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voler profittare della remissione. Al debitore non resterebbe che costituire in

mora il creditore ed esperire la procedura coattiva di liberazione pur quando vi

sia stato il legittimo rifiuto del creditore dell'adempimento offertogli dal terzo, il

creditore non è obbligato a ricevere la prestazione del debitore. Questi di fronte

alla mancata operazione del creditore, può solo vantare dell'interesse alla

liberazione.

2. La prestazione:

E' il contenuto,l’oggetto del rapporto giuridico. La prestazione pur assumendo

diversi contenuti deve essere sempre e necessariamente di natura patrimoniale,

cioè economicamente valutabile per essere idonea a costituire l'oggetto di un

rapporto obbligatorio, senza la quale non può qualificarsi come tale. Tale

patrimonialita però non può essere determinata dalle parti nel momento

costitutivo del rapporto. Il concetto di patrimonialita ha natura oggettiva e non

soggettiva della determinazione nell'ambito giuridico sociale. Una prestazione è

patrimoniale quando questo contesto lo riconosce come tale. In ordine al

contenuto delle obbligazioni si distingue tra:

Prestazione positiva che ha per oggetto un dare o un fare. L'obbligazione di

dare può mirare al trasferimento della proprietà o del semplice possesso. Ad

essa si accompagna sempre l'obbligo successorio di custodire la cosa.

L'obbligazione di fare ha ad oggetto un servizio od un consenso.

Prestazioni negative . Esse hanno per contenuto non un mutamento, ma la

conservazione della situazione.

3, Le obbligazioni naturali:

I rapporti delle quali si sia esclusa la coercibilità, in quanto le obbligazioni sono

fondate esclusivamente sui doveri morali o sociali, sono solitamente definiti

obbligazioni naturali.Il titolare della situazione naturale creditoria, non può

esigere l'esecuzione della prestazione del titolare della situazione naturale

debitoria. Per ipotesi d'inadempimento non è assistito da azioni giudiziarie. Se

però il debitore naturale, capace, spontaneamente adempie il creditore naturale,

può ricevere e trattenere la prestazione. L'adempimento delle obbligazioni

naturali è atto giuridicamente libero ma normalmente è socialmente dovuto.

L'adempimento dell'obbligazione naturale dovrà essere accompagnato dalla

consapevolezza di aver effettuato un pagamento senza essere giuridicamente

tenuti a farlo. Il debitore naturale può ripetere quanto prestato, se al momento

dell'adempimento, era capace di agire ma non di intendere e di volere.

4. Le fonti delle obbligazioni

Fonti delle obbligazioni:Le obbligazioni derivano da contratto (1321 e seguenti), da fatto illecito

(Art.1173

(2043 e seguenti), o da ogni altro atto o fatto idoneo a produrle (433 e seguenti, 651, 2028 e seguenti, 2033

e seguenti, 2041 e seguenti) in conformità dell'ordinamento giuridico.)

Fonte dell'obbligazione è il fato o l'atto che secondo l'ordinamento, è idoneo a

far sorgere il vincolo. La nozione d'atto o, di fatto, non inviano ad accadimenti

naturali, ma è necessaria la loro valutazione normativa. Ogni obbligazione, da

qualsiasi fonte tragga origine, deve trovare sempre nell'ordinamento il suo

fondamento per far sorgere il vincolo. Così il contratto è fonte genetica

dell'obbligazione, della sua causa concreta ed è anche giustificazione

dell'obbligazione. Un'unica fonte può generare più obbligazioni. L'illecito è

indicato come fonte legale dell'obbligazione, esso è tale per la natura della

regola violata e non per l'assenza della volontarietà delle conseguenze

giuridiche(il risarcimento no è voluto dall’agente).nel illecito si ha la violazione

del naeminem laedere,la regola negoziale invece si esprime nell’imposizione di

un comportamento specifico.

5. Pagamento dell'indebito:

L'esecuzione di una prestazione non dovuta è fonte di un'obbligazione di

restituire, per l'esecuzione della quale è accordata l’azione di ripetizione

dell'indebito.

