legislatore ha specificato confessione religiosa. Invece per religione si

intende il movimento teologico e la sua organizzazione.

Per Esposito la confessione è una realtà sociale istituzionalmente destinata alla realizzazione del

ma questa definizione non specifica cosa sia il fine religioso.

fine religioso,

Per Finocchiaro può essere confessione religiosa soltanto se questa ha una originale concezione del

Cioè la

mondo che investe oltre ai rapporti tra uomo e Dio, pure i rapporti fra uomo e uomo.

religione deve avere una serie di regole per guidare i rapporti tra uomini e Dio e tra i suoi stessi

fedeli. Ma questa definizione di Finocchiaro mostra dei limiti in quelle religioni che non hanno un

rapporto diretto tra uomo e Dio, ad esempio per alcune correnti del buddismo Dio non esiste.

Altri autori definiscono una confessione religiosa su criteri di carattere storico e sociologico. Ad

esempio è confessione religiosa solo se è considerata tale dalla società; per Gismondi oltre

all’opinione sociale è necessaria una radicata presenza nella società; per altri ancora all’opinione

sociale ed alla radicata presenza è necessario aggiungere l’esistenza di un certo numero di fedeli.

Quest’ultimo è il c.d. criterio numerico, criticato dal Finocchiaro in quanto in origine la stessa

religione cattolica era formata da un piccolo gruppo di adepti.

Diversa da queste è la tesi dell’autoreferenziazione o autoqualificazione, rigettata dalla Corte

Costituzionale e dalla Cassazione, proveniente dalla dottrina statunitense, per la quale è confessione

religiosa quella che definisce se stessa come tale. Questo tesi è basata sul principio che lo Stato è

laico e che non gli spetta stabilire cosa è religione e quindi è la religione stessa che deve definirsi

tale; ne consegue che lo Stato si dovrebbe limitare a prendere atto della definizione che la religione

da di se stessa. Questa tesi ha il grave difetto di qualificare religioni anche le sette o associazioni

estremiste in generale, inoltre è una tesi che può essere valida per un paese separatista quali gli

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U.S.A. dove la religione non comporta nulla per lo Stato, ma per l’Italia è diverso in quanto è un

paese concordatario, la religione comporta una serie di agevolazioni fino al finanziamento pubblico.

La sentenza della Corte costituzionale, 27 aprile 1993, n. 195 interessata dalla Congregazione

cristiana dei Testimoni di Geova sull’eccezione di costituzionalità in riferimento alla legge della

Regione Abruzzo 16 marzo 1988, n. 29, recante "Disciplina urbanistica dei servizi religiosi", su

una norma per sussidi e suoli per la costruzione di edifici di culto per la Chiesa cattolica e altre

confessioni munite di intesa, ai sensi dell’art. 8 della Costituzione.

La Consulta accoglie il ricorso della Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova perchè

limitare l’aiuto pubblico alle sole confessioni con intesa costituisce una violazione dell’art. 8: “Tutte

L’intesa non è un obbligo per la

le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge”.

confessione religiosa tanto che ci sono alcune confessioni che non vogliono l’intesa o altre la

vorrebbero, ma per motivi politici e non giuridici, viene negata dallo Stato.

Inoltre, se lo Stato o la Regione interviene con una legge per favorire la libertà di culto delle

confessioni religiose, non si può distinguere tra confessioni che hanno l’intesa da quelle sprovviste,

perché altrimenti si viola l’art. 8 della Costituzione.

Premesso questo, bisogna però poter distinguere una confessione religiosa da altre associazioni non

religiose. La Consulta ha stabilito che sono confessioni religiose, oltre quelle che hanno un’ intesa

con lo Stato, anche altre, ma per individuarle non basta il criterio dell’autoqualificazione e prescrive

tre principi per riconoscerle:

precedenti riconoscimenti pubblici,

• lo statuto che ne esprime chiaramente i caratteri (richiamato dallo stesso art. 8 della

• Costituzione, anche se lo statuto è una facoltà, non un obbligo della confessione religiosa),

dalla comune considerazione.

Per la dottrina, allo scopo di verificare l’esistenza della confessione religiosa, era necessario un

contenuto ideologico originario, una normativa organica condivisa da una comunità e non un

piccolo gruppo, eccetera.

I limiti alla libertà religiosa sono dati dall’art. 19 della Costituzione, per il quale non sono ammesse

le confessioni religiose aventi riti contrari al buon costume, dal rispetto della persona nei suo diritti

personalissimi, dalla tutela della salute (art. 32 Cost.), dalle prescrizioni relative ai principi relativi

all’essenza della Costituzione ed ai suoi valori supremi (come il Concordato).

In sintesi la libertà religiosa non può contrastare con altri principi costituzionali e mancando la

libertà religiosa, non c’è neanche la confessione religiosa.

Un altro tentativo di definire una confessione religiosa lo troviamo con la sentenza della Corte di

Cassazione penale, sez. II, 9 febbraio 1995, n. 5838, riguardante la questione della Chiesa di

9 condannati da un tribunale per associazione a delinquere per aver raggirato alcune

Scientology

persone approfittando della loro fragilità psicologica, al fine di sottrarre grosse somme di denaro.

Quel tribunale penale aveva anche affermato che il disegno criminoso non era opera di alcuni

esponenti di Scientology, ma della stessa organizzazione della confessione creata con il fine di

estorcere denaro approfittando della fragilità di alcune persone.

9 dal latino conoscere, sapere, e dal greco parola o forma esterna con cui viene espresso e reso noto il pensiero interiore.

Scientology: scio, logos,

Scientology è una religione del ventesimo secolo che comprende un vasto insieme di conoscenze derivanti da alcune verità fondamentali, la

principale delle quali è questa: l’uomo è un essere spirituale dotato di capacità che vanno ben oltre quelle che egli considera di avere normalmente.

Egli non solo è in grado di risolvere i propri problemi, di raggiungere le mete che si è prefisso e di conseguire una felicità duratura, ma può anche

raggiungere nuovi stati di consapevolezza mai sognati prima.

Secondo i principi religiosi di Scientology, non viene richiesto a nessuno di accettare nulla come un credo. Niente è vero per me, a meno che non sia

stato io a osservarlo. Ed è vero in base alla mia osservazione.

Oggi, nel mondo dello spettacolo, l'avvicinamento dell'attore Tom Cruise alla dottrina di Scientology è stata una delle cause della rottura con la sua ex

moglie Nicole Kidman. L’attrice, che pure inizialmente aveva condiviso lo stessa professione di fede del marito, in seguito si sarebbe riavvicinata al

cattolicesimo. Ma non è finita; il suo credo nella possibilità di migliorare l'esistenza attraverso il controllo della mente è stato anche la causa della sua

prima, grande lite con la dolce Katie Holmes, la compagna da cui ha avuto un figlio.

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Per stabilire se ciò che hanno fatto gli Scientology è esercizio di libertà religiosa o altro, bisogna

preliminarmente stabilire se Scientology sono una confessione religiosa, perché l’esercizio del culto

non può essere considerato reato, purché non abbia (art. 19 Cost.). Per

riti contrari al buon costume

la Cassazione i tre requisiti indicati dalla Corte costituzionale, con sentenza n.195/1993, sono un

punto di partenza obbligato per qualificare una confessione religiosa, ma non sono necessariamente

gli unici e quindi possono aggiungersene altri.

La Cassazione respinge la sentenza del giudice di secondo grado perché non si può affermare che i

riti degli Scientology sono atti illeciti, e quindi l’associazione a delinquere, se prima non si

stabilisce se questi sono o meno una confessione religiosa.

Analogo problema si è posto con la sentenza della Corte di Cassazione penale, sez. VI, 8 ottobre

1997, n. 9476, sempre riguardante la questione degli Scientology, dove è ribadito che questa è una

confessione religiosa e non si può far risalire la responsabilità di alcuni dirigenti all’intera comunità

degli Scientology, ma deve essere imputata ai singoli responsabili.

Inoltre la Corte di Cassazione, in occasione di questa sentenza, ha dato alcuni criteri per definirla: il

corredo di principi e valori esterni all’uomo, il numero significativo di persone che esprimono una

fede riconoscendosi uniti in quei valori religiosi.

La risoluzione della Comunità europea del 22 maggio 1984, sulle nuove confessioni religiose in

Europa, stabilisce alcuni criteri per individuare le religioni e distinguerle da associazioni che

paventano falsamente di essere confessioni religiose.

Questa risoluzione stabilisce che i membri di una confessione religiosa non devono essere obbligati

ad assumere impegni prima della maggiore età, la partecipazione ad una confessione religiosa non

deve impedire ai suoi aderenti di mantenere i contatti con la famiglia d’origine, gli aderenti non

devono essere obbligati a devolvere il proprio patrimonio all’organizzazione di cui dovranno far

parte, i fedeli devono avere un lasso di tempo per riflettere e devono avere il tempo di poter

consultare persone esterne alla confessione religiosa come familiari, amici e legali sulla questione,

eccetera. Tutto questo serve ad evitare la proliferazione delle sette che affliggono la società e infatti

questa risoluzione è stata all’origine di alcune leggi varate dagli stati dell’Unione proprio per

contrastare il fenomeno delle sette.

Vi è anche da aggiungere che i parametri dettati dalla risoluzione toccano anche religioni

importantissime come la stessa Chiesa cattolica; ad esempio le suore di clausura che devono tagliare

ogni rapporto con il mondo esterno e che quindi sono direttamente interessate da questa risoluzione.

Un altro esempio è il voto di povertà di alcuni religiosi per il quale si dona, con testamento, tutti i

beni ad un istituto religioso al momento di ricevere i voti solenni e perpetui di povertà.

10 all’art. 52 si occupa delle chiese, associazioni o comunità

Il progetto di Costituzione Europea

religiose, equiparandole però alle organizzazioni filosofiche e non confessionali.

10 Il 29 ottobre 2004, i capi di Stato o di governo dei 25 Stati membri e dei 3 paesi candidati hanno firmato il trattato che istituisce una Costituzione

per l'Europa, che era stato adottato all'unanimità il 18 giugno 2004.

Il trattato potrà entrare in vigore soltanto quando sarà ratificato da ciascuno dei paesi firmatari secondo le proprie procedure costituzionali dei vari

paesi. Le procedure previste dalle Costituzioni, in questo senso, non sono identiche e comportano l'uno o l'altro dei due tipi di meccanismi seguenti, o

addirittura entrambi:

la via «parlamentare»: il testo è approvato in seguito al voto di un testo riguardante la ratifica di un trattato internazionale dalla o dalle camere

• parlamentari dello Stato;

la via «referendaria»: un referendum viene organizzato e sottoposto direttamente ai cittadini che si pronunciano a favore o contro il testo del

• trattato.

Queste due formule possono conoscere varianti o combinazioni a seconda dei paesi o di altre esigenze, ad esempio quando la ratifica del trattato esige,

a motivo del contenuto di questo testo, un adeguamento preventivo della Costituzione nazionale.

Una volta avvenuta la ratifica, ufficialmente notificata da tutti gli Stati firmatari (deposito degli strumenti di ratifica), il trattato potrà entrare in vigore

e prendere effetto in linea di massima, secondo quanto in esso stabilito, il 1° novembre 2006

Nei referendum in Francia e nei Paesi Bassi, svoltisi rispettivamente il 29 maggio e il 1º giugno 2005, la maggioranza degli elettori ha votato “no” al

testo della Costituzione. A fronte di questi risultati, il Consiglio europeo del 16 e 17 giugno 2005 ha ritenuto la scadenza del 1º novembre, che era

stata inizialmente prevista per l’entrata in vigore della Costituzione, non più perseguibile, in quanto gli Stati che non hanno ancora ratificato il trattato

non saranno in grado di fornire una buona risposta prima della metà del 2007. Tutti gli Stati membri, che abbiano o non abbiano ratificato la

Costituzione, si sono così presi una pausa di riflessione, da utilizzare anche per dibattiti e chiarimenti. Nel corso della presidenza austriaca del primo

semestre 2006, il Consiglio europeo esaminerà lo stato di avanzamento dei dibattiti sulla ratifica del trattato costituzionale.

