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Diritto dell'Unione Europea

Appunti completi presi in modo preciso a lezione di Diritto dell'Unione Europea I con il professore Schiano di Pepe basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. dell’università degli Studi di Genova - Unige. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto dell'Unione Europea docente Prof. L. Schiano Di pepe

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ESTRATTO DOCUMENTO

Regole che valgono per tutti gli atti.

1. Motivazione = premesse che precedono la parte operativa dell’atto: considerando,

perché è stato adottato l’atto.

2. Base giuridica = disposizione dei trattati su cui basi gli atti sono stati adottati.

3. Pubblicazione nella GF dell’UE = parte L quelli vincolanti e parte C quelli non vincolanti

Vincolanti.

Regolamento = generale, obbligatorio e direttamente applicabile.

 Si riferisce a tutta una categoria di persone individuabile oggettivamente (in base a

caratteri oggettivi), vincola tutti i soggetti a cui si rivolge ed è direttamente applicabile e

tutti gli stati membri.

Assicura uniformità alla legislazione.

Direttiva = vincola lo stato membro a cui si rivolge, ha portata particolare. Stato

 vincolato solo al raggiungimento dell’obbiettivo fissato dalla direttiva ma libero nel

decidere come farlo adottato atti interni entro un termine stabilito dalla stessa.

Assicura armonizzazione: normativa diversa per ogni stato ma per lo stesso obbiettivo.

Decisione = prima erano giuridicamente vincolanti con portata individuale dopo il

 trattato di Lisbona hanno portata generale e quindi è complesso distinguerle dai

regolamenti tuttavia vengono ancora adottate con portata individuale.

Non vincolanti.

Raccomandazioni = atti che un’istituzione rivolge ad un altro o ad un soggetto

 privandolo invitandolo a tenere un determinato comportamento.

Pareri = atto con cui un’istituzione da un suo parere verso un determinato atto.

Atti legislativi adottati con procedura legislativa ordinaria o speciale.

Atti non legislativi adottati da una sola istituzione.

Procedura ordinaria.

 1. Iniziativa legislativa della commissione, proposta trasmessa al parlamento che la

vota ed esprime un parere al consiglio che può approvare o no.

2. Modifica del consiglio = seconda lettura parlamento decide se approvare o no

le modifiche, accettare con silenzio, respingere la posizione del consiglio = atto

non adottato o infine proporre degli emendamenti.

3. Emendamenti = terza lettura fase di conciliazione, parlamento e commissione

compongono un testo che viene poi votato dal parlamento e poi accettato dal

consiglio = adozione dell’atto con consenso sia del consiglio che del parlamento.

Tra gli atti non legislativi hanno un ruolo importante gli atti delegati (atti della commissione su

delega con atto legislativo precedente) e atti di esecuzione che danno esecuzione ad atti

legislativi.

RAPPORTI TRA DIRITTO DELL’UE E DIRITTO INTERNO.

Partecipazione dell’Italia alla formazione del diritto UE.

L.234 del 2012 norme generali sulla partecipazione dell’Italia alla formazione e attuazione

della normativa e politica UE.

Adattamento meccanismo che assicura il coordinamento tra i diversi ordinamenti giuridici.

Per i trattati = legge ordinaria contenente anche l’ordine di esecuzione.

Regolamenti = non necessario l’adattamento effettività diretta.

Direttive = adozione di un provvedimento di diritto interno per raggiungere il rispetto della

direttiva.

Legge La Pergola, 1989 stabilisce procedure da seguire per il procedimento d’attuazione

dell’Italia delle norme di diritto UE.

Legge comunitaria annuale che imponeva al governo di presentare una proposta di legge al

parlamento che doveva approvare entro un termine che contenesse la presa d’atto dei nuovi

obblighi sorti nell’anno precedente per l’Italia in ragione del diritto UE. Introdotte le disposizioni

della commissione che così abbandonava le procedure di infrazione in corso a carico dell’Italia.

Allineamento anno per anno del diritto UE.

L.234 del 2012.

Legge di delegazione europea = conferimento al governo di una delega da parte del

 parlamento volta all’attuazione delle direttive europee. Legge attuata dal parlamento

entro il 28 febbraio di ogni anno. Se necessario può esserne fatta un’altra nella seconda

parte dell’anno.