Indebito oggettivo: si ha quando, chi non è debitore, adempie nei confronti di chi

non è creditore. Ciò si verifica nell'ipotesi d'inesistenza

dell'obbligazione(nullità,annullamento ecc…). Colui che ha adempiuto può

ripetere quanto prestato e ha diritto all'interesse e ai frutti, dal giorno

dell'adempimento, se colui che ha ricevuto l'indebita prestazione era in

malafede.

L'indebito soggettivo ex latere accipientis: si verifica quando chi è debitore,

adempie un soggetto che non è creditore o legittimato a ricevere. L'eventuale

errore è rilevante ai fini della determinazione del soggetto legittimato a chiedere

la ripetizione (Art. 1189 Pagamento al creditore apparente:Il debitore che esegue il pagamento

.

(2726) a chi appare legittimato a riceverlo in base a circostanze univoche, è liberato se prova di essere stato

in buona fede..Chi ha ricevuto il pagamento è tenuto alla restituzione verso il vero creditore, secondo le

regole stabilite per la ripetizione dell'indebito (2033 e seguenti).

L'indebito soggettivo ex latere solventis: si verifica quando chi non è debitore

adempie nei confronti di chi è creditore di un terzo .Il creditore può trattenere

quanto ricevuto. Riguardo al solvens(debitore) però:

1. Se ha adempiuto credendosi erroneamente debitore, in base ad un errore

scusabile,può ripetere quanto prestato,purche il creditore non sia privato del

titolo o garanzie di credito.

2. Se ha adempiuto credendosi debitore in base ad un errore non scusabile, non

può ripetere quanto prestato.

Art. 2036 Indebito soggettivo:Chi ha pagato un debito altrui, credendosi debitore in base a un errore

scusabile, può ripetere ciò che ha pagato, sempre che il creditore non si sia privato in buona fede (1147) del

titolo o delle garanzie del credito.Chi ha ricevuto l'indebito è anche tenuto a restituire i frutti (820 e seguenti)

e gli interessi (1284) dal giorno del pagamento, se era in mala fede, o dal giorno della domanda (Cod. Proc.

Civ. 163), se era in buona fede (1147).Quando la ripetizione non è ammessa, colui che ha pagato subentra

nei diritti del creditore (1203 e seguenti).

Art. 1183 Tempo dell'adempimento:Se non è determinato il tempo in cui la prestazione deve essere

eseguita, il creditore può esigerla immediatamente (1219-2). Qualora tuttavia, in virtù degli usi o per la

natura della prestazione ovvero per il modo o il luogo dell'esecuzione, sia necessario un termine, questo, in

mancanza di accordo delle parti, è stabilito dal giudice (1331, 1817).Se il termine per l'adempimento è

rimesso alla volontà del debitore, spetta ugualmente al giudice di stabilirlo secondo le circostanze; se è

rimesso alla volontà del creditore, il termine può essere fissato su istanza del debitore che intenda liberarsi.

La ripetizione dell'indebito:

E' un'azione personale, esperibile dal solvens solo nei confronti di colui che ha

ricevuto l'obbligazione non dovuta. È un'azione restitutoria, avente ad oggetto o

una somma di denaro, una quantità di cose fungibili o prestazioni di dare e di

consegnare.

In caso di perimento si dovrà restituire il corrispettivo.

Art. 2037 Restituzione di cosa determinata:Chi ha ricevuto indebitamente una cosa determinata è tenuto a restituirla.Se la

cosa è perita, anche per caso fortuito (1218, 1256), chi l'ha ricevuta in mala fede è tenuto a corrisponderne il valore; se la

cosa e soltanto deteriorata, colui che l'ha data può chiedere l'equivalente, oppure la restituzione e un'indennità per la

diminuzione di valore.Chi ha ricevuto la cosa in buona fede (1147) non risponde del perimento o del deterioramento di essa,

ancorché dipenda da fatto proprio, se non nei limiti del suo arricchimento.

