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Dirizzini 1

Cap. 2 RADIOTELEVISIONE (by Stefano)

Linea di sviluppo comune del sistema radiotelevisivo europeo

Tre fasi distinte

Monopolio pubblico ordine tecnico

ordine politico conquista consenso

(40-50) nelle Costituzioni

assenza di una disciplina del mezzo

radiotelevisivo.

dibattito

caratteristiche tecniche del mezzo

(utilizzo frequenze via etere, non illimitate),

impatto sociale

riforma del regime pubblicistico informazione formazione culturale e politica

Elementi (60-70) Si assiste così all’introduzione di una serie di

comuni correttivi e di adattamenti che si muovono

nell'esperienza essenzialmente su tre piani diversi:

dei paesi

europei in

materia >rapporto

Riequilibrio Programmi

d’informazione autonome

parlamento d’accesso

radiotelevisiva locali

governo

legislazione «terza generazione»

innovazioni tecnologiche

(reti via cavo, satelliti)

superamento della “limitatezza oggettiva”

pressione imprenditoriale e pubblicitario per

introduzione di un sistema misto liberalizzazione e privatizzazione

(80-90) esigenze di equilibrio generale del sistema

dell'informazione nascita

«misto» pubblico-privato

pubblico posizione di preminenza

legislativamente sancita,

equilibri precari

1910 Riserva di stato

Legge 315 impianti telegrafici ecc.

1924 URI

R.D. 2191 Concessione esclusiva

1929 EIAR

R.d. n. 1350 Proprietà SIP diventa

1936 Codice postale

Legge n. 645 riserva statale per tutte le comunicazioni

Monopolio

statale Su base del codice postale fa perno sulla

Riserva di stato

Modello di concessione

♦ Ministero delle poste

1947 ♦ Vigilanza sugli impianti

Legge 428 ♦ Approvazione statuto della concessionaria

♦ Controllo contabile sulla concessionaria

♦ Nomina del presidente e amministratore

+ i commissione di vigilanza (obbiettività)

Concessione. RAI

1952 Normativa invariata

D.P.R. n. 180 Ereditata dal fascismo limiti art. 21

Dirizzini 2

Cap. 2 RADIOTELEVISIONE (by Stefano)

La corte assumerà un ruolo decisivo nella ridefinizione del modello pubblicistico

televisivo

Sentenza n. 59 del 1960

Rigetto

sui dubbi di costituzionalità dell’art. 1 del cod. postale

“riserva dello stato” Pluralismo interno

Monopolio pubblico

Rischio consentito

monopolio/oligopolio

Risorse accesso diverse

art. 21

privato

“oggettivamente correnti

(libertà pensiero al

pluralismo informativo

limitata” +

pubblico)

garantito dallo stato ridimensionamento

art. 43 governo

(riserva di stato)

Sentenza n. 225 del 1974

Illegittimità riserva di stato per la ritrasmissione programmi esteri

Autorizzazione ingresso privati con regime autorizzatorio

Esclusi problemi al pluralismo informativo con formazione di monopoli (programmi esteri)

Sentenza n. 226 del 1974

Illegittimità riserva di stato settore via cavo

Autorizzazione ingresso privati con regime autorizzatorio

Esclusi problemi al pluralismo informativo con formazione di monopoli (utilizzo limitato)

I sette comandamenti della corte

Ruolo Direttive e principi della corte per la legislazione futura

della

corte ♦ Vertice della concessionaria non influenzato dall’esecutivo

costituzionale ♦ Imparzialità e completezza dell’informazione

♦ Coinvolgimento del parlamento per le direttive generali, controllo e applicazione

♦ Tutela autonomia professionale

♦ Limiti quantitativi alla pubblicità (sviluppo altri mezzi informazione - stampa)