Legge europea = disegno di legge presentato dal governo e approvato dal parlamento

 che contiene le disposizioni di modifica e di adattamento alla normativa UE. Non ha un

termine ma deve essere fatta ogni anno, una sola volta all’anno. Si utilizza per

introdurre modifiche della Corte di giustizia, atti dell’UE e effetti della commissione.

Fase ascendente procedimento con cui si passa dalla proposta dell’atto normativo alla sua

pubblicazione nella gazzetta ufficiale. Qualsiasi proposta deve essere comunicata al

parlamento nazionale che si deve esprimere sulla corretta applicazione o meno del principio di

sussidiarietà e proporzionalità.

Fase discendente attuazione delle direttive.

Obbligo di interpretazione conforme è obbligo del diritto interno rispettare il diritto dell’UE.

Quando un giudice nazionale è chiamato ad applicare la norma interna è tenuto ad

interpretarla in conformità con il diritto UE = principio di leale collaborazione tra stati e UE.

Normativa in contrasto? Giudice deve verificare se si può interpretare in modo conforme in

modo da rendere la normativa italiana conforme al diritto UE e se ciò non è possibile prevale il

diritto UE secondo l’art.11 della Costituzione.

Responsabilità dello stato per violazione delle norme UE.

Principio di natura giurisprudenziale. Inadempimento dello stato ad una direttiva, trattato o

regolamento comporta una lesione dei diritti individuali e quindi un soggetto che subisce un

danno dovuto a questo inadempimento può ottenere un risarcimento da parte dello stato

facendo valere la responsabilità di questo a patto che vi sia violazione di una norma che

conferisce diritti ai singoli, violazione grave a manifesta e nesso di casualità tra violazione e

danno subito.

La responsabilità dello stato vale sia per le norme ad effetto diretto che quelle senza effetto

diretto.

La responsabilità dello stato sorge anche in caso di violazione di norme da parte delle regioni e

del potere giudiziario.

Sentenza Kosler.

TUTELA GIURISDIZIONALE DEL DIRITTO UE.

Corte di giustizia dell’UE = sistema giudiziario complesso che comprende anche le giurisdizioni

degli stati membri applicazione del diritto dell’UE assicurata sia dai giudici nazionali che

dell’UE, il giudice nazionale deve applicare il diritto mentre quello dell’UE deve interpretarlo.

Questo sistema è coordinato alla tutela dei diritti e si impone il principio di leale collaborazione

sia orizzontale che verticale tra i giudici nazionali che europei.

Sentenza Schwartz degli anni 60 = applicazione uniforme del diritto dell’Unione.

Principio della comunità di diritto UE è una comunità di soggetti giuridici diversi i cui rapporti

sono ispirati all’applicazione delle medesime regole giuridiche.

Sistema di tutela dei diritti tendenzialmente effettivo e completo = ha ancora delle carenze.

Evoluzione della corte di giustizia.

Corte di giustizia ha sede a Strasburgo ed è nata con la CECA.

1989 = si crea il secondo grado di giudizio e si crea una specializzazione.

Anni successivi = ulteriore specializzazione: tribunale della funzione pubblica (abolito).

Trattato di Lisbona = altri tribunali specializzati ma mai creati.

Ripartizione competenze.

Art.256 TFUE competenze del tribunale = annullamento degli atti delle istituzioni, azioni di

risarcimento contro UE, controversie tra UE e suoi agenti e ricorsi in carenza. Le altre sono della

corte.

Corte di giustizia rinvio pregiudiziale, ricorsi degli stati per annullamento o carenza.

Privato impugna atto dell’Unione si va al tribunale se invece è impugnato da un’altra istituzione

o uno stato si va direttamente in corte di giustizia.

Decisione della corte non è impugnabile mentre quella del tribunale lo è davanti alla corte.

Anche competenze pregiudiziali davanti al tribunale ma non è mai accaduto.

Ricorsi diretti azioni di annullamento, omissione di procedure = corte decide sul merito.

Ricorsi indiretti validità ed interpretazione = sentenza corte vincola il giudice ma non decide

sul merito.

Procedura del ricorso.

1. Stato e istituzioni sono rappresentati da agenti mentre i privati da avvocati.

Nei rinvii pregiudiziali è abilitato come difensore chi ha l’abilitazione da dove proviene il

rinvio pregiudiziale.