Il processo di ratifica da parte degli Stati membri non è stato dunque abbandonato. Il calendario sarà, se del caso, adattato alle circostanze nei paesi in

cui non è ancora avvenuta la ratifica. 8

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Tra le organizzazioni non confessionali vi sono quelle umanitarie non governative come Amnesty

International, Telefono Azzurro, Emergency, Medici Senza Frontiere, eccetera le quali si

differenziano dalla religione perché alla base dell’associazione non vi è una fede. Inoltre, per le

confessioni religiose gli scopi umanitari non sono primari e le loro attività sono garantite dal diritto

di libertà religiosa, mentre per le associazioni benefiche sono primari gli scopi umanitari, la tutela

dei diritti umani, eccetera e le loro attività sono garantite dal diritto ordinario.

Bisogna anche aggiungere che il rinnovato ruolo pubblico delle religioni a livello internazionale è

dato anche dall’importanza di queste nella risoluzione di conflitti internazionali. Questa è una

svolta, in quanto durante la guerra fredda le religioni erano ininfluenti nelle controversie tra gli stati,

rilevanti erano solo le ideologie politiche e il potere economico e militare, mentre oggi sono

importanti quanto altre questioni, un esempio è il conflitto israeliano-palestinese,.

Il primo comma dell’art. 52 sancisce: “L'Unione rispetta e non pregiudica lo status di cui godono

negli Stati membri, in virtù del diritto nazionale, le chiese e le associazioni o comunità religiose.”

Quindi in Italia si può avere il concordato con la Chiesa cattolica e le intese con le altre confessioni

religiose, mentre gli altri paesi dell’Unione adottano altre regole per disciplinare i rapporti con le

varie religioni.

Il secondo comma detta: “L'Unione rispetta ugualmente lo status di cui godono, in virtù del diritto

In pratica vengono equiparate le

nazionale, le organizzazioni filosofiche e non confessionali.”

confessioni religiose alle organizzazioni filosofiche e non confessionali ed è il frutto delle pressioni

di alcuni paesi che nella loro legislazione (come la Costituzione belga) hanno norme analoghe.

Il terzo comma detta: “Riconoscendone l'identità e il contributo specifico, l'Unione mantiene un

Quindi, anche se i rapporti

dialogo aperto, trasparente e regolare con tali chiese e organizzazioni.”

tra gli stati e le chiese sono una questione interna agli ordinamenti statuali, l’Unione mantiene

comunque aperto il dialogo con le confessioni religiose e le organizzazioni filosofiche e non

confessionali, riconoscendo il loro ruolo nello sviluppo della società nell’Unione.

Dagli anni ‘80 in poi, si diffondo in Italia e in Europa una serie di religioni prima sconosciute come

11 , induismo, eccetera, inizia così il pluralismo religioso.

il buddismo, l’islam

Il diritto ecclesiastico nella Costituzione italiana

Nello studio delle fonti del diritto ecclesiastico usiamo la partizione di Francesco Finocchiaro che le

divide in fonti di cognizione e di produzione.

fonti di cognizione sono quelle che ci consentono di conoscere il diritto: la Costituzione, le leggi

ordinarie, i regolamenti.

fonti di produzione sono i procedimenti attraverso i quali sono legittimamente posti in essere le

norme di diritto ecclesiastico.

L’articolo 1 della Costituzione è ontologicamente il numero 1, cioè ha un importanza intrinseca che

ispira tutti gli altri articoli.

“L’Italia Il primo comma del primo articolo

è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.”

della Costituzione esordisce con la parola Italia che non definisce e usa solo in questa occasione.

L’Italia non viene definita come entità. Lascia una certa fluidità nella sua rappresentazione per

12 dei suoi cittadini è sentito come Italia. In

indicare ciò che nel cuore, nella storia, nell’intelligenza

questo modo il suo significato si adatta ai tempi in un’Italia profondamente cambiata dal

dopoguerra ad oggi, basti vedere come è cambiata nel rapporto con le religioni. Nel periodo

postbellico vi era solo la cattolica e pochissime altre; oggi, secondo i dati del ministero dell’Interno,

le confessioni religiose in Italia sono circa 130, con una distribuzione sperequata. Secondo

11 L’Islam non è una religione nuova in Italia, infatti nel 900, X secolo, Bari è stato perfino l’unico emirato arabo in Italia. Infatti, secondo alcuni, in

corrispondenza dell’odierna basilica di San Nicola (santo nato a Mira in Turchia) vi è un pavimento in mosaico con una fascia con caratteri cufici

(segni grafici di scrittura usati dagli arabi fra il VII e l'VIII secolo, impiegati in campo artistico come motivo decorativo) dietro l’altare in quanto

risale all’antica moschea che sorgeva sullo stesso suolo della basilica. Anche a Taranto vi è stata una comunità araba intorno all’anno 1000 di area

maghrebina (Africa mediterranea). Gli arabi furono cacciati definitivamente dall’Europa occidentale nel 1492.

12 Essere intelligenti significa leggere dentro. L’intelligenza è anche la capacità di cogliere i nessi esistenti fra i vari momenti dell'esperienza.

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13

un’indagine dell'Eurispes , rilasciata nel 2006 e ripresa dal Corriere della Sera, l'87,8% della

popolazione si proclama cattolico (il 36,8% è praticante), il 9,5% non è religioso e solo il 2,7%

della popolazione è frammentato in tutte le altre religioni.

Le confessioni religiose che hanno chiesto allo Stato di stipulare un’intesa sono circa 30, di cui 2

hanno firmato l’accordo con il Governo, restando in attesa dell’approvazione del Parlamento.

In sintesi, i costituenti con il termine Italia hanno introdotto un elemento di assoluta

indeterminatezza che favorisce le dinamiche sociali, cioè l’Italia non è determinabile in una fase

storica, ma lo è in relazione al periodo storico che vive.

La Repubblica, dal latino “res cosa pubblica, è l’insieme di tutti i soggetti fisici, giuridici,

publica”

istituzionali, sociologici, anche esterni alla nazione, come avviene per l’Unione Europea, che la

compongono. Prima di essere sinonimo di organizzazione (forma di governo rappresentativo), la

Repubblica è sinonimo di composizione e aggregazione, quindi è l’insieme di quei soggetti che

hanno delegato i propri rappresentanti per scrivere la legge fondamentale di coesistenza: la

Costituzione.

Questo concetto è fondamentale anche per comprendere la logica dei giudizi per l’accettazione delle

parti civili nei processi penali come, ad esempio, l’ammissione delle associazioni per la difesa dei

consumatori nei processi tra un cliente contro una grande industria o del Telefono Azzurro in un

processo per pedofilia. Queste associazioni sono riconosciute in quanto soggetti che compongono la

Repubblica.

Bisogna anche dire che l’Italia è una Repubblica, che indica una forma di governo rappresentativo,

ma è anche una Repubblica democratica cioè il governo rappresenta il popolo che ne ha la

sovranità.

Il comma continua con questa incidentale: “fondata La prima bozza dell’art. 1

sul lavoro”.

enunciava “fondata ma questa formulazione apparve troppo restrittiva, in quanto

sui lavoratori”,

escludeva i disoccupati, i pensionati, i troppo giovani per lavorare. Invece la nostra Repubblica è

fondata sulla dignità del lavoro, inteso come produzione non solo di beni, ma anche di servizi, idee,

rapporti, processi, benessere spirituale, fisico, eccetera. In sintesi, per la Costituzione il lavoro è

inteso nel suo significato ontologico e cioè l’elaborazione di qualcosa.

Per queste ragioni lo Stato non è la Repubblica, ma è la rappresentazione organizzata nel suo livello

massimo.

Le fonti del diritto ecclesiastico di livello costituzionale più importanti sono gli articoli 2, 3, 7, 8, 19

e 20.

L’art. 2 riguarda i diritti inviolabili dell’uomo, La

sia come singolo sia nelle formazioni sociali.

libertà religiosa è uno dei diritti inviolabili dell’uomo, mentre le confessioni religiose sono garantite

come formazioni sociali.

L’art. 3 riguarda il principio di uguaglianza la quale sancisce la e l’uguaglianza

pari dignità sociale

senza distinzione di religione, oltre a sesso, razza, eccetera.

davanti alla legge

Con gli articoli 7 e 8 si afferma il carattere concordatario del nostro ordinamento:

l’art. 7, con il concordato, regola i rapporti tra Stato e Chiesa cattolica su base bilaterale,

• l’art. 8, con le intese, regola i rapporti tra lo Stato e le altre confessioni religiose.

Quindi i costituenti, confermando la legislazione del 1929, hanno deciso che l’Italia non avrebbe

avuto un ordinamento separatista, ma concordatario cioè legiferando in accordo con la Chiesa

cattolica e con le altre confessioni religiose.

L’art. 7, il più discusso di tutta la Carta Costituzionale, nella bozza della Costituzione formava l’art.

5 includendo anche l’attuale art. 8. La bozza di art. 5, voluta dal segretario del P.C.I. Palmiro

Togliatti, stabiliva che lo Stato è indipendente e sovrano nei confronti di ogni organizzazione

religiosa ed ecclesiastica. In questo modo non veniva affermata l’indipendenza della Chiesa e si

13 Istituto di studi politici economici e sociali. 10

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evitava la sua influenza sullo Stato; in sintesi si affermava la supremazia dello Stato sulla Chiesa e

non la parità dettata dalla formulazione definitiva dell’art. 7.

Infine la bozza dell’art. 7 prevedeva che i rapporti tra Stato e Chiesa dovevano essere regolati in

termini concordatari, evitando il riferimento esplicito ai patti Lateranensi voluti dal regime fascista,

ma la sua definitiva formulazione, segna la scelta dei costituenti di riferirsi esplicitamente ai Patti

Lateranensi, al di là degli effetti giuridici.

Da quanto emerge dagli atti della Costituente, la scelta politica fu appoggiata dal segretario del

Partito Comunista Italiano Togliatti, per non riaprire il contenzioso con la Chiesa e mantenere lo

cioè lo stato di equilibrio, garantendo la continuità di questi rapporti bilaterali anche per

status quo,

il futuro, in quanto la Chiesa era interessata a lasciare inalterato il Concordato del 1929. Alla fine

l’accordo sull’art. 7 si raggiunse all’unanimità e furono decisive le posizione dei comunisti, in

primo luogo quella di Togliatti che osservò che un paese distrutto dalla guerra, bisognevole di tutto,

non si può permettere guerre di religione. In sintesi la pax religiosa imponeva l’accettazione dei

Patti e di quel sistema.

La scelta dei costituenti, fu dettata inoltre dal fatto che l’Italia postbellica usciva da una guerra

civile, dovuta alla nascita della Repubblica di Salò, alla guerra partigiana e al successivo

sgretolamento del regime fascista, per cui si voleva unire il popolo con la religione, fin troppo

diviso politicamente, e garantire l’appoggio della Chiesa al neogoverno repubblicano.

Oltre a Togliatti, un’altra proposta di rilievo fu quella di Tupini che chiedeva il richiamo alle norme

internazionali nella Costituzione, riconoscendo la sovranità della Chiesa cattolica e del suo

ordinamento giuridico. La proposta di Tupini fu criticata da Calamandrei che aveva avvertito che

una tale formulazione di quell’articolo avrebbe portato alla costituzionalizzazione dei Patti, cioè

avrebbe attribuito alle norme del concordato la stessa forza dei singoli articoli della Costituzione e

14 , conteneva delle disposizioni non

questo non era possibile perché il Concordato, di epoca fascista

in linea con il testo costituzionale.

Per Giuseppe Dossetti, famoso canonista, invece richiamare i Patti nella Costituzione non significa

renderli parte integrante della Costituzione, ma vuol dire solo vincolare lo Stato a non disciplinare

in via unilaterale i rapporti con la Chiesa cattolica, cioè l’art. 7 deve essere considerato solo una

norma sulla produzione giuridica o di procedura per l’emanazione delle norme interessate dal

concordato.

La posizione di Dossetti fa cadere tutte le riserve in sede costituente, portando all’approvazione

dell’articolo nella formulazione attuale e diventando il criterio interpretativo di giurisprudenza e

dottrina. 15

La formula del primo comma dell’art. 7 è riportata anche in un’enciclica di Papa Leone XIII,

del 1885, con l’unica differenza che questa non mette l’aggettivo

Immortale Dei, ciascuno.

