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Riassunto esame Diritto Commerciale, prof. Giannelli, libro consigliato Manuale di Diritto Commerciale, Campobasso Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Diritto Commerciale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Manuale di Diritto Commerciale, Campobasso (seconda parte). Analisi dei seguenti argomenti: la società non è altro che il contratto di società rappresentato da due o più persone che conferiscono beni o servizi per l’esercizio... Vedi di più

Esame di Diritto commerciale docente Prof. G. Giannelli

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ESTRATTO DOCUMENTO

in buona fede

Non ha effetto su chi ha acquistato da terzi dei diritti in esecuzione

»

della delibera annullata

Può essere chiesta la sospensione degli effetti della delibera ≠ fino all’annullamento

»

la delibera produce effetti.

Non è possibile quando la delibera è stata sostituita con una conforme alla legge o

»

se è stata revocata dall’assemblea

11. Le deliberazioni nulle.

D [ . 2379]

B. ELIBERE NULLE ART

La delibera è nulla solo nei 3 casi indicati tassativamente dalla legge:

Mancata convocazione dell’assemblea

1. Non si ha nullità della delibera se l’avviso era irregolare ma comunque idoneo ad avvertire i

legittimati all’assemblea sulla data e sulla convocazione dell’assemblea.

L’azione di nullità non può essere esercitata da chi aveva dato il suo assenso allo

svolgimento dell’assemblea.

Mancanza del verbale

2. Il verbale non si considera mancante se:

Contiene data e oggetto della delibera e sia sottoscritto dal presidente d’assemblea

» o dal presidente del CDA o del CDS o dal segretario o dal notaio

La nullità in questo caso può essere sanata con la verbalizzazione prima della prossima

assemblea salvi i diritti acquisiti dai terzi di buona fede che ignoravano la delibera.

Impossibilità o illiceità dell’oggetto

3. Si ha nullità quando l’oggetto è illecito (es. non redigere bilancio) o impossibile (es.

trasferire la sede in mezzo al mare) ma anche quando la delibera ha oggetto lecito ma

contenuto illecito (es. bilancio falso approvato).

Legittimazione ad agire: chiunque vi abbia interesse + dal giudice d’ufficio

Termini per l’azione: 3 anni dall’iscrizione nel registro delle imprese o nel libro delle adunanze;

salvo modifiche dell’atto costitutivo illecite o impossibile in cui non c’è

termine di prescrizione.

Come per le delibere annullabili anche per quelle nulle:

I diritti acquistati in buona fede dai terzi in esecuzione della delibera non sono

» pregiudicati dalla dichiarazione di nullità

La nullità non può essere dichiarata se la delibera è sostituita con una “legale”.

»

Casi particolari di nullità

Sono: Aumento CS, Riduzione CS e emissione obbligazioni.

Gli effetti di tali casi sono:

< Termine per l’azione di 6 mesi (tranne se mancata convocazione: 90 gg);

» in SPA aperte, no dichiarazione di nullità aumento CS/riduzione CS/emissione

» obbligazioni se parziale esecuzione --> risarcimento dei danni ai soci e ai terzi

VIII. AMMINISTRAZIONE.

1. I sistemi di amministrazione e controllo.

a. tradizionale

b. dualistico

c. monistico

Vedi primo paragrafo capitolo precedente + capitolo X. 33

2. Struttura e funzioni dell’organo amministrativo.

Iniziamo ora con l’analizzare il modello tradizionale:

L’organo amministrativo può essere composto da:

un amministratore unico

» un CDA che decide in modo collegiale

» un CDA che delega il potere di gestione ad altri soggetti quali il comitato esecutivo o

» l’amministratore delegato.

La gestione dell’impresa spetta in via esclusiva agli amministratori, i quali compiono

Art. 2380

le operazioni necessarie per l’attuazione dell’oggetto sociale.

In generale le funzioni dell’organo amministrativo sono:

1. Gli amministratori deliberano su tutti gli argomenti attinenti alla gestione che non siano

riservati all’assemblea per legge

gli amministratori hanno la rappresentanza generale dell’impresa

2.

3. danno impulso all’attività assembleare e ne attuano le delibere

4. devono adempiere agli adempimenti pubblicitari indicati per legge, tenere i libri obbligatori

e redigere bilancio

5. prevenire il compimento di atti pregiudizievoli per la società

Tali poteri sono contemperati dalla responsabilità degli amministratori verso la società, verso i terzi

e verso i creditori sociali.

3. Il rapporto assemblea-amministratori.

4. Nomina e cessazione della carica

Nomina Gli amministratori possono essere nominati:

nell’atto costitutivo

» dall’assemblea successivamente (di regola)

» da Stato o enti pubblici se previsto dalla legge o dallo statuto

»

Gli amministratori possono essere soci o non soci; vi sono inoltre:

cause di ineleggibilità : interdizione, inabilitazione, fallimento, condanna ad una pena che

» comporta l’interdizione per alcuni atti

cause di incompatibilità : scegliere tra una carica e l’altra

»

Numero degli amministratori:

è determinato dallo statuto, il quale può indicarne il numero minimo e massimo

» è indicato di volta in volta dall’assemblea se non è previsto dallo statuto.

»

Durata Gli amministratori restano in carica per un massimo di 3 anni e in particolare fino

 all’approvazione del bilancio dell’ultimo anno in cui erano in carica.

Decadenza Essi possono decadere per:

 Dimissioni da parte degli amministratori.

A. hanno effetto immediato se rimane in carica almeno ½ del CDA

>> ≠ prorogatio fino a accettazione della nomina da parte dei nuovi

Revoca da parte dell’assemblea (risarcimento se no giusta causa)

B. Morte

C. Decadenza (scadenza) dell’ufficio o sopravvenute cause di ineleggibilità

D.

Proroghe impossibili In questi 3 casi non si può fare la prorogatio; 3 ipotesi (art. 2386):

 se rimangono più di ½ CDA

A. 34

Non si nominano di nuovi ma si continua così con una delibera approvata

cooptazione]

dal consiglio sindacale [cd

se rimangono meno di ½ CDA

B. si convoca l’assemblea e si nominano di nuovi e questi scadono insieme a

quelli in carica all’atto della nomina

se non rimane nessuno

C. urgenza

il collegio sindacale deve convocare con l’assemblea per

ricostituire l’organo amministrativo.

Nel frattempo il collegio sindacale compie gli atti di gestione ordinaria.

Sono valide le clausole che se cadono alcuni amministratori cadono tutti; in questo caso i superstiti

(ancora per poco!) convocano l’assemblea.

La nomina e la revoca degli amministratori è da iscrivere sul registro delle imprese.

. Compenso. Divieti.

5

Art. 2389, compensi degli amministratori:

I compensi spettanti ai membri del CDA e del comitato esecutivo sono stabiliti all’atto della nomina

o dall’assemblea.

Essi possono essere costituiti in tutto o in parte da partecipazioni agli utili o da stock options.

delibera dell’AS per eliminare diritto d’opzione ai soci

>>

Il compenso:

per particolari cariche (amm. delegato) è determinato dal CDA col parere del Collegio Sindacale

» può essere fissato in misura generale per tutti gli amministratori se previsto dallo statuto.

»

Art. 2390, divieto di concorrenza:

Gli amministratori non possono assumere la qualità di soci illimitatamente responsabili in società

concorrenti, né esercitare un’attività concorrente per conto proprio o di terzi, né essere

amministratori o direttori generali in altre società salvo autorizzazione dell’assemblea.

concessa anche anticipatamente da clausola nell’atto costitutivo

>>

Pena L’inosservanza porta alle revoca dal mandato e al risarcimento degli eventuali danni

naturalmente.

6. Il consiglio di amministrazione

Il consiglio d’amministrazione svolge la sua attività collegialmente.

Tale attività è coordinata dal , il quale:

PRESIDENTE

< convoca il CDA con data, giorno, ora e ordine del giorno

» ne coordina i lavori

» dà info sulle materie trattate nell’ordine del giorno.

»

I quorum richiesti per il CDA sono:

Costitutivo = maggioranza degli amministratori;

» Deliberativo = maggioranza semplice dei presenti con voto per teste;

»

Entrambi sono derogabili dallo statuto.

Non è ammesso il voto per rappresentanza perché la funzione di amministratore non è delegabile!

L’

INVALIDITÀ DELLE DELIBERE CONSILIARI

Non sono previste cause di nullità (necessità di certezza)

non conformi alla legge o allo statuto.

Le delibere sono annullabili se

Esse sono impugnabili entro 90gg da:

< Amministratori dissenzienti o assenti

» Collegio sindacale (nel suo insieme e quindi con sua delibera)

» 35

Il procedimento d’impugnazione è quello previsto per l’assemblea e sono cmq salvi i diritti

acquistati dai terzi in buona fede derivanti dall’esecuzione della delibera invalida.

Un caso particolare di annullabilità deriva dalla posizione di conflitto d’interessi dell’amministratore.

In questo caso l’amministratore in conflitto d’interessi:

Deve darne notizia agli altri amm. e al CS indicandone natura, termini, origine e portata

» Se delegato, deve astenersi dall’operazione e investirne il CDA

» Il CDA deve, cmq, indicare nella delibera la motivazione e la convenienza nell’operazione.

» idonea ad arrecare danno alla società

La delibera è annullabile se e solo se e se:

Si violano i tre punti precedenti

» La delibera è stata approvato dal voto determinante dell’amm. in conflitto d’interessi

»

La delibera può essere anche impugnata da coloro non informati che avevano votato a favore.

Se vi sono stati danni alla società naturalmente l’amministratore ne risponde e risponde anche se

ha usato a proprio favore informazioni derivanti dal suo incarico.

7. Comitato esecutivo. Amministratori delegati.

Se lo statuto o l’assemblea lo consentono, il consiglio di amministrazione può delegare

Art. 2381

proprie attribuzioni ad un comitato esecutivo composto da alcuni dei suoi componenti o ad uno più

dei suoi soci componenti.

La delega può essere quindi data:

A un comitato esecutivo = organo collegiale

» A 1 o + amministratori delegati = organi unipersonali che agiscono disgiuntamente

» A un comitato esecutivo + amm. delegato con funzioni ripartite

»

La delega non può essere data per alcuni argomenti quali:

Redazione del bilancio d’esercizio

a) Aumento CS o emissione obb. convertibili e gli adempimenti per la riduzione del CS

b) Redazione del progetto di fusione / scissione.

c)

Gli organi delegati:

Curano che l’assetto organizzativo, amministrativo e contabile della SPA sia adeguato

» Danno info al CDA ogni 6 mesi e subito per operazioni rilevanti

» Danno info ad altri amministratori che lo richiedano.

»

Il CDA svolge una funzione di controllo sull’operato degli organi delegati e infatti:

Può sempre impartire direttive o imputarsi operazioni

» Valutare assetto organizzativo amministrativo e contabile della SPA

» Valutare piani strategici, industriali e finanziari

» Valutare l’andamento della gestione da relazioni degli organi delegati

» --> obbligo di info ogni 6 mesi e immediate su quelle di rilievo

8. La rappresentanza della società

Il potere di rappresentanza attribuito agli amministratori dallo statuto o dalla

Art. 2384

deliberazione di nomina è generale.

Le limitazioni ai poteri degli amministratori che risultino dallo statuto o da una decisione degli

organi competenti non sono opponibili ai terzi, anche se pubblicate, salvo che si provi che questi

abbiano intenzionalmente agito a danno della società.

Di regola lo statuto indica gli amministratori con il potere di rappresentanza (organica e negoziale).

Di solito sono il presidente del CDA e gli amministratori delegati.

Il potere di rappresentanza è generale = rappresentanza processuale, attiva e passiva anche per

(ultra vires)

atti che non rientrano nell’oggetto sociale

Vi è una ampia tutela dei terzi (II comma): 36

È inopponibile ai terzi di buona fede la mancanza di potere rappresentativo per

a)

invalidità nell’atto di nomina.[art. 2383]

La società è vincolati per gli atti compiuti dai “non-rappresentanti” dal momento dell’iscrizione

della loro nomina nel registro delle imprese, salvo la mala fede del terzo..

Sono inopponibili le limitazioni anche se iscritte nel registro delle imprese

b)

Per opporle bisogna provare l’esistenza di un accordo fraudolento tra amministratore e terzo.

NB. se l’amministratore supera la sua limitazione egli è negligente e sarà responsabile verso la

società se con tale superamento vi ha provocato danno.

NB! Rimangono comunque validi i limiti legali (es. stipulare un contratto in conflitto d’interessi).

9. La responsabilità degli amministratori

La responsabilità degli amministratori si divide in tre tipi di responsabilità:

a. verso la società: art. 2392-2393

b. verso i creditori sociali: art. 2394

c. verso i singoli soci o i terzi: art. 2395

Responsabilità verso la società .

Gli amministratori devono adempiere ai doveri loro imposti per legge e dallo statuto con

Art. 2392

la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico e dalle loro specifiche competenze.

Essi sono solidalmente responsabili verso la società dei danni derivanti dall’inosservanza di tali

doveri, a meno che si tratti di attribuzioni proprie del comitato esecutivo o di funzioni in concreto

attribuite ad uno o più amministratori.

Un amministratore è quindi responsabile se:

Non agisce con la normale diligenza professionale

» Causa danno alla società

» Essendo a conoscenza di atti pregiudizievoli, non hanno fatto quanto potevano per

» impedirne il compimento o attenuarne le conseguenze dannose.

in culpa vigilandi

>> responsabilità solo = devono risarcire ma hanno diritto di

regresso sull’amministratore che ha compiuto il danno

Responsabilità solidale Gli amministratori sono solidalmente responsabili tra loro tranne nel caso

in cui, l’amministratore esente da colpe :

abbia fatto notare il suo dissenso nel libro delle adunanze e deliberazione del CDA

a. dia immediata notizia del suo dissenso al presidente del collegio sindacale.

b.

