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56. La società in nome collettivo

Per la società in nome collettivo si applicano le norme sulla società semplice, ma integrate.

Questa disciplina si basa sull'obbligo di pubblicità previsto per le imprese commerciali, e prescrive

l'iscrizione del contratto sociale nella sezione ordinaria del registro delle imprese, anche se la

collettività non esercitano attività commerciale. La mancata registrazione non produce inesistenza o

invalidità della società, ma solo l’irregolarità. Perciò, anche se irregolare, la società esiste ed opera.

57. La costituzione della società

Capacità dei soci. Il rappresentante legale dell'incapace assoluto non può partecipare alla

 costituzione di una società in nome collettivo. Solo se l'incapace acquista a titolo gratuito, per

successione a causa di morte o per donazione, la quota di una collettività e gli altri soci sono

d'accordo nel farlo partecipare alla società, sarà il tribunale a dover decidere se convenga

all'incapace partecipare alla società. Lo stesso regole vale per l'inabilitato, mentre, può

parteciparvi, l'emancipato, ma previa autorizzazione del tribunale.

Forma del contratto. Il contratto deve essere fatto per atto pubblico o per scrittura privata

 autenticata: la forma non è prescritta a pena di nullità, ma solo ai fini della registrazione.

Se pertanto il contratto è stato stipulato in una forma diversa, esso non potrà essere pubblicato

nel registro delle imprese, ma la società in nome collettivo, seppure irregolare, esisterà ugualmente.

Contenuto del contratto. Perché possa essere registrato, il contratto deve essere anche

 completo nel suo contenuto, si possono omettere le indicazioni riguardo la partecipazione agli

utili e alle perdite, ma occorre necessariamente stabilire:

L'oggetto sociale, cioè l’attività economica che esercita la società; può essere commerciale o

 non commerciale ma comunque dev'essere lecita e possibile.

La sede sociale, cioè luogo in cui la società pone il centro della sua attività.

 Il nome della società, che nelle società di persone è definita ragione sociale, non dev'essere

 indicato il tipo di società, ma è sufficiente che vi sia il nome di uno o più soci e che appaia

l'esistenza di un rapporto sociale. Se il socio recede o muore, la società ne può conservare il

nome personale nella ragione sociale, ma occorre il consenso del socio receduto o degli eredi.

La società non può adottare un nome uguale o simile al nome di un'altra società, quando da

questa uguaglianza sorga pericolo di confusione (principio della novità).

La durata della società deve essere a tempo determinato, ma se alla scadenza i soci continuano

 a compiere le operazioni sociali, si ha una proroga tacita a tempo indeterminato.

I conferimenti di ciascun socio ed il valore ad essi attribuito.

 Indicare chi sono i soci amministratori e rappresentanti della società determinandone i poteri

 (non indispensabile): con la pubblicazione, infatti, la società può opporre ai terzi gli eventuali

limiti posti a quei poteri, anche se i terzi non li hanno conosciuti. In mancanza di tali indicazioni,

invece, ciascun socio ha il potere di amministrare e di rappresentare disgiuntamente la società,

e questa non può opporre ai terzi eventuali limitazioni ai poteri di rappresentanza.

Pubblicità del contratto di società. Il legislatore ha stabilito che l'atto costitutivo della società in

 nome collettivo deve essere pubblicato nella sezione ordinaria del registro delle imprese.

Gli amministratori sono obbligati a depositare il contratto presso l'ufficio che deve compiere la

registrazione entro 30 giorni dalla sua conclusione; se gli amministratori non adempiono all'obbligo

ogni socio ha il potere di depositare il contratto a spese della società o di fare condannare gli

amministratori affinché provvedano al deposito.

Perché il contratto possa essere registrato occorre che esso sia stato stipulato nella forma

prescritta e che sia completo nel suo contenuto essenziale. Prima di registrare la società, occorre

perciò esaminare se esistano detti presupposti: l'esame viene compiuto dall'ufficio del registro

delle imprese, contro la cui decisione si può ricorrere al giudice del registro, e poi al tribunale.

Se il contratto viene registrato nonostante manchino i presupposti della registrazione, alla società

si applica la disciplina della collettività regolare, ma il giudice del registro può ordinare anche

d'ufficio la cancellazione della registrazione, che fa diventare la società irregolare.

58. L'esecuzione del rapporto sociale

Divieto di concorrenza. I soci hanno un obbligo legale di non concorrenza: essi cioè non possono, senza

il consenso degli altri soci, esercitare per conto proprio o altrui un'attività concorrente con quella della

società, ne partecipare come soci illimitatamente responsabili ad altra società in concorrenza con la

prima. Si presume che ci sia il consenso degli altri soci quando questi, al momento della conclusione del

contratto di società, erano a conoscenza della situazione di concorrenza, e non ne avevano preteso la

cessazione.

La violazione del divieto di concorrenza dà alla società diritto al risarcimento del danno.

Tale divieto non opera nella società semplice perché non svolge attività commerciale, ne per i soci accomandanti perché soci a

responsabilità limitata, pertanto opera nella società in nome collettivo e per gli accomandatari.

Distribuzione degli utili. Anche per la collettiva vale il principio dettato per la società semplice, per cui

ciascun socio ha diritto di percepire la sua parte di utili dopo l'approvazione del rendiconto annuale.

Con l'articolo 2303, il legislatore ha precisato che gli utili, per essere ripartibili, devono essere

realmente conseguiti. Poiché il concetto di utile è dato dalla differenza attiva tra il patrimonio e il

capitale della società non possono essere considerati utili le somme guadagnate nell'ultimo esercizio,

qualora negli esercizi precedenti si siano avute delle perdite: pertanto le somme guadagnate non

possono essere distribuite ai soci a titolo di utili, ma devono essere destinate all'eliminazione di tali

perdite.

La distribuzione può invece avvenire se le perdite sono già state eliminate: o perché sono state colmate,

mediante reintegrazione del capitale sociale attraverso nuovi conferimenti dei soci; o perché sono

state estinte contabilmente. 59. L'autonomia patrimoniale della società

Creditori sociali. Nella collettiva, tanto registrata quanto non registrata, tutti i soci sono sempre

personalmente responsabili per l'adempimento delle obbligazioni sociali.

Eventuali patti di esclusione o di limitazione della responsabilità personale hanno valore solo nei

rapporti interni tra gli stessi soci, ma non sono opponibili ai creditori sociali: pertanto, se i soci

intendono limitare la responsabilità di qualcuno di essi dovranno scegliere o il tipo della semplice ovvero

se la società è commerciale il tipo della società in accomandita semplice.

La responsabilità personale, oltre che illimitata e solidale è sussidiaria, quindi:

se la collettiva è registrata, il creditore deve prima espropriare il patrimonio della società, e

 soltanto se rimane insoddisfatto può poi pretendere il pagamento dai singoli soci, mentre

nella società semplice e nella collettiva irregolare, il socio, per evitare l'espropriazione del proprio

 patrimonio personale, deve indicare su quali beni sociali il creditore può agevolmente soddisfarsi.

Creditori particolari dei soci. Il creditore particolare del socio non può chiederne la liquidazione della

quota finché dura la società. Se però alla scadenza della società, i soci ne deliberano la proroga, il

creditore particolare può fare opposizione entro 3 mesi dalla iscrizione della deliberazione di proroga

nel registro delle imprese: se l'opposizione è accolta dal tribunale, la società deve, entro 3 mesi dalla

notificazione della sentenza, liquidare la quota del socio debitore.

60. Le modificazioni del contratto sociale

Le modificazioni del contratto sociale, che sono decise, salvo patto contrario, all'unanimità da tutti i

soci (con l'eccezione delle decisioni di fusione e di trasformazione in società di capitali, adottabili

anche a maggioranza) devono essere pubblicate nel registro delle imprese. Finché non sono registrate,

non sono opponibili ai terzi, a meno che si provi che costoro ne erano a conoscenza.

Si ha la riduzione del capitale sociale, quando esso viene giudicato dai soci eccessivo per il

conseguimento dell'oggetto sociale. La legge attribuisce ai creditori della società il potere di impedire

l'esecuzione della delibera di riduzione.

La delibera di riduzione può essere eseguita soltanto dopo 3 mesi dal giorno dell'iscrizione nel registro

delle imprese, purché entro questo termine nessun creditore sociale abbia fatto opposizione.

Malgrado l'opposizione, l'esecuzione della delibera può essere consentita dal tribunale ma solo se la

società presta un idonea garanzia.

Il recesso va pubblicato nel registro delle imprese. E' riconosciuto a ciascun socio il diritto di recesso,

pure nell'ipotesi in cui, nonostante sia trascorso il termine di scadenza della società, le operazioni

sociali siano state continuate, provocando la proroga tacita della società a tempo indeterminato.

61. Lo scioglimento e la liquidazione della società

Nella società in nome collettivo, alle cause di scioglimento previste per la società semplice, se ne

giungono altre due: il provvedimento di scioglimento dell'autorità governativa, nei casi in cui detto

potere le è riconosciuto dalla legge; la dichiarazione di fallimento, quando la società esercita un'attività

commerciale.

Tranne che nell'ipotesi di fallimento, nelle altre ipotesi allo scioglimento segue una fase di liquidazione.

Quando la società collettiva è registrata, gli atti di nomina e di sostituzione dei liquidatori devono

essere pubblicati nel registro delle imprese.

Compiuta la liquidazione, i liquidatori devono redigere il bilancio finale e predisporre un piano di riparto,

dal quale risultino le somme spettanti ad ogni socio: sia il bilancio finale che il piano di riparto devono

essere comunicati ai soci mediante raccomandata e si intendono approvati se, nel termine di 2 mesi

dalla comunicazione, non sono stati impugnati.

Dopo l'approvazione del bilancio finale di liquidazione, i liquidatori devono chiedere la cancellazione

della società dal registro delle imprese. Dopo la cancellazione della società, i creditori sociali, che non

sono stati soddisfatti, possono fare valere i loro crediti nei confronti dei soci; e possono anche

rivolgersi contro i liquidatori, se il mancato pagamento è dipeso da colpa di questi.

Si può dichiarare fallimento entro un anno dalla cancellazione della società.

62. Le conseguenze della mancata registrazione

Ferma, e sempre inderogabile, la responsabilità personale illimitata e solidale di tutti i soci per le

obbligazioni sociali:

28. la responsabilità personale dei soci è sussidiaria come nella società semplice

29. la posizione dei creditori particolari dei soci è regolata come nella società semplice

30. i patti, che attribuiscono la rappresentanza ad alcuni soltanto tra i soci o che limitano i poteri di

rappresentanza, sono opponibili ai terzi solo se si prova che costoro ne erano a conoscenza.

31. la società irregolare non può ottenere il concordato preventivo nè l'amministrazione controllata

32. il termine di prescrizione dei diritti sociali è di 10 e non di 5, come è nelle società registrate.

63. La società in accomandita semplice

La società in accomandita semplice è composta di 2 categorie di soci:

gli accomandatari, i quali hanno una responsabilità illimitata e solidale per le obbligazioni sociali;

 gli accomandanti, i quali hanno una responsabilità limitata alla quota conferita.

L'atto costitutivo deve indicare chi sono i soci accomandatari e i soci accomandanti.

Alla società in accomandita semplice si applicano le norme della società in nome collettivo, adattate alla

diversa struttura sociale. 64. La posizione dei soci accomandatari

Il principio generale è che i soci accomandatari hanno gli stessi diritti e obblighi dei soci in nome

collettivo.

Disposizioni particolari operano per quanto riguarda il nome e l'amministrazione della società:

la società agisce sotto una ragione sociale costituita dal nome di almeno uno dei soci accomandatari,

 con l'indicazione del tipo sociale

l'amministrazione può essere conferita soltanto ai soci accomandatari, per la nomina l'eventuale

 revoca degli amministratori sono richiesti:

il consenso di tutti i soci accomandatari;

 l'approvazione di tanti soci accomandanti che rappresentino la maggior parte del capitale da essi

 sottoscritto. Se gli amministratori sono stati nominati nel contratto sociale, la revoca è ammissibile

solo per giusta causa ed occorre il consenso di tutti i soci, sia accomandanti sia accomandatari,

escluso l'amministratore da revocare.

65. La posizione dei soci accomandanti

I soci accomandanti rispondono per le obbligazioni sociali limitatamente alla loro quota.

Questa responsabilità limitata sussiste anche se l'accomandita è irregolare (cioè non è stata

registrata), salvo che l'accomandante abbia partecipato alle operazioni sociali.

Al beneficio della responsabilità sono collegati 3 divieti:

amministrare la società,

 l'inserimento del nome del socio accomandante nella ragione sociale

 non possono compiere autonomamente atti di amministrazione e rappresentanza, trattando o

 concludendo affari in nome della società (salvo che siano stati dotati di procura speciale). Se

violano detto divieto, assumono responsabilità illimitata e solidale per tutte le obbligazioni

sociali, comprese quelle sorte anteriormente all'atto di ingerenza, possono essere esclusi dalla

società.

Poteri dei soci accomandanti:

33. i soci accomandanti possono soltanto prestare la loro opera sotto la direzione degli amministratori,

34. dare autorizzazioni e pareri

35. compiere atti di ispezione e di sorveglianza

36. i soci accomandanti hanno un diritto di informazione, e quindi devono avere comunicazione annuale

del bilancio d'esercizio, e possono controllarne l'esattezza, consultando i libri e gli altri documenti

sociali

37. non possono essere costretti a restituire le somme ricevute a titolo di utili, anche se gli utili non

erano stati realmente conseguiti, purché ricorrano le seguenti due conseguenze:

20. che le somme sono state riscosse in buona fede

21. sulla base di un bilancio regolarmente approvato.

