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stesso è il diritto proprio di quella medesima città, ne deriva che molti popoli su base di consuetudini e

diritto scritto costituiscono diritti contrari alla legge (romana), si danno proprie leggi contrarie alla romana

su base consuetudinaria e mediante scritto.

Perché lo fanno? Tratto dal frammento medievale più famoso indicato a pagina 275 di Gaio (colonna

centrosinistra) corredato dalla glossa ordinaria di Accursio, alla 3a riga: Omes Populi, tutti i popoli dove

Gaio indica una cosa semplice, di maggior importanza per i Glossatori poiché sembra l’unico appiglio per

legittimare la Potestas Statuendi, volendo ricercare nel Corpus un testuale su cui fondare tale potestas, Gaio

indica che tutti i popoli che si reggono sulla base di leggi e consuetudini utilizzano una parte del loro diritto

e una parte di diritto comune di tutti gli uomini però per Gaio comune indicava lo Ius Gentium (comune a

tutte le genti).

Questa è la 1a spiegazione del diritto proprio, il diritto proprio di una certa civiltà è chiamato ius Civile

quale che fosse il diritto proprio di una certa città, per Gaio lo ius Civile indicava il Diritto Romano-

Comune quindi il diritto delle genti ciò indica invece che vi è una razionalità naturale propria dell’uomo

costituita in natura,ciò che costituisce in tutti gli uomini, questo stesso è custodito presso tutti i popoli

chiamato ius Gentium quale che fosse un diritto utilizzato da tutte le gentes, diritto comune a tutti gli

uomini.

Quando l’autore vuole spiegare che non vi sono soggetti che si fanno leggi si riferisce a Gaio che indica la

presenza di 2 diritti, proprio romano e delle genti, il diritto comune medievale invece indica il diritto

statutario che travolgerà il passo Gaiano (comune romano = romano + canonico).

Torniamo alla riga 13, la risposta del maestro: non vediamo se possono o meno fare leggi proprie, nessun

o

altro che il popolo romano può fare leggi per via di requisiti che tale popolo ha (ESAME) Distat Ius, 1

elemento il diritto si allontana dalle altre arti (trivio, quadrivio e il ricordarle indica un sistema non

superato) per tale ragione poiché in quelle altre arti (filosofia, teologia) si tiene in considerazione solo

l’Auctoritas (latina, di chi l’ha detto) Censura Iuris (110 riga) la forza del diritto non vi sarebbe se non fosse

fondata dall’aiuto quanto di scienza, quanto di potenza; il diritto stà in piedi se ha la potestà del legislatore

e la scienza (patrimonio culturale) da qua il Dicitur Vere questo infatti dice il vero, unicamente questo è

vero legislatore che fiorisce in prudenza (scienza romana) e a vigore Vige in Potestà, si deve stare alla sua

autorevolezza ed è da obbedirsi al suo comando.

Da qui parte un lungo panegirico al diritto e popolo romano (114) l’unico popolo che aveva i 2 elementi è il

popolo romano che primeggiava in tutte le città (118), nessun problema per la scienza, nessuno dubita che

l’auctoritas fosse propria del romano, per la Potestas o potere non basato sulla violenza e tirannia ma,

clemente rispetto ai vinti, fedeli rispetto agli alleati, usando Giustizia ed Equità verso i sudditi.

Il passo + famoso, Come posso dimostrare la legittimità del diritto romano? Dio ha scelto Roma come

avamposto della sua chiesa/casa, 132 Ono Dividem a Roma è stata fondata la 1a sede della chiesa, 134

poiché non sarebbe stata la scelta come partner di un potere Tirannico o Ingiusto la legge divina richiama

(137-) se son di Cesare non usurpa cose che non son sue, 139 indica che l’imperatore può scrivere nelle

liste dl censo la gente non è lontana da lui come Convere Leges (fare le leggi), 141 non lo potevano fare

altre genti (barbari) poiché non possedevano la scienza per fare le leggi.

Parcizio, avrai ormai capito almeno spero, quale sia l’autorità in vigore del nostro diritto (romano) questa è

l’autorità del nostro diritto, qualcun altro è Errabondo/nomade se pensa che le sue leggi valgano le nostre è

come un pappagallo, se per caso viene qui casualmente gonfio di un successo ottenuto con la violenza

come gli uccelli imitano le nostre parole non si potrebbe certamente pensare che ciò volga a derogare le

nostre leggi, fondate sull’autorità Divina.

Pagina 15 lo scolaro dice d’aver capito, ciò si può dire in rapporto a chi è sotto al nostro impero ma chi

invece non stà qui lungi dal pregiudicare il nostro diritto può darsi delle norme in rapporto ai suoi sudditi

per la comune ragione per cui ogni popolo costituisce da sé un proprio diritto? Gli altri possono farlo?

Passo famoso al 15-6 dell’opera, i popoli diversi (dal romano) per luogo e Imperio osservano dei diritti

diversi dai nostri (Greci), come atenei e spartani, ma coloro che hanno invaso i nostri luoghi portano un

loro diritto che estinto il regno si dovrebbe estinguere anch’esso, 157-8 chi ha invaso i nostri luoghi il

tempo in cui si sarebbe potuto respingerli anche sulla base del diritto delle genti ma, l’abbiamo accettato

come diritto d’invasori ora che il nemico è sparito ritorniamo al romano, non abbiamo contestato il loro

diritto a ora che il regno è estintosi qualunque esso sia stato tutte le volte che pensiamo con malinconia al

passato predicando le leggi loro sembriamo solo far Risanguinare le ferite d’antico dolore (Cicerone).

164 lo Ius Statutorum la forza delle loro leggi se ai fini unitamente/è spirato unitamente ai suoi autori

rimpiangendo il tempo in cui c’erano alcuni vanno coltivando quelle leggi/delle loro cose ch’essi stessi

chiamano leggi; seguendo il loro esempio avremmo (170) per lo più tante leggi quante le case.

Pagina 16 il brano più famoso dell’opera: altra colonna portante dell’opera (esaltazione dell’Equità-

superiore diritto romano su altri diritti, giuridificare su base giuridica impero su base politica), quando

scomparirà nasceranno i Comuni Iuria Propria portando il diritto romano comune a contrapporsi col

o

comune; il 2 elemento di rimprovero è l’imperatore come persona fisica che non fa il suo mestiere o

meglio l’istituzione impero ingenerosa verso Barbarossa 1152, come rimprovero che si diede da fare, vuol

conquistare il suo potere, è vero che voleva ripristinare i poteri ma non il diritto romano,l’opera di marino

fra 1122-52, quelli che ora comandano,l’imperatore permettono che avvenga in questo modo: e dire che

tuttavia permettono la pluralità giuridica e vogliono riaffermare il nome di un solo impero, non si

accorgono qual è la conseguenza al nome d’impero, colui che tutela e riafferma tali nomi dovrebbe

riaffermare l’autorità medesima per la quale sempre son da tutelarsi i diritti stessi che sono da esse derivati,

passo famosissimo l’Horum Igitor riga 175 è necessario che sia concessa dalle 2 un diritto dal momento che

è l’impero o se molti e diversi sono i diritti vuol dire che sopravvivono molti regni.

Non vorrebbero poi i nostri principi, non spartirebbero mai il loro regno se fossero vivi (ma, lo fanno ora

che sono morti) dei quali aiutano le leggi, non sopportano d’andare con essi a comandare, oltre che sono

morti.