L’art. 2381, 3°comma, pone a carico degli amministratori senza delega specifici obblighi:

valutare “sulla base della relazione degli organi delegati” il generale andamento

a. della gestione

valutare, sempre “sulla base delle info ricevute”, l’adeguatezza dell’assetto

b. organizzativo, amministrativo e contabile della società.

Esaminare, quando elaborati, i piani strategici, industriali e finanziari della società.

c.

La legge impone agli amministratori di agire in modo informato e di adempiere ai propri obblighi

con la diligenza del buon professionista.

» Esercizio dell’azione []

Deliberata dall’assemblea ordinaria (poca tutela delle minoranze, comunque decisione della

maggioranza e quindi degli stessi che hanno nominato gli amm.), anche se in liquidazione. Essa:

comporta la cessazione degli amministratori se approvata da + di 1/5 Capitale Sociale

o ≠ espressa delibera

può essere esercitata entro 5 anni dalla cessazione della carica dell’amministratore

o 37

<< può essere espressa in sede di approvazione di bilancio se riguarda fatti concernenti

o l’esercizio anche se non era nell’ordine del giorno

compete al curatore fallimentare, al commissario liquidatore o al commissario

o straordinario se la società è dichiarata fallita o assoggettata a liquidazione coatta

amministrativa o amministrazione straordinaria.

Si può rinunciare all’azione di responsabilità e “patteggiare” con l’amministratore basta che 1/5 del

CS (1/20 in SPA quotate) non sia contrario.

Può anche essere esercitata dalle minoranze con il 20% del CS o la diversa misura prevista dallo

statuto cmq non superiore a 1/3 del CS (5% o + bassa se prevista per SPA aperte).

--> solo reintegrazione del patrimonio, non risarcimento danno subito dai soci (≠ società)

la società deve quindi essere chiamata in giudizio; i soci ricorrenti si vedranno rimborsate

dalla società solo le spese giudiziarie (vantaggi per la società che è la danneggiata).

RIFORMA 2005 In base all’art. 2393-bis modificato dalla Legge 262/2005 l’azione sociale di

responsabilità contro gli amministratori (nonché contro i sindaci e i direttori generali) può essere

promossa anche dagli azionisti di minoranza, così superando l’eventuale inerzia del gruppo di

comando. I soci che assumono l’iniziativa devono rappresentare almeno il 20% del capitale sociale

o la diversa misura prevista nello statuto comunque non superiore ad un terzo.

Società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio: è sufficiente l’azione promossa dai soci

che rappresentano 1/40 del capitale sociale o la percentuale più bassa prevista dallo statuto.

Responsabilità verso i creditori sociali

Gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi

Art. 2394

inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale.

L’azione può essere proposta quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento

dei loro crediti.

L’azione può essere quindi esercitata se:

gli amministratori sono inosservanti degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità

a. del Patrimonio Sociale

l’azione può essere proposta ai creditori solo quando il patrimonio sociale risulta

b. insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti. (≠ no danno)

Onere probatorio: i creditori che agiscono in giudizio non sono tenuti a provare il dolo o la colpa

degli amministratori. L’azione è diretta ed autonoma (non surrogatoria di quella della società) e

quindi il risarcimento danni andrà ai creditori per l’importo del credito che non hanno riscosso.

L’azione dei creditori si prescrive in 5 anni.

Di solito interferenze con azione della società: di solito vi è azione di responsabilità della società se

il patrimonio sociale viene ridotto così tanto; i creditori sociali non possono più richiedere il

risarcimento (≠ doppio!) e non possono interferire salvo la possibilità di azione revocatoria (se ci

sono gli estremi) nel caso vi sia la transazione (“patteggiamento”) tra società ed amministratori.

L’azione può essere esercitata solo dal curatore fallimentare se la SPA è in fallimento.

11. Responsabilità verso i singoli soci o terzi

Responsabilità verso i soci 38

Le disposizioni precedenti non pregiudicano il danno spettante al socio o al terzo che

Art. 2395

sono stati direttamente danneggiati da atti colposi o dolosi degli amministratori.

Devono ricorrere i 2 presupposti:

nesso di causalità (danno diretto) ≠ danno indiretto come meno utili distribuiti

a. compimento da parte degli amministratori di un illecito nell’esercizio del loro ufficio

b.

es. bilancio falso che induce i soci ad un aumento di CS a prezzo eccessivo

.

Danno diretto ogni atto di depauperamento del patrimonio sociale, dovuto ad illeciti degli

 amministratori.

Onere probatorio Il socio o il terzo che agiscono in responsabilità contro gli amministratori

 devono comunque provare che esiste un nesso causale diretto tra il danno

subito e l’illecito degli amministratori. Spetta dunque al socio provare dolo e

colpa degli amministratori.

Prescrizione L’azione va esercitata entro 5 anni dal compimento dell’atto che ha pregiudicato il

socio o il terzo.

12. I direttori generali

Direttori generali = lavoratori subordinati dell’impresa con compiti di alta gestione. Sono nominati

dall’assemblea o dal consiglio di amministrazione per disposizioni dello statuto.

In base all’art 2396 essi hanno:

a. Responsabilità penali uguali a quelle degli amministratori

b. Responsabilità civili nei loro compiti se nominati dall’assemblea o dall’atto costitutivo

La loro nomina non spoglia gli amministratori dei relativi poteri di gestione e rappresentanza.

Nelle società quotate hanno ruoli specifici: attestano atti e comunicazioni previste dalla legge

contenenti info sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria. Hanno come gli

amministratori responsabilità civili e penali. Sono responsabili nei confronti della società, dei

creditori sociali, verso i singoli soci ed i terzi.

13. Gli amministratori di fatto.

Nozione soggetto, privo della veste formale di amministratore per la mancanza di nomina

assembleare, che di fatto si ingerisce sistematicamente nella direzione dell’impresa sociale:

impartisce istruzioni agli amministratori, ne condiziona le scelte operative, tratta con i terzi.

azionista di comando: Sono paragonati agli amministratori legali per le norme di

responsabilità penale.

IX. IL COLLEGIO SINDACALE. CONTROLLO CONTABILE.

A. I C S

L OLLEGIO INDACALE

1. Premessa

Il collegio sindacale è l’organo di controllo interno della SPA nel sistema tradizionale, con

funzioni di vigilanza sull’amministrazione della società.

Con il tempo la legislazione che lo riguarda si è evoluta cercando di renderlo il più indipendente

possibile e vi sono grosse differenze tra SPA quotate e non.

1942: composizione semirigida dell’organo (3/5 membri), limitata competenza professionale,

nomina assembleare, scarsa incisività dei poteri

1974: invariato. Introduzione, per le società quotate, di un controllo esterno = società di revisione

1992: istituzione apposito registro dei revisori contabili 39

1998: modificata la disciplina del collegio sindacale. Il controllo contabile passa alle soc. di

revisione

2003 definiti i requisiti di professionalità e indipendenza dei sindaci

2005: parzialmente riformata la composizione del collegio sindacale, dei requisiti dei sindaci e

rafforzato i poteri dell’organo.

2. Composizione. Nomina. Cessazione.

Il collegio sindacale delle società con azioni non quotate si compone di

Composizione Art. 2397

 3 o 5 membri effettivi, soci o non soci. Devono inoltre essere nominati due

sindaci supplenti.

società quotate rimane il limite minimo di 3 ma quello massimo è derogabile dallo statuto

Nomina I sindaci sono nominati da:

atto costitutivo (i primi)

» assemblea ordinaria (art. 2400)

» nelle SPAQ almeno 1 dalla minoranza; se il CS ha + di 3 allora almeno 2

da Stato o enti pubblici se lo prevede la legge o lo statuto

»

Riforma 2005 siccome i sindaci erano nominati dagli stesso organo che nominava gli

amministratori si aveva scarsa funzionalità del collegio sindacale (controllanti = controllati).

Con la riforma la situazione è MUTATA solo per le SOCIETA’ QUOTATE dove un membro effettivo

del collegio sindacale deve essere nominato dai soci di minoranza con le modalità fissate dalla

Consob.

a. Requisiti di professionalità

SPA: Almeno un sindaco effettivo ed un supplente devono essere iscritti nel registro dei revisori

contabili ; gli altri, se non iscritti devono essere scelti tra gli albi professionali del ministero

6

della giustizia o fra i professori universitari i ruolo in materie economico-giuridiche.

SPAQ: i requisiti sono fissati con regolamento del Ministero della Giustizia (148 Tuf)

Cause di ineleggibilità

b. Non possono essere sindaci:

a. Parenti e affini entro il IV grado degli amministratori e gli amministratori stessi

Coloro legati alla SPA con un rapporto da lavoro o da un rapporto continuativo di

b. consulenza o di prestazione d’opera retribuita ≠ no indipendenza

c. Tutte le cause di ineleggibilità degli amministratori

d. Le cause previste dallo statuto

I sindaci: hanno diritto ad un compenso predeterminato dallo statuto o dall’assemblea

»

all’atto della nomina per l’intera durata del loro esercizio

rimangono in carica per 3 esercizi (scadono al momento dell’approvazione del

»

bilancio)

rimangono in carica sino alla nomina dei nuovi e sono rieleggibili

sono revocati per giusta causa con delibera approvata dal tribunale ≠ restano in

»

carica decadono per cause di ineleggibilità o cancellazione dal registro dei revisori e se si

»

disertano 2 riunioni del CDA, comitato esecutivo o CS in un esercizio.

persone fisiche

Possono iscriversi nel registro dei revisori contabili con requisiti di professionalità e che

6 società

hanno passato un esame + con oggetto la revisione 40

Sostituzione: in caso di morte, rinuncia o decadenza di un sindaco subentrano

»

automaticamente i supplenti in ordine di età.

Pubblicità: la nomina e la cessazione devono essere iscritti nel registro delle

»

imprese entro 30 gg, a cura del CDA nel registro delle imprese

3. Il controllo sull’amministrazione.

Funzione primaria, anche se non esclusiva, del collegio sindacale è quella di controllo.

Il collegio sindacale vigila

Art 2403. sull’osservanza della legge e dello statuto

» sul rispetto dei principi di corretta amministrazione

» sull’adeguatezza del sistema organizzativo, amministrativo e contabile della SPA.

»

Il collegio sindacale svolge anche il controllo contabile se e solo se previsto dallo statuto nelle

SPA chiuse che non devono redigere il consolidato CS composto da tutti revisori

>>

Caratteri del controllo Il controllo del collegio sindacale è

 Globale = riguarda attività CDA e assemblea diritto di intervento e

>>

impugnativa in riunioni.

e Sintetico = analitico se le circostanze lo richiedono

I sindaci hanno ampi poteri: atti di ispezione e controllo

possono procedere, anche individualmente in qualsiasi momento ad

» può chiedere agli amministratori (collegialmente) notizie, anche su controllate, su andamento

» operazioni o su determinati affari

si scambiano informazioni con i soggetti incaricati del controllo contabile (anche SPA)

» si scambiano info con collegio sindacale delle controllate / controllanti

» possono promuovere collegialmente il controllo giudiziario se sospetto gravi irregolarità

»

Nelle SPAQ, inoltre:

gli amministratori devono comunicare ogni 3 mesi sull’attività svolta e tempestivamente sulle

» operazioni più importanti

bisogna denunciare le irregolarità alla CONSOB

» la CONSOB può attivare un controllo giudiziario sull’attività dei sindaci stessi.

» nell’esperimento

Un potere importante del collegio sindacale è quello di convocare l’assemblea se

del suo incarico ravvisi fatti censurabili di rilevante gravità e vi sia urgente necessità di provvedere.

Anche i soci possono denunciare le irregolarità. Si presentano 2 fattispecie:

A. Soci singoli o che non raggiungono il 5% CS (2% SPAQ)

tenerne conto

Bisogna nella relazione annuale all’assemblea

B. Soci che raggiungono il 5% CS (2% SPAQ)

indagare senza ritardo

Bisogna sui fatti denunciati e presentare le conclusioni in assemblea.

4. Controllo contabile. Altre funzioni.

Il collegio sindacale non svolge più il controllo contabile sulla società, oggi affidato alle società di

revisione. Oggi il C.S. vigila solo sull’adeguatezza e sull’affidabilità del sistema amministrativo-

contabile. Nelle società non quotate il suo consenso è tuttora necessario per l’iscrizione all’attivo di

alcune voci in bilancio: costi di impianto e di ampliamento, costi di ricerca e sviluppo…

Altre funzioni del Collegio Sindacale:

a. consulenza propositiva e di amministrazione attiva

b. parere sulla remunerazione agli amministratori investiti di particolari cariche 41

c. amministrazione attiva quando vengono meno gli amministratori

5. Il funzionamento del collegio sindacale

Il presidente del collegio sindacale è nominato dall’assemblea nelle SPA mentre nelle SPAQ sono

stabiliti dallo statuto i criteri della sua nomina.

Il collegio sindacale:

si riunisce almeno ogni 90gg

» quorum costitutivo: maggioranza dei sindaci

» quorum deliberativo: maggioranza dei presenti

» deve redigere verbale con indicazione dei pareri dissenzienti se richiesto

» può avvalersi a proprie spese di dipendenti e ausiliari per specifiche operazioni

» SPAQ: solo dipendenti della società.

