Introduzione
Lezione 1
È importante capire quali sono le ragioni per le quali un legislatore ha stabilito di disciplinare una determinata situazione in un certo modo. Esempio semplice: quando una persona muore lascia degli eredi. Gli eredi sono dei soggetti che sono stati individuati o da chi muore e quindi si parla di successione testamentaria (io faccio testamento), o se quello che muore non ha fatto in tempo o non ha voluto fare, è la legge che stabilisce chi sono gli eredi.
La regola che il legislatore adotta è che esiste la libertà di decidere a chi andrà il mio patrimonio, libertà che non tutti i paesi del mondo hanno. Ci sono paesi dove i beni che quella persona aveva vanno allo stato. Noi abbiamo la libertà di testare e ho la libertà di stabilire a chi andranno i miei beni, a mia moglie o miei figli, o posso decidere che andranno a chiunque.
Questa libertà di decidere a chi andranno i miei beni ci dice anche che siamo liberi di decidere a chi darli, ma c’è un limite che invece ci impone la legge. Il legislatore impone a chi fa testamento una cosa che si chiama legittima, che è un limite per il testatore ed è invece un diritto per alcuni eredi. Quali eredi hanno questi diritti, che consiste nel fatto che anche se il testatore ha deciso di non dare loro il patrimonio, anche se ha scritto esplicitamente che vuole dare tutti i suoi soldi che non sono agli altri eredi, nonostante ciò per la legge alcuni eredi hanno diritto ad avere una quota dell’eredità.
Il legislatore fa una scelta di valori e di principi, e questi soggetti hanno diritto per legge sempre, in ogni caso, a una quota del testatore. Chi sono questi soggetti che hanno a prescindere questi diritti? Coniuge (marito o moglie), figli e, se mancano i coniugi o i figli, saranno gli ascendenti (i genitori). Questi signori sono i legittimari. Per legge, questi signori comunque devono avere una quota dell’eredità.
Scelte di politica legislativa
Perché il legislatore impone questa soluzione? Cosa c’è dietro una politica legislativa e perché si è arrivati a una politica di locuzione? Dietro ogni scelta ci sono dei principi, dei valori. Il giurista non è quello che sceglie la legge, ma studia le ragioni per cui, per esempio, quando c’è il semaforo rosso ti devi fermare per regolamentare il traffico.
Noi abbiamo capito che la regola è che quando c’è il semaforo rosso ti devi fermare. Disciplinare il traffico quando si dà per scontato che vengono delle persone in una determinata direzione significa che, se io mi trovassi di notte a un incrocio e vedo che non c’è nessuno intorno e non c’è nessuno a raggi di chilometri, mi devo fermare? Secondo la polizia sì, perché se no ti fa la multa.
Di per sé, poiché è venuta meno la ragione per la quale è stato messo il rosso, di per sé potete anche assumervi le responsabilità di passare perché non c’è quella ragione che è stata decisa quella regola per cui vada rispettata. Dietro ogni regola o norma ci sono dei principi e dei valori e quindi delle scelte di politica legislativa.
Interessi tutelati
Quali sono gli interessi che vengono tutelati? Gli interessi del coniuge, della famiglia. In altri termini, dietro la scelta di limitare il diritto di decidere dei propri beni dopo la morte c’è una scelta da parte dell’ordinamento, quindi dello stato, di tutelare i familiari.
Mettiamo il caso che io sia divorziato (se sei divorziato il nuovo coniuge) e che io voglio decidere di farmi gli eredi. Mia moglie già non fa più parte di quella categoria. Diverso è se io dovessi morire prima di essere divorziato, però mettiamo il caso o non sono sposato o sposato e separato. Quali possono essere i paradossi? Gli eredi sono quelli che lui stabilisce per testamento, i legittimari sono quelli che a prescindere sono quelli che lui ha detto.
Esempio: io convivo per 25 anni con una donna, in quel caso per legge non è erede, allora faccio testamento e lascio tutti i beni, e in questo caso lo stato con la quale non è moglie (chiamiamola ‘compagna’) a lei lascio tutti i miei beni. Per legge, se non ho moglie e figli, bisogna lasciarli tutti a lei. Se mi sono sposato a 20 anni e mi lascio a 22 e mi sono solo separato e mai divorziato e ho vissuto 25 anni con questa donna, mia moglie ha diritto a quel patrimonio.