Art. 2038 Alienazione della cosa ricevuta indebitamente:Chi, avendo ricevuto la cosa in buona fede (1147), l'ha alienata

prima di conoscere l'obbligo di restituirla e tenuto a restituire il corrispettivo conseguito. Se questo è ancora dovuto, colui che

ha pagato l'indebito subentra nel diritto dell'alienante (1203 e seguenti). Nel caso di alienazione a titolo gratuito, il terzo

acquirente è obbligato, nei limiti del suo arricchimento, verso colui che ha pagato l'indebito.Chi ha alienato la cosa ricevuta in

mala fede, o dopo aver conosciuto l'obbligo di restituirla, è obbligato a restituirla in natura o a corrisponderne il valore. Colui

che ha pagato l'indebito può però esigere il corrispettivo dell'alienazione e può anche agire direttamente per conseguirlo. Se

l'alienazione è stata fatta a titolo gratuito, l'acquirente, qualora l'alienante sia stato inutilmente escusso e obbligato, nei limiti

dell'arricchimento, verso colui che ha pagato l'indebito.

In caso di prestazione da fare la restituzione è inconcepibile.

In caso di prestazioni contrarie al costume e la moralità, la restituzione non è

ammessa.

Art. 2035 Prestazione contraria al buon costume:Chi ha eseguito una prestazione per uno scopo che, anche da parte

sua, costituisca offesa al buon costume non può ripetere quanto ha pagato.

L'azione di ripetizione tende al riequilibrio dei patrimoni e si prescrive nel

termine di dieci anni (in caso di nullità, inesistenza del vincolo).

6. L'ingiustificato arricchimento:

L'articolo 2041 stabilisce che, chiunque senza giusta causa, si è arricchito a

danno di altri, è tenuto nei limiti dell'arricchimento ad indennizzare quest'ultimo

della correlativa diminuzione patrimoniale .

Art. 2041 Azione generale di arricchimento:Chi, senza una giusta causa, si è arricchito a danno di un'altra persona è

tenuto, nei limiti dell'arricchimento, a indennizzare quest'ultima della correlativa diminuzione patrimoniale.Qualora

l'arricchimento abbia per oggetto una cosa determinata, colui che l'ha ricevuta è tenuto a restituirla in natura, se sussiste al

tempo della domanda.

I presupposti sono:

-fatto illecito umano o naturale

- il nesso diretto ed immediato tra danno ed arricchimento.

-l'arricchimento deve essere attuale al tempo della domanda.

-la mancanza di causa, cioè di un titolo giuridico legale o convenzionale che

giustifichi l'arricchimento.

La restituzione

1 può consistere nella restituzione del bene stesso.

Art. 2042 Carattere sussidiario dell'azione:L'azione di arricchimento non è proponibile quando il danneggiato può

esercitare un'altra azione per farsi indennizzare del pregiudizio subìto (1185, 1188, 1190, 1443, 1502, 1769).

2. Nel caso in cui questo è stato alienato, si applicano le regole sull'equo

indennizzo . Art. 2041 Azione generale di arricchimento:Chi, senza una giusta causa, si è arricchito a danno di

un'altra persona è tenuto, nei limiti dell'arricchimento, a indennizzare quest'ultima della correlativa diminuzione

patrimoniale.Qualora l'arricchimento abbia per oggetto una cosa determinata, colui che l'ha ricevuta è tenuto a restituirla in

natura, se sussiste al tempo della domanda.

7. L'adempimento

Art. 1176 Diligenza nell'adempimento:Nell'adempiere l'obbligazione il debitore deve usare la diligenza del buon padre di

famiglia (703, 1001, 1228, 1587, 1710-2, 1768, 2148, 2167).Nell'adempimento delle obbligazioni inerenti all'esercizio di

un'attività professionale la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell'attività esercitata (1838 e seguente, 2104-1,

2174-2, 2236).