Denunzia dei soci: la sua attività di controllo può essere sollecitata dai soci.

6. La responsabilità dei sindaci

I sindaci devono adempiere i loro doveri con la professionalità e la diligenza richieste

Art 2407.

dalla natura dell’incarico; sono responsabili della verità delle loro attestazioni e devono conservare

il segreto sui fatti e sui documenti di cui hanno conoscenza per ragione del loro ufficio.

Essi sono solidalmente responsabili con gli amministratori per i fatti o le omissioni di questi quando

il danno non si sarebbe prodotto se essi avessero vigilato in conformità degli obblighi della carica.

Abbiamo 2 tipi di responsabilità:

Esclusiva (I comma) : Ai sindaci viene quindi richiesto il risarcimento dei danni qualora il danno

» sia imputabile solo al mancato o negligente adempimento dei loro doveri

(es. violazione segreto).

Concorrente (II comma) : sono solidalmente responsabili con gli amministratori quando non

» vigilano bene e ciò comporta un danno.

L’azione di responsabilità contro i sindaci è uguale a quella fatta dalla società contro gli

amministratori.

B. I C C

L ONTROLLO ONTABILE

7. Il sistema

Il controllo contabile è affidato ad un revisore esterno, salvo il caso in cui il collegio sindacale

assumi tale controllo da previsione statuto se non vi è l’obbligo del bilancio consolidato e con la

composizione di tutti revisori.

Esistono 3 discipline:

SPA: revisore contabile o società di revisione 7

1. SPA aperta ma non quotata: società di revisione + vigilanza della CONSOB

2. SPAQ: società di revisione iscritta nell’albo speciale della CONSOB.

3. la CONSOB controlla l’indipendenza e l’idoneità tecnica e può anche

>>

raccomandare principi e criteri per la revisione contabile.

8. Il controllo contabile

Nelle SPA e SPAA l’incarico è conferito dall’atto costitutivo (la prima volta) e dall’assemblea sentito

il collegio sindacale (di regola).

All’atto della nomina si fissa anche il compenso per l’intera durata dell’incarico.

Le società di revisione hanno come oggetto sociale la revisione contabile e devono avere alcuni requisiti per

7

garantire la professionalità e l’onorabilità della maggioranza dei soci e degli amministratori 42

Nelle SPAQ l’incarico è conferito al momento dell’approvazione del bilancio dall’assemblea

altrimenti lo determina d’ufficio la CONSOB.

Le cause di ineleggibilità sono:

Essere sindaci di una controllata / controllante

» Cause di ineleggibilità dei sindaci

» Altre cause previste dallo statuto + cause di incompatibilità o requisiti di professionalità.

»

L’incarico [durata, revoca e pubblicità]:

Dura 3 anni e non è rinnovabile più di 2 volte (max 9 anni)

» Viene revocato solo per giusta causa dall’assemblea sentiti i sindaci e con la delibera

» approvata dal decreto del tribunale (come per i sindaci).

SPAQ: Non è richiesta approvazione tribunale

Rimane in carica la società di revisione revocata fino al conferimento ad un’altra.

» La nomina e la revoca devono essere iscritte nel registro delle imprese

»

NB: Ampia tutela dell’indipendenza

9. La revisione contabile obbligatoria

L’attività di revisione contabile obbligatoria è riservata alle società di revisione iscritte nell’albo

speciale tenuto a cura della Consob. Sono queste società di persone o di capitali il cui oggetto

sociale deve essere limitato all’organizzazione e revisione contabile di aziende.

Quando accerta gravi irregolarità nello svolgimento dell’attività di revisione, la Consob può irrogare

sanzioni amministrative pecuniarie ed adottare provvedimenti temporanei (legge 262/2005 –

Legge sulla Tutela del Risparmio).

Conferimento dell’incarico:

- cause di incompatibilità

- mancanza idoneità tecniche

- compenso della s. di revisione: deciso dall’assemblea contestualmente al conferimento

dell’incarico

- trasferimento di personale: la revisione non può essere effettuata da coloro che sono stati

amministratori presso la società che ha conferito l’incarico se non sono trascorsi almeno 3 anni.

Durata: sei esercizi rinnovabili una sola volta.

Revoca: giusta causa previo parere dell’organo di controllo

Revoca d’ufficio: da parte della Consob.

Pubblicità: conferimento o revoca dell’incarico devono essere depositati presso il registro delle

imprese.

10. Funzioni e responsabilità del revisore dei conti

controllo della regolare tenuta della contabilità

La funzione principale è il giudizio sul bilancio d’esercizio e consolidato.

+

Il controllo consiste in pratica:

Controllo ogni 3 mesi della regolare tenuta della contabilità

» Corrispondenza scritture contabili e bilancio e sua conformità alle norme

» Espressione di un giudizio sull’affidabilità del bilancio.

» Nelle SPAQ il giudizio può essere:

Senza rilievi

A. Con rilievi

B. Negativo motivazione dei rilievi

C. Impossibilità di dare un giudizio

D. informare immediatamente la CONSOB

>> 43

Se il giudizio è positivo ( ) vi è una restrizione per l’impugnativa sul bilancio (5% CS ≠ 1‰)

A+B

La società di revisione può:

richiedere documenti e notizie agli amministratori

» compiere autonomamente ispezioni e controlli

» scambiarsi info con il collegio sindacale

»

E inoltre deve informare tempestivamente la CONSOB e il CS se vi sono gravi irregolarità.

La responsabilità è uguale a quella dei sindaci (art. 2407) anche nell’azione di responsabilità.

Inoltre oltre alla società di revisione rispondono in solido con essa i soggetti che hanno

effettivamente effettuato il controllo contabile.

L’azione si prescrive in 5 anni dalla cessazione dell’incarico.

X. SISTEMI ALTERNATIVI DI AMMINISTRAZIONE E CONTROLLO.

I S A

ISTEMI LTERNATIVI

Tali sistemi sono adottati se espressamente previsti dallo statuto.

1. Il sistema dualistico

Comunque il controllo contabile è affidato ad un revisore esterno senza eccezioni.

I

L SISTEMA DUALISTICO .

Consiglio di gestione: poteri e funzioni proprie del CDA Consiglio di gestione

Consiglio di sorveglianza: Collegio sindacale + alcune funzioni peculiari

dell’assemblea. Consiglio di Sorveglianza

Assemblea

Assemblea: ha competenze piuttosto ridotte:

nomina e revoca consiglieri di sorveglianza, azione di responsabilità e compenso.

» Delibera sulla distribuzione degli utili ≠ approvazione bilancio

» Nomina il revisore.

»

2. Il consiglio di sorveglianza

<

Il consiglio di sorveglianza può essere composto da soci o non soci e:

Il suo numero è determinato dallo statuto ma almeno > 3 persone

» È eletto dall’assemblea di regola, dall’atto costitutivo il primo.

» in SPAQ almeno 1 eletto dalla minoranza (2 se numero > 3)

>>

REQUISITI per essere eletti consiglieri di sorveglianza bisogna avere:

Requisiti professionali

a) Almeno uno deve essere revisore e lo statuto può decidere che gli altri abbiano requisiti di

professionalità e onorabilità

Cause di ineleggibilità

b) Cause di ineleggibilità degli amministratori

»

< coloro che hanno un rapporto continuativo di consulenza o prestazione d’opera

» retribuito con la società (o controllate/collegate)

componenti del consiglio di gestione

» altre cause previste dallo statuto

»

DURATA e REVOCA I consiglieri di sorveglianza, inoltre:

restano in carica 3 anni e sono rieleggibili

» possono essere revocati con le norme sul mandato (anche senza giusta causa) con

» delibera approvata da 1/5 CS

COMPENSO retribuzione annuale deve essere predeterminata ed invariabile in corso di carica e

viene determinata dall’assemblea, se non è stabilita nello statuto. 44

3. Competenze e funzionamento del consiglio di sorveglianza.

Le competenze del consiglio di sorveglianza sono:

- controllo sull’amministrazione (del collegio sindacale nel sistema tradizionale)

- poteri: assistono alle assemblee e possono, ma non devono, assistere alle adunanze del consiglio

di gestione.

- convocare l’assemblea (previa comunicazione al presidente del consiglio di gestione)

- sostituirsi agli amministratori in caso di omissioni

- è destinatario delle denuncie dei soci

- riferisce per iscritto una volta l’anno sull’attività svolta in un apposito libro

Funzioni di indirizzo:

tutti i poteri del collegio sindacale e anche quei poteri dettati per le SPAQ per 2

a)

sindaci sono anche eseguibili da 2 consiglieri [funzione di controllo].

Alcuni poteri dell’assemblea

b) nomina, revoca e stabilisce il compenso dei consiglieri di gestione

» approva il bilancio d’esercizio (≠ decisione sulla distribuzione) se non c’è richiesta di

» approvazione dall’assemblea da 1/3 del CDG o del CDS e se non si approva.

promuove azione di responsabilità contro i consiglieri di gestione (anke l’assemblea)

» approvazione piani strategici, finanziari e industriali se previsto dallo statuto

»

Il consiglio di sorveglianza funziona:

con un presidente eletto dall’assemblea e con poteri definiti dalla stessa

» con la disciplina sull’invalidità delle deliberazioni del CDA

» i consiglieri sono responsabili se non adempiono con la diligenza necessaria e rispondono del

» danno che non si sarebbe prodotto se avessero vigilato bene (come sindaci)

la responsabilità verso i soci e i creditori sociali sono uguali a quelle degli amministratori.

»

PUBBLICITA’ iscritte, a cura degli amministratori, nel registro delle imprese entro 30 gg.

4. Il consiglio di gestione

<

Stesse norme CDA. Le differenze sono:

numero di consiglieri fissato dallo statuto ma non inferiore a 2

» nominato da CDS che ne fissa anche il numero nei limiti nello statuto

» se uno decade viene immediatamente sostituito (no cooptazione)

» la azione di responsabilità nei loro confronti può essere esercitata anche dal CDS

» con delibera presa a maggioranza dei presenti ma con quorum costitutivo di 2/3.

Si può anche transigere (con delibera approvata a maggioranza) se non si oppone la

% dei soci necessaria per impedire la transazione con l’assemblea.

NB! Al CDG e al CDS sono applicabili le disposizioni su amministratori e sindaci se non

diversamente disposto

5. Il sistema monistico

I

L SISTEMA MONISTICO .

Il controllo è esercitato da un organo interno al CDA, il comitato di gestione.

Il CDA ha la stessa disciplina di quello tradizionale ma dal suo interno CDA al cui interno vi è il

devono essere estratti i componenti del comitato di gestione e quindi comitato di gestione

almeno 1/3 del CDA deve possedere i requisiti di indipendenza stabiliti

per i sindaci o da codici di autodisciplina (es. codice Preda). Assemblea

Comitato per il controllo della gestione 45

È costituito da consiglieri con:

requisiti di indipendenza

» da almeno uno iscritto nel registro dei revisori

» requisiti di onorabilità e professionalità se stabiliti dallo statuto

» senza funzioni gestorie nemmeno in controllate / collegate.

» un consigliere eletto dalla minoranza se SPAQ (2 se > 3)

»

Il CDA decide il numero e sostituisce i consiglieri di gestione se vengono meno.

Le funzioni e i poteri sono uguali a quelle del collegio sindacale. Le differenze sono:

non possono decadere se hanno assenze ripetute e ingiustificate

» nelle SPAQ le operazioni eseguibili da 2 sindaci sono eseguibili anche da 2

» consiglieri di gestione

il comitato elegge il suo presidente e osserva le stesse norme di funzionamento del

» collegio sindacale (ogni 90gg, magg. dei componenti + decisione a magg. semplice)

Considerazioni: controllori eletti da controllati ma sicuramente maggiore informazione.

XI. I CONTROLLI ESTERNI.

1. Il sistema

I C E

ONTROLLI STERNI

I controlli esterni sono di 2 tipi:

Controllo giudiziario per tutte le SPA se si presentano situazioni che alterano il corretto

» funzionamento della società e se vi sono gravi irregolarità

Controllo della CONSOB per le SPAQ per la tutela degli investitori e della trasparenza.

»

2. Il controllo giudiziario sulla gestione. Presupposti ed iniziativa.

Il tribunale interviene se

gli amministratori in violazione dei loro doveri abbiano compiuto gravi irregolarità

( e non i sindaci)

nella gestione che possano arrecare danno alla società o a una del gruppo [danno potenziale].

I requisiti per l’intervento sono quindi gravi irregolarità + danno potenziale

L’intervento può essere richiesto:

Dal 10% (5% nelle SPAQ) dei soci o minore se previsto dallo statuto

» Da collegio sindacale, comitato di gestione o consiglio di sorveglianza

» In SPA aperte dal pubblico ministero

» Dalla CONSOB in SPAQ se vi sono irregolarità dei sindaci.

»

3. Il procedimento

Il procedimento attivato con la denunzia si articola in 2 fasi: 46

1. Fase istruttoria

Si accerta l’esistenza delle irregolarità e a sentire amministratori e sindaci.

Può anche esserci una ispezione da parte di un consulente del tribunale.

La maggioranza della società può evitare l’ispezione e sospendere il procedimento giudiziario se

sostituisce gli amministratori e sindaci con soggetti di adeguata professionalità che si attivano per

accertare le violazioni ed eliminarle.

2. Provvedimenti

Si possono porre due tipi di provvedimenti:

<

Provvedimenti cautelari da parte del giudice

» Per evitare il ripetersi delle irregolarità

Nomina di un amministratore giudiziario

» Egli propone (≠ assemblea) l’azione di responsabilità contro il CDA e i sindaci.