Secondo alcuni, l’articolo segue pedissequamente un tratto dell’enciclica, perché risente della

formulazione canonistica, e in particolare la parte che studia i rapporti con gli stati, voluta dal

Dossetti, inconsapevolmente riproposta nell’art. 7.

Per altri invece, la cosa è intenzionale per far si che la Costituzione riprendesse la teoria canonistica

sui rapporti tra Stato e Chiesa.

Il primo comma dell’art. 7: “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine,

nei primi anni ’50 fu considerato dalla dottrina privo di valore perchè

indipendenti e sovrani”,

inutile. Infatti, soprattutto i laici, considerano improprio inserire nella Costituzione un riferimento

alla sovranità della Chiesa, unico caso in Europa, come è inopportuno inserire un riferimento alla

sovranità di qualsiasi altro stato nella Costituzione.

14 Secondo alcuni ecclesiasticisti la stessa sottoscrizione dei patti contrasta con la logica dello stato etico-fascista, perché questo stato ammette solo il

suo potere rifiutando qualsiasi divisione con chiunque altro. Quindi, quando lo Stato fascista ha sottoscritto i Patti con la Chiesa in qualità, di soggetto

di potere equipollente al suo, in un certo senso ha ammesso una forma di dualismo. Per questo il prof. Battaglia ha detto che c’è un elemento

germinale di democraticità nella logica dei Patti.

15 Lettera circolare apostolica che il Papa indirizza ai vescovi e ai prelati di tutta la Chiesa, su argomenti di fede o sociali.

11

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Per altri, invece, l’affermazione del primo comma è importante perché, in relazione al fatto che i

rapporti tra Stato e Chiesa sono su base concordataria, il riconoscimento della sovranità della

Chiesa comporta anche un riconoscimento dell’originalità dell’ordinamento canonico, collocato allo

stesso livello dell’ordinamento dello Stato ed eliminando la possibilità di instaurare un regime

16

cesaropapista o giurisdizionalista . In questo modo viene superata la teoria della statualità del

diritto, di matrice ottocentesca, per la quale solo lo Stato può produrre diritto e trova applicazione la

17

teoria di Santi Romano sulla pluralità degli ordinamenti giuridici per il quale, oltre al diritto

emanato dallo Stato, vi sono altri enti e istituzioni che possono produrre diritto, fra queste le

confessioni religiose e in maniera particolare la Chiesa cattolica.

Un'altra particolarità del primo comma dell’art. 7 è la dicitura “ciascuno che

nel proprio ordine”

indica quelle materie in cui la Chiesa o lo Stato hanno competenza esclusiva e si differenziano dalle

materie di interesse misto, regolate dai Patti Lateranensi.

res mixtae,

Il problema sta nella difficoltà di definire, in concreto, quali sono le materie in cui lo Stato o la

Chiesa ha competenza esclusiva e questo rende dubbia l’applicazione reale dell’affermazione

“ciascuno nel proprio ordine”.

Comunque, quando bisogna decidere sulla competenza di una materia, la competenza è dello Stato,

definita dalla dottrina la competenza delle competenze, cioè è lo Stato che dice fin dove arriva

l’ordine della Chiesa e dove inizia l’ordine temporale.

Possiamo anche affermare che per lo Stato non esistono ma esistono situazioni

res mixtae,

affrontate di volta in volta e, in mancanza di strumenti giuridici come i Patti Lateranensi, sono

decise dallo Stato perchè ha la competenza delle competenze.

Come è accaduto con l’art. 7, si decise di estendere i rapporti bilaterali anche ad altre confessioni

religiose, segnando un cambiamento sostanziale rispetto all’1 dello Statuto Albertino e al

concordato del 1929 che riservava un regime bilaterale solo alla Chiesa cattolica; tutti gli altri culti

erano disciplinati in maniera unilaterale con la legge ordinaria 1159/29, sui e con il

culti ammessi,

relativo regolamento di attuazione approvato con Regio Decreto 28 febbraio 1930, n. 289.

Infatti l’art. 1 dello Statuto Albertino dettava: “La Religione Cattolica, Apostolica e Romana è la

sola Religione dello Stato. Gli altri culti ora esistenti sono tollerati conformemente alle leggi”.

Questo consentiva di privilegiare la Chiesa cattolica, mentre le altre religioni venivano disciplinate

dalla legge sui culti ammessi che già il titolo, indica un trattamento sfavorevole rispetto alla Chiesa

cattolica, in quanto è lo Stato che ammette i culti in presenza di determinati requisiti.

Invece i costituenti del 1947 decisero di estendere il regime di rapporti bilaterali tra Stato e Chiesa

anche alle altre confessioni religiose, introducendo l’art. 8 della Costituzione.

Il primo comma: “Tutte indica

le confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla legge”

tutte le confessioni, quindi anche la cattolica, mentre il secondo comma dell’art. 8 riguarda solo le

religioni diverse dalla cattolica: “Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno il diritto di

organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico

In questo modo è sancita la parità tra l’ordinamento dello Stato e gli statuti delle altre

italiano”.

confessioni religiose che ne rappresentano il loro ordinamento. Infatti nell’intesa con lo Stato

italiano, la chiesa Valdese ha inserito all’art. 2 : “La Repubblica italiana dà atto dell'autonomia e

della indipendenza dell'ordinamento valdese”.

Diverso è invece il rapporto con le associazioni non religiose, in quanto lo Stato ha una superiorità

in relazione a quanto prescrive l’art. 2 Cost. In sintesi, lo Stato, regola i rapporti tra Stato e Chiesa

con il concordato (art. 7 Cost.), con le intese per le confessioni religiose che ne sono munite (art. 8

16 Il giurisdizionalismo è la Dottrina politica tendente a subordinare la vita istituzionale della Chiesa allo Stato.

17 Santi Romano, giurista nato a Palermo nel 1875 e morto a Roma nel 1947, fu professore di diritto amministrativo nella università di Camerino e

successivamente insegnò diritto costituzionale nelle università di Milano, Modena, Pisa. Nel 1928 divenne presidente del Consiglio di Stato e

professore incaricato di diritto costituzionale all'università di Roma. Tra la sua vasta produzione è bene citare la monografia, L'ordinamento giuridico,

del 1918 (opera cui si farà costante riferimento) in cui il Romano si qualifica come Santi Romano è uno dei massimi rappresentanti

istituzionalista.

dello ovvero di quella dottrina secondo cui il diritto si identifica con la realtà sociale più comprensiva, vale a dire con la società

istituzionalismo

organizzata od organizzazione sociale, con l' istituzione. 12

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Cost.), con la legge per i culti ammessi per le altre confessioni religiose e per tutte le associazioni di

carattere non religioso applica l’art. 2 della Costituzione: “La Repubblica riconosce e garantisce i

diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali, ove si svolge la sua

personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e

sociale”.

La bilateralità dei rapporti tra Stato e confessioni religiose, non si trova solo negli articoli 7 e 8 della

Costituzione, ma anche in tutti i rapporti tra amministratori e autorità religiose locali di tutte le

confessioni.

L’applicazione concreta dell’art. 8 si ebbe solo nel 1984, dopo ben 36 anni dall’entrata in vigore

18

della Costituzione, in occasione dell’intesa tra lo Stato e la Chiesa Valdese .

Il terzo comma dell’art. 8 dispone: “I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base

Questo indica che lo Stato regola i rapporti solo con le

di intese con le relative rappresentanze”.

confessioni religiose e con ognuna può stipulare intese.

Vi è una differenza tra il secondo comma dell’art. 7 “I loro rapporti sono regolati dai Patti

e il terzo comma dell’art. 8 “I

Lateranensi” loro rapporti con lo Stato sono regolati dalla legge….

omissis…”, in quanto l’art. 7 indica un rapporto precostituito e non modificabile (se non con una

procedura particolare) costituito dai Patti Lateranensi, mentre l’art. 8 demanda i rapporti tra lo Stato

e le altre confessioni religiose alla legge ordinaria e anche se fondata su un atto bilaterale, resta un

atto agganciato a valutazioni politiche, pertanto modificabili.

Il procedimento per varare un’intesa con una confessione religiosa, inizia con la nomina di una

commissione apposita da parte del Presidente del Consiglio (che avviene con D.P.C.M.) della quale

fa parte una rappresentanza della confessione religiosa.

Una volta che l’intesa è approvata dal Consiglio dei Ministri, viene presentata alle Camere inserita

in un disegno di legge per la ratifica.

Per poter stipulare un’intesa con una religione, occorre che vi siano tre elementi:

l’aggregazione deve essere una confessione religiosa;

• il Governo deve esprime una valutazione favorevole a sottoscrivere l’intesa, restando comunque

• il Parlamento non obbligato a ratificarla;

deve esserci una rappresentanza apicale della confessione religiosa, designata al suo interno

• anche sulla base dei suoi statuti. 19 , perché i

Per questo terzo elemento ci sono difficoltà a stipulare un’intesa con l’Islam

20

musulmani non hanno una gerarchia e quindi non hanno un capo che rappresenta tutti i fedeli, ma

18 Intesa siglata nel 1984 e approvata con la legge n. 449 dell'11 agosto 1984, successivamente integrata con la legge n. 409 del 5 ottobre 1993 in

virtù della quale la confessione partecipa all'otto per mille del gettito IRPEF.

19 Islam significa sottomissione e rappresenta il rapporto tra l’uomo e Dio. L’uomo per poter entrare in paradiso si deve sottomettere alla legge divina

e più si sottomette, più sale nel cielo; infatti il paradiso è rappresentato come una serie di cieli sovrapposti di cui quello più vicino a Dio è l’ultimo, il

settimo cielo.

20 Musulmano significa fedele. in base alla legge religiosa (Shari’a), il fedele deve seguire i cinque pilastri dell’Islam: 1) la testimonianza di fede; 2) le

5 preghiere rituali; 3) l'elemosina canonica; 4) il digiuno durante il mese di Ramadan; 5) il pellegrinaggio alla Mecca (almeno una nella vita). In linea

di massima i musulmani si dividono in due grossi gruppi, gli sciiti e sunniti.

Con il termine Sciismo si indica il principale ramo minoritario dell'Islam.

Gli sciiti si differenziano dai sunniti sulla questione della guida della comunità islamica (Umma), dal momento che considerano unica legittimata a

regnare la Famiglia del profeta Muḥammad), mentre per i sunniti qualsiasi fedele di media capacità religiosa, non necessariamente discendente del

Profeta, può guidare a pieno titolo un governo islamico. Col tempo gli Sciiti si sono differenziati dai sunniti anche su alcuni istituti giuridici

(ammettono, ad esempio, la legittimità del matrimonio a tempo prefissato e considerano che dal Corano raccolto all'epoca del califfo Uthmān b. Affān

siano stati espunti alcuni passaggi e una sura intera che indicavano la successione di ‘Alī a Muḥammad), ma il fatto che non si siano differenziati dai

sunniti negli aspetti dogmatici non consente che si parli per essi di eresia, ma solo di una variante dell'Islam. Lo sciismo, minoritario in termini

assoluti (10% massimo dei fedeli musulmani di tutto il mondo), è maggioritario in Iraq, in Libano e in alcune aree del Golfo Persico e del tutto

prevalente in Iran, dove lo sciismo fu forzatamente imposto dalla dinastia dei Savfavidi (1501-1722).

Il Sunnismo, orientamento nettamente maggioritario dell'Islam - circa il 90% dell'intero mondo islamico - prende il suo nome dal termine arabo

"Sunna" (consuetudine), riferita al profeta dell'Islam Muhammad e ai suoi (Compagni). Nato per ultimo nella discussione teologica islamica, il

Sah ba

Sunnismo si differenzia essenzialmente dallo Sciismo (organizzatosi come dottrina prima del Sunnismo) per il suo netto rifiuto di riconoscere la

pretesa degli Sciiti che la guida della Comunità islamica (Umma) dovesse essere riservata alla discendenza del profeta Muhamm ad attraverso sua

figlia Fātima bt. Muhammad e suo cugino Alī ibn Abī Tālib. Secondo il Sunnismo invece alla guida politica e spirituale (non strettamente religiosa

però) della Comunità poteva accedere qualunque musulmano pubere, di buona moralità, di sufficiente dottrina e sano di corpo e di mente. Il fatto di

essere Meccano o, almeno, Arabo, era un elemento preferenziale ma non essenziale. Sotto questo profilo il Sunnismo respingeva quindi recisamente

la pretesa dei kharigiti che la guida della società islamica fosse riservata al migliore dei credenti: qualità difficile da individuare e ancor più difficile

13

tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx 21

solo delle guide spirituali del loro cammino di fede, ad esempio l’imam. Lo stesso U.C.O.I.I. non

rappresenta la totalità degli islamici italiani.

