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L’OGGETTO DELL’OBBLIGAZIONE PUO’ CONSISTERE IN UNA PRESTAZIONE AVENTE AD OGGETTO UN DARE, UN FA-

RE MATERIALE O GIURIDICO, OPPURE UN NON FARE. LE REGOLE ATTINENTI ALLA PRESTAZIONE E APPREZZABILI

CON RIGUARDO ALLA MATERIA DELL’INADEMPIMENTO SONO:

A)IL DEBITORE SI LIBERA SOLO SE ESEGUE LA PRESTAZIONE ORIGINARIAMENTE DEDOTTA IN OBBLIGAZIONE, A

MENO CHE IL CREDITORE NON CONSENTA DI RICEVERE UNA PRESTAZIONE DIVERSA. IN QUESTO CASO SAREMO AL

COSPETTO DELLA PRESTAZIONE IN LUOGO DELL’ADEMPIMENTO, ATTRAVERSO LA QUALE IL DEBITORE SI LIBERA

ESEGUENDO UNA PRESTAZIONE DIVERSA DA QUELLA INIZIALMENTE PATTUITA. QUESTO CASO, VA DISTINTO DA

QUELLI DELLA NOVAZIONE, NELLA QUALE NELLA QUALE IL MUTAMENTO DELL’OGGETTO SI ACCOMPAGNA ALLA

COMPLETA SOSTITUZIONE DELL’OBBLIGAZIONE, DALL’OBBLIGAZIONE ALTERNATIVA NELLA QUALE VI E’ UNA PLU-

RALITA’ DI PRESTAZIONI, DALL’OBBLIGAZIONE FACOLTATIVA NELLA QUALE LA PRESTAZIONE E’ UNICA MA AL DEBI-

TORE E’ ACCORDATA LA FACOLTA’ DI ESEGUIRE UNA DIVERSA PRESTAZIONE.

B)IL DEBITORE DOVRA’ ESEGUIRE LA PRESTAZIONE PER INTERO, E IL CREDITORE POTRA RIFIUTARNE UNA CHE SIA

SOLO PARZIALE, SALVO IL CASO IN CUI ESSA SIA DIVENUTA PARZIALMENTE IMPOSSIBILE PER CAUSE NON IMPUTA-

BILI AL DEBITORE.

C)SE LA PRESTAZIONE HA AD OGGETTO LA CONSEGNA DI UNA COSA, IL DEBITORE FINO A QUEL MOMENTO LA DEVE

CUSTODIRE.

D)SE LA PRESTAZIONE HA AD OGGETTO UNA QUANTITA’ DI COSE DETERMINATE SOLTANTO NEL GENERE, IL DEBI-

TORE DOVRA’ DARGLI COSE DI QUALITA’ NON INFERIORE ALLA MEDIA.

PER QUANTO RIGUARDA L’IMPUTAZIONE DEL PAGAMENTO, CHE TROVEREMO NEL CASO IN CUI IL DEBITORE SIA

GRAVATO DI UNA PLURALITA’ DI DEBITI, IL PAGAMENTO SARA’ IMPUTATO, NELL’ORDINE, AL PIU’ SCADUTO, AL MENO

GARANTITO, A QUELLO PIU’ ONEROSO, A QUELLO PIU’ ANTICO. NON POTENDOSI APPLICARE QUESTI CRITERI,

L’IMPUTAZIONE E’ FATTA PROPORZIONALMENTE.

GLI ARTICOLI 1182-1187 DETTANO UNA DISCIPLINA PER QUANTO RIGUARDA IL LUOGO E IL TEMPO

DELL’ADEMPIMENTO. SI TRATTA DI NORME SUPPLETTIVE, OVVERO CHE VENGONO APPLICATE NEI CASI IN CUI NON

CI SIA UN ACCORDO TRA LE PARTI. PER QUANTO RIGURDA IL LUOGO DELL’ADEMPIMENTO C’E’ DA DIRE CHE:

-SE LA PRESTAZIONE CONSISTE NEL CONSEGNARE UNA COSA CERTA E DETERMINATA, ESSA VA ESEGUITA NELLO

STESSO LUOGO NEL QUALE LA COSA SI TROVAVA QUANDO L’OBBLIGAZIONE E’ SORTA.

-SE SI TRATTA DI CONSEGNA DI DENARO, ESSA ANDRA’ ESEGUITA AL DOMICILIO DEL CREDITORE.

-IN TUTTI GLI ALTRI CASI LA PRESTAZIONE VA ESEGUITA AL DOMICILIO CHE IL DEBITORE HA AL TEMPO DELLA SCA-

DENZA.

LA DISCIPLINA RELATIVA AL TEMPO DELL’ADEMPIMENTO SERVE A INDIVIDUARE CHI, TRA DEBITORE E CREDITORE,

POSSA DECIDERE IN ORDINE AL MOMENTO IN CUI VA ESEGUITA LA PRESTAZIONE. ESISTONO DUE IPOTESI:

-NON E’ STATO PREVISTO ALCUN TERMINE: IL CREDITORE PUO’ ESIGERE L’ADEMPIMENTO DELL’OBBLIGAZIONE AN-

CHE IMMEDIATAMENTE.

-E’ STATO PREVISTO UN TERMINE: IN QUESTO CASO IL TERMINE PUO’ ESSERE STATO FISSATO A FAVORE DEL CRE-

DITORE, DEL DEBITORE O DI ENTRAMBI. SE E’ STATO STABILITO NEL TERMINE DEL DEBITORE, IL CREDITORE NON

POTRA CHIDERE L’ESECUZIONE DELLA PRESTAZIONE PRIMA DELLA SCADENZA DELLO STESSO, COSA CHE INVECE

POTRA’ FARE SE IL TERMINE E’ STATO STABILITO ESCLUSIVAMENTE A SUO FAVORE. SE E’ STATO STABILITO DA EN-

TRAMBI, ENTRAMBI POTRANNO DECIDERE DI ESTINGUERE O ESIGERE IL PAGAMENTO PRIMA DELLA SCADENZA.

PER SCEGLIERE LA MODALITA’ DI DETERMINAZIONE DEL TERMINE, INTERVIENE L’AUTONOMIA PRIVATA, CHE STABI-

LISCE L’INTERVENTO DI UN GIUDICE A TAL PROPOSITO.

E’ NECESSARIO STABILIRE SE L’ADEMPIMENTO SIA UN ATTO, UN FATTO O UN NEGOZIO GIURIDICO. SECONDO

L’OPINIONE TRADIZIONALE SI TRATTA DI UN FATTO GIURIDICO POICHE’ SI LIMITA A DARE ATTUAZIONE AL PRECET-

TO PRIVATO, SICCHE’, LA VOLONTA’ LIBERA E CONSAPEVOLE DEL SOGGETTO NON AVREBBE ALCUN RILIEVO. SI

TRATTA DI UNA REGOLA OPPOSTA A QUELLA PRESENTE NEGLI ARTICOLI 2 E 1425, LA QUALE SUBORDINA LA VALI-

DITA’ DEI NEGOZI GIURIDICI E DEI CONTRATTI ALLA SUSSISTENZA IN CAPO AL SOGGETTO DELLA CAPACITA’ DI AGI-

RE. IN QUESTO DISCORSO, MERITA CENNO ANCHE L’ARTICOLO 1190 SECONDO IL QUALE “IL PAGAMENTO FATTO AL

CREDITORE INCAPACE DI RICEVERLO, NON LIBERA IL DEBITORE SE QUESTI NON PROVA CHE CIO CHE FU PAGATO E

SIA STATO RIVOLTO A VANTAGGIO DELL’INCAPACE.

ESISTONO ALTRI MODI DI ESTINZIONE DELL’OBBLIGAZIONE, CHE SONO DIVERSI DALL’ADEMPIMENTO. VENGONO

SUDDIVISI IN MODI SATTISFATORI, CHE SODDISFANO COMUNQUE L’INTERESSE DEL CREDITORE, E MODI NON SAT-

TISFATORI CHE APPUNTO NON LO SODDISFANO. LA PRIMA DI QUESTE FATTISPECIE E’ LA NOVAZIONE OGGETTIVA,

OVVERO UN CONTRATTO CON IL QUALE LE PARTI DI UN RAPPORTO OBBLIGATORIO SOSTITUISCONO

ALL’OBBLIGAZIONE ORIGINARIA UNA NUOVA OBBLIGAZIONE, DIVERSA DALLA PRIMA PER OGGETTO O PER TITOLO.

AI FINI DELLA NOVAZIONE, E’ NECESSARIO CHE ALLA MODIFICAZIONE DELL’OGGETTO O DEL TITOLO, SI ACCOMPA-

GNI LA INEQUIVOCA VOLONTA’ DI ESTINGUERE L’OBBLIGAZIONE PRECEDENTE. SALVA DIVERSA VOLONTA’ DELLE

PARTI, LA NOVAZIONE PORTA CON SE’ ANCHE L’ESTINZIONE DELLE GARANZIE CHE ACCEDEVANO

ALL’OBBLIGAZIONE ORIGINARIA. LA REMISSIONE DEL DEBITO E’ UN ATTO UNILATERALE CON IL QUALE IL CREDITO-

RE RINUNZIA AL SUO CREDITO NEI CONFRONTI DEL DEBITORE. L’EFFETTO SI PRODURRA NEL MOMENTO IN CUI LA

DICHIARAZIONE DEL CREDITORE VENGA COMUNICATA AL DEBITORE E SEMPRE CHE QUES ULTIMO NON DICHIARI

ENTRO UN CONGRUO TERMINE DI NON VOLERNE PROFITTARE. UN MODO DI ESTINZIONE MOLTO DIFFUSO NELLA

PRASSI E’ LA COMPENSAZIONE LA QUALE SI VERIFICA ALLORCHE’ DUE PERSONE SIANO OBBLIGATE L’UNA VERSO

L’ALTRA. L’ELEMENTO COMUNE ALLA COMPENSAZIONE E’ LA RECIPROCITA’ DEI DEBITI CHE PERMETTE DI REALIZ-

ZARE UNA NOTEVOLE ECONOMIA DI ATTI GIURIDICI POSTO CHE L’ESTINZIONE, TOTALE O PARZIALE, SI PRODUCE

INDIPENDENTEMENTE DALLA MATERIALE ESECUZIONE DELLA PRESTAZIONE. ESISTONO 3FORME DI COMPENSA-

ZIONE, LEGALE, GIUDIZIARIA E VOLONTARIA.

-LA COMPENSAZIONE LEGALE HA LUOGO ALLORCHE I DEBITI SIANO OMOGENEI, LIQUIDI ED ESIGIBILI.

-QUELLA GIUDIZIALE SI VERIFICA ALLORCHE IL DEBITORE CONVENUTO ECCEPISCA (CRITICHI) L’ESISTENZA DI UN

SUO CREDITO NEI CONFRONTI DEL CREDITORE ATTORE.

-LA COMPENSAZIONE VOLONTARIA, LA QUALE PER VOLONTA’ DELLE PARTI, PUO’ AVERE LUOGO ANCHE QUANDO

NON RICORRANO I PRESUPPOSTI DELLA OMOGENEITA’ ESIGIBILITA’ E LIQUIDITA’.

L’OBBLIGAZIONE SI ESTINGUE ANCHE PER CONFUSIONE EVENTO CHE SI VERIFICA QUANDO CREDITORE E DEBITO-

RE SI RIUNISCANO NELLA STESSA PERSONA. HA IL SUO CORRISPONDENTE TRA I DIRITTI REALI NELLA CONSOLIDA-

ZIONE, E NON PREGIUDICA I DIRITTI DI TERZI CHE ABBIANO ACQUISTATO I DIRITTI DI USUFRUTTO O DI PEGNO SUL

CREDITO.

INFINE L’OBBLIGAZIONE SI ESTINGUE PER IMPOSSIBILITA’ SOPRAVVENUTA DELLA PRESTAZIONE PER CAUSA NON

IMPUTABILE AL DEBITORE. TUTTAVIA L’IMPOSSIBILITA’ SOLTANTO TEMPORANEA NON DETERMINA, A CARICO DEL

DEBITORE, RESPONSABILITA’ PER IL RITARDO, NE DA LUOGO ALL’ESTINZIONE DELL’OBBLIGAZIONE ALMENO SINO A

QUANDO IL CREDITORE CONSERVI INTERESSE A RICEVERE LA PRESTAZIONE. MENTRE SE LA PRESTAZIONE E’ DI-

VENUTA IMPOSSIBILE SOLO IN PARTE, IL DEBITORE SI LIBERA ESEGUENDOLA PER LA PARTE CHE E’ ANCORA POS-

SIBILE.

DURANTE IL SUO CICLO VITALE, IL RAPPORTO OBBLIGATORIO PUO’ SUBIRE DELLE MODIFICHE CHE INTERESSANO O

IL LATO ATTIVO O QUELLO PASSIVO DEL RAPPORTO STESSO. IN PRATICA PUO’ ACCADERE CHE, A CAUSA DI VI-

CENDE DELL’OBBLIGAZIONE, LA PERSONA DEL CREDITORE O DEL DEBITORE CAMBINO SENZA CHE SI ESTINGUI IL

RAPPORTO. PER QUANTO RIGUARDA IL LATO ATTIVO, LA PIU’ IMPORTANTE E’ LA CESSIONE DEL CREDITO OSSIA

QUELL EFFETTO GIURIDICO CHE CONSEGUE, ALLA STIPULAZIONE DI UN CONTRATTO REALE A TITOLO ONEROSO O

GRATUITO, E CHE CONSISTE NEL TRASFERIMENTO DEL DIRITTO DI CREDITO DALL’ATTUALE TITOLARE

ALL’ACQUIRENTE. LA CESSIONE DEL CREDITO PRESCINDE DAL CONSENSO DEL DEBITORE, E PUO’ AVVENIRE PER-

SINO CONTRO LA SUA VOLONTA’. NONOSTANTE L’ININFLUENZA DEL CONSENSO DEL DEBITORE CEDUTO AI FINI DEL

TRASFERIMENTO, LA LEGGE RICHIEDE CHE GLI VENGA FATTA NOTIFICA. CON LA CESSIONE DEL CREDITO VIENE

CEDUTO ANCHE IL RISCHIO D’INSOLVENZA DEL DEBITORE, INQUANTO NON SI HA MAI LA CERTEZZA ASSOLUTA CHE

IL DEBITORE ABBIA O CONSERVI I MEZZI SUFFICIENTI A ONORARE IL SUO IMPEGNO. ESISTONO TUTTAVIA UNA SE-

RIE DI CREDITI INCEDIBILI COME I CREDITI ALIMENTARI O PIU’ IN GENERALE QUELLI INDISPONIBILI; LA LEGGE IM-

PONE INOLTRE IL DIVIETO AD ALCUNI SOGGETTI DI FARSI CESSIONARI DI ALCUNE SPECIE DI CREDITI. CI SONO DI-

VERSE LEGGI CHE DISCIPLINANO NUOVI MODELLI DI CESSIONE DI CREDITI COME QUELLI DI IMPRESA, DOVE SIA

CREDITORE CHE DEBITORE SONO IMPRENDITORI, OPPURE LA COSIDETTA CARTOLARIZZAZIONE DEI CREDITI, DOVE

UN TITOLARE DI DIVERSI CREDITI RICEVE IN CAMBIO, QUOTE DI PARTECIPAZIONE O TITOLI NEGOZIABILI SUL MER-

CATO FINANZIARIO.

UN’ALTRA FIGURA AFFINE ALLA CESSIONE DI CREDITI E’ IL PAGAMENTO CON SURROGAZIONE NEL QUALE UN SOG-

GETTO ESTRANEO AL RAPPORTO SI SOSTITUISCE NEI DIRITTI DEL CREDITORE VERSO IL DEBITORE. ESISTONO TRE

FORME:

-LA PRIMA HA LUOGO PER VOLONTA’ DEL CREDITORE E A BENEFICIO DEL TERZO CHE ABBIA ADEMPIUTO

L’OBBLIGAZIONE

-LA SECONDA HA LUOGO PER VOLONTA’ DEL DEBITORE A BENEFICIO DEL MUTUANTE CHE GLI APPRESTI LE RI-

SORSE NECESSARIE A SODDISFARE IL SUO CREDITORE

-LA TERZA HA LUOGO PER VOLONTA’ DELLA LEGGE E A BENEFICIO DEI SOGGETTI INDICATI DALLA LEGGE.

LE MODIFICHE DEI SOGGETTI COME DETTO, RIGUARDANO ANCHE IL LATO PASSIVO, E TALVOLTA CONSISTONO

NELL’AFFIANCARE AL DEBITORE UN NUOVO DEBITORE, OPPURE NEL SOSTITUIRE IL DEBITORE ORIGINARIO CON

UNO NUOVO. IN QUEST ULTIMO CASO, PIU’ CHE MODIFICA, SI PARLA DI ESTINZIONE. GLI STRUMENTI UTILIZZATI PER

REALIZZARE QUESTI RISULTATI SONO LA DELEGAZIONE, L’ESPROMISSIONE E L’ACCOLLO.

NELLA DELEGAZIONE DI DEBITO ACCADE CHE IL DEBITORE (DELEGANTE) ASSEGNI AL SUO CREDITORE (DELEGA-

TARIO) UN NUOVO DEBITORE (DELEGATO) IL QUALE SI OBBLIGA NEI CONFRONTI DEL CREDITORE STESSO. DAL

PUNTO DI VISTA STRUTTURALE SI TRATTA DI UN’OPERAZIONE CHE RICHIEDE TRE MANIFESTAZIONI DI VOLONTA

(ORDINE IMPARTITO DAL DELEGANTE AL DELEGATO, PROMESSA DEL DELEGANTE NEI CONFRONTI DEL DELEGATA-

RIO, ACCETTAZIONE DEL DELEGATARIO) RICONDOTTE A TRE DISTINTI NEGOZI GIURIDICI, O AD UN UNICO NEGOZIO

PLURILATERALE. DAL PUNTO DI VISTA FUNZIONALE INVECE NASCONO DUE RAPPORTI; QUELLO TRA DELEGANTE E

DELEGATO (PROVVISTA) E QUELLO TRA DELEGANTE E DELEGATARIO (VALUTA). NEL MOMENTO IN CUI ACCETTA LA

PROMESSA DEL DELEGATO, IL DELEGATARIO PUO’ LIBERARE IL DELEGANTE (DELEGAZIONE PRIVATIVA): IN CASO

CONTRARIO IL DELEGANTE RIMARRA’ OBBLIGATO IN SOLIDO CON IL DELEGATO ANCHE SE IL DELEGATARIO DOVRA’

RIVOLGERSI PER PRIMO AL DELEGATO (DELEGAZIONE CUMULATIVA).

EFFETTI ANALOGHI A QUELLI DELLA DELEGAZIONE GLI TROVIAMO NELLA ESPROMISSIONE DOVE L’INIZIATIVA VIENE

ASSUNTA NON DAL DEBITORE (ESPROMESSO) MA DA UN TERZO (ESPROMITTENTE) IL QUALE ASSUME

L’OBBLIGAZIONE NEI CONFRONTI DEL CREDITORE (ESPROMISSARIO).

INFINE ESISTE L’ACCOLLO CARATTERIZZATO DA UN ACCORDO TRA IL DEBITORE ORIGINARIO (ACCOLLATO) ED UN

TERZO (ACCOLLANTE) IN FORZA DEL QUALE QUEST ULTIMO ASSUME L’OBBLIGAZIONE NEI CONFRONTI DEL CREDI-

TORE (ACCOLLATARIO). QUESTO EFFETTO PUO’ ESSERE PURAMENTE INTERNO, NEL CASO SI ESAURISCA NEL

RAPPORTO TRA ACCOLLANTE E ACCOLLATO; OPPURE ESTENDERSI ANCHE ALL’ACCOLLATARIO, DIVENTANDO AC-

COLLO ESTERNO E RICOLLEGANDOSI ALLA FIGURA DEL CONTRATTO A FAVORE DI UN TERZO.

A CONCLUSIONE VA RICORDATO CHE :

-IL CREDITORE IL QUALE ABBIA LIBERATO IL DEBITORE ORIGINARIO SOPPORTA IL RISCHIO DELLA SOPRAVVENUTA

INSOLVENZA DEL NUOVO DEBITORE, MA SE QUESTI ERA INSOLVENTE AL TEMPO IN CUI ASSUNSE L’OBBLIGAZIONE

IL DEBITORE ORIGINARIO NON E’ LIBERATO

-SE L’OBBLIGAZIONE ASSUNTA DAL NUOVO DEBITORE E’ DICHIARATA NULLA O VIENE ANNULLATA, E IL DEBITORE

ORIGINARIO ERA STATO LIBERATO, LA VECCHIA OBBLIGAZIONE RIVIVE MA IL CREDITORE NON PUO’ VALERSI DELLE

GARANZIE PRESTATE DA TERZI.

IL CODICE CIVILE SUDDIVIDE LE OBBLIGAZIONI IN BASE AI SOGGETTI, (SOLIDALI, PARZIARIE) O ALL’OGGETTO (AL-

TERNATIVE, DIVISIBILI O INDIVISIBILI, PECUNIARE). IN CASO DI PIU’ CREDITORI O PIU’ DEBITORI L’OBBLIGAZIONE

SARA’ SOGGETTA ALLA DISCIPLINA DELLA SOLIDARIETA’ (UNICA PRESTAZIONE) O DELLA PARZIARIETA’(MOLTEPLICI

PRESTAZIONI). LE OBBLIGAZIONI SOLIDALI SARANNO ATTIVE NEL CASO SIA PRESENTE UNA PLURALITA’ DI CREDI-

TORI(VENGONO AVVANTAGGIATI I DEBITORI), O PASSIVE DOVE I DEBITORI SON PIU’ DI UNO(SONO AVVANTAGGIATI I

CREDITORI). IN LINEA GENERALE, GLI EFFETTI FAVOREVOLI SI PROPAGANO AI CONDEBITORI, QUELLI SFAVOREVOLI

NON SI PROPAGANO, QUELLI IL CUI CARATTERE FAVOREVOLE O SFAVOREVOLE E’ RIMESSO ALL’APPREZZAMENTO

DELL’INTERESSATO, SI PROPAGANO SOLTANTO SE QUESTI DICHIARA DI VOLERNE PROFITTARE. IN BASE ALL’ART.

1294, “I DEBITORI SONO TENUTI IN SOLIDO, SE DALLA LEGGE O DAL TITOLO NON RISULTA DIVERSAMENTE”. QUINDI

IN CASO DI PLURALITA’ DI DEBITORI ESSI SARANNO SEMPRE TENUTI IN SOLIDO A MENO CHE LA LEGGE O NON DI-

SPONGA DIVERSAMENTE. VICEVERSA, ESSENDOCI UNA PLURALITA’ DI CREDITORI TROVERA’ APPLICAZIONE LA

PARZIARIETA’ SALVO DISPOSIZIONI DI LEGGE. AL CONTRARIO DELLE PRESTAZIONI SOLIDARIE E PARZIARIE DOVE

SON PRESENTI UNA PLURALITA’ DI SOGGETTI, LE OBBLIGAZIONI ALTERNATIVE SON CARATTERIZZATE DA UNA MOL-

TEPLICITA’ DI PRESTAZIONI, ANCHE SE IL DEBITORE SI LIBERA SEMPRE SVOLGENDONE SOLO UNA. SI CONSIDERA

SEMPLICE L’OBBLIGAZIONE ALTERNATIVA NELLA QUALE UNA DELLE PRESTAZIONI NON POTESSE FIN DALL’INIZIO

COSTITUIRE OGGETTO DELL’OBBLIGAZIONE O SIA DIVENUTA SUCCESSIVAMENTE IMPOSSIBILE PER UNA CAUSA

NON IMPUTABILE AD ALCUNA DELLE PARTI.

UN ALTRO TIPO SONO LE OBBLIGAZIONI FACOLTATIVE CHE NASCONO SEMPLICI, MA NEL MENTRE I DEBITORI POS-

SONO LIBERARSI ESEGUENDO UNA PRESTAZIONE DIVERSA.

NELLE OBBLIGAZIONI PECUNIARE L’ATTENZIONE RICADE SULLA NATURA DEL BENE OGGETTO, OVVERO IL DENARO.

LA DISCIPLINA SPECIALE CHE REGOLA QUESTA MATERIA SI ARTICOLA IN DUE PUNTI. IL PRIMO “I DEBITI PECUNIARI

SI ESTINGUONO CON MONETA AVENTE CORSO LEGALE NELLO STATO AL TEMPO DEL PAGAMENTO” E IL SECONDO

“L’AMMONTARE DEL DEBITO PECUNIARIO E’ DATO DAL VALORE NOMINALE DELLA MONETA”. QUESTO SECONDO

PUNTO AVVANTAGGIA I DEBITORI, CHE COL PASSARE DEL TEMPO, E QUINDI CON INFLAZIONE, RIDUZIONE DEL PO-

TERE D’ACQUISTO, VEDONO DIMINUIRE IL PROPRIO IMPEGNO NEI CONFRONTI DEL CREDITORE. PER OVVIARE A

QUESTO, ESISTONO DELLE CLAUSOLE DI INDICIZZAZIONE ATTRAVERSO LE QUALI IL VALORE DEL DEBITO VIENE

RAPPORTO A QUELLO DI UN BENE DIVERSO DAL DENARO (L’ORO, IL DOLLARO). IL VERO MOTIVO ANTIDOTO ALLA

PERDITA DI POTERE DI ACQUISTO DELLA MONETA SONO GLI INTERESSI CHE DEVONO ESSERE CONCORDATI DALLE

PARTI, E NON DEVONO ESSERE USURARI. IN ASSENZA DI ACCORDO, SI UTILIZZA LA MISURA LEGALE DEL 3%. OLTRE

A QUESTO TIPO DI INTERESSI, DETTI CORRISPETTIVI CE NE SONO ALTRI COME QUELLI COMPENSATIVI E QUELLI

MORATORI. La patologia del rapporto obbligatorio

NELL’INATTUAZIONE DEL RAPPORTO GIURIDICO, IL RUOLO PRINCIPALE SPETTA AL DEBITORE COSI’ COME NEL

RAPPORTO OBBLIGATORIO. NEL RAPPORTO, IL DEBITORE E’ TENUTO A COOPERARE PER LIBERARSI

DALL’OBBLIGAZIONE, OVVERO ADEMPIRE; QUINDI L’INADEMPIMENTO METTERA’ IN CRISI IL RAPPORTO E IMPORRA’

L’INTERVENTO DEL SISTEMA GIURIDICO. ANCHE IL CREDITORE PUO’ OSTACOLARE IL RAPPORTO, PER ESEMPIO RI-

FIUTANDOSI IN MODO DEL TUTTO ARBITRARIO E INGIUSTIFICATO DI RICEVERE LA PRESTAZIONE, IMPEDENDO COSI’

AL DEBITORE DI LIBERARSI DELL’OBBLIGAZIONE. IL RIMEDIO IMPOSTO DALLA LEGGE PER OVVIARE A QUESTO PRO-

BLEMA PRENDE IL NOME DI MORA DEL CREDITORE E VIENE DISCIPLINATO DAGLI ARTT. 1206-1217. SI ARTICOLA IN

DUE MOMENTI FONDAMENTALI, L’OFFERTA (A SEGUITO DELLA QUALE IL CREDITORE E’ COSTITUITO IN MORA) E IL

DEPOSITO (A SEGUITO DEL QUALE IL DEBITORE E’ DEFINITIVAMENTE LIBERATO). LA MORA DEL CREDITORE, COSI’

COME LA LIBERAZIONE DAL DEBITO, SI VERIFICANO SOLO QUANDO L’OFFERTA E IL DEPOSITO VENGONO ACCERTA-

TI CON SENTENZA PASSATA IN GIUDICATO, O SIANO STATI ACCETTATI DAL CREDITORE.