2. Fase scritta = parti possono presentare osservazioni scritte sia nei ricorsi diretti che

pregiudiziali.

3. Fase orale = non è indispensabile, discussione della causa di fronte ad una sezione e

solo eccezionalmente davanti all’assemblea planetaria. Ha luogo solo se la corte ritiene

che sia utile.

4. Conclusioni dell’avvocato generale (se ci sono), causa passa poi in consiglio e vi è la

pronuncia della sentenza.

Mezzi di tutela giurisdizionale.

Azione di annullamento: ricorso diretto (l'oggetto dell'azione è una contestazione da parte di un

privato).

Rinvio pregiudiziale di invalidità: è una questione incidentale che viene sollevata in una

controversia di merito, dall'oggetto diverso davanti al giudice nazionale, assicura la funzione

di annullamento.

Rinvio pregiudiziale di interpretazione : la funzione che assorbe è quella di assicurare

un'interpretazione del diritto UE uniforme e corretta, per farlo così applicare dai giudici

nazionali.

La differenza tra i due istituti sta nell'oggetto.

Rinvio pregiudiziale di invalidità ha come oggetto solo norme di diritto derivato;

 Rinvio pregiudiziale di interpretazione ha come oggetto qualsiasi norma di diritto UE

 (norme di dir. primario, derivato, principi generali, convenzione di diritto internazionale,

accordi conclusi dagli Stati terzi, atti giuridicamente vincolanti, atti non giuridicamente

vincolanti, atti tipici, sentenze della C.G.E) solo norme di diritto UE, NON norme di

diritto interno.

Azione di annullamento = art.263 TFUE

Atti che possono essere impugnati atti legislativi, del consiglio, della commissione e della

BCE che non siano pareri o raccomandazioni.

Atti che hanno determinate caratteristiche.

Atti che producono effetti su terzi.

 Atti con carattere definitivo = impugnabile solo atto prodotto in via definitiva.

 Esclusione delle competenze della corte in materia PESC tranne per il quarto comma =

 destinatari sono ben determinati che per il loro coinvolgimento in attività terroristiche

sono destinatari di sanzioni che comportano il congelamento dei loro beni come

deterrente per incentivare tali soggetti ad interrompere tali attività terroristiche. Sono

sanzioni individuali sia sul piano internazionale sia regionale: le smart sancion sono

provvedimenti che si inseriscono nella PESC, ma incidono sul diritto dei destinatari: si

può chiedere l'annullamento solo di questi atti, è un ricordo diretto proposto da una

persona fisica.

I soggetti legittimati chi può proporre azione di annullamento? La dottrina distingue tra

legittimati attivi e legittimati passivi (organi i cui atti possono essere soggetti ad

annullamento).

Legittimati attivi.

Privilegiati = sono proposti da uno stato membro, parlamento europeo, consiglio o

 commissione. Possono impugnare per annullato qualsiasi atto previsto. Non devono

avere altro requisito, possono impugnare quegli atti che ledono un loro diritto ma anche

per via di un interesse generale che ritengono essere stato leso da quell'atto.

Semi privilegiati = corte dei conti, BCE, comitato delle regioni. Hanno un onere in più da

 dimostrare, devono cioè dimostrare di agire per salvaguardare le proprie prerogative.

Non privilegiati: persone fisiche o giuridiche dell'UE, ma anche fuori dall'UE. Possono

 presentare ricorso contro atti che gli riguardano direttamente e individualmente o

adottati nei loro confronti.

Motivi di impugnazione.

Incompetenza = violazione del principio di attribuzione.

 Violazione delle forme sostanziali = ogni atto deve prendere vita seguendo determinate

 procedure.

Violazione dei trattati.

 Sviamento del potere = potere esercitato perseguendo un obbiettivo diverso da quello

 stabilito.

Termini due mesi dalla pubblicazione dell’atto, quando non si ha pubblicazione si tiene conto

del giorno in cui il ricorrente ne ha avuto conoscenza = tempi rapidi per il principio della

certezza del diritto.

Effetti della sentenza.