Trasferimento della quota

A differenza dei soci accomandatari che, (essendo personalmente responsabili per i debiti sociali), per

trasferire la loro la loro quota necessitano del consenso di tutti gli altri soci, i soci accomandanti

possono trasferire la loro quota:

se il trasferimento avviene per atto tra vivi, è richiesto il consenso della maggioranza dell'intero

 capitale sociale, senza distinzione tra accomandatari e accomandante

in caso di morte dell'accomandante la sua quota di partecipazione è liberamente trasferibile agli

 eredi. 66. Lo scioglimento della società

 

Un'autonoma causa di scioglimento della società in accomandita semplice, che si aggiunge alle altre

 previste per la società in nome collettivo, è costituita dal venir meno di una delle due categorie di

soci, sempre che nel termine di 6 mesi non sia sostituito il tipo di socio venuto meno.

Durante questi sei mesi, se mancano gli accomandatari, i soci accomandanti nominano a un

 amministratore provvisorio che non diventa socio accomandatario.

Terminata la liquidazione della società, e dopo la sua cancellazione dal registro delle imprese, i

 creditori sociali rimasti insoddisfatti possono pretendere il pagamento dei loro crediti dagli

accomandatari e dai liquidatori. Possono agire anche nei confronti degli accomandanti, ma

limitatamente a quanto da loro ricevuto per la liquidazione del patrimonio sociale.

69. La costituzione della società. A) Formazione dell’atto costitutivo e dello statuto

La società per azioni deve avere un capitale, corrispondente al valore in euro dei conferimenti dei soci e

che non può essere inferiore a 120 mila euro. Il nome della società per azioni, è detto denominazione

sociale, dev’essere formato mediante l’indicazione del tipo sociale (società per azioni), ma non occorre

inserirvi il nome di uno o più soci.

La legge prevede due modi di costituzione della società per azioni:

mediante un'offerta pubblica di sottoscrizione, procedimento piuttosto raro, composto da 4

 fasi:

38. predisposizione di un programma, firmato dai c.d. promotori, in cui sono indicati gli elementi

essenziali che caratterizzano la società che si intende costituire entro un determinato termine

39. gli stessi promotori fanno un invito al pubblico a sottoscrivere le azioni emittende, cioè, ad

impegnarsi a versare i conferimenti corrispondenti; a cui segue, la sottoscrizione integrale delle

azioni e il versamento iniziale di almeno il 25% del loro valore di emissione

40. Art 2234. Raccolte le sottoscrizioni i promotori, con raccomandata o nella forma prevista nel programma, devono assegnare

ai sottoscrittori un termine non superiore ad un mese per fare il versamento.

Decorso inutilmente questo termine, è in facoltà dei promotori di agire contro i sottoscrittori morosi o di scioglierli

dall’obbligazione assunta. Qualora i promotori si avvalgano di quest’ultima facoltà, non può procedersi alla costituzione

della società prima che siano collocate le azioni che quelli avevano sottoscritte.

Salvo che il programma stabilisca un termine diverso, i promotori, nei venti giorni successivi al termine fissato per il

versamento, devono convocare l’assemblea dei sottoscrittori mediante raccomandata, da inviarsi a ciascuno di essi

almeno dieci giorni prima di quello fissato per l’assemblea, con l’indicazione delle materie da trattare.

i sottoscrittori si riuniscono in assemblea,

Art 2335. L’assemblea dei sottoscrittori:

1) accerta l’esistenza delle condizioni richieste per la costituzione della società;

2) delibera sul contenuto dell’atto costitutivo;

3) delibera sulla riserva di partecipazione agli utili fatta a proprio favore dai promotori;

4) nomina gli amministratori e i membri del collegio sindacale.

L’assemblea è validamente costituita con la presenza della metà dei sottoscrittori.

Ciascun sottoscrittore ha diritto a un voto, qualunque sia il numero delle azioni sottoscritte, e per la validità delle

deliberazioni si richiede il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Tuttavia per modificare le condizioni stabilite nel programma è necessario il consenso di tutti i sottoscrittori.

41. e in questa sede in qualità di soci fondatori, stipulano l'atto costitutivo della società, che deve

rispettare le condizioni stabilite nel programma.

I promotori, anche se non sottoscrivono azioni e quindi non diventano soci, si riservano una

partecipazione agli utili della società, che però non può superare il decimo degli utili netti

risultanti dal bilancio e per un periodo massimo di 5 anni, e deve essere approvata

dall’assemblea dei sottoscrittori.

mediante costituzione simultanea, che è il procedimento consueto, per cui sono gli stessi soci

 fondatori che, attraverso contatti diretti, concludono l'accordo per la stipulazione dell'atto

costitutivo della società.

Qualunque dei due modi di costituzione sia stato adottato, l'atto costitutivo deve avere la forma

dell'atto pubblico a pena di nullità.

Esso deve contenere una serie di indicazioni, tra le quali:

i nominativi dei soci e gli eventuali promotori

 la denominazione e il comune dove è la sede della società

 l'attività che costituisce l'oggetto sociale

 l'ammontare del capitale sottoscritto e versato

 il numero e l'eventuale valore nominale delle azioni, le loro caratteristiche le modalità di emissione

 e di circolazione

il numero delle azioni assegnate ad ogni socio, il valore attribuito ai crediti e ai beni conferiti in

 natura

il sistema di amministrazione adottato, gli amministratori, il loro numero e i loro poteri

 i sindaci e il loro numero

 la durata della società

 le regole di ripartizione degli utili

 se la società è costituita a tempo indeterminato, occorre indicare un periodo di tempo (non

 superiore ad un anno) entro il quale è ammesso per legge il recesso del socio.

Norme contrattuali relative al funzionamento della società sono contenute nel c.d. statuto che, si

considera parte integrante dell'atto costitutivo, e quindi deve essere redatto nella medesima forma

pubblica. Se è redatto separatamente, le norme dello statuto prevalgono su quelle dell'atto costitutivo.

Società unipersonale. La costituzione della società può avvenire anche per atto unilaterale, cioè ad

opera di un solo socio fondatore: in tale ipotesi, si ha una società per azioni unipersonale, composta da

un unico azionista, soggetta ad una disciplina particolare.

70. B) Iscrizione dell'atto costitutivo e dello statuto nel registro delle società.

Iscrizione nel registro delle imprese. La redazione per atto pubblico del contratto sociale

 rappresenta la condizione necessaria per la costituzione della società per azioni, ma perché questa

venga ad esistenza è richiesto che l'atto costitutivo venga iscritto nel registro delle imprese.

Entro 20 giorni dalla redazione dell'atto costitutivo, gli amministratori ed anche il notaio che lo ha

redatto sono obbligati a depositarlo presso il registro delle imprese nella provincia in cui è stabilita

la sede della società; se gli amministratori o il notaio non provvedono, può provvedervi ogni azionista

a spese della società.

Condizioni. Contestualmente al deposito va richiesta l'iscrizione della società nel registro delle

 imprese. Per procedere alla registrazione della società l'ufficio non ha il potere di controllare tutti

i profili di validità dell'atto costitutivo, ma solo di accertare la regolarità formale della

documentazione, in particolare:

che l'atto costitutivo sia stato redatto in forma pubblica

 che contenga le indicazioni essenziali riguardanti la denominazione della società, i conferimenti,

 l'ammontare del capitale sociale e l'oggetto sociale

che risulti sottoscritto per intero il capitale sociale; che risulti che i soci abbiano depositato

 presso una banca almeno il 25% del loro conferimento ovvero, che l'unico socio abbia versato il

loro intero ammontare

che risulti che la valutazione dei conferimenti in natura e dei conferimenti di crediti sia stata

 compiuta secondo il procedimento stabilito dalla legge

infine, nell'ipotesi in cui è necessaria l'autorizzazione, che detta autorizzazione risulti già

 rilasciata. 71. Effetti della mancata registrazione

Se non avviene la registrazione la società per azione non si costituisce e non acquista la

 personalità giuridica.

Se la registrazione non avviene entro 90 giorni dalla stipulazione dell'atto costitutivo o, dal

 rilascio delle autorizzazioni amministrative, l'atto costitutivo diventa inefficace, e la banca

deve restituire ai sottoscrittori le somme corrispondenti ai conferimenti in denaro.

Prima della registrazione:

Gli amministratori non possono ritirare le somme versate dai sottoscrittori presso la banca

 E’ vietata l'emissione delle azioni, ma non la vendita della partecipazione sociale.

 Se vengono compiute operazioni in nome della società, coloro che hanno agito sono illimitatamente e

 personalmente responsabili verso i terzi, insieme al socio unico fondatore o ai soci che hanno

consentito il compimento dell'operazione si aggiunge la responsabilità della società, se questa viene

successivamente registrata e se ratifica le operazioni compiute.

72. La nullità della società

Può darsi che la registrazione della società sia avvenuta malgrado la nullità del contratto sociale.

Tuttavia, poiché a seguito della registrazione la società si è costituita ed ha acquistato la personalità

giuridica, si pone l'esigenza di impedire che il successivo accertamento giudiziale della nullità del

contratto ponga nel nulla tutti i rapporti sociali già sorti, pregiudicando i diritti dei soci e dei terzi.

Pertanto, per evitare gravi turbamenti del traffico giuridico, il legislatore ha tassativamente elencato i

casi in cui, dopo la registrazione della società ne può essere dichiarata la nullità, ed ha escluso

l'efficacia retroattiva della sentenza dichiarativa della nullità, facendola invece seguire all'applicazione

della disciplina dello scioglimento della società che quindi viene posta in liquidazione.

I casi in cui la nullità della società può essere pronunciata sono:

mancata redazione dell'atto costitutivo in forma pubblica

 illiceità dell'oggetto sociale

 mancanza nell'atto costitutivo di ogni indicazione riguardante la denominazione della società, o i

 conferimenti, o l'ammontare del capitale sottoscritto o l'oggetto sociale.

La nullità della società non può essere dichiarata in nessun altro caso.

Gli effetti derivanti dalla dichiarazione di nullità:

Alla dichiarazione di nullità segue lo scioglimento della società

 I soci non sono liberati dall'obbligo di conferimento fino a quando non sono soddisfatti i creditori

 La dichiarazione di nullità opera ex nunc, e perciò non pregiudica l'efficacia degli atti compiuti in

 nome della società.

La nullità non può essere dichiarata quando il vizio invalidante è stato eliminato.

 La stessa sentenza che dichiara la nullità provvede alla nomina dei liquidatori della società

 Il dispositivo della sentenza di nullità va pubblicato nel registro delle imprese.

 73. Il capitale sociale: conferimenti degli azionisti

Nell'atto costitutivo deve essere indicato, a pena di nullità, l'ammontare del capitale sottoscritto dai

soci fondatori. I conferimenti devono farsi in denaro, se l'atto costitutivo lo consente, si possono anche

fare, purché i beni conferiti siano suscettibili di valutazione economica, conferimenti di beni in natura

(ad es. un immobile) e conferimenti di crediti.

Ma non si possono avere conferimenti di lavoro, e perciò alle prestazioni di opera o di servizi,

 malgrado la loro idoneità ad una valutazione economica, non può esser attribuito un valore da

computare nel capitale sociale. Esse possono costituire solo: prestazioni accessorie ulteriori

rispetto al conferimento e in cambio di un determinato compenso; autonomi apporti, non

imputabili al capitale sociale,e a fronte dei quali possono essere assegnati soltanto strumenti

finanziari atipici.

Beni in natura e/o crediti. Il valore effettivo dei beni conferiti in società non può essere

 inferiore a quello corrispondente all'ammontare globale del capitale sottoscritto. Quando si

tratta di conferimenti in denaro, è sufficiente controllare che la somma del valore nominale di

detti conferimenti non sia inferiore al valore che viene imputato al capitale; quando invece si

hanno conferimenti diversi dal denaro, in natura o di crediti, vi è il pericolo che ai beni conferiti

vengano attribuiti dei valori nominali superiori a quelli reali, per questo la legge prescrive la

stima dei conferimenti.

Il procedimento per la stima dei conferimenti:

chi conferisce beni in natura o diritti di credito, deve presentare una valutazione giurata fatta

 da un esperto nominato dal tribunale. La relazione va depositata, assieme all'atto costitutivo,

presso il registro delle imprese.

Entro 180 giorni dalla registrazione della società, gli amministratori devono controllare dette

 valutazioni e, fino a quando le valutazioni non sono state controllate, le azioni sono inalienabili.

Se risulta che il valore dei beni conferiti era inferiore di oltre un quinto a quello per cui

 avvenne il conferimento, il socio:

può versare la differenza in denaro e mantenere intatta la sua quota di partecipazione alla

 società.

se non versa la differenza: o recede dalla società e riceve in restituzione il conferimento

 ovvero rimane azionista per una quota minore

In queste ultime due ipotesi, la società deve deliberare la riduzione del capitale e deve

annullare le azioni che risultano scoperte.

In questi ultimi 2 casi la società deve ridurre il capitale ed annullare le azioni scoperte.

Nell'intento di impedire che l'obbligo della stima venga eluso, il legislatore ha disposto che sino a 2

 anni dalla registrazione della società gli acquisti di beni in natura o di crediti alienati alla società:

dai promotori

 dai fondatori

 dai soci

 dagli amministratori

42. Debbano essere autorizzati dall'assemblea ordinaria, quando il corrispettivo dell'acquisto o della

cessione corrisponde ad almeno un decimo del capitale sociale.

43. Gli acquisti devono essere oggetto di una stima giurata, analoga a quella prevista per i conferimenti

diversi dal denaro. La stima deve essere depositata nella sede sociale, a disposizione dei soci, nei 15

giorni anteriori alla riunione dell'assemblea che deve decidere l'autorizzazione all'acquisto. Entro

30 giorni dall'autorizzazione, la delibera assembleare, e la relazione giurata, devono essere

depositate presso il registro delle imprese.