Il coniuge è il risultato di un matrimonio che ha disciplinato questo tipo di soluzione per la successione. Però qual è il problema? Che chi non può sposarsi non ha il diritto di avere la quota di legittima (es. la donna con cui ho vissuto 25 anni e io per qualche ragione non ho nominato nel testamento...lei non è tutelata).
Perché la legge non si prende cura di persone con le quali abbiamo un vincolo affettivo non formalizzato? Perché è una scelta di politica legislativa, la legge dice se vuoi tanto bene a quella donna la sposi oppure la nomini nel testamento, allora se non lo fai non è così importante per te. Quelli che non lo fanno non sono tutelati.
Capacità giuridica
L’articolo 1 del codice civile dice: “La capacità giuridica (essere titolare di diritti e di doveri) si acquista dal momento della nascita. I diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all'evento della nascita.”
Chi è titolare di diritti e di doveri? Chi è nato. A partire da quale momento una persona è nata alla vita? Il nostro ordinamento il concetto di vita era che la nascita esce fuori dal corpo della mamma, e da quel momento ha dei diritti, però è stata introdotta una norma di legge cioè quando una persona può essere considerata giuridicamente morta. Questo per fare il trapianto degli organi, c’è stata una legge che si può fare un trapianto degli organi se la famiglia o il sottoscritto è d’accordo. Quando giuridicamente è morta? La legge ha detto che è morta quando non c’è più modo irreversibile di attività cerebrale. Cioè se morte è quando non c’è attività cerebrale allora vita è quando c’è attività cerebrale.
Dietro questi temi, ci sono scelte importanti di politica legislativa che si dà uno stato organizzato, un ordinamento giuridico.
Sistema del diritto privato
Il sistema del diritto privato permea la nostra vita. Noi compiamo centinaia di atti giuridici quotidianamente: mi sveglio, accendo la luce (contratto di somministrazione di energia elettrica), mi lavo con acqua calda (utenza di somministrazione del gas). Sono contratti, strumenti per disciplinare i servizi che ci vengono dati. Mi vesto (contratto di compravendita), faccio colazione (contratto di compravendita), esco, prendo la macchina (contratto di compravendita), prendo l’autostrada (servizio pubblico per pagare il casello stradale).
La categoria giuridica: lui è figlio (status, perché alla parola figlio si conferiscono dei diritti e dei doveri), altra scelta di politica legislativa.
Esempio: io nonno posso conferire dei beni a una persona nemmeno ancora nata o addirittura nemmeno concepita. È volontà di una persona anche per un tempo più lungo della mia vita. Il bar è un’impresa dove io ho trovato qualcuno che si è organizzato prendendo dei mobili a leasing, prendendo in affitto un immobile, prendendo degli accordi con i fornitori (contratti di fornitura) che ogni giorno portano cornetti, panini, le torte.
Tutto quello che fate assume un rilievo giuridico perché nei modelli organizzativi degli stati ci si dà delle regole per la convivenza civile. L’etica nel diritto c’entra ma in modo limitato, c’entra perché è dietro ad alcune scelte di politica legislativa, questa scelta fa sì che lo stato anziché prevedere come Sparta, che il bambino nasce handicappato buttato perché inutile alla società, qui invece il bambino handicappato viene tutelato, bisognosi di un certo tipo di assistenza, di cui si fa carico.
Esempio: in autobus se io non mi alzo dal mio posto, ma se invece non sono solo un maleducato, commetto anche un illecito e quindi non rispetto la legge e quindi mi assumerò le conseguenze, sanzioni, multe.
Modelli organizzativi giuridici
Il modello organizzativo del modello giuridico si distingue in due macro modelli:
- Pubblicistico (amministrativo e penale): se io stato mi metto nel condizioni per far sì che una certa persona si impazzisce e inizia a sparare per strada, lo devo bloccare e portare in carcere. L’autore del reato deve essere rieducato e inserito nella società. Se io ho ammazzato una persona, in certi stati del mondo c’è la pena di morte.
- Privatistico: regole di convivenza di tipo privatistico.
Chi sono secondo il nostro sistema i soggetti di diritto? Sono quelle persone fisiche e giuridiche (persone giuridiche: associazioni, enti, società). È un escamotage linguistico per individuare centri di imputazioni di effetti giuridici (c’è un determinato fenomeno giuridico, andrò a sapere se quel soggetto è responsabile di quello che ha fatto).
