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Cap. 1 STAMPA (by Stefano)
Libertà di stampa
si afferma
con all’affermarsi dello di
Stato liberale
Con le rivoluzioni francese e americana
si definiscono modelli di tutela di questa libertà:
Modello francese,
rigorosamente positivista,
si fonda sulla Costituzione e sulla Legge del
Parlamento l
definizione del punto di
equilibrio tra ragioni della libertà
Modello americano, 1787 e ragioni dell’autorità.
stampo giusnaturalista, Un equilibrio che fonda su tre pilastri :
ispirato ad una concezione che vede la ♦ libertà in parola;
libertà di espressione ♦ divieto di censura
come ♦ Riserva di legge compito del legislatore
elemento preesistente di definire la nozione di “abuso”
alla costituzione nell’esercizio della libertà di stampa, cui
e quindi ancorare l’intervento, solo repressivo,
non limitabile a priori; deciso dal giudice (riserva di
giurisdizione).
I due modelli di
tutela che si Sarà proprio questo secondo modello quello al
affermano a fine quale si ispireranno le Costituzioni liberali
700 europee del secolo scorso.
L’art. 28 dello Statuto Albertino,
divenuto poi
Carta costituzionale
porta con sé gli elementi caratteristici del modello francese
«La stampa sarà libera, ma una legge ne reprime gli abusi»)
Contemporaneamente allo Statuto,
l’Editto sulla stampa del 1848
ha per oggetto
ogni forma di
pubblicazione a stampa, sia comune che periodica.
Obbligo stampa comune :
obbligo di una copia presso l’autorità giudiziaria,
Obblighi stampa periodica:
♦ obbligo di comunicare l’inizio delle pubblicazioni con l’indicazione della natura della
pubblicazione,
♦ il nome della tipografia,
♦ nome e dimora dello stampatore,
♦ nome del proprietario,
♦ obbligo di nomina di un gerente responsabile (l’attuale direttore responsabile).
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Cap. 1 STAMPA (by Stefano)
Quanto alla nozione molto ampia di
“abuso”
(arma nelle mani delle maggioranze di turno),
l’Editto sottrae all’ordinaria disciplina la configurazione delle ipotesi di reato a mezzo stampa per
affidarla ad una
disciplina speciale.
I reati potevano essere
lesivi di interessi privati
L’art. 28 (ingiuria, diffamazione, ecc.).
lesivi di interessi pubblici Per questi ultimi le pene previste sono inferiori
adesione a forme costituzionali diverse,
dello Statuto incitamento all’odio fra classi, ecc. agli stessi reati non commessi a mezzo
Albertino stampa.
e la sua
attuazione. L’Editto si mantenne sostanzialmente fedele allo spirito della norma statutaria ma non passerà
Dall’Editto sulla molto tempo che questo atteggiamento subirà una
stampa trasformazione più restrittiva.
all’avvento del
regime fascista Con il governo Pelloux si avranno fortissime restrizioni,
con il governo Giolitti,
abbiamo i primi segnali di una
attenuazione delle tendenze restrittive.
La svolta liberale subì una brusca battuta d’arresto con l’inizio delle ostilità belliche
(si ebbe una vera e propria censura dei prefetti) e con i moti sociali del primo dopoguerra.
Restrizioni che recavano i tratti distintivi di quello che di lì a poco sarebbe divenuto
l’asse portante della legislazione fascista in materia.
L’avvento del fascismo segnerà anche il passaggio progressivo della
disciplina della libertà di stampa
da essenzialmente
repressiva degli abusi a
prevalentemente preventiva.
Si procede sotto due profili fondamentali:
Il passaggio dal
gerente al
direttore con la successiva approvazione del
responsabile codice penale, nel 1930,
viene prevista la
quello dei
requisiti richiesti responsabilità al direttore
per lo svolgimento dei come responsabilità aggettiva per fatto altrui,
compiti affidati l’art. 57 stabiliva che il direttore era
dall’Editto
al gerente; «per ciò solo, chiamato a rispondere, insieme all’autore dello
scritto, del reato a mezzo stampa».
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Cap. 1 STAMPA (by Stefano)
L’istituzione dell’Ordine si realizzò nel 1928
risposta alle legittime aspirazioni espresse dalla classe giornalistica,
che avrebbe visto così accrescere il proprio prestigio professionale.
In realtà si trattava di un
meccanismo di filtraggio politico.