Di accoglimento = atto considerato nullo, mai avvenuto (effetti ex -tunc). Cancellazione

 dell’atto ha portata generale. In attesa della sentenza l’atto continua a dispiegare i suoi

effetti e si decide quindi di mantenere gli effetti prodotti in buna fede sulla base

dell’atto.

Di rigetto = atto resta valido, non viene cancellato. In caso di ricorso di persone fisiche

 si può ricorrere al secondo grado di giudizio (da tribunale a corte) e nel caso di ricorso di

altri stati non è previsto un secondo grado (direttamente corte). Si può impugnare

nuovamente l’atto per motivi diversi.

Rinvio pregiudiziale art.267 TFUE.

Assicurare l’interpretazione e applicazione uniforme del diritto UE, collaborazione con i giudici

nazionali = esaltazione del principio di cooperazione mantenendo una distinzione dei ruoli.

Due funzioni.

1. Di interpretazione = interpretazione conforme dei giudici nazionali e applicazione

corretta. Riguarda qualsiasi manifestazione del diritto UE.

2. Di validità = funzione di rispetto del diritto di legalità, riguarda solo il diritto derivato. Si

differenzia dall’azione di annullamento perché si ha nel momento in cui l’atto è

applicato e non è necessario per le persone fisiche dimostrare che si tratti di un atto

individuale perché può riguardare anche atti collettivi.

Devono essere impugnati tempestivamente.

Il giudice nazionale può far ricorso alla corte di giustizia ed è obbligato a farlo quando si ha una

questione di validità o interpretazione di un giudice di ultima istanza.

Organo giurisdizionale nazionale nozione comunitaria frutto della giurisprudenza della corte

di giustizia. Si ritiene che tale l’organo a cui si riferisce l’art.267 sulla base di diversi criteri:

giurisdizione obbligatoria, compito di applicare il diritto, organo permanente, costituito con

legge, indipendente da altri organi, deve rispettare il principio del contradditorio, pronuncia

carattere giurisprudenziale vincolante per le parti.

Non sono considerati organi giurisdizionali: il pubblico ministero italiano, il consiglio dell'ordine

degli avvocati di Parigi, l'autorità della concorrenza greca. Il pubblico ministero infatti manca

della terzietà; il consiglio dell'ordine degli avvocati della norma dell'indipendenza da altri

organi. Gli arbitri sono esclusi in via generale. La corte costituzionale italiana era ammessa solo

se investita in via principale. Oggi è un organo giurisdizionale nazionale anche quando sia

chiamata in via incidentale.

Effetti delle sentenze.

Carattere dichiarativo: dichiarano il significato da attribuire ad una norma, che

 preesiste alla sentenza.

Sono vincolanti per il giudice a quo.

 Vincolano anche i giudici futuri che si trovano a dover applicare la medesima norma.

 Non sono vincolanti per la stessa corte di giustizia: non è tenuta a seguire i propri

 precedenti.

Effetti temporali (contemperamento del principio di affidamento e principio di

 certezza del diritto).

I giudici nazionali possono sempre riproporre un quesito pregiudiziale che era stato già posto in

passato se ritengono che la corte di giustizia potrebbe fornire una soluzione diversa rispetto a

20/30 anni fa: o si adegua all'interpretazione della corte di giustizia del passato, o può disporre

un nuovo rinvio pregiudiziale se ritiene che la corte di giustizia cambierà soluzione.

Un aspetto che non risulta dall'articolo 267 TFUE riguarda la ricevibilità delle questioni

pregiudiziali: ripartizioni delle competenze tra i giudici nazionali e la corte di giustizia dell'UE.

C'è la possibilità della corte di giustizia dell'UE di rifiutarsi di decidere al ricorrere di

determinate circostanze. La corte in linea generale non può sottrarsi al suo dovere di

pronunciare una sentenza richiestale, ma ci sono delle eccezioni.

DIRITTI MATERIALI UE.

Mercato interno art.26 e 27.

Da sempre il primo obbiettivo della comunità europea è stata la creazione di un mercato unico,

un mercato che comprendesse tutti i mercati dei paesi membri fino a formare un unico mercato

= fusione di più mercati.

Con il tempo gli obbiettivi dell’UE sono aumentati ma il mercato unico è rimasto uno dei

principali.

L’espressione mercato interno si contrappone a quelli esterni indicando un fronte unico che si

rapporta con altri mercati frammentati.