Inoltre, mentre per la nostra cultura un cittadino italiano, può essere cattolico, buddista, protestante

eccetera, un islamico marocchino non scinde la religione dalla nazionalità e quindi, se si trova in

Italia, frequenterà moschee di marocchini e non di algerini o di altre nazionalità. Questo rende più

difficile la ricerca di una rappresentanza univoca per i fedeli di religione islamica.

Per tutti questi motivi, secondo alcuni autori, l’istituto delle intese è superato e pertanto va

abbandonato sostituendolo con una legge generale sulla libertà religiosa.

A questo proposito diversi disegni di legge sono stati presentati in Parlamento e ultimamente ad

aprile e a luglio 2006. Le caratteristiche di questi disegni di legge sono:

deve attuare i principi costituzionali;

• abrogare la legge 1159/29 “legge sui culti ammessi”;

• assicurare a tutti quello che le intese garantiscono solo ad alcuni; poi, se vi è necessità, si

• faranno intese solo per aspetti peculiari.

I criteri per individuare una confessione religiosa non sono dati dalla legge, ma sono stati indicati

dalla Corte costituzionale con la sentenza 195/93 e dalla Corte di cassazione con la sentenza

5838/95. Inoltre una confessione religiosa può essere individuata dal Governo, dai giudici di merito

e perfino dagli amministratori pubblici, ma solo lo Stato può avere rapporti istituzionali (concordato

e intese) con le confessioni religiose, perché così è sancito dagli artt. 7 e 8 della Costituzione.

Per il prof. Dammacco, a differenza del concordato che è un atto di diritto internazionale e quindi di

diritto esterno, le intese sono atti di diritto interno perché la relativa commissione è nominata

unilateralmente e per una parte della dottrina le intese sono atti politici il cui elemento giuridico è la

legge di approvazione.

Un’altra parte della dottrina ha osservato che se le confessioni religiose hanno ordinamenti giuridici

primari, come detta la Costituzione, un intesa stipulata con una rappresentanza di un ordinamento

giuridico primario non può essere un semplice atto politico, ma ha un valore maggiore. Per

Francesco Finocchiaro, le intese, pur non trattandosi di atti di diritto internazionale, sono atti diritto

22 le intese non sono

esterno creato con la volontà di due soggetti posti sullo stesso piano. Per Cardia

atti politici, ma atti di diritto pubblico interno vincolanti che una volta sottoscritti, lo Stato non può

non osservarli.

Per la dottrina prevalente, l’intesa è frutto di una scelta politica. Il Governo, anche se una

confessione religiosa lo chiede ed ha i requisiti per ottenerla, può non stipularla, ne’ iniziare le

trattative. Ad esempio, i primi a chiedere un’intesa furono i Testimoni di Geova già negli anni ’70,

ma la richiesta è stata ignorata per anni dal Governo (anche quando furono stipulate intese con altre

religioni), perché questa confessione chiedeva l’obiezione totale dal servizio militare, era contraria

ad alcuni trattamenti sanitari, come le trasfusioni, eccetera. Per questo non si voleva dare un

riconoscimento pubblico ad una religione che creava dei problemi di coesistenza con lo Stato. La

questione sembra risolversi nel 2000, quando vengono stipulate due intese: una con i Testimoni di

Geova e l’altra con i Buddisti. Entrambe vengono criticate dalla dottrina in quanto intese molto

simili alle sei già esistenti, come se le religioni fossero tutte uguali ed avessero tutti le stesse

da mantenere, perché un semplice peccato, anche non grave, avrebbe fatto perdere tale qualità all'Imam ("Guida", ma intesa qui come sinonimo di

califfo) e lo avrebbe fatto decadere dal suo supremo ufficio.

21 Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia. L'UCOII nasce sulla scia dell'USMI quando l'Islam sunnita "delle moschee" in Italia,

a causa del dell'immigrazione, non si presta più a essere rappresentato da un organismo dichiaratamente studentesco. Per iniziativa di membri

boom

del Centro culturale islamico di Milano e Lombardia, l'UCOII è costituita ad Ancona nel 1990. Dopo avere "ereditato" le strutture dell'USMI, emerge

come la realtà musulmana italiana più diffusa e radicata sul territorio, con una forte influenza dei Fratelli Musulmani, e si candida subito a essere

interlocutore dello Stato italiano in vista dell'Intesa. All'UCOII fanno capo 122 associazioni, orizzontali (territoriali) e verticali (nazionali di settore),

che svolgono attività di ordine sociale, assistenziale, di informazione e mediazione istituzionale, cui fanno capo a loro volta un'ottantina di moschee

dove si svolgono pratiche rituali e una più ridotta attività di carattere culturale; vi sono inoltre quasi trecento luoghi di preghiera che non hanno ancora

lo di moschea e talora sono ubicati in appartamenti privati. Attraverso congressi, campeggi, attività culturali, rapporti con le autorità politiche,

status

l'UCOII persegue il suo scopo della costruzione di un Islam italiano.

22 Prof. Carlo Cardia, professore di diritto canonico ed ecclesiastico all’università Romatre.

14

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necessità, benché le intese sono concepite dai costituenti per recepire le differenze tra le varie

religioni e i loro aspetti peculiari. Queste due intese, benché stipulate dal Governo, furono affossate

in Parlamento senza essere mai discusse e quindi ratificate.

Per Finocchiaro, Cardia e la parte maggioritaria della dottrina, come la confessione non ha diritto ad

iniziare la trattativa con il Governo, al tempo stesso non ha diritto alla legge di approvazione da

parte del Parlamento, anche se resta la responsabilità politica del Governo che ha sottoscritto

l’intesa.

Per Andrea Guazzarotti (costituzionalista), vi è un rimedio giuridico nel caso il Parlamento non

esamini l’intesa sottoscritta dal Governo, in quanto la confessione religiosa avrebbe il diritto di

interessare l’autorità giudiziaria per porre la questione alla Consulta sul conflitto di attribuzioni tra i

poteri del Parlamento e del Governo.

Per la dottrina minoritaria, l’intesa è dettata espressamente dalla Costituzione, “i loro rapporti con

e quindi lo Stato deve almeno valutare la

lo Stato sono regolati dalla legge sulla base di intese”,

richiesta della confessione religiosa.

Tornando alle due intese in attesa di ratifica da parte del Parlamento, quelle con l'Unione Buddhista

23 24

e con i Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova , lo stesso Consiglio dei

Italiana (U.B.I.)

Ministri di allora non ha stabilito se queste sono o meno confessioni religiose. In particolare la

perplessità sul buddismo deriva dal fatto che, non originando da un alveo culturale occidentale,

poteva risultare difficile individuare quella religione come confessione. Doveva rispondere su

questo dubbio il ministro dell’Interno (Enzo Bianco), il quale non partecipò alla riunione e quindi la

questione venne rinviata.

Tra le peculiarità di queste due confessioni, l'Unione Buddhista Italiana non è una delle religioni del

25

libro ed è il primo accordo con una religione orientale nella storia della Repubblica, mentre per la

Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, alcuni obiettano che non si tratta di una

confessione religiosa, ma addirittura di una setta cioè un gruppo con una propria organizzazione che

ha un elemento intollerabile per l’ordinamento italiano: non vi è libertà di entrare o uscire

26

dall’associazione , come accade per la religione islamica, dove chi l’abbandona è considerato

27

apostata . Questo la rende non democratica, e pertanto in contrasto con l’art. 1 della Costituzione,

“l’Italia omissis…”, quindi costituita da associazioni

è una Repubblica democratica…

democratiche.

28 , durante la costituente, sostenne che non esisteva solo la religione cattolica in Italia,

Lelio Basso

ma vi erano religioni anche più antiche, come l’ebraismo e più recenti come l’Esercito della

23 Intesa tra la Repubblica Italiana e l'Unione Buddhista italiana siglata a Roma il 20 marzo 2000, durante la XIII legislatura presieduta dal Presidente

D’Alema.

24 Testo del 18 novembre 1999, approvato a maggioranza dal Consiglio dei Ministri il 21 gennaio 2000 e sottoscritto dal Governo il 20 marzo 2000,

durante la XIII legislatura presieduta dal Presidente D’Alema..

25 Le religioni del libro sono così chiamate perché sono quelle in cui Dio si è rivelato agli uomini e la rivelazione raccolta in un libro (dal greco

Dette confessioni sono tre: ebraica, cattolica e islamica.

biblos).

Per le altre religioni, invece, esistono i testi sacri, ma sono compilazioni umane non rivelate che assumono il valore di sacertà (sacralità) perché

ritenute lo strumento indicante l’unico percorso che consente all’uomo di raggiunge la trascendenza.

26 Per entrare è necessario essere sottoposti ad una serie di valutazioni e per uscire è necessario che la richiesta sia ratificata da un organo interno.

27 Il termine apostasia (dal greco apo, "lontano, distaccato", stasis, "restare") rappresenta la rinuncia formale rispetto alla propria

απο, στασις,

religione e la successiva adesione ad un'altra o a ideologie non religiose. In senso stretto, il termine è riferito alla rinuncia e alla critica della propria

precedente religione. Una vecchia e più ristretta definizione di questo termine si riferiva ai cristiani battezzati che abbandonavano la loro fede. Chi

commette apostasia è un apostata, tuttavia sono pochi gli ex credenti che si autodefiniscono apostati, perché generalmente considerano questo termine

come dispregiativo; in riferimento alla nuova religione si utilizza il termine convertito o il termine deconvertito per l'adesione a ateismo e

agnosticismo, entrambi i termini hanno in sé un significato positivo, il secondo interpreta la perdita della fede in una religione come un aumento della

razionalità e del rispetto verso il metodo scientifico.

Molte religioni considerano l'apostasia un vizio, una degenerazione della virtù della pietà nel senso che quando viene a mancare la pietà, l'apostasia ne

è la conseguenza; spesso l'apostata viene fatto bersaglio di condanne spirituali (ad esempio la scomunica) o materiali ed è rifuggito dai membri del

suo precedente gruppo religioso.

28 Lelio Basso nacque a Varazze da una famiglia Liberal borghese. Nel 1916 lui e la sua famiglia si traferirono a Milano, dove egli frequentò la

scuola di grammatica Berchet. Nel 1921 si iscrisse alla Facoltà di Legge dell'Università di Pavia e diventò membro del Partito Socialista Italiano.

Studiò la dottrina Marxista e fu al fianco di Piero Gobetti durante la fase della sua “Rivoluzione Liberale”. In gioventù Lelio Basso lavorò per giornali

e riviste quali “Critica sociale”, “Il Caffé”, “Avanti!”, “Coscentia”, “Quarto Stato” e “Pietre”, che diresse nel 1928, inizialmente da Genova, dopo da

Milano. Nel 1925 si laureò in Legge con una tesi sul concetto di libertà nel pensiero Marxista.

15

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29 30 31

salvezza , i metodisti , i luterani e perfino religioni introdotte dagli americani. Al riguardo

bisogna aggiungere che il Trattato di Pace firmato con gli U.S.A. prevede anche la libertà di

religione per gli americani presenti sul nostro territorio.

L’articolo 8 fu inserito, non per il numero delle religioni al di fuori della cattolica, sostanzialmente

solo due, Valdese ed Ebraica, ma per il loro peso nella società.

I costituenti scelsero tra due proposte del primo comma dell’art. 8: “Tutte le confessioni religiose

quella che fu scelta, e un’altra proposta non accettata:

sono egualmente libere davanti alla legge”,

“Le Uguaglianza davanti alla legge, significa

confessioni religiose sono eguali davanti alla legge”.

definire una condizione di parità sulla base di criteri legislativi preordinati, cioè è la legge che dice

come si è eguali rispetto ad un altro.

