Attività bancaria europea e vigilanza normativa
A livello di UE in particolare in relazione all'attività bancaria europea ci troviamo di fronte a un'autorità amministrativa indipendente che non risponde agli enti dell'UE, specificamente preposta a delineare le attività delle autorità nazionali. Dal punto di vista nazionale, abbiamo invece autorità creditizie con una composizione politica.
Ruolo dell'EBA nel processo normativo
Altro tema importante della vigilanza europea è che l'Autorità Bancaria Europea venga coinvolta nel processo di produzione normativa. L'EBA ha il compito di formulare progetti che poi saranno approvati dalla commissione. Questo comporta un meccanismo di produzione normativa molto simile a quella nazionale. Si tratta di una sottrazione parziale della produzione normativa alle garanzie stabilite dal normale iter di approvazione, con vantaggi e svantaggi. Infatti, ci troviamo di fronte a un corpus normativo sottratto a una tutela degli interessi in gioco. Quelle problematiche che abbiamo già visto da tempo come dibattito nell'ordinamento nazionale si sta riproponendo in sede europea.
Altro tema importante che pone il ruolo dell'EBA è che ormai gli ambiti di discrezionalità del processo normativo nazionale vengono progressivamente ridotti. Si tratta infatti di atti normativi vincolanti per l'UE e, inoltre, si tratta di norme tecniche estremamente analitiche. Tutto quel meccanismo di proposta di BI al CICR, e BI che attua le normative del CICR diventa inutile.
Vigilanza europea e regolamenti
La presenza dell'EBA non poteva considerarsi il compimento di una vera e propria vigilanza europea, non ha potere diretto sugli enti creditizi. Il 26 giugno 2012 il consiglio dell'UE pubblica un rapporto sulla situazione dei paesi e quali potrebbero essere gli obiettivi di una vera e propria vigilanza europea. Segue la proposta di un regolamento del 14 dicembre 2012. Viene quindi approvato formalmente il regolamento 1024 del 15 ottobre 2013 che attribuisce alla BCE compiti specifici in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi, entreranno in vigore dal 4 novembre 2014.
Il regolamento dev'essere letto in correlazione alla direttiva 36/2013 che abroga le precedenti direttive e si occupa dell'accorpamento delle norme riguardanti la regolamentazione dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività bancaria. Altro contenuto è quello di accorpare le norme destinate alla regolamentazione dei requisiti patrimoniali delle banche dell'UE. Unisce i due ambiti di disciplina che prima erano disciplinati dalle direttive 46/48 del 1999. La direttiva traduce in atto normativo giuridicamente vincolante gli indirizzi del comitato di Basilea III. Il comitato di Basilea nasce negli anni ‘70 nell'ambito della banca dei regola.
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