Il concetto di mercato unico si ricollega ha l’obbiettivo dell’UE di rimuovere ogni ostacolo che

impedisca la libera circolazione tra i paesi membri dei fattori produttivi e dei risultati della

produzione = merci, capitali, lavoratori e servizi.

Con il termine ostacoli si considera tutto ciò che rende difficoltoso il superamento delle barriere

nazionali e che impediscono il passaggio di lavorati, merci, capitali e servizi + ostacoli virtuali

quali regole che impediscono la circolazione.

Le norme sulla libera circolazione hanno effetto diretto anche se non contenute in trattati, sono

formulate in modo tale da avere immediata applicazione: prevista disapplicazione di norme

contrarie.

Non si tratta di una libertà assoluta perché può essere oggetto di eccezioni e limitazioni che

però vanno sempre interpretate in modo restrittivo mentre le disposizioni riguardo la libera

circolazione di merci e mercato interno vanno sempre interpretate in modo estensivo.

Libera circolazione delle merci artt. 28 a 37 TFUE.

Due blocchi di norme sulla circolazione delle merci.

1. Circolazione delle merci in UE = artt.34 a 37.

2. Circolazione delle merci fuori dall’UE = artt.30 a 32.

Fronte esterno.

Unione doganale dell’UE è competenze esclusiva della stessa quindi tutti gli stati membri

adottano la stessa politica doganale nei confronti di importazioni ed esportazioni verso

l’esterno = tariffa doganale comune, non è libera l’UE anche se detiene un ampio margine di

scelta perché esistono accordi globali che impongono tetti massimi.

Stati perdono tutte le loro competenze in materia di dazi.

Una volta entrata nell’UE la merce inizia a circolare liberamente.

Codice doganale comunitario = elenco aggiornato regolarmente che contiene l’insieme di

norme che si applicano alle merci.

Politica dei dazi può decidere se incentivare o no l’importazione e l’esportazione.

Fronte interno.

Art.30 vieta l’imposizione di dazi e di tasse ad effetto equivalente (onere pecuniario che

colpisce le merci in ragione del fatto che passa una frontiera) = concetto di dazi abolito.

Elementi norme circolazione interna di merci = tariffa doganale verso l’esterno comune, divieto

di imposizione di dazi o tasse ad effetto equivalente e divieto di restrizioni quantitative e

misure ad effetto equivalente.

Merce nozione fornita dalla corte di giustizia, tutti i prodotti pecuniariamente valutabili e tali

da costituire oggetto di negozi commerciali.

Divieto di restrizioni quantitative non importate o esportate più di un tot di merci.

Misure ad effetto equivalente alle restrizioni quantitative misure che rendono impossibile

l’importazione o esportazione di merci tra paesi membri. Previste dall’art.36 per motivi di

moralità pubblica, ordine pubblico, pubblica sicurezza e tutela della vita e del patrimonio

artistico = lo fa l’Italia nel caso rimorchi (sicurezza stradale).

Tasse ad effetto equivalente vietate tra i paesi membri ma possono essere applicate se

l’effetto è quello di avere come ambito di applicazione le merci che circolano = ispezione,

sanitarie…

Art.110 vieta agli stati di prevedere imposizioni discriminatorie (politiche fiscali ma riguarda

anche la libera circolazione di merci) = discriminazione di una merce nel momento in cui viene

messa sul mercato.

Si tratta di un’imposizione fiscale interna (tassa che colpisce in modo pesante il prodotto

straniero al momento dell’acquisto).

Concetto mutuo riconoscimento ogni paese ha le sue regole interne riguardo alla produzione

dei prodotti ma in linea di principio ciascuno stato deve riconoscere la legittimità di quello che

viene fatto in altri paesi in conformità con le leggi locali. È limitato quando ci sono esigenze

imperative anche diverse da quelle dell’art.36 (giurisprudenza della Corte) quando ci sono

esigenze imperative legittime di uno stato che devono essere proporzionate all’azione dello

stato = quello che cerca di fare la Germania nel caso Cassis.

Armonizzazione processo di armonizzazione sul piano europeo delle norme tecniche,

adottate direttive che fissano standard produttivi con la sussistenza comunque di minime

differenze.

Libera circolazione delle persone.