L’OFFERTA PUO’ ESSERE REALE (HA AD OGGETTO DENARO) O PER INTIMAZIONE (HA PER OGGETTO COSE MOBILI)

ED UNA VOLTA PRESENTATA IL CREDITORE AFFRONTA QUESTE CONSEGUENZE:

-IL RISCHIO DELL’IMPOSSBILITA’ SOPRAVVENUTA DELLA PRESTAZIONE PER CAUSA NON IMPUTABILE AL DEBITORE

SARA’ A SUO CARICO, CIOE’ EGLI SARA’ COMUNQUE TENUTO AD ESEGUIRE LA PRESTAZIONE DOVUTA, IN DEROGA

A QUANTO PREVISTO DALL’ART. 1463.

-IL DEBITORE NON DOVRA’ PIU’ CORRISPONDERE GLI INTERESSI CORRISPETTIVI NE QUELLI MORATORI, E I FRUTTI

NON ANCORA PERCEPITI

-IL CREDITORE SARA’ TENUTO A RISARCIRE I DANNI DERIVANTI DALLA SUA MORA E A SOPPORTARE LE SPESE PER

LA CUSTODIA E LA CONSERVAZIONE DELLA COSA.

L’INADEMPIMENTO DELL’OBBLIGAZIONE, ALLORCHE’ SIA IMPUTABILE AL DEBITORE, HA DUE DISTINTE CONSEGUEN-

ZE. DA UN LATO ESSO DETERMINA L’INSORGERE DELLA RESPONSABILITA’ CONTRATTUALE CON IL CONNESSO OB-

BLIGO, PER IL DEBITORE, DI RISARCIRE IL DANNO E DELL’ALTRO LA RESPONSABILITA’ PATRIMONIALE, E CON

L’ESECUZIONE FORZATA OTTIENE IL RISARCIMENTO DEL DANNO.

IN CASO DI RITARDO E PER INDURRE IL DEBITORE A NON TARDARE ULTERIORMENTE, C’E’ IL RIMEDIO DELLA MORA

DEL DEBITORE. IN CASO DI RITARDO IL CREDITORE PUO’ COSTITUIRLO IN MORA MEDIANTE UNA RICHIESTA O INTI-

MIDAZIONE PER ISCRITTO LA QUALE NON SARA’ NECESSARIA, NEL SENSO CHE GLI EFFETTI SI PRODURRANNO

UGUALMENTE, SE:

-IL DEBITO DERIVI DA FATTO ILLECITO

-IL DEBITORE ABBIA DICHIARATO PER ISCRITTO DI NON VOLER ESEGUIRE LA PRESTAZIONE

-IL TERMINE SIA SCADUTO E LA PRESTAZIONE DOVESSE ESSERE ESEGUITA AL DOMICILIO DEL CREDITORE.

L’EFFETTO FONDAMENTALE DELLA MORA DEL DEBITORE E’ LO SPOSTAMENTO DEL RISCHIO, OVVERO EGLI DOVRA’

SOPPORTARE LE CONSEGUENZE E NON SARA’ LIBERATO DALL’OBBLIGAZIONE. UN ALTRO EFFETTO E’ CARATTERIZ-

ZATO DALLA SOPPORTAZIONE DEGLI INTERESSI DI MORA CHE DECORRONO AUTOMATICAMENTE DAL MOMENTO

DEL PAGAMENTO DEL PREZZO E GLI EVENTUALI ALTRI ONERI.

NELLE COSIDETTE OBBLIGAZIONI DI MEZZI, LA DILIGIENZA COSTITUISCE ED ESAURISCE AL TEMPO STESSO IL CON-

TENUTO DELLA PRESTAZIONE (AVVOCATI, MEDICI) A DIFFERENZA DELLE OBBLIGAZIONI DI RISULTATO DOVE LA DI-

LIGIENZA E’ SOLO UNA PARTE DEL RAPPORTO.

VA RICORDATO CHE IL DEBITORE RISPONDE ANCHE DEGLI ATTI O FATTI DOLOSI O COLPOSI DEI SUOI AUSILIARI

CIOE’ I TERZI DELLA CUI OPERA EGLI SI AVVALE PER L’ADEMPIMENTO DELL’OBBLIGAZIONE.

L’INADEMPIMENTO DA LUOGO ALLA RESPONSABILITA’ CONTRATTUALE CIOE’ ALL’OBBLIGO PER IL DEBITORE DI RI-

SARCIRE IL DANNO DERIVANTE APPUNTO DALLA MANCATA ESECUZIONE DELLA PRESTAZIONE. LA DIFFERENZA TRA

RESPONSABILITA’ CONTRATTUALE ED EXTRACONTRATTUALE, E’ CHE LA PRIMA PRESUPPONE L’ESISTENZA DI UN

OBBLIGAZIONE MENTRE LA SECONDA NE PRESCINDE COMPLETAMENTE. SECONDO L’ART. 1223 IN MATERIA DI

DANNO CONTRATTUALE, IL DEBITORE DEVE RISARCIRE SIA LA PERDITA SUBITA (DANNO EMERGENTE) SIA IL MAN-

CATO GUADAGNO (LUCRO CESSANTE). UN'ALTRA IMPORTANTE NORMA E’ QUELLA CHE LIMITA IL DANNO RISARCIBI-

LE A QUELLO CHE SIA CONSEGUENZA IMMEDIATA E DIRETTA DELL’INADEMPIMENTO. UNA TERZA REGOLA LIMITA

L’AMBITO DEI DANNI RISARCIBILI AI SOLI DANNI PREVEDIBILI AL MOMENTO IN CUI E’ SORTA L’OBBLIGAZIONE, SALVO

CHE L’INADEMPIMENTO SIA DOLOSO. UNA QUARTA NORMA RIGUARDA IL CONCORSO DI COLPA DEL CREDITORE,

CHE SI DIVIDE IN DUE IPOTESI:

-LA PRIMA CORRISPONDE AL CONCORSO DI COLPA IN SENSO PROPRIO, NEL QUALE IL CREDITORE HA CONTRIBUITO

CON IL SUO COMPORTAMENTO, A CAGIONARE IL DANNO.

-LA SECONDA E’ QUELLA NELLA QUALE IL CREDITORE UNA VOLTA PRODOTTO IL DANNO, NON FACCIA NULLA PER

EVITARE CHE LA SITUAZIONE SI AGGRAVI, VIOLANDO COSI’ IL DOVERE DI CORRETTEZZA PREVISTO DALL’ART. 1175.

UNA QUINTA REGOLA SI RIFERISCE ALLE CLAUSOLE DI ESONERO DELLA RESPONSABILITA. ESSE SONO NULLE NEL-

LA MISURA IN CUI MIRANO AD ESCLUDERE O LIMITARE LA RESPONSABILITA’ DEL DEBITORE PER IL CASO IN CUI

L’INADEMPIMENTO DIPENDA DA DOLO O COLPA GRAVE.

IN SEGUITO ALLA CONDANNA DEL DEBITORE ALL’ADEMPIMENTO, PUO’ SUCCEDERE CHE QUESTI CONTINUI A NON

COOPERARE; QUESTO NON PUO’ ESSERE PERMESSO DALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA, IN QUANTO FAREBBE CROLLA-

RE L’INTERO SISTEMA GIURIDICO DEL DIRITTO PRIVATO A CAUSA DELLA MANCANZA DI FIDUCIA DEI SINGOLI. PER

QUESTO MOTIVO LA LEGGE METTE A DISPOSIZIONE DEL CREDITORE, LA SUA RISORSA PIU’ GRANDE, OVVERO LA

FORZA. IN BASE ALL’ART 2740, IL DEBITORE RISPONDE ALL’ADEMPIMENTO DELLE OBBLIGAZIONI CON TUTTI I SUOI

BENI, PRESENTI O FUTURI; QUESTA E’ LA RESPONSABILITA’ PATRIMONIALE, DOVE I BENI DEL DEBITORE RAPPRE-

SENTANO LA GARANZIA CHE PUO’ ESSERE SOGGETTA A LIMITI (RESPONSABILITA’ PERFETTA NEL CASO DELLE

PERSONE GIURIDICHE). IL LEGISLATORE METTE A DISPOSIZIONE DEI MEZZI DI CONSERVAZIONE DELLA GARANZIA

PATRIMONIALE, OVVERO L’AZIONE SURROGATORIA, REVOCATORIA E IL SEQUESTRO CONSERVATIVO.

L’AZIONE SURROGATORIA PRESUPPONE L’INERZIA DEL DEBITORE IN ORDINE ALL’ESERCIZIO DI DIRITTI O DI AZIONI

DEI QUALI EGLI E’ TITOLARE. IL LIMITE ALL’ESERCIZIO DI TALE AZIONE E’ RAPPRESENTATO DAL CARATTERE PATRI-

MONIALE E NON PERSONALE DELL’AZIONE O DEL DIRITTO NEI QUALI IL CREDITORE SI SURROGA.

L’AZIONE REVOCATORIA COMPRENDE UNA MATERIA PIU’ COMPLESSA NELLA QUALE IL DEBITORE PONE IN ESSERE

UN ATTO DI DISPOSIZIONE DEL SUO PATRIMONIO IN GRADO DI PREGIUDICARE LE RAGIONI DEL CREDITORE. OLTRE

A QUESTO PRESUPPOSTO OGGETTIVO, BISOGNA CONSIDERARNE UNO SOGGETTIVO, DIVERSAMENTE ARTICOLATO

SE SI TRATTA DI ATTI A TITOLO GRATUITO O ONEROSO. NEL PRIMO CASO IL CREDITORE DOVRA’ DIMOSTRARE LA

MALA FEDE DEL DEBITORE, NEL SECONDO IL CREDITORE DOVRA’ DIMOSTRARE LA MALA FEDE ANCHE DEL TERZO

ACQUIRENTE. SE L’AZIONE REVOCATIVA VA A BUON FINE, CI SARA’ UN’INEFFICACIA RELATIVA DELL’ATTO REVOCA-

TO, OVVERO SARA’ PERFETTAMENTE VALIDO, E PRODURRA’ I SUOI EFFETTI NEI CONFRONTI DI TUTTI. INFINE IL SE-

QUESTRO CONSERVATIVO CONSENTE AL CREDITORE DI ANTICIPARE GLI EFFETTI DEL PIGNORAMENTO AD UNA FA-

SE ANTERIORE ALL’AVVIO DELL’ESECUZIONE FORZATA NEI CONFRONTI DEI BENI DEL CREDITORE, OVE SIA GIA’

STATA POSTA L’AZIONE REVOCATIVA. ALTRI METODI DI TUTELA PREVENTIVA DEL CREDITO SONO LA DECADENZA

DAL BENEFICIO DEL TERMINE O IL DIRITTO DI RITENZIONE GRAZIE AL QUALE IL CREDITORE PUO’ RIFIUTARSI DI RE-

STITUIRE LA COSA AL DEBITORE SINO A QUANDO QUESTI NON ABBIA SALDATO IL SUO DEBITO.

IL MOMENTO NEL QUALE SI ATTUALIZZA LA RESPONSABILITA’ PATRIMONIALE E’ QUELLO DELL’ESECUZIONE FORZA-

TA. IN BASE ALL’ART 2741, “I CREDITORI HANNO EGUAL DIRITTO DI TUTTI I CREDITORI A SODDISFARSI SUL PATRI-

MONIO DEL DEBITORE: UN DIRITTO CHE PERO’ PATISCE ALCUNE LIMITAZIONI”(PAR CONDICIO CREDITORUM).CI SON

DELLE LIMITAZIONI A QUESTO CONCETTO, IN QUANTO IL PATRIMONIO POTREBBE ESSERE INSUFFICIENTE A SODDI-

SFARE TUTTI I CREDITORI, CHE VERRANNO QUINDI RICOMPENSATI IN MANIERA PROPORZIONALE AL LORO CREDI-

TO. ESISTONO DELLE CAUSE DI PRELAZIONE (PRIVILEGIO, PEGNO E IPOTECA) GRAZIE ALLE QUALI IL CREDITORE

PUO’ SODDISFARSI SUL PATRIMONIO DEL DEBITORE IN VIA PREFERENZIALE RISPETTO AGLI ALTRI CREDITO-

RI(CHIROGRAFARI). IL PRIVILEGIO RAPPRESENTA LA CAUSA DI PRELAZIONE ACCORDATA DALLA LEGGE IN CONSI-

DERAZIONE DELLA CAUSA DEL CREDITO; TRAE ORIGINE O DALLA PARTICOLARE NATURA DEL CREDITO CHE SI FA

VALERE, O DAL RAPPORTO ESISTENTE TRA IL CREDITO FATTO VALERE E IL BENE SUL QUALE SI APPUNTA IL PRIVI-

LEGIO. NEL PRIMO CASO AVREMO UN PRIVILEGIO GENERALE, CHE SI ESTENDE AI BENI MOBILI DEL DEBITORE; NEL

SECONDO CASO AVREMO UN PRIVILEGIO SPECIALE CHE PUO’ APPUNTARSI SU DETERMINATI BENI MOBILI O IMMO-

BILI. LE ALTRE DUE CAUSE, OVVERO PEGNO E IPOTECA, SONO DEI DIRITTI REALI DI GARANZIA, E SONO SEMPRE

ASSISTITI DA DIRITTI DI SEGUITO, GRAZIE AI QUALI SONO SEMPRE OPPONIBILI AL TERZO ACQUIRENTE.

IL PEGNO PUO’ AVERE AD OGGETTO BENI MOBILI, UNIVERSALITA’ DI MOBILI, CREDITI ED ALTRI DIRITTI AVENTI AD

OGGETTO BENI MOBILI. SI COSTITUISCE MEDIANTE UN CONTRATTO STIPULATO TRA DEBITORE E CREDITORE: SI

TRATTA DI UN CONTRATTO REALE, PER IL PERFEZIONAMENTO DEL QUALE E’ NECESSARIA LA CONSEGNA DELLA

COSA, NECESSARIA PER RENDERE DI PUBBLICO DOMINIO L’AVVENUTA COSTITUZIONE DEL PEGNO. IL CREDITORE

PIGNORATIZIO, ALLORCHE’ IL DEBITORE RISULTI INADEMPIENTE, PUO’ FAR VENDERE LA COSA OGGETTO DI PEGNO

E SODDISFARSI SUL RICAVATO DELLA STESSA, OPPURE FARLA VALUTARE DA UNA PERIZIA.

A DIFFERENZA DEL PEGNO, L’IPOTECA HA AD OGGETTO BENI IMMOBILI, DIRITTI REALI IMMOBILIARI, BENI MOBILI

REGISTRATI E RENDITE DELLO STATO. PER QUESTO MOTIVO E’ RICHIESTA UN ISCRIZIONE DI UN TITOLO NEI PUB-

BLICI REGISTRI. ESISTONO 3TIPI DI IPOTECA, LEGALE GIUDIZIALE E VOLONTARIA.

-NELL’IPOTECA LEGALE IL TITOLO E’ RAPPRESENTATO DA ALCUNI ATTI ESPRESSAMENTE INDIVIDUATI DALLA LEG-

GE.

-NELL’IPOTECA GIUDIZIALE IL TITOLO E’ COSTITUITO DA UNA SENTENZA DI CONDANNA O DA PROVVEDIMENTI GIU-

DIZIALI DALLA LEGGE EQUIPARATI AD UNA SENTENZA DI CONDANNA.

-NELL’IPOTECA VOLONTARIA IL TITOLO E’ COSTITUITO DA UN CONTRATTO O DA UN ATTO UNILATERALE; ANCHE IN

QUESTO CASO, COME NEL PEGNO, IL DATORE DELL’IPOTECA OLTRE AL DEBITORE, PUO’ ESSERE UN TERZO

PER SOTTRARSI ALL’ESECUZIONE FORZATA, IL TERZO ACQUIRENTE PUO’:

-PAGARE IL CREDITORE IPOTECARIO

-RILASCIARE IL BENE

-LIBERARE IL BENE DALL’IPOTECA (PURGAZIONE DELL’IPOTECA). CONSISTE NELL’OFFERTA DI PAGARE AI CREDI-

TORI, UNA SOMMA EQUIVALENTE AL PREZZO D’ACQUISTO DEL BENE, O AL SUO VALORE DI MERCATO SE IL BENE E’

STATO ACQUISTATO A TITOLO GRATUITO. SE IL CREDITORE NON OFFRE UN PREZZO SUPERIORE DI ALMENO 1/10, IL

BENE SARA’ LIBERATO CONTRO IL PAGAMENTO DEL PREZZO OFFERTO DAL TERZO ACQUIRENTE.

IL TERZO OPTERA’ PER IL PRIMO CASO (PAGAMENTO DEBITO) QUANDO L’AMMONTARE DEI DEBITI DA PAGARE, IN-

SIEME CON IL PREZZO CORRISPOSTO AL DEBITORE PER L’ACQUISTO DEL BENE, SIA INFERIORE AL VALORE REALE

DEL BENE; OPTERA’ PER LA TERZA SOLUZIONE NEL CASO OPPOSTO. LE IPOTECHE ACQUISTANO UN GRADO IN OR-

DINE CRONOLOGICO, IN BASE A QUANDO VENGONO ISCRITTE. IL GRADO DECIDE L’ORDINE DI ACCESSO AI BENI DEL

DEBITORE. L’IPOTECA HA DURATA VENTENNALE, E DOPO QUESTO TEMPO SI ESTINGUE, A MENO CHE NON CI SIA

STATO UN RINNOVO PRIMA DELLA SCADENZA. SI ESTINGUE NEI CASI INDICATI DALL’ART. 2878 E LE CAUSE POSSO-

NO INVESTIRE DIRETTAMENTE IL DIRITTO DI IPOTECA(CANCELLAZIONE DELL’ISCRIZIONE, MANCATA RINNOVAZIONE,

RINUNZIA ALL’IPOTECA) OPPURE IL RAPPORTO OBBLIGATORIO(ADEMPIMENTO DELL’OBBLIGAZIONE, PRESCRIZIONE

DEL DIRITTO DI CREDITO). IL CREDITORE NON PUO’ APPROPIARSI DELLA PROPRIETA’ DELL’IMMOBILE, IN CASO DI

INADEMPIMENTO DA PARTE DEL DEBITORE, IN QUANTO CI SAREBBE UN DIVIETO DEL PATTO COMMISSORIO. QUE-

STO SERVE PER EVITARE OPERAZIONI SPECULATIVE IN DANNO DEL DEBITORE, E PER TUTELARE I CREDITORI CHI-

ROGRAFARI IMPEDENDO CHE VENGA SOTTRATTO AL PATRIMONIO DEL DEBITORE UN CESPITE SUL QUALE ESSI, SI

SAREBBERO COMUNQUE POTUTI SODDISFARE. QUESTO DIVIETO VIENE ELUSO CON CONTRATTI IN FRODE ALLA

LEGGE COME LA VENDITA CON PATTO DI RISCATTO E IL LEASE BACK. IL CREDITORE PUO’ TUTELARSI ULTERIOR-

MENTE CON GARANZIE PERSONALI COME LA FIDEIUSSIONE, LA LETTERA DI PATRONAGE O IL CONTRATTO AUTO-

NOMO DI GARANZIA CHE NON GLI ATTRIBUISCONO “CORSIE PREFERENZIALI” MA GLI CONSENTONO DI RIVOLGERSI,

AI FINI DELL’ADEMPIMENTO DELL’OBBLIGAZIONE, A SOGGETTI ULTERIORI RISPETTO AL DEBITORE ORIGINARIO.

IN PARTICOLARE LA FIDEIUSSIONE E’ UN CONTRATTO IN FORZA DEL QUALE UN SOGGETTO (FIDEIUSSORE) GARAN-

TISCE L’ADEMPIMENTO DI UN’OBBLIGAZIONE ALTRUI IMPEGNANDOSI PERSONALMENTE NEI CONFRONTI DEL CRE-

DITORE. E’ UN OBBLIGAZIONE ACCESSORIA RISPETTO A QUELLA PRINCIPALE, QUINDI SE NON E’ VALIDA QUELLA

PRINCIPALE NON SARA’ VALIDA NEMMENO LA FIDEIUSSIONE, NON PUO’ ECCEDERE CIO’ CHE E’ DOVUTO DAL DEBI-

TORE O ESSERE PRESTATA A CONDIZIONI PIU’ ONEROSE. FIDEIUSSORE E DEBITORE PRINCIPALE SONO TENUTI IN

SOLIDO TUTTAVIA LE PARTI POSSONO CONVENIRE IL BENEFICIO DI ESCUSSIONE A FAVORE DEL FIDEIUSSORE NEL

QUAL CASO QUEST’ULTIMNO, OVE SIA RICHIESTO DELL’ADEMPIMENTO DELL’OBBLIGAZIONE DA PARTE DEL CREDI-

TORE, SE VUOLE AVVALERSI DEL BENEFICIO, DOVRA’ INDICARE I BENI DEL DEBITORE SUI QUALI IL CREDITORE

STESSO POTRA’ SODDISFARSI. INFINE IL FIDEIUSSORE CHE ABBIA PAGATO IL DEBITO E’ SURROGATO NEI DIRITTI

DEL CREDITORE, ED HA AZIONE DI REGRESSO NEI CONFRONTI DEL DEBITORE.

L’ULTIMA FASE DERIVANTE DALLA RESPONSABILITA’ PATRIMONIALE, E’ RAPPRESENTATA DALL’ESECUZIONE FOR-

ZATA, CHE SI ARTICOLA IN DUE FORME DISTINTE:

-L’ESECUZIONE PER ESPROPRIAZIONE IN FORMA GENERICA RIGUARDA CREDITI CHE HANNO AD OGGETTO UNA

SOMMA DI DENARO. E’ UNA PROCEDURA COMPLESSA CHE COMPRENDE IL PIGNORAMENTO, LA VENDITA O ASSE-

GNAZIONI FORZATE, L’ATTRIBUZIONE DEL RICAVATO DELLA VENDITA AL CREDITORE, O DISTRIBUZIONE DEL RICA-

VATO TRA I CREDITORI.

-L’ESECUZIONE PER ESPROPRIAZIONE IN FORMA SPECIFICA RIGUARDA CREDITI CHE ABBIANO AD OGGETTO LA

CONSEGNA DI COSE MOBILI, IL RILASCIO DI COSE IMMOBILI, UN FARE, UN NON FARE, LA CONCLUSIONE DI UN CON-

TRATTO. Le fonti delle obbligazioni diverse dal contratto e dal fatto illecito

TRA LE FONTI TIPICHE DIVERSE DAL CONTRATTO E DAL FATTO ILLECITO VENGONO CONSIDERATE INNANZITUTTO

LE PROMESSE UNILATERALI IN CUI TROVA ESPRESSIONE L’ART 1987 “LA PROMESSA UNILATERALE DI UNA PRESTA-

ZIONE NON PRODUCE EFFETTI OBBLIGATORI FUORI DAI CASI AMMESSI DALLA LEGGE”. L’UNICA PROMESSA AD

AVERE EFFETTI SOSTANZIALI, CIOE’ A PRODURRE OBBLIGHI, E’ LA PROMESSA AL PUBBLICO ATTRAVERSO LA QUA-

LE SI REALIZZA UN VERO E PROPRIO SCAMBIO. NELLA PROMESSA AL PUBBLICO VI E’ UN SOGGETTO (PROMITTEN-

TE) IL QUALE SI IMPEGNA AD ESEGUIRE UNA PRESTAZIONE A BENEFICIO DI CHI SI TROVI IN UNA DETERMINATA SI-

TUAZIONE (PAGHERO’ GLI STUDI AL RAGAZZO PIU’ POVERO…)O A CHI COMPIA UNA DETERMINATA AZIONE (DARO’

1000€ A CHI TROVA IL MIO CANE). UNA VOLTA RESA PUBBLICA, LA PROMESSA E’ IMMEDIATAMENTE VINCOLANTE,

NEL SENSO CHE NON E’ PIU’ REVOCABILE SALVO GIUSTA CAUSA. PERDE EFFICACIA DOPO UN ANNO IN CASO DI

SCADENZA INDETERMINATA, SENZA CHE LA SITUAZIONE O AZIONE INDICATA SI SIANO VERIFICATE. L’ART. 1988 SI-

TUA TRA LE PROMESSE UNILATERALI ANCHE LA RICOGNIZIONE DI DEBITO (AMETTO DI DOVERE 100€) E LA PRO-

MESSA DI PAGAMENTO (PAGHREO’ 10€ A TIZIO). GLI EFFETTI PRODOTTI DA QUESTI DUE CASI SONO DI NATURA

PROCESSUALE E NON DETERMINANO UN RAPPORTO OBBLIGATORIO MA UN’INVERSIONE DELL’ONERE DELLA PRO-

VA, IN QUANTO SARA’ IL DEBITORE A DOVER PROVARE I FATTI CHE STANNO A FONDAMENTO DEL SUO DIRITTO. A

RIDOSSO DELLE PROMESSE UNILATERALI, IL CODICE DISCIPLINA I TITOLI DI CREDITO. A DIFFERENZA DELLA CES-

SIONE DEL CREDITO, IL DOCUMENTO CARTACEO (TITOLO) INCORPORA IL DIRITTO (LA PROMESSA), DESTINATO A

CIRCOLARE SECONDO LE MODALITA’ DEI BENI MOBILI. IL TITOLARE DIVENTA PROPRIETARIO NON SOLO DEL DOCU-

MENTO MA ANCHE DEL DIRITTO, E VERRANNO APPLICATE LE REGOLE DIPICHE DEL POSSESSO OSSIA BUONA FEDE,

ACQUISTO A NON DOMINO, LEGITTIMAZIONE AD ESIGERE LA PRESTAZIONE. ESISTONO POI DELLE REGOLE CIRCO-

LATORIE SPECIFICHE: I TITOLI AL PORTATORE SI TRASFERISCONO SULLA BASE DELLA SEMPLICE CONSEGNA; I TI-

TOLI ALL’ORDINE SI TRASFERISCONO TRAMITE GIRATA; I TITOLI NOMINATIVI CON LA CONSEGNA E ANNOTAZIONE

DEL NOME DELL’ACQUIRENTE SUL TITOLO E NEL REGISTRO DELL’EMITTENTE, O CON IL RILASCIO DI UN NUOVO TI-

TOLO INTESTATO AL TITOLARE.