♦ Disciplina del diritto di accesso al sistema televisivo

♦ Diritto di rettifica Legge di riforma n. 103 del 1975

Legittimità del Disciplina

Diritto di

monopolio Commissione meccanismi di

Regioni accesso e di

(tranne cavo e bicamerale finanziamento

rettifica

trasm. Straniere) Indirizzo

generale e Canone +

Attribuzione Programmi

vigilanza pubblicità 5%

In base art. 43 nuovo ruolo alle d’accesso di indice

(riserva statale) Presidente=resp. regioni nomina 4 gruppi sociali

regime Indirizzi generali affollamento

membri del

Dir. Generale =

autorizzatorio E soglia massima

consiglio di Diritto alla

cavo + ripetitori degli introiti

attuazione dei amministrazione Rettifica per

programmi esteri deliberati del determinati dalla

RAI notizie errate

consiglio di commissione

amministrazione

Dirizzini 3

Cap. 2 RADIOTELEVISIONE (by Stefano)

Sentenza n. 202 del 1976

(sentenza motivata da fattori tecnici -fine del concetto “risorsa limitata”)

( disponibilità di frequenze al livello locale)

Illegittimità parziale della riserva statale art. 1 della 103/75

Autorizzazione ingresso privati trasmissioni locali

Soddisfatte esigenze di pluralismo informativo (trasmissione locale )

Apertura ai privati

Illegittimità parziale dell’attività radiotelevisiva Previsione di un regime

della riserva statale art. 1 autorizzatorio per i privati

via etere

della 103/75 in ambito locale

Nel perdurare della

latitanza del legislatore,

il settore privato, si avvia verso la concentrazione

(una grande emittente ed altre con funzione di terminali per la diffusione dei programmi).

interconnessione funzionale,

con messa in onda in contemporanea di programmi preregistrati,

superando l'ambito locale cui la Corte aveva ancorato il

«diritto» dei privati all'esercizio dell'attività radiotelevisiva

Questo alimenta la spinta alla

polarizzazione della risorsa pubblicitaria

attorno alle iniziative private di maggiore consistenza

Sentenza n. 148 del 1981

Ruolo La maggiore disponibilità tecnica non è sufficiente a garantire il pluralismo

della Occorre una disciplina di mercato per eliminare rischio di oligopolio privato

corte (rispetto alla precedente sentenza aggiunta elemento-mercato oltre quello tecnico)

costituzionale Giudizio di legittimità costituzionale

Conferma

servizio

Legittimità Denuncia il Pericolo Attentato

monopolio pubblico vuoto di fenomeni pluralismo

come attività di

statale normativo concentrazionistici informativo

interesse

nazionale generale

Direttive della corte per la prefigurazione di una nuova legge

♦ Regolamentazione della remittenza privata

♦ Regole che garantiscano il mercato dal rischio di concentrazioni

♦ Regole che garantiscano una distribuzione razionale delle risorse

Questo nuovo intervento della Corte determina un

completo mutamento di prospettiva per il legislatore:

se fino allora il legislatore si era mosso nell'ottica di una

«concorrenza» pubblico-privato

(al polo pubblico = servizio radiotelevisivo di livello nazionale polo privato = solo livello locale)

in seguito il

nuovo sistema «misto»

comincia a delinearsi come

sistema a concorrenza generalizzata.

Inizia da questo momento una sorta di gara più o meno sotterranea,

indiretta e impari tra il legislatore da una parte e le maggiori emittenti private dall’altra.

Dirizzini 4

Cap. 2 RADIOTELEVISIONE (by Stefano)

Legge di riforma n. 10 del 1985

Disciplina ponte

Nasce dal d.l. n. 807 del 1984 (decreto salva Berlusconi) convertito in legge 10/85

Doveva restare in vigore non più di sei mesi (verrà sostituita nell’agosto del 1990

Non

introduce Estende ai

Autorizza la

Conferma

Conferma antitrust e privati gli

trasmissione

riserva di

attività di

Fine trasparenza

monopolio obblighi della

dei privati al

stato

preminente delle società concessiona-

livello

servizio

interesse

statale Non ria pubblica

nazionale

pubblico

generale disciplina la

pubblicità

Come

contropartita a questa legittimazione «transitoria»

si estendono alle

emittenti private alcuni obblighi, analoghi a quelli gravanti sull'emittente pubblica.