L’azione si può comunque transigere da parte della società o rinunciare.

L’amministratore giudiziario può compiere solo atti ordinari e alla fine del suo operato può:

Convocare l’assemblea per la nomina degli amministratori e i sindaci

 Mettere in liquidazione la società

Comunque la decisione spetta all’assemblea.

4. La Consob

La CONSOB è una persona giuridica di diritto pubblico e gode di piena autonomia.

La CONSOB svolge varie funzioni ma noi analizziamo solo quella dell’informazione societaria.

Essa assicura una adeguata e veritiera informazione sui mercati finanziari.

Tale informazione si basa su 2 principi cardine:

Tutte le società con azioni e obbligazioni diffuse fra il pubblico [SPA aperte] che possono

a) influire sensibilmente sul prezzo degli strumenti finanziari

La CONSOB può richiedere che siano resi pubblici notizie e documenti necessari per

b) l’informazione del pubblico e provvedervi direttamente.

La CONSOB ha anche predisposto, in questo senso, obblighi di informazione preventiva su

operazioni straordinarie e che siano messi a disposizione del pubblico tempestivamente il bilancio

d’esercizio e la relazione semestrale degli amministratori.

La CONSOB ha poi ampi poteri di indagine e controllo per ottenere un informazione corretta e

veritiera.

5. Ammissione delle azioni alle quotazioni di borsa.

La privatizzazione della borsa valori realizzata nel 1997 in attuazione dell’art. 56 del d.lgs.

415/1996, ha determinato un significativo mutamento della disciplina in tema di ammissione delle

azioni alle quotazioni di borsa, sospensione e revoca. Le relative competenze, in precedenza della

Consob, sono state trasferite alla società di gestione della Borsa (Borsa Italiana s.p.a.) sia pure

sotto la vigilanza della Consob stessa (rafforzata dalla legge 262/2005).

RIFORMA 2005 attuale disciplina: le condizioni, le modalità di ammissione, esclusione e

sospensione delle azioni dalle negoziazioni sono determinate dal regolamento di mercato

deliberato dall’assemblea ordinaria della società di gestione dello stesso.

- Ammissione: avviene esclusivamente su domanda della società interessata “previa deliberazione

dell’organo competente” da individuarsi nell’assemblea dei soci. La società di gestione della borsa

delibera entro 2 mesi dalla presentazione della domanda e comunica ammissione o rigetto.

- Inizio: deve essere preceduto dalla pubblicazione di un apposito prospetto di quotazione

contenente le informazioni necessarie. 47

MERCATO EXPANDI mercato accanto a quello della Borsa, gestito da quest’ultima dove vengono

negoziati azioni ed altri titoli che non hanno ancora raggiunto un grado di diffusione tra il pubblico

sufficiente per l’ammissione alla quotazione presso la borsa.

MERCATO MTAX Dal 2005 destinato alla negoziazione di azioni di società di medie dimensioni

ad alto potenziale di sviluppo.

6. Consob e informazione societaria.

La C. svolge un ruolo centrale per assicurare un’adeguata e veritiera informazione del mercato

mobiliare sugli eventi di rilievo che riguardano la vita delle società che fanno appello al pubblico

risparmio, in modo da consentire agli investitori scelte più consapevoli.

In base all’attuale disciplina sono assoggettati ad obblighi informativi nei confronti del pubblico:

tutti gli emittenti strumenti quotati

a. gli emittenti strumenti finanziari non quotati in mercati italiani ma diffusi tra il

b. pubblico in misura rilevante, individuati secondo i criteri della Consob.

Principi cardine dell’attuale disciplina sull’informazione societaria:

a. i soggetti sopra indicati devono comunicare al pubblico le info privilegiate che li riguardano

b. accanto a tale obbligo di info c’è poi il potere della Consob di richiedere che siano resi

pubblici notizie e documenti necessari per l’info del pubblico.

XII. I LIBRI SOCIALI. IL BILANCIO.

1. I libri sociali obbligatori.

a. libro dei soci

b. libro delle obbligazioni

c. libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee

d. libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione

e. libro delle adunanze e delle deliberazioni del collegio sindacale

f. libro delle adunanze e delle deliberazioni del comitato esecutivo

g. libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’assemblea degli obbligazionisti

h. libro degli strumenti finanziari di partecipazione ad uno specifico affare.

I primi 4 e l’ultimo sono tenuti dagli amministratori, il 5 dal collegio sindacale (o consiglio di

sorveglianza o comitato per il controllo sulla gestione), il 6 a cura del comitato esecutivo e l’ultimo

a cura del rappresentante comune degli obbligazionisti.

2. Il bilancio d’esercizio.

Bilancio d’esercizio = documento contabile che rappresenta in modo chiaro, veritiero e corretto la

situazione patrimoniale e finanziaria della società e il suo risultato economico nell’esercizio.

Il bilancio d’esercizio è composto da:

Parti essenziali: CE, SP e nota integrativa

» Allegati: relazione sulla gestione degli amministratori del collegio sindacale e del revisore.

»

Il bilancio è il solo strumento legale di informazione ai soci e agli stakeholder.

è la base per la normativa fiscale (doppio binario) . 48

3. Principi fondamentali della disciplina del bilancio.

Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e

Art. 2423

corretto la situazione patrimoniale, finanziaria e il risultato economico della società.

Il postulato di bilancio indica quindi che questo deve essere:

Chiaro = secondo struttura C.c.

» Veritiero e corretto = redatto secondo buona fede e con i criteri di valutazione.

»

I criteri di valutazione sono:

Prudenza e continuità aziendale , comunque tenendo conto della “funzione

a) economica” della voce iscritta in bilancio = sostanza > forma [come IAS]

Competenza economica

b) Costanza dei criteri, le eventuali deroghe devono essere eccezionali e comunque

c) motivate nella nota integrativa

4. La struttura del bilancio redatto secondo la disciplina del codice civile.

In osservanza del principio di chiarezza bisogna rispettare alcuni criteri di redazione quali:

l’ordine tassativo

Le singole voci devono essere inserite secondo previsto per legge

a) Le voci sono organizzate in categorie [lettere], sottocategorie [numeri romani], voci

b) [numeri arabi] e sottovoci [lettere minuscole]

Ad ogni voce va affiancata quella dell’esercizio precedente per facilitare il confronto

c)

< È vietato il compenso di partite = analiticità

d)

Alle società che non superano determinate dimensioni di attivo patrimoniale, fatturato e numero di

dipendenti è consentita la redazione di un bilancio in forma abbreviata con meno voci di conto

economico e di stato patrimoniale e senza relazione sulla gestione se si ottempera ai comma 3,4

dell’art. 2428.

Stato patrimoniale: Art. 2424

Attivo Passivo

A. Crediti v/soci A. Patrimonio netto

B. Immobilizzazioni B. F.do per rischi e oneri

C. Attivo circolante C. TFR

D. Ratei e risconti D. Debiti

E. Ratei e risconti

In calce allo stato patrimoniale devono essere iscritti i conti d’ordine che indicano gli impegni, i

rischi e le garanzie date dall’impresa ai terzi ma che non influiscono direttamente sul patrimonio.

Il conto economico, art. 2425 è redatto in forma scalare:

A. Valore della produzione

B. Costi della produzione Gestione ordinaria

Differenza A-B

C. Proventi e oneri finanziari Gestione finanziaria

D. Rettifiche di valore di attività finanziarie Gestione straordinaria 49

E. Proventi e oneri straordinari

Risultato prima delle imposte

22) imposte correnti, differite e anticipate

Utile / perdite d’esercizio

Per le operazioni in valuta estera, va applicato il tasso di cambio del giorno dell’operazione.

Gli amministratori devono poi redigere:

La nota integrativa (art. 2427) in cui si illustrano e specificano le voci dello SP e del CE e altre

» informazioni integrative su n° di dipendenti, sul compenso di amministratori e sindaci, sulle

azioni e altri strumenti finanziari emessi dalla società, sui finanziamenti dei soci alla società,

sulle operazioni di locazione finanziaria e sulle partecipazioni in società controllate e collegate

La relazione sulla gestione (art. 2428) in cui si illustra la situazione e l’andamento della

» nel suo complesso e nei vari settori in cui ha operato con riguardo a costi, ricavi e

gestione

investimenti.

Dalla relazione alla gestione devono risultare i fatti rilevanti accaduti dopo la chiusura

dell’esercizio e l’evoluzione prevedibile della gestione

5. La struttura del bilancio redatto secondo i principi contabili internazionali.

6. I criteri di valutazione nel codice civile.

Per le stime e le congetture effettuate dagli amministratori a fine esercizio il principio base assunto

è quello del costo.

I criteri sono vari e riguardano più voci (art. 2426):

Immobilizzazioni: iscritto al costo d’acquisto o di produzione con imputazione dei costi accessori

e degli oneri finanziari se direttamente correlati.

Ammortamenti: se la vita utile delle immobilizzazioni è limitata nel tempo il loro valore deve

residua possibilità di

essere ammortizzato in ogni esercizio in relazione alla

utilizzazione. Si predispone un piano di ammortamento tenendo conto dei

diversi coefficienti. durevolmente

Svalutazioni: Bisogna svalutare un’immobilizzazione se il suo valore risulta

inferiore al suo costo storico. La svalutazione non può essere mantenuta negli

esercizi successivi se sono venuti meno i motivi della stessa.

Partecipazioni: Le partecipazioni in controllate e collegate iscritte tra le immobilizzazioni possono

essere valutate al costo o al metodo del patrimonio netto. Le variazioni da

questo metodo vanno in una riserva indisponibile.

Costi pluriennali: i costi d’impianto, ampliamento, ricerca, sviluppo e pubblicità possono essere

capitalizzati se hanno un’utilità pluriennale. Ammortamento entro i 5 anni.

Avviamento: può essere iscritto solo se acquistato a titolo oneroso. Amm.to entro i 5 anni.

al valore di presunto realizzo.

Crediti: valutati

Attivo circolante: i cespiti diversi dai crediti devono essere iscritte al minore tra costo d’acquisto

e valore di realizzo desumibile dall’andamento di mercato ( min(costo, FV))

Lavori in corso su ordinazione: possono essere iscritti sulla base dei corrispettivi maturati con

ragionevole certezza.

Operazioni in valuta: se attività e passività correnti tasso di cambio alla data di riferimento;

>> 50

la diff. è utili o perdite su cambi [CE] e cn costituzione riserva indisponibile

se attività e passività immobilizzate al tasso di cambio dell’acquisto o al

>>

valore di mercato se durevolmente inferiore.

Se l’applicazione di questi principi va in contrasto con i principi di veridicità e correttezza, in casi

8

,quindi, eccezionali , gli amministratori possono derogare ai criteri di valutazione motivandoli

naturalmente nella nota integrativa.

utili derivanti dalla diversa applicazione vanno iscritti in una riserva indisponibile fino al

>>

loro effettivo realizzo.

7. I criteri di valutazione dei principi contabili internazionali.

8. Il procedimento di formazione del bilancio

Alla redazione e approvazione del bilancio cooperano tutti e tre gli organi sociali nel sistema

tradizionale e monistico mentre in quello dualistico l’assemblea interviene solo se richiesto da 1/3

del comitato di gestione o del comitato di sorveglianza.

Gli amministratori redigono il progetto di bilancio e 30gg prima della discussione in

1.

assemblea lo comunicano al collegio sindacale e all’organo revisore che esprimono i loro

commenti e il loro giudizio.

il progetto di bilancio va depositato nella sede della società nei 15 gg prima della

2.

discussione dell’assemblea.

esame dell’assemblea che lo approva o lo respinge (dubbio se possa anche

3.

modificarlo)

entro 30gg deve essere depositato nel registro delle imprese

4.

Le azioni di nullità e annullabilità della delibera di approvazione del bilancio non possono più essere

esercitate dopo che è stato approvato il bilancio dell’esercizio successivo.

Ratio: certezza dei bilanci e delle operazioni ≠ rapporti con i terzi deboli o inibiti

Se la società di revisione ha espresso un giudizio positivo sul bilancio allora l’azione di annullabilità

e di nullità possono essere esercitate solo da tanti soci che abbiano il 5% del CS.

9. Invalidità della delibera di approvazione.

10. Utili. Riserve. Dividendi

La delibera di distribuzione degli utili è approvata dall’assemblea in tutti e tre i modelli di gestione.

≠ società di persone, diritto del singolo socio a ricevere l’utile spettante

Il potere dell’assemblea di decidere sugli utili può essere limitato da clausole statutarie che

impongono la distribuzione degli utili a determinate categorie ≠ interesse del gruppo di comando

di reinvestire.

Non tutti gli utili possono essere distribuiti perché bisogna compiere degli accantonamenti a

riserva. Le riserve sono diverse:

Riserva legale: 5% degli utili fino a quando non si raggiunge il 20% del CS.

È un accantonamento imposto per legge per salvaguardare l’integrità del CS.

Non è mai distribuibile ai soci.

Riserva statutaria: % decisa dallo statuto con il fine di salvaguardare ulteriormente il CS e di

autofinanziamento. Con delibera straordinaria può essere distribuibile ai soci.

Riserve facoltative: disposte dall’assemblea che approva il bilancio e liberamente disponibili.

Partecipazione agli utili: lo statuto può prevedere la partecipazione agli utili di soci fondatori,

promotori e amministratori (% su utile – riserva legale).

