Assetti proprietari Banca d'Italia
Dal punto di vista degli assetti non cambia molto dalla legge 36-38 al TUB. Vengono infatti fatte salve tutte le norme riguardanti gli assetti proprietari della BI. L'organizzazione e la proprietà non cambiano. In particolare stiamo parlando dell'art.161 della legge 12 marzo 1936. Non cambiano le norme ma cambia il contesto.
Le competenze in materia di politica monetaria ora non sono più della BI ma della BCE. Inoltre dagli anni '90 in Italia inizia un processo di privatizzazione del sistema bancario, non solo da parte del TUB ma anche da parte di differenti provvedimenti legislativi incentivando le banche enti pubblici a trasformarsi in SPA. Inoltre molte banche privatizzate si aggregano tra loro. Quindi quei soggetti che la legge 36-38 erano indicati come enti di diritto pubblico si erano trasformati in SPA di diritto privato.
Se si guarda agli attuali assetti della BI si vedrà che la maggior parte delle partecipazioni fanno capo a casse di risparmio, gli unici due soggetti che hanno mantenuto il profilo pubblicistico sono INPS e INAIL, quindi gli istituti di previdenza. Bisogna distinguere però la natura pubblica dell'ente dalla natura privata delle società che partecipano.
Nei primi anni 2000 si scatena un dibattito relativo alla BI conseguente a due scandali societari: l'offerta pubblica di acquisto sulla Banca Antoniana Veneta e Banca Nazionale del Lavoro. Si parla di società con azioni quotate e l'acquisto del controllo non può avvenire in modalità private, l'offerta dell'acquisto della maggioranza delle quote partecipative deve avvenire secondo modalità vigilate (Consob) e secondo presupposti che l'acquirente deve presentare. Questa procedura si chiama appunto offerta pubblica d'acquisto.
Le due banche sono oggetto di attenzione da parte di una banca olandese ABN, e del banco spagnolo. I due soggetti lanciano 2 offerte pubbliche d'acquisto. Ci furono tentativi di contrasto da parte di gruppi italiani. I soggetti che cercarono di opporsi però lo fecero attraverso concertazioni che non furono rese pubbliche al mercato alterando una sana competizione anche con profili penali. Questi due soggetti erano la Banca Popolare di Lodi (Fiorani) e Unipol. L’opacità di queste controfferte venne in realtà manifestata da parte della Consob. La BI invece fu compiacente con questa gestione, all'epoca la BI era autorità di vigilanza competente in materia bancaria.
Dopo questi scandali quindi si ricomincia a parlare dell'anomalia delle competenze e della struttura della BI. Si arrivò quindi ad un intervento legislativo sulla onda dell'urgenza: legge di tutela sul risparmio del 2005.
-
Diritto bancario - assetti organizzativi della Banca d'Italia
-
Diritto bancario - principi dell'attività bancaria e Banca d'Italia
-
Appunti Diritto bancario
-
Diritto bancario