Si ha comunque responsabilità degli amministratori, in solido con l'alienante, se l'acquisto avviene senza

che sia stato osservato il suddetto procedimento di valutazione.

Tale procedimento non si applica agli acquisti che, per le loro circostanze o modalità, non presentano il

rischio della elusione dell'obbligo della stima: ossia, agli acquisti operati in borsa, o sotto il controllo

dell'autorità giudiziaria o amministrativa, o che rientrano nelle operazioni correnti della società.

74. Inadempimento dell'azionista e sua decadenza dalla società

Denaro. Il patrimonio sociale costituisce il principale strumento finanziario per lo svolgimento

 dell'attività sociale. È però possibile che all'inizio dell'attività le dimensioni dell'impresa sociale non

richiedano l'immediata utilizzazione di tutto il patrimonio conferito, la legge consente che al

momento della costituzione della società i soci non versino tutte le somme corrispondenti al valore

delle azioni.

E però prescritto che essi debbano versare almeno il 25% dei conferimenti di denaro presso

 una banca prima della registrazione della società,

restando naturalmente obbligati, quando ne saranno richiesti, a versare agli amministratori i

 decimi residui, completati i versamenti, si dice che le azioni sono interamente liberate.

Se il socio non corrisponde alla richiesta degli amministratori:

costoro lo diffidano a versare le somme da lui dovute entro un termine che non può essere

 minore di 15 giorni e che decorre dalla pubblicazione di detta diffida nella gazzetta ufficiale.

Se il socio moroso non adempie entro 15 giorni, gli amministratori possono agire in giudizio per il

 pagamento, ovvero ritenere preferibile di offrire le azioni agli altri soci.

In mancanza di offerte possono vendere le azioni per mezzo di una banca.

Se le azioni non si possono vendere per mancanza di compratori, gli amministratori dichiarano il

socio decaduto.

Dopo la dichiarazione di decadenza del socio inadempiente, gli amministratori devono cercare di

 vendere durante l'esercizio in corso: se non riescono a venderle, le azioni devono essere

estinte, e si deve ridurre il capitale.

Il socio moroso non ha diritto di votare nelle assemblee della società.

75. La società unipersonale. L'unico azionista.

La società per azioni può essere costituita anche con un atto unilaterale da un unico socio fondatore.

La costituzione per atto unilaterale permette all'unico azionista di conseguire il vantaggio della

responsabilità limitata al solo patrimonio della società, agevolando lo sviluppo di imprese personali.

Può anche accadere che in una società costituita contrattualmente da due o più persone, le quote sociali

vengano successivamente ad appartenere ad un solo socio, ragion per cui, dopo la costituzione della

società per atto plurilaterale, il rapporto sociale diventa unipersonale.

La limitazione della responsabilità opera soltanto dopo l'acquisto della personalità giuridica della

società.

I conferimenti in denaro devono essere interamente versati all'atto della costituzione unilaterale

 della società, ovvero entro 90 giorni dalla cessazione della pluralità di soci.

La pubblicità è disposta per far sapere ai terzi che la società è unipersonale.

 L'unico socio o gli amministratori devono depositare per l’iscrizione nel registro delle imprese una

dichiarazione contenente l'indicazione dei dati identificativi dell'unico socio, entro 30 giorni

dall'iscrizione di 3 avvenimenti nel libro dei soci:

concentrazione delle azioni nelle mani di un unico socio

 mutamento della persona del socio unico

 costituzione o ricostituzione della pluralità dei soci

Se le disposizioni non sono state osservate, si ha la responsabilità illimitata e personale dell'unico

azionista, seppure solo in caso di insolvenza della società e solo per le obbligazioni sociali sorte nel

periodo in cui le azioni gli sono interamente appartenute.

44. I contratti della società con l'unico socio o le operazioni a favore dell'unico socio sono opponibili ai

creditori della società solo se risultano dal libro delle deliberazioni del consiglio di amministrazione

ovvero da un atto scritto di data certa anteriore al pignoramento.

76-78. La S.p.A. può emettere i seguenti documenti

22. Le azioni (conferimenti)

Il capitale sociale è diviso in azioni, rappresentate da documenti cartacei sottoscritti, da uno degli

amministratori.

In ogni azione occorre anche indicare il valore nominale, che corrisponde ad una frazione

dell'ammontare nominale complessivo del capitale sociale. È consentita anche l'emissione di titoli

azionari senza valore nominale, ed in questo caso occorre indicare in ogni titolo sia l'ammontare del

capitale sia il numero complessivo delle azioni emesse, così chiunque può immediatamente dedurre il

valore nominale di ciascuna azione. Le azioni sono indivisibili.

È ammesso che una parte dei soci possa ricevere un numero di azioni di valore nominale superiore al

loro conferimento. Rimane però ferma l'esigenza della corrispondenza del valore dei conferimenti

con l'intero capitale sociale.

Le azioni sono titoli di credito nominativi (nominatività obbligatoria).

Le azioni conferiscono ai possessori uguali diritti (azioni ordinarie) sia patrimoniali che

amministrativi:

il diritto di ricevere gli utili,

 il diritto alla quota di liquidazione quando si scioglie la società

 il diritto di votare nell'assemblea generale

 il diritto di recesso

 diritto di opzione

L'emissione delle azioni può essere esclusa nello statuto.

Valore di emissione, può essere uguale o superiore al valore nominale

 (sovrapprezzo) ma mai inferiore.

Valore nominale, capitale sociale : numero di azioni

 (fisso)

Valore azione Valore reale, patrimonio sociale: numero di azioni

 (variabile)

Valore di mercato = quotazione di borsa

 (variabile)

Altri strumenti finanziari partecipativi (lavoro)

 Nelle società per azioni non sono ammissibili conferimenti di servizi o di lavoro, i quali possono

costituire soltanto prestazioni accessorie ai conferimenti.

Sono titoli atipici emessi a fronte di un autonomo apporto non computabile nel capitale sociale e

effettuabili da soci o da terzi, (a differenza delle azioni che possono essere emesse solo in

presenza di conferimenti di denaro o di beni in natura computabili nel capitale della società).

Possono essere assegnati ai prestatori di lavoro o a chi presta opera o servizi.

Nello statuto vanno precisati quali sono i diritti spettanti ai loro titolari: si può trattare di diritti

patrimoniali o anche amministrativi, ma con esclusione del diritto di voto nell'assemblea generale

degli azionisti.

Obbligazioni: titoli di debito (denaro in prestito)

 77. Categorie di azioni

Nello statuto può essere prevista la creazione di diverse categorie di azioni.

Tutte le azioni appartenenti alla stessa categoria devono conferire uguali diritti.

L'autonomia statutaria può liberamente determinare il contenuto delle azioni delle varie categorie.

Azioni privilegiate, sono privilegiate:

 nella ripartizione degli utili o

 nel rimborso del capitale

 ovvero in entrambi.

 Il privilegio negli utili fa si che anche quando la società, in un determinato esercizio sociale, non

 ha realizzato utili tali da permettere il pagamento a tutti i soci della percentuale stabilita,

egualmente i soci privilegiati possano ottenere il pagamento, con danno degli altri soci che

ricevono una percentuale inferiore o che addirittura possono rimanere senza utili, qualora

questi bastino soltanto x pagare le azioni privilegiate fino alla percentuale stabilita.

Il privilegio nel rimborso del capitale fa si che, anche quando la società ha subito delle perdite,

 queste vengano sopportate prima dai soci non privilegiati, i quali non conseguono in tutto o in

parte il rimborso dei valori conferiti e poi, solo dopo il sacrificio di detti soci, dai soci

privilegiati, titolari di azioni postergate nell’incidenza delle perdite.

Di solito queste azioni sono a voto limitato: quando i soci sono garantiti dal privilegio della

distribuzione degli utili e/o nel rimborso del capitale, nello statuto si può stabilire che le azioni

privilegiate non abbiano il diritto di voto nelle assemblee ordinarie, conservando solo nelle

assemblee straordinarie.

Lo statuto può inoltre prevedere la creazione di azioni, anche privilegiate:

23. senza diritto di voto nelle assemblee generali;

24. con diritto di voto limitata a particolari argomenti;

25. ovvero con diritto di voto subordinato al verificarsi di particolari condizioni purché queste non

siano meramente potestative, e cioè dipendenti dalla mera volontà degli altri soci.

Le azioni senza diritto di voto o con voto limitato non possono superare la metà del capitale sociale.

Non si possono invece creare azioni a voto plurimo, cioè azioni che attribuiscano nelle assemblee ai

loro titolari più di un voto per ogni azione.

Azioni di godimento. In seguito alla riduzione del capitale sociale, la società può rimborsare parte

 dei conferimenti, restituendo agli azionisti una somma corrispondente al valore nominale delle azioni

rimborsate, se però il valore reale delle azioni è superiore al loro valore nominale, ai titolari delle

azioni rimborsate possono essere attribuite delle azioni di godimento.

I possessori delle azioni di godimento hanno diritto di concorrere:

alla ripartizione degli utili (con i possessori delle azioni non rimborsate soltanto dopo che a

 costoro sia stato preliminarmente attribuito un dividendo pari all’interesse legale

alla ripartizione del patrimonio sociale in caso di liquidazione della società.

Se lo statuto non dispone diversamente, le azioni di godimento sono prive del diritto di voto.

Azioni correlate. Sono azioni fornite di diritti patrimoniali correlati ai risultati economici

 conseguiti dalla stessa società in un determinato settore, ma tutta la società deve essere in attivo.

Nello statuto devono anche essere stabiliti i criteri di individuazione dei costi e ricavi imputabili al

settore, nonché i diritti attribuiti a tali azioni correlate, ai cui titolari i dividendi possono essere

pagati soltanto nei limiti degli utili annuali complessivi risultanti dal bilancio d’esercizio.

Azioni con prestazioni accessorie. Agli azionisti che, oltre all'obbligo del conferimento, si sono

 obbligati ad eseguire anche prestazioni accessorie non consistenti in denaro (ad es. prestazioni

lavorative), possono essere assegnate azioni che, oltre ai diritti spettanti alle azioni ordinarie,

attribuiscono pure un particolare compenso relativo a dette prestazioni.

Dette azioni devono essere:

nominative

 non sono trasferibili senza l'approvazione degli amministratori,

 e gli obblighi a loro connessi

possono essere modificati solo con il consenso unanime di tutti gli azionisti, a meno che il contratto

 diversamente.

Azioni a favore dei prestatori di lavoro. Se gli azionisti, riuniti in assemblea straordinaria,

 rinunciano agli utili, deliberando di assegnarli ai dipendenti della società, possono essere emesse,

per un ammontare corrispondente agli utili stessi, speciali categorie di azioni da assegnare

individualmente ai prestatori di lavoro, si possono anche dettare (nello statuto) regole particolari

riguardo alla forma, al modo di trasferimento ed ai diritti spettanti a queste azioni.

Il capitale deve essere aumentato in misura corrispondente.

79. Trasferimento della partecipazione sociale: modalità, limiti ed effetti

A differenza di quanto accade nelle società di persone, nella società per azioni la quota sociale di solito

è liberamente trasferibile. La partecipazione sociale si trasferisce

tra le parti se sussiste un titolo idoneo al trasferimento del diritto di proprietà (ad es., vendita,

 donazione, testamento)

nei confronti della società dal momento dell'iscrizione nel libro dei soci.

Se i titoli azionari sono stati emessi, le modalità di trasferimento all'acquirente che, per poter

esercitare i corrispondenti diritti sociali deve diventare portatore legittimo, sono diverse a seconda

che si tratti di azioni al portatore ovvero nominative.

3. Se l'azione è al portatore, per diventare portatore legittimo è sufficiente che essa venga

consegnata all'acquirente, cosicché ne acquista il possesso può esercitarvi diritti sociali.

45. Se l'azione è nominativa, la consegna del documento non è sufficiente, ne diventa portatore

legittimo l'acquirente al cui nome l'azione viene intestata, cura degli amministratori della società

emittente (c.d. doppia intestazione):

sia nello stesso documento

 sia nel libro dei soci

Il trasferimento delle azioni deve avvenire mediante la scritturazione digitale su particolari conti

destinati a registrarne i movimenti, questa disciplina si applica:

alle società quotate, dove le azioni per legge sono dematerializzate, cioè non rappresentate da

 documenti cartacei

alle società non quotate, ma solo quando così è stabilito nello statuto.

Limiti alla circolazione delle azioni. Al principio della libertà di circolazione delle azioni, sono posti dei

limiti dalla stessa legge:

Limiti legali:

 26. per le azioni corrispondenti ai conferimenti in natura

27. per le azioni con prestazioni accessorie

Limiti convenzionali:

 Statutari (inseriti nello statuto);

 il quale può vietarne il trasferimento sino a 5 anni dalla costituzione della società.

 gli azionisti possono subordinare, senza limiti di tempo, la circolazione delle azioni nominative a

particolari condizioni:

clausole di gradimento, per cui l'alienazione delle azioni viene subordinata al c.d. placet, cioè

 all'approvazione di un organo sociale

clausole di mero gradimento, nelle quali la concessione del placet è affidata al giudizio

 assolutamente discrezionale degli organi sociali o di altri soci: sono però inefficaci se non prevedono

a carico della società o degli altri soci, un obbligo di acquisto oppure il diritto di recesso

dell'alienante.

clausole di prelazione, per cui, in caso di trasferimento di azioni, ai terzi vengono anteposti gli altri

 soci, preferiti nell'acquisto a parità di condizioni. Il legislatore ritiene meritevole di tutela

l'interesse del gruppo di maggioranza ad impedire l'ingresso di nuovi soci evitando il rischio di

perdere il controllo della società.