La proposta accettata del primo comma dell’art. 8 “Tutte le confessioni religiose sono egualmente

sta a significare che tutte le aggregazioni, identificabili come confessioni

libere davanti alla legge”

religiose, in quanto soggetti della Repubblica, comprese

sono egualmente libere davanti alla legge,

quelle non ancora identificate come tali al momento dell’entrata in vigore della Costituzione. Viene

riconosciuta così la libertà, caratteristica peculiare delle confessioni religiose, che prevale sul

carattere dell’uguaglianza inserito nella bozza di articolo non accettata: “Le confessioni religiose

sono eguali davanti alla legge”.

Mentre gli artt. 7 e 8 Cost. riguardano i rapporti tra Stato e Chiesa e tra Stato ed altre confessioni

religiose, gli artt. 19 e 20 Cost. riguardano la libertà religiosa individuale e collettiva ed è l’unica

norma sull’argomento.

La libertà religiosa garantita dall’art. 19 non riguarda solo i cittadini, ma tutti gli individui (italiani,

stranieri e apolidi): “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in

qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitare in privato o in

invece la libertà di

pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”;

circolazione (art. 16 Cost.), la libertà di riunione (art. 17 Cost.) e la libertà di associazione (art. 18

Cost.) sono garantite ai soli cittadini.

Dopo la Liberazione Lelio Basso fu eletto Vice-Segretario dello PSIUP e, nel 1946, divenne Deputato dell'Assemblea Costituente. Egli si trovava

nella Commissione, formata da 75 membri, che dovevano scrivere il testo della Costituzione e contribuì in particolar modo alla formulazione degli

articoli 3, 8 e 49. Dal 1946 al 1968 fu costantemente eletto alla Camera dei Deputati. Fu eletto Senatore nel 1972 e nel 1976.

29 L’Esercito della Salvezza (inglese è una organizzazione religiosa di origine metodista, fondata nel 1865 da William Booth a

Salvation Army)

Londra con lo scopo di diffondere il cristianesimo e portare aiuto ai bisognosi. L'Esercito della Salvezza afferma che è possibile e necessario, in un

mondo vocato al materialismo, vivere un cristianesimo visibile, gioioso ed attivo.

Nel 1887 l’Esercito della Salvezza arrivò in Italia. Dopo un inizio difficile a Roma, grazie al Maggiore James Vint, l’opera ripartì stabilmente nel

1890 da San Giovanni, nelle valli valdesi, in seguito al lavoro del Col. Fritz Malan. In pochi anni l’Esercito della Salvezza si diffuse nelle principali

città italiane (1893 a Torino, 1894 a Firenze, 1897 a Livorno, 1898 a Milano, 1899 a Venezia e Bologna) fino all'inizio del periodo fascista, che porto

alla chiusura di alcune sale di culto nel 1935, alla soppressione del “Grido di Guerra” (l’organo ufficiale dell’Esercito) nel 1939, e culminò con la

chiusura dell’Opera nel 1940. Diversi Ufficiali furono internati ed altri mandati al confino.

A livello mondiale, l’Esercito della Salvezza è arrivato nel 2005 ad essere operante in 111 nazioni, nelle quali continuano ad essere vissute ed

applicate le stesse metafore militari in uso ai tempi del Fondatore.

30 Il Metodismo, o movimento metodista, è una dottrina cristiana fondata dal pastore anglicano John Wesley nel XVIII secolo. L'intenzione di Wesley

era originariamente quella di creare un movimento di risveglio all'interno della Chiesa anglicana che portasse a una maggiore attenzione agli evidenti

problemi sociali della Gran Bretagna all'epoca della rivoluzione industriale; solo in seguito il metodismo assunse i connotati di dottrina indipendente

dalla matrice anglicana.

Il movimento metodista si diffuse velocemente in Gran Bretagna e in Nord America e, attraverso l'opera dei suoi missionari, anche nel resto del

mondo. Attualmente è presente in quasi tutti i paesi e conta oltre settanta milioni di fedeli.

Una delle caratteristiche del Metodismo è l'avere oltre ai pastori, uomini e donne, un rilevante numero di predicatori laici, che ricevono una accurata

preparazione teologica che in seguito esercitano con la predicazione nelle comunità. Sebbene le donne non avessero inizialmente accesso al

sacerdozio, Wesley dimostrò la propria propensione in questo senso consentendo fin da subito che le donne predicassero pubblicamente,

atteggiamento decisamente progressista nella società del Settecento.

31 Con il termine Luteranesimo si indica la teologia sviluppata da Martin Lutero e le dottrine professate dalle chiese evangelico-luterane nate dalla

Riforma protestante, che si ispirarono a lui e ai teologi che ne raccolsero l'eredità.

Il luteranesimo inteso come teologia delle chiese evangelico-luterane è esposto in diversi scritti sistematici o Confessioni di Fede. Il primo testo (e di

maggior impatto politico - religioso) fu quello redatto nel 1530 dal teologo e amico di Lutero Filippo Melantone, la Confessio Augustana, una

esposizione moderata e priva di polemica delle dottrine riformate indirizzata a Carlo V in cui si rivendicava la continuità delle dottrine riformate con

la Chiesa antica e la coerenza con le Scritture. Questa confessione, insieme ad altri scritti, venne inserita nel Liber Concordiae del 1580, che divenne

la base teologica e dogmatica delle chiese luterane.

Il luteranesimo venne riconosciuto come religione "istituzionalizzata" nel Sacro Romano Impero con la (Pace di Augusta), che sancì il principio del

cuius regio, eius religio, cioè l’obbligo per i sudditi dell'Impero di professare la religione cattolica o quella della Confessio Augustana (ad esclusione

di ogni altra), nel caso dovesse coincidere con quella del principe cui erano sottoposti. In caso contrario era riconosciuto il diritto di emigrazione.

16

tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx significa:

Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede

che non può essere apposto alcun vincolo all’appartenenza religiosa e alla professione della

• fede, se non in alcuni casi ben precisi e limitati imposti dalla legge;

che non si può obbligare una persona a professare o a cambiare una religione;

• essere liberi di non avere una fede religiosa.

Hanno diritto a professare liberamente la propria fede religiosa tutti, non solo i cittadini, compresi

stranieri e apolidi che si trovano sul territorio nazionale.

Il limite alla libertà di religione è riferito al culto in pubblico ed è dato dai riti contrari al buon

32 .

costume

Il rito è un insieme di regole, in un determinato contesto sociale, per manifestare i valori che si

perseguono. Quando il rito è contrario al buon costume non si può esercitare, ma resta la libertà di

religione. In altre parole, l’esternalizzazione di una confessione religiosa contraria al buon costume

non è ammessa, ma la fede interiore è sempre ammessa. Questa libertà di fede dell’individuo è un

concetto che si lega alla libertà di pensiero sancito dall’art. 21: “Tutti hanno diritto di manifestare

liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”

Nelle manifestazioni dei culti religiosi, il limite del buon costume corrisponde al sentire comune

33

della popolazione, in un determinato periodo storico. Ad esempio I bambini di Dio , i quali hanno

riti di iniziazione con atti sessuali, anche con minori, e comunque in circostanze create per

diminuire la capacità di discernimento delle persone.

L’art. 20 riguarda gli enti e le associazioni: “Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto

d’una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, ne di

cioè enti e

gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività”,

associazioni religiose non possono essere sottoposti a tasse superiori a quelli di altri enti, ne essere

sottoposti a dei limiti di carattere legislativo. In realtà, oggi, questi enti sono favoriti dalla

legislazione, soprattutto fiscale, ma i costituenti vollero evitare la reintroduzione di leggi eversive,

con cui furono soppressi alcuni ordini religiosi e confiscato il patrimonio degli enti ecclesiastici per

34

la necessità dell’Erario di incamerare questi beni e di combattere la c.d. manomorta ecclesiastica.

32 Il costume è il modo in cui abitualmente un individuo si comporta. E’ anche la condotta morale, ma pure le usanze, le abitudini, i modi di vivere

che caratterizzano una società.

33 Recentemente questa setta di origine cristiana ha cambiato il nome in "Famiglia dell'amore". Venne fondata dal pastore evangelico David Berg in

California nel 1969, ma ha ora la sua sede principale a Montreal, in Canada. Nel momento della sua massima espansione aveva più di 250 mila adepti,

che vivevano in comuni di circa 5000 persone. La predicazione di Berg inizia nel 1965, dopo un'apparizione del profeta Geremia che gli preannuncia

l'imminente fine del mondo, ottenendo un notevole successo nei movimenti underground californiani. Anche grazie ad un rifiuto totale del "sistema",

che coinvolge lo Stato, la proprietà e soprattutto la famiglia, con la quale il fedele deve rompere ogni legame.

Il punto centrale della dottrina consiste nel riconoscere Berg come profeta di Dio e la sua parola come rivelazione divina. Poco rimane del

cristianesimo ortodosso: non esiste la Trinità, Gesù non è Dio ed ebbe rapporti sessuali con tutte le donne del suo seguito. Ecco, proprio l'etica

sessuale del movimento è stato uno dei principali motivi di scandalo e di scontro con la setta, fonte di innumerevoli procedimenti giudiziari. Dalla

morale sessuale dei bambini di Dio è esclusa solo l'omosessualità maschile, mentre sono ammesse poligamia, lesbismo, incesto, rapporti tra e con i

bambini. Tutto viene giustificato ed esaltato come manifestazione della diversità del gruppo e come anticipazione di un mondo nuovo. Molto

controversa un'altra pratica del gruppo, enunciata da Berg nel 1974: il flirty fishing o "pesca amorosa". In pratica le giovani adepte venivano invitate a

bruciare i loro reggiseni, indossare camicette trasparenti e usare le loro attrattive sessuali per fare nuovi proseliti.

E' stato proprio grazie alle enormi controversie suscitate dal gruppo di Berg che il movimento anti sette ha conosciuto negli Stati Uniti e altrove un

grande successo.

34 Manomorta, ovvero possesso inalienabile. Indicò anche il divieto fatto a vassalli e contadini di disporre dei beni propri, la tassa pagata per togliere

tale divieto, il diritto del feudatario a succedere nell'eredità del vassallo morto senza eredi maschi, le entità esenti da tasse di successione, i beni di tali

entità. Successivamente la manomorta rimase come diritto prevalentemente feudale (di origine longobarda) e ecclesiastico. La manomorta

ecclesiastica fu favorita dalle numerose donazioni accumulate dalla Chiesa nel corso dei secoli: un patrimonio ingente che nel sec. XVIII fu contestato

dal potere politico.

Nel Regno delle Due Sicilie, il ministro Tanucci varò tra il 1775 ed il 1780 diverse norme per eliminare i privilegi feudali. Furono introdotte

tassazioni anche sulle donazioni e successioni ecclesiastiche, pur nel rispetto della funzione della Chiesa di scolarizzare i giovani e provvedere alle

necessità dei contadini e dei poveri.

Alla fine del secolo, con la Rivoluzione Francese, i liberali rivoluzionari, fedeli alla dottrina massonica, fecero incamerare e si distribuirono tra di loro

tutti i beni ecclesiastici. L'esempio fu seguito dal Piemonte nel 1860 che incamerò le terre ecclesiastiche delle Due Sicilie, vendendole ai liberali e

rastrellando così il capitale dal Sud che servì ad industrializzare il Nord.

L'istituto della manomorta comunque sopravvisse per le successioni agli "enti morali", quasi tutti riconducibili a personaggi graditi alla dinastia

piemontese. Ad esse si applicava l'imposta di manomorta dello 0,90%. L'avvento della Repubblica ha messo fine a questo vecchio istituto con la legge

31 luglio 1954, n. 408. 17

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L’art. 33 detta: “L'arte Poi il secondo comma

e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.”

aggiunge “La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti

Bisogna dire che fino alla metà dell’800 i privati e soprattutto la Chiesa cattolica

gli ordini e gradi.”

si occupavano dell’istruzione, in particolare per le scuole superiori. Con lo Statuto Albertino, 1848,

e soprattutto con la legge Casati del 1859, l’istruzione diventa pubblica e successivamente con la

legge Goppino del 1877 veniva introdotto l’obbligo scolastico elementare. In sintesi, da un lato

l’istruzione passava dalla Chiesa allo Stato e dall’altro veniva garantita l’istruzione elementare per

tutti. In quegli anni, si vedeva in maniera negativa l’influenza della Chiesa, erano state emanate le

leggi eversive e l’istruzione aveva un’impronta fortemente statalista in virtù della legislazione

separatista.