E' un modo naturale d'estinzione dell'obbligazione. In questa il debitore deve

usare la diligenza del buon padre di famiglia per evitare la responsabilità

contrattuale. L'adempimento non è un negozio e quindi non è necessaria una

specifica volontà del debitore o creditore. È un atto dovuto, che non richiede la

capacità di agire del solvens. Può essere effettuato anche da un terzo che paga

per lui, solo però se riguarda la prestazione di cose fungibili. Il creditore non può

opporsi all’ adempimento compiuto da un terzo, salvo se ne ha interesse o

riguarda cose infungibili. Il pagamento può essere effettuato:

1. Al creditore capace di ricevere

2. Al suo rappresentante

3. Alla persona da lui indicata o dalla legge.

L'articolo 1181 prevede che, il creditore può rifiutare il parziale adempimento

dell'obbligazione. Può accadere che il debitore offra al creditore una prestazione

diversa da quella dovuta. Se il creditore accetta, l'obbligazione si estingue. Per

quanto riguarda il luogo dell'adempimento, esso è determinato in base alla

volontà delle parti ed agli usi, e alla natura della prestazione. Se riguarda una

cosa determinata, si esegue nel luogo in cui l'obbligazione è sorta. Se riguarda

somme di denaro, presso il domicilio del creditore o di chi è legittimato a

ricevere.

8. Imputazione dell'adempimento ed il diritto alla

quietanza:

L’imputazione per iniziativa del debitore, ha la stessa natura dell'atto

d'adempimento. L'effetto restrittivo, non ha nell'atto d'imputazione la sua causa.

La dichiarazione del debitore, rende concreta l'astratta congruenza tra

prestazione eseguita e dovuta. Con riferimento all'imputazione ad un debito

naturale o prescritto è necessaria la spontaneità e la capacità di intendere di

volere. Con riferimento all'imputazione di un debito scaduto o prescrivibile, è

irrilevante l'ignoranza del termine o del decorso della prescrizione. Qualora il

debitore non abbia esercitato la facoltà d'imputazione, questa può essere

effettuata dal creditore all'atto di rilascio della quietanza, purché accettata dal

debitore. Essa, si produce solo se accettata dal debitore e se non vi è dolo o

sorpresa da parte del creditore.

La quietanza: è la dichiarazione con la quale il creditore attesta l'avvenuto

pagamento. In caso di adempimento parziale, la quietanza costituisce prova

liberatoria solo per quella parte eseguita. Il debitore può chiedere la quietanza

anche prima del pagamento, subordinato cioè quest'ultimo atto di quietanza

e’una più efficace tutela dell'interesse del debitore.

9. Mora del creditore e liberazione coattiva del debitore.

essa si verifica quando il creditore, senza legittimo motivo, rifiuti di ricevere la

prestazione. Per aversi, occorre che il debitore, si offra ad eseguire la

prestazione. L'offerta deve essere solenne e nelle forme provviste dall'articolo

1208. In seguito a questa: il rischio dell'impossibilità sopravvenuta non

imputabile resta al carico del creditore e il debitore deve essere risarcito dei

danni derivanti dal ritardo e non è più tenuto a corrispondere i frutti e gli interessi

della cosa.

Modi di estinzione diversi d'adempimento

1. La compensazione

richiede la coesistenza di crediti debiti reciproci facenti capo a due autonomi

centri di interesse giuridicamente rilevanti.Affinché possono operare la

compensazione legale pregiudiziale, è necessario che l'obbligazione reciproche

da estinguere non sono tra loro in relazione sinallagmatica. La funzione della

compensazione è quella di realizzare l'economia degli atti, evitando che siano

posti in atto di adempimenti, quando mediante la compensazione si può

raggiungere lo stesso risultato pratico

a. La compensazione legale: opera automaticamente, se i due debiti sono

omogenei, liquidi (determinati) ed esigibili (non sottoposti a termine-condizione),

ma non può essere rilevata d'ufficio.

