Storia e sviluppo dello stato
Lo stato è l'ordinamento giuridico-politico per eccellenza, un'entità costituita da un territorio, una popolazione e un governo sovrano. Il termine si afferma alla fine del Medioevo con la nascita delle monarchie nazionali.
Forma di stato nel Medioevo
Per forma di stato si intende il rapporto tra autorità e libertà. Nel Medioevo, questo rapporto era di regime patrimonial-privatistico, dove si creava un rapporto tra re e feudatario. Molte funzioni erano delegate e mancava l'idea che il potere centrale dovesse soddisfare gli interessi di tutti i suoi sudditi.
Crisi dell'impero e nascita delle unità politiche
Dal X secolo iniziano commerci e scambi e si comincia a parlare di crisi dell’impero. Nascono unità politiche che non riconoscono nessuno al di sopra di sé. Questo sviluppo è dovuto anche alla necessità di eserciti stabili, di un nuovo commercio e di un sistema fiscale accentrato. Nascono anche i funzionari, che svolgono compiti fondamentali in vece del re. Ecco che si arriva alle monarchie nazionali e dunque allo stato assoluto, dove non si riconosce una sfera privata dell’individuo e tutto si accentra; il sovrano tende inoltre a distruggere poteri intermedi e assemblee.
Stato di polizia e assolutismo illuminato
Nel XVIII secolo si inizia a parlare di stato di polizia, evoluzione e non mutamento (da “polis”= gestione della cosa pubblica). Il regime è allo stesso modo assolutista con un accentramento di potere, ma si parla di assolutismo illuminato, perché c’è una maggiore attenzione alle esigenze della popolazione attraverso leggi per istruzioni e per l’assistenza.
L'Inghilterra e le autonomie locali
L’Inghilterra non conoscerà mai questo tipo di accentramento, perché le autonomie locali manterranno sempre il potere. La nobiltà, alleata con le contee, controbilancia il potere sovrano.
Pensiero liberale e stato di diritto
Alla fine del '700 in Europa continentale si vivono contrasti sociali tra nobiltà e borghesia e si sviluppa il pensiero liberale, fondato sul giusnaturalismo: l’autorità tutela i diritti naturali. Nascono anche i diritti politici proprio in questo periodo. Si arriva all’idea della tripartizione dei poteri e al fatto che anche l’autorità è soggetta al diritto e alla legge: ecco lo stato di diritto. Sono questi i connotati dello stato liberale che caratterizza il XIX secolo.
Proletariato e cambiamenti sociali
Dal 1850 si assiste alla nascita del proletariato e dei primi partiti. Aumenta il numero degli elettori e sorgono anche i sindacati. I diritti divengono così associativi, cioè dell’essere umano che si unisce ad altri per perseguire obiettivi comuni; la neutralità dello stato scompare e a inizio '900 i cambiamenti sociali sono riflessi dalla costituzione di Weimar.
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