SI POSSONO CLASSIFICARE ANCHE IL BASE AL LORO CONTENUTO:

-TITOLI IN SENSO STRETTO (CAMBIALE ASSEGNO)SONO QUELLI NEI QUALI E’ INCORPORATO UN DIRITTO DI CREDI-

TO

-TITOLI RAPPRESENTATIVI DI MERCE SONO QUELLI CHE ATTRIBUISCONO AL POSSESSORE IL DIRITTO ALLA CON-

SEGNA DELLE MERCI IN ESSI SPECIFICATE, IL POSSESSO DELLE MEDESIME E IL POTERE DI DISPORNE MEDIANTE

TRASFERIMENTO DEL TITOLO.

-TITOLI DI PARTECIPAZIONE SON QUELLI NEI QUALI E’ INCORPORATO IL DIRITTO DI PARTECIPARE ALLA VITA DI UN

ENTE COLLETTIVO ESERCITANDO IL DIRITTO DI VOTO, PARTECIPANDO ALLA DIVISIONE DEGLI UTILI, ETC.

ANCORA GLI SI PUO’ DISTINGUERE TRA TITOLI CAUSALI E TITOLI ASTRATTI (CAMBIALE, ASSEGNO) A SECONDA CHE

NEL TITOLO VENGA MENZIONATO O MENO, IL RAPPORTO FONDAMENTALE, CIOE’ IL RAPPORTO NELL’AMBITO DEL

QUALE HA LUOGO L’EMISSIONE DEL TITOLO STESSO. LA LEGGE STABILISCE UNA PROCEDURA IN CASO DI SMARRI-

MENTO O SOTTRAZIONE DEL TITOLO, CHE IN GENERE COMPORTA L’ESTINZIONE DEL DIRITTO, DENOMINATA AM-

MORTAMENTO, GRAZIE AL QUALE IL TITOLARE POTRA’ OTTENERE IL PAGAMENTO O LA DUPLICAZIONE DELLO

STESSO.

DAI TITOLI DI CREDITO SI DISTINGUONO I DOCUMENTI DI LEGITTIMAZIONE (BIGLIETTO DEL CINEMA, SCONTRINO DEL

GUARDAROBA) CHE SERVONO SOLO PER IDENTIFICARE IL TITOLARE DEL DIRITTO, E I TITOLI IMPROPRI (VAGLIA PO-

STALE,POLIZZA ASSICURAZIONE) LA CUI FUNZIONE E’ DI RENDERE PIU’ RAPIDA LA CIRCOLAZIONE DEL CREDITO,

CHE RIMANE PERO’ GOVERNATA DAI PRINCIPI DELLE CESSIONI. UN FENOMENO OGGI DIFFUSO E’ QUELLO DELLA

SMATERIALIZZAZIONE DEI TITOLI DI CREDITO, OSSIA CIRCOLAZIONE SU RETE TELEMATICA ANZICHE SU CARTA

STAMPATA, DI INGENTI QUANTITA’ DI DENARO E TITOLI DI MASSA.

NELLA GESTIONE DEGLI AFFARI ALTRUI ACCADE CHE UN SOGGETTO, SENZA ESSERVI OBBLIGATO, ASSUMA

SCIENTEMENTE LA GESTIONE DI UN AFFARE ALTRUI NEL PRESUPPOSTO CHE IL DIRETTO INTERESSATO NON SIA IN

GRADO DI OCCUPARSENE. IN GENERE QUESTO FENOMENO SAREBBE VIETATO DALLA LEGGE, MA IN QUESTO CASO

E’ ADDIRITTURA FONTE DI OBBLIGAZIONE NEL SENSO CHE IL GESTORE E’ TENUTO A CONTINUARE A CONDURRE A

TERMINE LA GESTIONE FINO A QUANDO L’INTERESSATO NON POTRA’ OCCUPARSENE AUTONOMAMENTE. E’ FONTE

DI OBBLIGAZIONE ANCHE PER IL GERITO (INTERESSATO); INFATTI SARA’ TENUTO AD ADEMPIRE LE OBBLIGAZIONI

CHE IL GESTORE HA ASSUNTO IN NOME DI LUI, FARSI CARICO DELLE OBBLIGAZIONI ASSUNTE DAL GESTORE IN NO-

ME PROPRIO, E RIMBORSARE AL GESTORE LE SPESE NECESSARIE PIU’ GLI INTERESSI. L’INSORGERE DI TALI OB-

BLIGAZIONI RICHIEDE DUE CONDIZIONI:

-CHE LA GESTIONE SIA STATA UTILMENTE INIZIATA, OVVERO CHE CI FOSSE UN PARAMENTRO DI RAGIONEVOLEZZA

NELL’OCCUPARSI DELL’AFFARE ALTRUI.

-CHE LA GESTIONE NON ABBIA AVUTO LUOGO CONTRO L’ESPLICITO DIVIETO DELL’INTERESSATO, A MENO CHE TA-

LE DIVIETO NON FOSSE CONTRARIO ALL’ORDINE PUBBLICO O AL BUON COSTUME.

NEL PAGAMENTO DELL’INDEBITO E NELL’ARRICCHIMENTO SENZA CAUSA, ACCADE CHE UN SOGGETTO SI ARRISCA

SULLA BASE DI UN’ATTRIBUZIONE PATRIMONIALE PRIVA DI GIUSTIFICAZIONE CAUSALE DAL PUNTO DI VISTA DEL SI-

STEMA GIURIDICO: DA QUI L’ESIGIENZA DI ELIMINARE TALE ANOMALIA, PONENDO L’OBBLIGO DI RESTITUIRE QUAN-

TO RICEVUTO. NEL PAGAMENTO DELL’INDEBITO (X RICEVE DA Y UNA SOMMA DI DENARO SENZA CAUSA CHE SOR-

REGGA L’ATTRIBUZIONE PATRIMONIALE) PUO’ ESSERCI UN’AZIONE DI RIPETIZIONE CON LA QUALE “Y” POTRA’ OT-

TENERE QUANTO GLI SPETTA. QUESTO E’ IL CASO DELL’INDEBITO OGGETTIVO. IN QUELLO SOGGETTIVO INVECE, SI

HA QUANDO LA PRESTAZIONE FOSSE DOVUTA AL SOGGETTO CHE NE BENEFICA, MA NON DA PARTE DI COLUI CHE

L’HA ESEGUITA.

ESISTONO ANCORE LE OBBLIGAZIONI NATURALI OVVERO QUELLE IPOTESI NELLE QUALI UN SOGGETTO ESEGUE

UNA PRESTAZIONE SULLA BASE NON DI UN DOVERE GIURIDICO MA DI UN DOVERE MORALE O SOCIALE. SONO CA-

RATTERIZZATI DA UNA VOLONTA’ SPONTANEA E NON FORZOSA, COMPIUTA DA UN SOGGETO CAPACE D’AGIRE. SO-

NO CONSIDERATE DELLE OBBLIGAZIONI IMPERFETTE, SFORNITE DI AZIONE, MA NEL RESTO IDENTICHE A QUELLE

NORMALI, SUSCETTIBILI DI NOVAZIONE, REMISSIONE, CESSIONE ETC.

INFINE L’ARRICCHIMENTO SENZA CAUSA RIGUARDA CHI SI SIA ARRICHITO UTILIZZANDO RISORSE SPETTANTI AD UN

ALTRO SOGGETTO IN ASSENZA DI UNA CAUSA GIUSTIFICATRICE.

IL FATTO ILLECITO

L’ISTITUTO DELLA RESPONSABILITA’ CIVILE ENTRA IN GIOCO QUANDO SI VERIFICHI UN’INTERFERENZA TRA DUE

SFERE GIURIDICHO-PATRIMONIALI, LE QUALI NON SIANO LEGATE DA UN PREESISTENTE RAPPORTO OBBLIGATORIO.

SE QUEST’INTERFERENZA DETERMINI UNA PERDITA DI UTILITA’ A CARICO DI UNA, E RICONDUCIBILE ALL’ALTRA, E

QUALORA QUESTA INTERFERENZA ARRECHI UN DANNO INGIUSTO, LA RESPONSABILITA’ CIVILE INTERVIENE A TRA-

SFERIRE DALLA PRIMA ALLA SECONDA SFERA GIURIDICA IL COSTO NECESSARIO A RIPARARE IL DANNO, SULLA BA-

SE DI MECCANISMI MEGLIO NOTI COME CRITERI DI IMPUTAZIONE DELL’OBBLIGO RISARCITORIO, PREVISTI

DALL’ORDINAMENTO GIURIDICO. LA RIPARAZIONE DEL DANNO E’ LA FUNZIONE CENTRALE DELLA RESPONSABILITA’

CIVILE E VALE A CARATTERIZZARLA NEL QUADRO DELLE DIVERSE TECNICHE DI TUTELA DEI DIRITTI. HA ANCHE UNA

FUNZIONE DETERRENTE IN QUANTO SCORAGGIA COMPORTAMENTI POTENZIALMENTE DANNOSI. LA RESPONSABI-

LITA’ CIVILE REGOLA E SANZIONA ANCHE I FATTI PRODUTTIVI DI DANNO NON PATRIMONIALE, OVVERO NEI QUALI

NON C’E’ UNA PERDITA’ DI UTILITA’ E QUINDI NECESSITA’ DI RISARCIRE IL DANNO.

NEL CASO IN CUI UNA LESIONE SI RISOLVA NELLA VIOLAZIONE DELLA SITUAZIONE GIURIDICA SOGGETTIVA, IL RI-

MEDIO PIU’ ADATTO CONSISTE NELL’ADOTTARE UN’AZIONE INIBITORIA CHE DETERMINI LA CESSAZIONE DEL COM-

PORTAMENTO LESIVO. E’ POSSIBILE TROVARE UN’AZIONE INIBITORIA NEL CASO IN CUI VENGANO INFRANTI DIRITTI

DELLA PERSONA(DIRITTO AL NOME E ALL’IMMAGINE), IN PRESENZA DI FATTI DI CONCORRENZA SLEALE, IN PRE-

SENZA DELL’UTILIZZAZIONE DI CONDIZIONI CONTRATTUALI ABUSIVE NEI CONTRATTI DEI CONSUMATORI.

CON LA TUTELA RESTITUTORIA IL PROPRIETARIO DI UN BENE ILLECITAMENTE PRIVATO DELLA DISPONIBILITA’ DEL

MEDESIMO, PUO’ CHIDERE LA CONDANNA DELLA CONTROPARTE SIA ALLA RESTITUZIONE DEL BENE, SIA AL RISAR-

CIMENTO DEL DANNO CHE ABBIA SUBITO A SEGUITO DELLA SOTTRAZIONE.

LA DIFFERENZA PRINCIPALE TRA RESPONSABILITA’ CONTRATTUALE ED EXTRACONTRATTUALE E’ CHE LA PRIMA RI-

CHIEDE L’ESISTENZA DI UN PREVIO RAPPORTO OBBLIGATORIO, MENTE LA SECONDA NE PRESCINDE COMPLETA-

MENTE. QUESTA DIFFERENZA SI GIUSTIFICA NEI DIVERSI PROFILI DELL’ONERE PROBATORIO, DEL TERMINE DI PRE-

SCRIZIONE, E DELLA SFERA DEI DANNI.

-PER QUANTO RIGURADA L’ONERE PROBATORIO NELLA RESPONSABILITA’ CONTRATTUALE IL CREDITORE SI LIMITA

A DEDURRE IL MANCATO SODDISFACIMENTO DELL’INTERESSE CHE AVREBBE DOVUTO REALIZZARE IL RAPPORTO

OBBLIGATORIO, NONCHE’ IL RICOLLEGARSI A CIO’ DI UN DANNO. VICEVERSA NELL’ALTRO CASO, IL DANNEGGIATO

DOVRA’ DIMOSTRARE DI AVER SUBITO UNA PERDITA PATRIMONIALE DERIVANTE DA UN FATTO ILLECITO COSI COME

DESCRITTO DALL’ART. 2043.

-IL PERIODO DI PRESCRIZIONE IN CASO DI RESPONSABILITA’ EXTRACONTRATTUALE E’ DI CINQUE ANNI CHE SI RI-

DUCE A DUE IN CASO DI CIRCOLAZIONE DI VEICOLI

-PER QUANTO RIGUARDA LA SFERA DEI DANNI RISARCIBILI NEL CASO DI RESP. CONTRATTUALE QUESTI VERRANNO

RISARCITI SOLO SE L’INADEMPIMENTO DIPENDE DA DOLO O COLPA GRAVE. NEL CASO DI RESP. EXTRACONTRAT-

TUALE INVECE NON SUSSISTE, IN QUANTO L’OBBLIGAZIONE NASCE A SEGUITO ED A CAUSA DEL VERIFICARSI DEL

DANNO. QUANDO UN FATTO PUO’ QUALIFICARSI COME INADEMPIMENTO DI UN’OBBLIGAZIONE O COME ILLECITO

EXTRACONTRATTUALE, SPETTA AL DANNEGGIATO SCEGLIERE IL RIMEDIO PIU’ FAVOREVOLE (CONCORSO DI RE-

SPONSABILITA’)

PER DANNO INGIUSTO S’INTENDE QUELLO ARRECATO TRAMITE LA LESIONE DI UN’ALTRUI SITUAZIONE GIURIDICA

SOGGETTIVA CHE PRIVI IL TITOLARE DELLE UTILITA’ RISERVATEGLI DALLA NORMA GIURIDICA, E SEMPRE CHE TALE

LESIONE NON RISULTI GIUSTIFICATA.

IN BASE ALL’EVOLUZIONE DEL SISTEMA GIURIDICO SI PUO FACILMENTE DIRE CHE IL RISARCIMENTO DEL DANNO

NON RIGUARDA SOLO I DIRITTI ASSOLUTI MA ANCHE I DIRITTI RELATIVI, LESIONI DI ASPETTATIVE LEGITTIME E DA

LESIONI DI INTERESSI LEGITTIMI. IN MATERIA DI DIRITTO ALL’INTEGRITA’ DEL PATRIMONIO C’E’ DA DIRE CHE NON

PUO’ RITENERSI RISARCIBILE IL DANNO MERAMENTE PATRIMONIALE OVVERO LA PERDITA SECCA DERIVANTE DA

UN FATTO COLPOSO O DOLOSO ALTRUI, NON ACCOMPAGNATA DALLA LESIONE DI UNA SITUAZIONE GIURIDICA

SOGGETTIVA.

PUO’ ACCADERE CHE LA PERDITA DI UTILITA’ RISULTI ALTRIMENTI GIUSTIFICATA IN RELAZIONE ALLE MODALITA’

DELLA CONDOTTA O ALLE CIRCOSTANZE NELLE QUALI LA STESSA SI INSERISCE. PER ESEMPIO AGENDO IN CASO DI

NECESSITA’ NON CI SARA’ UN RISARCIMENTO DEL DANNO MA UN’INDENNITA’ OSSIA UNA PRESTAZIONE PECUNIA-

RIA NON COMMISURATA ALL’ENTITA’ DEL PREGIUDIZIO SUBITO. LE SITUAZIONI CHE CONSENTONO DI RITENERE

GIUSTIFICATO UN DANNO INGIUSTO PRENDONO IL NOME DI CAUSE DI GIUSTIFICAZIONE: ALCUNE SON DISCIPLINA-

TE DAL CODICE CIVILE (LEGITTIMA DIFESA, STATO DI NECESSITA) ALTRE DAL CODICE PENALE (ESERCIZIO DI UN

DIRITTO O ADEMPIMENTO DI UN DOVERE)

AFFINCHE’ INSORGA L’OBBLIGAZIONE RISARCITORIA, OLTRE AL DANNO INGIUSTO DEVE RICORRERE UNO DEI CRI-

TERI DI IMPUTAZIONE PREVISTI DALLA LEGGE. I CRITERI DI IMPUTAZIONE SONO QUEI MECCANISMI CHE TRASLANO

IL COSTO DEL DANNO DA UNA SFERA GIURIDICA ALL’ALTRA. LA DISCIPLINA ATTUALE E’ CARATTERIZZATA DA DI-

VERSE REGOLE DI IMPUTAZIONE DELL’OBBLIGO RISARCITORIO. ESISTONO DEI CRITERI SOGGETTIVI (DOLO E COL-

PA), O CRITERI BASATI SULLA PARTICOLARE RELAZIONE DEL RESPONSABILE CON IL SOGGETTO O CON LA COSA

CHE ABIANO CAGIONATO IL DANNO, O SULLA NATURA DELL’ATTIVITA’ ESERCITATA.

VIENE DEFINITO DAL CODICE PENALE COME FATTO COLPOSO “L’EVENTO ANCHE SE PREVEDUTO, NON E’ VOLUTO

DALL’AGENTE E SI VERIFICA A CAUSA DI NEGLIGIENZA, IMPRUDENZA O IMPERIZIA, OVVERO PER INOSSERVANZA DI

LEGGI, REGOLAMENTI, ORDINI O DISCIPLINE” MENTRE E’ DOLOSO “L’EVENTO DANNOSO O PERICOLOSO CHE E’ IL

RISULTATO DELL’AZIONE O OMISSIMONE, E DALL’AGENTE PREVEDUTO E VOLUTO COME CONSEGUENZA DELLA

PROPRIA AZIONE OD OMISSIONE

LA NECESSITA CHE IL FATTO DANNOSO SIA IMPUTABILE OSSIA RICONDUCIBILE AD UNA CONDOTTA UMANA, SIA

SOTTO IL PROFILO MATERIALE CHE PSICOLOGICO, TROVA CONFERMA NELL’ART. 2046, SECONDO IL QUALE E’

ESCLUSA LA RESPONSABILITA’ DI CHI NON FOSSE CAPACE DI INTENDERE O DI VOLERE AL MOMENTO IN CUI HA

COMMESSO IL FATTO. CI SONO DELLE PERPLESSITA’ SUI RAPPORTI TRA COLPEVOLEZZA E IMPUTABILITA’; L’IDEA

DELLA COLPA OGGETTIVA RITIENE CHE LA CONDOTTA DELL’INCAPACE POSSA ESSERE OGGETTO DI UN GIUDIZIO IN

TERMINI DI COLPA, LA DOVE SI DISCOSTI DAI PARAMETRI DI DILIGIENZA ACCREDITATI NELLA REALTA’ SOCIALE. LA

DISCIPLINA DELLA RESPONSABILITA’ DELL’INCAPACE, CAGIONA COLUI CHE ERA ALLA SORVEGLIANZA DELLO STES-

SO.

LA CIRCOSTANZA CHE IL DANNO DERIVI DA UNA CONDOTTA COLPOSA O DOLOSA NON INCIDE, DI REGOLA, SULLA

SUSSISTENZA DELLA FATTISPECIE DI RESPONSABILITA’, E NEPPURE SULLA DETERMINAZIONE QUANTITATIVA

DELL’OBBLIGO RISARCITORIO. A QUESTA REGOLA CI SONO ALCUNE ECCEZZIONI RIFERITE IN PARTICOLARE AGLI

ILLECITI DI DOLO E CIOE’ A QUEI FATTI CHE SI POSSONO QUALIFICARE ILLECITI SOLTANTO SE SORRETTI DA UN

ELEMENTO SOGGETTIVO CONFIGURABILE IN TERMINI DI DOLO, SE NON ADDIRITTURA DI DOLO SPECIFICO O QUALI-

FICATO.

PER QUANTO RIGUARDA LA RESPONSABILITA’ DEI GENITORI PER IL DANNO CAGIONATO DAI FIGLI MINORI NON

EMANCIPATI VA DETTO CHE IL CRITERIO DI IMPUTAZIONE STABILITO DALL’ART. 2048 SI APPLICA IN RELAZIONE AI

FIGLI MINORI COABITANTI, NELL’IPOTESI IN CUI IL MINORE FOSSE COMUNQUE CAPACE DI INTENDERE E DI VOLERE

AL MOMENTO DEL FATTO, ALTRIMENTI SI APPLICHERA’ L’ART. 2047. IL GENITORE DOVRA’ DIMOSTRARE DI NON AVER

POTUTO IN CONCRETO IMPEDIRE IL FATTO, NONOSTANTE LA DILIGENTE SORVEGLIANZA ESERCITATA SUL FIGLIO,

LA DOVE, L’OGGETTO DELLA PROVA CONSISTERA’ NEL FATTO DI AVER DATO AL FIGLIO UN’EDUCAZIONE ADEGUATA

AL FINE DI PREVENIRE IL COMPIMENTO DI FATTI ILLECITI.

LA FATTISPECIE DI RESPONSABILITA’ DEI PRECETTORI E DEI MAESTRI D’ARTE HA PERSO GRAN PARTE DELLA SUA

IMPORTANZA. L’AREA DI OPERATIVITA’ DELLA RESPONSABILITA’ DEI PRECETTORI E’ LIMITATA AL PERIODO TEMPO-

RALE DURANTE IL QUALE GLI ALLIEVI SONO SOTTO LA LORO VIGILANZA. LA PROVA LIERATORIA COMPRENDERA’

ANCHE LA DIMOSTRAZIONE DELL’APPRESTAMENTO, DELLE MISURE ORGANIZZATIVE E DISCIPLINARI IDONEE A

PREVENIRE IL DANNO.

IMPORTANTE IL CRITERIO DELLA RESPONSABILITA’ DEI PADRONI E DEI COMMITTENTI “PER I DANNI ARRECATI DAL

FATTO ILLECITO DEI LORO DOMESTICI E COMMESSI NELL’ESERCIZIO DELLE INCOMBENZE CUI SONO ADIBITI” CHE

COPRE TUTTA L’AREA DEI DANNI CAGIONATI DA SOGGETTI CHE OPERANO NELL’INTERESSE DI ALTRI. ELEMENTO

DECISIVO E’ IL RAPPORTO DI PROPOSIZIONE DA INTENDERSI COME ASSEGNAZIONE DI UN SOGGETTO DA PARTE

DEL PREPONENTE ALL’ESECUZIONE DI UN CERTO INCARICO, CON IL POTERE IN CAPO AL PREPONENTE STESSO DI

IMPARTIRE DIRETTIVE PUNTUALI CIRCA L’ATTUAZIONE DI TALE INCARICO. UN ALTRO PRESUPPOSTO AFFINCHE EN-

TRI IN GIOCO L’ARTICOLO 2049 E’ QUELLO ESPRESSO DA “NELL’ESERCIZIO DELLE INCOMBENZE”. SI PARLA DI NES-

SO DI OCCASIONALITA’ NECESSARIA TRA IL DANNO CAGIONATO E L’ESPLETAMENTO DELLE INCOMBENZE, NESSO

CHE LA GIURISPRUDENZA INTENDE IN TERMINI ABBASTANZA ELASTICI. QUESTI PRESUPPOSTI VANNO PROVATI DAL

DANNEGGIATO.

UN ALTRO CRITERIO DI IMPUTAZIONE SI BASA SULL ESISTENZA DI UN RAPPORTO TRA UNA COSA DALLA QUALE

SCATURISCE IL DANNO, ED IL RESPONSABILE. SI PARLA PER ESEMPIO DI DANNO CAGIONATO DA COSE CHE SI AB-

BIANO IN CUSTODIA, DI ANIMALI DEI QUALI SI SIA PROPRIETARI OVVERO DEI QUALI CI SI SIA SERVITI, DALL’EDIFICIO

DI CUI SI SIA PROPRIETARI, ACQUIRENTI O USUFRUTTUARI. LA CUSTODIA COINCIDE CON SITUAZIONI DI POTERE

ESERCITATO SULLA COSA NELL’INTERESSE PROPRIO, RESTANDONO COSI’ ESCLUSA, L’IPOTESI DELLA DETENZIONE

NELL’INTERESSE ALTRUI. NELLE IPOTESI DEGLI ARTICOLI DAL 2051 AL 2054 ANDRA’ DIMOSTRATO IL CASO FORTUI-

TO, DA INTENDERSI COME CAUSA DI FORZA MAGGIORE, CHE LA ROVINA DI UN EDIFICIO NON E’ DOVUTA A DIFETTO

DI MANUTENZIONE O A VIZIO DI COSTRUZIONE, ANDRA’ DIMOSTRATO CHE TUTTO IL POSSIBILE ERA STATO FATTO

PER EVITARE IL DANNO, CHE LA CIRCOLAZIONE DEL VEICOLO E’ AVVENUTA CONTRO LA VOLONTA’ DEL PROPRIE-

TARIO ETC ETC.