Non statutari: ai soci è consentito di porre limiti convenzionali alla circolazione delle azioni che non

 risultano dagli statuti sociali, ma da appositi accordi separati (c.d. patti parasociali). Essi hanno

effetto solo nei confronti dei soci aderenti agli accordi (sindacato di blocco). L

Le clausole statutarie che vietano o limitano la circolazione delle azioni devono risultare dal titolo: in

mancanza, esse sono opponibili all'acquirente.

Responsabilità per il trasferimento di azioni non liberate: se il trasferimento ha per oggetto azioni

ancora non completamente liberate, l'alienante rimane obbligato solidamente con l'acquirente a versare

alla società i decimi ancora dovuti per il periodo di 3 anni dall'annotazione del trasferimento nel libro

dei soci. La sua responsabilità è però sussidiaria, e quindi la società non può chiedergli il pagamento,

solo nel caso in cui non sia riuscita ad ottenerlo dall'acquirente.

Comproprietà dell'azione. Le azioni sono indivisibili. Se una sola azione, o un pacchetto di azioni,

vengono acquistati da più persone (ad es., un socio, che era titolare di una sola azione, muore lasciando

diversi eredi), i comproprietari dell'azione devono nominare un rappresentante comune, il quale esercita

il diritto di voto nelle assemblee e al quale la società fa le comunicazioni dirette i soci; se il

rappresentante non è stato nominato, le comunicazioni e le dichiarazioni fatte dalla società ad uno dei

comproprietari sono efficaci nei confronti di tutti; i comproprietari sono obbligati solidalmente a

versare alla società i decimi ancora dovuti.

Usufrutto, pegno e sequestro. Se sulle azioni è stato costituito un diritto di pegno o di usufrutto,

occorre stabilire se continui a spettare al socio o se, tocca il creditore pignoratizio o all'usufruttuario,

esercitare i diritti ed adempiere agli obblighi connessi alla partecipazione sociale.

Pegno Usufrutto Sequestro

Diritto di voto Creditore pignoratizio Usufruttuario Custode

Diritti amministrativi Socio e Socio e Custode

(impugnazione delibere Creditore pignoratizio Usufruttuario

assembleari)

Versamenti decimi Il socio deve fornire al creditore Usufruttuario

residui le somme necessarie almeno 3 (salvo il suo diritto

giorni prima di quello previsto alla restituzione al

per il versamento; in mancanza il termine dell’usufrutto)

creditore può vendere le azioni,

per conto del socio, attraverso

una banca o una s.i.m.

Diritto di opzione Spetta al socio cui sono attribuite le azioni sottoscritte

se il socio provvede almeno 3 giorni prima della scadenza al

versamento delle somme e se gli altri soci non lo acquistano il

diritto di opzione deve essere

alienato. 80. Gli organi della società per azioni. A) L'assemblea dei soci: deliberazioni ordinarie e

straordinarie

L'organo fondamentale della società per azioni, è l'assemblea generale degli azionisti.

L’assemblea è regolarmente costituita e quindi può prendere valide deliberazioni, quando ricorrono

entrambe le seguenti condizioni:

1. tutti i soci siano avvisati dell'assemblea e degli argomenti sui quali è chiamata a deliberare

2. i soci presenti siano titolari di una determinata frazione del capitale sociale.

Se si richiedesse la presenza di tutti i soci, l'assemblea non potrebbe funzionare, dato che di solito

molti azionisti non vi intervengono.

Se l'assemblea non si costituisce perché non è presente il minimo del capitale richiesto, la legge

prescrive che debba essere riconvocata (c.d. assemblea di seconda convocazione), entro 30 giorni e che

gli argomenti su cui deliberare siano gli stessi.

Per determinare il capitale minimo necessario per la valida costituzione dell'assemblea, bisogna

distinguere tra assemblea ordinaria e assemblea straordinaria:

L’assemblea ordinaria:

1. approva il bilancio

2. nomina gli amministratori, i sindaci e il soggetto incaricato del controllo contabile, determina i loro

compensi e decide se esercitare contro gli stessi l'azione di responsabilità

3. autorizza, se richiesto dallo statuto, il compimento di atti di gestione degli amministratori

4. approva l'eventuale regolamento dei lavori assembleari

5. decide l'assunzione di partecipazioni in altre società, se ne deriva una responsabilità illimitata.

in prima convocazione è richiesta la presenza di almeno la metà del capitale sociale

 in seconda convocazione, l'assemblea è valida qualunque sia il capitale presente.

L’assemblea straordinaria delibera:

1. tutte le modificazioni dello statuto

2. le emissioni di obbligazioni convertibili in azioni

3. la nomina dei liquidatori e la determinazione dei loro poteri

4. la decisione di non emettere titoli azionari

5. la proposta di concordato o di amministrazione controllata

6. la proposta di concordato per la cessazione della procedura di amministrazione straordinaria

in prima convocazione, non è richiesto l'intervento di un numero minimo di azionisti, ma è prescritto

 che a votare favorevolmente sia più della metà del capitale

in seconda convocazione, occorre l'intervento di oltre un terzo del capitale sociale, e il voto

 favorevole di almeno due terzi del capitale presente nell'assemblea.

Per le società che non ricorrono al mercato del capitale di rischio:

Occorre sempre il voto favorevole di più del terzo del capitale sociale per decidere:

1. il cambiamento dell'oggetto sociale

2. la proroga della durata della società

3. il trasferimento della sede sociale all'estero

4. l'emissione di azioni privilegiate

Per le società che ricorrono al mercato del capitale di rischio:

E’ sufficiente, per la costituzione delle assemblee straordinarie successive alla prima convocazione, la

presenza solo del quinto del capitale sociale.

Le disposizioni relative alle assemblee straordinarie si applicano anche alle assemblee speciali, e cioè a

quelle assemblee che (quando esistono diverse categorie di azioni ad es. azioni di godimento,

privilegiate) sono composte esclusivamente dai soci di ciascuna categoria interessata.

81. Il procedimento assembleare

Convocazione

L'assemblea è convocata:

 1. dall'organo amministrativo:

almeno una volta l'anno, e precisamente entro 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio

 sociale, per provvedere all'approvazione del bilancio di esercizio.

quando ne fanno domanda da tanti soci che posseggano almeno un decimo del capitale

 sociale e nella domanda sono indicati gli argomenti che si vogliono trattare.

2. dall'organo di controllo della gestione sociale (sindaci o consiglio di sorveglianza), se l'organo

amministrativo non adempie all'obbligo di convocare l'assemblea,

3. dal tribunale, con decreto, se nessuno degli organi sociali procede alla convocazione, sempreché

ne ritenga ingiustificata l'omissione.

La convocazione dev'essere fatta mediante avviso di convocazione che deve essere pubblicato nella

 gazzetta ufficiale, o in un quotidiano indicato nello statuto sociale, almeno 15 giorni prima di quello

fissato per l'assemblea. Nelle società le cui azioni non sono diffuse tra il pubblico in misura

rilevante, si può fare pervenire direttamente l'avviso a tutti i soci almeno 8 giorni prima

dell'assemblea.

L’avviso deve contenente l'indicazione:

del giorno, dell'ora e del luogo dell'adunanza,

 può essere fissato anche il giorno per l'assemblea di seconda convocazione, che deve essere

 diverso da quello fissato per la prima convocazione

l'elenco delle materie da trattare (ordine del giorno).

Assemblea totalitaria: malgrado l'irregolarità della convocazione, l'assemblea è sempre regolarmente

costituita, qualora vi intervengano tutti i soci e la maggioranza dei componenti degli organi

amministrativi e di controllo. Ciascuno dei partecipanti, può opporsi alla discussione degli argomenti sui

quali non si ritenga sufficientemente informato.

Intervento all'assemblea: hanno diritto di intervenire all'assemblea tutti gli azionisti cui spetta il

diritto di voto. Nello statuto può essere disposto:

il preventivo deposito delle azioni presso la sede sociale o presso le banche

 l'intervento in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione.

Rappresentanza: i soci possono farsi rappresentare:

da terzi, oppure

 da un ente collettivo, una società, una associazione o un'istituzione (che possono delegare solo un

 proprio dipendente o collaboratore).

Essa non può invece essere conferita ( divieti soggettivi):

agli organi di amministrazione o di controllo e

 ai dipendenti delle società (nonché ai medesimi soggetti di società controllate.)

La delega non può essere in bianco (priva, cioè, del nome del rappresentante), ed è sempre revocabile.

Il rappresentante può farsi sostituire solo da chi sia espressamente indicato nella delega, e comunque

non può rappresentare in assemblea un numero di soci superiore a 20. Nelle società che ricorrono al

mercato del capitale di rischio, 50, 100, 200 in relazione a determinati ammontari di capitale (limiti

quantitativi, derogabili solo nelle società quotate).

82. Invalidità delle deliberazioni assembleari

Nullità. Le deliberazioni assembleari sono nulle nei seguenti casi:

 1. quando è mancata la convocazione dell'assemblea (non si ha mancanza, se l'avviso con cui viene

convocata l'assemblea non proviene dall'organo collegiale competente, ma da qualcuno dei suoi

membri, purché l'avviso sia tale da consentire ai soci di conoscere tempestivamente la data i

luoghi della riunione assembleare)

2. quando è mancata la redazione del verbale (non si ha mancanza del verbale, se viene

sottoscritta dal presidente dell'assemblea un documento da cui risultano l'oggetto e la data

della delibera)

3. quando l'oggetto è illecito o impossibile (questa nullità non è sanabile).

La delibera nulla può essere impugnata da chiunque vi ha interesse entro il termine di 3 anni, che

inizia a decorrere dalla sua trascrizione nel libro delle adunanze assembleari ovvero, dall'iscrizione

nel registro delle imprese.

L’azione di nullità per mancata convocazione non può essere esercitata, o proseguita, da chi ha

manifestato il suo assenso, anche successivo, allo svolgimento dell’assemblea. La mancanza del

verbale può essere sanata con una verbalizzazione eseguita prima dell’assemblea successiva.

Se la delibera ha inteso modificare l'oggetto sociale, prevedendo l'esercizio di attività impossibili o

illecite, essa può essere impugnata senza limiti di tempo.

La nullità delle delibere può essere rilevata d'ufficio dal giudice.

Annullabilità. Le deliberazioni assembleari sono annullabili quando non sono prese in conformità

 della legge o dello statuto, in particolare:

1. quando la costituzione dell’assemblea è dipesa dalla partecipazione di persone non legittimate

(ad es. per difetto di rappresentanza)

2. quando la maggioranza è stata raggiunta con i voti marginali di soci in conflitto d’interessi e la

deliberazione può recare danno alla società

3. quando la maggioranza è stata raggiunta mediante voti marginali erroneamente conteggiati

ovvero invalidi ( ad es. per dolo, violenza, errore o per incapacità)

4. quando il verbale è così incompleto o inesatto da impedire l’accertamento della regolarità, del

contenuto e degli effetti della delibera.

L'azione di annullamento:

spetta agli amministratori, al consiglio di sorveglianza, al collegio sindacale, ai soci assenti,

 dissenzienti o astenuti, che possiedono anche congiuntamente il 5% delle azioni aventi diritto al

voto (nelle società con azioni diffuse tra il pubblico occorre possedere l'uno per mille del

capitale sociale). I soci che non possiedono le suddette percentuali del capitale sociale possono

chiedere il risarcimento del danno alla società.

È soggetta ad un termine di decadenza di 3 mesi dalla data della delibera o dalla sua iscrizione

 nel registro delle imprese.

L'annullamento non pregiudica i diritti acquistati in buona fede dai terzi in base ad atti compiuti

 in esecuzione della delibera.

L’impugnazione è proposta con atto di citazione davanti al tribunale del luogo dove la società ha

 sede.

Il tribunale non può dichiarare la nullità o l'annullamento della deliberazione impugnata, se

 questa è stata sostituita con altra conforme alla legge o dallo statuto.

83/85. B) Il consiglio d'amministrazione: nomina,cessazione,sostituzione,attribuzioni degli

amministratori

Nomina

La società per azioni può essere gestita:

da un amministratore unico o

 da un consiglio d'amministrazione.

Gli amministratori sono nominati dall'assemblea ordinaria, fatta eccezione per i primi che sono nominati

nell'atto costitutivo. Essi:

durano in carica al massimo 3 anni

 possono essere non soci

 non possono essere interdetti, inabilitati, falliti, condannati ad una pena che importi l'interdizione

 dai pubblici uffici, né privi di requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza se richiesti

dallo statuto.

Entro 30 giorni dalla notizia della loro nomina, gli amministratori devono chiederne l'iscrizione nel

registro delle imprese .

Estinzione.

Le cause di estinzione del rapporto di amministrazione sono:

1. la revoca da parte dell'assemblea (la revoca opera di diritto se è stata deliberata l'azione sociale di

responsabilità con voto favorevole almeno di un quinto del capitale sociale), se la revoca avviene

senza giusta causa, l'amministratore ha diritto al risarcimento dei danni.

2. la rinunzia dell'amministratore, il quale deve dare comunicazione scritta delle proprie dimissioni al

consiglio di amministrazione e al presidente del collegio sindacale.

3. la scadenza del termine. Ma, sono rieleggibili, se lo statuto non dispone diversamente.

4. le cause di decadenza: esse sono interdizione, inabilitazione, fallimento e alcune condanne penali.

5. la morte dell'amministratore.

La cessazione dev'essere iscritta entro 30 giorni nel registro delle imprese a cura del collegio

sindacale.

Effetti della cessazione:

scadenza del termine: dal momento il cui il consiglio è stato ricostituito

 dimissioni: effetto immediato se la maggioranza del consiglio resta in carica, ovvero dal momento in

 cui detta maggioranza si è ricostituita.