L’istruzione resta fondamentale nel ventennio fascista, per formare dei cittadini allineati ai principi

del regime, ma cambia l’atteggiamento con la Chiesa cattolica. In quel periodo fondamentale fu la

riforma Gentile del 1923, in parte ancora oggi in vigore, con cui si ha il primo segnale del

mutamento dell’atteggiamento del regime fascista nei confronti della Chiesa: viene istituito

l’insegnamento obbligatorio della religione cattolica a fondamento dell’istruzione nelle scuole.

Con la riforma Gentile, anche se continua a favorire le scuole pubbliche rispetto alle private, si ha

un riavvicinamento tra Stato e Chiesa che porterà al concordato del 1929, all’istituzione della

religione di Stato e al passaggio dello stato da separatista a confessionista.

Il concordato del 1929 non prevede nulla sulle scuole gestite dalla Chiesa, solo l’art. 35 afferma:

“Per le scuole di istruzione media tenute da enti ecclesiastici o religiosi rimane fermo l’istituto

dell’esame di Stato ad effettiva parità di condizioni per candidati di istituti governativi e candidati

di dette scuole.”

Il terzo comma dell’art. 33 della Carta fondamentale del 1948 enuncia: “Enti e privati hanno il

e in questo modo viene

diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”

sancita la libertà di insegnamento. Ma le scuole non statali, per rilasciare un titolo di studio

riconosciuto dallo Stato, devono osservare il quarto comma: “La legge, nel fissare i diritti e gli

obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai

cioè

loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali”,

devono seguire i programmi ministeriali.

Da questo concetto emerge che la prima distinzione da fare, all’interno del sistema di istruzione, è

tra scuole statali, scuole paritarie e scuole private che sono quelle che rilasciano titoli di studio non

riconosciuti dallo Stato.

Il “senza riportato nel terzo comma dell’art. 33, è stato interpretato da alcuni

oneri per lo Stato”

autori in maniera estensiva, cioè lo Stato non deve avere alcun onere per le scuole non statali.

35 , invece, questo inciso della Costruzione deve essere inteso nel senso che lo Stato

Per Dalla Torre

non deve avere oneri solo per la costruzione di nuove scuole non statali, ma quelle parificate,

essendo riconosciuta la loro funzione sociale dallo Stato, devono essere aiutate anche

35 Giuseppe Dalla Torre Del Tempio di Sanguinetto - Magnifico Rettore della LUMSA e docente ordinario presso la Facoltà di Giurisprudenza è

-

nato a Roma il 27 agosto 1943. Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Roma “La Sapienza” (1967) ed in diritto canonico

presso la Pontificia Università Lateranense (1968). Ha iniziato la propria attività scientifica presso l’Università di Modena, è quindi divenuto

assistente ordinario presso l’Università di Bologna. Nel 1980 ha vinto il concorso per professore ordinario. Chiamato dalla Facoltà di Giurisprudenza

dell’Università di Bologna, dal 1980 al 1990 vi ha insegnato Diritto ecclesiastico; vi ha anche tenuto per supplenza il corso di Diritto costituzionale

dal 1987 al 1990. Attualmente è Rettore della Libera Università Maria Ss. Assunta, presso la quale ha insegnato Istituzioni di Diritto pubblico e, ora,

Diritto ecclesiastico e Diritto Canonico. Tiene corsi su rapporti tra Chiesa e Comunità politica in Università Pontificie. E’ vice presidente del

Coordinamento Regionale delle Università del Lazio (CRUL), fa parte del Comitato di Presidenza della Conferenza dei Rettori delle Università

Italiane (CRUI) e del Consiglio Universitario Nazionale (CUN). Fa parte del Consiglio scientifico dell’Istituto “Enciclopedia Treccani”, dell’Istituto

Nazionale di Studi Romani come corrispondente scientifico, dell’Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena come socio onorario e

dell’Istituto Luigi Sturzo. E’ membro del Comitato scientifico – organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, di cui è vicepresidente. E’

componente del Consiglio di Amministrazione dell’Ospedale pediatrico “Bambino Gesù” e del C.d.A. della Fondazione Accademia di Santa Cecilia.

Riveste l’uffcio di Presidente del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano e consultore di alcuni dicasteri pontifici. E’ membro del Gran

Magistero dell’Ordine Equestre del S.Sepolcro di Gerusalemme e Presidente onorario nazionale dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani. Ha partecipato,

come segretario della delegazione governativa, ai lavori della Commissione paritetica per la revisione del Concordato fra Italia e Santa Sede (1976 -

1983) ed è stato membro del Comitato Nazionale di Bioetica dal 1990 al 2002. Ha al suo attivo oltre cento pubblicazioni scientifiche, tra monografie e

saggi, su tematiche relative al diritto canonico, al diritto ecclesiastico italiano ed al diritto pubblico.

18

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finanziariamente, soprattutto in quelle realtà in cui la scuola parificata supplisce alle carenze della

scuola statale. Questa tesi, oltre ad essere minoritaria della dottrina, non è accettata dalla

giurisprudenza.

Recentemente alcune regioni hanno cercato di superare il dettato costituzionale del “senza oneri per

lo Stato”.

La prima è stata la regione Lombardia, dove la presenza di scuole cattoliche è importante, che ha

introdotto il sistema del buono scuola, con il quale non vengono sovvenzionate direttamente le

scuole non statali, ma vengono parzialmente rimborsati i cittadini che iscrivono i propri figli in

queste scuole. Questa normativa è fondata sul concetto che i cittadini che si rivolgono alle scuole

parificate, pagano le tasse senza usufruire dell’istruzione pubblica e in più si fanno carico di pagare

la scuola non statale, anche se questa è una loro scelta.

Inoltre bisogna tenere presente che il diritto di frequentare scuole religiosamente orientate deriva

dalla libertà religiosa, tanto che vi sono alcuni paesi separatisti che finanziano in maniera massiccia

le scuole confessionali, come la Francia e il Belgio, perché ne riconoscono il ruolo e l’importanza

sociale.

In questo senso è la tesi di Dalla Torre per il quale è sbagliato dire che la scuola pubblica è statale e

la scuola confessionale è parificata, in quanto le scuole sono pubbliche statali oppure pubbliche

paritarie perché entrambe sono pubbliche, rilasciano un titolo equipollente e quindi entrambe

svolgono una funzione sociale.

La legge 62/2000 - Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e

all'istruzione – definisce le scuole paritarie e “in particolare per quanto riguarda l'abilitazione a

rilasciare titoli di studio aventi valore legale, le istituzioni scolastiche non statali, comprese quelle

degli enti locali, che, a partire dalla scuola per l'infanzia, corrispondono agli ordinamenti generali

dell'istruzione, sono coerenti con la domanda formativa delle famiglie”.

Le scuole confessionali devono avere un progetto educativo che indica l'eventuale ispirazione di

carattere culturale o religioso. Ma la legge 62/2000 precisa che “non sono comunque obbligatorie

per gli alunni le attività extra-curriculari che presuppongono o esigono l'adesione ad una

ad esempio, seguire una messa.

determinata ideologia o confessione religiosa”,

Anche tre delle intese tra Stato e confessioni religiose hanno delle norme che prevedono il diritto di

aprire scuole confessionali e cioè:

l’art. 13 dell’intesa, del 1986, con l’Unione delle chiese cristiane Avventiste del 7° giorno;

• l’art. 12 dell’intesa, del 1987, con l’Unione delle comunità ebraiche italiane;

• l’art. 12 dell’intesa, del 1993, con della Chiesa Evangelica Luterana.

Per quanto riguarda la religione islamica, la proposta di intesa prevede l’insegnamento della

religione musulmana all’interno delle scuole statali, come avviene per la cattolica, anche se in altre

proposte vi è solo l’istituzione di scuole confessionali.

Per quanto riguarda i docenti delle scuole confessionali, l’orientamento della giurisprudenza è di

ritenere giusti i licenziamenti di insegnanti non in linea con la confessione religiosa della scuola, per

la salvaguardia della libertà religiosa dell’istituto scolastico e degli studenti che hanno fatto una

scelta religiosamente orientata.

Più particolare è la questione per le università cattoliche (ad esempio l’Università cattolica del

Sacro Cuore, la LUMSA - Libera Università degli Studi Maria SS. Assunta) per le quali il

concordato del 1984 all’art. 10, 3° comma, prevede: “Le nomine dei docenti dell’Università

cattolica del Sacro Cuore e dei dipendenti istituti sono subordinate al gradimento, sotto il profilo

Ma in questo senso si era già mossa la Corte

religioso, della competente autorità ecclesiastica”.

costituzionale con la sentenza n. 195 del 1972 sul caso prof. Cordero, titolare della cattedra di

diritto processuale penale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, licenziato perché

il suo insegnamento non era in linea con la Chiesa.

19

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Su questo caso la Consulta da torto a Cordero perché sulla libertà di religiosa del professore prevale

la libertà religiosa dell’Università e degli studenti i quali, scegliendo un ateneo cattolico, hanno

scelto un insegnamento religiosamente orientato.

Analogo è il caso del prof. Lombardi Vallauri, prof. di filosofia del diritto dell'Università Cattolica

del Sacro Cuore di Milano espulso per eterodossia, cioè seguiva opinioni discordanti da quella della

36

religione cattolica , provvedimento confermato dal Consiglio di stato, sez. VI, 18 aprile 2005, n.

1762.

I Patti lateranensi

I Patti Lateranensi sono atti di diritto esterno con contenuto e caratteristiche internazionali che

disciplinavano i rapporti tra Stato italiano e Santa Sede prima della fondazione della Repubblica e

della Costituzione.

Il secondo comma, dell’art. 7 della Costituzione “I loro rapporti sono regolati dai Patti

Lateranensi, le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di

indica i due tipi di procedimenti per modificare i Patti Lateranensi:

revisione costituzionale”,

Con legge ordinaria, se la modifica dei Patti è bilaterale tra Stato e Chiesa. Il procedimento

bilaterale è privilegiato, in quanto solo se non è possibile si ricorre al secondo.

Con legge costituzionale, con la procedura aggravata prevista dall’art. 138 della Costituzione, se

la modifica è unilaterale dello Stato.

I Patti Lateranensi sono stati introdotti nella Costituzione per due motivi:

1. Per assicurare la prevalenza al carattere bilaterale delle relazioni tra Stato e Chiesa.

2. Per motivi politici, in quanto la forza della componente cattolica all’interno dell’assemblea

costituente indusse a dare garanzie formali alla Chiesa cattolica. Il governo insediatosi dopo la

37 che componevano il

guerra, è stato di coalizione nazionale: ne facevano parte tutti i partiti

comitato nazionale di liberazione ed era a maggioranza cattolica. 38

Nel secondo comma dell’art. 7 della Costituzione, c’è un riferimento esplicito ai Patti Lateranensi

a cui la dottrina e la giurisprudenza ha dato negli anni un valore diverso. Per capire da dove nasce

questo riferimento esplicito bisogna risalire all’unificazione dello Stato Italiano.

Dopo lo sgombero delle truppe francesi, l'Esercito Italiano entra in Roma il 20 settembre 1870,

ponendo fine allo Stato Pontificio e al regno temporale dei papi.

In relazione al fatto che il Papa non poteva essere trattato come un qualsiasi vescovo, viene

promulgata la legge delle Guarentigie il 13 maggio 1871 che concedeva una serie di garanzie reali

al Pontefice.

Il Papa non accettò la legge delle Guarentigie perché le norme erano garantite da una legge, cioè un

mero atto unilaterale di uno Stato, non concordato con la Santa Sede che invece aspirava ad un atto

bilaterale, oltre ad avere comunque un potere temporale.