TRA I CRITERI DI IMPUTAZIONE SPICCA QUELLO DELL’ART 2050 IN TERMINI DI PERICOLOSITA’, DELL’ATTIVITA’

ESPLETATA DAL PRESUNTO RESPONSABILE. VENGONO ACCOLLATI A COLUI CHE SVOLGA UN ATTIVITA’ PERICOLO-

SA, TUTTI I DANNI CHE DA ESSA DISCENDANO, COSI’ DA INDURLO AD ADOTTARE OGNI POSSIBILE CAUTELA TENUTO

CONTO DELLE RISORSE TECNOLOGICHE IN QUEL MOMENTO DISPONIBILI. I PRESUPPOSTI SONO LA PRESENZA DI

UN ATTIVITA’ OSSIA ATTI ORGANIZZATI IN VISTA DEL RAGGIUNGIMENTO DI UN FINE, CHE DEV’ESSERE PERICOLOSA

SIA NELLA NATURA STESSA DELL’ATTIVITA’, CHE NEI MEZZI ADOPERATI. PER RICADERE NELL’ART 2050 I MEZZI DE-

VONO ESSERE INTRINSECAMENTE PERICOLOSI, MENTRE PER ESEMPIO UN ATTIVITA’ INNOQUA, CHE DIVENTA PE-

RICOLOSA PER GLI ERRORI DI CHI LA SVOLGE RICADE NELLA PREVISIONE GENERALE DELL’ART. 2043.

L’ESERCENTE SI LIBERA DELLA RESPONSABILITA’ DANDO PROVA DI AVER ADOTTATO TUTTE LE MISURE IDONEE A

PREVENIRE IL DANNO.

I CASI IN CUI IL DANNO ARRECATO SIA DI NATURA NON PATRIMONIALE, OSSIA UNA PERDITA DI UTILITA’ NON SU-

SCETTIBILE DI UN’IMMEDIATA VALUTAZIONE IN DENARO, SONO DISCIPLINATI DALL’ART 2059. UN ESEMPIO TIPICO E’

QUELLO DEL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI E IL COSIDETTO DANNO ESISTENZIALE, OVVERO TUTTI I PRE-

GIUDIZI CHE OSTACOLANO LE ATTIVITA’ REALIZZATRICI DELLA PERSONA UMANA, A PRESCINDERE DALLE LORO RI-

CADUTE PATRIMONIALI.

LA CATEGORIA DEL DANNO BIOLOGICO RIGUARDA FATTI LESIVI DELL’INTEGRITA’ PSICO-FISICA DELLA PERSONA

UMANA, CHE NON SI RISOLVANO IN UNA DIMINUZIONE DEL SUO REDDITO O DELLA SUA CAPACITA’ LAVORATIVA. LA

RESPONSABILITA’ CIVILE SI ATTIVA SOLO IN CASO DI PERDITE DI UTILITA’ PERSONALI DI VITA, RELATIVE APPUNTO

ALL’INTEGRITA’ PSICO-FISICA DELL’INDIVIDUO. PER VALUTARE TALE CONSISTENZA, OCCUPA UN IMPORTANTE RUO-

LO L’ACCERTAMENTO DEL MEDICO LEGALE.

COME VISTO, IN PRESENZA DEI REQUISITI ESSENZIALI, IL RESPONSABILIE E’ OBBLIGATO A RISARCIRE IL DANNO.

ORA E’ NECESSARIO DELIMITARE IL DANNO RISARCIBILE. QUESTO E’ IL PROBLEMA DI CAUSALITA’ GIURIDICA, DA

NON CONFONDERSI CON LA CAUSALITA’ IN FATTO CHE RIGUARDA IL PIANO DELL’IMPUTAZIONE DEL FATTO ILLECI-

TO. L’ORDINAMENTO GIURIDICO, ACCOLLA AL RESPONSABILE LE CONSEGUENZE IMMEDIATE E DIRETTE DEL SUO

ILLECITO. SI TRATTA DI CHIARIRE IL SIGNIFICATO DI QUESTA REGOLA. L’OBBLIGAZIONE RISARCITORIA NON POTRA’

OVVIAMENTE ESTENDERSI AL DI LA’ DEL CONFINE SEGNATO DALLO SCOPO DI PROTEZIONE DELLA NORMA VIOLATA

DALL’ILLECITO, O RICOMPRENDERE I DANNI AI QUALI LA VITTIMA ERA COMUNQUE ESPOSTA. PER ESEMPIO SE IO

FERISCO UNA PERSONA, LASCIANDOLA SULLA STRADA CON UN BRACCIO SEMI AMPUTATO, RISPONDO DEL DANNO

SULLA PERSONA MA NON SUL PASSANTE AL QUALE VIENE UN INFARTO VEDENDO IL FERITO. OPPURE COINVOLGO

UNA PERSONA DIRETTA ALL’AEREOPORTO IN UN MODESTO INCIDENTE STRADALE. QUESTA PERSONA PERDE IL

VOLO E PRENDE IL SUCCESSIVO CHE SI TRASFORMA IN UN DISASTRO AEREO.

MOLTO IMPORTANTE ANCHE LA MATERIA CHE DISCIPLINA IL FATTO DANNOSO IMPUTABILE A PIU’ PERSONE. IN BA-

SE ALLA REGOLA POSTA DALL’ART. 2055, TUTTI I RESPONSABILI RISPONDONO IN MODO SOLIDO AL RISARCIMENTO

DEL DANNO. IN MATERIA DI RISARCIMENTO DI DANNO AMBIENTALE VALE UNA REGOLA SECONDO LA QUALE “NEI

CASI DI CONCORSO DELLO STESSO EVENTO DANNOSO CIASCUNO RISPONDE NEI LIMITI DELLA PROPRIA RESPON-

SABILITA’ INDIVIDUALE”.

CI SONO DIFFERENZE NEL RISARCIMENTO DEL DANNO A SECONDA CHE SIA PATRIMONIALE O NO. NEL PRIMO CASO

INFATTI VIENE RIATTRIBBUITA ALLA VITTIMA TUTTA LA PERDITA SUBITA (DANNO EMERGENTE) E TUTTO IL MANCATO

GUADAGNO (LUCRO CESSANTE). NEL SECONDO CASO INVECE LE PERDITE NON SONO SUSCETTIBILI DI DARE LUO-

GO AD UN GIUDIZIO DI EQUIVALENZA CON VALORI DI MERCATO; IN QUESTO CASO NON VERRANNO RICOSTRUITI I

VALORI PATRIMONIALI ALTERATI O DISTRUTTI, MA IN COMPENSO LA VITTIMA IN GENERE FINISCE PER ARRICCHIRSI

GRAZIE ALLA SUA POSIZIONE.

IL RISARCIMENTO IN FORMA SPECIFICA MIRA AD ATTRIBUIRE AL DANNEGGIATO LO STESSO BENE ALTERATO DAL

FATTO DANNOSO, O UN BENE SIMILE. LA MODALITA’ RISARCITORIA ORDINARIA E’ TUTTAVIA IL RISARCIMENTO PER

EQUIVALENTE, COME PREVISTO DALL’ARTICOLO 2058.

IN VIA GENERALE, QUANDO POSSIBILE AVVERRA’ IL RISARCIMENTO IN FORMA SPECIFICA, O PER EQUIVALENTE

QUANDO ESSO RISULTI TROPPO ONEROSO PER IL DEBITORE.

LA LEGISLAZIONE SPECIALE HA COSTRUITO DIVERSE NUOVE FATTISPECIE DI RESPONSABILITA’ CIVILE CARATTE-

RIZZATE DALLA NATURA DEL BENE LESO, DALLA QUALITA’ SOGGETTIVA DEL DANNEGGIANTE, O DALL’ATTIVITA’

FONTE DEL DANNO. SI POSSONO ELENCARE PER ESEMPIO IN MATERIA DI RESPONSABILITA’ CIVILE DIPINDENTE

DALL’IMPIEGO PACIFICO DELL’ENERGIA NUCLEARE OVE SI CONFIGURA UN’IPOTESI DI RESPONSABILITA’ ASSOLU-

TA, BASATA SUL MERO NESSO DI CASUALITA’ MATERIALE TRA IL FATTO E IL DANNO. IN MATERIA DI DANNO AMBIEN-

TALE DOVE OPERANO COME CRITERI DI IMPUTAZIONE SOLO IL DOLO E LA COLPA. IN MATERIA DI RESPONSABILITA’

CIVILE DEI MAGISTRATI I QUALI RISPONDONO SOLO PER DOLO E COLPA GRAVE. IN MATERIA DI DI DANNI DERIVANTI

DA PRODOTTI DIFETTOSI O DAL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI E VIA DICENDO.

ALCUNI CONTRATTI TIPICI

UNA DELLE ESIGIENZE PIU’ AVVERTITE NELLA REALTA’ SOCIO-ECONOMICA E’ QUELLA DI SCAMBIARE UN BENE DEL

QUALE SI DISPONE, CON UN ALTRO DEL QUALE NON SI DISPONE E CHE RISULTA NECESSARIO PER SODDISFARE UN

PROPRIO BISOGNO. LO SCAMBIO COSTITUISCE UN’ATTIVITA’ ECONOMICA, CARATTERIZZATA DALLA CIRCOLAZIONE

DELLA PROPRIETA’ DEI BENI DA UNA SFERA GIURIDICA ALL’ALTRA, AL FINE DI SODDISFARE GLI INTERESSI DELLE

PARTI. PIU’ SOFISTICATO E’ LO SCAMBIO TRA BENI OVVERO COSE, E IL DANARO, CHE ASSUME LA FUNZIONE DI

STRUMENTO GENERALE DI DETERMINAZIONE DELLE COSE OFFERTE SUL MERCATO.

ESISTE ANCHE LA SOMMINISTRAZIONE OVVERO IL CONTRATTO CON IL QUALE UNA PARTE (SOMMINISTRANTE) SI

OBBLIGA DI ESEGUIRE ALL’ALTRA PARTE (SOMMINISTRATO), PRESTAZIONI PERIODICHE O CONTINUATIVE DI COSE.

LA SOMMINISTRAZIONE RAPPRESENTA UN TIPICO ESEMPIO DI CONTRATTO AD ESECUZIONE CONTINUATA O PE-

RIODICA.

IL RIPORTO E’ UN CONTRATTO DI BORSA CON IL QUALE IL RIPORTATO TRASFERISCE IN PROPRIETA’ AL RIPORTA-

TORE, TITOLI DI CREDITO DI UNA DATA SPECIE PER UN PREZZO DETERMINATO, E IL RIPORTATORE ASSUME

L’OBBLIGO DI TRASFERIRE AL RIPORTATO, ALLA SCADENZA DEL TERMINE STABILITO, LA PROPRIETA’ DI ALTRET-

TANTI TITOLI DELLA STESSA SPECIE, VERSO RIMBORSO DEL PREZZO, CHE PUO’ ESSERE AUMENTATO O DIMINUITO

NELLA MISURA CONVENUTA. SI TRATTA DI UN CONTRATTO REALE DOVE I BENI SONO SCAMBIATI SOLTANTO TEM-

PORANEAMENTE.

IL CONTRATTO ESTIMATORIO E’ QUEL MEZZO DEL QUALE UNA PARTE (TRADENS) CONSEGNA UNA O PIU’ COSE MO-

BILI ALL’ALTRA(ACCIPIENS), MENTRE QUESTA SI OBBLIGA A PAGARE IL PREZZO, SALVO CHE RESTITUISCA LE COSE

NEL TERMINE STABILITO.

LA COMPRAVENDITA E’ IL CONTRATTO CON IL QUALE UNA PARTE (VENDITORE O ALIENANTE) TRASFERISCE

ALL’ALTRA PARTE (COMPRATORE O ACQUIRENTE) LA PROPRIETA’ DI UNA COSA O UN ALTRO DIRITTO A FRONTE

DEL CORRISPETTIVO PREZZO. L’OGGETTO DELLA COMPRAVENDITA PUO’ QUINDI ESSERE IL TRASFERIMENTO DEL-

LA PROPRIETA’ DI UN BENE MOBILE O IMMOBILE, O IL TRASFERIMENTO DI UN DIRITTO. SI TRATTA DI UN CONTRATTO

A TITOLO ONEROSO A DIFFERENZA DELLA DONAZIONE, NELLA QUALE MANCA IL CORRISPETTIVO. CON IL CON-

TRATTO DI PERMUTA VI E’ UNO SCAMBIO RECIPROCO DELLA PROPRIETA’ DI BENI, O DIRITTI DA UN CONTRAENTE

ALL’ALTRO. IL CONTRATTO DI COMPRAVENDITA E’ DI TIPO CONSENSUALE AD EFFETTO REALE MA HA ANCHE DEGLI

EFFETTI OBBLIGATORI A CARICO DEL VENDITORE O DEL COMPRATORE. UN OBBLIGO DEL VENDITORE E’ QUELLO DI

CONSEGNARE LA COSA AL COMPRATORE. IN ALCUNI CASI ESSA PRODUCE SOLO EFFETTI OBBLIGATORI:

-NELLA VENDITA DI COSE GENERICHE LA PROPRIETA’ SI ACQUISTA CON L’INDIVIDUAZIONE DELL’ACCORDO FRA LE

PARTI O NEL MODO DA ESSE STABILITI

-NELLA VENDITA DI COSE FUTURE LA PROPRIETA’ SI ACQUISTA NON APPENA LA COSA VIENE AD ESISTENZA.

-NELLA VENDITA DI COSA ALTRUI LA PROPRIETA’ SI ACQUISTA DAL COMPRATORE NON APPENA IL VENDITORE LA

ACQUISTI A SUA VOLTA, DALL’ATTUALE TITOLARE.

CI PUO’ ESSERE UNA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO, O UNA RICHIESTA DI RISARCIMENTO DEL DANNO NEL CASO IN

CUI LA COSA SIA GRAVATA DA ONERI O DA DIRITTI REALI O PERSONALI NON APPARENTI CHE NE DIMINUISCANO IL

LIBERO GODIMENTO E NON SIANO STATI DICHIARATI IN CONTRATTO. UN ULTERIORE OBBLIGO DEL VENDITORE E’ DI

GARANTIRE IL COMPRATORE DALL’ EVIZIONE, OVVERO IL CASO IN CUI UN TERZO, DOPO LA STIPULA DEL CONTRAT-

TO, RIVENDICHI LA PROPRIETA’ DELLA COSA NEI CONFRONTI DEL COMPRATORE. DEVE ANCHE GARANTIRE IL COM-

PRATORE PER I VIZI MATERIALI DELLA COSA, CHE LA RENDANO INIDONEA ALL’USO A CUI E’ DESTINATA, O CHE NE

DIMINUISCA IN MODO APPREZZABILE IL VALORE. IN CASO DI VIZI, IL COMPRATORE PUO’ RISOLVERE IL CONTRATTO

OPPURE OTTENERE UNA RIDUZIONE DEL PREZZO. IN GENERALE LA GARANZIA CHE SPETTA AL COMPRATORE DE-

CADE DOPO OTTO GIORNI DALLA SCOPERTA ED ENTRA IN PRESCRIZIONE DOPO UN ANNO DALLA CONSEGNA. DA

NON CONFONDERE CON LA GARANZIA DI BUON FUNZIONAMENTO TIPICA DI ELETTRODOMESTICI O AUTOMOBILI,

CHE NON E’ OGGETTO DI DISCIPLINA MA VA ESPRESSAMENTE PATTUITA. LA NORMATIVA A TUTELA DEL CONSUMA-

TORE E’ IMPERNIATA SULL’AFFERMAZIONE DI UN GENERALE OBBLIGO DEL VENDITORE DI CONSEGNARE AL CON-

SUMATORE BENI CONFORMI AL CONTRATTO DI VENDITA, SULL’INDIVIDUAZIONE ANALITICA DEI DIRITTI DEL CONSU-

MATORE, SULLA PREVISIONE DEI CONTENUTI MINIMI ESSENZIALI DELLA GARANZIA CONVENZIONALE OFFERTA. GLI

OBBLIGHI DEL CONSUMATORE INVECE SONO DI CORRISPONDERE IL PREZZO E LE SPESE DI CONTRATTO SALVO DI-

VERSO ACCORDO. E’ POSSIBILE ESEGUIRE UNA VENDITA CON PATTO DI RISCATTO CON IL QUALE IL VENDITORE SI

RISERVA IL DIRITTO DI RIAVERE LA PROPRIETA’ DELLA COSA VENDUTA MEDIANTE LA RESTITUZIONE DEL PREZZO E

I RIMBORSI STABILITI. E’ NECESSARIA UNA DICHIARAZIONE UNILATERALE DA EFFETTUARE ENTRO CERTI LIMITI

PREVISTI DALLA LEGGE. ALTRI TIPI DI VENDITA SONO QUELLA CON RISERVA DI GRADIMENTO CHE SI PERFEZIONA

SOLO IN CASO DI GRADIMENTO DELLA MERCE DA PARTE DELL’ACQUIRENTE, LA VENDITA A PROVA CHE VIENE FAT-

TA A CONDIZIONE CHE LA COSA ABBIA LE QUALITA’ PATTUITE E SIA IDONEA ALL’USO, LA VENDITA SU CAMPIONE

ATTRAVERSO IL QUALE SI PRENDE VISIONE DELL’EFFETTIVA QUALITA’ DELLA MERCE, E IN CASO DI DIFFERENZA DA

UN EVENTUALE ORDINE, L’ACQUIRENTE HA DIRITTO ALLA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO. ANCORA ESISTE LA VEN-

DITA A RATE CON RISERVA DELLA PROPRIETA’ CHE VIENE ACQUISITA SOLO QUANDO VIENE PAGATA L’ULTIMA RA-

TA DI PREZZO.

ESISTONO IPOTESI IN CUI CON UN CONTRATTO SI ATTRIBUISCE SOLO IL GODIMENTO DI UN BENE, SENZA PORRE IN

ESSERE IL TRASFERIMENTO DELLA PROPRIETA’ DI QUEST ULTIMO. ESISTONO DIVERSI TIPI DI CONTRATTO DI GO-

DIMENTO:

-IL COMODATO O PRESTITO D’USO E’ IL CONTRATTO CON IL QUALE UNA PARTE (COMODANTE) CONSEGNA

ALL’ALTRA (COMODATARIO) UNA COSA MOBILE O IMMOBILE AFFINCHE’ QUEST ULTIMO SE NE SERVA PER UN TEM-

PO O PER UN USO DETERMINATO, CON L’OBBLIGO DI RESTITUIRE LA COSA STESSA AVUTA IN PRESTITO. E’ UN

CONTRATTO REALE, E IL COMODATO E’ GRATUITO QUINDI IN CASO DI RICHIESTA DI CORRISPETTIVO, SI ESCE IM-

MEDIATAMENTE DA QUESTO TIPO CONTRATTUALE E SI PASSA ALLA LOCAZIONE O AFFITTO. IL COMODOTARIO E’

OBBLIGATO A CUSTODIRE E CONSERVARE LA COSA CON LA DILIGIENZA DEL BUON PADRE DI FAMIGLIA E NON PUO’

SERVIRSENE PER USI DIVERSI RISPETTO A QUELLO DETERMINATO IN CONTRATTO O IN RELAZIONE ALLA NATURA

DELLA COSA STESSA. IL COMODOTARIO NON PUO CONCEDERE AD UN TERZO IL GODIMENTO DELLA COSA, SENZA

AUTORIZZAZIONE DEL COMODANTE, PENA LA RESTITUZIONE DELLA COSA E IL RISARCIMENTO DEL DANNO.

UNA FUNZIONE DI GODIMENTO AVVIENE ANCHE ATTRAVERSO IL CONTRATTO DI LEASING, UN CONTRATTO ATIPICO

CHE PUO’ ESSERE OPERATIVO O FINANZIARIO:

-OPERATIVO; UNA PARTE CONCEDE ALL’ALTRA, AL FRONTE DI UN CANONE PERIODICO E PER UN TEMPO DETERMI-

NATO, IL GODIMENTO DI UN BENE, CON LA CONDIZIONE CHE, AL TERMINE IL CONDUTTORE POTRA’ SCEGLIERE SE

RESTITUIRE LA COSA O RINNOVARE IL CONTRATTO, O ANCORA ACQUISTARE LA PROPRIETA’ DEL BENE, A FRONTE

DEL PAGAMENTO DI UN ULTERIORE SOMMA DI DENARO.

-FINANZIARIO; ALLA FUNZIONE DI GODIMENTO SI UNISCE QUELLA DI FINANZIAMENTO DELL’UTILIZZATORE.

QUEST’ULTIMO INFATTI INDICA AL CONCEDENTE IL BENE DEL QUALE HA INTERESSE AD ACQUISIRE IL GODIMENTO.

IL CONCEDENTE ACQUISTA IL BENE DAL FORNITORE, E CONVIENE CON QUESTI, CHE IL BENE STESSO SIA INSTAL-

LATO PRESSO L’UTILIZZATORE CHE NE VIENE A GODERE PER IL PERIODO STABILITO, PAGANDO UN CANONE PE-

RIODICO. ANCHE IN QUESTO CASO AL TERMINE, IL CONDUTTORE HA DIVERSE SCELTE.

ANCORA DIVERSO IL CASO DEL SALE AND LEASE BACK NEL QUALE IL PROPRIETARIO DI UN BENE LO ALIENA

ALL’IMPRESE ESERCENTE DELL’ATTIVITA’ DI LEASING, LA QUALE LO CONCEDE IN GODIMENTO ALL’ALIENANTE, A

FRONTE DEL PAGAMENTO DI UN CANONE.

LA LOCAZIONE COSTITUISCE UN GENUS ALL’INTERNO DEL QUALE SI COLLOCANO DISPOSIZIONI DESTINATE A DI-

SCIPLINARE DUE SPECIES : LA LOCAZIONE E L’AFFITTO. ESISTE UNA LEGISLAZIONE SPECIALE CHE DISCIPLINA

TUTTI I CASI DI LOCAZIONE E AFFITTO, SORTI IN BASE ALLA NATURA DELLA COSA DELLA QUALE VIENE CONCESSO

IL GODIMENTO (PER ES. LOCAZIONE DI FONDI URBANI, AFFITO DI FONDI RUSTICI ETC)

LA LOCAZIONE E’ UN CONTRATTO CON IL QUALE UNA PARTE (LOCATORE) SI OBBLIGA A FAR GODERE ALL’ALTRA

(LOCATARIO – CONDUTTORE) UN BENE MOBILE O IMMOBILE VERSO UN DETERMINATO CORRISPETTIVO E PER UN

DATO TEMPO. LA LOCAZIONE DI BENI MOBILI VIENE DEFINITA IN GENERE COME NOLEGGIO. LA DURATA DELLA LO-

CAZIONE NON PUO’ ECCEDERE I TRENT’ANNI PER TUTELARE L’ESIGIENZA DI LIBERTA’ DEI BENI. LA DURATA PUO’

ESSERE PREDETERMINATA DALLE PARTI OPPURE NO. NEL PRIMO CASO IN MANCANZA DI DISDETTA NEL TERMINE

FISSATO DALLE PARTI, LA LOCAZIONE NON CESSA MENTRE NEL SECONDO ESSA CESSA SENZA NECESSITA’ DI DI-

SDETTA. UNA DELLE OBBLIGAZIONI PRINCIPALI DEL LOCATORE E’ DI CONSEGNARE AL CONDUTTORE LA COSA LO-

CATA IN BUONO STATO DI MANUTENZIONE. IN CASO DI VIZI DELLA COSA, IL CONDUTTORE PUO’ DOMANDARE LA RI-

SOLUZIONE DEL CONTRATTO, O UNA RIDUZIONE DEL CORRISPETTIVO, E IL LOCATORE DEVE RISARCIRE IL DANNO

SUBITO DAL CONDUTTORE, A MENO CHE NON PROVI DI AVERLI IGNORATI SENZA COLPA AL MOMENTO DELLA CON-

SEGNA. IL LOCATORE DEVE ADOPERARE UNA MANUTENZIONE DELLA COSA, IN MODO DA RENDERLA FUNZIONALE.

IN CASO DI RIPARAZIONI URGENTI, IL CONDUTTORE PUO’ ESEGUIRLE DIRETTAMENTE, SALVO RIMBORSO, MA E’ TE-

NUTO AD AVVISARE IL LOCATORE. ANCHE IN QUESTO CASO, IL CONDUTTORE E’ OBBLIGATO A PRENDERE IN CON-

SEGNA LA COSA OSSERVANDO LA DILIGIENZA DEL BUON PADRE DI FAMIGLIA. E’ RESPONSABILE DELLA PERDITA O

DEL DETERIORAMENTO DELLA COSA A MENO CHE DERIVINO DA CAUSE A LUI NON IMPUTABILI.

IL CONDUTTORE E’ INOLTRE OBBLIGATO AL PAGAMENTO DEL CORRISPETTIVO INFINE DEVE RESTITUIRE LA COSA

NELLO STESSO STATO IN CUI L’HA RICEVUTA, SULLA BASE DELLA DESCRIZIONE FATTENE DALLE PARTI.

IL CONDUTTORE PUO’ SUBLOCARE LA COSA, CON LA RELATIVA AUTORIZZAZIONE DEL LOCATORE. E’ UN IPOTESI DI

SUBCONTRATTO. SECONDO LA REGOLA GENERALE DI CESSIONE DEL CONTRATTO, IL CONDUTTORE NON PUO’ CE-

DERE IL CONTRATTO SENZA IL CONSENSO DEL LOCATORE. IL CASO DELLA LOCAZIONE DI IMMOBILI URBANI AD

USO ABITATIVO, VIENE DISCIPLINATO DA UNA LEGISLAZIONE SPECIALE, VISTA ANCHE L’IMPORTANZA IN QUANTO SI

PARLA DI UN BISOGNO FONDAMENTALE DELLA PERSONA, OSSIA QUELLO DI DISPORRE DI UNA CASA NELLA QUALE

VIVERE. E’ STATO CREATO UN MECCANISMO DI DETERMINAZIONE LEGALE DEL CANONE RITENUTO EQUO SULLA

BASE DI UNA SERIE DI PARAMETRI OGGETTIVI. CON LA LEGGE 431/1988 SI EVIDENZIA UNA DUPLICE MODALITA’ DI

CONTRATTAZIONE.

-IL LOCATORE ED IL CONDUTTORE STIPULANO IL CONTRATTO SULLA BASE DI MODELLI TIPO FRUTTO DI ACCORDI

TRA ORGANIZZAZIONI DELLE PROPRIETA’ EDILIZIE E ORGANIZZAZIONI DEI CONDUTTORI MAGGIORMENTE RAPPRE-

SENTATIVE. I CONTRATTI NON POSSONO AVERE DURATE INFERIORE AI TRE ANNI CON PROROGA AUTOMATICA AL-

LA SCADENZA PER ALTRI DUE.