Ritorno all’Equità la questione interessante ultima 2-16 e 1e 4-17 il diritto dell’auditor sottile vien prima il

diritto o la Giustizia, attribuire a ciascuno il suo diritto è una parte della definizione di giustizia, i 3 precetti

della giurisprudenza romana, Attribuire è fatta dalla giustizia, non danneggiare nessuno e vivi onestamente

(le altre 2 fette), per la medesima ragione il diritto viene dalla giustizia, ma quando si definisce lo Ius o

diritto come l’essere e arte del buono e dell’equo la si consideri come fosse la giustizia; sembrerebbe che la

giustizia sia una materia che venga prima del diritto.

SESTA LEZIONE

Pagina 17 la domanda viene 1a la giustizia o il diritto? Per i maestri viene prima l’Equità, ciò che oggi

chiamiamo diritto era l’equo prima che fosse costituito, ciò che io adesso dico è evidente il rapporto del Ius

Gentium al civile, dell’equo (principi etici) col procedimento legislativo si riceve la norma le cose ritenute

convenienti sono state approvate mediante il consenso, mai approvate se 1a non fossero cadute in una

deliberazione, tale procedimento è semplice da spiegare per il diritto civile a rapporto, il naturale è difficile

da distinguere ciò che esiste già, che tu la chiami giustizia o diritto o buono e dell’equo è da intendersi

prima come lo Ius, prima che fosse politicizzato è perfino lecito che non esiste ancora e tuttavia è contenuto

nella giustizia medesima.

Pagina 18 fra l’equità e il diritto costituzione, l’interpretazione è materia solo del principe, chi può

interpretare il diritto? Il giudice interpreta la legge, per alcuni solo il principe la può interpretare, per altri i

giuristi e anche la consuetudine, Inter Ius et Equitate pagina 285, codice con apparato Accursiano, la

famosa costituzione di Costantino del 350 D.C. età di rafforzamento dei poteri dell’impero Inter = Fra

equità e il diritto noi soli è lecito guardare interporre l’interpretazione, Azzone lo consente a Pagina 113

l’unico autorizzato a cogliere l’equità e a politicizzare la norma è l’imperatore come legislatore; si

percepisce qual è il concetto d’equità in età dei Glossatori (principi etici e morali di ordine) per i Glossatori

l’equità (principi) razionale che è percepibile nei principi da osservare per uomini dotati di ragione,

chiunque percepisce (mutuo 10, do 10) unitamente a principi universali, religiosi, morali ed etici.

Per il diritto romano classico interni all’ordinamento nell’età giustiziane in cielo, per i glossatori tali

principi sono già in natura e si deve tirarli fuori e inserirli in una norma positiva, un Equitas Rudi o grezza

da trasformare in equina Constituta, se và bene la norma contiene l’equità o meglio è coerente coi principi

equitativi, qui vi è una visione etico-cristiana dove i principi sono messi nel mondo, l’equità è solo Dio, è il

paradigma cui attenersi poiché il giurista cancella le norme confliggenti, per salvaguardare la più

corrispondente ai principi, l’interprete fa una scelta fra le norme, se il procedimento non riesce bene che

o o o

cosa si può fare? Esempio è la disputa fra Bulgaro e Martino (oggi risulta più equo il 1 del 2 ), il 1

o

difensore lo Ius Scriptum e Strictum, oggi il giudice 2 sua soggettiva coscienza genera un parametro di

giudizio strettamente soggettivo, rimane famoso il principio per cui fra l’equità e il diritto si mette

o

l’imperatore,per bulgaro il giudice deve applicare la legge 2 una formula e non de Lege, davanti ad una

legge non equa la deve applicare per Martino vi è l’equitas Bursalis (in tasca) dove ogni soggetto ha una

soggettiva equità.

11 la costituzione comprende una summa d’Azzone al codice poi saccheggiato d’Accursio, è una SUMMA

che rinvia alla costituzione Costantina di pagina 285, che rinvia al discepolo dell’ultima domanda, il caso

qui può essere duplice e, infatti, certo che nel diritto scritto molte sono le cose buone e eque da cui si dice

che il diritto è il caso del buono e dell’equo, però è perché il legislatore fa le cose per bene, tutti sanno che

il legislatore compone la legge e il diritto, fra cui anche uomini che hanno potuto errare (3a e 4a riga),

l’uomo è l’uomo, errare umanum est, numero 2 sul margine, la riga più interessante, se partono dal fatto

che essi hanno sbagliato costituendo un diritto troppo duro la Dura Lex d’osservare eccetto con sforzi

estremi, da tale punto si trae l’equità Canonica colto vicina ai glossatori civilisti esempio il principio di

misericordia verso, chi pecca; escluso che possa fare il giudice, lo fà il giurista per prendere la norma più

equa, si capisce perché non ci fossero leggi, l’equità anche senza leggi vi sarebbe comunque, poiché ha

come suo contrasto il diritto stretto/rigido solo positivo, equità e diritto scritto e/o diritto stretto.

SETTIMA LEZIONE

Pagina 55/LV l’indice sistematico alcuni primi passi, nella parte sinistra vi è la giustizia, passi tratti dalle

questiones e per finire:

-giustizia passo 271 famosa di giustizia che così recita: nella colonna di destra una volontà perpetua e

costante d’attribuire a ciascuno il suo diritto (3 precepta) per casus 6a riga un genere letterario più ampio

della glossa contenente una trattazione più ampia, il 246 et est secundum nella prima parte la definizione di

o o

Giustiniano può essere intesa in 2 modi, si procede con una distintio il 1 è la giustizia divina, il 2 l’umana

se vuoi estendere la giustizia divina fai così:

-Dio che è giusto ha una volontà costante ovvero stabile, ferma e puntata quindi non temporale d’attribuire

a ciascuno il suo diritto, vale a dire ai benementi il paradiso e ai malementi l’inferno, che non si modifica

o

mai, a 2a dei parametri immodificabili oggettivamente, se invece tu vuoi discutere sulla base del 2 modo

dell’umana poni questo caso: l’uomo giusto ha o meglio dovrebbe avere la volontà d’attribuire a ciascuno il

suo diritto e nel giudice giusto che debba avere la volontà d’assolvere l’innocente e condannare i criminali,

o

ma sulla base del 2 modo le 2 parole poste nella definizione di Giustiniano costante e perpetua sono da

eliminarsi dalle definizioni poiché il giudice che è un uomo non ha una volontà costante, non è costante

nella volontà.

L’indice per la RATIO una norma vista come fondamento del diritto come indica il passo di Gaio il diritto

o

delle genti si basa sulla rationalità naturale dei principi pregiuridici, il 1 passo tratto dal decreto a pagina

302 il decretum di Graziano è accompagnato dalla glossa accursiana di Giovanni il teutonico e Bartolomeo

da Brescia, la parte iniziale è la 1a pagina del decreto Dictolum o interpretazioni date da Graziano il canone

5 la 1a parte del decreto è la definitoria non vi è una differenza sostanziale fra consuetudine e legge,

scrittura e ratio dunque l’importanza di una legge è che sia commentata dalla ratio che deve sostenere la

consuetudine ma, più la legge (suo potere è che sia razionale) tratti dell’etimologia d’Isidoro di Siviglia.

o

Canone 2 a sinistra Unde un articolo del medesimo libro dell’etimologia d’Isidoro del 7 secolo, muore nel

636 è un’opera che ricca l’etimologia della ricerca ripresa da Graziano lo Ius Generale, il genere generale

sarebbe quello di Ius Iustum, la legge è una specie del genere iustum ed è igusta, utto il diritto consiste in

leggi per via del legislatore o in Moribus (consuetudini) sono 2 specie del genere di diritto (se è giusto).