Questa legge è la

testimonianza

evidente di un

ormai acquisito mutamento di prospettiva,

ma anche delle

difficoltà che il legislatore si trova ad affrontare nella

definizione di un nuovo quadro normativo di riferimento.

Sentenza n. 826 del 1988

Ruolo L'incapacità del legislatore di superare in tempi ragionevoli le difficoltà

della sono alla base questo nuovo importante intervento della Corte che

corte contribuisce ad accelerare il dibattito parlamentare

costituzionale Assoluzione incondizionata

Giudica incostituzionale La assolve per il Riassume le

la legge n. 10 carattere transitorio linee guida per il legislatore

La sentenza inoltre cerca di dettare delle linee giuda

ed un quadro di riferimento per il legislatore

Principio del pluralismo Pluralismo esterno

Pluralismo interno

Pluralismo come valore Presenza di un

espressione di un

centrale Possibilità di scelta tra maggior numero

maggior numero

di ogni ordinamento varie fonti informative possibile di fonti

possibile di opinioni

democratico Moniti della corte

Regole contro la

Tutela dell’utente in

Distribuzione concentrazione con Autonomia delle

relazione alla

equilibrata delle imprese editoriali e emittenti locali

pubblicità trasmessa

risorse pubblicitarie

Direttiva CEE n. 552 del 1989

disposizioni relative alla pubblicità commerciale

con riflessi immediati sugli equilibri dell'informazione

con conseguenze di grande rilievo soprattutto in Italia dove

l’azione del legislatore era stata meno attenta

Modalità di

trasmissione Indice di Sponsorizzazioni

Contenuto affollamento

(riconoscibilità del

messaggio )

Dirizzini 5

Cap. 2 RADIOTELEVISIONE (by Stefano)

Legge n. 223 del 1990

Disciplina del sistema televisivo misto (legge Mammì)

La nuova disciplina avrebbe dovuto risolvere le complesse questioni legate al

difficile contemperamento tra

Art. 21 libertà di informare e art. 41 libertà di iniziativa economica,

con la necessaria garanzia del pluralismo delle fonti

L’impianto di legge si sviluppa su 5 assi portanti

(art. 1).

Attività di L'attività diretta alla diffusione di programmi radiofonici e

preminente televisivi è attività di

interesse «preminente interesse generale»,

generale e

«i principi fondamentali del sistema radiotelevisivo, si

Concorso dei realizzano con il

soggetti pubblici concorso di soggetti pubblici e privati»

e privati

1. Principi la legge contiene un elemento di forte ambiguità

comuni Principi l'impostazione dell’art. 1 sembrerebbe far prevedere limiti

fondamentali comuni all'uno e all'altro settore in realtà

l’art. 2

Regolazione sembrerebbe poter giustificare un

pubblicità regime di limiti differenziato,

radiotelevisiva nel quale il

rispetto dei principi comuni venga in realtà affidato

prevalentemente, alla concessionaria pubblica

Concessione del

sevizio pubblico Questa

delle bande di frequenza utilizzabili tra i

Legge pianificazione

diversi servizi di telecomunicazione

Mammì Piano ripartizione non e solo

frequenze tecnica ma

(approvato ministro delle Comunicazioni incide

su parere dell'Autorità per le garanzie) profondamente

sul numero

assegnazione delle bande di frequenza complessivo

tra i vari bacini di utenza, nei quali viene

Piano delle emittenti

diviso il territorio nazionale

assegnazione tasso di

frequenze «pluralismo

(approvato dall’Autorità per le Garanzie) esterno»

Concessioni Ministero delle poste

Organi per il

rilascio e revoca Revoche a cura del Garante?

concessioni

2. Regime

concessorio L'art. 16 si occupa dei criteri per il

rilascio delle concessioni.