Sostituzione.

Se vengono a mancare uno o più amministratori, questi vengono sostituiti dallo stesso consiglio di

 amministrazione (c.d. sistema della cooptazione) con l'approvazione del collegio sindacale, purché la

maggioranza del consiglio sia sempre costituita da amministratori nominati dall'assemblea.

Gli amministratori cooptati restano però in carica soltanto fino alla convocazione della prima

assemblea ordinaria, che può confermarli o sostituirli.

Se viene meno la maggioranza degli amministratori, quelli rimasti in carica devono convocare

 l'assemblea perché provveda alla sostituzione dei mancanti.

Gli amministratori così nominati scadono insieme con quelli già in carica

Se vengono a mancare tutti gli amministratori o l'amministratore unico, per procedere alla

 sostituzione deve essere convocata d'urgenza l'assemblea dal collegio dei sindaci, i quali nelle more

possono compiere soltanto gli atti di ordinaria amministrazione.

Per assicurare la continuità della funzione amministrativa:

la cessazione degli amministratori per scadenza del termine ha effetto solo dal momento in cui il

 consiglio è stato ricostituito, mentre

le dimissioni hanno effetto immediato solo se resta in carica la maggioranza del consiglio o, dal

 momento in cui tale maggioranza si è ricostituita.

84. Responsabilità degli amministratori

Azione sociale di responsabilità (contrattuale):

Gli amministratori sono obbligati a svolgere l'attività economica della società adempiendo ai doveri

 ad essi imposti dalla legge e dallo statuto con la diligenza richiesta dalla natura dell'incarico e dalle

loro specifiche competenze, se per difetto di diligenza gli amministratori violano i loro obblighi,

sono solidalmente responsabili verso la società, la cui assemblea può deliberare di esercitare contro

di loro l'azione sociale di responsabilità per ottenere il risarcimento del danno sofferto.

La deliberazione può essere presa anche in occasione della discussione del bilancio, malgrado non sia

 indicata nell'ordine del giorno, se è approvata da una maggioranza assembleare che rappresenta

almeno il quinto del capitale sociale, esse importa la revoca ope legis degli amministratori.

Può essere esercitata dalla minoranza dei soci, se possiede almeno un quinto del capitale sociale.

La società può rinunziare all'esercizio dell'azione di responsabilità e può anche transigere, purché

 non vi sia il voto contrario di una minoranza che rappresenti almeno il quinto del capitale sociale.

Gli amministratori sono responsabili in solido tranne quello tra essi che, immune da colpa, ha

 manifestato il suo dissenso, mediante annotazione sul libro del consiglio di amministrazione e

dandone immediata notizia per iscritto al presidente del collegio sindacale.

Responsabilità verso i creditori sociali (contrattuale):

Gli amministratori sono responsabili verso i creditori sociali alla duplice condizione:

1. che non abbiano adempiuto agli obblighi imposti dalla legge per la conservazione dell'integrità del

patrimonio sociale.

2. che il patrimonio della società risulti insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti.

La rinunzia all'azione da parte della società non impedisce l'esercizio dell'azione dei creditori sociali

che possono anche esercitare l'azione revocatoria ordinaria (per farne dichiarare l’inefficacia contro di

loro) contro l’eventuale transazione conclusa con gli amministratori della società medesima.

Azione individuale del socio e del terzo (extracontrattuale):

Gli amministratori sono responsabili anche verso i terzi che sono stati direttamente danneggiati dal

loro comportamento (atti dolosi o colposi degli amministratori), quindi, anche se non vi è stato danno

per il patrimonio sociale, i terzi ed i soci danneggiati possono agire direttamente contro gli

amministratori. L'azione mira al risarcimento dei danni.

86. Il collegio dei sindaci

Nomina.

Il collegio sindacale, si compone

di 3 o 5 sindaci effettivi e

 di 2 sindaci supplenti.

I sindaci sono nominati dall'assemblea ordinaria, ad eccezione dei primi che vengono direttamente

nominati nell'atto costitutivo.

Almeno un sindaco effettivo ed uno supplente devono essere scelti tra i revisori contabili iscritti nel

registro istituito presso il ministero di giustizia.

I sindaci:

durano in carica 3 anni

 scadono alla data dell'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'ultimo

 esercizio della carica.

non possono essere nominati sindaci gli interdetti, gli inabilitati, i falliti, il coniuge, i parenti e gli

 affini degli amministratori entro il quarto grado, coloro che sono stati condannati a determinate

pene e coloro che sono legati alla società, o a società da questa controllata, da rapporti di natura

patrimoniale.

Cessazione dall'ufficio.

Il rapporto tra i sindaci e la società si estingue per le seguenti cause:

1. per la scadenza del triennio

2. per revoca deliberata dall'assemblea:

solo se ricorre una giusta causa e

 deve essere approvata con decreto del tribunale, sentito l'interessato

3. per morte del sindaco

4. per rinunzia del sindaco

5. per decadenza del sindaco:

per sopravvenuta una causa di ineleggibilità; ovvero

 per la mancata partecipazione senza giustificato motivo:

 1. alle assemblee,

2. a 2 riunioni nello stesso esercizio sociale del collegio sindacale,

3. a 2 riunioni consecutive del consiglio di amministrazione o del comitato esecutivo.

Sostituzione dei sindaci

Per assicurare la continuità dell'ufficio, è disposto che:

ai sindaci cessati subentrino i supplenti in ordine d'età

 se cessa il sindaco effettivo che è revisore contabile subentra il supplente più anziano che riveste

 la medesima qualifica

in caso di sostituzione del presidente, la presidenza è assunta dal sindaco più anziano.

I sostituti restano in carica fino alla prima assemblea, che provvede all'integrazione del collegio

nominando i nuovi sindaci i quali scadono assieme a quelli in carica.

Se i sindaci supplenti non sono sufficienti per completare il collegio sindacale, deve convocarsi subito

l'assemblea perchè provveda all'integrazione dello stesso collegio.

La nomina dei sindaci e la cessazione dall'ufficio devono essere, a cura degli amministratori, iscritte nel

termine di 30 giorni nel registro delle imprese.

Compenso

Per sottrarli all’influenza dei soci, è disposto che la retribuzione annuale dei sindaci, se non è stabilita

nello statuto, dev’essere determinata dall’assemblea all’atto della nomina, ed è invariabile per tutto il

triennio di carica. 87. Il controllo contabile

Il controllo contabile sulle società per azioni è esercitato:

da un revisore contabile o

 da una società di revisione iscritti nel registro istituito presso il ministero della giustizia.

Se la società fa ricorso al mercato del capitale di rischio, l’incarico può essere conferito solo ad una

società di revisione.

L’incarico:

ha durata di 3 anni e

 dev’essere deliberato dall’assemblea

Il revisore o la società di revisione sono responsabili nei confronti della società, dei soci e dei terzi per

i danni derivanti dall’inadempimento ai loro doveri.

L’organo di controllo:

1. verifica la regolare tenuta della contabilità sociale

2. verifica se il bilancio di esercizio (e il bilancio consolidato) corrisponde alle risultanze delle

scritture contabili

3. esprime con apposita relazione un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato

4. può chiedere agli amministratori le notizie e i documenti utili per il controllo della società.

5. può procedere ad ispezioni

88. I sistemi statutari di amministrazione e di controllo

Invece del sistema tradizionale di amministrazione e di controllo, basato sulla presenza del consiglio di

amministrazione e del collegio sindacale, i soci possono scegliere: il c.d. sistema dualistico, incentrato

sulla presenza di un consiglio di gestione e di un consiglio di sorveglianza; ovvero il c.d. sistema

monistico, incentrato sulla presenza del solo consiglio di amministrazione soggetto al controllo di un

comitato costituito all’interno dello stesso consiglio.

Sistema dualistico: la principale differenza rispetto al sistema tradizionale non è sul piano

 dell’amministrazione, ma sul piano del controllo, in quanto al consiglio di sorveglianza sono attribuiti

diversi poteri che, nel sistema tradizionale, spettano alla stessa assemblea e al collegio sindacale.

Il consiglio di sorveglianza:

è composto da almeno 3 membri, anche non soci, almeno un componente effettivo deve

 essere scelto tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili istituito presso il ministero di

giustizia

i membri sono nominati dall’assemblea ordinaria, tranne il primo che è nominato nell’atto

 costitutivo

dura in carica 3 anni

 deve riunirsi almeno ogni 90 giorni

 nomina e revoca i membri del consiglio di gestione

 approva il bilancio di esercizio ( e il bilancio consolidato)

 esercita l’azione di responsabilità contro i consiglieri di gestione

 denuncia al tribunale le gravi irregolarità commesse dai membri del consiglio di gestione

 riferisce per iscritto all’assemblea almeno una volta all’anno sull’attività di vigilanza svolta,

 sulle omissioni e sui fatti censurabili rilevati.

Alla sostituzione dei consiglieri di sorveglianza deve provvedere senza indugio l’assemblea.

Il consiglio di gestione:

è costituito da soci o non soci in numero non inferiore a 2

 dura in carica 3 anni e i suoi componenti sono rieleggibili

 è nominato dal consiglio di sorveglianza il quale provvede alla sostituzione dei suoi

 componenti senza indugio

i suoi componenti sono revocabili dal consiglio di sorveglianza in qualunque tempo, salvo il

 diritto al risarcimento dei danni se la revoca avviene senza giusta causa.

Sistema monistico: la gestione spetta al consiglio di amministrazione, il controllo ad un comitato

 istituito all’interno dello stesso consiglio.

Consiglio di amministrazione:

è nominato dall’assemblea ordinaria (i primi amministratori sono nominati nell’atto

 costitutivo)

almeno un terzo dei suoi componenti deve essere in possesso:

 1. dei requisiti di indipendenza previsti per i sindaci o

2. dei requisiti previsti da c.d. codici di comportamento redatti da associazioni di categoria

Comitato per il controllo della gestione:

E’ composto da amministratori in possesso di requisiti di indipendenza e di onorabilità e

 professionalità stabiliti dallo statuto.

Almeno un componente deve essere scelto fra gli iscritti nel registro dei revisori contabili

 Nelle società quotate il numero dei componenti non può essere inferiore a 3

 I suoi componenti sono sostituiti senza indugio dal consiglio di amministrazione

 elegge il presidente (a maggioranza)

 vigila sull’adeguatezza delle struttura organizzativa della società, del sistema di controllo

 interno, del sistema amministrativo e contabile nonché sulla sua idoneità a rappresentare

correttamente i fatti di gestione

svolge i compiti affidatigli dal consiglio di amministrazione con particolare riguardo ai

 rapporti con i soggetti incaricati del controllo contabile.

89-122. I patti parasociali

I patti parasociali sono quegli accordi con cui gli azionisti stabiliscono preventivamente le modalità con

cui concordare il voto da esprimere nelle assemblee delle società.

Permettono ai soci di conseguire il controllo, o almeno un’influenza rilevante sulla gestione della società.

Pongono limiti al trasferimento delle partecipazioni sociali.

Hanno lo scopo di stabilizzare gli assetti proprietari o il governo della società.

Essi non hanno effetto nei confronti dei soci estranei e dei terzi, nei rapporti interni tra i soci aderenti

ai patti, dalla loro violazione scaturisce l’obbligo del risarcimento del danno.

Patti a tempo determinato:

 1. non possono avere durata superiore a 5 anni

2. una durata maggiore è ridotta a 5 anni

3. sono rinnovabili alla scadenza.

Patti a tempo indeterminato:

 1. non possono avere durata superiore a 3 anni,

2. ciascun contraente ha diritto a recedere con un preavviso di 6 mesi.

Per le società quotate, il legislatore ha ritenuto necessario, che la Consob sia informata, e ne sia

 informato il pubblico, dell’esistenza e del contenuto dei patti parasociali.

È infatti disposto che nelle società quotate i patti parasociali, devono essere:

1. comunicati alla Consob entro 5 giorni dalla loro stipulazione

2. pubblicati sulla stampa quotidiana entro 10 giorni

3. depositati presso il registro delle imprese entro 15 giorni.

L’inosservanza di questi obblighi di pubblicità importa la nullità dei patti e la sospensione del diritto

di voto.

Per le società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio i patti vanno:

 1. comunicati alla società e dichiarati in apertura di ogni assemblea,

2. questa dichiarazione va trascritta nel verbale assembleare e questo va depositato nel registro

delle imprese.

90-130. La denuncia delle irregolarità degli amministratori all’autorità giudiziaria art 2409

La denuncia al collegio sindacale art. 2408

Il codice attribuisce ai soci titolari del decimo del capitale sociale (o del ventesimo, nelle società che

fanno ricorso al mercato del capitale di rischio) i quali abbiano il fondato sospetto che siano state

compiute gravi irregolarità dagli amministratori, il potere di denunziare tali irregolarità al tribunale,

quando vi è un pericolo di danno per la società o per una società controllata.

Lo stesso potere spetta al:

collegio sindacale

 consiglio di sorveglianza

 comitato per il controllo sulla gestione

 pubblico ministero, nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio

Dopo la denunzia, il tribunale sentiti in camera di consiglio gli amministratori e i sindaci, può ordinare

l’ispezione dell’amministrazione della società.

Il tribunale:

non ordina l’ispezione, e sospende il procedimento, se l’assemblea sostituisce amministratori e

 sindaci che accertano le irregolarità e le eliminano.