Categoria che comprende lavoratori, persone e cittadini.

Libertà di circolazione libertà di spostarsi da un paese membro all’altro.

Libertà di soggiorno permanere all’interno di un paese membro in cui non si ha la

cittadinanza.

Circolazione dei lavoratori.

TFUE titolo quarto = libertà di circolazione di persone, capitali e servizi. Capo primo: lavoratori

artt.45 a 48.

Art.45 libera circolazione dei lavoratori nell’UE assicurata.

Definizione di lavoratore dato dalla corte = colui che compie in un certo tempo a favore di

un’altra persona e sotto la direzione di questa prestazioni in corrispettivo delle quali spetta la

retribuzione; durata del lavoro non è rilvante.

Non sono ammesse discriminazioni in base alla nazionalità, un lavoratore del paese membri di

B deve essere trattato nello stesso modo di quello del paese membro A.

Caso Groumer = discriminazione giustificata da altri fattori.

Diritto alla circolazione delle persone che cercano lavoro + diritto di rimanere in uno stato

quando si perde il lavoro per cercarne un altro.

Diritto di rispondere ad offerte di lavoro effettive.

Limiti alla libera circolazione dei lavoratori art.45 paragrafo 3 = ordine pubblico, pubblica

sicurezza e sanità pubblica.

Familiari esteso il diritto di libera circolazione alla moglie e figli, nasce per la creazione del

mercato comune e la famiglia poteva essere un impedimento.

Se sono cittadini UE non ci sono problemi perché la libertà di circolazione è estesa a tutti; se

non sono cittadini UE rilevano indirettamente il diritto di circolare per il fatto di essere familiari

di un lavortaore.

Cittadinanza UE.

1986 libera circolazione estesa a tutti purchè abbiano risorse economiche sufficienti e

assicurazione sanitaria = libera circolazione limitata.

Trattato di Maastricht di cittadinanza europea = libera circolazione dei cittadini.

concetto

Art.20 TFUE cittadinanza UE connessa a quella degli stati membri.

Che cosa comporta?

Principio di non discriminazione a meno che non vi siano motivi = caso Groner.

 Diritto di circolare e soggiornare liberamente.

 Diritto di esercitare dove si circola e soggiorna.

 Elettorato attivo e passivo dove si ha la residenza.

 Protezione diplomatica.

 Diritto di petizione al parlamento europeo e di rivolgersi agli organi consultivi UE.

Art.21 TFUE diritto di libera circolazione limitato da ordine pubblico, pubblica sicurezza e

sanità pubblica.

Soggiorno.

1. Breve durata = cittadinanza UE, massimo 3 mesi. Documento necessario per

riconoscimento e sicurezza.

2. Superiore a tre mesi = reddito minimo essenziale (discriminazione economica per

evitare il dumping sociale) + assicurazione sanitaria. Rilasciata carta di soggiorno,

sempre rilasciata a chi ha i requisiti e se si perdono si ha un termine entro cui bisogna

recuperarli.

3. Permanente = superiore ai 5 anni, residenza di almeno 5 anni. Cittadino equiparato a

quelli dello stato in cui si trova, perde questa condizione se va via per più di 2 anni

consecutivi, motivi di sicurezza, sanità e ordine pubblico.

Ricongiungimento familiare la famiglia era un limite alla libera circolazione,

ricongiungimento con coniuge o partner (se stato riconosciuto nel paese ospitante) ascendenti

e discendenti a carico.

Cittadini UE basta presentarsi alle autorità e dichiarare la presenza.

Non cittadini necessario carta di soggiorno familiare di un cittadino UE dimostrando di

esercitare ricongiungimento familiare.

Diritto alla tutela del nome principio di non discriminazione, corte sanziona le normative

nazionali che non riconoscono il nome ostacolando il diritto alla libera circolazione.

Ok non riconoscimento per motivi oggettivi.

Controlli alle frontiere.

Accordo tra gli stati membri che si trova in un regolamento del 2006 = codice delle frontiere

sostituito ora dal regolamento 399 del 2016.

Attraverso delle frontiere libero, senza controlli = completamento del diritto alla libera

circolazione spazio Schengen.