8 Tra i casi eccezionali non rientra naturalmente la svalutazione della moneta. La rivalutazione monetaria è possibile solo

con apposite leggi 51

Perdita di capitale: non sono distribuibili utili se negli esercizi si è verificata una perdita di

capitale (attivo – passivo < CS) e non è stata reintegrata o è stato ridotto il CS.

I dividendi sono quindi costituiti da utili distribuibili + utili portati a nuovo + riserve disponibili.

La società può distribuire solo utili realmente conseguiti ≠ utili fittizi.

La delibera di distribuzione degli utili fittizi è nulla e gli amministratori e i sindaci sono soggetti a

responsabilità anche penale.

Gli azionisti che hanno ottenuto gli utili fittizi non sono tenuti al rimborso se:

li hanno riscossi in buona fede

1. il bilancio era regolarmente approvato

2. dal bilancio risultavano utili netti.

3. un prospetto contabile e di una

Le SPAQ possono distribuire acconti sui dividendi sulla base di

relazione dalla quale risulti che la situazione patrimoniale, economica e finanziaria della società

consente la distribuzione stessa.

NB prospetto contabile e relazione devono essere analizzati dalla società di revisione.

11. Gli acconti dividendo.

12. Il bilancio consolidato di gruppo.

Bilancio consolidato = bilancio redatto dalla capogruppo in cui viene rappresentata la situazione

gruppo considerato nella sua unità.

patrimoniale, finanziaria ed economica del

L’area di consolidamento è costituita dalle società controllate tramite il possesso di partecipazioni e

ne sono escluse:

le società controllate con vincoli contrattuali

» le società che svolgono un’attività del tutto eterogenea rispetto alla maggior parte

» del gruppo

Non devono obbligatoriamente redigere il bilancio:

i gruppi di piccole dimensioni che non abbiano società quotate

» le subholding di gruppi a catena, salvo abbiano società controllate quotate.

»

Il bilancio consolidato è redatto dagli amministratori della capogruppo ed è costituito da SP, CE,

nota integrativa e relazione sulla situazione del gruppo (allegato).

I principi di consolidamento sono uguali a quelli del bilancio d’esercizio con i dovuti accorgimenti

per far risultare il gruppo come se fosse un’unica impresa = eliminazione dei rapporti interni:

eliminazione delle partecipazioni della controllante nelle controllate e la corrispondente

1. frazione del patrimonio netto

eliminazione crediti e debiti fra imprese incluse nel consolidamento

2. proventi e oneri relativi ad operazioni effettuate fra le stesse

3. utili e perdite conseguenti.

4.

Il procedimento di formazione del consolidato è uguale a quello d’esercizio ed è sottoposto agli

stessi controlli e alle stesse forme di pubblicità ma non è approvato dall’assemblea.

Se la redigente il consolidato è soggetta alla revisione contabile, i soci che rappresentano il 5% del

CS o la CONSOB possono richiedere l’accertamento del tribunale sulla conformità alle norme nei

criteri di redazione.

13. L’informazione contabile sulle società off-shore. 52

XIII. LE MODIFICAZIONI DELLO STATUTO.

1. Nozione.

Costituisce modificazione dello statuto 9 ogni mutamento del contenuto del contratto sociale con

inserimento, modificazione o soppressione di clausole.

Modificazione soggettiva 

Modificazione oggettiva 

2. Il procedimento

Delibera assembleare: nelle SPA si può modificare lo statuto con delibera dell’Assemblea

straordinaria.

Vi sono comunque delle maggioranze più elevate per alcuni temi nelle SPA non quotate:

cambiamento dell’oggetto sociale

» scioglimento anticipato o proroga della società

» revoca dello stato di liquidazione

» trasferimento della sede sociale all’estero

» emissione di azioni privilegiate

» introduzione, modificazione o soppressione della clausola compromissoria

» trasformazione e trasformazione eterogenea (anche SPAQ)

» esclusione o limitazione del diritto d’opzione (anche SPAQ)

»

9 Società di persone = consenso unanime, anche per cessione della quota.

Società di capitali = modifiche delle partecipazioni non sono modifiche dell’atto costitutivo (non centralità del socio) 53

Controllo notarile:

Il notaio che ha verbalizzato la deliberazione di modifica dello statuto, entro 30gg,

Art. 2436

verificato l’adempimento delle condizioni previste per legge, ne richiede l’iscrizione nel registro

delle imprese contestualmente al deposito e allega le eventuali autorizzazioni richieste.

L’ufficio del registro, verificata la regolarità formale della documentazione, iscrive la delibera nel

registro.

Omologazione facoltativa:

Se il notaio vede che la delibera non è conforme alla legge ne dà tempestivo avviso agli

amministratori che possono:

nei 30gg successivi convocare l’assemblea straordinaria per una nuova delibera o

» ricorrere al tribunale che verifica la conformità alla lgg e decreta l’iscrizione nel registro.

» Inerzia = delibera inefficace (art. 2436, 3° comma)

»

Efficacia: La delibera produce effetti solo dopo la sua iscrizione nel registro delle imprese.

Efficacia differita:

Pubblicità legale: Dopo ogni modificazione va depositato nel registro delle imprese il testo integrale

dello statuto aggiornato.

3. Il diritto di recesso

Limiti al potere della maggioranza: L’operatività del principio maggioritario anche per le

modificazioni dello statuto fa si che nella spa l’interesse di gruppo a variare l’assetto organizzativo

della società prevalga sull’eventuale opposto interesse del singolo. Il che non significa che il potere

sia senza limiti. E’ necessario infatti che vengano rispettate le norme inderogabili e non siano

violati i principi cardine della correttezza e della buona fede nell’attuazione del contratto nonché

quello della parità di trattamento.

In previsione di delibere modificative la minoranza e indirettamente tutelata dalla previsione di

maggioranze più elevate e dal riconoscimento del diritto di recesso. L’attuale disciplina amplia le

cause di recesso e le suddivide in:

a- cause di recesso inderogabili

b- cause derogabili dallo statuto

c- cause statutarie

. I

A NDEROGABILI

Sono nulli i patti che cercano di escludere tali ipotesi.

hanno diritto di recedere per tutte o parte delle loro azioni i soci che non

Art. 2437, I comma:

hanno concorso alle deliberazioni:

a) Modifica dell’oggetto sociale quando consente un cambiamento significativo della

SPA

b) Trasformazione della società

c) Trasferimento della sede sociale all’estero

d) Revoca dallo stato di liquidazione

e) L’eliminazione di una o più cause di recesso derogabili o statutarie

f) Modifica dei criteri di determinazione del valore dell’azione nel caso di recesso

g) Modifiche riguardanti diritto di voto o di partecipazione

h) Soci dissenzienti o assenti alla delibera che introduce, modifica o sopprime la

clausola compromissoria (è concessa solo nelle SPA chiuse)

i) Soci dissenzienti, assenti o astenuti all’esclusione dalla quotazione

In tutti questi casi il diritto di recesso non può essere soppresso dallo statuto ed è nullo ogni patto

volto ad escluderlo o a rendere più gravoso l’esercizio.

. D

B EROGABILI 54

Salvo che lo statuto disponga diversamente, hanno diritto di recedere i soci

Art. 2437, II comma:

che non hanno concorso all’approvazione delle deliberazioni riguardanti:

(per tutte le azioni)

La proroga del termine di durata della società

a)

b) L’introduzione o la rimozione di vincoli alla circolazione dei titoli azionari

Il recesso può essere esercitato solo per parte delle azioni.

. P

C REVISTE DALLO STATUTO .

lo statuto delle società che non fanno ricorso al capitale di rischio può

Art. 2437, IV comma:

prevedere ulteriori cause di recesso.

Società a tempo indeterminato:

Nelle SPA chiuse a tempo indeterminato il socio può liberamente recedere con un preavviso di 180

giorni, salvo che lo statuto preveda un termine superiore, comunque non superiore all’anno.

Esercizio del diritto di recesso:

Il diritto di recesso deve essere esercitato entro:

15 giorni dall’iscrizione nel registro delle imprese della delibera che lo legittima

» 30 giorni dalla conoscenza da parte del socio se non dipende da una delibera

»

Le azioni interessate dal recesso devono essere depositate presso la sede della società e non

possono essere cedute.

Il socio che recede ha diritto al rimborso del valore delle azioni a meno che la società revoca la

delibera che lo legittima o la società si scioglie entro 90 gg.

Determinazione valore azioni: in modi diversi a seconda si tratti di: tenuto conto

SPA non quotate: valore determinato dagli amministratori sentiti i sindaci e i revisori

della consistenza patrimoniale della società, delle sue prospettive reddittuali e

dell’eventuale valore di mercato delle azioni.

Lo statuto può stabilire criteri più analitici per valutare la consistenza del

patrimonio.

Se c’è contestazione allora il valore è determinato da un esperto designato dal

tribunale.

SPA quotate: il valore è uguale al prezzo medio di chiusura dei 6 mesi precedenti la convocazione

dell’assemblea

Le azioni del socio recedente:

Vanno offerte agli altri soci in opzione e anche possibile prelazione sull’inoptato.

1. Se i soci non le sottoscrivono tutte allora collocamento sul mercato

2. Se no soci e no terzi, allora le azioni vengono rimborsate mediante acquisto da parte della

3. società rispettando il limite di riserve o utili disponibili

Se no riserve o utili disponibili allora riduzione del capitale o scioglimento della società.

4.

4. Le modificazioni del Capitale sociale

Modificazioni dello statuto relative al capitale sociale: aumento e diminuzione (art. 2438-2447).

5. L’aumento reale del Capitale sociale

R [ ]

EALE A PAGAMENTO . 55

Si ha un aumento del capitale sociale nominale e del patrimonio della società per effetto di nuovi

conferimenti. Con l’aumento reale del capitale sociale, la società intende procurarsi nuovi mezzi

finanziari a titolo di capitale di rischio. L’aumento reale dà perciò luogo all’emissione di nuove

azioni a pagamento, che vengono sottoscritte dai soci attuali, cui per legge è riconosciuto diritto di

opzione. Un aumento di capitale non può essere eseguito fino a che le

Condizioni per l’aumento. Art. 2438

azioni precedentemente emesse non siano interamente liberate.

Ratio: gonfiare crediti v/soci e no reale funzione vincolistica

L’aumento non è però invalido ma gli amministratori rispondono in solido dei danni eventualmente

arrecati ai soci ed ai terzi. In presenza di perdite che rendono obbligatoria la riduzione del capitale

la società non può procedere ad un aumento dello stesso senza aver prima ridotto il capitale in

misura corrispondente alla perdita.

La delibera di aumento: L’aumento di capitale sociale può essere deliberato:

Dall’assemblea straordinaria (di regola) norme per delibere modificanti lo statuto

» >>

Dagli amministratori con delega dell’assemblea

»

La competenza dell’assemblea non ha tuttavia carattere inderogabile. Lo statuto o una successiva

modifica dello stesso possono attribuire agli amministratori la facoltà di aumentare in una o più

volte il capitale sociale. Tuttavia:

deve essere predeterminato l’ammontare massimo entro cui gli amministratori

a. possono aumentare il capitale sociale

la delega può essere concessa per un periodo massimo di 5 anni che decorrono

b. dalla data dell’iscrizione della società nel registro delle imprese o da quella della

delibera assembleare di delega. La delega però è rinnovabile.

L’attuale disciplina consente che agli amministratori sia riconosciuta anche la facoltà di deliberare

in merito all’esclusione o limitazione del diritto di opzione dei soci, ma lo statuto deve determinare

i criteri cui gli amministratori devono attenersi. Se tale facoltà è attribuita con modifica dello

statuto è necessaria la maggioranza qualificata prevista per l’esclusione del diritto di opzione.

Sottoscrizione dell’aumento del capitale:

La deliberazione (assembleare o consiliare) di aumento deve fissare il termine, non inferiore a 30

giorni dalla pubblicazione dell’offerta, entro il quale le sottoscrizioni devono essere raccolte.

A causa della sottoscrizione parziale l’aumento di capitale può essere di due tipi:

Scindibile = se sottoscrizione parziale il capitale si aumenta solo per la parte di azioni sottoscritte

. ma dev’essere espressamente previsto dalla delibera.

Inscindibile = se non sono sottoscritte tutte non si fa nulla e i sottoscrittori e la società sono

. liberati dai rispettivi obblighi.

Conferimenti:

Per i conferimenti in sede di aumento valgono le stesse norme per la costituzione della società solo

che essi non possono essere complessivamente inferiori all’aumento del capitale deliberato e il

versamento del 25% ( ed eventualmente il sovrapprezzo) fatto presso la società e non presso la

banca.

Versamenti in conto capitale:

Versamenti fatti dai soci alla società a titolo di conferimento. Fatti “a copertura di perdite al fine di

sopperire alle esigenze di capitale di rischio e/o di costituire un fondo destinato a ripianare

eventuali perdite evitando di incorrere nella disciplina della riduzione obbligatoria di capitale. Tali

apporti incrementano il patrimonio della società senza modificarne il capitale sociale e restano

sottratti alla disciplina dei conferimenti.

6. Il diritto d’opzione 56

Diritto d’opzione = diritto dei soci attuali di essere preferiti ai terzi nella sottoscrizione dell’aumento

del CS a pagamento

Funzioni Il diritto d’opzione ha la funzione di:

 F. Amministrativa: Mantenere inalterata la % di partecipazione nell’assemblea

» F. Patrimoniale: Mantenere il valore reale della partecipazione solitamente > del

» valore nominale per la presenza di riserve e non cederlo a terzi.

valore economico intrinseco del diritto d’opzione

le azioni di nuova emissione e le obbligazioni convertibili in azioni

Oggetto: Art. 2441

devono essere offerte in opzione ai soci in proporzione al numero delle azioni possedute.