-NEL CASO IN CUI LE PARTI PRESCINDANO DAI MODELLI PREDISPOSTI DALLE ORGANIZZAZIONI DI CATEGORIA, LA

DURATA DEL CONTRATTO NON PUO’ ESSERE INFERIORE AI QUATTRO ANNI, CON RINNOVO AUTOMATICO ALLA

SCADENZA PER ALTRI QUATTRO ANNI. IN QUESTO CASO IL CONDUTTORE PUO’ FAR VALERE UN DIRITTO DI PRELA-

ZIONE NEL CASO IN CUI IL LOCATORE MANIFESTI IL PROPOSITO DI VENDERE PER POTERSI LIBERARE DAL RINNOVO

DEL CONTRATTO, ED HA IL DIRITTO DI RIPRISTINO DEL RAPPORTO NEL CASO IN CUI IL LOCATORE, PUR ESSENDOSI

OPPOSTO AL RINNOVO, ENTRO UN ANNO NON DESTINI L’IMMOBILE AGLI USI INVOCATI PER GIUSTIFICARE IL MAN-

CATO RINNOVO. IN MATERIA DI SUCCESSIONE NEL CONTRATTO DI LOCAZIONE, IN CASO DI MORTE DEL CONDUT-

TORE, GLI SUCCEDONO IL CONIUGE, GLI EREDI E I PARENTI ED AFFINI CON LUI ABITUALMENTE CONVIVENTI; IN CA-

SO DI ALIENAZIONE DELLA COSA LOCATA IL CONTRATTO DIVENTA NULLO. NEL CASO DI IMMOBILI DESTINATI AD UN

USO NON ABITATIVO, LA DURATA MINIMA DELLA LOCAZIONE E’ DI SEI ANNI PER IMMOBILI DESTINATI AD ATTIVITA’

INDUSTRIALI, COMMERCIALI E ARTIGIANALI, E DI NOVE ANNI PER USO ALBERGHIERO.

L’AFFITTO SI DIFFERENZIA DALLA LOCAZIONE A CAUSA DELLA NATURA PRODUTTIVA DEL BENE CHE NE COSTITUI-

SCE OGGETTO. I POTERI ATTRIBUITI ALL’AFFITTANTE SONO POCHI, TRA I QUALI, IN CASO DI INADEMPIMENTO DEGLI

OBBLIGHI DA PARTE DELL’AFFITTUARIO, LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO. L’IMPORTANZA DELL ELEMENTO FIDU-

CIARIO CHE CARATTERIZZA L’AFFITTO, SI TRADUCE NEL DIVIETO DI SUBAFFITTO E NELLO SCIOGLIMENTO DEL

CONTRATTO IN CASO DI INTERDIZIONE, INABILITAZIONE O INSOLVENZA DELL’AFFITTUARIO.

OLTRE ALLO SCAMBIO E AL GODIMENTO, ESISTE UNA TERZA CATEGORIA, QUELLA DELLA COLLABORAZIONE, CHE

COMPRENDE TUTTI QUEI CONTRATTI NEI QUELI UNA PARTE ESEGUA UN SERVIZIO O PRESTI UN’ATTIVITA’ A BENE-

FICIO DELL’ALTRA. ESISTONO DIVERSI CASI A SECONDA CHE LA PRESTAZIONE SIA UN ATTIVITA’ PREVALENTEMEN-

TE PERSONALE O SI TRATTI DI UN ORGANIZZAZIONE IMPRENDITORIALE. UN'ALTRA DISTINZIONE RIGUARDA IL TIPO

DI SERVIZIO PRESTATO, SE SI TRATTA DI UN’ATTIVITA’ MATERIALE O GIURIDICA. ANCHE IN QUESTO CASO SONO

PRESENTI NUMEROSI SCHEMI ATIPICI.

NEL CONTRATTO D’OPERA UNA PARTE (PRESTATORE D’OPERA) SI OBBLIGA A COMPIERE, CON LAVORO PREVA-

LENTEMENTE PROPRIO E SENZA VINCOLO DI SUBORDINAZIONE, UN’OPERA O SERVIZIO IN FAVORE DELL’ALTRA

(COMMITTENTE) VERSO IL PAGAMENTO DI UN CORRISPETTIVO. LA DIFFERENZA CON L’APPALTO E’ CHE IN QUEST

ULTIMO IL LAVORO VIENE SVOLTO DA UN’ORGANIZZAZIONE IMPRENDITORIALE. L’ASSENZA DEL VINCOLO DELLA

SUBORDINAZIONE DISTINGUE IL CONTRATTO D’OPERA O CONTRATTO DI LAVORO AUTONOMO, DAL RAPPORTO DI

LAVORO SUBORDINATO. NEL CASO IN CUI LA MATERIA PER L’ESECUZIONE DEL LAVORO SIA FORNITA DAL PRESTA-

TORE STESSO, CI SI CHIEDE SE LA FATTISPECIE VADA INQUADRATA NELLO SCHEMA DEL CONTRATTO D’OPERA O IN

QUELLO DELLA COMPRAVENDITA. IL CORRISPETTIVO SE NON VIENE ACCORDATO DALLE PARTI, SARA’ STABILITO

DAL GIUDICE IN BASE AL RISULTATO OTTENUTO E AL LAVORO NECESSARIO PER OTTENERLO. IL PRESTATORE DO-

VRA’ SVOLGERE IL SERVIZIO A REGOLA D’ARTE OSSIA IN CONFORMITA’ AGLI STANDARDS QUALITATIVI PER QUEL

PARTICOLARE LAVORO. IL COMMITTENTE PUO’ RECEDERE DAL CONTRATTO ANCHE DOPO L’INIZIO

DELL’ESECUZIONE DELL’OPERA, MA DEVE TENERE INDENNE IL PRESTATORE DALLE SPESE, DAL LAVORO ESEGUITO

E DAL MANCATO GUADAGNO. PER LE COSIDETTE PROFESSIONI INTELLETUALI (AVVOCATI, INGEGNERI, ARCHITET-

TI), PER LE QUALI E’ NECESSARIA L’ISCRIZIONE AD APPOSITI ALBI, LE REGOLE SONO LE STESSE DEL CONTRATTO

D’OPERA.

L’APPALTO E’ IL CONTRATTO CON IL QUALE UNA PARTE (APPALTATORE) ASSUME IL COMPIMENTO DI UN OPERA O

DI UN SERVIZIO A BENEFICIO DELLA CONTROPARTE (COMMITTENTE) LA QUALE E’ TENUTA AL PAGAMENTO DI UN

CORRISPETTIVO. IN QUESTO CASO E’ PRESENTE UN CARATTERE IMPRENDITORIALE DELL’OPERA. L’APPALTO DI

LAVORI PUBBLICI E’ OGGETTO DI UNA NORMATIVA, CHE TIENE CONTO DELLA NATURA PUBBLICISTICA DEGLI INTE-

RESSI COINVOLTI. ANCHE IN QUESTO CASO LA FIDUCIA CHE IL COMMITTENTE RIPONE SULL’APPALTATORE E’ RILE-

VANTE, ED E’ VIETATO IL SUBAPPALTO SALVO AUTORIZZAZIONI. ESSENDO UN OPERA CHE SI PROTRAE PER DIVER-

SI ANNI, POSSONO ESSERCI DELLE SOPRAVVENIENZE ATTIVE O PASSIVE; SE QUESTE SUPERANO IL VALORE DI UN

DECIMO DEL CORRISPETTIVO COMPLESSIVO, LE PARTI POSSONO RIVEDERE IL PREZZO. IN CASO DI MUTAZIONI

GEOLOGICHE O IDRICHE CHE RICHIEDANO L’IMPIEGO DI INGENTI SOMME, L’APPALTATORE POTRA’ RICHIEDERE UN

EQUO COMPENSO. LA VERIFICA SULLA CONFORMITA’ DEI LAVORI E IL COLLAUDO POSSONO AVVENIRE IN CORSO

D’OPERA O APPENA PRIMA DI RICEVERE LA CONSEGNA. IN CASO DI RICEVIMENTO SENZA RISERVA DELLA CONSE-

GNA, L’OPERA SI CONSIDERA ACCETTATA INDIPENDENTEMENTE DALLA VERIFICA. LE REGOLE PER LA GARANZIA IN

CASO DI VIZI, E L’ONERE DI DENUNCIA, IL DIRITTO DI RECESSO E RISOLUZIONE DEL CONTRATTO, RICALCANO

QUELLE DEL CONTRATTO D’OPERA.

CON IL CONTRATTO DI TRASPORTO, UNA PARTE (VETTORE) SI OBBLIGA A TRASFERIRE COSE O PERSONE DA UN

LUOGO AD UN ALTRO, SOTTO IL PAGAMENTO DI UN CORRISPETTIVO. NEL TRASPORTO DI PERSONE IL VETTORE E’

GRAVATO DA UNO SPECIFICO OBBLIGO DI PROTEZIONE DELLA PERSONA DEL VIAGGIATORE, RISPONDENDO DEI SI-

NISTRI CHE SI VERIFICHINO DURANTE IL VIAGGIO E DELLA PERDITA, DELL’AVARIA DELLE COSE CHE IL VIAGGIATORE

PORTAVA CON SE. SI LIBERA DA QUESTE RESPONSABILITA’, SE DIMOSTRA DI AVER ADOTTATO TUTTE LE MISURE

IDONEE AD EVITARE IL DANNO.

PER QUANTO RIGUARDA IL TRASPORTO DI COSE, LA RESPONSABILITA’ DEL VETTORE SUSSISTE DAL MOMENTO IN

CUI RICEVE LE COSE A QUELLO IN CUI LE RICONSEGNA AL DESTINATARIO, SALVO CHE NON PROVI CHE LA PERDITA

O L’AVARIA DIPENDANO DAL CASO FORTUITO, DALLA NATURA O VIZI DELLE COSE, DAL LORO IMBALLAGGIO.

UN'ALTRA PRESTAZIONE DI SERVIZIO E’ IL DEPOSITO, CONTRATTO CON IL QUALE UNA PARTE (DEPOSITARIO) RICE-

VE DALL’ALTRA (DEPOSITANTE) UNA COSA MOBILE CON L’OBBLIGO DI CUSTODIRLA E DI RESTITUIRLA IN NATURA. SI

TRATTA DI UN CONTRATTO REALE E SI PERFEZIONA CON LA CONSEGNA DELLE COSE. IL DEPOSITO E’ IRREGOLARE

SE L’OGGETTO DEL DEPOSITO E’ DEL DENARO O COSE FUNGIBILI; IN QUESTO CASO INFATTI IL DEPOSITARIO NE

ACQUISTA LA PROPRIETA, E QUINDI SUBENTRA LA DISCIPLINA DEL MUTUO. NEL CUSTODIRE LA COSA, IL DEPOSI-

TARIO DEVE USARE LA DILIGIENZA DEL BUON PADRE DI FAMIGLIA, NON PUO’ SERVIRSI DELLA COSA O DARLA AD

ALTRI IN DEPOSITO, E DEVE RESTITUIRLA AL MOMENTO RICHIESTO DAL DEPOSITANTE.

BEN DIVERSO IL DISCORSO CHE RIGUARDA I CONTRATTI NEI QUALI I SERVIZI PRESTATI CONSISTANO

NELL’ESECUZIONE DI ATTI GIURIDICI.

IL CONTRATTO DI MANDATO E’ QUELLO IN FORZA DEL QUALE UNA PARTE (MANDATARIO) SI OBBLIGA A COMPIERE

UNO O PIU’ ATTI GIURIDICI PER CONTO DELL’ALTRA PARTE (MANDANTE). NEL MANDATO PUO’ ACCADERE UNA PRO-

CURA, OSSIA UN NEGOZIO UNILATERALE. IL MANDATARIO E’ TENUTO A RIVERSARE GLI EFFETTI DELL’ATTIVITA’

SVOLTA NELLA SFERA GIURIDICA DEL MANDANTE: NEL CASO DI ACQUISTO DI BENI IMMOBILI O BENI MOBILI REGI-

STRATI, IL MANDATARIO DOVRA’ TRASFERIRILI AL MANDANTE. NEL CASO DEI BENI MOBILI INVECE, IL MANDANTE

PUO’ RIVENDICARE DIRETTAMENTE LA PROPRIETA’ DELLE STESSE COSE. LA CIRCOSTANZA CHE IL MANDATO ABBIA

AD OGGETTO IL COMPIMENTO DI ATTI GIURIDICI, RENDE PARTICOLARMENTE INTENSA LA RILEVANZA

DELL’ELEMENTO FIDUCIARIO. INFATTI ESISTONO LA NORMALE REVOCABILITA’ DEL MANDATO, IL SUO SCIOGLIMEN-

TO PER MORTE, INTERDIZIONE O INABILITAZIONE DEL MANDATARIO. IL MANDATO SI PRESUPPONE ONEROSO AN-

CHE SE NON C’E’ UN RAPPORTO SINALLAGMATICO TRA ATTIVITA’ SVOLTA E COMPENSO. IL MANDANTE E’ OBBLIGA-

TO A FORNIRE AL MANDATARIO I MEZZI PER L’ESECUZIONE DEL MANDATO, LE ANTICIPAZIONI DI CUI HA BISOGNO,

UN COMPENSO E A RISARCIRGLI L’EVENTUALE DANNO. IL MANDATARIO DEVE ESEGUIRE LA SUA ATTIVITA’ CON LA

GIUSTA DILIGIENZA E SVOLGERLA NEI LIMITI DELL’INCARICO CONFERITOGLI.

NEL CONTRATTO D’AGENZIA UNA PARTE (AGENTE) ASSUME STABILMENTE NEI CONFRONTI DELL’ALTRA (PREPO-

NENTE) VERSO RETRIBUZIONE, L’OBBLIGO DI PROMUOVERE LA CONCLUSIONE DI CONTRATTI IN UNA ZONA DETER-

MINATA. E’ MOLTO IMPORTANTE COME FIGURA CONTRATTUALE IN QUANTO PERMETTE ALLE IMPRESE DI DISTRI-

BUIRE PRESSO LA CLIENTELA I PROPRI PRODOTTI. A DIFFERENZA DEL LAVORO SUBORDINATO, L’AGENTE NON

OPERA ALLE DIPENDENZE DELL’IMPRENDITORE. INOLTRE L’ATTIVITA’ DELL’AGENTE SI DIFFERENZIA DA QUELLA DEL

MANDATARIO IN QUANTO SI LIMITA A PROMUOVERE LA CONCLUSIONE DEL CONTRATTO, MENTRE PER LA STIPULA-

ZIONE CI PENSA L’IMPRENDITORE. L’AGENTE E’ REMUNERATO ATTRAVERSO UNA PROVVIGIONE CHE GLI VIENE RI-

CONOSCIUTA QUANDO IL CONTRATTO VENGA EFFETTIVAMENTE CONCLUSO. DIVERSA, SIA DALL’AGENZIA CHE DAL

MANDATO, E’ LA MEDIAZIONE CHE IN TEORIA NON SAREBBE NEPPURE UN CONTRATTO. INFATTI IL MEDIATORE E’

COLUI CHE METTE IN RELAZIONE DUE O PIU’ PARTI PER LA CONCLUSIONE DI UN AFFARE SENZA ESSERE LEGATO

AD ALCUNA DI ESSE DA RAPPORTI DI COLLABORAZIONE, DI DIPENDENZA O DI RAPPRESENTANZA. LA DISCIPLINA

DELLA RAPPRESENTANZA E’ AFFIDATA A LEGGI SPECIALI. IL MEDIATORE HA DIRITTO AD UNA PROVVIGIONE DA EN-

TRAMBE LE PARTI QUALORA IL CONTRATTO SI SIA REALMENTE CONCLUSO GRAZIE AL SUO INTERVENTO.

UN’ALTRA SORTA DI FORMA DI COLLABORAZIONE E’ IL FRANCHISING O AFFILIAZIONE COMMERCIALE, NEL QUALE

UNA PARTE FRANCHISOR (AFFILIANTE) CONCEDE ALL’ALTRA PARTE FRANCHISEE (AFFILIATO) DI AFFILIARSI ALLA

PROPRIA CATENA DISTRIBUTIVA. L’AFFILIANTE ATTRIBUISCE ALL’AFFILIATO DI UTILIZZARE IL SUO KNOW HOW, IL

PROPRIO MARCHIO E EVENTUALI INVENZIONI INDUSTRIALI NONCHE’ L’INSEGNA DELLA DITTA. SI CREA UNA SORTA

DI COLLABORAZIONE NELLA QUALE L’AFFILIANTE GODE DI UN POTERE NETTAMENTE SUPERIORE. IL VANTAGGIO

PER QUEST ULTIMO E’ DI AVERE UN’ULTERIORE IMPRESA SUL MERCATO, MENTRE L’AFFILIATO SI ASSICURA LE

POSSIBILITA’ DI SVOLGERE UN’ATTIVITA’ DISTRIBUTIVA AVVALENDOSI DEL MARCHIO, E DEL PATRIMONIO DI CONO-

SCENZE DELLA CONTROPARTE CONTRATTUALE. IN GENERE OLTRE AL CORRISPETTIVO FISSO, L’AFFILIATO VERSA

NELLE CASSE DELL’AFFILIANTE ANCHE UNA PERCENTUALE DEGLI INCASSI GENERATI GRAZIE AL GIRO D’AFFARI

GENERATO DALLA RETE DISTRIBUTIVA DI QUEST ULTIMO. LA FORMA DEL CONTRATTO, RIGOROSAMENTE SCRITTA,

DEVE CONTENERE DEI REQUISITI E DEGLI OBBLIGHI DI COMPORTAMENTO (BUONA FEDE, LEALTA’, CORRETTEZZA).

IN CASO DI INFORMAZIONI SCARSE O FALSE, VIENE LEGITTIMATA LA POSSIBILITA’ DI ANNULLAMENTO DEL CON-

TRATTO.

L’AUTONOMIA PRIVATA PUO’ ESERCITARSI ANCHE AL FINE DI RISOLVERE UNA LITE, OVVERO QUELLA SITUAZIONE

CHE SI DETERMINA ALLORCHE’, IN ORDINE AD UN DATO RAPPORTO GIURIDICO, VENGANO FATTE VALERE PRETESE

CONTRAPPOSTE. IL PIU’ IMPORTANTE DI QUESTI CONTRATTI E’ LA TRANSAZIONE, ATTRAVERSO IL QUALE LE PARTI

PONGONO FINE AD UNA LITE O NE PREVENGONO UNA CHE STA PER SORGERE, GRAZIE AD UN SISTEMA DI RECI-

PROCHE CONCESSIONI. LA TRANSAZIONE CONCLUSA RELATIVAMENTE AD UN CONTRATTO ILLECITO E’ NULLA. LA

TRANSAZIONE E’ ANNULLABILE SE:

-L’ALTRA PARTE ERA CONSAPEVOLE DELLA TEMERARIETA’ DELLA SUA PRETESA.

-NEL CASO IN CUI ESSA SIA STATA CONCLUSA SULLA BASE DI DOCUMENTI RICONOSCIUTI POI FALSI

-QUANDO LA LITE SIA STATA GIA DECISA CON SENTENZA PASSATA IN GIUDICATO E DELLA QUALE LE PARTI NON

AVEVANO NOTIZIA

-QUANDO UN DOCUMENTO SCOPERTO SUCCESSIVAMENTE DIMOSTRI CHE UNA DELLE PARTI NON AVEVA ALCUN

DIRITTO.

PUO ESSERE RAGGIUNTO ANCHE IL TRAMITE DEL COMPROMESSO, CON IL QUALE SI RICHIEDE L’INTERVENTO DI

GIUDICI PRIVATI, O ARBITRI PER RISOLVERE LA CONTROVERSIA.

ANCHE LA CATEGORIA DEI CONTRATTI ALEATORI COMPRENDE UNA PLURALITA’ DI FIGURE CONTRATTUALI DIVER-

SE. NELLA RENDITA VITALIZIA ONEROSA UNA PARTE (VITALIZIANTE) A FRONTE DI UN CORRISPETTIVO, SI OBBLIGA

A CORRISPONDERE ALL’ALTRA (VITALIZIATO) UNA PRESTAZIONE PERIODICA PER TUTTA LA DURATA DELLA VITA

DEL BENEFICIARIO O ALTRA PERSONA. ALTRI CONTRATTI ATIPICI SONO IL VITALIZIO ALIMENTARE O ASSISTENZIALE

CON I QUALI SI ASSUME L’OBBLIGAZIONE DI MANTERE O ASSISTERE UNA PERSONA PER TUTTA LA DURATA DELLA

SUA VITA. ANCORA ESISTONO IL GIOCO O LA SCOMMESSA, LA DOVE ABBIANO EFFICACIA OBBLIGATORIA; POSSONO

DAR LUOGO AD AZIONI IN GIUDIZIO LE PRETESE DERIVANTI DAI GIOCHI CHE ADDESTRINO AL MANEGGIO DI ARMI,

DALLE CORSE DI OGNI SPECIE E DA OGNI ALTRA COMPETIZIONE SPORTIVA.

ALEATORIA E’ POI L’ASSICURAZIONE E CIOE’ IL CONTRATTO IN FORZA DEL QUALE UNA PARTE (ASSICURATORE) SI

OBBLIGA A RIVALERE L’ALTRA PARTE (ASSICURATO)A FRONTE DEL PAGAMENTO DI UN PREMIO ED ENTRO I LIMITI

PATTUITI, DEL DANNO AD ESSO PRODOTTO DA UN SINISTRO, OVVERO A PAGARE UN CAPITALE O UNA RENDITA AL

VERIFICARSI DI UN EVENTO RELATIVO ALLA VITA UMANA. L’ASSICURAZIONE E’ UN CONTRATTO A PRESTAZIONI

CORRISPETTIVE, DI DURATA, CHE DEV’ESSERE STIPULATO PER ISCRITTO. I DUE RAMI ASSICURATIVI SONO QUELLO

RIGUARDANTE I DANNI E LA VITA.

-IL RAMO DANNI HA FUNZIONE DI COPRIRE RISCHI CHE POSSONO DETERMINARE ORA LA PERDITA DI UN VALORE

ATTIVO GIA’ PRESENTE NEL PATRIMONIO DELL’ASSICURATO, ORA IL VENIR MENO DI UN PROFITTO SPERATO. UN

SOTTOTIPO DI ASSICURAZIONE E’ QUELLA RIGUARDANTE LA RESPONSABILITA’ CIVILE CON LA QUALE

L’ASSICURATORE SI OBBLIGA A TENERE INDENNE L’ASSICURATO DAL RISARCIMENTO DOVUTO DA QUEST ULTIMO

PER AVER COMMESSO UN ILLECITO, PURCHE’ NON DERIVI DA UN FATTO DOLOSO. SECONDO LA REGOLA GENERA-

LE, L’INDENNIZZO VA PAGATO ALL’ASSICURATO E NON AL TERZO DANNEGGIATO: TUTTAVIA L’ASSICURATORE PUO’

PAGARE DIRETTAMENTE IL TERZO, DANDO PREVIA COMUNICAZIONE ALL’ASSICURATO. L’AZIONE DIRETTA INVECE E’

PREVISTA PER LA RESPONSABILITA’ CIVILE AUTOMOBILISTICA.

-IL RAMO SULLA VITA E’ CARATTERIZZATO DA UNA FUNZIONE PREVIDENZIALE. L’ASSICURATO SI CAUTELA DI FRON-

TE AD EVENTI RELATIVI ALLA VITA UMANA CHE POSSONO ESSERE LA MORTE, O LA SOPRAVVIVENZA DOPO UNA

CERTA ETA’, O IL COMBINARSI DI QUESTI DUE EVENTI.

ANCHE LA FORMA CREDITIZIA E’ COMUNE A DIVERSI SCHEMI CONTRATTUALI, TIPICI O ATIPICI, I QUALI SI DIFFEREN-

ZIANO SOTTO DIVERSI PROFILI. QUESTA CARATTERISTICA E’ TIPICA ALLA MAGGIORPARTE DEI CONTRATTI BANCARI

CHE RAPPRESENTANO IL CUORE DELL’ATTIVITA’ BANCARIA E CREDITIZIA. MA IL PIU’ IMPORTANTE E’ IL CONTRATTO

DI MUTUO NEL QUALE UNA PARTE (MUTUANTE) CONSEGNA UNA DETERMINATA QUANTITA’ DI DANARO O DI ALTRE

COSE FUNGIBILI, ALL’ALTRA (MUTUATARIO) CHE SI OBBLIGA A RESTITUIRE ALTRETTANTE COSE DELLA STESSA

SPECIE E QUALITA’. E’ UN CONTRATTO REALE CON IL QUALE SI ACQUISTA LA PROPRIETA’ DELLE COSE DATEGLI A

MUTUO, LE QUALI POSSONO ESSERE CONSUMATE ED ENTRANO A FAR PARTE DEL SUO PATRIMONIO. ANCHE IN

QUESTO CASO E’ POSSIBILE UNA PROMESSA DI MUTUO, OSSIA UN CONTRATTO CONSENSUALE. SALVO CASI EC-

CEZZIONALI, SI TRATTA DI UN CONTRATTO ONEROSO, E IL MUTUATARIO DOVRA’ VERSARE GLI INTERESSI NELLA

MISURA LEGALE. IN CASO DI INTERESSI USURAI LA CLAUSOLA E’ NULLA E NON SON DOVUTI INTERESSI. UN PARTI-

COLARE MODELLO E’ IL MUTUO DI SCOPO, OSSIA UN CONTRATTO CONSENSUALE DOVE C’E’ L’OBBLIGO DI DESTI-

NAZIONE DELLA SOMMA RICHIESTA. L’AUTONOMIA PRIVATA

Autonomia privata ed ordinamento giuridico

IL CODICE CIVILE DEL 1942 CHE NON HA RECEPITO LA CATEGORIA DEL NEGOZIO GIURIDICO, HA INVECE DISCIPLI-

NATO IL CONTRATTO, DISCIPLINA SUSCETTIBILE DI ESSERE ESTESA ANCHE AGLI ATTI UNILATERALI TRA VIVI AVEN-

TI CONTENUTO PATRIMONIALE. LE NORME SUI CONTRATI TROVANO APPLICAZIONE “A TUTTI I CONTRATTI, ANCHE

SE NON APPARTENGANO AI TIPI CHE HANNO UNA DISCIPLINA PARTICOLARE”. INOLTRE IL LEGISLATORE REGOLA

FATTISPECIE O GRUPPI DI FATTISPECIE CONTRATTUALI, INDIVIDUATE IN RELAZIONE ALLO STATUS DEI CONTRAENTI

(PER ES. CONTRATTO DEI CONSUMATORI)

IL CONTRATTO E’ UN ATTO DI AUTOREGOLAMENTAZIONE DI INTERESSI PRIVATI, CHE SI CARATTERIZZA IN QUANTO

ACCORDO DI DUE O PIU’ PARTI INTESO A COSTITUIRE, MODIFICARE O ESTINGUERE UN RAPPORTO GIURIDICO

AVENTE NATURA PATRIMONIALE. LE CARATTERISTICHE NECESSARIE SONO QUINDI 2 :

-LE PARTI DEL CONTRATTO, DESTINATARI DEGLI EFFETTI RICOLLEGATI DALLA LEGGE ALL’ATTO DI AUTONOMIA.

