Che materia stai cercando?

Diritto Canonico - Fonti

L'appunto fa riferimento alle lezioni di Diritto Comune, tenute dal Prof. Emanuele Conte nell'anno accademico 2010.
Il documento riporta un riassunto di quelle che sono le fonti del diritto canonico: canoni, leggi pontificie, bolle, encicliche apostoliche, lettere... Vedi di più

Esame di Diritto Comune docente Prof. E. Conte

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Salve a tutti!!!

Dal testo “Le basi del diritto canonico” di Giorgio Feliciani che si trova nella biblioteca della nostra

facoltà, ho trovato un interessante paragrafo che spiega quali sono oggi le fonti del diritto canonico.

Ne riporto un riassunto:

Il codice di diritto canonico non contiene una definizione di legge, ma tradizionalmente seguendo la

dottrina di San Tommaso D’Aquino la Chiesa ritiene vincolanti soltanto le norme emanate

dall’autorità competente se dotate di ragionevolezza.

Il codice però riporta le caratteristiche che esse devono avere:

- canoni 20 e 21: le leggi si presumono perpetue, cioè in vigore fino a una loro abrogazione

- canone 7: le leggi necessitano di una promulgazione in forma solenne da parte dell’autorità

per essere portate a conoscenza della comunità e la vacatio legis è di 3 mesi per i

provvedimenti di carattere generale e di 1 mese per quelli di carattere particolare.

- Canone 9: per quanto riguarda l’efficacia temporale le leggi valgono solo per il futuro

(irretroattività)

- Can. 13: per quanto riguarda invece l’efficacia spaziale, le leggi si presumono territoriali e

cioè valide per una specifica comunità a meno che non sia prevista l’efficacia generale.

- Can. 11 : i soggetti destinatari del diritto canonico sono quelli battezzati o accolti comunque

nella Comunità di età superiore ai 7 anni.

Le leggi pontificie vengono emanate con le bolle che possono essere brevi se meno solenni, motu

proprio se emanate di iniziativa personale del Papa e chirografi se scritte o sottoscritte di suo pugno.

Gli atti più importanti prendono il nome di Lettere Apostoliche, quelle indirizzate a tutti invece

sono le Lettere Encicliche e le Epistole Apostoliche riguardano questioni meno importanti.

L’interpretazione autentica (cioè effettuata direttamente dal legislatore) può essere di semplice

chiarimento e in questo caso è retroattiva oppure, se riscrive direttamente una disposizione, è

considerata alla stregua di una nuova legge e quindi è irretroattiva (can. 16).

L’interpretazione vera e propria, cioè ad opera dell’interprete deve essere prima di tutto letterale,

poi può effettuarsi con il ricorso a norme che disciplinano la stessa materia e valutando anche il

contesto e le circostanze del caso concreto e deve essere infine stretta nel caso delle pene e di altri

casi specifici di cui diremo in seguito.

Altra fonte del diritto canonico sono le consuetudini che esso ammette anche se praeter o contra

legem purchè non esplicitamente proibite da leggi e rispettate per almeno 30 anni dai fedeli.

Esse sono caratterizzate, oltre che per la continuità, dall’elemento psicologico della volontà di

creare diritto. Ovviamente non sono ammesse quelle contro il diritto divino.

Per colmare le lacune, che ovviamente esistono sempre in qualsiasi ordinamento, anche in quello

canonico, entra in gioco il cosiddetto diritto suppletorio costituito dall’equità e dagli atti particolari.

Parlando di equità ci si ricollega all’interpretazione e al canone 19 che prescrive in caso di lacune di

far ricorso alla cosiddetta analogia (similitudine) cioè di disciplinare allo stesso modo casi con la

medesima ratio. Il divieto di analogia esiste in materia di pena, restrizione della libertà e dei diritti

dei singoli, nullità degli atti, incapacità delle persone, impedimenti alla ricezione di sacramenti,

antichi privilegi della Santa Sede. Il secondo metodo di interpretazione è il ricorso ai principi

generali del diritto, inteso in generale e quindi non soltanto a quelli del diritto canonico, ma anche a

quelli dell’ordinamento civile purchè ovviamente non in contrasto con i canoni divini. Da questi

elementi si desume l’importanza dell’equità ai fini del riempimento delle lacune dell’ordinamento

della Chiesa; spetta infatti agli operatori del diritto decidere discrezionalmente quali principi

adoperare, mentre i divieti previsti all’analogia svolgono la funzione di evitare lo sconfinamento

nell’arbitrio.

Per completare il quadro delle fonti e dei mezzi di completamento delle lacune, parliamo ora dei

provvedimenti amministrativi-particolari. Abbiamo gli atti singolari che si suddividono in decreti

emanati dall’autorità esecutiva anche senza istanza e precetti che invece impongono o vietano dei

comportamenti a determinati soggetti.


PAGINE

2

PESO

22.41 KB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

L'appunto fa riferimento alle lezioni di Diritto Comune, tenute dal Prof. Emanuele Conte nell'anno accademico 2010.
Il documento riporta un riassunto di quelle che sono le fonti del diritto canonico: canoni, leggi pontificie, bolle, encicliche apostoliche, lettere encicliche, consuetudini, equità, privilegi e dispense, altri atti di natura particolare.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Comune e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Conte Emanuele.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto comune

Decretum di Graziano
Appunto
Capitolari carolingi
Appunto
Gewere
Appunto
Danni punitivi
Appunto