L’abolizione dei controlli vale sia per i cittadini UE che non meccanismi di coordinamento tra

gli stati, chi entra da una frontiera esterna a Schengen controllato e inserito in un sistema di

dati a disposizioni di tutte le autorità dell’accordo = sicurezza.

Diritto di asilo.

Regolamento n.604 del 2013.

Domanda di protezione internazionale.

Minorenni = domanda esaminata da autorità del paese in cui si trova un parente se è

 nel suo interesse.

Regola generale = domanda esaminata dalle autorità del paese in cui si entra.

Regolamento 64/2013: comportamento da tenere riguardo la domanda di protezione

internazionale di un cittadino di un paese terzo o di un apolide → individua in senso gerarchico

che il primo criterio prevale sugli altri, il secondo sui successivi e così via.. i criteri in parte

fanno riferimento a situazioni in cui la necessità di protezione è particolarmente sentita, es: art

8 → tutela dei minori che attraversano la frontiera senza i genitori, lo stato competente è quello

in cui c'è un fratello o un familiare del minore → indica un criterio che fa leva sulla preesistente

presenza di un familiare del minore nel territorio UE (questo criterio è il primo che prevale su

tutti gli altri). In presenza di persone di maggiore età vale la regola generale tale per cui le

autorità competenti sono quelle del paese in cui la persona arriva prima, anche se quella

persona non vorrebbe stare in quel paese. E' in corso un tentativo di modifica di questi criteri,

per renderli più flessibili. Art 12: criterio per cui il paese competente a esaminare la domanda

di protezione è quello che ha fornito il visto.

Libertà di stabilimento.

Mercato comune era stato concepito come una realtà basata su 4 libertà fondamentali libera

circolazioni merci, libera circolazione delle persone, libera circolazione dei capitali e libera

prestazione dei servizi.

Art.49.2 TFUE libertà di stabilimento comporta l’accesso e l’esercizio alle attività autonome,

gestione di imprese e società = il capo di applicazione materiale riguarda le attività autonome.

Le norme di libertà di stabilimento si applicano anche alle attività di carattere imprenditoriale.

Confronto tra le norme sulla libera circolazione dei lavoratori e sulla libertà di stabilimento 

principio di non discriminazione, rapporto di subordinazione dei lavoratori per la libera

circolazione dei lavoratori, principio di autonomia per la libertà di stabilimento ed in generale i

destinatari sono le persone fisiche.

Art.49.1 TFUE della libertà sono vietate e ne beneficiano i cittadini di uno stato

restrizioni

membro nel territorio di un altro stato membro. Il divieto di restrizioni si estende anche

all’apertura di filiali, agenzia da parte dei cittadini di un altro stato membro.

Due modalità di svolgimento del diritto di svolgimento.

1. Diritto di stabilimento a titolo principale professionista che si stabilisce trasferendosi

in un paese membro oppure cittadino che ha appena acquisito un titolo professionale

decide di avviare la propria attività in un altro paese.

2. Diritto di stabilimento a titolo derivato professionista non si trasferisce in un altro

paese membro per svolgere le sue attività autonome ma apre nell’altro paese

un’agenzia = sede distaccata e secondaria dalla sede principale.

Art.51 TFUE escluse le norme di stabilimento le attività che in tale stato partecipano, seppur

occasionalmente, all’esercizio dei poteri pubblici.

Giurisprudenza della Corte vuole comunque dare un’interpretazione restrittiva dicendo che non

si può impedire l’accesso di un cittadino di un paese diverso solo perché nelle sue funzioni ce

ne sono alcune pubbliche ma si può impedire di esercitare proprio quelle.

Art.52 TFUE stati possono derogare il diritto di stabilimento per motivi di ordine pubblico,

stabilità e sanità pubblica = limiti proporzionati con l’obbiettivo.

Possono prevedere anche regimi particolari e limitare il diritto di stabilimento per i cittadini per

motivi di sanità, sicurezza e ordine pubblico.

Le società sono oggetto del diritto di stabilimento e anche soggetto = società costituite

conformemente alla legislazione di uno stato membro, sono equiparate alle persone fisiche.

Per società si intendono le società di diritto civile e commerciale comprese quelle cooperative e

altre persone giuridiche contemplate dal diritto pubblico e privato, no quelle a non scopo di


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (GENOVA, IMPERIA)
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martiitina di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Schiano Di pepe Lorenzo.

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