Essi poggiano essenzialmente sulla

Criteri in base ai ♦ potenzialità economica delle diverse iniziative

quali il potere ♦

viene esercitato sulla natura dei progetti tecnici presentati

♦ sulla qualità della programmazione prevista

♦ qualità e della quantità della programmazione

prodotta

Concessioni Nazionali a Società o coperative

Requisiti dei locali anche persone fisiche attinenti al settore

richiedenti Concessionaria pubblica: messaggi utilità sociale

rispettare tetto pubblicitario

Contenuto della Privati : canone concessione+ min. ore trasmissione +

concessione parte dei programmi destinati all’informazione

(obblighi diversi)

Dirizzini 6

Cap. 2 RADIOTELEVISIONE (by Stefano)

numero massimo di concessioni

rilasciabili ad uno stesso soggetto

Livello nazionale

♦ 25% delle reti

♦ Max 3 concessioni

Rapporti tra Livello Locale

emittenti ♦ 1 concessione per bacino utenza

♦ Max 3 concessioni per bacini diversi

3. Normativa Divieto di concessioni nazionale e locale

antitrust

(evitare emittenti e stampa, la legge, abbandona la c.d.

concentrazione «opzione zero»

assicurare

pluralismo) ♦ Divieto di concessione chi opera nella stampa >16%

Rapporti tra ♦

emittenti e 1 concessione stampa quotidiana > 8%

stampa ♦ 2 concessioni stampa quotidiana < 8%

Soglia massima 20% complessivo dell’informazione

Rapporti tra Le concessionarie titolari di concessioni televisive non

emittenti e possono raccogliere pubblicità oltre tre reti televisive

concessionarie di

pubblicità

Contenuto dei indicazioni su questo terreno gli erano venute, sia dalla

messaggi Corte costituzionale che dalla normativa comunitaria.

Modalità di il contenuto della legge risulta

trasmissione solo in parte fedele alle indicazioni

Indici di solo nelle parti dei contenuti e indici di affollamento

affollamento

Rapporto tra non per le modalità di

emittenti e trasmissione dei messaggi pubblicitari

concessionarie di

4. Pubblicità (i messaggi pubblicitari vanno trasmessi «tra» e non

radio- pubblicità «all'interno» delle trasmissioni).

televisiva Ma le discrasie tra normativa nazionale e normativa

comunitaria risultano ancora più marcate con riferimento

alla disciplina delle sponsorizzazioni.

Tale omissione rende quasi indecifrabile la linea di

Sponsorizzazioni demarcazione tra questo tipo di pubblicità e quella

ordinaria facendo così venir meno ogni giustificazione ad

un suo trattamento differenziato. Si tratta ovviamente di

una discrasia così grande che, come vedremo, di lì a poco il

legislatore dovrà tornare sul punto per eliminarla

meccanismi di controllo e sanzionatori che fanno capo al

Garante per la radiodiffusione e l'editoria e al

ministro delle Poste e telecomunicazioni.

I poteri di controllo consistono :

♦ nella tenuta del registro nazionale delle imprese radiotelevisive, cui sono

tenute ad iscriversi obbligatoriamente anche le imprese concessionarie di

pubblicità e le imprese produttrici di programmi;

5. Meccanismi ♦ nell’esame dei bilanci societari e della relativa documentazione;

per la ♦ nello svolgimento dell’attività istruttoria ed ispettiva tesa ad assicurare il

corretta rispetto dei limiti e degli obblighi previsti dalla legge;

applicazione ♦ nella vigilanza sulla rilevazione e pubblicazione degli indici di ascolto.

