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Apprendimento, insegnamento efficace e teorie dell'istruzione: punti di convergenza

Principali concetti derivati da teorie sull'apprendimento: un rapido sguardo

C'è una vecchia questione che riguarda l'azione didattica: c'è chi ritiene di desumere l'istruzione da teorie proprie di altri ambiti e chi ritiene che l'insegnamento sia un'arte che dipende da doti di intuizione e sensualità. L'ID (progettazione e sperimentazione di modelli didattici ha riconosciuto la sterilità di questa contrapposizione). L'istruzione ha una natura essenzialmente progettuale e attuativa. Non esistono rapporti deterministici tra le conoscenze teoriche legate alle teorie dell'apprendimento e un efficace insegnamento e tanto meno una correlazione lineare ma alcuni elementi rimangono essenziali.

  • Da Dewey: l'apprendimento scaturisce da un problema in un contesto reale e si attua attraverso un'azione riflessiva.
  • Da Piaget: il pensiero si sviluppa a partire da schemi preesistenti attraverso strutturazioni e ristrutturazioni progressive in forme via via più complesse.
  • Da Vygotskij: importanza del linguaggio interiore e del concetto di zona di sviluppo prossimale.
  • Da Skinner: rinforzo positivo e scomposizione del compito in parti più semplici (chunking).
  • Bloom e Block: feedback e valutazione formativa.
  • Rogers, Sullivan e Maslow: dimensione dell'autostima e del senso di sicurezza.
  • Cognitivismo: CLT, preconoscenze, anticipatori e metacognizione.
  • Costruttivismo: negoziazione, collaborazione e pluralità di punti di vista.
  • Connettivismo (Siemens e Downes): il "far rete" (networking) è il fattore decisivo dell'apprendimento.

Le categorie di riferimento fondamentali sono dunque queste:

Feedback e valutazione formativa

È la risposta che un insegnante fornisce all'allievo che agisce da segnale orientativo. Sono le valutazioni intermedie con valore orientativo, in itinere (≠ valutazione sommativa).

Motivazione intrinseca e autoefficacia

Il problema della motivazione viene affrontato da tre punti di vista diversi:

  • Skinner: motivazione estrinseca
  • Bruner: motivazione intrinseca (il piacere del conseguimento di una progressiva padronanza)
  • Bandura: integra le altre posizioni e parla di autoefficacia. Sono da evitare situazioni fallimentari e frustranti ed un eccesso di rinforzo positivo. Essa si alimenta quando un soggetto constata di aver raggiunto un risultato in accordo con i propri standard personali.

I limiti cognitivi della memoria di lavoro

Secondo il cognitivismo la memoria è formata da tra sottoinsiemi:

  • Memoria sensoriale (visiva ed ecoica)
  • Memoria di lavoro (canale visivo e acustico)
  • Memoria a lungo termine: è dove le informazioni sopravvivono, esse vengono strutturate connettendole ad altre conoscenze già possedute.

Nell'ambito del CLT è stata operata la distinzione in carico cognitivo:

  • Estraneo (attività cognitive che distraggono; va ridotto o eliminato)
  • Intrinseco (carico di lavoro imposto di per sé da un determinato compito, in funzione dell'expertise; bisogna ridurlo attraverso la sequenzializzazione e la scomposizione del compito in fasi (sequencing e chunking)
  • Pertinente (l'impegno cognitivo utile, quello che la mente impiega per apprendere; va tenuto alto)

Preconoscenze

Ausubel vede in esse un fattore decisivo. Sono quelle nozioni preliminari o convinzioni che gli studenti già posseggono. Le nuove conoscenze devono poter essere riconosciute, organizzate, collocate in schemi concettuali esistenti o ristrutturate (se sono in conflitto con le nuove conoscenze).

L'anticipazione

Presuppone preliminari visioni di insieme di informazioni che via via dovranno essere perfezionate in forme più analitiche e differenziate. Ausubel propone la nozione di advance organizer: tipo di scaffolding che offre una prima idea di quelli che saranno i punti essenziali da acquisire.

La rivisitazione

Bruner sottolinea come sia necessaria una rivisitazione periodica degli apprendimenti in quanto la memoria a lungo termine non è un magazzino bensì ha una funzione attiva, rigenerativa e sintetizzante. Molte conoscenze vanno perse. Il ripasso non deve essere una pura ripetizione di nomi e fatti ma un ripensamento a distanza di tempo su una conoscenza acquisita per rivederla dall'alto, in modo più essenziale oppure da un nuovo punto di vista.