-LA PATRIMONIALITA’ DEL RAPPORTO.

LA SCELTA DEL LEGISLATORE DI IMPERNIARE LA DISCIPLINA DELL’AUTONOMIA PRIVATA SULLA CATEGORIA DEL

CONTRATTO POTREBBE INDURRE A RITENERE SUPERATA E POCO IMPORTANTE QUELLA DEL NEGOZIO GIURIDICO;

AL CONTRARIO IL CODICE ESTENTE LE NORME DETTATE PER I CONTRATTI AGLI ATTI UNILATERALI TRA VIVI AVENTI

CONTENUTO PATRIMONIALE, DOVE PER “ATTI” S’INTENDE NEGOZI.

LA REGOLA STABILITA’ NELL’ART. 1324 CIRCA L’ESTENSIONE DELLA DISCIPLINA DEL CONTRATTO AI NEGOZI GIURI-

DICI UNILATERALI, PONE IL PROBLEMA DEI LIMITI ENTRO I QUALI TALE ESTENSIONE PUO’ VALERE. PER ESEMPIO RI-

SULTA IMPOSSIBILE APPLICARE AD ATTI UNILATERALI DISPOSIZIONI CHE PRESUPPONGONO INVECE L’ESISTENZA DI

DUE O PIU’ PARTI. NON SAREBBE CONSENTITO INOLTRE DARE VITA A NEGOZI UNILATERALI ATIPICI, IN QUANTO I

NEGOZI UNILATERALI SAREBBE INTRINSECAMENTE IDONEI A PRODURRE EFFETTI NELLA SFERA GIURIDICA DI TER-

ZI, A TUTELA DELLA QUALE OPERA APPUNTO LA REGOLA DI TIPICITA’.

Struttura ed efficacia del contratto

UNA MODIFICA DEL CONTRATTO E’ POSSIBILE SOLO QUANDO LE DUE PARTI RIESCONO A TROVARE UN ACCORDO.

PER RISOLVERE QUESTO PROBLEMA INTERVENGONO LA PROPOSTA E L’ACCETTAZIONE OSSIA LE MANIFESTAZIONI

DI VOLONTA’ IL CUI COMBINARSI DA LUOGO ALLA CONCLUSIONE DEL CONTRATTO. SONO DICHIARAZIONI PRENE-

GOZIALI INQUANTO NON POSSIEDONO ANCORA QUELL’EFFICACIA VINCOLANTE TIPICA DELL’AUTONOMIA PRIVATA.

DEVONO ESSERCI I REQUISITI DI CAPACITA’ DA PARTE DELLE PARTI (CAPACITA’ DI AGIRE), E LA PROPOSTA

DEV’ESSERE COMPLETA, NEL SENSO CHE DEVE CONTENERE TUTTI GLI ELEMENTI NECESSARI ALLA CONCLUSIONE

DEL CONTRATTO. IL CONTRATTO E’ CONCLUSO QUANDO CHI HA FATTO LA PROPOSTA (PROPONENTE) VIENE A CO-

NOSCENZA DELL’ACCETTAZIONE DELLA CONTROPARTE (OBLATO) COME SECONDO ART. 1326 COMA 1.

ESISTE LA PRESUNZIONE DI CONOSCENZA ISTITUITA DALL’ARTICOLO 1335, SECONDO IL QUALE LA PROPOSTA,

L’ACCETTAZIONE E LA LORO REVOCA, SI REPUTANO CONOSCIUTE NEL MOMENTO IN CUI ESSE GIUNGANO

ALL’INDIRIZZO DEL DESTINATARIO, A MENO CHE QUESTI NON PROVI DI ESSERE STATO, SENZA SUA COLPA,

NELL’IMPOSSIBILITA’ DI AVERNE NOTIZIA. LA PROPOSTA PUO’ INDICARE IL TERMINE ENTRO IL QUALE

L’ACCETTAZIONE DEVE GIUNGERE AL PROPONENTE, O LA FORMA NELLA QUALE DOVRA’ AVVENIRE. PUO’ SUCCE-

DERE CHE L’OBLATO ANZICHE’ ACCETTARE UNA PROPOSTA FORMULI UNA DICHIARAZIONE DIFFORME, UNA CON-

TROPROPOSTA: IN QUESTO CASO SI INVERTONO LE POSIZIONI, E SE ACCETTATA DALL’ORIGINARIO PROPONENTE,

IL CONTRATTO SI CONCLUDE. IL PROPONENTE PUO’ DICHIARARE LA PROPOSTA IRREVOCABILE PER UN PERIODO

DI TEMPO, E QUINDI UN’EVENTUALE REVOCA DELLA PROPOSTA SARA’ INEFFICACE, COSI’ COME NON INCIDERANNO

LA MORTE O LA SOPRAVVENUTA INCAPACITA’ DEL PROPONENTE. ESISTONO ALTRI MODI DI CONCLUSIONE DEL

CONTRATTO, PER ESEMPIO NEL CASO IN CUI L’OBLATO INIZI IMMEDIATAMENTE L’ESECUZIONE; IN CASO DI MANCA-

TO AVVISO DA PARTE DEL PROPONENTE, QUEST’ULTIMO PUO’ ESSERE RISARCITO IN CASO DI DANNO DERIVANTE

DAL MANCATO AVVISO DELL’ESECUZIONE. UN CASO PARTICOLARE RIGUARDA IL CONTRATTO CON OBBLIGAZIONI A

CARICO DEL SOLO PROPONENTE: IN QUESTO CASO LA PROPOSTA INTESA A CONCLUDERE TALE CONTRATTO, E’

IRREVOCABILE DAL MOMENTO IN CUI GIUNGE A CONOSCENZA DEL DESTINATARIO ED IL CONTRATTO SI PERFEZIO-

NE QUALORA NON INTERVENGA IL RIFIUTO DELL’OBLATO NEL TERMINE RICHIESTO DALLA NATURA DELL’AFFARE. SI

TRATTA DI UN’IPOTESI DI SILENZIO, GIUSTIFICATA DAL FATTO CHE AL TERMINE DEL CONTRATTO, PER L’OBLATO CI

SARANNO SOLO EFFETTI POSITIVI. L’OFFERTA AL PUBBLICO (ESPORRE LA MERCE IN VETRINA) VALE COME PRO-

POSTA, QUALORA CONTENGA GLI ESTREMI ESSENZIALI DEL CONTRATTO. ALLO STESSO TEMPO PUO’ ESSERE RE-

VOCATA (TOGLIE IL PREZZO DALLA VETRINA, E IL CLIENTE VORREBBE ACQUISTARLA COMUNQUE)

UNA MODALITA’ PARTICOLARE DI CONCLUSIONE DEL CONTRATTO E’ RAPPRESENTATA DAI CONTRATTI REALI DOVE

E’ NECESSARIA LA CONSEGNA DELLA COSA, AL CONTRARIO DEI CONTRATTI CONSENSUALI CHE SI PERFEZIONANO

CON IL SEMPLICE CONSENSO. E’ POSSIBILE ANCHE CONCLUDERE UN CONTRATTO PER VIA TELEMATICA (ACQUISTI

VIA INTERNET) PRATICA SEMPRE PIU’ DIFFUSA SOPRATTUTTO NEL COMMERCIO ELETTRONICO.

A CAUSA DELLA PRODUZIONE E DELLA DISTRIBUZIONE DI MASSA, E’ NATA L’ESIGENZA DI ASSOGGETTARE GLI ATTI

DI SCAMBIO DI BENI O EROGAZIONE DI SERVIZI AD UNA DISCIPLINA UNIFORME , PREDISPOSTA DALLO STESSO IM-

PRENDITORE. LE COSIDETTE CONDIZIONI GENERALI DI CONTRATTO, CIOE’ SCHEMI REGOLAMENTARI UNIFORMI,

DESTINATI A TROVARE APPLICAZIONE EGUALE A CIASCUNO DEI CONTRATTI STIPULATI CON L’UTENZA. E’ IMPOR-

TANTE RENDERE CONOSCIBILE ALLA CONTROPARTE IL CONTENUTO DEL CONTRATTO E TUTELARLA CONTRO

CLAUSOLE PARTICOLARMENTE ONEROSE. IL PREDISPONENTE HA L’ONERE DI RENDERE CONOSCIBILI LE CONDI-

ZIONI GENERALI DI CONTRATTO ALL’ADARENTE, CHE A SUO VOLTA DEVE FAR USO DELL’ORDINARIA DILIGENZA PER

CONOSCERLE, RESTANDO IN OGNI CASO VINCOLATO AD ESSE.

LA TUTELA DELL’ADERENTE CONTRO CLAUSOLE PARTICOLARMENTE SVANTAGGIOSE SI REALIZZA, SUBORDINAN-

DONE L’EFFICACIA ALLA LORO SPECIFICA APPROVAZIONE PER ISCRITTO (CLAUSOLE VESSATORIE). UNA FORMA DI

TUTELA SI REALIZZA ATTRAVERSO L’ART. 1370 SECONDO IL QUALE LE CLAUSOLE INSERITE NELLE CONDIZIONI GE-

NERALI DI CONTRATTO SI INTERPRETANO, NEL DUBBIO, A FAVORE DELL’ADERENTE, IN MODO DA SANZIONARE IL

COMPORTAMENTO DEL PREDISPONENTE CHE NON HA FORMULATO IN MODO CHIARO E PRECISO LE PROPRIE

CONDIZIONI. DIVERSO IL DISCORSO PER QUANTO RIGUARDA I CONTRATTI PREDISPOSTI MEDIANTE MODULI O

FORMULARI, MA ANCHE IN QUESTO CASO L’OBIETTIVO E’ RICHIAMARE L’ATTENZIONE DEI CONTRAENTI SULLE

CLAUSOLE VESSITORIE E TUTELARE L’ADERENTE NEL CASO DI MODULO UNILATERALMENTE PREDISPOSTO.

LA DISCIPLINA DEI CONTRATTI DEL CONSUMATORE TUTELA I CONSUMATORI, CIOE COLORO CHE CONTRAGGONO

PER SCOPI ESTRANEI ALL’ATTIVITA’ INDUSTRIALE O IMPRENDITORIALE, CON IL COSIDETTO PROFESSIONISTA, CIOE’

COLUI CHE STIPULI IL CONTRATTO NEL QUADRO DELLA SUA ATTIVITA’ IMPRENDITORIALE O PROFESSIONALE. IL

CONSUMATORE NECESSITA DI TUTELE IN QUANTO RISULTA DECISAMENTE INFERIORE “CONTRATTUALMENTE” RI-

SPETTO ALLE IMPRESE CHE STIPULANO I CONTRATTI. DI PARTICOLARE ATTENZIONE PER IL LEGISLATORE SONO LE

CLAUSOLE VESSATORIE, CHE POTREBBERO CREARE SQUILIBRI FRA I DIRITTI E GLI OBBLIGHI DEI CONTRAENTI DE-

RIVANTI DAL CONTRATTO. L’ACCERTAMENTO DELLA VESSATORIETA’ DELLA CLAUSOLA NON ATTIENE ALLA DETER-

MINAZIONE DELL’OGGETTO NE ALL’ADEGUATEZZA DEL CORRISPETTIVO DEI BENI E SERVIZI, PURCHE’ TALI ELE-

MENTI SIANO INDIVIDUATI IN MODO CHIARO E COMPRENSIBILE. LA VESSATORIETA’ DELLA CLAUSOLA VIENE MENO

QUANDO SIA STATA OGGETTO DI TRATTATIVA INDIVIDUALE. LA CLAUSOLA VESSATORIA E’ INEFFICACE, MA NON

VALE PER L’INTERO CONTRATTO; INOLTRE PUO’ ESSERLO SOLO A VANTAGGIO DEL CONSUMATORE ED E’ RILEVABI-

LE D’UFFICIO DAL GIUDICE. E’ PREVISTA UN’AZIONE INIBITORIA COLLETTIVA APPLICABILE DALLE ASSOCIAZIONI DEI

CONSUMATORI O PROFESSIONISTI, O DALLE CAMERE DI COMMERCIO, CON LA QUALE PUO’ ESSERE RICHIESTO AL

GIUDICE COMPETENTE DI INIBIRE L’USO NEI CONTRATTI DELLE CLAUSOLE DELLE QUALI SIA ACCERTATA

L’ABUSIVITA’. ESISTONO INOLTRE NORME IN MATERIA DI CONTRATTI CONCLUSI AL DI FUORI DI LOCALI COMMER-

CIALI, DAI QUALI SI PUO’ RECEDERE, OPPURE LE NORME IN MATERIA DI PUBBLICITA’ INGANNEVOLE.

ESISTE UNA FASE PRECONTRATTUALE FATTA DI TRATTATIVE OSSIA SCAMBIO DI INFORMAZIONI, NOTIZIE, PUNTI DI

VISTA TRA LE PARTI, TIPICA DI CONTRATTI CON UNA CERTA IMPORTANZA ECONOMICA. DURANTE LE TRATTATIVE

VENGONO IN CONSIDERAZIONE DUE INTERESSI IMPORTANTI:

-LA LIBERTA’ DELLE PARTI DI ABBANDONARE IN QUALSIASI MOMENTO LA TRATTATIVA E COGLIERE OCCASIONI PIU’

FAVOREVOLI.

-L’AFFIDAMENTO CHE LE PARTI HANNO SULL’EFFETTIVO BUON ESITO DEL CONTRATTO; AFFIDAMENTO CHE TAL-

VOLTA, PUO’ PORTARE DELLE SPESE PER LE TRATTATIVE NON INDIFFERENTI.

QUESTI INTERESSI TROVANO UN PUNTO DI EQUILIBRIO NELLA BUONA FEDE NELLE TRATTATIVE IN SENSO OGGET-

TIVO (ART 1337).CONTRARIA ALLA BUONA FEDE E’ PER ESEMPIO LA RESCISSIONE DEL CONTRATTO IN MODO ARBI-

TRARIO. LE RESPONSABILITA’ DELLE TRATTATIVE VENGONO CONSIDERATE COME CONTRATTUALI, E IL RISARCI-

MENTO DEL DANNO E’ LIMITATO ALL’INTERESSE NEGATIVO, OVVERO ALLE SPESE SOSTENUTE E ALLE OCCASIONI

PERSE PER AVER CONFIDATO NELLA CONCLUSIONE DEL CONTRATTO.

E’ POSSIBILE STABILIRE DEGLI ACCORDI PREPARATORI RIGUARDO A PUNTI IN CUI SI E’ TROVATA UN’INTESA TRA LE

PARTI, PUR NON AVENDO ANCORA STIPULATO COMPLETAMENTE IL CONTRATTO. SI PARLA IN QUESTI CASI DI MINU-

TA O PUNTUAZIONE, E SE UNA PARTE IN SEGUITO AD UNA LORO SOTTOSCRIZIONE, ABBANDONI SENZA GIUSTIFI-

CATO MOTIVO O PROSEGUA IL CONTRATTO RIMETTENDO IN DISCUSSIONE I PUNTI SUI QUALI SI ERA GIA’ DECISO,

INCORRERA’ IN RESPONSABILITA’ PRECONTRATTUALI.

E’ POSSIBILE STABILIRE DEI PATTI DI PRELAZIONE CONVENZIONALE, OVVERO UNA PARTE SI OBBLIGA NEI CON-

FRONTI DELL’ALTRA A PREFERIRLA NEL CASO IN CUI DECIDA DI STIPULARE UN CONTRATTO. L’INADEMPIMENTO

DELL’OBBLIGO DA LUOGO A RESPONSABILITA’ CONTRATTUALI, MENTRE LA STIPULAZIONE DEL CONTRATTO CON-

CLUSO IN SEGUITO ALLA VIOLAZIONE DEL PATTO RIMARRA’ VALIDO, IN QUANTO IL PATTO DI PRELAZIONE NON PUO’

PRODURRE EFFETTI NEI CONFRONTI DI TERZI.

ESISTE UN CONTRATTO PRELIMINARE ATTRAVERSO IL QUALE LE PARTI SI OBBLIGANO A STIPULARE, IN UN MO-

MENTO SUCCESSIVO UN CONTRATTO CHE DIVENTERA’ QUINDI DEFINITIVO.

PRODUCE UN EFFETTO PIU’ INTENSO RISPETTO ALLE TRATTATIVE E GLI ALTRI CONTRATTI PRELIMINARI, E PUO’

ESSERE STIPULATO DA ENTRAMBE LE PARTI, BILATERALE OPPURE UNA SOLA, UNILATERALE. IL PRELIMINARE UNI-

LATERALE CONFERISCE ALLA CONTROPARTE UN DIRITTO DI CREDITO, AVENTE AD OGGETTO LA PRESTAZIONE DEL

CONSENSO NECESSARIO ALLA STIPULAZIONE DEL CONTRATTO DEFINITIVO. IL CODICE CIVILE DISCIPLINA IL PRELI-

MINARE SOTTO IL PROFILO DELLA FORMA, DELLA TUTELA GIURISDIZIONALE E SOTTO IL PROFILO DELLA TRASCRI-

ZIONE. NEI COSIDETTI CONTRATTI PRELIMINARI AD EFFETTI ANTICIPATI, LA FORMA E’ SIMILE A QUELLI DEFINITIVI,

C’E’ LA CONSEGNA DELLA COSA, PAGAMENTO DEL PREZZO, TRANNE CHE IL TRASFERIMENTO DELA PROPRIETA’.

L’INTERPRETAZIONE DEL CONTRATTO E’ IL PROCEDIMENTO GIURIDICO ATTRAVERSO IL QUALE SI RICOSTRUISCE IL

SIGNIFICATO DELLA REGOLA INTRODOTTA DALL’AUTONOMIA PRIVATA. L’INTERPRETAZIONE COSTITUISCE IL PRE-

SUPPOSTO PER PROCEDERE ALLA QUALIFICAZIONE DEL CONTRATTO, ALLA SUA VALUTAZIONE NONCHE’

ALL’ACCERTAMENTO DI EVENTUALI VIZI DEL CONSENSO E DELL’ESATTA INDIVIDUAZIONE DEI DIRITTI E DEGLI OB-

BLIGHI SCATURENTI DAL CONTRATTO. ESISTONO DIVERSI TIPI DI INTERPRETAZIONE:

-SOGGETTIVA, IL GIUDICE DOVRA’ PROCEDERE A RICOSTRUIRE LA VOLONTA’ DELLE PARTI, PER COME SI E’ MANI-

FESTATA.

-COMPLESSIVA: LE CLAUSOLE DEL CONTRATTO DEBBONO ESSERE INTERPRETATE LE UNE PER MEZZO DELLE AL-

TRE, ASSEGNANDO A CIASCUNA DI ESSE IL SENSO CHE RISULTA DAL COMPLESSO DELL’ATTO.

-SECONDO BUONA FEDE; DA UN LATO CONSENTE DI VALORIZZARE QUEGLI INTERESSI CHE, PUR NON ESPLICITATI,

SONO PER LE PARTI COMUNQUE RILEVANTI. DALL’ALTRO IMPONE DI ASSEGNARE AL CONTRATTO UN SIGNIFICATO

CONFORME AL RAGIONEVOLE AFFIDAMENTO NUTRITO DA CONTRAENTI LEALI SULLA BASE DEL CONTESTO SOCIO-

ECONOMICO DI RIFERIMENTO.

-SECONDO LA NATURA O L’OGGETTO DEL CONTRATTO;

IN CASO DI OSCURITA’ DEL CONTRATTO, SI FA RICORSO ALL’ARTICOLO 1371 SECONDO CUI IL CONTRATTO DEVE

ESSERE INTESO NEL SENSO MENO GRAVOSO PER L’OBBLIGATO SE A TITOLO GRATUITO, E NEL SENSO CHE REA-

LIZZI UN EQUO CONTEMPERAMENTO DEGLI INTERESSI DELLE PARTI, SE A TITOLO ONEROSO.

L’INSIEME DELLE REGOLE POSTE DALLE PARTI A DISCIPLINA DEI PROPRI IN TERESSI RAPPRESENTA IL CONTENUTO

DEL CONTRATTO, E LE SINGOLE DETERMINAZIONI IN CUI IL CONTENUTO SI ARTICOLA, FORMANO LE CLAUSOLE.

SI PARLA IN GENERE DI ELEMENTI ESSENZIALI (ACCORDO, OGGETTO, CAUSA, FORMA) LA CUI ASSENZA DETERMINA

LA NULLITA’ DEL CONTRATTO, ELEMENTI NATURALI (NORME DISPOSITIVE E SUPPLETTIVE) ED ELEMENTI ACCIDEN-

TALI (CONDIZIONE, TERMINE ED ONERE). L’OGGETTO DEL CONTRATTO, OSSIA IL BENE CHE LE PARTI INTENDONO

CONSEGUIRE, DEVE ESSERE A PENA NULLITA’, POSSIBILE, LECITO, DETERMINATO O DETERMINABILE:

-IMPOSSIBILE: IN TERMINI NATURALI, QUANDO IL BENE SIA GIA’ ANDATO IRRIMEDIABILMENTE DISTRUTTO. IN TER-

MINI GIURIDICI, QUANDO LA SUA NEGOZIAZIONE SIA ESCLUSA DALLA LEGGE

-ILLECITO: QUANDO LA PRESTAZIONE SIA CONSIDERATA ILLECITA(COMPRAVENDITA DI ARMI DA GUERRA).

-DETERMINATO O DETERMINABILE, QUANDO IL BENE VIENE INDIVIDUATO DIRETTAMENTE DAL CONTRATTO (DE-

TERMINATO) O QUANDO SI LIMITI A DETTARE I CRITERI PER LA SUA INDIVIDUAZIONE (DETERMINABILE)

PER COLMARE LE LACUNE DEL REGOLAMENTO PRIVATO, ALLA DETERMINAZIONE DEL CONTRATTO POSSONO CON-

CORRERE ANCHE FONTI DI INTEGRAZIONE, OSSIA LA LEGGE GLI USI E L’EQUITA’.

GLI ELEMENTI ACCIDENTALI DEL CONTRATTO SONO QUELLI CHE LE PARTI INSERISCONO AL FINE DI ASSICURARE IL

SODDISFACIMENTO DI LORO SPECIFICI INTERESSI, INEVITABILMENTE ESTRANEI ALLA DISCIPLINA LEGALE. QUESTA

FUNZIONE E’ COMUNE ALLE TRE FIGURE DELLA CONDIZIONE, DEL TERMINE E DELL’ONERE.

ATTRAVERSO LA PREVISIONE DI UNA CONDIZIONE, LE PARTI SUBORDINANO L’EFFICACIA DEL CONTRATTO, O IL VE-

NIR MENO DI ESSA AL VERIFICARSI DI UN AVVENIMENTO FUTURO E INCERTO. LA DIFFERENZA DAL TERMINE E’

PROPRIO IL FATTO CHE IN QUEST ULTIMO L’AVVENIMENTO E’ CERTO. IL TERMINE PUO’ ESSERE INIZIALE O FINALE A

SECONDA CHE, AL SUO ARRIVO, GLI EFFETTI DEL CONTRATTO SI PRODUCANO O VENGANO MENO. A DIFFERENZA

DEL TERMINE DI ADEMPIMENTO CHE INCIDE SOLO SULL’ESIGIBILITA’ DELLA PRESTAZIONE, IL TERMINE COME ELE-

MENTO ACCIDENTALE DEL CONTRATTO INCIDE SULLA EFFICACIA DI QUEST’ULTIMO, SOSPENDENDOLA O RISOL-

VENDOLA. LA CONDIZIONE PUO’ ESSERE RISOLUTIVA O SOSPENSIVA:

-SOSPENSIVA, SOSPENDE GLI EFFETTI DEL CONTRATTO FINO AL VERIFICARSI DELL’EVENTO.

-RISOLUTIVA, AL VERIFICARSI DELL’EVENTO, GLI EFFETTI DEL CONTRATTO SIN LI PRODOTTISI VERRANO MENO.

L’EFFETTO DEDOTTO IN CONDIZIONE DEVE ESSERE POSSIBILE E LECITO:

-IN CASO DI IMPOSSIBILITA’ DELL’EVENTO, IL CONTRATTO IN PRESENZA DI UNA CONDIZIONE SOSPENSIVA SARA’

NULLO, POICHE’ NON POTREBBE DISPIEGARE I PROPRI EFFETTI.

-L’ ILLICEITA’ DELL’EVENTO IN CONDIZIONE RENDE SEMPRE NULLO IL CONTRATTO IN QUANTO LE PARTI HANNO

VINCOLATO LA SUA EFFICACIA, ALLA REALIZZAZIONE DI UN INTERESSE CHE VA IN CONTRASTO CON QUELLI TUTE-

LATI DA NORME IMPERATIVE.

LA CONDIZIONE E’ CASUALE SE IL VERIFICARSI DELL’EVENTO DIPENDE DAL CASO O DA UN TERZO COMPLETAMEN-

TE SOTRATTO AL CONTROLLO DELLE PARTI. E’ POTESTATIVA SE DIPENDE DALLA VOLONTA’ DI UNA DELLE PARTI

PER LA QUALE, NON SIA DEL TUTTO INDIFFERENTE PORRE IN ESSERE IL COMPORTAMENTO CHE REALIZZA LA

CONDIZIONE. E’ MISTA SE AL VERIFICARSI DELL’EVENTO CONCORRONO IL CASO E LA VOLONTA’

DELL’INTERESSATO.