della legge il Garante, ove accerti violazioni può irrogare sanzioni disporre la sospensione

della concessione,Nelle ipotesi più gravi, può chiedere al ministro la

revoca stessa della concessione

Per effetto della legge n. 249 del 1997 le competenze spettanti al

Garante sono state trasferite

all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni

Dirizzini 7

Cap. 2 RADIOTELEVISIONE (by Stefano)

d.lgs n. 73 del 1991

Disciplina dell’attività televisiva via cavo

La nuova disciplina sostituisce la legge n. 103 del 1975

La legge distingue

attività di installazione e di gestione di attività diretta a

reti ed impianti di distribuire programmi

diffusione sonora e televisiva via cavo attraverso detti impianti

(monocanale e pluricanale);

Questa attività viene Questa attività, non è i coperta da

riservata allo Stato alcuna riserva statale

ma se ne prevede un e può essere svolto da chiunque

esercizio o diretto o indiretto purché in possesso di un'autorizzazione

attraverso soggetti privati,

con un'apposita concessione

disposizioni della legge n. 223 relative al limiti e agli obblighi a carico dei titolari di

concessioni radiotelevisive via etere, ivi compresi i limiti antitrust

Sentenza n. 420 del 1994

Incostituzionalità parziale della normativa antitrust della Legge 223 del 1990

La fissazione a tre del numero massimo di concessioni radiotelevisive di livello nazionale

fotografava una situazione

valutata negativamente

già dalla Corte costituzionale con sentenza n. 826 del 1988,

Legge n. 249 del 1997

Modifica antitrust tra emittenti ( Legge Maccanico)

Questa legge disciplina l’attività televisiva diretta via satellite

Norme antitrust

Piattaforma digitale

Livello nazionale

Legge

Maccanico I soggetti che superano la

soglia possono Soglia massima del

transitoriamente proseguire 30% di risorse nel settore

l’esercizio a condizione che le

Soglia massima del trasmissioni siano diffuse

20% delle reti televisive delle trasmissioni

televisive via etere terrestre e

contemporaneamente su

trasmessi su frequenze terrestri codificate

frequenze terrestri e via

satellite cavo e

successivamente solo via

satellite o via cavo

Legge n. 650 del 1996

Modifica indici affollamento pubblicità televisiva

emittenti radiofoniche

private:

♦ 18% di ogni ora a livello

nazionale

emittenti televisive private:

concessionaria pubblica: ♦ 20% di ogni ora, ambito

locale;

♦ 15% dell'orario giornaliero

♦ 4% dell'orario settimanale ♦ 18% di ogni ora di

♦ ♦

12% di ogni ora di 5% per le emittenti

trasmissione,

programmazione nazionali

tali limiti tali vengano elevati se

trasmesse anche pubblicità

come le offerte dirette al

pubblico le c.d. televendite.

Dirizzini 8

Cap. 2 RADIOTELEVISIONE (by Stefano)

Legge n.122 del 1998

Adeguamento delle politiche comunitarie in materia di pubblicità divieto di

pubblicità deve interruzioni

intervallo minimo

carattere regole particolari

essere inserita pubblicitarie per

di venti minuti tra

eccezionale degli per l'inserimento

«tra» la trasmissione di

un'interruzione

spot pubblicitari e di messaggi

i programmi e pubblicitaria e

di televendita funzioni religiose,

pubblicitari

non «nel corso» nonché per i

l'altra

isolati degli stessi notiziari

Legge n.28 del 2000

Disciplina della comunicazione politica

regola le condizioni di accesso ai mezzi di informazione da parte di partiti nel corso delle

campagne elettorali, ed più in generale la comunicazione politica

Distinzione tra messaggio autogestito

comunicazione politica forme di comunicazione per illustrare una

confronto in forma dialettica varie opinioni singola opinione politica

Dirizzini 1

Cap. 3 TELECOMUNICAZIONI (by Stefano)

passaggio del quadro normativo da

"diritto dei media"

a

"diritto della convergenza"

.:

Le principali innovazioni che conducono ad un fenomeno di

“multimedialità” è "convergenza tecnologica"

sono:

applicazione dell'informatica alle telecomunicazioni

♦ Telematica

♦ Cavo in fibra ottica e capacità e velocità trasmissiva molto più elevata

satellite trasmissione simultanea di segnali

Verso la ♦ Sistema numerico digitale

convergenza di vario genere con tecnica di compressione

tecnologica ♦ Tecniche di codifica dei ricezione con particolare strumenti (decodificazione)

segnali La prima forma di convergenza tecnologica

nel settore delle reti fisse

" rete ISDN"

nelle reti mobili

“TACS” “GSM” UMTS”

nel settore radiotelevisivo

“televisione interattiva“ (video on demand)

La costituzione della cosiddetta

"piattaforma digitale"

rappresenta il centro dello sviluppo del settore

per

“servizi di telecomunicazioni”

Riflessi si intende

dell'innovazione "trasmissione di segnali

tecnologica sulla su reti di telecomunicazione

disciplina compresi servizi interattivi

giuridica delle anche relativi a prodotti audiovisivi,

telecomunicazioni esclusi

la diffusione dei programmi radiofonici e televisivi"

(adottata in sede comunitaria e recepita dall'ordinamento nazionale con d.p.r n. 318 del1997)

L’innovazione tecnologica è data da

"tramonto dei monopoli pubblici"

e dall’avvio del

"mercato di libera concorrenza"

Gli elementi decisivi a spingere in questa direzione sono stati:

Normativa innovazione tecnica

comunitaria in e

materia di fondamentali decisioni prese in sede comunitaria

liberalizzazione

delle legislazioni Il punto di partenza di questa evoluzione è la

nazionali "situazione di monopolio"

la riserva dello Stato comprende:

realizzazione e gestione delle reti di

♦ Infrastrutture telecomunicazione

♦ l’erogazione dei servizi

Servizi fornitura dei terminali per la fruizione dei

♦ Fornitura di apparecchi servizi prestati dal monopolio

Dirizzini 2

Cap. 3 TELECOMUNICAZIONI (by Stefano)

la riserva statale fa perno su i seguenti concetti :

♦ Pubblica utilità degli impianti

♦ Obbligatorietà del servizio

♦ Uniformità tariffaria

♦ Concessione esclusiva a società di proprietà pubblica

I servizi di telecomunicazione sono gestiti

"dall'azienda di Stato"

per i servizi telefonici

(nata nel 1925)

insieme ad una serie di concessionarie

(SIP impianti di telecomunicazione)

(Italcable impianti internazionali)

(Telespazio collegamenti satellitari)

facenti capo alla

STET

(società holding a controllo statale)

Questo quadro è stato completamente mutato

dalla sentenza della

corte di giustizia del 1985

nella quale si afferma il principio della

concorrenza applicabile

anche ai

soggetti pubblici titolari di diritti esclusivi

L'intervento comunitario si è realizzato attraverso una serie di direttive

recepite poi dai legislatori nazionali per

l'eliminazione di tutti i diritti speciali o esclusivi per la fornitura dei seguenti servizi:

Normativa

comunitaria in terminali

Direttiva 88/110

materia di

liberalizzazione servizi

Direttiva 90/388

delle legislazioni

nazionali si servizi di telecomunicazione via satellite

Direttiva 94/46 servizi radiotelevisivi trasmessi via cavo

Direttiva 96/2 servizi della telefonia fissa “ full competition”

Direttiva 96/19

Inoltre per armonizzare le legislazioni nazionali l'intervento comunitario fa riferimento

a due aspetti principali

♦ accesso al mercato

♦ obblighi a carico dell'operatore

Direttiva 90/387 fornitura di una "rete aperta" basata su principi di

obiettività trasparenza e parità di accesso

Direttiva 97/13 autorizzazioni generali e licenze individuali

Direttiva 97/66 tutela della riservatezza degli utenti

Direttiva 98/10 diritto degli utenti del servizio di telefonia

Direttiva 98/61 portabilità del numero

Il pubblico potere

rivestirà un nuovo ruolo da

"gestore dei servizi" a "regolatore dei servizi"

"salvaguardia degli interessi generali"