Metacognizione e autoregolazione

La metacognizione è il grado di consapevolezza e controllo che un soggetto mantiene sul suo processo cognitivo mentre è impegnato in un processo di apprendimento. Di conseguenza comporta la capacità di autovalutarsi e autocorreggersi.

Modellamento e fading

Termini che derivano dal mondo dell'apprendistato (modelling, scaffolding, coaching e fading). È necessario iniziare con dimostrazioni esemplificative interamente guidate da far rieseguire analiticamente all'allievo, per passare poi a dimostrazioni parziali che l'allievo dovrà completare, per poi lasciare l'allievo da solo dinanzi al compito nella sua complessità.

Ricerche su scuole e insegnanti efficaci. Che cosa sappiamo?

Scuole efficaci

Possiamo acquisire informazioni osservando il comportamento di insegnanti in contesti tipici. Dopo Woods Hole la ricerca è continuata; nel 1983 il dibattito viene rilanciato dal rapporto "America at Risk" in cui si documenta la mediocrità degli studenti. Aspetti comuni:

  • Aperta opposizione ai metodi attivi o progressivi
  • Preferenza per una didattica prevalentemente direttiva
  • Necessità di programmi accuratamente strutturati
  • Messa in risalto di saperi di base

I vantaggi maggiori si conseguono nei riguardi di bambini di classi svantaggiate e gruppi etnici eterogenei e che dunque sono i metodi più istruttivi a risultare più realmente democratici. (Hirsch)

Negli anni '70 prende avvio un orientamento, la direct instruction (Engelmann e Becker):

  • Strutturazione molto forte e pianificata
  • Istruzioni estremamente chiare
  • Rimandi e legami forti da un passaggio a un altro
  • Monitoraggio degli errori molto accorto e intervento immediato per rimuoverli
  • Revisione sistematica delle conoscenze apprese con grande meticolosità

Insegnanti efficaci

Barak Rosenshine descrive le caratteristiche dell'insegnamento efficace. Le funzioni per insegnare compiti in modo strutturato sono:

  • Revisione (compiti a casa, apprendimenti precedenti, prerequisiti)
  • Presentazione (meta della lezione, esempi positivi e negativi, linguaggio chiaro, no digressioni etc.)
  • Pratica guidata (impiegare domande, far continuare la pratica finché non abbiano automatizzato gli apprendimenti rilevanti)
  • Feedback e sostegno (visioni di sintesi e feedback frequenti, ridisegnare i materiali quando necessario)

Considerando le caratteristiche di un insegnante esperto si possono individuare i seguenti aspetti:

  • Importanza di una conoscenza ben organizzata (iniziare la lezione con un riepilogo)
  • Fiducia nel conseguimento degli obiettivi (dal mastery learning)
  • Importanza della pratica guidata (meno tempo alla lezione/esposizione)
  • Importanza della scomposizione e regolazione in itinere della complessità del compito
  • Capacità di usare il modellamento e il pensare ad alta voce
  • Attività cognitive alte (invitando magari gli alunni ad avvalersi di attività riflessive e metacognitive anche in coppia)
  • Aiutare gli studenti a rendere maneggevoli le conoscenze (fornendo supporti cognitivi per farlo; supervisionando che non vengano consolidati schemi erronei)

Teorie e principi dell'istruzione

L'ID ha formulato dei principi che ricevono un sufficiente consenso riguardo alla buona efficacia dei risultati. Gagné (cognitivista, fondatore dell'ID), Merrill e poi la CLT hanno sintetizzato questi principi.

Gagné

Nove principi ottimali dell'istruzione:

  • Guadagnare l'attenzione
  • Informare degli obiettivi
  • Stimolare il recupero delle conoscenze precedenti
  • Presentare le informazioni
  • Fornire una guida
  • Far fare pratica
  • Fornire un feedback
  • Valutare la prestazione
  • Potenziare la conservazione in memoria e il transfert

Quelle sottolineate sono oggi un po' generiche.

Il modello di Merrill

Partendo da un'analisi comparativa dei modelli istruttivi individuati da Reigeluth, ricava 5 principi basilari:

  • Problem: l'apprendimento è facilitato quando gli studenti sono impegnati nella soluzione di problemi reali, quando viene mostrato il compito che saranno in grado di svolgere. Iniziare con un compito semplificato.
  • Activation: la conoscenza preesistente è attivata come fondamento per la nuova conoscenza.
  • Demonstration: si mostra in concreto cosa l'alunno deve fare per raggiungere...
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia.bini.96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Calvani Antonio.
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