L’Albo si divideva in tre elenchi:
praticanti
professionisti pubblicisti
esercitavano in modo
esercitavano la professione in svolgevano attività
esclusivo la professione da
modo giornalistica in modo
L’istituzione meno di 18 mesi o fossero
esclusivo non esclusivo
dell’Ordine minori di 21 anni
da più di 18 mesi
e Oltre ai requisiti positivi (cittadinanza, diritti politici, ecc.), si richiedevano anche
dell’Albo dei requisiti negativi
giornalisti che fanno cogliere la vera ratio del provvedimento:
l’art. 6 precludeva l’iscrizione per coloro che avessero riportato una
condanna penale superiore ai 5 anni,
mentre chiunque avesse svolto una
«pubblica attività contraria agli interessi della Nazione»
ne veniva escluso senza appello.
La legge 2307 prevedeva, inoltre, anche che la
tenuta dell’Albo
avvenisse a cura dell’Ordine dei giornalisti
ma, quest’ultimo, non fu mai istituito
e le sue funzioni, di fatto,
furono esercitate dal sindacato fascista.
Il nuovo assetto della disciplina della libertà di stampa con
codice Rocco del 1930.
l’intero settore dei reati a mezzo stampa è ricondotto nell’ambito della
disciplina codicistica.
Quanto alle fattispecie criminose, la nuova disciplina si segnala sia per un loro notevole
arricchimento, sia per l’aggravamento delle pene relative.
La disciplina dei
reati a mezzo Tali fattispecie erano raggruppabili in due grandi categorie:
stampa nel
nuovo codice la seconda categoria è quella rappresentata
penale del 1930 la prima è rappresentata da quelle ipotesi dai reati nei quali l’elemento della pubblicità
nelle quali rappresenta una circostanza
l’elemento della pubblicità legato aggravante: è il caso del reato di
all’uso della stampa costituisce un istigazione dei militari a disubbidire
elemento essenziale del reato; alle leggi e del reato di diffamazione.
In questo quadro si inscrive la riforma della
legislazione di pubblica sicurezza.
I dati salienti sono due:
la trasformazione dell’istituto del sequestro
degli stampati
da strumento repressivo,
La nuova l’inasprimento a strumento preventivo,
legislazione di del regime delle azionabile direttamente
pubblica licenze di polizia da parte della polizia.
sicurezza legate all’esercizio di attività connesse alla Nel breve volgere di un biennio 1930-1931
stampa intervento preventivo, affidati P.S.
intervento repressivo affidati al
giudice,
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Cap. 1 STAMPA (by Stefano)
nella prima metà degli anni ’30
sostegno economico alla stampa.
l’Ente nazionale cellulosa e carta, nel 1935,
sviluppa una politica protezionistica verso le aziende italiane,
in base agli indirizzi autarchico-corporativi del fascismo,
della quale finirono per avvantaggiarsi anche le aziende editrici.
Si assiste alla nascita di apparati amministrativi che operano su due versanti:
♦ controllo del contenuto
♦ interventi economici.
Gli interventi a l’Ufficio Stampa
favore della passa dal Ministero dell’interno alla Presidenza del Consiglio
stampa e la e, attraverso le c.d.
nascita di «istruzioni alla stampa»
apposite opererà per un omogeneo
strutture di allineamento dell’informazione politica agli indirizzi politici del regime.
settore All’Ufficio Stampa succederà un apposito Sottosegretariato e infine il
Ministero per la Stampa e la propaganda.
Arriverà, poi, il
Ministero della Cultura Popolare
cui il regime assegnò il compito di coordinare le diverse
forme di controllo non solo sulla stampa ma su ogni aspetto della vita culturale del paese.
Nel 1940 venne istituito l’
Ente stampa,
chiamato a svolgere un’azione tesa a garantire
l’omogeneità e il coordinamento dei diversi organi di informazione.
Solo nell’imminenza dei lavori
dell’Assemblea costituente,
si assiste ad una svolta radicale che testimonia il
ritorno alla libertà di stampa.
La libertà di La nuova disciplina, che richiama quella del 1906, prevede
stampa durante solo in due casi il sequestro da parte della polizia:
il periodo
costituzionale propaganda ai mezzi
provvisorio anticoncezionali,
in caso di e solo strettamente collegato all’accertamento
offesa al buon costume giudiziale, con rito direttissimo, dell’effettiva
sussistenza di responsabilità penali.
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Cap. 1 STAMPA (by Stefano)
i costituenti si orientarono verso una
disciplina garantista
con una inversione di tendenza nella definizione dei rapporti tra
autorità giudiziaria e autorità di pubblica sicurezza.
.
riserva di legge riserva di giurisdizione
secondo le quali solo
la legge del Parlamento può stabilire limitazioni alla
liberta di stampa
e
solo il giudice può disporne l’applicazione
La polizia è così titolare solo di poteri provvisori
da esercitarsi in via provvisoria in sostituzione dell’azione del giudice.