Se vi sono già obbligazioni convertibili queste spettano ai possessori di queste in concorso con i

soci sulla base del rapporto di cambio.

Oggetto del diritto d’opzione sono quindi le azioni + obbligazioni convertibili.

Termine: Se il diritto d’opzione non si esercita entro 30gg o vi si rinuncia, le nuove azioni inoptate

nelle:

SPA non quotate: coloro che hanno esercitato il diritto d’opzione possono manifestare la volontà di

acquistare anche l’inoptato al momento dell’esercizio del loro diritto.

SPAQ: l’inoptato va offerto sul mercato regolamentato dagli amministratori per almeno 5 riunioni e

il ricavato va a beneficio della società.

≠ l’inoptato potrà essere liberamente collocato.

Esclusione del diritto di opzione: concreto

Il diritto d’opzione può essere escluso in presenza di situazioni che rispondono a un

interesse della società:

Quando le azioni devono essere liberate con conferimenti in natura.

A. Anche nelle società quotate si può escludere il 10% del CS preesistente per tali conferimenti

purchè il prezzo d’emissione sia congruo col prezzo d’emissione.

Quando l’interesse della società lo esige con delibera di ½ del CS

B. Quando le azioni devono essere offerte ai dipendenti della società con delibera di ½ del CS

C. se l’offerta ai dipendenti riguarda più di ¼ dell’aumento.

≠ azioni ai dipendenti per partecipazione straordinaria agli utili

obbligatoriamente

In le azioni devono avere il sovrapprezzo. E’ stabilito che la delibera di

A,B

aumento del capitale “determina il prezzo di emissione delle azioni in base al valore del patrimonio

netto, tenendo conto per le azioni quotate in mercati regolamentati, anche dell’andamento delle

quotazioni nell’ultimo semestre. Il collegio sindacale deve esprimere il proprio parere sulla

congruità del prezzo di emissione.

Il sovrapprezzo è determinato:

SPA non quotate in base al valore del patrimonio netto + parere collegio sindacale.

SPAQ in base all’andamento delle azioni degli ultimi 6 mesi + parere dell’organo di revisione .

Opzione indiretta:

Il diritto d’opzione non si considera escluso o limitato quanto le azioni sono sottoscritte da SIM o

obbligatoriamente

banche che poi devono offrirle agli azionisti.

Warrant:

La società può ricorrere anche ad altra tecnica per differire o diluire nel tempo un aumento del

capitale sociale: L’emissione di appostiti buoni di opzione (warrant) che attribuiscono al titolare il

diritto di sottoscrivere le azioni di nuova emissione a condizioni predeterminate. I warrant di

sottoscrizione, di regola rappresentati da titoli di credito al portatore, devono essere emessi

rispettando la disciplina del diritto di opzione in quanto attribuiscono un’opzione contrattuale che

57

sostituisce quella ex lege. Devono essere offerti ai soci attuali, se non ricorrono i presupposti per

l’esclusione del diritto di opzione. Scaduto il breve termine la società è libera di collocare i warrant

sul mercato.

7. L’aumento nominale del capitale sociale

N [ ]

OMINALE GRATUITO .

Si incrementa solo il capitale nominale e non il patrimonio della società.

L’assemblea può aumentare il capitale imputando a capitale le riserve e gli altri fondi

Art. 2442

iscritti in bilancio in quanto disponibili.

Effetti:

L’effetto è quello di legare tali riserve disponibili al vincolo di indisponibilità del CS e di aumentare

la funzione vincolistica del CS. Conseguenze giuridiche: il passaggio a capitale di riserve e fondi

disponibili comporta che la società non può più disporre a favore dei soci dei corrispondenti valori

del patrimonio netto.

Modalità di attuazione:

Aumentando il valore nominale delle azioni in circolazione

» Emettendo nuove azioni date gratuitamente agli azionisti in proporzione alle quote

» da loro possedute. Non si devono alterare le preesistenti posizioni reciproche tra

azionisti.

8. Riduzione del Capitale sociale. La riduzione reale.

Al pari dell’aumento, anche la riduzione del capitale può essere reale o nominale a seconda che la

riduzione dia luogo o meno ad un corrispondente rimborso ai soci del valore dei conferimenti.

R EALE La riduzione del CS può aver luogo sia mediante liberazione dei soci dall’obbligo dei

Art. 2445

versamenti ancora dovuti sia mediante rimborso di capitale ai soci.

La riduzione reale è sottoposta ad alcune condizioni abbastanza stringenti:

No riduzione sotto il minimo legale (120.000 €)

» Se sono emesse obbligazioni, non si può ridurre se non è rispettato il limite per

» l’emissione delle stesse

Vi sono anche alcune cautele procedimentali: ragioni e modalità

L’avviso di convocazione deve indicare della riduzione

» La delibera dell’AS (modificazioni statuto) può essere eseguito solo 90gg dopo

» l’iscrizione nel registro delle imprese

Opposizione dei creditori I creditori sociali possono opporsi alla riduzione perché vedono

diminuita la loro garanzia; si possono opporre se la riduzione pregiudica il loro diritto al credito.

L’opposizione sospende l’esecuzione della delibera sino all’esito del giudizio a meno che il tribunale

ritenga la richiesta infondata o che la società dia una garanzia.

Le modalità di esecuzione della riduzione (riduzione proporzionale di tutte, acquisto di azioni

proprie e poi annullamento, sorteggio) devono garantire la parità di trattamento degli azionisti. 58

Con il sorteggio gli azionisti rimborsati del solo valore nominale hanno diritto ad azioni di

godimento che partecipano agli utili dopo che sia stato distribuito alle altre un dividendo pari

all’interesse legale sul valore nominale delle azioni.

9. La riduzione del capitale sociale per perdite.

La riduzione del capitale sociale può essere di due tipi:

. N

A OMINALE O PER PERDITE FACOLTATIVA .

La riduzione del capitale è nominale in quanto non esce realmente ricchezza dalla società come

con il rimborso ai soci ma si adegua solo la cifra del CS al minor valore verificatosi.

Quindi siamo in presenza di una riduzione di capitale non quando siamo in presenza di perdite

d’esercizio ma quando: Attività – Passività < Capitale sociale

CS ≠ Patrimonio netto, altrimenti non avrebbero senso le riserve che hanno proprio la funzione di

mantenere l’integrità del CS

Se tale diminuzione è minore di 1/3 del CS allora la riduzione è facoltativa.

La riduzione facoltativa segue le norme delle modificazioni dello statuto.

ATT.! non possono comunque essere distribuiti utili fino a quando le perdite siano state colmate.

. N

B OMINALE O PER PERDITE OBBLIGATORIA .

Quando risulta che il capitale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite, gli

Art. 2446

amministratori e in caso di loro inerzia, il collegio sindacale, devono convocare l’assemblea per gli

opportuni provvedimenti .

Riduzione per perdite > 1/3 -- amministratori o sindaci convocano l’assemblea.

>

La riduzione può intaccare o no il minimo legale:

Non è stato intaccato: si sottopone all’assemblea una situazione patrimoniale aggiornata con le

opinioni del collegio sindacale + relazione amministratori in cui danno conto

dei fatti di rilievo. Tali opinioni devono essere depositate presso la sede

negli 8 giorni precedenti all’assemblea.

Gli opportuni provvedimenti possono essere:

Ridurre il capitale sociale

» Rinviare a nuovo le perdite ma, se nell’es. successivo sono ancora

» > di 1/3, riduzione obbligatoria da parte dell’assemblea 10 o, in

mancanza, è disposta d’ufficio dal tribunale.

È stato intaccato: l’assemblea deve necessariamente deliberare la riduzione del capitale ed il

contemporaneo aumento al minimo legale o la trasformazione della società .

Se nn aumenta CS o nn si trasforma la società si scioglie e entra in liquidazione.

Riduzione obbligatoria 

Riduzione a zero del capitale 

10 Se le azioni sono senza valore nominale la riduzione può essere decisa anche dagli amministratori. 59

XIV. LE OBBLIGAZIONI

1. Nozione eguale valore nominale uguali

Obbligazioni = titoli di credito che rappresentano frazioni di e con

diritti di un’unitaria operazione di finanziamento.

Le differenze con le azioni sono perciò evidenti:

Creditore ≠ socio

a) ≠

Remunerazione fissa (interessi) dividendi “aleatori”

b) Rimborso del valore nominale ≠ rimborso in sede di liquidazione “aleatorio” 11

c)

Obbligazioni e strumenti finanziari partecipativi:

La differenza è meno netta perché hanno in comune la caratteristica di essere emessi a fronte di

un apporto non imputato a capitale. Le obbligazioni però: a. sono titoli di massa (frazioni

standardizzate di un’unica operazione economica), b. attribuiscono il diritto al rimborso di una

somma di denaro.

2. Tipi speciali di obbligazioni

Esistono vari tipi particolari di obbligazioni:

Obbligazioni partecipanti

a)

Si ha rimborso solo se vi è un residuo dell’attivo netto e questo può a sua volte essere maggiore, uguale o

11

addirittura minore della quota conferita 60

Remunerazione è commisurata agli utili di bilancio

Obbligazioni indicizzate

b)

Si adegua il rendimento dei titoli ancorandoli all’andamento di indici che possono anche

riguardare la società.

Obbligazioni convertibili in azioni

c)

Si può trasformare il credito in una partecipazione dell’emittente/controllata/collegata

Obbligazioni con warrant

d)

Si ha il diritto di sottoscrivere azioni pur restando la posizione di creditore

Obbligazioni subordinate

e)

Il diritto degli obbligazionisti ad ottenere interessi e il rimborso del capitale è

subordinato all’integrale soddisfacimento degli altri creditori in caso di liquidazione

volontaria o assoggettamento a procedura concorsuale.

f) Obbligazioni a premio

prevedono l’attribuzione agli obbligazionisti di utilità aleatorie (in denaro o natura) da

assegnare mediante sorteggio o altro sistema

g) Obbligazioni in valuta estera

rispondono al medesimo scopo delle o. indicizzate.

3. Limiti all’emissione di obbligazioni

Limite del capitale e delle riserve 

La società può emettere obbligazioni al portatore o nominative, per somma

Art. 2412

complessivamente non eccedente il doppio del capitale sociale, della riserva legale e delle riserve

disponibili risultanti dall’ultimo bilancio approvato.

--> Limiti: 2*(CS + riserva legale + riserve disponibili)

Deroghe a tale limite sono:

Le obbligazioni eccedenti devono essere sottoscritte da investitori istituzionali (SIM,

a) banche) soggetti a vigilanza prudenziale (Banca d’Italia)

--> se le vendono a non investitori istituzionale i primi devono

rispondere della solvenza della società emittente

Le obbligazioni sono garantite da ipoteca di primo grado su immobili di proprietà

b) della società sino a 2/3 del valore di bilancio di questi

Ricorrono particolari ragioni di interesse nazionale e vi è un’autorizzazione

c) dell’autorità governativa.

Le emissioni obbligazionarie effettuate da società con azioni (e le stesse

d) obbligazioni) negoziate in mercati regolamentati.

Il rapporto tra limite e obbligazioni in circolazione deve permanere per tutta la durata del prestito

obbligazionario. Se:

Riduzione volontaria (reale + nominale <1/3 CS) non si può fare se viene meno il

»

rapporto Riduzione obbligatoria si fa ma non si possono distribuire utili fino al ripristino del

»

rapporto.

4. Le obbligazioni emesse all’estero.

I limiti all’emissione di obbligazioni potevano essere in passato elusi facilmente: si facevano

emettere le obbligazioni da una società controllata (in genere con modesto capitale) avente sede

in Stati che non pongono limiti all’emissione, e la controllante italiana (reale beneficiario del

finanziamento) prestava garanzia per il loro rimborso. (vedi caso CIRIO) 61

Il nuovo art. 2412, 4° comma introdotto dalla legge 262/2005 prevede che al computo del limite

generale all’emissione di obbligazioni previsto dall’art.2412, 1° comma, concorrano gli importi

relativi alle garanzie comunque prestate dalla società per obbligazioni emesse da altre società,

anche estere.

5. Il procedimento di emissione.

se lo statuto o la legge non dispongono diversamente, l’emissione di obbligazioni è

Art. 2410

deliberata dagli amministratori. [prima assemblea straordinaria]

In ogni caso la delibera deve risultare da verbale redatto da notaio ed è depositata ed iscritta a

norma dell’articolo 2436 [modificazioni dello statuto]. Produce effetti e può essere eseguita solo

dopo l’iscrizione.

La delibera di emissione di obbligazioni che prevede la costituzione di garanzie reali a favore dei

sottoscrittori deve designare un notaio per il compimento delle formalità necessarie per la

costituzione delle stesse. Art. 2414bis.

Sottoscrizione: il collocamento sul mercato delle obbligazioni è soggetto alla disciplina della

sollecitazione all’investimento in strumenti finanziari. Alla sottoscrizione secondo le modalità fissate

nel bando di emissione segue il rilascio dei titoli che possono essere nominativi o al portatore.

Prezzo di emissione: può anche essere inferiore al valore nominale salvo che per le obbligazioni

convertibili. libro

Libro delle obbligazioni: L’ammontare delle obbligazioni emesse deve risultare da un apposito

delle obbligazioni in cui di volta in volta si annotano le obbligazioni estinte e i trasferimenti se

nominative.