o

Pagina 306 in fondo a destra 2 canone dove si celebrano definizione tratta da Isidoro quali sono le

caratteristiche che debba avere la legge, sarà una legge onesta, giusta, possibile così una legge è tale per i

destinatari che sono in grado d’osservarla, secundum natura e secundum consuetudinem 1a riga 307 il

legislatore quando legifera dovrebbe seguire una consuetudine assecondandone poiché vista come

preferibile rispetto alla legge del luogo, conveniente al luogo e al tempo (rispecchia i valori e i costumi

della gente) necessaria e utile per disciplinare i rapporti della comunità manifesta o chiara non contenente

alcunché di oscuro infine dovrebbe essere positivizzata per utilità comune dei cittadini.

o

Canone 3 osserva Graziano per tanto nel costituire e approvare la legge tutte tali cose non da tenersi

presente poiché qui una volta che le leggi saranno tutte istituite e approvate qual principio di legalità non

sarà lecito giudicare intorno ad esse ma necessario giudicare sulla base di essi, il giudice dopo la

promulgazione le dovrà applicare, alle leggi temporali sebbene gli umani giudicano intorno ad essi nel

momento in cui le istituiscono tuttavia una volta istituite, promulgate e firmate non sarà lecito al giudice

giudicare intorno ad esse.

Dictami che segue più interessante la firma oggi indica l’approvazione 1a indicava che chi praticava le

leggi rafforzava la volontà del legislatore quindi, viene dagli utenti, Graziano dice che le leggi sono istituite

quando vengono promulgate e confermate quando approvate dai costumi degli utenti così oggi descrive una

situazione ancora prevista per alcune leggi abrogate dai costumi degli utenti poiché contrastanti o contrarie,

abbiamo il potere di abrogarle, come quello di confermarle.

o o

Il diritto Divino e il diritto umano il 1 è basato sulla natura e il 2 sui mores e decreto 301 comma 1, il

genere umano è retto da 2 elementi diritto e Moribus, ciò che regge il genere umano non è la legge ma il

diritto naturale e consuetudinario il diritto naturale è ciò che è contenuto nel vecchio e nuovo testamento

per il quale ciascuno è spinto o comandato di fare agli altri ciò che vuole sia fatto a lui ed è proibito di dare

agli altri ciò che non vorrebbe fosse fatto a lui, così come dice Gesù nel vangelo; il precetto della carità, è il

fondamentale della vita cristiana supera gli altri precepta ed è qui che si vede il diritto naturale identificato

come un diritto divino. o

L’indice indica che il 1 è maggiore del diritto umano quindi il divino è una forma superiore e nessuno lo

o

metteva in dubbio fra canonisti e civilisti, probabile rapporto fra diritto comune al diritto romano in un 1

tempo vi è l’ampia tesi canonistica per cui il canonico è superiore al romano come indicato nel commento

di Bartolo inserendo la Distintio per circoscrivere il potere del diritto canonico, tale tesi non si discute per i

contrasti si dà spazio al diritto romano se non induce in peccatum e fuori dai territori imperiali.

ESAME NUOVO ARGOMENTO il diritto naturale colonna destra 55/LV il passo fondamentale è a pagina

273-4 delle istituzioni e digesto la definizione di Ulpiano di tale diritto nelle ultime 2 righe colonna in

fondo a destra, il diritto naturale è ciò che la natura insegna a tutti gli animali o meglio ciò che per natura è

insegnato a tutti gli animali, qui s ammette la creazione divina, 274 la glossa vicino a natura, Ius naturalem

o

est, la natura cambia identificazione, verso la fine 1a dell’addito la glossa indica che 2 i canonisti il diritto

naturale è ciò che è contenuto nella legge moseica e nel vangelo come si legge al principio e all’inizio del

decreto.

o

2 problema tale diritto non è proprio del genere umano ma di tutti gli animali che nascono in cielo, terra e

mare, ne deriva da ciò che la congiunzione fra maschio e femmina da noi chiamato matrimonio e

procreazione dei figli, poi l’educazione, di fronte a questo passo i glossatori e i canonisti sono in difficoltà

anche se + i 2i, che non potevano ammettere un diritto per gli animali, il fondamento del diritto per loro è la

RAIO e davanti ad essa usando la distintio distinguiamo diritto naturale primario e secondario il più ampio

o o

per gli animali e il 2 solamente per gli uomini, pagina 33 il 2 brano è il commento alla lettera del passo

letto, un brano di Possiano dove si discute poi nel 273-4, è da notarsi che la natura si può intendere in 2

modi comprendente il diritto naturale primario quindi come un moto, stimolo che è presente n tutti gli

animali tanto a procreare quanto ad educare e per il diritto naturale secondario dove la natura è intesa come

Naturalis ratio definendo il diritto naturale proprio dell’uomo diviene così difficile distinguerlo dall’equità

e dallo Ius Gentium, tale assimilazione di diritto naturale e ius genti creerà poi qualche difficoltà per gli

istituti. OTTAVA LEZIONE

Ripartizione del diritto naturale pagina 31 a pagina 301 la summa d’Azzone da visionare l’identificazione

con il diritto delle genti, 1a riga il diritto naturale si può dire in più modi, la distinzione non dice un diritto

ma una sorta d’istinto proveniente dalla natura per gli animali tutti o per il quale i singoli animali sono

indotti, lo vede come un istinto proveniente dalla natura cui i piccoli animali sono indotti (Dio), ultime 3

righe il secondario si dice diritto naturale anche lo ius comune degli uomini, fondato su una razionalità

propria degli uomini (capacità) e così sia anche il diritto delle genti 1a riga 102 il diritto naturale ciò che è

contenuto nella legge moseica e vangeli come si legge nel decreto di Graziano.

Ultimo capitolo pagina 102 il diritto delle genti è quello di cui facilmente si può capire che cosa differenzia

il naturale, poichè quest’ultimo comune agli animali (riprende Ulpiano terra, cielo e mare) deriva la

congiunzione fra maschio e femmina che noi chiamiamo matrimonio per volontà di entrambi gli sposi, per

cui è il consenso che fa le nozze, a pagina 103 indica che vi sono istituti del diritto delle genti contrastanti

col diritto naturale:

-103 1a riga la Manomissione elenca una serie d’istituti che non esiste senza schiavitù, alla 13a riga per un

tantem, le manomissioni iniziano con il diritto delle genti non sulla base del diritto naturale dove tutti gli

uomini sono uguali e nati liberi, con la servitù poi nacque la manomissione, quindi nel diritto delle genti vi

sono + tipi di uomini Liberi, servi e liberti, di seguito sulla base del diritto delle genti sono state introdotte

le guerre che portano gli schiavi, mentre è prevista validamente solo come guerra difensiva che la fa

passare come male minore, è un ragionamento fondamentale per giustificare come il diritto delle genti

ammette istituti contrari al diritto naturale che sarebbe immutabile e immodificabile per giudicare l’istituto

si ammette una deroga solamente a fin di bene (schiavo o morte) ma altri istituti sono ricondotti solo al

diritto delle genti.

12 righe dal fondo sempre alla base dl diritto delle genti ecco gli altri istituti diversi dal diritto naturale:

-apposizione di confini proprietà privata

-case avvicinate distanze legali

-commercio obbligazioni, contratti

Questo aspetto avrebbe creato non poche difficoltà e l’illibata società o eden diviene per via del peccato

l’inferno per via d’istituti differenti dal diritto naturale, nel diritto romano vi è una tutela con caratteristiche

assolutistiche ERGA OMNES il penultimo brano pagina 31 di Giovanni Bassino che si riferisce sempre alla

distinzione diritto romano, comune e delle genti evidenzia una convergenza e una differenza dal diritto

comune e altri 2 poichè non si allontana in tutto e per tutto dal diritto naturale quale congiunzione uomo e

donna, il diritto canonico richiede però alcune solennità, ora in rapporto al diritto delle genti non si

allontana in tutto e per tutto perché 6a riga il diritto canonico non lo segue in tutto e per tutto, poichè sottrae

il potere di vita e di morte del Dominus.