Quindi :
recupero del modello liberale di tutela della libertà di stampa,
sia per la riserva di legge
nuovo ruolo del Parlamento e dell’autonomia del potere giudiziario.
Attenzione minore
ebbero invece i profili legati allo
sviluppo del settore dell’informazione
rispetto alle esigenze di
La nuova pluralismo e diversificazione necessario a soddisfare in un sistema democratico.
disciplina
costituzionale
della libertà di
stampa nel I PRECETTI DELL’ART. 21 DELLA COSTITUZIONE
dibattito
all’Assemblea ♦ LA STAMPA NON PUO’ ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE
Costituente ♦ SEQUESTRO DELLA STAMPA SOLO PER ATTO DELL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA
♦ IN CASO DI URGENZA SEQUESTRO PER ATTO DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA
DA CONVALIDARSI ENTRO E NON OLTRE 24 ORE
♦ TRASPARENZA DEI MEZZI DI FINANZIAMENTO DELLA STAMPA
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Cap. 1 STAMPA (by Stefano)
Quella che doveva diventare la
legge n. 47 del 1948
nasce da un disegno di legge governativo assai complesso e articolato ma la ristrettezza del
tempo consentirà all’assemblea di approvare solo uno stralcio dell’originario disegno di legge.
Rimangono
esclusi
sia il
tema della responsabilità per i reati a mezzo stampa e la loro riforma,
sia quello della definizione delle
modalità di pubblicizzazione delle fonti di finanziamento delle imprese editoriali.
L’attuazione del La vera novità sta nell’
dettato abolizione della autorizzazione prefettizia
e la sua sostituzione con un
costituzionale: la
legge n.47 del semplice obbligo di registrazione delle testate presso l’autorità giudiziaria.
1948 Due anni più tardi il legislatore intervenne con una modifica del testo originale dell’art. 57 c. p.
nella quale si esplicita la configurazione della
responsabilità del direttore come responsabilità per omissione di controllo
e si prevede nei suoi confronti una riduzione, fino ad un terzo, della pena prevista per l’autore
dello scritto.
Per ciò che riguarda i
reati a mezzo stampa,
la legge n. 47 non riuscì a ribaltare la scelta operata con il codice penale del 1930,
riconducendo la
disciplina di questa materia ad una legge speciale
secondo quanto previsto dallo stesso art. 21 Cost.
legge n. 47 del 1948
rimaneva sostanzialmente
inalterata
la legislazione di pubblica sicurezza
così come la disciplina codicistica dei reati a mezzo stampa.
Su entrambi questi fronti l’azione riformatrice del parlamento si rivelerà
assolutamente carente
e le uniche novità si devono alla Corte costituzionale.
sentenza n. 49 del 1971
veniva
vietato il sequestro di stampati
I residui poteri che pubblicizzavano metodi anticoncezionali.
di intervento
preventivo sentenza n. 1 del 1956
eliminate le licenze di polizia relative all’affissione degli stampati
dell’autorità di
pubblica mentre rimane tuttora in vigore l
sicurezza ’istituto dell’autorizzazione all’esercizio dell’arte tipografica da parte del questore.
e
i reati a mezzo Per ciò che riguarda i
stampa reati a mezzo stampa le novità sono ancora meno significative,
al vaglio della essendo risultata particolarmente prudente anche l’azione del giudice costituzionale.
Corte Si è finito così per
costituzionale legittimare una serie di interventi repressivi,
che potenzialmente possono rivolgersi
contro manifestazioni del pensiero
anche fortemente critiche dell’ordine costituito.
Hanno avuto un peso decisivo,
invece, quelle opinioni dottrinali
che tendono ad individuare dei limiti impliciti, ancorati, ad esempio, alla
distinzione tra manifestazioni del pensiero per così dire «pure»
e manifestazioni del pensiero dirette soprattutto a provocare un’azione
e concludono nel senso di
escludere le seconde dalla disciplina di cui all’art. 21:
un’operazione del tutto arbitraria.
Dirizzini 7
Cap. 1 STAMPA (by Stefano)
legge n. 69 del 1963
completa riforma
della precedente legislazione fascista
relativa all’Ordine a all’Albo dei giornalisti.
tutte le attività connesse alla
tenuta dell’Albo
affidate
all’Ordine dei giornalisti,
attraverso i consigli regionali e nazionale,
che decidono in merito alle iscrizioni e alle cancellazioni,
La riforma della ed esercitano il potere disciplinare nei confronti dei loro iscritti.
disciplina Scompare ogni criterio selettivo non strettamente ancorato ai profili professionali.
dell’Ordine e
dell’Albo dei Un primo e più radicale
giornalisti. motivo di critica
ha investito la stessa introduzione di un meccanismo di
iscrizione obbligatoria all’Albo
per coloro che intendano eserci
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