6. Le obbligazioni convertibili in azioni

L’assemblea straordinaria [e non gli amministratori!] può deliberare l’emissione di

Art. 2420-bis

obbligazioni convertibili in azioni, determinando il rapporto di cambio e il periodo e le modalità di

conversione.

Contestualmente la società deve deliberare l’aumento del CS per un

[scindibile naturalmente]

ammontare corrispondente alle azioni da attribuire in conversione.

Condizioni per l’emissione sono simili a quelle richieste per l’emissione di nuove azioni.

Per le obbligazioni convertibili, infatti:

Il capitale sociale dev’essere interamente versato

a) Non possono essere emesse per somma complessivamente inferiore al loro valore

b) nominale

Non possono esuberare il limite generale delle obbligazioni (vedi sopra)

c)

Inoltre, come per le azioni, le obbligazioni convertibili:

devono essere offerte in opzione agli azionisti e ai possessori di obbligazioni

» convertibili precedentemente emesse

possono essere emesse dagli amministratori [ + contestuale aumento CS] se hanno

» una delega di durata massima di 5 anni in cui sia anche espresso l’ammontare

complessivo emettibile.

Durante il periodo di conversione sono particolarmente delicate le operazioni sul CS:

< 62

Aumento CS a pagamento + emissione di nuove obbligazioni convertibili: si offrono in

a) opzione ai vecchi possessori --> si mantiene inalterata la futura partecipazione

< Aumento CS gratuito : si modifica automaticamente il rapporto di cambio

b) Riduzione nominale : si modifica automaticamente il rapporto di cambio

c) Riduzione reale : conversione anticipata

d) Fusione e scissione : conversione anticipata o diritti equivalenti a quelli spettanti prima

e) della fusione o della scissione

NB! riduzione reale, fusione e scissione sono soggette a un divieto relativo durante il periodo di

conversione. Relativo perché si può fare ciò di cui sopra.

Procedimento indiretto: non è specificamente disciplinato. Si ha quando l’obbligazione emessa da

una determinata società è convertibile in azione di altra società.

Obbligazioni con Warrant: queste obbligazioni si distinguono nettamente da quelle convertibili in

quanto attribuiscono un diritto cumulativo ( e non alternativo) rispetto al rimborso del capitale. E’

anche vero che sollevano problemi di tutela degli obbligazionisti in parte coincidenti con quelli posti

dalle obbligazioni convertibili, sicchè anche per esse è prospettabile l’applicazione analogica della

disciplina dettata per queste ultime.

7. Organizzazione degli obbligazionisti

Gli obbligazionisti hanno un’organizzazione che prevede due organi: assemblea e rappresentante

comune con la finalità di:

a. assicurare una più efficace tutela degli interessi comuni degli obbligazionisti nei confronti della

società

b. consentire, ove l’evolversi della situazione dell’emittente lo renda necessario, modifiche a

maggioranza, delle originarie condizioni del prestito, così sollevando la società dalla necessità di

ottenere il consenso dei singoli obbligazionisti.

Assemblea degli obbligazionisti che funziona come l’assemblea straordinaria (anche su

1. impugnazione delibere come l’assemblea) dei soci e delibera su:

Nomina e revoca del rappresentante comune

» Modificazioni delle condizioni del prestito (delibera cn ½ obbligazioni circol.)

» Proposte di amministrazione controllata e concordato preventivo

» Costituzione di un fondo per le spese necessarie

» Oggetti di interesse comune degli obbligazionisti

»

Essa viene convocata dal CDA o dal rappresentante comune; obbligatoria se richiesta dal 5%

delle obbligazioni in circolazione.

Rappresentante comune. Esso è:

2. Nominato dall’assemblea degli obb. o dal tribunale in mancanza

» Resta in carica 3 esercizi ma è rieleggibile

» Regole sul mandato = revoca anche senza giusta causa

» Segue l’assemblea degli obbligazionisti e la convoca.

» Segue il sorteggio delle obbligazioni che in sua mancanza è nullo

» Ha la rappresentanza processuale degli obbligazionisti.

»

NB! il singolo obbligazionista può tutelare i propri interessi basta che non sia in contrasto con le

delibere dell’assemblea degli obbligazionisti. 63

XV. LO SCIOGLIMENTO DELLA SOCIETA’ PER AZIONI.

1. Le cause di scioglimento

Le cause di scioglimento sono simili per SPA, SAPA e SRL con piccole differenze. Analizziamo la

SPA. Le SPA, le SAPA e le SRL si sciolgono per:

Art. 2484

per il decorso del termine

1. il termine può essere prorogato prima della scadenza dall’assemblea straordinaria con la

maggioranza di 1/3 CS per le SPA chiuse

per il conseguimento dell’oggetto sociale o la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo

2. salvo siano occorse le modifiche statutarie da parte dell’assemblea

impossibilità di funzionamento o continuata inattività dell’assemblea

3. = non si possono fare le delibere necessarie per il funzionamento della società

riduzione del CS al di sotto del CS salvo che non vi sia un contemporaneo aumento o la

4. trasformazione della società

nei casi previsti dagli articoli 2437 e 2473

5. [delibera di scioglimento dell’assemblea straordinaria in seguito al recesso di uno o più soci]

[ l’impossibilità di provvedere al rimborso delle azioni senza ridurre il CS o all’opposizione

dei creditori alla riduzione]

per deliberazione dell’assemblea

6. in sede straordinaria con maggioranza di 1/3 del CS

per le altre cause previste dallo statuto o dall’atto costitutivo

7. Lo statuto deve indicare la competenza e gli adempimenti pubblicitari necessari

per le altre cause previste dalla legge costituzione].

[es. dichiarazione di nullità in fase di

8.

Dopo la riforma del 2003 non è più causa di scioglimento la dichiarazione di fallimento della società

tuttavia la riforma della legge fallimentare del 2006 prevede che alla chiusura del fallimento, il

curatore debba chiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese di fatto

continuando a configurare il fallimento come una causa estintiva della società.

Effetti dello scioglimento: decorrono dalla data di iscrizione nel registro delle imprese della

delibera di scioglimento ≠ verificarsi della causa

La causa di scioglimento e la successiva iscrizione può essere accertata da:

dagli amministratori senza indugio

» ≠ personalmente e solidalmente responsabili per i danni

dal tribunale su istanza dei soci o del collegio sindacale

»

Verificatasi una causa di scioglimento la società entra in liquidazione.

2. La società in stato di liquidazione

Accertata la causa di scioglimento gli amministratori devono convocare l’assemblea per le

deliberazioni relative allo stato di liquidazione (≠ individuazione della causa!).

Al momento del verificarsi di una causa di scioglimento e fino

Art. 2486 [≠ iscrizione nel registro]

al momento della consegna ai liquidatori gli amministratori conservano il potere di gestire la

società, ai soli fini della conservazione dell’integrità e del valore del patrimonio sociale. 64

≠ da tali operazioni personalmente e solidalmente responsabili per i danni arrecati

Gli amministratori vedono limitati i loro poteri e anche gli altri organi sociali sono penalizzati:

Le disposizioni sulle decisioni dei soci, sulle assemblee, sugli organi amministrativi e di

Art. 2488

controllo si applicano in quanto compatibili anche durante la liquidazione.

In particolare:

collegio sindacale = controllo anche su liquidatori, no modifiche

a) assemblea = è controverso se siano compatibili alcune delibere che modificano lo statuto.

b) Sicuramente compatibili la fusione prima della ripartizione dell’attivo

La revoca dello stato di liquidazione può essere fatta con delibera dell’assemblea straordinaria ma:

con maggioranza di 1/3 del CS

» i soci in disaccordo possono recedere

» provoca effetti dopo 60gg dlla sua iscrizione nel registro dlle imprese in modo ke i

» creditori sociali possano opporsi cn le stesse modalità dlla riduzione facoltativa dl

CS.

3. Il procedimento di liquidazione.

Nomina dei liquidatori: gli amministratori

Art. 2487 Tranne nei casi in cui lo scioglimento lo decide l’assemblea stessa,

debbono convocare l’assemblea perché deliberi, con le maggioranze previste per le modificazioni

dello statuto su:

numero dei liquidatori e funzionamento del collegio in caso di pluralità

a) nomina dei liquidatori con indicazione di quelli cui spetta la rappresentanza

b) criteri in base ai quali deve svolgersi la liquidazione;

c) i poteri dei liquidatori con particolare riguardo alla cessione dell’azienda o di rami di essa;

gli atti necessari per la conservazione del valore dell’impresa, ivi compreso il suo esercizio

provvisorio, anche di singoli rami, in funzione del miglior realizzo

Se non vi provvede l’assemblea vi provvede il tribunale su istanza dei soci o del collegio sindacale.

I liquidatori:

restano in carica per la durata della liquidazione, salvo sia previsto un termine

» sono soggetti alle stesse cause di ineleggibilità e decadenza degli amministratori

» sono revocati da:

» assemblea straordinaria

 tribunale se sussiste giusta causa e istanza dei soci, sindaci e PM

hanno poteri simili a quelli degli amministratori. Essi:

» devono adempiere con diligenza e professionalità richieste ≠ responsabilità

a) devono prendere in consegna i beni e i documenti sociali dagli

b) amministratori e redigere con gli stessi l’inventario del patrimonio sociale

tutti gli atti utili per la liquidazione

compiono salvo diversa disposizione

c) ≠ non compiere nuove operazioni

devono redigere annualmente il bilancio indicando le variazione

d)

I liquidatori devono innanzitutto pagare i creditori sociali:

se i fondi risultano insufficienti possono chiedere ai soci i versamenti ancora dovuti

»

< possono dare acconti ai soci con le opportune cautele ma se pregiudicano i creditori

» sociali ne rispondono personalmente e solidalmente per i danni. 65

Pubblicità: i provvedimenti di nomina e di revoca dei liquidatori sono soggetti ad iscrizione nel

registro delle imprese.

Alla fine del loro mandato e completata la liquidazione i liquidatori devono redigere il bilancio finale

di liquidazione:

bisogna dar evidenza del piano di riparto

» dev’essere approvato dai singoli soci --> interesse singolo [approvazione tacita]

»

4. L’estinzione della società.

Approvato il bilancio si ha la cancellazione del registro delle imprese e il deposito dei libri societari.

Entro un anno dalla cancellazione e creditori rimasti insoddisfatti possono far valere i loro diritti

con una domanda notificata preso la sede della società nei confronti:

dei soci nel limite delle quote riscosse con il bilancio di liquidazione

» dei liquidatori se il mancato pagamento dipende da loro colpa.

»

NB la cancellazione avviene d’ufficio se per 3 anni non si deposita il bilancio annuale di

liquidazione.

Con la cancellazione dal registro la SPA si estingue. I creditori possono comunque richiederne il

fallimento entro un anno dalla cancellazione; decorso tale termine nessuno potrà più fare

richieste .

12

XVI. LA SOCIETA’ IN ACCOMANDITA PER AZIONI.

1. Caratteri distintivi

La SAPA è una società di capitali in cui esistono 2 categorie di soci 13 :

S = rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali

» OCI ACCOMANDATARI

ma in compenso sono amministratori per legge ed hanno altri importanti poteri

S = rischiano solo della quota di capitale sottoscritta

» OCI ACCOMANDANTI

AllA SAPA sono applicabili in quanto compatibili le norme della SPA.

Art. 2454

Azioni: la società in accomandita per azioni è nel contempo un tipo di società che, come la Spa, si

caratterizza per il fatto che le quote di partecipazione dei soci (accomandatati e accomandanti)

sono rappresentate da azioni.

Disciplina: la sua disciplina è modellata su quella della Spa, dato che “alla società in accomandita

per azioni” sono applicabili le norme relative alla Spa in quanto compatibili con le disposizioni

seguenti” (art. 2454).

12 ≠ vecchia disciplina in cui la società esiste fino al pagamento dell’ultimo creditore.

13 È sbagliato dire che la SAPA sta a metà tra una società di persone e una di capitali perché vi si applicano le norme

della SPA e alla responsabilità illimitata sono collegati ampissimi poteri degli amministratori. 66

Differenze Sas - Saa: L’accomandita semplice è una società di persone: una società in nome

collettivo modificata dalla presenza di soci a responsabilità limitata (accomandanti). L’accomandita

per azioni è una società di capitali: una società per azioni modificata dalla presenza di socia a

responsabilità illimitata (accomandatari) che, come contropartita della più gravosa responsabilità,

sono di diritto amministratori.

2. L’azionista accomandatario.

La figura più importante e peculiare di questa società è sicuramente la posizione di soci

14

accomandatario . Infatti:

I soci accomandatari iscritti nell’atto costitutivo sono tutti amministratori di diritto e

a) senza limiti di tempo. (non esiste accomandatario non amministratore)

Il socio accomandatario risponde delle obbligazioni sociali dal momento

b) dell’accettazione della nomina a quando viene iscritta la sua cessazione dall’ufficio

nel registro delle imprese

≠ non risponde per debiti anteriormente o posteriormente contratti

Società in accomandita semplice Società in accomandita per azioni

Gli accomandatari possono ma non devono essere I soci indicati nell’atto costitutivo come accomandatari sono

necessariamente amministratori e si possono perciò tutti di diritto amministratori della società. (art. 2455) e

avere soci accomandatari che non sono amministratori senza limiti di tempo

Il socio accomandatario che cessa dall’ufficio di

L’accomandatario risponde delle obbligazioni sociali amministratore, non risponde per le obbligazioni della

anche se non è amministratore o cessa di esserlo società sorte posteriormente all’iscrizione nel registro delle

imprese della cessazione dell’ufficio (art2461)

Il nuovo amministratore assume la qualità di socio

L’accomandatario risponde anche delle obbligazioni accomandatario dal momento della citazione della nomina

sociali anteriori all’acquisto della qualità di socio e di (art 2457) e ciò implica che esso risponde solo per le

quelle successive all’eventuale cessazione della carica di obbligazioni sociali che sorgono a partire da tale momento,

amministratore. non di quelle anteriori.

