Estratto del documento

Didattica speciale

La Didattica Speciale è la scienza dell’apprendimento e dell’insegnamento, che non si applica solo dell’ambito scolastico, ma anche sociale. Quindi non si occupa solo di bambini, ma anche dell’età adulta e senile. Il cuore della Didattica Speciale è la diversità, ma per eccellenza è la Disabilità.

La Didattica Speciale spesso viene considerata il braccio della Pedagogia, ma in realtà è una scienza autonoma con un proprio linguaggio specifico, delle proprie leggi e un proprio campo d’indagine. La Didattica Speciale è una scienza ermeneutica e fenomenologica. Agisce attraverso l’interpretazione. Il fenomeno si pone davanti a noi e ognuno lo interpreta mettendo in atto le teorie conosciute.

BES: bisogni educativi speciali (o SEN)

Si tratta di una macro categoria che ha al suo interno tre sottocategorie:

  • Disabilità: dal punto di vista burocratico è definito disabile una persona che viene certificata ai sensi della legge 104 del 1992. Portatore di handicap = errore sia sul piano formale sia sul piano scientifico è vista come una sorta di penalizzazione. Ciò viene messo in discussione dall’ICF. La definizione da utilizzare non è handicappato, ma disabile, ovvero una persona che ha una caratteristica, un deficit caratteristica transitoria o permanente che compromette le funzioni. Possiamo avere deficit: prenatali, neonatali o postnatali.
    • Prenatali: origine dal momento del concepimento fino a tutta la gravidanza.
    • Neonatali: origine nelle prime 48 ore del neonato.
    • Postnatali: origine dalle 48 ore in poi.
    Tipologie di deficit:
    • Deficit fisici e/o psichici: più visibili (esempio: sedia a rotelle) e riguarda una parte specifica del corpo.
    • Deficit sensoriali: riguardano gli organi di senso (soprattutto visivi e uditivi) e a volte è presente anche un deficit cognitivo.
    • Deficit cognitivi: si ha la compromissione dell’attività di razionalizzazione, di comprensione, di gestione autonoma della persona, delle capacità cognitive a livello di pensiero astratto, di comunicazione.
  • DSA: Disturbo Specifico dell’Apprendimento. È certificato, ma non è una disabilità. Si ha una peculiarità specifica nel modo di apprendere, ma non si ha nessun deficit cognitivo. Articolo 1 della legge 170: viene specificato che non è una disabilità, anzi il quoziente intellettivo di queste persone o è nella norma o è superiore. (Il quoziente intellettivo è solo un dato, un parametro che ci dà un’indicazione.)
  • L’ultima sottocategoria comprende quelle persone che hanno:
    • Situazioni stabili o transitori
    • Svantaggi sociali
    • Diversità culturali
    • Non/non ancora certificati

Per bambini neurotipici (coloro che non hanno alcun deficit) e per bambini con BES, attraverso l’inserimento si ha un’unica scuola e ciò ha segnato una vera e propria svolta. Ma in questo periodo si parlava di inserimento selvaggio poiché vi erano lacune dal punto di vista degli strumenti, dell’insegnamento e della formazione degli insegnanti. Quindi il principio era positivo, ma venne a mancare l’organizzazione.

Integrazione e inclusione

Integrazione: Nasce come forma di accoglienza delle diversità. Si basa su una Didattica individualizzata che ha come scopo il raggiungimento di obiettivi minimi (Principio ancora oggi in atto).

Inclusione: È un andarsi incontro reciprocamente che non pretende che solo il bambino disabile raggiunga degli obiettivi minimi, ma si chiede di lavorare attivamente per costruire un tipo di apprendimento valido per tutti. Si basa su un processo di personalizzazione che valorizza i singoli potenziali. Secondo Vygotskij, un rappresentante del costruttivismo sociale: “NON C’È APPRENDIMENTO SENZA RELAZIONE”.

La relazione è alla base dei processi educativi e alla base di essa vi è la conoscenza. Significa che l’uomo è un essere socievole. Il processo educativo è asimmetrico, bisogna stabilire e rispettare i ruoli differenti, non vi è parità (Un rapporto simmetrico è ad esempio l’amicizia). Anche se il rapporto è asimmetrico, la relazione viene costruita insieme (processo di co-costruzione) e ciò implica delle responsabilità che però non sono uguali, sono distribuite.

Il paradigma medico e il paradigma bio-pedagogico-sociale

Nel rapporto spesso la conoscenza è un concetto che viene sottovalutato (ovvero la presentazione). Vi sono aspetti formali e informali che variano in base ai contesti in cui ci troviamo e in base alle persone che si hanno di fronte (equilibrio tra modalità e contenuto). Dalla scienza medica alla pedagogia sociale, la scienza è un prodotto dell’uomo in continua evoluzione. Una teoria è scientifica quando la comunità scientifica stabilisce che quel concetto è vero fino a quando non viene dimostrata la sua infondatezza. Un paradigma è un modello universalmente riconosciuto che, per un determinato tempo, fornisce soluzioni per una data comunità scientifica.

Il cambiamento del paradigma ci porta a una modellazione di tipo pedagogico-sociale. Quindi di fronte a un deficit non c’è soltanto una risposta medica, anzi a volte la risposta medica o è marginale o è assente, poiché una volta che si scopre, ad esempio, la Sindrome di Down come condizione genetica e si attuano determinati interventi ecc., il passo successivo è l’educazione.

Sindrome di down come esempio paradigmatico

La Sindrome di Down è paradigmatica. Si ha una compromissione genetica fin dalla nascita che non può essere messa in discussione, però fino a 40 anni fa era classificata come “idiozia mongoloide”: incapacità di apprendere, grado massimo del deficit cognitivo. Ma la Sindrome di Down in questi anni non è cambiata, è sempre la stessa; ciò che è variato è la situazione medica (medicine, interventi di cardio-chirurgia, ecc.) e anche l’educazione. Ecco perché è definita paradigmatica.

ICF: classificazione internazionale del funzionamento

È un modello antropologico di classificazione.

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 13
Didattica Speciale Pag. 1 Didattica Speciale Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Didattica Speciale Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Didattica Speciale Pag. 11
1 su 13
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Noemi.amari di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica e pedagogia speciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Salis Francesca.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community