Se le violazioni non sono state eliminate, il tribunale può disporre provvedimenti provvisori e

 convoca l’assemblea

Nei casi più gravi, revoca gli amministratori e nomina un amministratore giudiziario, il quale può:

 1. proporre l’azione di responsabilità

2. convoca e presiede l’assemblea per la nomina dei nuovi amministratori e sindaci, o per proporre

la messa in liquidazione della società o la sua ammissione ad una procedura concorsuale

3. riferisce al tribunale i risultati del suo operato, prima della scadenza del suo incarico

92. Il divieto di sottoscrizione delle proprie azioni. Altre operazioni vietate

2. Per assicurare l'effettività dei conferimenti, e quindi del capitale sociale, alla società per azioni è

vietata la sottoscrizione delle proprie azioni.

Il divieto di sottoscrizione è assoluto, nel senso che non si hanno eccezioni.

Il divieto opera:

sia al momento della costituzione della società,

 sia al momento di ogni successivo aumento del capitale.

La violazione del divieto di sottoscrizione non importa un obbligo di alienazione delle azioni

acquistate o del loro annullamento con conseguente riduzione del capitale. Il legislatore ha invece

preferito una soluzione diversa che consente di tener fermo l'obbligo di effettuare i conferimenti

e di mantenere inalterata la misura del capitale sociale.

Nell'ipotesi di sottoscrizione diretta il legislatore ha disposto che le azioni si intendano

sottoscritte, e i conferimenti effettuati, da soci e amministratori (questi, perciò diventano titolari

delle azioni sottoscritte in nome della società).

Nell’ipotesi di sottoscrizione indiretta, il terzo prestanome rimane titolare delle azioni

sottoscritte, ma se non è in grado di effettuare i versamenti, provvederanno soci e amministratori.

In entrambe le ipotesi, chi dimostra di essere esente da colpa non è responsabile della liberazione

delle azioni.

3. Infine, alla società è vietato accordare prestiti o fornire garanzie a terzi per l'acquisto o la

sottoscrizione delle proprie azioni. Mancando questo divieto, potrebbe accadere che il capitale

sociale appaia interamente versato, mentre il denaro necessario per la sottoscrizione o l'acquisto

delle azioni sarebbe stato fornito dalla stessa società.

È inoltre vietato accettare in pegno azioni proprie, perchè in caso di inadempimento del debitore,

sarebbe costretta ad acquistarne la proprietà.

Questi divieti tuttavia non operano quando: prestiti o accettazione di garanzie sono fatte per

favorire l'acquisto di azioni da parte di dipendenti della società, o società controllate (le somme

impiegate e le garanzie prestate devono essere contenute nei limiti degli utili distribuibili

regolarmente accertati e delle riserve disponibili risultanti dall'ultimo bilancio regolarmente appr).

93. Il divieto di sottoscrizione reciproca delle azioni

L'affidamento dei creditori sociali è posto in pericolo anche quando la società A ne costituisce un'altra

B sottoscrivendone il capitale per una certa cifra (ad es., un milione di euro), e poi delibera l'aumento

del proprio capitale per lo stesso importo di un milione, facendone sottoscrivere le azioni alla stessa

società B.

Per evitare tali pericoli, è vietato alle società di costituire o di aumentare il capitale mediante

sottoscrizione reciproca di azioni, sottoscrizione vietata anche se avviene per interposta persona.

Al di fuori della costituzione e dell'aumento del capitale, è sempre possibile che si abbiano

partecipazioni incrociate tra le società, in conseguenza di acquisti reciproci di azioni corrispondenti al

capitale già sottoscritto da rispettivi azionisti.

94. Le partecipazioni in altre società: società finanziarie e società d’investimento

In linea di massima, le società sono libere di acquistare azioni o quote di altre società, ma l’art. 2361

stabilisce che l’assunzione di partecipazioni in altre imprese:

non è consentita se, per la misura e per l’oggetto della partecipazione, ne risulta sostanzialmente

 modificato l’oggetto sociale determinato dallo statuto.

deve essere deliberata dall’assemblea se comporta respo. illimitata x le obbligaz. della partecipata.

Tali acquisti possono condurre alla costituzione di gruppi di società che mirano a soddisfare le esigenze

di sviluppo dell'attività economica attraverso la formazione di imprese autonome e distinte, ma in

effetti coordinate tra di loro. Di solito, il coordinamento avviene attraverso la costituzione di società

finanziarie (dette holdings) e, le quali svolgono quale attività esclusiva o principale l'assunzione di

partecipazioni in altre società, allo scopo di dirigerne l'attività.

Tra le imprese finanziarie vengono ricomprese anche le società di investimento mobiliare, le quali non

acquistano le partecipazioni di altre società allo scopo di controllarne l'attività e di costituire gruppi di

società, ma allo scopo di investire il proprio capitale in titoli, con l'obiettivo di trarne un reddito.

92. Il divieto di sottoscrizione delle proprie azioni. Altre operazioni vietate

2. Per assicurare l'effettività dei conferimenti, e quindi del capitale sociale, alla società per azioni è

vietata la sottoscrizione delle proprie azioni.

Il divieto di sottoscrizione è assoluto, nel senso che non si hanno eccezioni.

Il divieto opera:

sia al momento della costituzione della società,

 sia al momento di ogni successivo aumento del capitale.

La violazione del divieto di sottoscrizione non importa un obbligo di alienazione delle azioni

acquistate o del loro annullamento con conseguente riduzione del capitale. Il legislatore ha invece

preferito una soluzione diversa che consente di tener fermo l'obbligo di effettuare i conferimenti

e di mantenere inalterata la misura del capitale sociale.

Nell'ipotesi di sottoscrizione diretta il legislatore ha disposto che le azioni si intendano

sottoscritte, e i conferimenti effettuati, da soci e amministratori (questi, perciò diventano titolari

delle azioni sottoscritte in nome della società).

Nell’ipotesi di sottoscrizione indiretta, il terzo prestanome rimane titolare delle azioni

sottoscritte, ma se non è in grado di effettuare i versamenti, provvederanno soci e amministratori.

In entrambe le ipotesi, chi dimostra di essere esente da colpa non è responsabile della liberazione

delle azioni.

3. Infine, alla società è vietato accordare prestiti o fornire garanzie a terzi per l'acquisto o la

sottoscrizione delle proprie azioni. Mancando questo divieto, potrebbe accadere che il capitale

sociale appaia interamente versato, mentre il denaro necessario per la sottoscrizione o l'acquisto

delle azioni sarebbe stato fornito dalla stessa società.

È inoltre vietato accettare in pegno azioni proprie, perchè in caso di inadempimento del debitore,

sarebbe costretta ad acquistarne la proprietà.

Questi divieti tuttavia non operano quando: prestiti o accettazione di garanzie sono fatte per

favorire l'acquisto di azioni da parte di dipendenti della società, o società controllate (le somme

impiegate e le garanzie prestate devono essere contenute nei limiti degli utili distribuibili

regolarmente accertati e delle riserve disponibili risultanti dall'ultimo bilancio regolarmente appr).

93. Il divieto di sottoscrizione reciproca delle azioni

L'affidamento dei creditori sociali è posto in pericolo anche quando la società A ne costituisce un'altra

B sottoscrivendone il capitale per una certa cifra (ad es., un milione di euro), e poi delibera l'aumento

del proprio capitale per lo stesso importo di un milione, facendone sottoscrivere le azioni alla stessa

società B.

Per evitare tali pericoli, è vietato alle società di costituire o di aumentare il capitale mediante

sottoscrizione reciproca di azioni, sottoscrizione vietata anche se avviene per interposta persona.

Al di fuori della costituzione e dell'aumento del capitale, è sempre possibile che si abbiano

partecipazioni incrociate tra le società, in conseguenza di acquisti reciproci di azioni corrispondenti al

capitale già sottoscritto da rispettivi azionisti.

94. Le partecipazioni in altre società: società finanziarie e società d’investimento

In linea di massima, le società sono libere di acquistare azioni o quote di altre società, ma l’art. 2361

stabilisce che l’assunzione di partecipazioni in altre imprese:

non è consentita se, per la misura e per l’oggetto della partecipazione, ne risulta sostanzialmente

 modificato l’oggetto sociale determinato dallo statuto.

deve essere deliberata dall’assemblea se comporta respo. illimitata x le obbligaz. della partecipata.

Tali acquisti possono condurre alla costituzione di gruppi di società che mirano a soddisfare le esigenze

di sviluppo dell'attività economica attraverso la formazione di imprese autonome e distinte, ma in

effetti coordinate tra di loro. Di solito, il coordinamento avviene attraverso la costituzione di società

finanziarie (dette holdings) e, le quali svolgono quale attività esclusiva o principale l'assunzione di

partecipazioni in altre società, allo scopo di dirigerne l'attività.

Tra le imprese finanziarie vengono ricomprese anche le società di investimento mobiliare, le quali non

acquistano le partecipazioni di altre società allo scopo di controllarne l'attività e di costituire gruppi di

società, ma allo scopo di investire il proprio capitale in titoli, con l'obiettivo di trarne un reddito.

95. Società controllate e società collegate. Acquisto e sottoscrizione di partecipazioni della

società controllante.

Il legislatore ha dettato regole particolari per limitare l'esercizio del potere di partecipazione e per

disciplinare i rapporti tra le società interessate.

Controllo societario

Azionario Contrattuale

mediante acquisto di azioni o quote Il controllo deriva da accordi contrattuali fra

controllo di diritto:maggioranza dei voti in gli amministratori delle società interessate (ad

 assemblea ordinaria es., contratto di agenzia). Una società è sotto

controllo di fatto: voti sufficienti per l’influenza dominante di un’altra in virtù di

 esercitare una influenza dominante in particolari vincoli contrattuali

assemblea ordinaria

controllo indiretto: da società da essa

 controllate, o tramite società fiduciarie o

persone interposte.

Sono società collegate, le società che sono sotto “l’influenza notevole”di un’altra società. L’influenza è

notevole, quando l’una società può esercitare nell’assemblea ordinaria dell’altra almeno un quinto dei

voti; o un decimo, se la società ha azioni quotate in borsa.

Acquisto reciproco di azioni

L’acquisto delle azioni o quote della controllante (A), da parte della controllata (B) è assoggettato alla

medesima disciplina dell’acquisto delle azioni proprie.

La controllata non può, neppure tramite società fiduciaria o interposta persona, acquistare azioni o

quote della società controllante se non ricorrono le seguenti condizioni:

che l’acquisto avvenga nei limiti degli utili o delle riserve disponibili

 che le azioni acquistate siano interamente liberate

 che l’acquisto sia deliberato dall’assemblea dei soci

 che non venga superato il limite di un decimo del capitale sociale

In caso di violazione di questi limiti:

le azioni devono essere alienate entro un anno dall’acquisto

 se la vendita non avviene, la controllante deve annullare le azioni e deve essere ridotto il capitale.

 La controllata ha diritto al rimborso delle azioni annullate.

Gli amministratori della società controllata non possono esercitare il diritto di voto nelle assemblee

della società controllante.

Le condizioni prescritte x l’acquisto di azioni o quote da parte di società controllate non operano se

l’acquisto avviene per effetto di successione universale o di fusione, ovvero a titolo gratuito o in

occasione di esecuzione forzata per il soddisfacimento di un credito della società controllata (in questi

ultimi 2 casi le azioni devono essere interamente liberate).

Quando viene superato il limite del possesso del decimo del capitale è disposto che la società

controllata proceda all’alienazione dell’eccedenza nel termine di 3 anni, o in mancanza, che la società

controllante proceda alla riduzione del capitale, col corrispondente rimborso del valore delle azioni

annullate alla società controllata. Se il limite del decimo viene superato per circostanze sopravvenute,la

società controllante, entro 3 anni dalla circostanza, deve annullare le proprie azioni e ridurre il capitale.

Sottoscrizione

Alla società controllata è vietato sottoscrivere azioni o quote della società controllante.

In caso di sottoscrizione diretta della società controllata, gli amministratori, se non dimostrano di

essere esenti da colpa, sono obbligati a versare i conferimenti.

In caso di sottoscrizione indiretta, il terzo che ha sottoscritto le partecipazioni in nome proprio, ma

per conto della società controllata, è considerato sottoscrittore per conto proprio, e rimane quindi

titolare delle partecipazioni sottoscritte, se non è in grado di pagare il debito, il pagamento dovrà

essere effettuato dagli amministratori, sempre che non diano la prova di essere esenti da colpa.

95. Società controllate e società collegate. Acquisto e sottoscrizione di partecipazioni della

società controllante.

Il legislatore ha dettato regole particolari per limitare l'esercizio del potere di partecipazione e per

disciplinare i rapporti tra le società interessate.

Controllo societario

Azionario Contrattuale

mediante acquisto di azioni o quote Il controllo deriva da accordi contrattuali fra

controllo di diritto:maggioranza dei voti in gli amministratori delle società interessate (ad

 assemblea ordinaria es., contratto di agenzia). Una società è sotto

controllo di fatto: voti sufficienti per l’influenza dominante di un’altra in virtù di

 esercitare una influenza dominante in particolari vincoli contrattuali

assemblea ordinaria

controllo indiretto: da società da essa

 controllate, o tramite società fiduciarie o

persone interposte.

Sono società collegate, le società che sono sotto “l’influenza notevole”di un’altra società. L’influenza è

notevole, quando l’una società può esercitare nell’assemblea ordinaria dell’altra almeno un quinto dei

voti; o un decimo, se la società ha azioni quotate in borsa.

Acquisto reciproco di azioni

L’acquisto delle azioni o quote della controllante (A), da parte della controllata (B) è assoggettato alla

medesima disciplina dell’acquisto delle azioni proprie.

La controllata non può, neppure tramite società fiduciaria o interposta persona, acquistare azioni o

quote della società controllante se non ricorrono le seguenti condizioni:

che l’acquisto avvenga nei limiti degli utili o delle riserve disponibili

 che le azioni acquistate siano interamente liberate

 che l’acquisto sia deliberato dall’assemblea dei soci

 che non venga superato il limite di un decimo del capitale sociale

In caso di violazione di questi limiti:

le azioni devono essere alienate entro un anno dall’acquisto

 se la vendita non avviene, la controllante deve annullare le azioni e deve essere ridotto il capitale.