b. La compensazione giudiziale: si ha quando il bene opposto in

compensazione non è liquido ma di facile e pronta liquidazione. In tal caso il

giudice: pronuncia la compensazione per la parte del debito che riconosce

esistente e sospende la condanna per il credito liquido fino all'accertamento di

quello opposto in compensazione

c. La compensazione volontaria: opera per accordo delle parti

indipendentemente dai requisiti della legge

2. La confusione

è un modo di estinzione che si ha quando nella stessa persona confluiscono le

contrapposte qualità di creditore e di debitore. L'effetto estintivo opera solo

quando è venuta meno la dualità dei centri di interesse. Può accadere però, che

l'erede, creditore del di cuius, già prima dell'apertura della successione, accetti

con beneficio dell'inventario. Pur essendosi realizzata però, la riunione nella

stessa persona le qualità di creditore e debitore, il rapporto obbligatorio però

non si estinguere perché rimane la dualità dei patrimoni che restano distinti.

3. La novazione

di solito, si fa una distinzione tra novazione oggettiva è soggettiva. Solo quel

oggettiva ha funzione estintiva. La novazione soggettiva determina solo una

modificazione della titolarità, della situazione debitoria.

La novazione oggettiva a una funzione complessa ed unitaria, che consiste

nell'estinguere un rapporto obbligatorio e simultaneamente nel costituirne uno

nuovo. Presupposti di tale funzione estintiva-costitutiva sono:

-essa ricorre quando modificati sono gli oggetti dell'originaria obbligazione

-quando sussiste in modo non equivoco, la volontà di estinguere il rapporto

precedente

4. La remissione del debito e la rinuncia al credito

la dichiarazione del creditore di rimettere il debito, estingue l'obbligazione. La

remissione estingue direttamente l'intero rapporto obbligatorio. La rinuncia

determina solo la dismissione della situazione. La qualificazione della

remissione, come negozio unilaterale recettizio (rifiutabile) è fondata sulla

natura favorevole dei suoi effetti, così da rendere superflua la partecipazione del

debitore alla formazione della fattispecie estintiva. La remissione serializza

mediante la dichiarazione di volontà del solo creditore e produce l'effetto

estintivo nel momento della comunicazione al debitore. La remissione è

necessariamente negozio a titolo gratuito che si può realizzare anche mediante

comportamenti concludenti. L'estinzione dell'obbligazione per remissione implica

il venir meno delle garanzie personali e reali.

5. L'impossibilità sopravvenuta

della prestazione, se imputabile al debitore, fa sorgere della sua responsabilità

personale. Se non è imputabile, determina l'estensione del rapporto obbligatorio

e la liberazione del debitore. L'impossibilità non imputabile libera il debitore,

dev'essere oggettiva, cioè non legata alla particolare situazione del debitore, e

solo quella totale definitiva estinguere il rapporto obbligatorio.

L'impossibilità temporanea: non estingue il rapporto! Il debitore è tenuto ad

adempiere non appena viene meno l'impossibilità. Il creditore può agire "iure

proprio" invocando la tutela aquiliana, chiedendo un risarcimento maggiore,

commisurato al suo mancato guadagno.

6. Subingresso legale del creditore

si applica solo in presenza di un contratto dal quale scaturisca l'obbligazione di

trasferire una cosa determinata. Nei contratti ad effetti immediati, l'acquirente,

divenuto titolare del diritto sulla cosa, in forza del consenso legittimamente

manifestato, può esercitare le azioni derivanti dal fatto, che ha causato

l'impossibilità e non avrebbe senso utilizzare il sub ingresso

Modificazioni soggettive dal lato creditorio

1. Cessione del credito


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto civile sulle azioni di credito e di debito ed i vincoli giuridici, con analisi dei seguenti argomenti: la patrimonialità della prestazione, i caratteri fisionomici del rapporto obbligatorio, le obbligazioni naturali, la coercibilità, le fonti delle obbligazioni, il tempo dell’adempimento, la ripetizione dell’indebito, l’arricchimento ingiustificato, la prestazione contraria al buon costume, l’imputazione dell’adempimento e il diritto alla quietanza.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeriadeltreste di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Masi Antonio.

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