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Il principio di trasparenza e il diritto di accesso ai documenti amministrativi

Entrambi i principi trovano il il loro fondamento nella costituzione, e più precisamente nell'art. 97

che dispone che i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge ed in modo di

assicurare il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione. Due, quindi i principi stabiliti in

questo articolo: il principio di legalità in base al quale l’agire della P.A. deve sempre corrispondere

alle prescrizioni di legge e mantenere una posizione di equidistanza tra i soggetti pubblici e privati

coinvolti, ed il principio di buona amministrazione che obbliga i funzionari pubblici allo

svolgimento delle proprie attività seguendo i criteri di economicità, speditezza, efficacia, efficienza

e minor sacrificio degli interessi privati coinvolti.

La legge 241/90 ha fatto propri questi principi, stabilendo una volta per tutte ed in modo

inequivocabile, i criteri generali dell'azione amministrativa. Tra questi criteri troviamo anche quello

della trasparenza, che possiamo tradurre come una immediata e facile controllabilità di tutti gli atti

della pubblica amministrazione, in modo che ne sia sempre garantita sempre l'imparzialità del suo

operato.

Prima di questa legge mancava una definizione esplicita di questo principio, che tuttavia si poteva

desumere da varie norme che regolavano:

la pubblicazione degli atti finali di un procedimento, la richiesta, per chiunque fosse interessato a un

procedimento amministrativo di chiedere notizie il diritto ad ottenere copie degli atti a chiunque ne

fosse interessato e il diritto di prendere visione degli atti e dei documenti.

Questo principio della trasparenza è stato anche oggetto del D. Lgs. 14/3/2012, n. 33, il c.d. Testo

unico per la trasparenza nella pubblica amministrazione, che fissa i vari obblighi

dell'amministrazione alla pubblicità, alla trasparenza e all'informazione da parte della pubblica

amministrazione.

Tra i diritti che vanta il cittadino nei confronti della pubblica amministrazione un ruolo di primo

piano è stato assunto dal c.d. diritto di accesso agli atti, ovvero il diritto che ha il privato cittadino di

prendere visone degli atti della p. a.

Anche questo diritto è sancito dalla legge 241/90 come principio generale dell'ordinamento

giuridico. Esso è applicabile a tutti i procedimenti amministrativi, tanto che lo ritroviamo nel capo

V, che detta le disposizioni applicabili a tutti i procedimenti amministrativi. Come affermato nella

legge 241/90 all'art. 22, esso è finalizzato a favorire la partecipazione e ad assicurare la trasparenza

e l'imparzialità dell'azione amministrativa.

E' da sottolineare che non tutti i cittadini possono accedere a tutti gli atti, ma solo coloro che sono

portatori di uno specifico interesse in relazione ad una situazione giuridica rilevante, ovvero i

portatori di una situazione qualificata, differenziata e tutelata (diritto soggettivo, interesse legittimo

ed interesse diffuso, escludendo quindi i titolari di meri interessi di fatto).

In sintesi, quindi, per poter accedere ad un atto amministrativo è necessaria una posizione di

interesse definita per legge e il documento di cui si intende prendere visione, da cui scaturisce la

posizione privilegiata di colui che vuole accedevi.

L'interesse ad accedere al documento deve essere diretto (deve cioè essere chiaro il collegamento

tra il soggetto che fa la richiesta e il documento in oggetto), concreto (ovvero vi deve essere la

tangibilità dell'interesse) e attuale (ovvero deve far riferimento all'istanza in se considerata).

Il diritto di accesso è negato quando “dalla loro divulgazione possa derivare una lesione (...) alla

sicurezza e alla difesa nazionale, quando i documenti riguardino la vita privata o la riservatezza di

persone fisiche e persone giuridiche” (art 24 legge 241/1990)


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suke

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze giuridiche
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher suke di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof D'Alberti Marco.

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