10a riga e per tanto quando aggiungiamo o detraiamo qualcosa dal diritto generale facciamo e creiamo il

diritto canonico, disse la bocca d’oro di Irnerio come indica Gotofredo nel 1250 dalla scuola dei glossatori.

NONA LEZIONE

Fine del diritto naturale a pagina 31 abbiamo visto che Gotofredo si riferisce a Irnerio per indicare il diritto

delle genti oltre ad un iniquità si forma la proprietà; viste le difficoltà la proprietà per coloro che

interpretano il patto intendono un’iniquità per l’Usucapione riconoscendo la proprietà dal diritto divino,

Irnerio non poteva dire uno sproposito del genere e quindi indicavano l’Usucapione e il possesso di mala

fede vedendolo in ottica negativa poiché contrario all’equità.

Ultimo passo per il diritto naturale pagina 280, inizia a 179 vi è una questione che ci porta a terminare, le

sedi naturali dopo aver accennato al diritto che viene osservato presso tutte le genti per lo più tali principi

sono osservati e rispettati e poi costituiti su una sorta di provvidenza divina, sono sempre fermi e

Immutabili nel diritto divino e naturale, tendenzialmente il diritto naturale non può essere modificato dal

diritto umano, vi è un dualismo fra tale diritto e le leggi umane che la città costituisce da sé stessa per sé

stessa, sono soliti spesso esser mutati da parte del legislatore o attraverso un’altra legge o tramite consenso

tacito del popolo.

o

2 tale espressione se ne ricava che una legge può essere abrogata per Desuetudine d’altra parte le leggi

devono essere firmate altrimenti vengono abrogate, qui si capisce che la consuetudine batte la legge e che il

popolo con la volontà tacita può abrogarla, però vi è un passo contraddicente la Ratio lege e la Ratio Ratio

se in tale passo Salvio Giuliano ammette che la consuetudine prevale sulla legge vi è un altro letterale che

dice il contrario, vi è un passo di Salvio contenuto nel codice (costituzione di Costantino) pagina 292 e 313

o

una costituzione famosa nella colonna di destra di Costantino ai 1i del 4 secolo che fissa il principio per

cui la legge è superiore alla consuetudine, riaffermando il potere dell’imperatore infatti, Non Est 3a riga

l’autorità della consuetudine è d’uso protratto al tempo non è vile, na non può vincere la legge o meglio

o

non ha forza tale da poter vincere la legge o la Ratio, a pagina, 3131 nel 4 canone colonna di destra

o

Graziano prende l’8 libro dl codice nel decretum ultima parola e Scriptum i 2 passi indicano che la

consuetudine è superiore alla legge o viceversa? Dipende per vedere quale consuetudine e quale legge.

Indice LV per la consuetudine pagina 74 definizione consuetudine data da un maestro di retorica,

Buoncompagno da Signa famoso compilatore che fece una Retorica novissima vediamo che il 73 passo ha

origine da Iuris o diritto, la prima origine pagina 73 sono 14 le origini del diritto (divino) alla 6a riga la

consuetudine indica una cosa interessante: il diritto umano nasce sulla base della consuetudine e l’origine

del diritto stà nella consuetudine ma, non si può sapere dove fosse stata l’origine del diritto consuetudinario

(racconta la leggenda romani tecnicolegislativa che vi era già la consuetudine) poiché prima che i romani

mandassero i Decemberi in Grecia per portare il diritto scritto e non vi erano delle grandi e importanti città,

gli abitanti delle quali sulla base di un moto di razionalità naturale si erano procurati per sé delle

o

consuetudini, 2 le quali si obbligavano a vivere poiché altrimenti non avrebbero potuto governare

moltitudini di popoli.

La fonte è il decretum visto nel 301 diritto divino o moribus consiste, fondato il diritto divino o moribus,

o

302 qui 5 canone a destra tratto da Isidoro la consuetudine è una specie di diritto quasi intercambiabile

fondato sui costumi che si prende in lungo n posto della legge, quando mancano la legge (assimilazione

consuetudine al diritto scritto) sono pianificati però si assume al posto della legge quando essa manchi.

Nonostante la consuetudine sia importante per il canonista vi è sempre un atteggiamento guardingo

preferendo la legge poiché a differenza dell’imperatore il pontefice legifera spesso e stona dare peso alla

consuetudine, pagina 142 (ESAME DIRITTO SPECIFICO) fa parte della summa d’Enrico da Susa

canonista ricordato anche da Dante alla 1a riga riporta la definizione di consuetudine richiamando il passo

da cui si parte, che si assume al posto della legge qualora manchi, segno di paragrafo alla 9a riga V’è il

sunto della convenzione canonista di consuetudine contrapposta a quale civilista di consuetudine uso

razionale (ripetuto nel tempo e che sia razionale o coerente coi principi e armonia messi da Dio nel creato).

o

1 elemento è la Razionalità o coerenza e conseguenza con certi principi etico-morali prescritto e

o

confermato da un tempo competente ma il 2 elemento canonista superiore è l’elemento temporale

(prescritto e confermato da esso) fondamentale il fatto di sottolineare la razionalità e elemento temporale

indica dare evidenza all’elemento Volontaristico con sensualistico (consuetudine per i romanisti indica la

voluntas populi poiché nasce dal basso), contenutistico e temporale per i canonisti la volontà di usarla è

pericolosa poiché non piace molto e di seguito 142 non dev’essere di un certo tempo anteriore o contraria

ad un atto giuridico, il tempo ideale per l’atto sarebbe che non esista memoria nel momento in cui si è

generata e alla fine si tenga conto dell’aspetto volontà, un uso indotto dall’approvazione comune degli

utenti.

Razionalità, tempo e volontaristica se vogliamo vedere subito come la pensano i civilisti sul consenso

andiamo a 279 Accursio nella sua glossa ha un passo sulla colonna di destra si genera diritto senza la

necessità che debba essere politicizzato poiché approvato dall’uso, infatti, costumi ripetuti nel tempo e

approvati col consenso degli utenti indicano che ha la stessa funzione della lege tanto che è scritto nella

Glossa Magna dove la consuetudine vale tanto quanto la legge quando la legge non c’è, fanno la stesa cosa

perfetta equiparazione anche qui evidenziando l’aspetto con sensualistico.