Dirizzini 3

Cap. 3 TELECOMUNICAZIONI (by Stefano)

legge n. 58 del 1992

con la quale si prevedeva la concentrazione in

un gestore unico di tutti i servizi della telecomunicazione

soppressa

"l'azienda di Stato per i servizi telefonici"

vengono affidate le

funzioni di controllo

all'ispettorato generale delle telecomunicazioni

e quelle di gestione

all’IRTEL

Attuazione della

normativa Viene costituita una nuova società

comunitaria Telecom Italia

all'ordinamento con funzione di gestore unico delle telecomunicazioni

italiano Il nuovo quadro che emerge è il seguente:

♦ Apertura a più operatori

♦ Principio di trasparenza gestionale e dell'obbligo di interconnessione

♦ Obbligo della fornitura del servizio universale

♦ Istituzione di "autorità di garanzia" e definizione di regole antitrust

l'articolo 4 della legge n. 249 del 1990

prevede la

“licenza” o "autorizzazioni"

rilasciate da

“l'autorità di garanzia" "autorizzazione"

“licenza” l'esercizio

l'installazione delle reti delle reti di telecomunicazione e la

via cavo fornitura dei servizi

o che utilizzano

frequenze terrestri

Apertura del l'articolo 2 della legge n. 249 del 1990

mercato sulla

base di

autorizzazioni sono definite

generali e "attività di interesse generale"

licenze

individuali ♦ L’installazione,

♦ l’esercizio e fornitura delle reti di telecomunicazione

♦ La prestazione dei servizi

Pertanto si applicano i seguenti principi

♦ Libera concorrenza e pluralità

♦ obiettività e trasparenza

♦ obbligo del servizio universale

♦ tutela della libertà degli utenti per la scelta dei servizi

♦ tutela dei diritti della riservatezza del trattamento dati

♦ tutela della salute pubblica e dell'ambiente

Dirizzini 4

Cap. 3 TELECOMUNICAZIONI (by Stefano)

obbligo di trasparenza e di interconnessione

I possessori delle infrastrutture e delle reti devono

consentire l'utilizzo

di esse da parte dei nuovi operatori

la legge 249 del 1990

fissa una serie di

Trasparenza regole per garantire quest'obbligo

gestionale e

obbligo di ♦ Promozione di un mercato competitivo delle reti e dei servizi

interconnessione ♦ Garanzia di interconnessione tra reti e servizi

♦ Garanzia di comunicazione fra i terminali degli utenti

♦ Proporzionalità di obblighi e diritti fra gli operatori e i fornitori

Art. 1 del d.p.r. n. 318

Per servizio universale si allude ad un

"insieme minimo definito di servizi”

Art. 5 del d.p.r. n. 318

Definisce cosa deve comprendere questo servizio

Obbligo di ♦ Telefonia vocale

fornitura del

servizio ♦ Fornitura dell'elenco abbonati

universale ♦ Servizio di informazione abbonati

♦ Fornitura di apparecchi telefonici pubblici

♦ Collegamenti a servizi inerenti gli interessi pubblici nazionali

(soccorso pubblico, difesa nazionale, giustizia, ecc.)

parallelamente allo sviluppo di

convergenza tecnologica

prende corpo

"il diritto della convergenza"

la legge n. 249 del 1997

può considerarsi una

legge "di sistema"

presenta un insieme di disposizioni generali, di principio

da applicare da parte della nuova "autorità di garanzia"

Istituzione di il quadro di riferimento è a

una autorità di “maglie larghe"

garanzia in grado di essere flessibile col mutare delle condizioni tecniche

gli aspetti principali disciplinanti dalla legge sono;

Liberalizzazione Ridefinizione del concetto di

Istituzione di una nuova

delle reti di "posizione dominante”

"autorità di garanzia"

telecomunicazioni


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Jacko

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecnologie della comunicazione (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Jacko di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico, dell’informazione e della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Teodoro Giovanni.

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