DURANTE LA PENDENZA DELLA CONDIZIONE, CIOE’ POCO PRIMA CHE SI VERIFICHI O EMERGA CON CERTEZZA LA

SUA IMPOSSIBILITA’, LE PARTI POTRANNO COMPIERE ATTI CONSERVATIVI DEL DIRITTO (CHIEDERE UN SEQUESTRO

DEI BENI).

DURANTE LA PENDENZA DELLA CONDIZOINE, LA PARTE CONTROINTERESSATA AL VERIFICARSI DELLA CONDIZIONE,

DEVE COMPORTARSI SECONDO BUONA FEDE; UNA SANZIONE PER LA VIOLAZIONE DI QUEST’OBBLIGO E’ COSTITUI-

TA DALLA FINZIONE DI AVVERAMENTO, CHE CONSIDERA AVVERATA LA CONDIZIONE QUANDO ESSA NON SI SIA VE-

RIFICATA PER UNA CAUSA IMPUTABILE ALLA PARTE CONTROINTERESSATA AL SUO REALIZZARSI. IN ALCUNI CASI

L’EFFICACIA DEL CONTRATTO E’ CONDIZIONATA NON PER VOLONTA’ DELLE PARTI O DEL CASO, MA PER LEGGE, E

PRENDE IL NOME DI CONDIZIONE LEGALE O CONDICIO IURIS.

LA CAUSA PUO’ ESSERE DEFINITA COME LA FUNZIONE CHE IL CONTRATTO E’ CHIAMATO AD ESPLETARE PER ES-

SERE RICONOSCIUTO DALL’ORDINAMENTO GIURIDICO. LA CAUSA E’ UNO DEGLI ELEMENTI ESSENZIALI DEL CON-

TRATTO, E DEVE RISPETTARE IL PRINCIPIO DI NECESSARIA CAUSALITA’ DELLE ATTRIBUZIONI PATRIMONIALI, SE-

CONDO IL QUALE OGNI SPOSTAMENTO PATRIMONIALE DEVE ESSERE GIUSTIFICATO DA UNA CAUSA, POICHE’ AL-

TRIMENTI CHI LO HA POSTO IN ESSERE NE POTRA’ CHIEDERE L’ELIMINAZIONE. LA MANCANZA DELLA CAUSA DE-

TERMINA LA NULLITA’ DELL’ATTO PER IL TRAMITE DEL QUALE SI E’ ATTUATO LO SPOSTAMENTO PATRIMONIALE. IN

GENERE LA CAUSA DEL CONTRATTO E’ STATA IDENTIFICATA CON LA SUA FUNZIONE ECONOMICO-SOCIALE. MA IN

REALTA’ E’ PIU’ OPPORTUNA UNA DEFINIZIONE IN TERMINI DI FUNZIONE ECONOMICO-INDIVIDUALE DEL CONTRAT-

TO. IN QUESTA PROSPETTIVA, LA CAUSA NON SI CONFIGURA PIU’ COME IL TIPO ASTRATTO, BENSI’ COME LA CON-

CRETA FUNZIONE CHE LE PARTI HANNO RITENUTO DI IMPRIMERE AL CONTRATTO E CHE ORA BEN POTRA’ RISUL-

TARE ILLECITA SE ILLECITI SONO GLI INTERESSI PERSEGUITI.

ESISTONO DELLE DIFFERENZE TRA LA CAUSA E LE RAGIONI INDIVIDUALI DEI CONTRAENTI, I COSIDETTI MOTIVI DEL

CONTRATTO, OVVERO TUTTO CIO’ CHE E’ ESTRANEO ALLA FUNZIONE TIPICA CORRISPONDERA’ AD UN MOTIVO IR-

RILEVANTE. PER DISTINGUERE QUESTI CASI BISOGNA VERIFICARE SE L’INTERESSE SIA PENETRATO O MENO

NELL’ECONOMIA DEL CONTRATTO E CIOE’ NELLA RIPARTIZIONE DI COSTI, VANTAGGI, E RISCHI CHE LE PARTI HAN-

NO REALIZZATO. QUESTA IMPOSTAZIONE HA RICADUTE SUL PROBLEMA RELATIVO ALLE CONSEGUENZE DERIVANTI

DAL MANCATO SODDISFACIMENTO DI QUEGLI INTERESSI ECONOMICI, SIA SUL PROBLEMA DELLE ILLICEITA’ DEGLI

STESSI. IL PRIMO COINCIDE CON QUELLO DELLA RILEVANZA DA ASSEGNARE ALLA COSIDETTA BASE NEGOZIALE O

PRESUPPOSIZIONE. LO STRUMENTO ATTRAVERSO IL QUALE DEFINIRE L’AMBITO DI RILEVANZA DELLA PRESUPPO-

SIZIONE E’ QUELLO DELLA INTERPRETAZIONE SECONDO BUONA FEDE.

IL PROBLEMA DELL’ILLICEITA’ DEGLI INTERESSI PERSEGUITI DALLA PARTI COINVOLGE L’ILLICEITA’ DELLA CAUSA,

L’ILLICEITA’ DEI MOTIVI E LA FRODE ALLA LEGGE. LA CAUSA DEL CONTRATTO E’ ILLECITA QUANDO RISULTI CON-

TRARIA A NORME IMPERATIVE ALL’ORDINE PUBBLICO O AL BUON COSTUME. PER ORDINE PUBBLICO SI INTENDONO

QUEI PRINCIPI DESUMIBILI DALLA COSTITUZIONE, DAI TRATTATI COMUNITARI, DAL CODICE CIVILE ECC. CHE ATTEN-

GONO AI PROFILI ORDINATI DELLA VITA POLITICA O ECONOMICA DELLA COLLETTIVITA’. PER BUON COSTUME SI IN-

TENDONO QUEI PRINCIPI ETICI E MORALI SOCIALI, VIGENTI IN UN DATO CONTESTO STORICO. UN CONTRATTO IN

FRODE ALLA LEGGE E’ QUELLO CHE VIENE UTILIZZATO DALLE PARTI AI FINI DI ELUDERE UNA NORMA IMPERATIVA.

L’INTERESSE PERSEGUITO DALLE PARTI PUO’ RISULTARE ANCHE DA UNA COMBINAZIONE DI PIU’ SCHEMI NEGOZIA-

LI TIPICI, E SI PARLERA’ DI CONTRATTI MISTI. IL CASO DI COLLEGAMENTO NEGOZIALE, SI HA QUANDO DUE O PIU’

CONTRATTI SONO AVVINTI DA UN NESSO DI UN RISULTATO UNITARIO.

TALVOLTA, LA STIPULAZIONE DI UN CONTRATTO PONE CAPO AD UNO STATO DI COSE SOLTANTO FITTIZIO, DIETRO

IL QUALE SI CELA UN ASSETTO DI INTERESSI DIVERSO DA QUELLO CHE APPARE ALL’ESTERNO, O ADDIRITTURA UN

ASSETTO DI INTERESSI PER NULLA INNOVATIVO DELLA PREESISTENTE REALTA’ GIURIDICA. E’ IL CASO DI SIMULA-

ZIONE DEL CONTRATTO, CHE PUO’ ESSERE RELATIVA O ASSOLUTA:

-RELATIVA QUANDO CADE SULLA NATURA DEL CONTRATTO O SUL SUO OGGETTO

-ASSOLUTA QUANDO NON SI INTENDE MODIFICARE LA PREESISTENTE REALTA’ GIURIDICA.

E’ POSSIBILE ANCHE UNA SIMULAZIONE FITTIZIA DI PERSONA, NELLA QUALE VENGONO “SIMULATE” LE PARTI DEL

CONTRATTO. LA SIMULAZIONE E’ VIETATA DALLA LEGGE QUANDO SI INTENDANO PERSEGUIRE INTERESSI ILLECITI.

IL CONTRATTO SIMULATO NON PRODUCE EFFETTI TRA LE PARTI. CON IL NEGOZIO FIDUCIARIO, UN SOGGETTO (FI-

DUCIANTE) TRASFERISCE LA PROPRIETA’ DI DATI SUOI BENI AD UN ALTRO SOGGETTO (FIDUCIARIO) CON L’INTESA

CHE QUEST’ULTIMO FACCIA DI QUESTI BENI UN USO CERTO, PER POI RITRASFERIRLI AD UN TERZO FIDUCIANTE.

PUO’ ESSERE NEGOZIO FIDUCIARIO DI MANDATO O DI GARANZIA:

-DI MANDATO, IL FIDUCIARIO ACQUISTA LA PROPRIETA’ DEI BENI CON L’OBBLIGO DI PRESERVARLI O GESTIRLI IN

MODO PRODUTTIVO E POI RITRASFERIRLI AL FIDUCIANTE, OVVERO AL TERZO DA QUESTI INDICATO.

-DI GARANZIA, IL FIDUCIARIO, CREDITORE DEL FIDUCIANTE, ACQUISTA I BENI FIDUCIATI IN GARANZIA DEL CREDITO

CON L’OBBLIGO DI TRASFERIRLI AL FIDUCIANTE UNA VOLTA OTTENUTA LA PRESTAZIONE.

IN BASE ALLA FUNZIONE DA ESSI SVOLTA POSSIAMO DISTINGUERE TRA CONTRATTI A PRESTAZIONI CORRISPETTI-

VE CARATTERIZZATI DA UNA FUNZIONE DI SCAMBIO, E CONTRATTI UNILATERALI. IN QUELLI A CORRISPETTIVI, I VIZI

O DIFETTI IN UNA DELLE DUE PRESTAZIONI, SI RIPERQUOTONO ANCHE SULL’ALTRA, IN BASE AL LEGAME DI SINAL-

LAGMA. SITUAZIONE DIVERSA QUELLA DEI CONTRATTI A TITOLO ONEROSO O A TITOLO GRATUITO. IN QUELLI A TI-

TOLO ONEROSO, COSI’ COME IN QUELLI SINALLAGMATICI, I VANTAGGI E SACRIFICI SI SUDDIVIDONO TRA LE PARTI.

IN QUELLI A TITOLO GRATUITO IL SACRIFICIO VIENE SOPPORTATO DA UNA SOLA PARTE, A VANTAGGIO DELL’ALTRA.

L’ACQUIRENTE A TITOLO GRATUITO, POTENDO SOLO TRARRE VANTAGGI, GODRA’ DI UNA TUTELA MINORE RISPET-

TO ALL’ACQUIRENTE A TITOLO ONEROSO. IN BASE ALLA FUNZIONE POSSIAMO ANCORA DISTINGUERE I CONTRATTI

DI SCAMBIO E ASSOCIATIVI; IN QUESTI ULTIMI LE PRESTAZIONI NON SI INCROCIANO ESSENDO PIUTTOSTO FINALIZ-

ZATE AL PERSEGUIMENTO DI UNO SCOPO COMUNE AI CONTRAENTI. UN'ALTRA DISTINZIONE TRA CONTRATTI COM-

MUTATIVI, NEI QUALI VANTAGGI E SVANTAGGI POSSONO ESSERE PREVISTI E CALCOLATI FIN DAL MOMENTO DELLA

CONCLUSIONE DEL CONTRATTO, E ALEATORI NEI QUALI VANTAGGI E SVANTAGGI SONO INCERTI.

LA FORMA SCRITTA CHE DEVE ASSUMERE UN CONTRATTO E’ DI FONDAMENTALE IMPORTANZA, PENA LA NULLITA’

DELLO STESSO. E’ IMPORTANTE PER IL CARATTERE ECONOMICO DELL’ATTO, INFATTI PER GLI ATTI CHE TRASFERI-

SCANO O COSTITUISCANO DIRITTI REALI IMMOBILIARI E’ PREVISTA LA TRASCRIZIONE DELLA FORMA DELL’ATTO

PUBBLICO O DELLA SCRITTURA PRIVATA. E’ ANCHE UNA FORMA PER TUTELARE LA PARTE DEBOLE DEL CONTRAT-

TO, PER ASSICURARGLI IL MASSIMO DI CERTEZZA SUL CONTENUTO DEL CONTRATTO, IN PARTICOLARE SULLE

CLAUSOLE VESSATORIE. LA FORMA SCRITTA VIENE ADOTATTA A VOLTE PER CONVENZIONE (INTRODOTTA DALLE

PARTI STESSE) OPPURE PER LA SUA PROVA, NEL CASO DI INSORGERE DI CONTROVERSIE.

PER QUANTO RIGUARDA I CONTRATTI TELEMATICI, C’E’ DA DIRE CHE VIENE DEFINITO DOCUMENTO INFORMATICO

“LA RAPPRESENTAZIONE INFORMATICA DI ATTI, FATTI O DATI GIURIDICAMENTE RILEVANTI”. PER L’ATTRIBUZIONE

DELLA PATERNITA’ DEL DOCUMENTO, E’ STATA INTRODOTTA LA FIRMA DIGITALE OVVERO “IL RISULTATO DELLA

PROCEDURA INFORMATICA BASATA SU UN SISTEMA DI CHIAVI ASSIMETRICHE A COPPIA, UNA PUBBLICA E UNA PRI-

VATA, CHE CONSENTE AL SOTTOSCRITTORE TRAMITE LA CHIAVE PRIVATA E AL DESTINATARIO TRAMITE LA CHIAVE

PUBBLICA, RISPETTIVAMENTE DI RENDERE MANIFESTA E DI VERIFICARE LA PROVENIENZA E L’INTEGRITA’ DI UN

DOCUMENTO INFORMATICO O DI UN INSIEME DI DOCUMENTI INFORMATICI. INOLTRE SE REDATTO CORRETTAMENTE

HA EFFICACIA PROBATORIA.

IL CONTRATTO HA FORZA DI LEGGE TRA LE PARTI. ESISTONO CONTRATTI AD EFFETTI OBBLIGATORI CHE INSTAU-

RANO RAPPORTI OBBLIGATORI, E CONTRATTI AD EFFETTI REALI CHE TRASFERISCONO LA TITOLARITA’ DI UN DIRIT-

TO. IN BASE AL MOMENTO DELLA LORO ESECUZIONE SI DISTINGUONO CONTRATTI AD ESECUZIONE ISTANTANEA

(COMPRAVENDITA) O ESECUZIONE CONTINUATA (SOMMINISTRAZIONE, APPALTO).

PER I CONTRATTI REALI E’ PREVISTA LA COSIDETTA IMMEDIATA EFFICACIA TRASLATIVA DEL CONSENSO LEGITTI-

MAMENTE MANIFESTATO: IN PRATICA E’ SUFFICIENTE IL CONSENSO A PRODURRE L’EFFETTO REALE. QUESTO E’

CAUSA DI CONFLITTI CHE SI RISOLVONO CON DIVERSI CRITERI. QUESTI CRITERI VARIANO A SECONDA CHE SI

TRATTI DI BENI IMMOBILI O MOBILI REGISTRATI, NEL QUAL CASO PREVARRA’ CHI PER PRIMO ABBIA TRASCRITTO

L’ACQUISTO; OVE SI TRATTI DI DIRITTI PERSONALI DI GODIMENTO, PREVARRA’ CHI PER PRIMO HA ACQUISTATO IL

GODIMENTO DELLA COSA; IN CASO DI BENI MOBILI, PREVALE CHI HA OTTENUTO PER PRIMO IL POSSESSO IN BUO-

NA FEDE; IN CASO DI CREDITI PREVARRA’ CHI HA NOTIFICATO PER PRIMO LA CESSIONE AL DEBITORE O CHE SI SIA

PROCURATO UN’ACCETTAZIONE DA PARTE DEL DEBITORE AVENTE DATA CERTA ANTERIORE.

L’EFFICACIA DI LEGGE TRA LE PARTI CHE L’ART 1372 RICONOSCE AL CONTRATTO, DEVE INTENDERSI NEL SENSO

DELLA IRREVOCABILITA’ DEL VINCOLO NEGOZIALE. PERTANTO IL CONTRATTO POTRA’ SCIOGLIERSI SOLTANTO

QUANDO LE PARTI MANIFESTINO CONCORDAMENTE LA LORO VOLONTA’ IN TAL SENSO (MUTO CONSENSO O MUTUO

DISSENSO). LA LEGGE O IL CONTRATTO STESSO POSSONO ATTRIBUIRE A UNA DELLE DUE PARTI IL DIRITTO DI RE-

CESSO O REVOCA O ANCORA RINUNZIA. SI TRATTA DI UN DIRITTO POTESTATIVO CHE COMPORTA LO SCIOGLIMEN-

TO DEL VINCOLO CONTRATTUALE. CON LA LEGISLAZIONE A TUTELA DEL CONSUMATORE, IL RECESSO RAPPRESEN-

TA UN RIMEDIO CONTRO DECISIONI CHE RISCHIANO DI ESSERE SCARSAMENTE PONDERATE. PER ESEMPIO I CON-

TRATTI NEGOZIATI FUORI DAI LOCALI COMMERCIALI, RECESSO DELL’INVESTITORE DAI CONTRATTI DI COLLOCA-

MENTO DI STRUMENTI FINANZIARI O DI GESTIONE DI PORTAFOGLI INDIVIDUALI CONCLUSI FUORI SEDE O COLLOCA-

TI A DISTANZA, RECESSO DAI CONTRATTI A DISTANZA. PER USUFRUIRE DEL DIRITTO DI RECESSO IN GENERE VIENE

ATTRIBUITA UNA SOMMA IN DENARO, CONSEGUITA O AL MOMENTO DELLA CONCLUSIONE DEL CONTRATTO (CA-

PARRA PENITENZIALE) O NEL MOMENTO IN CUI VIENE ESERCITATO IL DIRITTO DI RECESSO (MULTA PENITENZIALE).

IN GENERE IL CONTRATTO PRODUCE EFFETTI SOLTANTO TRA LE PARTI. IL PRINCIPIO DI INTANGIBILITA’ DELLA SFE-

RA GIURIDICA DEI TERZI E’ E’ ASSOLUTO PER QUANTO ATTIENE A POSSIBILI EFFETTI SVANTAGGIOSI DERIVANTI DAL

CONTRATTO. SIGNIFICATIVA E’ LA PROMESSA DEL FATTO DEL TERZO E CIOE’ DEL CONTRATTO SULLA BASE DEL

QUALE UNA PARTE ABBIA PROMESSO L’OBBLIGAZIONE O IL FATTO DI UN TERZO. PER ESEMPIO TIZIO PROMETTE A

CAIO CHE SEMPRONIO STIPULERA’ CON LO STESSO CAIO UNA LOCAZIONE. IN QUESTO CASO SEMPRONIO NON E’

OBBLIGATO AD ADEMPIERE, MENTRE TIZIO SARA’ TENUTO AD INDENNIZZARE CAIO SE SEMPRONIO SI RIFIUTA.

CI SONO ECCEZIONI SE IL CONTRATTO GENERA PER IL TERZO DEGLI EFFETTI FAVOREVOLI. NEL CONTRATTO A FA-

VORE DEL TERZO E’ PRESENTE UNO STIPULANTE ED IL PROMITTENTE. IL RAPPORTO TRA QUESTI DUE SOGGETTI

PRENDE IL NOME DI PROVVISTA, MENTRE IL RAPPORTO TRA PROMITTENTE E IL TERZO PRENDE IL NOME DI VALU-

TA. DEVE ESSERCI UN INTERESSE DELLO STIPULANTE ALL’ATTRIBUZIONE DI UN DIRITTO IN FAVORE DEL TERZO,

CHE PUO’ ESSERE ANCHE DI NATURA NON PATRIMONIALE. L’ACQUISTO DEL DIRITTO DA PARTE DEL TERZO AVVIE-

NE ATTRAVERSO LA SEMPLICE STIPULAZIONE IN SUO FAVORE, E NON E’ NECESSARIA ACCETTAZIONE. IN CASO DI

RIFIUTO DEL TERZO, LA PRESTAZIONE RIMARRA A BENEFICIO DELLO STIPULANTE SALVO DIVERSO ACCORDO TRA

LE PARTI.

IL DISCORSO SUGLI EFFETTI DEL CONTRATTO SI ESTENDE ANCHE ALLA CESSIONE DEL CONTRATTO. A DIFFERENZA

DELLE MODIFICAZIONI DEL LATO ATTIVO O PASSIVO DEL RAPPORTO OBBLIGATORIO, LA CESSIONE DEL CONTRAT-

TO TRASFERISCE L’INTERA POSIZIONE CONTRATTUALE. PER QUESTO MOTIVO LA CESSIONE DEL CONTRATTO E’

CIRCOSCRITTA AI SOLI CONTRATTI A PRESTAZIONI CORRISPETTIVE NON ANCORA ESEGUITE. LA CESSIONE DEL

CONTRATTO E’ A SUA VOLTA UN CONTRATTO, CHE RICHIEDE IL CONSENSO DEL CONTRAENTE CEDUTO: QUESTO

CONSENSO PUO’ ESSERE MANIFESTATO IN VIA PREVENTIVA, E IN QUESTO CASO LA CESSIONE SARA’ EFFICACE NEI

CONFRONTI DEL CONTRAENTE CEDUTO DAL MOMENTO IN CUI ESSA GLI VENGA NOTIFICATA. DIVERSA L’IPOTESI

DEL SUBCONTRATTO COL QUALE VIENE STIPULATO UN CONTRATTO CHE HA AD OGGETTO NON IL TRASFERIMENTO

DELLA POSIZIONE CONTRATTUALE DI UNA DELLE PARTI, MA UNA SITUAZIONE GIURIDICA COLLEGATA AD UN RAP-

PORTO ANCORA IN CORSO E SCATURENTE DA UN PRECEDENTE CONTRATTO.

IN TEORIA C’E’ PERFETTA COINCIDENZA TRA CHI PONE IN ESSERE L’ATTO (PARTE FORMALE) E CHI VIENE INVESTI-

TO DAGLI EFFETTI SCATURITI DA QUELL’ATTO (PARTE SOSTANZIALE), MA IN PRATICA QUESTA COINCIDENZA VIENE

A MANCARE PERCHE LA PARTE SOSTANZIALE NON PUO’ O NON VUOLE STIPULARE IN PRIMA PERSONA L’ATTO. PUO’

ACCADERE NEL CASO IN CUI SI DIANO CONDIZIONI DI TEMPO E LUOGO PARTICOLARMENTE ONEROSE PER LA PAR-

TE, OPPURE IN CASI DI VERA E PROPRIA IMPOSSIBILITA’ GIURIDICA. ESISTE UNO STRUMENTO PER SOSTIUIRE LA

PARTE SOSTANZIALE IMPOSSIBILITATA ED E’ QUELLO DELLA RAPPRESENTANZA CHE PUO’ INTERESSARE TUTTI GLI

ATTI DI AUTONOMIA PRIVATA, CON LA SOLA ECCEZIONE DEI NEGOZI PERSONALISSIMI (MATRIMONIO, DONAZIONE

ETC). LA RAPPRESENTANZA DIRETTA E’ CARATTERIZZATA DAL FATTO CHE L’EFFETTO DISCENDENTE DAL CON-

TRATTO POSTO IN ESSERE DA COLUI (RAPPRESENTANTE) CHE ABBIA AGITO IN NOME E PER CONTO

DELL’INTERESSATO (RAPPRESENTATO) SI RIPERCUOTE IMMEDIATAMENTE NELLA SFERA GIURIDICA DI

QUEST’ULTIMO, A CONDIZIONE CHE SI SIA MANTENUTO NEL LIMITE DEI POTERI CONFERITIGLI.

SI CONTRAPPONE A QUESTA LA RAPPRESENTANZA INDIRETTA NELLA QUALE NON VI E’ ATTRIBUZIONE DI LEGITTI-

MAZIONE RAPPRESENTATIVA, BENSI UN SEMPLICE CONFERIMENTO AD UN SOGGETTO DELL’INCARICO DI SVOLGE-

RE ATTIVITA’ GIURIDICA NELL’INTERESSE DI UN ALTRO SOGGETTO E NON ANCHE NEL SUO NOME. IL POTERE DI

RAPPRESENTANZA O LEGITTIMAZIONE RAPPRESENTATIVA E’ UNA POTESTA’ IN QUANTO IL SUO TITOLARE NON E’

ANCHE IL PORTATORE DELL’INTERESSE IN VISTA DEL QUALE IL POTERE VIENE CONFERITO; PUO’ DISCENDERE DA

UNA MANIFESTAZINE VOLONTARIA, O DALLA LEGGE (RIENTRA NELLA SFERA DELL’INCAPACITA’ LEGALE DI AGIRE).

LA FONTE DELLA RAPPRESENTANZA VOLONTARIA E’ DENOMINATO PROCURA ED E’ UN NEGOZIO RECETTIZIO, NEI

CONFRONTI DEL RAPPRESENTANTE, MA NON NEI CONFRONTI DI TERZI. IL RAPPRESENTANTE DEVE ESERCITARE IL

SUO POTERE NELL’INTERESSE DEL RAPPRESENTATO; SE NASCONO CONFLITTI DI INTERESSI IL CONTRATTO E’ AN-

NULLABILE. UN’IPOTESI SPECIFICA E’ QUELLA DEL CONTRATTO CON SE STESSO DOVE AD UN’UNICA PARTE FOR-

MALE CORRISPONDONO DUE PARTI SOSTANZIALI.

A QUESTA MATERIA VA RICONDOTTO IL DISCORSO DEL CONTRATTO PER PERSONA DA NOMINARE: IN QUESTO CA-

SO UNO DEI CONTRAENTI SI RISERVA IL POTERE “DI NOMINARE SUCESSIVAMENTE LA PERSONA CHE DEVE ACQUI-

STARE I DIRITTI E ASSUMERE GLI OBBLIGHI NASCENTI DAL CONTRATTO STESSO”. QUESTA TECNICA E’ UTILIZZATA

NEI CONTRATTI TRASLATIVI DELLA PROPRIETA’, QUANDO L’ACQUIRENTE ABBIA INTENZIONE DI RITRASFERIRE AD

UN TERZO IL DIRITTO. LA DICHIARAZIONE DI NOMINA HA EFFETTO SOLTANTO SE ACCOMPAGNATA

DALL’ACCETTAZIONE DEL NOMINATO O SE INTEGRATA DA UNA SUA PROCURA ANTERIORE AL CONTRATTO.