 La controllata ha diritto al rimborso delle azioni annullate.

Gli amministratori della società controllata non possono esercitare il diritto di voto nelle assemblee

della società controllante.

Le condizioni prescritte x l’acquisto di azioni o quote da parte di società controllate non operano se

l’acquisto avviene per effetto di successione universale o di fusione, ovvero a titolo gratuito o in

occasione di esecuzione forzata per il soddisfacimento di un credito della società controllata (in questi

ultimi 2 casi le azioni devono essere interamente liberate).

Quando viene superato il limite del possesso del decimo del capitale è disposto che la società

controllata proceda all’alienazione dell’eccedenza nel termine di 3 anni, o in mancanza, che la società

controllante proceda alla riduzione del capitale, col corrispondente rimborso del valore delle azioni

annullate alla società controllata. Se il limite del decimo viene superato per circostanze sopravvenute,la

società controllante, entro 3 anni dalla circostanza, deve annullare le proprie azioni e ridurre il capitale.

Sottoscrizione

Alla società controllata è vietato sottoscrivere azioni o quote della società controllante.

In caso di sottoscrizione diretta della società controllata, gli amministratori, se non dimostrano di

essere esenti da colpa, sono obbligati a versare i conferimenti.

In caso di sottoscrizione indiretta, il terzo che ha sottoscritto le partecipazioni in nome proprio, ma

per conto della società controllata, è considerato sottoscrittore per conto proprio, e rimane quindi

titolare delle partecipazioni sottoscritte, se non è in grado di pagare il debito, il pagamento dovrà

essere effettuato dagli amministratori, sempre che non diano la prova di essere esenti da colpa.

96. I gruppi di società. L'attività di direzione e coordinamento

Quando sussiste una posizione di controllo tra due o più società, la legge presume che la società

controllante svolga una attività di direzione e di coordinamento delle attività delle società controllate.

Tale attività (per cui la società controllante viene denominata capogruppo) può essere svolta:

in base a vincoli contrattuali esistenti tra le società (c.d. contratto di dominio), oppure

 in virtù di clausole statutarie o anche solo

 in via di fatto ( per la coincidenza degli organi amministrativi delle 2 società).

Vi è il rischio, che la società capogruppo induca gli amministratori delle società controllate ad adottare

decisioni, corrispondenti all'interesse della stessa capogruppo, o anche all'interesse complessivo del

gruppo, che però possono arrecare pregiudizio alla singola società controllata.

1. Pubblicità a tutela degli interessi dei soci di minoranza e dei creditori della controllata è disposto

che la stessa controllata debba dare pubblicità al fatto di essere soggetta all'altrui attività di

direzione e di coordinamento. In mancanza, gli amministratori della società controllata sono

responsabili dei danni che la mancata conoscenza del fatto abbia arrecato ai soci o ai terzi.

2. Motivazione. Le decisioni delle società controllate, quando influenzate dalla capogruppo, devono

essere motivate e recare indicazione delle ragioni e degli interessi la cui valutazione ha inciso sulla

decisione.

3. Responsabilità. Ai soci e ai creditori della società controllata e attribuita una azione diretta di

responsabilità extracontrattuale anche contro la società capogruppo, se questa ha indotto le

società controllate a violare i principi di correttezza della gestione.

I soci, possono agire per il risarcimento dei danni arrecati al valore e alla redditività della loro

 partecipazione sociale.

I creditori, agiscono per la lesione cagionata all'integrità del patrimonio sociale, quando tale

 lesione non consente alla società controllata il pagamento dei propri debiti.

Tale azione di responsabilità (extracontrattuale):

è diretta

 può essere esercitata solo se i soci e i creditori non sono stati soddisfatti dalla società

 controllata

se la società controllata viene sottoposta ad una procedura concorsuale, l'azione dei creditori

 contro la capogruppo è esercitata dall'organo a cui la legge attribuisce l'amministrazione.

Finanziamenti postergati. I finanziamenti effettuati dalla capogruppo alla società controllata in una

4. situazione in cui sarebbe stato invece ragionevole procedere ad un aumento del capitale sociale,

sono disciplinati, se la società controllata fallisce, come se fossero conferimenti, e quindi vengono

rimborsati alla società capogruppo solo se prima vengono soddisfatti tutti gli altri creditori della

controllata. 97. La suddivisione in comparti con autonomia patrimoniale.

Anche le società per azioni rispondono dei propri redditi con tutto il loro patrimonio. Può accadere,

pertanto, che quando una società intende compiere una particolare operazione economicamente

autonoma, possa avere interesse a costituire un’altra società da essa controllata, destinata a compiere

solo tale operazione (per esempio, la costruzione di un'autostrada) così da rispondere dei debiti

scaturenti dalla stessa operazione solo con la parte del proprio patrimonio che è stata oggetto del suo

conferimento nella società controllata. Ma invece di procedere per questa via, alle società per azioni è

consentito di costituire al loro interno appositi patrimoni separati, ciascuno dedicato al compimento di

una specifica operazione economica.

Patrimoni destinati ad uno specifico affare

 La società per azione può costituire uno o più patrimoni separati, ciascuno dei quali destinato in via

esclusiva ad uno specifico affare. Tali patrimoni non possono essere costituiti per un valore

complessivamente superiore al 10% del patrimonio netto della società.

La deliberazione è adottata dall'organo amministrativo della società a maggioranza assoluta dei suoi

componenti e deve indicare:

l'affare al quale sono destinati i beni

 il piano economico finanziario da cui risulti la congruità del patrimonio rispetto alla

 realizzazione dell'affare

gli eventuali apporti di terzi

 la possibilità di emettere strumenti finanziari di partecipazione all'affare con i diritti che essi

 attribuiscono

la nomina di una società di revisione

 le regole con cui deve essere presentato il rendiconto dell'affare

 gli amministratori possono stabilire che la società risponda illimitatamente con tutto il proprio

 patrimonio anche dei debiti relativi allo specifico affare; se invece manca tale previsione, per

tali debiti della società risponde solo con i beni del patrimonio separato.

La deliberazione va depositata ed iscritta entro 30 giorni nel registro delle imprese.

Entro 2 mesi dall'iscrizione della delibera i creditori sociali possono fare opposizione, ma il

tribunale può consentire alla società, in attesa di decidere sull'opposizione, di prestare un'idonea

garanzia, per poter procedere alla realizzazione dell’affare: anche il provvedimento del tribunale va

pubblicato nel registro delle imprese. Dopo il decorso del termine bimestrale, o dopo la

pubblicazione del provvedimento del tribunale, i creditori sociali, i cui crediti non derivano dallo

svolgimento dell'affare, non possono agire sui beni inclusi nel patrimonio separato, ma solo sulla

parte di frutti o proventi spettanti alla stessa società.

Se vengono emessi strumenti finanziari di partecipazione all'affare, i loro possessori deliberano

sugli oggetti di interesse comune e sulle eventuali modificazioni dei diritti partecipativi assemblea

speciale, procedendo alla nomina di un rappresentante comune che controlli il regolare andamento

dell'affare.

Quando l'affare si è realizzato, o è divenuta impossibile la realizzazione, l'organo amministrativo

redige il rendiconto finale e lo deposita presso il registro delle imprese.

Se i debiti sociali scaturenti dall'affare non sono stati integralmente soddisfatti, i creditori

possono chiedere alla società di nominare un liquidatore che proceda alla liquidazione del comparto

separato, vendendone i beni e pagando le passività. Anche in caso di fallimento della società, il

ricavato della liquidazione concorsuale dei beni del comparto deve essere destinato in via prioritaria

al soddisfacimento dei crediti derivanti dall'affare.

Finanziamenti destinati ad uno specifico affare

 Gli amministratori della società possono stipulare con un terzo (solitamente una banca o una

finanziaria) un contratto di finanziamento destinato alla realizzazione di uno specifico affare,

contratto in cui sia previsto che la restituzione delle somme oggetto del finanziamento debba

avvenire esclusivamente con i proventi, o con una parte dei proventi, derivanti dalla realizzazione

dell'affare; e che, se la restituzione non avviene entro un certo termine, il prestito non debba

essere più rimborsato.

Il contratto deve contenere:

1. una descrizione dell’operazione; i tempi di realizzazione; i costi previsti e i ricavi attesi

2. il piano finanziario dell’operazione

3. i beni strumentali necessari alla realizzazione dell’operazione

4. le garanzie offerte dalla società

5. i controlli consentiti al finanziatore

6. la parte dei proventi destinati al rimborso del finanziamento

7. le garanzie che la società presta per il rimborso del finanziamento

8. il tempo massimo del rimborso

Si tratta di una fattispecie diversa dalla precedente:

anzitutto, perché sono soltanto i proventi dell'operazione a costituire un patrimonio separato

 da quello della società

e poi, perché il finanziamento ha natura partecipativa, nel senso che il finanziatore partecipa al

 rischio dell'operazione sociale, in quanto non ha diritto al rimborso del suo credito, il quale

diventa irredimibile, se la società non riesce a realizzare i proventi previsti nello stesso

contratto di finanziamento.

Onde i proventi dell'operazione costituiscano un patrimonio separato, si devono osservare, a tutela

degli altri creditori sociali, particolari regole di pubblicità e di identificazione dei proventi, è

pertanto prescritto che:

copia del contratto di finanziamento sia depositata ed iscritta nel registro delle imprese;

 la società adotti sistemi di incasso e di contabilizzazione idonei ad individuare in ogni momento i

 proventi dell'affare ed a tenerli separati dal restante patrimonio della società.

98. Le modificazioni dell'atto costitutivo

Nelle società per azioni le modifiche dell'atto costitutivo sono di competenza dall'assemblea

straordinaria, quindi possono essere decise solo da una parte degli azionisti, purché si raggiunga il

quorum.

Entro 30 giorni il notaio deve richiedere l'iscrizione nel registro delle imprese di tutte le modifiche.

A differenza di quanto accade per l'atto costitutivo, il notaio non può rifiutare di verbalizzare la

delibera modificativa, neanche se i soci hanno approvato disposizioni contrarie alla legge.

Il notaio, se ritiene la delibera illegittima, deve comunicare, entro 30 giorni, la propria valutazione agli

amministratori che, entro i 30 giorni successivi, devono richiedere al tribunale di accertarne la

legittimità (giudizio di omologazione).

Il tribunale, se l'accertamento è positivo, ordina l'iscrizione.

La modifica diventa efficace solo a seguito di tale iscrizione.

Dopo ogni modifica, il testo aggiornato dello statuto va integralmente depositato nel registro delle

imprese. 99-100. L'aumento del capitale sociale.

La società può deliberare l'aumento del proprio capitale. La deliberazione di aumento non può essere

seguita fino a che le azioni precedentemente emesse non siano interamente liberate, se è ugualmente

avvenuta la sottoscrizione per l'aumento, i sottoscrittori restano obbligati ai versamenti, che però

devono eseguire solo dopo che avviene la liberazione delle azioni precedenti.

L'azione di nullità contro la delibera di aumento non può essere proposta se non sono trascorsi 6 mesi

dalla sua iscrizione nel registro delle imprese.

Aumento a pagamento. Si ha aumento del capitale con corrispondente aumento del patrimonio della

 società:

o perché i vecchi soci compiono nuovi conferimenti

 o perché ulteriori conferimenti sono compiuti da terzi che così entrano a far parte della

 società, diventandone azionisti.

Se si ha una "sollecitazione all'investimento", deve essere portato a conoscenza della Consob.

Se si conferiscono somme di denaro, bisogna versarne il 25% all'atto della sottoscrizione

dell'aumento; se si conferiscono beni in natura o diritti di credito, occorre procedere alla loro

stima.

Delega agli amministratori. Lo statuto (o l'assemblea straordinaria mediante una modifica dello

statuto) possono attribuire agli amministratori il potere di aumentare il capitale attraverso

l'emissione di titoli azionari, fino ad un ammontare massimo determinato nello stesso statuto o dalla

stessa assemblea.

Anche la scelta delle categorie di azioni da emettere deve essere indicata nello statuto o

dall'assemblea straordinaria; in mancanza, si può pensare che la scelta spetti all'organo

amministrativo o che questo, possa emettere solo azioni ordinarie. Anche perché, si ritiene che

l'emissione di azioni diverse debba essere approvata dall'assemblea speciale degli azionisti della

categoria interessata.

Con la delega si dà modo agli amministratori di procedere all'emissione nel momento in cui la

situazione del mercato finanziario pare più favorevole, o anche di non procedervi affatto: detto

potere può essere esercitato solo entro 5 anni dalla costituzione della società o dalla modifica dello

statuto. La delibera dev'essere redatta da un notaio ed iscritta nel registro delle imprese.

Diritto di opzione. Il diritto di opzione fa si che i vecchi azionisti debbano essere preferiti nella

sottoscrizione delle azioni di nuova emissione in proporzione al numero delle azioni già possedute.

Per l'esercizio dell'opzione dev'essere concesso un termine di 30 giorni dalla pubblicazione nel

registro delle imprese. Per agevolare il collocamento delle azioni, l'assemblea straordinaria, può

decidere che esse vengano sottoscritte da banche o da enti finanziari soggetti al controllo della

Consob, che assumono l'obbligo di offrirle in opzione (c. d. opzione indiretta) agli azionisti. Almeno

tre giorni prima della scadenza del termine per l'esercizio del diritto di opzione, il socio deve

versare le somme necessarie per l'esercizio del diritto di opzione; se il versamento non avviene, il

diritto di opzione, deve essere alienato per loro conto a mezzo di una banca o di una società di

intermediazione mobiliare.