La legge delle Guarentigie si ispirava al principio cavouriano del "libera Chiesa in libero Stato",

cioè ad una forma di separatismo liberale che durò fino al 1929 e resta l’unico periodo di

legislazione separatista della storia d’Italia. Dopo aver lanciato la scomunica maggiore contro

quanti avevano attuato o favorito l'usurpazione, Pio IX si chiuse nei palazzi vaticani dichiarandosi

prigioniero e appellandosi alle potenze cattoliche. In risposta alla legge delle Guarentigie, fu emessa

36 Il processo ecclesiastico è stato avviato dal cardinale Pio Laghi, prefetto della Congregazione per l'educazione cattolica. L'interessato non ha avuto

il testo degli addebiti che gli avrebbero consentito una difesa. Fuori dunque dal patto internazionale sui diritti civili, peraltro mai sottoscritto dalla

Santa Sede. L'istruttoria è stata svolta in segreto dal domenicano Georges Cottier, responsabile del comitato che ora indaga sull'Inquisizione. Vi ha

partecipato anche don Velasio De Paolis, l'unico che l'interessato ha incontrato. L'espulsione è stata notificata con la lettera del rettore della Cattolica

Adriano Bausola del 4 novembre 1998 e giunta a Lombardi poche ore prima del Consiglio di facoltà.

37 Divisi in tre componenti: la sinistra (socialisti, marxisti, comunisti), i cattolici (con i laici) e i liberali.

38 Patti lateranensi, firmati l'11 febbraio 1929 dal cardinale Pietro Gasparri e Benito Mussolini, stabilirono il mutuo riconoscimento tra il Regno

d'Italia e la Città del Vaticano. Presero il nome del palazzo di San Giovanni in Laterano in cui avvenne la firma degli accordi, furono negoziati tra il

Cardinal Segretario di Stato Pietro Gasparri per conto della Santa Sede e Benito Mussolini, come Primo Ministro italiano.

20

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l'enciclica "Ubi nos" del 15 maggio, con la quale fu ribadito il principio che il potere spirituale non

potesse andare disgiunto da quello temporale.

Nel 1874 la Curia romana giunse a vietare esplicitamente ai cattolici la partecipazione alla vita

politica, in particolare alle elezioni con la formula del "non expedit" (non conviene). Soltanto dopo

alcuni decenni, nell'età giolittiana, questo divieto sarebbe stato attenuato e poi progressivamente

eliminato, fino al completo rientro dei cattolici, sia elettori che eletti, nella vita politica italiana.

Il 31 ottobre 1922 diviene presidente del Consiglio Benito Mussolini, acceso anticlericale, ma

giunto al potere, per aumentare il consenso popolare aveva bisogno dell’appoggio della Chiesa

cattolica in un periodo storico in cui grande era l’influenza della religione sul popolo italiano.

Per questa ragione comincia le trattative per risolvere la c.d. questione romana, cioè l’esilio in San

Pietro del Papa privo del potere temporale.

Già con il suo insediamento, Mussolini aveva iniziato un opera di riavvicinamento alla Chiesa

cattolica ad opera del suo ministro della Pubblica Istruzione Giovanni Gentile (1922-1924) che con

39

la riforma scolastica istituisce nelle scuole pubbliche l’obbligo dell’insegnamento della religione

cattolica nelle scuole di ogni ordine e grado, facendole acquistare un ruolo fondamentale, e con

programmi che dovevano tenere presente il patrimonio dottrinale cattolico in tutte le materie.

Questo percorso di pacificazione tra lo Stato e la Chiesa cattolica raggiunse l’apice con la firma dei

patti del Lateranensi l'11 febbraio 1929.

I Patti sono costituiti da tre atti:

Il trattato, che si apre in nome della Santissima Trinità, crea lo Stato della Città del Vaticano

• e riconosce l'indipendenza e la sovranità della Santa Sede e al Papa una serie di prerogative

relative ai capi di stato. Viene è reintrodotta la religione di Stato, prevista dall’art. 1 del

trattato, come già prevedeva l’art. 1 dello Statuto Albertino: “La Religione Cattolica,

Apostolica e Romana è la sola Religione dello Stato. Gli altri culti ora esistenti sono

tollerati conformemente alle leggi”.

Il concordato di 45 articoli e, come il trattato, si apre in nome della Santissima Trinità.

• Contiene una serie di norme cioè tutte quelle norme di interesse per lo Stato e

res mixtae,

per la Chiesa, quali, ad esempio, il matrimonio, gli edifici per il culto, i giorni festivi,

ordinariati militari, eccetera. Con il concordato vengono cancellati una serie di atti repressivi

quali le leggi eversive, gli impedimenti agli ordini religiosi di esistere, eccetera.

La convenzione finanziaria che prevedeva il risarcimento di 750 milioni di lire e di ulteriori

• azioni di Stato consolidate al 5 per cento al portatore, per un valore nominale di un miliardo

di lire per i danni finanziari subiti dallo Stato Pontificio in seguito alla fine del potere

temporale, oltre all'esenzione, al nuovo Stato denominato Città del Vaticano, dalle tasse e

dai dazi sulle merci importate. Questa convenzione ripagava anche il Vaticano delle leggi

promulgate nel luglio del 1866 e nell’agosto del 1867 per requisire gran parte degli

eversive,

immobili della Chiesa e ordini religiosi ed enti ecclesiastici soppressi e confiscati, perchè

considerati inutili. Tra questi vi erano gli ordini di vita contemplativa (ad esempio le suore

di clausura) e i gesuiti. Con le leggi eversive gli immobili della Chiesa, come i conventi,

sono diventati, scuole, licei, caserme, ospedali, tribunali, eccetera. In questo modo si

combatteva la manomorta, cioè l’eccessiva ricchezza della chiesa. La convenzione

39 La sua riforma scolastica fu elaborata assieme a Radice. Dal punto di vista strutturale la riforma Gentile, varata nel 1923, modula la scuola secondo

un ordinamento gerarchico e centralistico. Una scuola di tipo aristocratico, cioè pensata per i migliori e non a tutti che viene rigidamente suddivisa di

due livelli: uno primario per il ramo classico-umanistico relativo ai dirigenti e un livello professionale per il ramo scientifico per il popolo. Le materie

scientifiche furono messe in secondo piano, avendo importanza solo a livello professionale.

L'obbligo scolastico fu innalzato a 14 anni e fu istituita la scuola elementare da sei ai dieci anni. L'allievo che terminava la scuola elementare aveva la

possibilità di scegliere tra i licei ginnasio e scientifico oppure gli istituti tecnici. Solo i licei permettevano l'accesso all'università, in questo modo

veniva effettuata una profonda divisione tra le classi sociali.

La religione è insegnata obbligatoriamente a livello primario, in quanto Gentile riteneva che tutti i cittadini dovessero possedere una concezione

religiosa cattolica perché è la religione dominante in Italia. La scuola dopo la riforma Gentile divenne molto selettiva e severa, introducendo anche

l'esame di Stato. 21

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riguardava anche, poste, ferrovia, comunicazioni, acqua, eccetera in quanto il Vaticano è

uno stato enclave.

Attraverso il il Papa acconsentì di sottoporre i candidati vescovi ed arcivescovi al

concordato,

Regno d’Italia che dovevano giurare fedeltà allo Stato italiano prima di essere nominati, e di

proibire al clero di prendere parte alla politica. L'unico vescovo che non è obbligato a giurare

fedeltà all'Italia è colui che fa le veci del Pontefice nella sua qualità di vescovo di Roma: il

Cardinale Vicario, attualmente Camillo Ruini. Questa eccezione, prevista dal Concordato, è fatta

proprio in segno di rispetto all'indipendenza del Papa verso all'Italia.

Lo Stato italiano conformò le sue leggi sul matrimonio a quelle della Chiesa cattolica ed esentò il

clero dal servizio militare. I Patti reintrodussero di religione di Stato, con importanti conseguenze

sul sistema scolastico pubblico, come l'istituzione dell'insegnamento della religione cattolica tuttora

esistente seppure con modalità diverse. In sintesi, l’Italia, con la firma dei Patti del 1929, diventa

uno stato confessionista che riaffermava il dettato dell’art. 1 dello Statuto Albertino. Tra le

conseguenze negative, vi fu quella di costringere ad andare via dalle loro case i Valdesi, in

conseguenza alla requisizione dei loro beni passati poi alla Chiesa cattolica, per emigrare al sud

Italia (ad esempio in Basilicata e Sicilia) dove fondarono delle comunità che hanno creato grandi

opere sociali.

Con il concordato del 1929, infine, vi è anche un tentativo del regime fascista di usare la Chiesa

cattolica per far sostenere le sue scelte politiche, cioè si tentò una specie di asservimento della

religione al regime fascista ed alla sua politica, in quanto Chiesa di Stato.

Un esempio vi fu quando Mussolini decise in gran fretta di inviare le truppe italiane nella campagna

40 , per non mancare ad una vittoria che presumeva rapida. Il Duce voleva dare alla

di Russia 41

spedizione il valore di una crociata contro il comunismo e approfittando del fatto che anche il

Papa aveva emanato un’enciclica critica nei confronti di questo, chiese alla Santa Sede un

intervento pubblico prima della spedizione militare in Russia. Il Papa, tramite il suo segretario di

Stato, fece sapere a Mussolini che non era necessario ritornare sull’argomento, un modo

diplomatico per lasciare la Santa Sede estranea alla scelte politiche e militari del regime fascista.

Dopo la Costituzione repubblicana del 1948, Corte costituzionale e Cassazione avevano legittimato

nelle loro sentenze, sia pure in modo diverso, le norme di privilegio riservate alla Chiesa cattolica

contenute nel Concordato del 1929.

Nel 1982 la Corte costituzionale emana due sentenze, la numero 16 e la 18, riguardanti il

matrimonio concordatario, con cui cambia il suo orientamento in relazione ai Patti Lateranensi.

Per la prima volta, queste due sentenze dichiarano costituzionalmente illegittime alcune norme del

Concordato del 1929 e della legge 810/29 che ha dato esecuzione ai Patti Lateranensi utilizzando i

principi supremi della Costituzione ”di quei principi, cioè, alla stregua dei quali (come è stato

affermato da questa Corte, nelle sentenze n. 30 e seguenti del 1971, e ribadito nella stessa sentenza

n. 1 del 1977) l'art. 7 della Costituzione consente che anche le norme delle leggi che hanno reso

(Corte costituzionale, 2

esecutivo il Concordato tra Santa Sede e Italia, possano essere sindacate”

febbraio 1982, n. 18) e in questo caso il principio della giurisdizione e della sovranità dello Stato.

A questo punto la Chiesa è indotta ad accettare una riforma del Concordato del 1929, fino a quel

momento osteggiato dalla Santa Sede, per evitare che altre norme vengano abrogate dai giudici

costituzionali e per concordare con il potere politico la riforma dei Patti.

Questo nuovo accordo fu definito di libertà, perché serviva a risolvere i problemi derivanti dal

contrasto di alcune norme del concordato, ancora legate ad un ordinamento confessionista quale era

quello del 1929, con i principi di uno stato democratico che garantisce la libertà e l’uguaglianza

religiosa.

40 CSIR (Corpo di Spedizione Italiano in Russia) e ARMIR (Armata Italiana in Russia) indicano le spedizioni dell'Esercito Italiano sul fronte

orientale tra il 1941 e il 1943.

41 Il Papa l’aveva definita un errore dal punto di vista teologico. 22

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Per queste ragioni, nel 1984, si giunse ad una modifica del concordato firmata dal primo ministro

Bettino Craxi e dal cardinal Casaroli, dopo un lungo lavoro della commissione paritetica (in quanto

il concordato è un atto di diritto esterno) con la quale anche se si aboliva l’anticostituzionale

riferimento alla si introduceva l’ora di religione alle scuole materne,

«sola religione dello Stato»,

sostituendo nel contempo la congrua con il meccanismo dell’8 per mille, molto più vantaggioso per

la Chiesa.

Con l'Accordo del 1984 vengono introdotte molteplici e sostanziali innovazioni al Concordato del

1929, integralmente sostituito dalle nuove disposizioni. Il nuovo Concordato si configura come

l’accordo-quadro dei principi fondamentali che regolano l'indipendenza dei rispettivi ordini dello

Stato e della Chiesa e individuano i punti essenziali, sui quali ricostruire il sistema dei loro rapporti

con l'articolato rinvio ad ulteriori successive intese su specifiche questioni, da stipulare tra le

autorità statali ed ecclesiastiche.