Indice le virtù della Consuetudine pagina 149 per Enrico da Susa la forza della consuetudine e i suoi poteri

dipendono per le varie specie di consuetudine che hanno maggior forza di alcune specie Ipso Iure vi sono 5

specie di consuetudine.

o

-la consuetudine in 1 luogo ha la virtù di imitare la legge (stessa funzione) ovvero la supplisce quando essa

manchi

-ha la virtù d’interpretare il dubbio

Quindi può interpretare le leggi caratteristica molto interessante per togliere il dubbio

-virtù di abrogare

-virtù di derogare

-virtù di indurre una presunzione

Le 4 specie di consuetudine:

-generalissima è quella osservata dovunque per cui i cattolici pregano ad oriente ne è l’esempio, tanto è

diffusa lo Ius naturale può essere abrogato da essa ma solo positivizzato

-generale ha vigore nelle provincie con diffusione in territori

-speciale vigente in città e comunità ampie tratta i poteri e può derogare nei luoghi ristretti ove opera solo

se genrata dopo la legge

-specialissima è una consuetudine operata il luoghi molto ristretti (paesello) ad una schiera di persone, enti,

corporazioni non deroga e non abroga ma, interpreta la funzione di giudicare nei casi dubbi generando una

presunzione alla quale si deve stare se non il caso in cui si provi il contrario, la prima abroga e supplisce,

l’ultima induce in presunzione le altre 2 sono mediane aventi la forza di mutare,supplire, derogare e

interpretare. Decima lezione

Indice LVI prerogative e forza della consuetudine sostenuta dall’opinio iutis e praticata dalla maggior parte

del popolo come regola non scritta, consapevolmente introdotta su premessa del principe o da lui voluta

tacitamente, quindi non dev’essere esplicitamente vietata, deve avere un vaglio processuale.

Elemento soggettivo è che sia un pactum 39 per l’aspetto convenzionalisti volontaristico 279 per essere

d’accordo, l’elemento oggettivo riguarda la tripartizione, elemento temporale accennato 99 per la

trattazione la Summa d’Azzone si dice lunga se è stata generata da 10-20’anni e lunghissima se è stata

generata dal 30-40 anni per i civilisti è necessario ma si accontentano di tale periodo, per i canonisti è lunga

se è osservata da almeno 40’anni, Indice l’elemento Spaziale 190 colonna di destra la consuetudine Buna e

Cattiva può vincere la legge, dipende dalle sue caratteristiche per vincere la legge ma non il diritto naturale

o divino poichè immodificabile.

o

312 3 canone si tratta di vedere la maggiore potenza del pontefice che legifera e non poco, la 10a distinctio

di Graziano introduce i canoni indicante che la consuetudine può cedere alla legge, mentre Isidoro nella sua

opera indica che è un’affermazione che sembra per i glossatori (glossa K ultime 4 righe) s’intitola l’11a

distinctio nella quale una consuetudine cattiva o Prava cede davanti alla legge tanto canonista che secolare,

notare l’impostazione Prava per la consuetudine sconvolge il senso della frase, la prova per il glossatore di

rompere il divieto tassativo davanti a 2 prassi contraddittorie e altri passi del corpus iuris e le decretali, il

tentativo dei glossatori è di dare un tentativo alla consuetudine sulla base di distinzioni, stesso metodo

o

riportato a 313 4 canone la costituzione di Costantino ripresa nel codice da graziano la consuetudine non è

Vile ma non ha Ratio tale per vincere la legge nella glossa H a destra 6a riga Sad ictus indica che si può

distinguere se la legge parli o meno di una buona consuetudine; si de bona illa se parliamo di una

consuetudine buona nessuna ratio la Vince, se invece è cattiva di essa non si potrebbe ire che non sia vile la

sua autorità, salva tale possibilità la norma.

Ora seguendo l’indice vi sono altre affermazioni per vedere i requisiti per cui considerare la consuetudine

o o

razionale e irrazionale 314 6 canone destro Ieden da uta nella glossa il 1 elemento consuetudine cattiva è

se è contro la fede, indica che non dev’essere contraria ai dogmi, comandamenti divini e principi

o

fondamentali; 330 le decretali di Gregorio 9 un papa forte lascia spazi alla cosa e nel capitolo 2 la

consuetudine dev’essere razionale e non contraria all’utilità della chiesa (buona e razionale) non contro la

sua utilità in senso stretto utilità patrimoniale o interessi economici, se è irrazionale mette in pericolo i suoi

benefici, privilegi e l’attività stessa della chiesa esempio abrogandone privilegi e immunità 33, nella glossa

poi si nota che una consuetudine irrazionale non vale niente, 142 conta la prescrizione ininterrotta per un

certo periodo di tempo alla glossa B a sinistra sotto di 7 righe la consuetudine buona se manca la legge se

non contraria e razionale anche la chiesa comanda che sia osservata, poiché non è contro la fede, l’impero e

se contraria ai canoni può esserlo solo in materia di fede.

UNDICESIMA LEZIONE

Pagina 142 abbiamo letto il penultimo paragrafo sappi che quella consuetudine razionale è quella che

approvata dal (14 righe dalla fine) diritto e che la chiesa romana osserva e comanda che sia osservata, e non

dev’essere contro la fede anche se contro i canoni, così vince la legge, tale requisito consiste nell’essere

non contrario al diritto naturale o divino e se sua contro i concili in quelle cose che rispettano la fede.

143 del moto non qui l’anima 3a riga sotto il segno di paragrado sarà prava la consuetudine la cui

osservanza a discapito della legge in cui l’anima cade in pericolo, tutte le volte che osservando la

consuetudine l’anima cade in pericolo allora è priva di razionalità anche se non contraddice comandamenti

e diritti divino.

Indice LV canone 302 ok, LVII il 38 e 39 importantissimo vi è l’elenco delle varie teorie di consuetudine

o

per i civilisti è l’illustrazione se può o meno superare la legge, il 2 brano il passo di Bassiano il circo delle

consuetudini dove la varietà delle opzioni è molteplice:

-tesi di Piacentino e di Irnerio negativa, nega totalmente che la consuetudine vinca la legge, per Piacentino

nessuna consuetudine che sia contraria alla legge abroga la legge scritta, sia essa generale o speciale, lo

dice poiché la consuetudine è del solo principe fare la legge, quindi solo lui la può abrogare e non la

consuetudine, vi sono però passi di Salvo Giuliano 280 dove il popolo può abrogare mediante una

consuetudine contraria

-tesi di Alberigo la consuetudine sarebbe un patto tacito quindi potrebbe prevalere tutte le volte in cui è

ammesso un patto espresso contra legem, tutte le volte in cui con patto espresso si può derogare una legge

si può fare lo stesso con una consuetudine nota come un patto tacito,la consuetudine contrara alla legge si

può osservare se confermata con patto espresso e nient’altro

Distintio sulla base del metodo canonistico, per Giovanni Bassiano si distingue se la consuetudine contraria

alla legge sia:

-generale qualora si osserva indistintamente sotto l’universale impero romano anche la legge scritta è

abrogata mediante essa, dicita infatti è il popolo che può fare e abrogare la legge quindi una prospettiva

inversa alla a e sostiene Alverico che il popolo può fare e abrogare la legge;

-speciale se poi una consuetudine è speciale di una certa città si indica se è comprovata dal comune

consenso degli utenti (fatta propria) o se non vi è comune consenso giammai è da osservarsi, se lo è invece

qui la consuetudine vince tutte le legge contrarie, in un altro luogo invece non vince ma vinta

3a tesi distingue se la generale abroga se speciale non abroga, opera solo sulla base della comprolatio.

Pagina 39 2a riga una critica alla 2a tesi si dice (ITEM) ulteriormente quella tesi che sembrerebbe

solletticare l’orecchio dell’ascoltatore quindi che sembra fondata del tutto è da rifiutarsi dal momento che la

consuetudine obbliga tutti anche se infanti o pazzi, coloro che non possono contrattare quindi, ne deriva che

non possa essere un patto tacito altrimenti non gli obbligherebbe

-4a tesi di coloro che sostengono che la legge vince la consuetudine della quale si serve il principe, quindi

se fatta propria dal legislatore la segue anche lui,

Adesso 47 altro riepilogo delle tesi civiliste, QUIDAM non deroga neanche ma è la stessa tesi però OBIE

oggi solo il principe fa la legge e solo lui l può abrogare quindi la fa il popolo o il principe?