Esempio: se io vado a sbattere con la macchina e lo faccio, cagiono un danno mortale dato a un altro. Anche se posso dimostrare che in realtà ero ubriaco, che non volevo, c’è comunque omicidio in stato di ebbrezza.
Il fatto che ci siano dati delle regole nasce dalle esigenze che è un’esperienza che possiamo. Se io mi metto con cinque amici a giocare a palla e tutti giocano con delle regole, non stiamo giocando allo stesso gioco. C’è un mazzo di carte e io gioco a poker e lui a scala quaranta, non stiamo giocando allo stesso gioco.
Regole nelle quali ci riconosciamo non possiamo fare nulla se non le abbiamo. I latini dicevano “Dove ci sono delle persone c’è l’esigenza di darsi delle regole”. Noi studiamo le regole dei rapporti tra privati (soggetti che vivono in una determinata società che i soggetti sono dati un modello organizzativo), non regole che riguardano i rapporti tra stato e cittadini (diritto pubblico), non le regole che lo stato ha la necessità che uno stato ha di tutelarsi quando i cittadini commettono un reato (diritto penale).
Quali sono le ragioni che hanno spinto il legislatore a decidere quando una persona è considerata nata e morta? Devo essere tutelato se mi trovo in una determinata situazione giuridica. Modello organizzativo che funziona in questo modo, identificare dei soggetti, stabilire quali diritti abbiano e conoscere come questi diritti li possano tutelare. Poi, questi diritti per essere tutelati devono essere fatti davanti a un giudice, tutela giudiziaria, civile, penale, amministrativa, che si attivano su tre gradi di giudizio:
- 1° grado: Tutela civilistica, si va dal tribunale.
- 2° grado: Corte d’appello.
- 3° grado: Si va in cassazione.
Il nostro sistema di valori è un sistema per il quale il giudizio di accertamento di alcuni fatti si sviluppa su 3 gradi. I primi due si entra nel merito, primo giudice non ci sta vado al dal secondo giudice. E poi il giudice si legittima e deve stabilire se hanno stabilito correttamente la legge da essere applicata da quei giudici.
Potere legislativo (parlamento), potere di chi stabilisce quali sono le regole che i giudici devono applicare e hanno la possibilità i cittadini 3 gradi di giudizio, esecutivo, giurisdizionale. Esistono delle regole ed esiste qualcuno che le debba applicare. Persona giuridica - persona fisica - incapacità.
Lezione 2: Soggetti del diritto
Parlare di soggetti del diritto dal punto di vista logico fa pensare all’altra componente, ossia gli oggetti del diritto che sono i beni o le cose. I soggetti del diritto invece sono: soggetti, centro di imputazione di effetti giuridici.
Tutto il sistema del diritto privato essendo basato sul modello delle regole tra persone si basa in primo luogo sull’individuazione di chi è o chi sono i soggetti a cui si applicano queste regole e sul principio conseguente di chi si assume le responsabilità nella società sia per comportamenti virtuosi che non virtuosi.
L’asse della responsabilità è un asse trasversale del diritto perché la logica di individuazione dei soggetti è anche finalizzata alle implicazioni delle responsabilità, ma c’è sempre una ragione per la quale si individuano delle responsabilità. È a tutela stessa delle persone.
Abbiamo distinto la persona fisica e persona giuridica. La denominazione “persona giuridica” è quasi una aporia concettuale, non ha molto senso visto che stiamo parlando di un insieme di persone fisiche che si uniscono o associano per perseguire una pluralità di obiettivi. È una convenzione giuridica che consente di identificare un unico centro di imputazione malgrado ci siano più persone.
Cosa significa? Se io parlo di fondazione, sto parlando di un modello organizzativo che nasce per tutelare la volontà di una persona fisica che destina un patrimonio di una persona fisica o persona giuridica (per esempio fondazioni delle banche), patrimonio che venga amministrato da qualcuno secondo determinati fini (fondazione Nobel esiste da quando è morto Nobel che ha destinato tutto il suo patrimonio per far sì che questo evento voleva conseguire con quel patrimonio).
Un elemento è l’esistenza di un patrimonio destinato a uno scopo, patrimonio destinato allo scopo che ha deciso il fondatore della fondazione amministrato da qualcuno che sopravvive alla fondazione. La fondazione nasce per durare indipendentemente da chi l’ha fondata.