Può accadere che per una parte dei titoli l' opzione non venga esercitata: in tale ipotesi, chi ha già

esercitato l'opzione e né ha fatto contestuale richiesta ha un (ulteriore) diritto di prelazione sui

titoli non optati.

Il diritto di opzione può essere escluso o limitato:

1. quando le azioni devono essere liberate mediante conferimenti in natura

2. quando lo esige l'interesse della società (la delibera di esclusione deve essere approvata da

oltre la metà del capitale sociale)

3. quando l'assemblea straordinaria delibera di offrire le nuove azioni ai dipendenti della società,

ma limitatamente ad un quarto, o oltre, delle azioni di nuova emissione.

Nelle prime due ipotesi, occorre una relazione degli amministratori da cui risultino le ragioni per cui

si propone l'esclusione o la limitazione dell'opzione. La relazione deve essere corredata da un

parere dell'organo di vigilanza che deve pronunciarsi sulla congruità del prezzo di emissione, e

posta a disposizione dei soci, assieme alla stima giurata, nella sede sociale durante i 15 giorni

anteriori alla riunione dell'assemblea.

La differenza tra il prezzo di emissione delle azioni ed i loro valore nominale viene denominata

sovrapprezzo. Il sovrapprezzo deve essere versato integralmente. Quanto ottenuto dalla società

come sovrapprezzo deve essere destinato alla riserva legale: solo quando questa ha raggiunto il

quinto del nuovo ammontare del capitale sociale, il sovrapprezzo può essere distribuito tra i soci.

Sottoscrizione parziale: se l'aumento non è sottoscritto integralmente entro il termine prescritto,

i sottoscrittori restano vincolati nei limiti della somma sottoscritta, solo se così è stato

espressamente disposto nella stessa deliberazione di aumento (inscindibilità dell'aumento), perché,

invece, se l’aumento è scindibile, si potrà avere un aumento in misura minore.

Warrants in ipotesi di esclusione del diritto di opzione, può accadere che la società emittente

rilasci agli stessi azionisti particolari "buoni" detti warrants, documenti che attribuiscono il diritto

di sottoscrivere o di acquistare, entro un periodo di tempo e ad un prezzo predeterminati, le azioni

di nuova emissioni (c.d. azioni di compendio).

I warrants sono titoli liberamente trasferibili, con conseguente trasferimento, a chiunque ne

diventi portatore, del diritto di acquisire le azioni di compendio.

Avvenuta la sottoscrizione, entro 30 giorni gli amministratori devono iscrivere nel registro delle

imprese, un'attestazione che l'aumento del capitale è stato eseguito: solo dopo l'iscrizione nel

registro di tale attestato, la nuova cifra del capitale può essere indicata negli atti sociali.

I warrants sono un'altra forma di sottoscrizione indiretta.

Aumento gratuito Si ha aumento gratuito, e quindi aumento del capitale senza contemporaneo

 aumento del patrimonio, quando nel capitale vengono computati valori che già fanno parte del

patrimonio della società (ad es., si imputano a capitale le riserve volontarie, statutarie o facoltative.

All'imputazione a capitale di detti valori vi si procede allo scopo di rendere quei valori indisponibili

(indisponibili, nel senso che non possono più essere distribuiti tra gli azionisti se prima non si adotta

una nuova deliberazione di riduzione del capitale).

L'aumento gratuito di capitale può attuarsi in due modi:

1. si emettono nuove azioni, assegnandole agli azionisti in proporzione di quelle già possedute o

2. si aumenta proporzionalmente il valore nominale delle vecchie azioni, senza aumentarne il

numero. 101. Riduzione del capitale sociale

Riduzione facoltativa. Quando il patrimonio appare eccessivo, gli amministratori possono convocare

l'assemblea straordinaria indicando le ragioni per cui propongono la riduzione del capitale (nell'avviso di

convocazione devono anche indicare le modalità della riduzione).

Detta riduzione, è effettiva, nel senso che diminuisce il patrimonio della società.

Se la maggioranza degli azionisti è d'accordo, l'assemblea può deliberare la riduzione, liberando la

società, per la parte in esubero, dal corrispondente vincolo di indisponibilità.

La società può deliberare di eseguire la riduzione in diversi modi:

1. libera i soci dall'obbligo dei versamenti ancora dovuti

2. restituisce a tutti i soci parte dei conferimenti

In entrambe le ipotesi occorrerà o diminuire il numero delle azioni in circolazione o ritirarle tutte

emettendo altre azioni di valore nominale inferiore.

3. acquista una parte delle proprie azioni, e le annulla

4. sorteggia numero di azioni corrispondente all'ammontare della riduzione, e ne rimborsa il valore

nominale ai titolari ritirando i titoli ed annullandoli (ma in quest'ultimo caso, derivandone la

cessazione del rapporto sociale, si ritiene che la delibera debba essere adottata all'unanimità).

Il capitale non può essere ridotto al di sotto del minimo legale (120 mila euro).

L'esecuzione della riduzione può avvenire soltanto dopo 3 mesi dall'iscrizione della delibera nel registro

delle imprese, purché entro questo termine nessun creditore sociale anteriore all'iscrizione abbia fatto

opposizione, ovvero, se l'opposizione c'è stata, l'esecuzione sia stata autorizzata dal tribunale, perché

la società acconsente a prestare un idonea garanzia, o perché, anche senza garanzia il pericolo di un

pregiudizio per i creditori è giudicato senza fondamento.

Riduzione per perdite. La principale ragione per cui si ricorre alla riduzione del capitale per perdite è

quella di permettere la distribuzione degli utili successivamente conseguiti, distribuzione altrimenti

inammissibile, in quanto occorrerebbe prima colmare le perdite.

In questo caso, la riduzione del capitale è nominale, giacché non si ha riduzione anche del patrimonio

della società, ma soltanto adeguamento dell'uno all'altro valore.

La riduzione, è obbligatoria se il valore del patrimonio è inferiore a quello del capitale di oltre un terzo.

Gli amministratori devono convocare l'assemblea, sottoponendole una relazione sullo stato patrimoniale

della società corredata dalle osservazioni del collegio sindacale o del consiglio di sorveglianza o del

comitato per il controllo della gestione.

se l'assemblea giudica la situazione irrimediabile, deve deliberare la riduzione del capitale per

 adeguarlo a livello del patrimonio sociale.

se invece l'assemblea prevede un miglioramento, può rinviare ogni decisione all'esercizio successivo.

Qualora alla fine di quest'altro esercizio sociale la perdita non risulta diminuita a meno di un terzo,

l'assemblea ordinaria o il consiglio di sorveglianza ha l'obbligo di deliberare la riduzione del capitale in

proporzione delle perdite accertate.

Se la società rifiuta di deliberare la riduzione, su richiesta degli amministratori e dei sindaci, viene

disposta dal tribunale con un decreto che deve essere iscritto nel registro delle imprese.

Il ricorso al tribunale non occorre quando le azioni sono prive dell'indicazione del valore nominale, e lo

statuto consente che in tale ipotesi la riduzione obbligatoria del capitale per perdite possa essere

disposta direttamente dagli amministratori con una delibera pubblicata nel registro delle imprese.

Se poi, sempre per le perdite, si è al di sotto del minimo legale, l'assemblea deve deliberare:

la riduzione del capitale, aumentandolo contestualmente fino a 120 mila euro o

 lo scioglimento della società ovvero

 la trasformazione in un tipo diverso.

Una ipotesi particolare è quella in cui il capitale appare interamente, perduto. In questa ipotesi,

secondo un orientamento dottrinale, si dovrebbe avere lo scioglimento della società ed eventualmente

la costituzione di una nuova società, invece la giurisprudenza riconosce alla maggioranza dell'assemblea

straordinaria il potere di deliberare la riduzione a zero del capitale, disponendone contestualmente la

reintegrazione mediante aumento. 102. Il diritto di recesso

Poiché nella società per azioni la modificazione del contratto sociale può avvenire per decisione della

sola maggioranza si è dovuto tutelare l'interesse degli azionisti di minoranza a non subire mutamenti

del contratto che non modifichino in modo radicale quei punti che secondo il legislatore è possibile che

essi abbiano considerato essenziali per la loro partecipazione alla società.

È stato perciò riconosciuto agli azionisti contrari a determinate modificazioni il diritto di recedere

dalla società, la quale dovrà rimborsargli una somma corrispondente al valore della loro quota di

partecipazione, o di parte di essa.

Le principali modificazioni, a cui consegue il diritto di recesso, sono:

Inderogabili:

 1. il cambiamento significativo dell'oggetto sociale

2. trasformazione del tipo della società

3. il trasferimento della sede sociale principale all'estero

4. la revoca della liquidazione

5. soppressione di alcuni casi di recesso previsti dal 2° comma dell’art. 2437, ovvero dallo statuto

6. modifica dei criteri di determinazione del valore dell’azione in caso di recesso

7. modifiche dello statuto relative al diritto di voto o di partecipazione

8. società a tempo indeterminato ( il recesso può essere esercitato in qualunque momento con

preavviso di almeno 180 giorni)

Derogabili:

 1. proroga della durata della società

2. introduzione o rimozione di vincoli alla circolazione delle azioni (clausole di gradimento o di

prelazione) ( art. 2437, 2°comma)

Statutari:

 casi previsti dallo statuto, ma ammessi solo nelle società che non fanno ricorso al marcato del

capitale di rischio (società chiuse).

Termini e modalità di esercizio. Il diritto di recesso spetta ai soci dissenzienti, astenuti o assenti

dall'assemblea, i quali devono comunicarlo alla società con raccomandata entro 15 giorni dalla iscrizione

della delibera nel registro delle imprese.

Dopo l'esercizio del recesso, le azioni devono essere depositate presso la sede sociale e non possono

essere cedute a terzi.

Il recesso diventa inefficace se entro 90 giorni viene revocata la delibera di modifica dello statuto che

ne ha consentito l'esercizio, ovvero viene deliberato lo scioglimento della società.

Determinazione del valore delle azioni. I soci recedenti hanno il diritto di ottenere dalla società il

rimborso delle proprie azioni, il cui importo, se nello statuto non sono stabiliti criteri di valutazione

diversi, deve essere determinato dagli amministratori, prima della riunione assembleare convocata per

l'approvazione della proposta di delibera da cui può scaturire il diritto di recesso.

Nei 15 giorni anteriori all'assemblea i soci hanno diritto di prendere visione del valore del rimborso

determinato dagli amministratori. Se non lo ritengono corretto, devono contestarlo nella stessa

dichiarazione di recesso. A seguito di tale contestazione il valore di liquidazione della quota deve

essere determinato da un esperto nominato dal tribunale.

Per le società quotate: il valore delle azioni è determinato secondo la media aritmetica dei prezzi di

chiusura nei 6 mesi anteriori alla pubblicazione della delibera nel registro delle imprese.

Procedimento di liquidazione. Le azioni dei soci recedenti devono essere:

offerte in opzione, al valore di rimborso, agli altri soci e ai titolari di obbligazioni convertibili,

se l’opzione non viene esercitata, gli amministratori possono

collocare le azioni presso terzi estranei e procedere, col ricavato, al rimborso della quota,

nel caso di mancato collocamento, la società deve

rimborsare le azioni del socio receduto acquistandole nei limiti degli utili e delle riserve disponibili,

in mancanza di utili o di riserve sufficienti, gli amministratori devono

annullare le azioni, convocando l'assemblea straordinaria per deliberare la riduzione del capitale o

 lo scioglimento della società.

Il recesso può essere esercitato anche dai soci di società soggette ad attività di direzione e di

coordinamento in particolari ipotesi in cui la capogruppo addotta provvedimenti che possono incidere

negativamente sul valore della loro partecipazione sociale.

Per le società quotate: se le azioni del socio receduto non vengono acquistate dagli altri soci, gli

amministratori devono provvedere al loro collocamento mediante offerta nel mercato di quotazione.

103. Le obbligazioni

Le obbligazioni sono titoli di credito emessi in serie dalla società, tutti identici e liberamente

trasferibili: possono essere nominativi o al portatore.

Le società per azioni, infatti, possono ricorrere al mercato finanziario contraendo mutui a fronte dei

quali rilasciano ai creditori dei documenti, denominati obbligazioni.

Le obbligazioni non rappresentano quote di partecipazione alla società, ma soltanto il diritto di credito

che l'obbligazionista vanta verso la società. Pertanto, gli obbligazionisti non hanno diritto alla

distribuzione degli utili né sopportano le eventuali perdite, ma hanno diritto a percepire periodicamente

l'interesse stabilito (se l'interesse è fisso, le obbligazioni sono denominate titoli a reddito fisso).

Talvolta la società, per invogliare i risparmiatori alla sottoscrizione dei titoli, emette le obbligazioni

"sotto la pari ", e perciò riceve una somma inferiore al loro valore nominale, impegnandosi però a

rimborsare alla scadenza agli obbligazionisti una somma pari al valore nominale. Se la società ha

intenzione di rimborsare il prestito in dieci anni, ogni anno saranno sorteggiate un numero determinato

di obbligazioni che saranno rimborsate ai titolari delle obbligazioni sorteggiate.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto commerciale che comprendono i concetti più importanti della materia, come: l’impresa pubblica e familiare (l'imprenditore commerciale, agricolo, artigiano), gli impedimenti all’esercizio dell’impresa commerciale, la società semplice (la forma del contratto, i rapporti tra i soci, l'amministrazione della società, le responsabilità verso i creditori), l'estinzione della società (le cause di scioglimento totale e il procedimento di liquidazione), l’iscrizione dell'atto costitutivo e dello statuto nel registro delle società.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeriadeltreste di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Libertini Mario.

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