Precedentemente 50 Piacentino storicamente dice che non abroga e deroga, mai la legge scritta, 3a riga

o

s’intende 2 dei vecchi diritti di quando il popolo aveva lui la potestà legislativa quindi hanno ragione Salvo

Giuliano e Costantino poiché dopo che venne trasferito tale potestà nelle mani dell’imperatore non si può +

pretenderlo indietro.

278 colonna di sinistra centrale, fine della colonna ciò che piace al principe ha vigore di legge, è avvenuto

ciò con la legge Regia ed Imperia votata dal popolo trasferisce nelle mani del principe tale potere, solo che

la legge non fu trovata dai glossatori nel corpus iuris, la glossa H indica che questa legge fu prevista che il

o

potere di fare legge fosse trasferito dal popolo al principe, ultime 2 righe, quindi fra Salvio Giuliano del 2

secolo D.C. e Costantino o secolo D.C. dovrebbe cadere il ritrovamento di tale regia ma, 1347 viene trovata

scolpita in una colonna bronzea a Roma e per Salvio il popolo mantiene il potere di fare leggi altrimenti lo

si deve delegare nelle mani di qualcuno quindi Sed Caste, non è un’abdicazione totale ma quasi come se

fosse un procuratore a fare le leggi.

Quindi i civilisti introducono il principio di razionalità poiché introducono la tesi paziente pagina 39 3a riga

poiché è sufficiente che la sopporti, che non venga spazzata via, che non legiferi contrariamente, 29-3

notare che la glosssa che accompagna il testo di Costantino ripete le tesi pagina 38-9, 48-9 e 50, dove la

o

glossa si allarga sotto di 10 righe M 2 Martino la consuetudine vince una legge municipale, statutaria di

diritto proprio ma non la legge romana. DODICESIMA LEZIONE

Fine della consuetudine spetta a colui che rallega e dà prova con almeno 2 testi o testimoni l’esistenza della

consuetudine durante un processo. o

Consuetudine della legge canonica 343 ottenendo spazio con le decretali di Bonifacio 8 unica riga colonna

di destra e seguenti fino a 345 è lecito che il pontefice romano conosca tutto il diritto (si presume) facendo

una legge posteriore si suppone che revochi la priorem sebbene di essa non ne faccia mansione, facendo la

nuova disposizione indica la differenza delle leggi che non possono essere ignorate eccetto le consuetudini

particolari pertanto legiferando non le abroga a meno che non faccia riferimento espressamente, poiché può

probabilmente ignorare le consuetudini di statuti di luoghi speciali e singole comunità, se vi sono e sono

vigenti, non s’intende in alcun modo derogare ad essi sempre che siano nazionali, tuttavia per mezzo della

legge emanata di nuovo a meno che non lo indichi nella nova legge.

Consuetudine della legge feudale i libri feudorem sono 2 libri contenenti il diritto feudale del medioevo

costituiti per il 99% da consuetudini ne rappresentano il trionfo nobilitate con l’inserimento della 10a

o

collatio del 5 volume dava disposizioni normative imperiali quali Corrado il Sadico nel 1037 l’ereditarietà

del feudo, glossa alta nella colonna sinistra ricorda che la 1a redazione di Oberto dell’Orto le Obertine per

la corrispondenza fra lui e il figlio che stava a Bologna, da cui si pone il nucleo di tale diritto, cosa

interessante a sinistra ultime 2 righe e prime 3 di destra la legge romana non è vile ma non può vincere la

consuetudine in origine si diceva il contrario, non ha abbastanza forza.

Nuovo argomento

Indice del diritto delle Corporazioni nel medioevo qualunque corporazione o arte aveva una potestà

normativa propria, con limiti dell’autonomia per la legge cittadina, se erano importanti invece venivano

inseriti negli statuti cittadini.

Personalità e territorialità della legge li abbiamo visti (LXV) trattando le questiones e personalità della

legge, accennato che il sistema della personalità della legge ha un valore superiore alla territorialità.

La professione di legge romana con atti d’elementi germanici, l’applicazione romana in origine era rigida,

quindi si applicava la legge per natio, in seguito il sistema si modifica sulla base della convenienza

utilizzando la legge che si preferiva, Piacenza pagina 245 il registrum magnum del comune di Piacenza

(vedi l’anno) tale registro Grasso pone le consuetudini locali numerose fino a noi salvo casi di distruzione

che ciascun comune intende conservare, le concessioni, i diplomi e altri attestati rilasciati dal sovrano per

garantire esenzioni alla comunità (fisco <) in seguito divengono atti a contenuto privatistico che

generalmente trasferiscono il diritto di proprietà in capo al comune (atti notarili) la prima cosa indicante

l’indice sono:

-le Professioni di legge 3a e 4a riga 245 un atto di donazione con cui Corrado 9 gennaio 1226 figlio di

Fredenzio si professa la nazionalità vivente e di legge romana (ESAME) indica le professioni di legge cioè

il diritto che intende seguire lui è il donante e dona il castello di Cavarago alla città di Piacenza, nota

numero 7 (7) sopra qui il soggetto dichiara d’aver ricevuto dalla città il launechil cioè un istituto

longobardo utilizzato per rendere le donazioni simili ad un contratto a prestazioni corrispettive poiché per

loro la proprietà (clan) era sacra quindi revocabile i contratti che trasferiscono tale diritto, con il launechil si

rende la prestazione irrevocabile, ricevendolo tende a rendere l’atto irrevocabile e, alla chiusura dell’atto

dopo la firma si inserisce una formula che ripete tale parte.

Tale questione si pone per garanzia d’irrevocabilità verso l’ente e il notaio trascrive tale dichiarazione

solenne per non revocare la volontà in futuro, tutti gli atti nei vari registri sono atti naturali per Signum

tabellionis o S.T. è la firma del tabellione noto come Notaio non imitabile per via dei vari timbri (4

rettangoli + iniziali e elementi pittorici).

TREDICESIMA LEZIONE

Pagina 245 parliamo di professioni di legge quindi un atto di donazione e launechil, la 2a garanzia

Interessante nella nota 6 In Integrum… indica l’istituto della defentio dove il donante s’impegna a

difendere in rapporto a qualunque sono e se l’oggetto verrà sottratto restituirà allora il doppio del valore

come sarà al momento della sottrazione; la defentio è una garanzia per evizione odierna, il dante causa si

o

impegna a risarcire il convenuto in caso di eventuale processo di rivendica intentato dal 3 verso la città

restituendo il doppio del valore migliorato nel tempo.

Launechil che funge da controprestazione viene vista come a prestazioni corrispettive oltre a una garanzia

per l donante, notiamo che è un atto notarile per il Silium Tabellionis in apertura e chiusura, e nel medioevo

erano di 2 specie:

-Charta

-Instrumentum

La charta ha caratteristiche sue è un atto redatto in forma soggettiva (come se parlano i soggetti) firmato

dall’autore o dalle parti che ha chiesto che fosse fatto tale chara di donazione e d’aver ricevuto il launechil

246 1a riga le 12 X indicano le firme dei testimoni elencati e l’editore indica i loro nomi poi alla fine al

silium tabelloni io Ugo notaio ho scritto e dopo che è stata trasferita ho completato e consegnato, non

rimane nulla presso il notaio ma le parti si portano via il documento notarile qui nella charta il ruolo del

notaio è scarso e appare come Scriptor o colui che scrive non sempre quindi aveva la qualifica di notaio ma

che lo ha scritto lui, che non avesse una pubblica fidei o legittimazione formale a stendere una

documentazione però respinta anche chi scrive non si qualifica come notaio ma come scriptor si ritiene che

chi scrive è una figura avente una legittimazione formale.