Patologie strutturali e funzionali del contratto

TALORA L’ORDINAMENTO PUO’ COMPIERE UNA VALUTAZIONE COSI’ NEGATIVA DELL’ATTO DI AUTONOMIA PRIVATA

DA INDURLO A NEGARGLI QUALSIASI EFFICACIA. IN ALTRI CASI VIENE CONCESSA UN EFFICACIA PROVVISORIA E IN-

TERINALE, CHE PUO’ ESSERE RIMOSSA SU INIZIATIVA DI UNA DELLE PARTI. QUESTI IPOTESI CORRISPONDONO

ALL’AREA DELL’INVALIDITA’ DEL CONTRATTO. IL CODICE NON DISCIPLINA SPECIFICATAMENTE QUESTA DISCIPLINA,

MA SI DEDICA SULLE FIGURE DI NULLITA’ E ANNULLABILITA’. LE FORME DI INVALIDITA’ DEL CONTRATTO SONO:

A)IN UN IMPERFEZIONE STRUTTURALE DELLA FATTISPECIE(DIFETTO DI CAUSA, DETERMINATEZZA)

B)NEL CONTRASTO TRA L’INTERESSE CONCRETAMENTE PERSEGUITO DALLE PARTI E GLI INTERESSI RITENUTI

FONDAMENTALI DALL’ORDINAMENTO GIURIDICO.

C)NELLA CONTRARIETA’ ALTRIMENTI RISCONTRABILE, DEL CONTRATTO RISPETTO A NORME IMPERATIVE.

D)NELLA VIOLAZIONE DI NORME POSTE A TUTELA DI UN CONTRAENTE, RITENUTO DEBOLE, E FINALIZZATE AD IM-

PEDIRE, O A CIRCONDARE DI PARTICOLARI CAUTELE, L’INSERIMENTO NEL CONTRATTO DI CLAUSOLE IN GRADO DI

PREGIUDICARNE LA POSIZIONE.

E)IN UN VIZIO DEL CONSENSO

F)NELLA ASSENZA IN UNO DEI CONTRAENTI, DEI REQUISITI DI CAPACITA’ RICHIESTI DALL’ORDINAMENTO GIURIDICO

G)IN GENERALE, NELLA PRESENZA DI VIZI DEL CONTRATTO RITENUTI DAL LEGISLATORE DI MINORE GRAVITA’, AVU-

TO IN RIGUARDO ALLA CONSISTENZA E ALLA QUALITA’ DELL’INTERESSE DA PROTEGGERE.

NON PUO’ ASSIMILARSI IL CONCETTO DI INVALIDITA’ A QUELLO DI RESCISSIONE DEL CONTRATTO, CHE SI FONDA SU

UN IPOTESI ECCEZIONALE DI RILEVANZA DELLO SQUILIBRIO IN SENSO OGGETTIVO DELLE PRESTAZIONI DEDOTTE

IN CONTRATTO. L’INVALIDITA’ E’ DIVERSA DALL’INEFFICACIA. INFATTI SE UN CONTRATTO E’ INVALIDO, NON E’ NE-

CESSARIAMENTE INEFFICACIE, E VICEVERSA.

L’ANNULLABILITA’ DEL CONTRATTO PUO’ DISCENDERE DA:

A)ESISTENZA DI UN VIZIO NELLA FORMAZIONE DEL CONSENSO CONTRATTUALE

B)DALLA CONDIZIONE DI INCAPACITA’ LEGALE DI AGIRE O INCAPACITA’ NATURALE NELLA QUALE SI TROVA UNA

DELLE PARTI AL MOMENTO DELLA CONCLUSIONE DEL CONTRATTO.

C)DA ULTERIORI SITUAZIONI CHE DEBBONO TUTTAVIA ESSERE OGGETTO DI SPECIFICA PREVISIONE NORMATIVA.

COME DETTO POSSONO NASCERE DEI VIZI DI VOLONTA’ O VIZI DEL CONSENSO, SUSCETTIBILI DI INSORGERE NELLA

FASE FORMATIVA DEL CONSENSO CONTRATTUALE. DA UN LATO E’ NECESSARIO ASSICURARE L’INTEGRITA’ DEL

CONSENSO DI CIASCUN CONTRAENTE, DALL’ALTRO VA TUTELATO L’AFFIDAMENTO RIPOSTO DALLA CONTROPARTE

SULLA VALIDITA’ DEL CONTRATTO.

L’ERRORE PUO’ CONSISTERE INNANZITUTTO, IN UNA FALSA RAPPRESENTAZIONE OVVERO IN UN IGNORANZA DEL-

LA REALTA’ ALLA QUALE IL CONTRATTO SI RIFERISCE, TALE DA PREGIUDICARE LA CORRETTA FORMAZIONE DEL

CONSENSO. PER EVITARE DI METTERE IN REPENTAGLIO LA SICUREZZA DEI TRAFFICI GIURIDICI, IL LEGISLATORE HA

FISSATO DEI REQUISITI DI RILEVANZA DELL’ERRORE, CONSISTENTI NELL’ESSENZIALITA’ E RICONOSCIBILITA’

DELL’ERRORE STESSO; E DI QUI ANCHE LA DIVERSITA’ DELLA DISCIPLINA IN MATERIA DI DONAZIONE E DI TESTA-

MENTO, DOVE LA UNILATERALITA’ DELL’ATTO E LA GRATUITA’ DELL’ACQUISTO AFFIEVOLISCONO L’ESIGENZA DI TU-

TELA DELL’AFFIDAMENTO. L’ERRORE SI RITIENE ESSENZIALE QUANDO:

A)CADA SULLA NATURA O SULL’OGGETTO DEL CONTRATTO

B)CADA SULLA IDENTITA’ DELL’OGGETTO DELLA PRESTAZIONE O SU TALUNE SUE QUALITA’ CHE IN BASE AL CO-

MUNE APPREZZAMENTO O IN RELAZIONE ALLA CIRCOSTANZE, DEBBANO RITENERSI DETERMINANTI DEL CONSEN-

SO. L’ERRORE SUL VALORE E’ RILEVANTE NEI LIMITI IN CUI SI TRADUCA IN ERRORE SULLE QUALITA’ DELL’OGGETTO

DELLA PRESTAZIONE.

C)CADA SULL’IDENTITA’ O SULLE QUALITA’ DELLA PERSONA DELL’ALTRO CONTRAENTE, OVE L’UNA O LE ALTRE

SIANO DETERMINANTI DEL CONSENSO

D)QUANDO TRATTANDOSI DI ERRORE DI DIRITTO, SIA STATA LA RAGIONE UNICA O PRINCIPALE DEL CONSENSO.

QUANDO L’ERRORE CADE SU CIRCOSTANZE ESTRINSECHE AL CONTRATTO, AVREMO ERRORI SUI MOTIVI E DI PRE-

VISIONE. UNA DISCIPLINA PARTICOLARE E’ RISERVATA ALL’ERRORE DI CALCOLO CHE PORTA AD UNA RETTIFICA E

NON ALL’ANNULLAMENTO DEL CONTRATTO. UN REQUISITO DI RILEVANZA DELL’ERRORE E’ LA SUA RICONOSCIBILI-

TA’ CHE SUSSISTE QUANDO LA CONTROPARTE AVREBBE POTUTO ACCORGERSI DELL’ERRORE USANDO

L’ORDINARIA DILIGIENZA.

IL DOLO CONSISTE IN UNA FLASA RAPPRESENTAZIONE O IGNORANZA DELLA REALTA’ NON SPONTANEAMENTE DE-

TERMINATASI, BENSI INDOTTA DA UN RAGGIRO O DA UN ARTIFIZIO DELLA CONTROPARTE O DI UN TERZO. AI FINI

DELL’ANNULLABILITA’ IL RAGGIRO O L’ARTIFIZIO DEVONO ESSERE TALI DA INDURRE IN ERRORE UNA PERSONA

NORMALMENTE RAGIONEVOLE E SENSATA. PER ANNULLARE IL CONTRATTO, IL DOLO DEV’ESSERE STATO DETER-

MINANTE, TALE CIOE’ DA INDURRE LA CONTROPARTE A STIPULARE. SE INVECE I RAGGIRI NON SIANO STATI TALI DA

INDURRE LA STIPULA DEL CONTRATTO, MA ABBIANO FATTO SI CHE IL CONTRATTO VENISSE CONCLUSO A CONDI-

ZIONI DIVERSE, IL DOLO E’ DEFINITO INCIDENTE.

UN ALTRO CASO DI VIZIO DEL CONSENSO, CAUSA DI ANNULLABILITA’, E’ LA VIOLENZA MORALE DIVERSA DALLA

VIOLENZA FISICA MOLTO PIU’ RARA NELLA REALTA’. AL FINE DELL’ANNULLABILITA, LA VIOLENZA DEV’ESSERE “DI

TAL NATURA DA FARE IMPRESSIONARE UNA PERSONA SENSATA E DA FARLE TEMERE DI ESPORRE SE O I SUOI BENI

A UN MALE INGIUSTO E NOTEVOLE”. LA VIOLENZA COMPORTA L’ANNULLAMENTO DEL CONTRATTO ANCHE QUANDO

SIA RIVOLTA CONTRO IL CONIUGE UN ASCENDENTE O UN DISCENDENTE DELLA CONTROPARTE O I LORO BENI, OP-

PURE CONTRO TERZI E IN QUESTO CASO INTERVIENE IL GIUDICE. LA MINACCIA DI FAR VALERE UN DIRITTO PUO’

COMPORTARE L’ANNULLAMENTO DEL CONTRATTO, OVE SIA DIRETTA A CONSEGUIRE VANTAGGI INGIUSTI. NON DA

LUOGO AD ANNULLABILITA’ IL TIMORE REVERENZIALE POICHE IL CONDIZIONAMENTO NON PROVIENE

DALL’ESTERNO MA E’ UN FRUTTO DI UN PROCESSO PSICHICO INTERNO ALLA PARTE.

IL CONTRATTO E’ ANNULLABILE IN PRESENZA DI UN INCAPACE LEGALE DI AGIRE. VENGONO ANNULLATI ANCHE GLI

ATTI DI STRAORDINARIA AMMINISTRAZIONE COMPIUTA DAI SOGGETTI LIMITATAMENTE CAPACI, SENZA

L’ASSISTENZA DEL CURATORE. NEL CASO IN CUI PER ESEMPIO UN MINORE RAGGIRI LA SUA ETA’, IL CONTRATTO

NON E’ ANNULLABILE. AL FINE DELL’ANNULLAMENTO DEL CONTRATTO, OLTRE ALLO STATO DI INCAPACE, ANDRA’

PROVATA LA MALAFEDE DELLA CONTROPARTE, SEMPRE PER LA TUTELA DELL’AFFIDAMENTO DA QUESTI RIPOSTO

NELLA STABILITA’ DEL CONTRATTO. NEI NEGOZI UNILATERALI, OLTRE A DIMOSTRARE L’INCAPACITA’ DI AGIRE, DO-

VRA’ DIMOSTRARE CHE DA QUESTA GLI SIA DERIVATO UN GRAVE PREGIUDIZIO.

L’AZIONE DI ANNULLAMENTO SI PRESCRIVE IN CINQUE ANNI, E IN GENERE IL TERMINE DECORRE DALLA CONCLU-

SIONE DEL CONTRATTO. IL CONTRATTO ANNULLABILE PUO’ ESSERE CONVALIDATO DALLA PARTE LEGITTIMATA AD

ESERCITARE L’AZIONE DI ANNULLAMENTO. LA CONVALIDA PUO’ ESSERE ESPRESSA ATTRAVERSO UN ATTO CHE

CONTIENE LA MENZIONE DEL CONTRATTO E LE CAUSE DI ANNULLABILITA’, OPPURE TACITA QUANDO LA PARTE CHE

POTREBBE ESERCITARE L’AZIONE DI ANNULLAMENTO VI DA VOLONTARIA ESECUZIONE PUR CONOSCENDO IL MO-

TIVO DI ANNULLABILITA’. LA CONVALIDA E’ UN NEGOZIO GIURIDICO UNILATERALE PER IL QUALE VALGONO LE OR-

DINARIE REGOLE IN MATERIE DI CAPACITA’ DI AGIRE.

NEL CASO DI CONTRATTI PLURILATERALI CON COMUNIONE DI SCOPO L’ANNULLAMENTO DEL VINCOLO CONTRAT-

TUALE RELATIVO AD UNA SOLA PARTE NON DETERMINA L’ANNULLAMENTO DELL’INTERO CONTRATTO, SALVO CHE

LA PARTECIPAZIONE DELLA STESSA NON DEBBA CONSIDERARSI ESSENZIALE.

LA MANCANZA DI ACCORDO TRA LE PARTI DETERMINA NULLITA’ DEL CONTRATTO. ANCHE LE IPOTESI DI CONTRAT-

TO CONCLUSO IN NOME DI UN SOGGETTO INESISTENTE O DEFUNTO, OPPURE CONCLUSO CON STRANIERO NON

AMMESSO AL GODIMENTO DEI DIRITTI CIVILI NEL NOSTRO ORDINAMENTO, DANNO LUOGO A NULLITA’ PER MANCAN-

ZA DI ACCORDO TRA LE PARTI. PUO’ DISCENDERE ANCHE DALLA MANCANZA DELL’OGGETTO O DALLA MANCANZA,

NELL’OGGETTO, DEI REQUISITI DI POSSIBILITA’, DETERMINATEZZA, DETERMINABILITA’, O ANCORA DEL DIFETTO

DELLA FORMA SCRITTA. LA NULLITA’ PUO’ DERIVARE DALL’ILLICEITA’ DEGLI INTERESSI PERSEGUITI DALLE PARTI,

DELLA CAUSA DEL MOTIVO, NONCHE’ DELLA FRODE ALLA LEGGE. LA NULLITA’ PUO’ COLPIRE ANCHE SOLO SINGOLE

CLAUSOLE DEL CONTRATTO, E AVREMO QUINDI UNA NULLITA’ PARZIALE.

IL CONTRATTO NULLO E’ ASSOLUTAMENTE IMPRODUTTIVO DI EFFETTI E NON PUO’ ESSERE CONVALIDATO. IN SE-

GUITO ALLA NULLITA’, LE PARTI POSSONO RIMEDIARE ATTRAVERSO UNA MANIFESTAZIONI DI VOLONTA’, LA RINNO-

VAZIONE DEL CONTRATTO. DIVERSO E’ IL CASO DELLA CONVERSIONE DEL CONTRATTO, DOVE DEVONO ESSERCI

DUE PRESUPPOSTI FONDAMENTALI:

A)IL CONTRATTO NULLO DEVE AVERE I REQUISITI DI SOSTANZA E DI FORMA DI UN DIVERSO CONTRATTO

B)SI POSSA RITENERE, AVUTO RIGUARDO ALLO SCOPO DELLE PARTI, CHE QUESTE, OVE FOSSERO STATE A CONO-

SCIENZA DELLA CAUSA DI NULLITA’, AVREBBERO VOLUTO IL CONTRATTO DIVERSO. LA NULLITA’ PUO’ ESSERE FAT-

TA VALERE DA CHIUNQUE VI ABBIA INTERESSE, CIOE’ DA CHIUNQUE SI TROVI IN UNA SITUAZIONE GIURIDICA TALE

CHE GLI CONSENTA DI RICAVARE UN VANTAGGIO DALLA DECLARATORIA DI NULLITA’ DEL CONTRATTO.

LA NULLITA’ PUO’ ESSERE ANCHE RILEVATA D’UFFICIO DAL GIUDICE. L’AZIONE DI NULLITA’ E’ IMPRESCRITTIBILE

FATTA ECCEZIONE PER GLI EFFETTI DELL’USUCAPIONE E DELLE AZIONI DI RIPETIZIONE. LA NULLITA’ E’ SEMPRE

OPPONIBILE A TUTTI I TERZI, IN APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO GENERALE IN MATERIA DI ACQUISTI A TITOLO DERI-

VATIVO.

L’ORDINAMENTO NON SI PREOCCUPA DELLA CIRCOSTANZA CHE TRA LE PRESTAZIONI DEDOTTE IN CONTRATTO VI

SIA UN EQUILIBRIO OGGETTIVO. LA LIBERTA’ DI CUI CIASCUNA PARTE GODE, TRAE CON SE IL RISCHIO CHE IL CON-

TRATTO SI CONCLUDA IN MANIERA ECONOMICAMENTE SVANTAGGIOSA, MA SENZA CHE QUESTO CREI MOTIVO DI

PROTESTA (PRINCIPIO DI EQUIVALENZA SOGGETTIVA). ESISTONO DUE IPOTESI DI RESCISSIONE DI CONTRATTO:

-CONTRATTO CONCLUSO IN STATO DI PERICOLO, E’ RESCINDIBILE SE UNA PARTE ABBIA ASSUNTO OBBLIGAZIONI A

CONDIZIONI INIQUE(CRUDELI) PER LA NECESSITA’, NOTA ALLA CONTROPARTE, DI SALVARE SE OD ALTRI DAL PERI-

COLO ATTUALE DI UN DANNO GRAVE ALLA PERSONA.

-L’AZIONE GENERALE DI RESCISSIONE PER LESIONE, PUO’ ESSERE PROPOSTA NEL CASO IN CUI TRA LE PRESTA-

ZIONI CI SIA UNA SPROPORZIONE, DIPENDENTE DALLO STATO DI BISOGNO DI UNA PARTE, DEL QUALE L’ALTRA AB-

BIA APPROFFITATO PER TRARNE VANTAGGIO, DOVE PER STATO DI BISOGNO SI INTENDE UNA CONDIZIONE DI GRA-

VE DIFFICOLTA’ ECONOMICA O FINANZIARIA. PROBLEMI ASSAI COMPLESSI SORGONO TRA L’AZIONE GENERALE DI

RESCISSIONE PER LESIONE, LA DISCIPLINA PENALISTICA DEL REATO DI USURA E LA DISCIPLINA DEL MUTUO USU-

RARIO. LA CONVENZIONE USURARIA PUO’ CONSISTERE NON SOLTANTO IN UN CONTRATTO DI CREDITO, MA ANCHE

IN QUALSIASI CONTRATTO A PRESTAZIONI CORRISPETTIVE, IN CUI LE PRESTAZIONI SIANO AFFETTE DA UNA SPRO-

PORZIONE TALE DA CONSENTIRE DI QUALIFICARE COME USURARI I VANTAGGI O COMPENSI CONSEGUITI DA UNA

DELLE DUE PARTI. UNA DIFFERENZA IMPORTANTE RISPETTO AL REGIME DI ANNULLABILITA’ RISIEDE NELLA PRE-

SCRIZIONE DELL’AZIONE DI RESCISSIONE (UN ANNO), ALL’IMPOSSIBILITA’ DI ECCEPIRE LA RESCISSIONE UNA VOL-

TA CHE SI SIA PRESCITTA L’AZIONE, LA GENERALE INOPPONIBILITA’ DELLA RESCISSIONE A TERZI, SALVO QUALCHE

CASO.

IL VINCOLO CHE LEGA LE PARTI DEL CONTRATTO PUO’ ESSERE SCIOLTO NEL CASO DEL SOPRAVVENIRE DI CIRCO-

STANZE CHE COMPROMETTONO O RENDONO IMPOSSIBILE LA REALIZZAZIONE DELL’ASSETTO DI INTERESSI CON-

CORDATO. A DIFFERENZA DEI CASI DI NULLITA’, ANNULLABILITA’ E PER CERTI VERSI RESCISSIONE, NON VENGONO

IN CONSIDERAZIONE PATOLOGIE STRUTTURALI DELL’ATTO, MA PATOLOGIE FUNZIONALI INERENTI ALL’ATTUAZIONE

DEL RAPPORTO CONTRATTUALE. LA RISOLUZIONE QUINDI SI PUO RICOLLEGARE ALL’INADEMPIMENTO DI UNO DEI

CONTRAENTI, ALL’IMPOSSIBILITA’ SOPRAVVENUTA DELLA PRESTAZIONE O ALL’ECCESSIVA ONEROSITA’ SOPRAV-

VENUTA DELLA PRESTAZIONE.

L’INADEMPIMENTO DELLE OBBLIGAZIONI SCATURENTI DA UN CONTRATTO PUO’ ATTIVARE UNA SERIE DI MECCANI-

SMI A TUTELA PREVENTIVA DEL CREDITORE; GIA AL MOMENTO DELLA CONCLUSIONE DEL CONTRATTO UNA PARTE

PUO’ CHIEDERE ALL’ALTRA IL PAGAMENTO DI UNA CERTA QUANTITA’ DI DENARO O DI COSE FUNGIBILI, LA COSIDET-

TA CAPARRA CONFIRMATORIA. QUESTA CAPARRA SERVE A RISPETTARE LA SERIETA’ DELL’IMPEGNO ASSUNTO,

RISARCIRE DEL DANNO LA PARTE NON INADEMPIENTE, COSTITUIRE UN ACCONTO DELLA PRESTAZIONE DOVUTA.

UN ALTRO METODO DI DIFESA E’ LA CLAUSOLA PENALE, SECONDO LA QUALE, IN CASO DI INADEMPIMENTO O RI-

TARDO NELLO STESSO, UNO DEI CONTRAENTI E’ TENUTO AD UNA DETERMINATA PRESTAZIONE. ANCORA ESISTONO

DELLE CLAUSOLE LIMITATIVE DELLA FACOLTA’ PER IL DEBITORE DI PROPORRE ECCEZIONI TESE AD EVITARE O RI-

TARDARE LA PRESTAZIONE DOVUTA. IN CASO DI INADEMPIMENTO, LA PARTE NON INADEMPIENTE DISPONE DI ALTRI

STRUMENTI DI TUTELA, COME L’AZIONE DI ESATTO ADEMPIMENTO, LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO, IL RISARCI-

MENTO DEL DANNO.

SONO PREVISTE DELLE RISOLUZIONI DI CONTRATTO COSIDETTE DI DIRITTO, SENZA L’INTERVENTO QUINDI, DEL

GIUDICE CHE ACCERTI TUTTI I PRESUPPOSTI. ESISTONO TRE CASI:

-DIFFIDA AD ADEMPIERE. IN QUESTO CASO IL DEBITORE NON HA ADEMPITO ENTRO IL TERMINE INDICATO IN UN IN-

TIMAZIONE DELLA PARTE NON INADEMPIENTE. SCADUTO IL TERMINE, IL CONTRATTO SI RISOLVE PER DIRITTO.

-CLAUSOLA RISOLUTIVA ESPRESSA. IN QUESTO CASO LE PARTI SI SONO ACCORDATE IN PRECEDENZA, CON

L’INTENTO DI RISOLVERE IL CONTRATTO IN CASO DI INADEMPIMENTO DI UNA DETERMINATA OBBLIGAZIONE CON-

TRATTUALE.

-IL CONTRATTO SI RISOLVE ANCHE IN CASO DI INUTILE DECORRENZA DEL TERMINE ESSENZIALE.

LA RISOLUZIONE HA EFFETTO RETROATTIVO TRA LE PARTI, DETERMINANDO QUINDI L’OBBLIGO DELL’UNA E

DELL’ALTRA PARTE DI RESTITUIRE LE PRESTAZIONI ESEGUITE. I DIRITTI DEI TERZI NON SONO PREGIUDICATI DALLA

RISOLUZIONE DEL CONTRATTO CHE E’ DUNQUE AD ESSI INOPPONIBILE; NEI CONTRATTI PLURILATERALI CON CO-

MUNIONE DI SCOPO, LA RISOLUZIONE DEL SINGOLO VINCOLO CONTRATTUALE NON DA LUOGO ALLA RISOLUZIONE

DELL’INTERO CONTRATTO, SALVO ECCEZIONI.

L’IMPOSSIBILITA’ SOPRAVVENUTA DELLA PRESTAZIONE PER CAUSA NON IMPUTABILE AL DEBITORE E’ UNA DELLE

CAUSE DI ESTINZIONE DELL’OBBLIGAZIONE. SE SI VERIFICA ALL’INTERNO DI UN RAPPORTO A PRESTAZIONI CORRI-

SPETTIVE, IL DEBITORE LIBERATO, PERDE IL DIRITTO ALLA CONTROPRESTAZIONE E DEVE RESTITUIRE QUELLA CHE

ABBIA GIA’ RICEVUTO. IN CASO DI IMPOSSIBILITA’ SOLTANTO PARZIALE CI SARA’ ANCHE UNA RIDUZIONE SE PUR

PARZIALE DELLA PRESTAZIONE DOVUTA DALL’ALTRA PARTE. PER QUANTO RIGUARDA LA MATERIA DEI CONTRATTI

PLURILATERALI O DELL’OPPONIBILITA’ DELLA RISOLUZIONE NEI CONFRONTI DI TERZI SI APPLICANO LE REGOLE

PREVISTE IN MATERIA DI RISOLUZIONE PER INADEMPIMENTO.

IL RIMEDIO DELLA RISOLUZIONE PER ECCESSIVA ONEROSITA’ SOPRAVVENUTA PUO’ ESSERE CLASSIFICATO

NELL’AMBITO DELLA CATEGORIA DEI CONTRATTI A PRESTAZIONI CORRISPETTIVE, CON RIGUARDO AI CONRATTI AD

ESECUZIONE CONTINUATA O PERIODICA, O AD ESECUZIONE DIFFERITA. SONO ESCLUSI I CONTRATTI ALEATORI. UN

PRESUPPOSTO DI TALE METODO E’ CHE LA PRESTAZIONE DI UNA DELLE PARTI SIA DIVENUTA ECCESIVAMENTE

ONEROSA PER IL VERIFICARSI DI AVVENIMENTI STRAORDINARI E IMPREVEDIBILI. LA PARTE CONVENUTA CON

L’AZIONE DI RISOLUZIONE PER ECCESSIVA ONEROSITA’ SOPRAVVENUTA, PUO’ EVITARLA OFFRENDO DI MODIFICA-

RE EQUAMENTE LE CONDIZIONI DEL CONTRATTO.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Privato, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Diritto Privato, Troisi. con analisi di questi argomenti: successioni causa morte, successioni donazioni, diritto proprietà, possesso, diritti reali su cosa altrui, fisiologia del rapporto obbligatorio, patologia rapporto obbligatorio, fatto illecito, responsabilità civile.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e finanza
SSD:
Università: Cagliari - Unica
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vipviper di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cagliari - Unica o del prof Chessa Corrado.

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