3. Costituzione. Conferimenti. Azioni.

Per la costituzione della società, i conferimenti e le partecipazioni azionarie, trova piena

applicazione la disciplina della Spa, con due sole differenze:

Atto costitutivo:

Le modificazioni dell’atto costitutivo devono essere approvate dall’assemblea con le

Art. 2460

maggioranze prescritte per l’assemblea straordinaria e devono inoltre essere approvate da tutti i

soci accomandatari

i soci accomandatari hanno quindi un potere di veto su ciò che modifica il patto sociale

>>

Denominazione sociale:

Deve essere costituita dal nome di almeno uno dei soci accomandatari, con l’indicazione di società

in accomandita per azioni. (art. 2453)

Azioni:

Nessuna diposizione specifica è dettata per le azioni intestate agli accomandatari.

4. Gli organi sociali.

L’organizzazione interna della S.A.A. si fonda sulla necessaria presenza di tre distinti organi:

14 La SAPA è un tipo di società utilizzata dai gruppi familiari dove si vuol dare al “patriarca”, con la carica di socio

accomandatario il potere di gradire o no gli amministratori. 67

a. Assemblea

b. Amministratori

c. Collegio Sindacale

Assemblea:

All’assemblea si applicano le regole di funzionamento dettate per la Spa. Norme particolari valgono

tuttavia per l’adozione di talune delibere.

a. Gli accomandatari non hanno diritto di voto nelle deliberazioni di nomina e revoca dei

sindaci, nonché in quelle concernenti l’esercizio dell’azione di responsabilità nei loro

confronti. (art. 2459)

b. Le modificazioni dell’atto costitutivo non solo devono essere deliberate dall’assemblea

straordinaria con le consuete maggioranze, ma devono essere approvate da tutti i soci

accomandatari. (art. 2460)

c. Nella competenza della assemblea straordinaria rientra anche la nomina e la revoca degli

amministratori.

Gli amministratori:

Non hanno diritto di voto nelle deliberazioni di nomina e revoca dei sindaci e in

» quelle che riguardano la loro responsabilità

anche se hanno una carica permanente, possono essere revocati con le

» maggioranze prescritte per l’assemblea straordinaria, anche senza giusta causa

come nelle norme sul mandato (no giusta causa = risarcimento danni)

5. Lo scioglimento della società.

soli

I soci accomandanti :

nominano e revocano i sindaci = + indipendenza

» nominano e revocano l’organo di revisione se la revisione è obbligatoria.

»

La SAPA gode beneficio di preventivo escussione prima dell’erosione del patrimonio dei singoli

soci accomandatari.

Oltre alle normali cause di scioglimento, la SAPA si scioglie se vengono meno tutti gli

amministratori e non si ripristinano entro 180 gg.

in tale periodo agisce un amministratore nominato dal collegio sindacale che non

>>

assume la carica di socio accomandatario.

XVII. LA SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ LIMITATA.

1. Caratteri distintivi

La SRL è un tipo di società che ricalca le basi della SPA ma consente una articolazione più snella e

una maggior partecipazione dei soci nella vita della società.

spazio particolarmente ampio alla autonomia privata

>> si vuole un modello funzionale e flessibile per le esigenze economiche di imprese di

>> piccole/medie dimensioni.

La differenza principale con le SPA è che nelle SRL la .

15

POSIZIONE DEL SOCIO È CENTRALE

Nozione La Srl (art. 2462-2483) è una società di capitali nella quale:

a. per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società col suo patrimonio

15 In questo senso possiamo dire che la SRL è “come una società di persone a responsabilità limitata”. 68

b. le quote di partecipazione dei soci non possono essere rappresentate da azioni e non possono

costituire oggetto di sollecitazione all’investimento (art. 2468)

Responsabilità limitata come nella Spa e diversamente alla Saa, qui tutti i soci godono del

beneficio della responsabilità limitata e nessuna pretesa possono perciò avanzare nei loro confronti

i creditori della società. Il beneficio della responsabilità limitata inoltre permane, salvo talune

eccezioni, anche in presenza di un unico socio

Quote di partecipazione dei soci non possono essere rappresentate da azioni (art. 2468) non

possono cioè essere rappresentate da documenti destinati a circolare nelle più agili forme dei titoli

di credito. Criterio personalistico: divisione in parti del capitale sociale = ostacolo alla raccolta di

ingenti capitali di rischio fra il pubblico dei risparmiatori, rendendo meno agevole la

mobilitazione dell’investimento.

Struttura 

2. La costituzione della società. La s.r.l. unipersonale.

La costituzione della SRL è simile a quella delle SPA ma:

il capitale sociale non dev’essere inferiore a 10.000 €

a) la denominazione sociale deve contenere l’indicazione SRL

b) come nelle SPA, può essere costituita a tempo indeterminato ma il socio può

c) recedere con un preavviso di 6 mesi che lo statuto deve allungare fino ad un anno.

L’atto costitutivo dev’essere redatto con atto pubblico e il suo contenuto è descritto dall’art. 2463.

La SRL può anche essere costituita da parte di un singolo socio con la stessa disciplina per la

costituzione di SPA unipersonali.

3. I Conferimenti. Le forme di finanziamento.

Possono essere conferiti tutti gli elementi dell’attivo suscettibili di valutazione economica.

Art. 2464 --> ≠ iscrivibili all’attivo patrimoniale ma basta che siano suscettibili di valutazione

economica e che coprano il capitale funzione vincolistica

>>

--> possono essere conferite quindi anche le prestazioni d’opera.

Poi, come nelle SPA, [sempre art. 2464]:

Il valore dei conferimenti non può essere complessivamente inferiore all’ammontare

» globale del capitale sociale

Se non è disposto diversamente i conferimenti vanno fatti in denaro

»

Condizioni dei singoli tipi di conferimenti:

D : bisogna versarne in banca il 25% o stipulare per un importo corrispondente una polizza

ENARO d’assicurazione o di una fideiussione bancaria con modalità stabilite

--> poco usate la polizza e le fideiussioni per i costi che comportano

B : La stima può essere fatta da un esperto o da una società di revisione

ENI IN NATURA E CREDITI iscritti nell’albo dei revisori contabili [≠ perito del tribunale!!] e dev’essere

naturalmente pari o superiore al conferimento

--> nn è prevista la revisione della stima da parte del CDAi [≠ SPA]

P ’ / : l’intero valore assegnato a tale conferimento dev’essere garantito

RESTAZIONE D OPERA SERVIZI dalla stipula di una polizza d’assicurazione o da una fideiussione.

NB! non sono conferibili beni futuri o cosa altrui >> esigenza cmq di certezza 69

Il socio moroso = che non conferisce:

viene escluso dalle decisioni della società

» si può provvedere a:

» azione giudiziaria

 vendita coattiva della sua quota agli altri, la vendita sul mercato è concessa

 solo se prevista dallo statuto ≠ riduzione CS perché non è possibile buy-back

Lo statuto può prevedere la possibilità per la SRL di emettere titoli di debito, indicando inoltre la

competenza, i limiti, le modalità e le maggioranza necessarie.

I titoli di debito possono però essere sottoscritti solo da investitori professionali (e non dal pubblico

dei risparmiatori) che, se li vendono al pubblico, devono rispondere della solvenza della società.

Finanziamenti dei soci 

Nel passato era diffusa la concessione da parte dei soci di ingenti finanziamenti alle SRL ottenendo

così una pesante sottocapitalizzazione di tali società. Oggi:

Il rimborso dei finanziamenti dei soci a favore della società è postergato rispetto alla

Art. 2467

soddisfazione degli altri creditori e, se avvenuto nell’anno antecedente il fallimento della società

esso dev’essere restituito.

i finanziamenti sono stati concessi in un momento in cui risulta un eccessivo

Tale norma opera se

squilibrio dell’indebitamento rispetto al PN o in un momento in cui sarebbe stato ragionevole un

conferimento. se la società era sottocapitalizzata e il socio ha finanziato al posto di conferire

>>

allora egli è postergato nel rimborso.

4. I titoli di debito

Con l’attuale disciplina è infine caduto il divieto per le Srl di emettere obbligazioni o meglio, l’atto

costitutivo può prevedere l’emissione di titoli di debito (art. 2483) per altro sottratti alla disciplina

propria delle obbligazioni di Spa ma soggette alla disciplina secondaria del comitato

interministeriale per il credito e il risparmio.

Emissione: A differenza delle obbligazioni l’emissione dei titoli di debito è consentita solo se

prevista nell’atto costitutivo. E’ l’atto costitutivo a stabilire se la competenza ad emettere titoli di

debito spetta ai soci o agli amministratori “determinando gli eventuali limiti, modalità e le

maggioranze necessarie”. La decisione di emissione (per la quale non è previsto l’intervento di un

notaio verbalizzatore) fissa le condizioni del prestito e le modalità di rimborso ed è iscritta nel

registro delle imprese. Può anche prevedere che condizioni e modalità di rimborso possano essere

modificate con il consenso della maggioranza dei possessori dei titoli. Il taglio minimo dei titoli non

può essere inferiore a 50 mila euro.

Contenuto: Ampia libertà autonomia statutaria nella determinazione del contenuto dei titoli di

debito. (titoli di massa, titoli individuali…)

Sottoscrizione: i titoli di debito non possono essere collocati direttamente presso il pubblico dei

risparmiatori. Possono essere sottoscritti solo da investitori professionali soggetti a vigilanza

prudenziale.

Garanzia: l’identità del garante e l’ammontare della garanzia devono essere indicati sul titolo di

debito.

5. Le quote sociali

Nella SRL non esistono azioni ma quote sociali, ognuna attribuita ad un socio. 70

Il capitale è diviso in base al numero di soci i quali detengono una quota di partecipazione

proporzionale al conferimento.

I diritti sociali spettano ai soci in misura proporzionale alla partecipazione possedute,

Art. 2468

salvo il III comma.

Se l’atto costitutivo non dispone diversamente, le partecipazioni dei soci sono determinate in isura

proporzionale al conferimento.

Resta salva la possibilità che l’atto costitutivo preveda l’attribuzione ai singoli soci di particolari

diritti riguardanti l’amministrazione o la distribuzione degli utili.

NB l’attribuzione è a singoli soci, non alle quote. Se X ha un particolare diritto e cede la quota il

diritto in più non si trasferisce con la quota.

I diritti particolari:

Amministrazione : l’intervento può essere a tutto campo come nella società di persone; es.

1. socio non amministratore con diritto di info, diritti di veto a un socio su alcune delibere, etc.

Distribuzione degli utili : fermo restando il patto leonino, si può prevedere che un socio

2. abbia più utili ≠ postergazione o minor % nelle perdite, solo utili.

Possono essere modificati solo con il consenso unanime dei soci.

»

Le quote non rappresentano titoli azionari e il documento è solo una prova della qualità di socio.

L’atto costitutivo può prevedere:

La non trasferibilità totale delle quote

» --> possibile causa di recesso

La trasferibilità soggetta a gradimento di soci, terzi o alcune condizioni

» --> possibile causa di recesso

Che il recesso non sia esercitato entro 2 anni dalla costituzione

» Cause di esclusione per giusta causa [come Soc. di persone]

»

Il recesso avviene:

S : In tutte le cause e modalità previste dallo statuto

» TATUTO

L : può avvenire in due casi

» EGGE

SRL a tempo indeterminato : recesso libero con preavviso di 6 mesi allungabile

o dallo statuto a 1 anno

SRL a tempo determinato : i soci che non hanno acconsentito (contrari assenti e

o astenuti) a grosse modifiche del contratto sociale (es. ogg.,fusione, scissione)

In caso di recesso il valore delle quote dev’essere quello di MRKT ≠ esperto nominato dal tribunale

Per la quota del socio recesso si offre agli altri soci

un terzo concordemente individuato

>> riduzione del CS nominale o reale se necessaria; ma se i

>>

creditori vi si oppongono naturalmente la SRL si scioglie.

6. Il trasferimento delle quote sociali

Il trasferimento delle partecipazioni nelle SRL è soggetto a varie formalità per la centralità del

socio in questo modello societario.

Il trasferimento della quota è valido e efficace con il solo consenso traslativo.

inter vivos

Il trasferimento :

Deve risultare da scrittura privata autenticata

» Dev’essere iscritto nel registro delle imprese

» Deve essere annotato nel libro dei soci con misura dell’iscrizione nel registro

»

Dopo che è stato annotato nel libro dei soci allora il trasferimento è efficace nei confronti della SRL

Se il trasferimento è fatto con contratti a più persone, prevale chi per primo lo iscrive in buona

fede nel registro delle imprese. 71


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Moses

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Commerciale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Manuale di Diritto Commerciale, Campobasso (seconda parte). Analisi dei seguenti argomenti: la società non è altro che il contratto di società rappresentato da due o più persone che conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di una attività economica con lo scopo di dividerne gli utili; art. 2247, oggi le SRL e le SPA possono essere costituite anche con atto unilaterale, le società si caratterizzano per: conferimenti dei soci, esercizio in comunità di una attività economica, divisione degli utili.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (BARI, BRINDISI, TARANTO)
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Giannelli Gianvito.

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