Ala charta protagonisti sono le parti e la formula finale indica che il notaio si congeda dopo aver inserito gli

elementi da inserire e dopo che l’ha trasferita indica che le parti si procurano per scrivere il materiale e lo

consegnano allo scriptor (allora la pergamena costava molto), nulla rimane nelle mani del notaio che

consegna le copie d’identico contenuto alle parti , 245 in fondo il fatto che il notaio ora è Rogatario il

donante chiede lui di scrivere la charta donazioni.

o

Instrumentum pagina 246 il 2 passo intorno al 110/1180 infatti il passaggio dalla charta all’instrumentum

non avviene subito ma per gradi, poiché si cambiano forma e sostanza per la zona di Piacenza si ha verso il

1150 con un processo legislativo veloce ma u lento lavorio che porta a tale sostituzione, la sua caratteristica

principale è l’atto in forma oggettiva alla 3a riga Presentia i testimoni non firmano + e il notaio li cita (alla

presenza di uomini i cui nomi sono indicati in basso) parla lui in 1a persona stavolta e tale Nicolò ha

venduto per 105 libbre papaveri ai censi del comune di Piacenza da notare il brano pagina 247 nota 6 la

defentio qui il notaio indica promise e obbliga i suoi eredi a difendere quindi attesta fino a querela di falso

l’avvenire delle cose nel documento come se sia chiamato a verificare tutto ciò, sono intervenuto e ho

scritto, ho confezionato tale carta (rogito) tale cambiamento di formulario vale per l’esterno come qualcosa

di + sostanzioso una rivoluzione.

Cosa fondamentale è la documentazione che rimane preso il notaio che può contemplare 3 redazioni:

-Notula

-Imbreviatura

-Mundum

L’imbreviatura è presente nei cartolari del 1200 sono registri formati da una copertina di cuoio contenenti

pergamene cucite fra di loro mentre in origine sono bianche in seguito contengono l’imbreviatura

considerato come documento originale necessario e sufficiente chiamato così poiché il notaio nel cartolare

lo sintetizzava al necessario e non inscriveva per esempio le clausole e le parti sono sicure che l’originale

sia conservato dal notaio, in seguito se hanno interesse a volere una copia se ne possono procurare una

pagando, tale eventuale redazione è il MUNDUM, quando il notaio esempla lo segna sull’originale per

ricordare di averlo già effettuato e per alcuni negozi come confessione di debito può farne solo una copia e,

al suo pagamento veniva tagliata in due mentre in caso di morte vi può essere una 3a redazione la

NOTULA un foglio di pergamena che riporta un atto esemplato relativo ad una pergamena e sul retro una

scheda con notizie brevi in scrittura tachigrafica e decifrate indicavano cose diverse dal dorso poiché erano

utilizzate dal notaio quando si spostava dal suo ufficio per andare al domicilio di chi lo richiedeva in altre

parole riciclava il dorso dell’imbreviatura poiché allora costavano molto le pergamene, le Notule però non

avevano valore giuridico finchè non divenivano imbreviature sul suo registro.

La conservazione siamo in età di archivi pubblici che fine fanno le imbreviature quando cessa la sua attività

il notaio? Se un soggetto può avere interesse paga per poterle consultare quindi spesso venivano conservate

dalle famiglie per essere vendute in seguito o dagli eredi che continuavano l’attività paterna o altri parenti

che erano notai notificando però il nome del nuovo notaio.

Notaio dopo lo scriptor in origine fine 27 i notai sacri palati indicano un’altra qualifica essa come notaio

dominus imperatori ovvero autorità imperatore che concede la nomina (oggi notaio della repubblica) il

dritto di nominare norai era riservato all’imperatore e altro diritto tipico di legittimare gli illegittimi o

bastardi per l’epoca poteva esercitarlo direttamente o darlo in concessione a diverse persone come i notai di

Lonello. QUATTORDICESIMA LEZIONE

PERSA trovala, pagina 452 Milano 1216 le consuetudini politicizzate e condanna penale

QUINDICESIMA LEZIONE

o

Il 2 passo della Personalità e Territorialità pagina 465 fonte numero 3 è un contratto concluso con un

minore senza intervento del tutore, si può richiedere la restitutio in Integrum entro 4 anni dal

o

raggiungimento dalla maggiore età che varia per legge romana e longobarda, Se qualcuno che vive 2 legge

longobarda sia stato leso in relazione ad un contratto o giudizio richiede la restitutio in integrum se è

o

divenuto maggiorenne a 18 anni ha 4 anni entro cui chiedere la restitutio in integrum, invece se vive 2

legge romana deve aspettare il tempo dei 25 anni la quale età sia tanto di 18 che di 25 è stabilita oggi in

anni 20 quindi il comune vuol superare il sistema della personalità della legge per avere una maggior

certezza nei rapporti.

Indice LVIII la colonna destra in alto pagina 247 2a riga e 257 2a riga Constitutium negli atti troviamo

dichiarazioni per charta soggettivamente per istitutionem le rinunce + interessanti sono le dichiarazioni con

cui un soggetto che può avvalersi di un diritto o eccezione dichiara di volervi rinunciare, sono per lo + di

diritto romano presenti in atti notarili e dottrina, la + diffusa 247 è in un atto di compravendita con cui

Nicolao vende per 105 libbre pavesi e il notaio dichiara che interviene la moglie di Nicolao 2a riga che

manifesta il suo consenso rinunciando a tutto il suo diritto d’ipoteca Pro-Dote sui beni familiari correlati

strettamente al sistema dei rapporti patrimoniali fra coniugi il quale è attorno alla dote e nel medioevo altro

istituto diffuso era l’Excurio Proptar Dotem.

Il modello romanzerò per le consuetudini bizantine e longobarde riguarda le donne dotate che vengono

escluse dalla successione quindi la Restitutio dei beni dotati sono amministrati dal marito che non ne è il

proprietario, da restituire per matrimonio sciolto e le donne avevano tale diritto d’ipoteca e dote su tutti i

beni familiari era quindi un diritto d’ipoteca legale e tacita, non scritto; quando il marito voleva vendere un

bene doveva cancellare l’ipoteca, sul bene medesimo in altri documenti il notaio indica la rinuncia della

donna ad essere tutelata sui beni non venduti a pagina 206 una famosa fonte notarile di Rolandino (Glossa e

commento) del 1210-80 famosa per la pratica poiché tratta problematiche notarili e formulari e lo schema

per l’esercizio dell’arte notarile medesima l’Intrumentum di moglie che dia consenso alla rinuncia del

diritto d’ipoteca e vi è un atto notarile in piedi per successiva compravendita quindi rinuncia sul documento

notarile a sé stante.

Onanista moglie de detto venditore certificato da me notaio che rende dotta sul diritto (la informa)

d’ipoteca a lei spettante ha consentito 207 e ha rinunciato al diritto d’ipoteca trasferendolo al compratore

con qualunque altra azione che ha e che in futuro potrebbe avere rapporti ala suddetta cosa venduta dal

predetto e suddetto Marto suo, a tutela in relazione alla dote o qualunque altra dote trasferendo il suo diritto

che ha o potrebbe essere in relazione al suo diritto impegnandosi per sé e per i suoi eredi, nome rinuncia

o

pagina 257 il 2 passo per altre rinunce per qualunque aiuto di leggi, varie rinunce di diritto romano e

puntualmente Salatiere li tratta LVIII 1a pagina Salatiere 187 per definire è una Remissio d’aiuto o difesa a

sé competenza (non servivano) a volte vale e a volte no, per alcuni casi non si possono rinunciare per certe

tutele previste dalla legge a favore di minori per lo + varie sono le difese e ad alcune si può rinunciare

mentre ad altre No.