Un altro elemento è la stabilità, elemento che distingue il comitato, perché il comitato è occasionale e non è permanente, perché nasce e muore una volta che consegue l’obiettivo che vuole conseguire. Esempio: se si chiede al preside di conseguire che il giardino di questa facoltà possa essere oggetto di feste serali, e se andassero dal preside in modo disorganico. Se vi unite in comitato ed esprimete un’unica richiesta ma di una comunità di persone che si riconosce in unico progetto, quando andate dal preside vi presentate in un modo organico, unitario e non può essere ignorato.
Associazione rispetto allo scopo singolo: il comitato nasce e si costituisce con la stessa velocità con cui è nato quindi. Le associazioni, il fenomeno associativo.
Il codice civile legge ordinaria che fu promulgata ed entrata in vigore nel 1942 dopo un lungo periodo di gestazione perché incominciarono a lavorarci nel 1937 raccogliendo gli studi del 1936. In quegli anni l’Italia c’era il regime fascista, la guerra finisce nel 45 e nel 46 le elezioni se deve vincere la Monarchia o Repubblica e nel 47 si lavora la carta costituzionale. 1 Gennaio 1948 entra in vigore la Carta Costituzionale.
L’impostazione che trovate tradisce una logica di uno stato che aveva intenzione di controllare le realtà associative perché ovviamente un regime ha interesse a capire cosa succede sul proprio territorio. Secondo il modello organizzativo merita un certo tipo di controllo, questo modello che trovate nel codice civile viene in qualche misura travolto concettualmente da principi fondamentali della carta costituzionale che per evitare il rischio che una lettura troppo finalizzata a un modello statale dice la carta costituzionale con grande enfasi che tutti noi abbiamo diritto ad associarsi liberamente e farlo come vogliamo, diritto fondamentale per un cittadino quello di associarci liberamente ma incontra dei limiti.
Il primo più esplicito cioè il legislatore costituzionale dice che avete questa libertà tranne se volete ricostituire il partito/regime fascista. Il secondo limite più implicito (e quasi banale) è che io sono libero di creare un’associazione purché i fini perseguiti siano leciti e quindi non contrari all’ordine pubblico o comunque alla legge.
Le associazioni per come sono disciplinate nel Codice Civile, diritto fondamentale la libertà di associarsi che nessun legislatore potrebbe fare attraverso una legge ordinaria qualunque tipo di fenomeno legislativo, sia che ci sia un governo di destra o di sinistra, un legislatore ordinario non può impedire (con una legge ordinaria) il diritto di associarsi da parte dei cittadini.
Chiarito questo principio fondamentale. La disciplina nel Codice Civile è adeguata all’obiettivo che il legislatore intendeva ricostituire non fosse da cambiare purché fosse chiaro che il principio fondamentale che uniforma tutto l’agire della pubblica amministrazione nei confronti del fenomeno associativo e degli aspetti di chi si vuole associare è quello della libertà.
Rimangono in vigore le regole, entriamo su una riflessione interessante (Domanda quasi sempre). Se io voglio fondare un’associazione e convinco 15-20 di voi a farla posso adottare due modelli diversi:
- 1° modello: posso decidere di farmi riconoscere dallo stato. Se decido questo otterrò due benefici:
- Mi sarà riconosciuta la personalità giuridica, quindi io diventerò un autonomo centro di imputazione di effetti giuridici.
- Io associazione riconosciuta acquisterò con il riconoscimento da parte dello stato l’autonomia patrimoniale perfetta. Significa che se io stabilisco che per associarci liberamente è necessario che ognuno di noi versi una quota, es. 1000 euro l’anno, se l’associazione dovesse porre in essere delle attività di acquisto di immobili o sostenere delle spese, io singolo associato rispondo delle obbligazioni riconosciute nei limiti della quota che io ho conferito.
Nel nostro ordinamento, vige il principio della operazione solidale cioè se io ho assunto un’obbligazione, da solo rispondo all’obbligazione che ho assunto con tutti i miei beni presenti. Esempio: se io faccio una spesa e non pago quello che ho ordinato, la persona ha il diritto di agire contro il mio patrimonio. Rispondo con tutti i miei beni, beni presenti e futuri (patrimonio attaccato anche tra 30 anni, tema di responsabilità).
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