La prima di tali intese è stata quella sulla riforma degli enti e beni ecclesiastici e del sistema di

sostentamento del clero, a cui sono seguite quelle sulla nomina dei titolari di uffici ecclesiastici,

sulle festività religiose riconosciute agli effetti civili, sull'insegnamento della religione cattolica

nelle scuole, sul riconoscimento dei titoli accademici delle facoltà approvate dalla Santa Sede,

sull'assistenza spirituale alla Polizia di Stato, sulla tutela dei beni culturali di interesse religioso e

degli archivi e biblioteche ecclesiastiche. Il nuovo concordato venne ratificato con la legge 25

marzo 1985, n. 121 - esecuzione dell’accordo con la Santa Sede del 1984.

Questa legge è definita una legge tipica in quanto è una legge ordinaria, ma è anche atipica perchè

recepisce la riforma del concordato. Questa legge, anche se è una legge ordinaria, può essere

modificata con un’altra legge ordinaria solo a seguito di un nuovo accordo con la Chiesa cattolica e

quindi con un atto bilaterale, altrimenti se viene modificata con un atto unilaterale si richiede un

procedimento di revisione costituzionale ai senti dell’art. 7 della Costituzione. In questo modo una

legge ordinaria diviene norma di livello costituzionale e per questo legge atipica.

Dall’interpretazione sistematica degli articoli 7 e 8 della Costituzione si ricava principio che al di là

delle due opzioni dettate dall’art. 7, il legislatore italiano segue il principio pattizio, cioè le norme

diritto ecclesiastico sono sempre concordate con la Chiesa e quindi sono tutti atti bilaterali tra Stato

e Santa Sede.

L’art. 1 del nuovo concordato detta: “La Repubblica italiana e la Santa Sede riaffermano che lo

Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani, impegnandosi

al pieno rispetto di tale principio nei loro rapporti ed alla reciproca collaborazione per la

Questo articolo si collega all’art. 7 della Costituzione

promozione dell’uomo e il bene del paese.”

Italiana ed è anche l’articolo ontologicamente più importante del nuovo concordato in quanto

stabilisce un rapporto di collaborazione tra Stato e Chiesa per la promozione dell’uomo e il bene del

Questo articolo esprime il principio di laicità dello Stato ed esclude anche la possibilità che

paese.

l’Italia possa diventare uno stato confessionale.

L’art. 2 detta: “La Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena libertà di svolgere

la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione. In

particolare è assicurata alla Chiesa la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di

esercizio del magistero e del ministero spirituale nonché della giurisdizione in materia

Nel quadro del libero insegnamento, la Repubblica Italiana riconosce alla Chiesa il

ecclesiastica.”

diritto di insegnamento della religione cattolica e questo per due ragioni:

perché la cultura religiosa è un valore;

• perché i principi del cattolicesimo appartengono al patrimonio culturale del popolo italiano.

L’art. 9 n. 1 detta: “La Repubblica italiana, in conformità al principio della libertà della scuola e

dell’insegnamento e nei termini previsti dalla propria Costituzione, garantisce alla Chiesa cattolica

il diritto di istituire liberamente scuole di ogni ordine e grado e istituti di educazione. A tali scuole

che ottengano la parità è assicurata piena libertà ed ai loro alunni un trattamento scolastico

equipollente a quello degli alunni delle scuole dello Stato e degli altri enti territoriali, anche per

23

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Con questo articolo Stato e Chiesa cattolica sanciscono

quanto concerne l’esame di Stato.”

congiuntamente il principio della liberà della scuola e dell’insegnamento che si collega all’art. 33

della Costituzione italiana. La Chiesa cattolica ha il diritto di istituire liberamente scuole di ogni

università esclusa perché, per un retaggio del passato, veniva vista di competenza

ordine e grado,

dello Stato.

L’art. 9 n. 2 detta: “La Repubblica italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo

conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano,

continuerà ad assicurare, nel quadro delle finalità della scuola, l’insegnamento della religione

cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado. Nel rispetto della libertà

di coscienza e della responsabilità educativa dei genitori, è garantito a ciascuno il diritto di

scegliere se avvalersi o non avvalersi di detto insegnamento. All’atto dell’iscrizione gli studenti o i

loro genitori eserciteranno tale diritto, su richiesta dell’autorità scolastica, senza che la loro scelta

Lo Stato continuerà ad assicurare,

possa dar luogo ad alcuna forma di discriminazione.” nel quadro

l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole significa che

delle finalità della scuola,

l’istruzione non deve essere di dottrina, ma di cultura al pari degli altri insegnamenti della scuola.

In questo senso, già la Legge 30 luglio 1973, 477, all’art. 4, stabilisce i principi di carattere

n.

generale per i docenti sulla libertà di insegnamento che deve essere “nel rispetto della coscienza

morale e civile degli alunni e del diritto di questi al pieno e libero sviluppo della loro personalità”

e allo stesso modo deve essere inteso l’insegnamento della religione nelle scuole.

L’art. 9 n. 2 del concordato del 1984 quando detta: “nel usa il

quadro delle finalità della scuola”

plurale perché si riferisce, oltre all’insegnamento di cultura, anche alla finalità educative ed educare

significa anche tirare fuori, cioè far emergere le potenzialità della persona per favorire l’evoluzione

dell’individuo e della società, ma anche guidare lo studente all’uso responsabile delle conoscenze.

42 e scelto dai

Infine bisogna aggiungere che l’insegnamento della religione cattolica è facoltativo

genitori dello studente minore nel rispetto della libertà di coscienza del ragazzo e anche della libertà

di indirizzo religioso che vogliono imprimere i suoi genitori.

Una legge del 1986 ha stabilito una presunzione di maturità per il minore di 18 anni, ma maggiore

di 14, il quale può scegliere se avvalersi o meno dell’insegnamento della religione cattolica.

Purtroppo questa legge non prevede correttivi per tutelare il minore quando con una decisione

dettata dalla sua immaturità, può precludersi la possibilità di avere un insegnamento di cultura non

meno importante di altri.

Infine, c’è stata un’intesa concordataria tra il ministro della pubblica Istruzione e il presidente della

C.E.I. sulle caratteristiche dell’insegnamento e degli insegnanti della religione cattolica.

Il principio di laicità dello Stato

Oggi resta ancora la diversità tra le norme del diritto ecclesiastico nate prima della Costituzione

repubblicana e quelle successive. Ad esempio, nel codice penale, per i delitti contro il sentimento

vi sono pene ridotte per quelli contro i culti ammessi dallo Stato (art. 406 c.p.), rispetto a

religioso, 43 . Questo avviene

quelli per il turbamento di funzioni religiose del culto cattolico (art. 405 c.p.)

perché il codice penale, come altre leggi prerepubblicane come la legge matrimoniale del 1929,

risente dell’indirizzo politico dell’epoca e dell’articolo 1 dello Statuto Albertino che prevedeva la

religione cattolica come religione dello Stato.

42 Secondo la raccolta annuale "rilevazioni integrative" del Ministero dell'Istruzione per l'anno 2005, gli studenti delle scuole superiori che decidono

di non avvalersi e di non frequentare l'insegnamento della religione cattolica sono il 37,6%. La normativa prevede che ad ogni classe corrispondano le

ore previste di insegnamento anche se fosse presente un solo alunno ad avvalersi, questo rende impossibile accorpare le classi per gli studenti che

vogliono seguire l’insegnamento della religione. Gli ultimi dati disponibili risalgono al 2001, quando gli allora quasi 25000 insegnanti di religione

sono costati allo Stato italiano oltre 620 milioni di euro.

43 Articolo dichiarato costituzionalmente illegittimo con C. Cost. 9 luglio 2002, n. 327 “nella parte in cui, per i fatti di turbamento di funzioni

religiose del culto cattolico, prevede pene più gravi, anziché le pene diminuite stabilite dall’art. 406 del codice penale per gli stessi fatti commessi

contro altri culti”. 24

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La stessa legge 24 giugno 1929 n. 1159, ancora oggi in vigore, l’unica che disciplina anche i

rapporti con l’islam, prevede una serie di controlli per i culti ammessi nello Stato che non sono in

linea con i principi costituzionali, ma fanno parte di una concezione legata a quel periodo storico

nel quale era visti con sospetto i culti diversi dalla religione cattolica, perché ritenuti potenzialmente

eversivi.

La presenza di queste leggi, ancora in vigore, precedenti alla Costituzione repubblicana, pone dei

problemi in ordine al profondo cambiamento della società italiana dagli anni venti ad oggi in quanto

le confessioni religiose sono aumentante e come contro negli ultimi 20 anni vi è stata una

sostanziale assenza di produzione normativa nel diritto ecclesiastico.

Questa immobilità del legislatore ha costretto la Consulta a modificare le norme precedenti alla

Costituzione a colpi di sentenze per eliminare gli aspetti di incostituzionalità.

Ulteriore prova di inoperosità del legislatore, è la stessa definizione di Stato laico data dalla Corte

costituzionale con la sentenza 12 aprile 1989, n. 203, in relazione ad una eccezione di

costituzionalità sulla legge 25 marzo 1985, n. 121 e l'art. 5, lettera b), numero 2 del Protocollo

addizionale che regolamentano l’insegnamento alternativo alla religione cattolica, la quale ha

sancito che nel nostro ordinamento vige un principio supremo di laicità anche se l’aggettivo laico

non è espressamente usato dalla nostra Carta fondamentale. Questo principio essenziale viene

inserito dalla Corte con un (detto altrimenti), cioè con un affermazione non

obliga dictum

direttamente collegata alla norma esaminata, ma che contiene dei principi che la Consulta tiene ad

affermare.

Per laicità dello Stato facciamo riferimento ad una caratteristica peculiare dell’organizzazione

In altre parole, la

della comunità civile, lo Stato, rispetto alle relazioni con le confessioni religiose.

laicità esprime il distacco dell’ordinamento dello Stato dalle religioni, quindi esprime l’autonomia

dei poteri e degli organi dello Stato rispetto al potere religioso.

Lo Stato laico guarda con attenzione al fenomeno religioso, non per condividerlo (altrimenti

sarebbe uno stato confessionista), ma per governarlo nel rispetto dell’autonomia degli ordinamenti

religiosi. Questo significa consentire il libero esercizio della fede ed evitare contrasti tra

appartenenti a confessioni diverse, come sancisce l’art. 19 della Costituzione.

La laicità è un principio cristiano che nasce dalla frase di Gesù Cristo “date a Cesare quello che è di

Gli avversari di Gesù (farisei, sostenitori del re Erode, spie) lo

Cesare e a Dio quel che è di Dio”.

tentano con un quesito: “È lecito o no pagare il tributo a Cesare”, cioè la tassa imposta dai

dominatori romani? Domanda trabocchetto, perché a una sua risposta affermativa sarebbe scattata

l'accusa di collaborazionismo, e a una negativa quella di sovversione. Ma Gesù replica con una

controdomanda: “Mostratemi la moneta del tributo” e ottenutala: “Di chi è questa effigie e questa

iscrizione?”. “Di Cesare”, sono costretti a rispondergli. E lui: “Rendete dunque a Cesare quello che

è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”. Al che gli avversari si allontanano stupiti e ammutoliti.

Narrato in termini molto simili dagli evangelisti Matteo, Marco e Luca, questo celebre episodio è

stato utilizzato nel corso dei secoli, e ancora oggi, come fondamento per legittimare la separazione

fra potere politico e religioso, fra Stato e Chiesa.

Vediamo il percorso che ha qualificato lo Stato italiano come laico.

Fino al 1989, con la sentenza della Corte costituzionale 12 aprile 1989, n. 203, la laicità non era mai

stata espressa come principio dell’ordinamento dello Stato.

Un riferimento vi è solo nella riforma del concordato del 1984, nel punto 1 del protocollo

addizionale: “Si considera non più in vigore il principio, originariamente richiamato dai Patti

Questa norma

lateranensi, della religione cattolica come sola religione dello Stato italiano.”

esprime una aconfessionalità dello Stato che è stato interpretato da alcuni come ad un inizio del

riconoscimento del principio di laicità.

Il nuovo concordato ripropone, però, sia pure in termini nuovi, due istituti centrali del concordato

del 1929: la disciplina dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche e il

riconoscimento da parte dello Stato del matrimonio contratto secondo le norme del diritto canonico.

25

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AUTORE

summerit

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Giurisprudenza
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2006-2007

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher summerit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto ecclesiastico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Dammacco Gaetano.

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