Le + famose 190 6a riga vi è poi anche il Beneficio dell’Epistola di Adriano introdotto dall’imperatore

Adriano spetta quando vi è una pluralità di fideiussori, mandanti o tutori tale beneficio però riguarda la

divisione dell’obbligazione solidale per alleggerire la posizione dell’obbligato se vi si rinuncia si tutela +

l’altra parte e si aggrava la posizione del tutore, curatore, mandante o fideiussore, a tale beneficio si può

rinunciare per principio cui 191 si aggrava la sua posizione e poiché a ciascuno è lecito rinunciare alle cose

introdotte Pro Legem, 2a riga 191 pone un istituto arrivato sino a noi la Preventiva Esclusiva per

fideiussore il beneficio della nuova costituzione per cui essendo presente ed esistente il debitore dapprima

o

deve essere chiamato a pagare e in seguito il fideiussore se inadempiente il 1 , può avere poi la stese azioni

del creditore.

192 Senato Consulto Macedoniano indica un beneficio competente al minore che ha preso a mutuo del

denaro senza l’intervento del padre o tutore, il beneficio mancando la capacità di agire ha stessa posizione

dell’obbligazione naturale se paga va tutto bene altrimenti il mutuante è sfornito di azioni è stata introdotta

in odio verso i prestatori di denaro, non si può rinunciare a tali azioni se non apposta, tutti i benefici

introdotti in epoca di diritto romano classico e pos-classico per attutire la responsabilità di una parte

rinunciarvi indica peggiorare la propria situazione e quella dell’altra parte, nello statuto la rinuncia non è

valida, LVIII per le rinunciationes al diritto romano nel titolo sistema della personalità per non abbracciare

altro diritto e per non rinunciare ad un favore della parte forte e sfavore alla aprte debole.

QUINDICESIMA LEZIONE

Ultimo beneficio per il quale compare spesso nelle dichiarazioni ri rinuncia pagina 202 ultima riga del

senato consulto velleiano previsto per donne che intercedono pro-bi a tale beneficio introdotto a causa della

fragilità del sesso femminile si può rinunciare se la donna è certificata (informata) è un benefico a favore

delle donne si prevede che non dovessero intercedere pro-avi o garantire obbligazioni altrui 199, fra i tanti

benefici elencati e, a volte 257 la dichiarazione di rinuncia è per ogni benefico il notaio lo dichiara 199

pone vari tipi a Fori quali i privilegi dei vari fori per studenti che risiedono a Bologna3a riga declinare il

foro dicendo che vogliono rispondere davanti al suo maestro, del Soldato al fronte davanti al suo

comandante della milizia, non è un rifiuto della legge romana ma clausole contrattuali per rafforzare

l’obbligazione a favore della parte forte.

Ultima parte dell’indice il diritto Proprio o Statutario della citta-impero la nascita dei comuni avviene per

vari patti da ricordare + quella delle città germaniche nate intorno al nucleo dei mercati dal punto di vista

giuridico lo stanziamento duraturo di un centro di scambi sono favoriti dalla legislazione della città

esistente poiché portano ricchezza e si pongono norme per favorirli quali fiscali, penali, rapporti giuridici

civilisti e fiscali, per l’aspetto Giuridico essendo nato dal basso il comune fatica a prendere coscienza della

propria forza giuridica e investe anche prassi e dottrina tale incertezza si serve dell’opera del notaio per

pubblicare atti sconosciuti, esempio pagina 243 il registrum umanum di Piacenza come controparte vi è il

popolo piacentino, 245 brano famoso visto dell’anno 1126 Re Comuni o civlità presentia alla 4a riga, 246

5ultima riga comunis in manus e urunde connubi, 248 1a riga intuì piacentinus et in per il popolo

piacentino; la prassi notarile oscilla fra il popolo piacentino, inter piacentinus e res comuni pubblici civitate

piacentia o 246 comune di Piacenza che s’impegna per mezzo dei consoli oscilla poiché non vi è un

processo per definirlo agglomerato o popolo di Piacenza.

o

Il comune nel 5 comma e 246 nel 1180 s’identifica la città come una repubblica a sé stante rispetto al

popolo che si obbliga come rappresentante, vi sono dubbi non solo in campo notarile 368 per le cronache di

alti funzionari che accompagnavano l’imperatore scrivono gli avvenimenti cui assistono, per lo +

riguardanti Barbarossa come l’alto dignitario imperiale ha difficoltà a identificare la controparte di Milano

il Comune Mediolanensum il cronista dovendo descriverre una serie di accordi inizia il comune

mediolanensum o comune dei milanesi opi i milanesi, poi comune mediani e indine i milanesi 1e 4 righe la

cosa migliore è il comune di Milano per molti oscillano anche loro sulla dottrina 57-8 un autore importante

con la sua opera importante Pillio da Medicina uno dei 1i ad usare il metodo della Questio Sabatina qui

pone lo schema tipico della questio Pro-60 contra 62,, ambito del problema del factio emergentes o reali vi

è una disputa fra 2 città Bologna e Firenze chi dei 2 presta giuramento di calunnia verso la controparte?

Quale attore giura di essere in buona fede davanti al giudice? Oggi lo effettuano i sindaci allora i bolognesi

avendo una controversia fra comuni nasce una disputa nobile nella curia nobile se tutti devono giurare

poiché la causa è della comunità o università o se è sufficiente che giurino solo i rappresentanti Pillio non è

convinto su cosa sia la città, ci ragiona sopra.

SEDICESIMA LEZIONE

Pagina 57 sorge un problema come la città è percepita? Dal punto di vista giuridico per prassi e atti

imperiali Pillio propone che dovendosi prestare giuramento in caso di calunnia dovessero giurare tutti o

solo i soli consoli Pro Quorud, si fa una questione pratica trattazione sempre fatta sul diritto romano

comune, ciò spiega perché è sufficiente che giurino nella motivazione il defensor o capo del municipio

console nel comune nella 1a tesi che giurino i consoli si dimostra così poi vedremo l’elenco dei passi.

Contra 60 quod al contrario rispondendo complicherebbe il riconoscimento cella civica o ultime 2 righe è

necessario che giurino tutti o la maggior parte 61 o la + idonea motivazione la causa tocca tanto per tanto

che dovrebbero giurare tutti quanti 5a riga, la Solutio a pagina 62 indica A me sembra che sia sufficiente

che in una causa dell’universitas giuri solo il console sulla base di un diritto consuetudinario il problema

o

nell’era romana non vi era ma + nell’era comunale il 2 elemento è che essendo presente e consenziente la

maggior parte della comunità universitatis tramite il consenso della maggioranza.

Indice LVIII colonna di destra esaurita ora LIX autonomia cittadina esiste pagina 167 2 righe

importantissime Ex Quo e per questo una comunità elegge dei api provvisori o dei consoli e conferisce ad

essi il potere di giudicare semplice l’autonomia della città parte da tale aspetto 1a sotto forma di arbitrio o

di un privato e in seguito un procedimento dal basso diviene diritto conferendo la potestas iudicandi, ma se


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto comune. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: la teoria sull’equità, la giustizia, il diritto naturale, la consuetudine, il diritto proprio o statutario e i rapporti fra diritto proprio e diritto comune, questiones.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2006-2007

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Novadelia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto comune e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Moscati Laura.

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