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Il mio credo pedagogico

L’ottimismo di J. Dewey

1897 Dewey pubblica “Il mio credo pedagogico”. Cinque atti di fede:

L’educazione si svolge nel senso di una progressiva partecipazione

- dell’individuo alla coscienza sociale della sua gente.

La scuola è una forma di vita comunitaria, bisogna mettere in grado il fanciullo

- di servirsi delle sue capacità per fini sociali. Pertanto l’educazione è essa stessa

vita.

Il vero centro dell’apprendimento sono le attività sociali del fanciullo.

- Il metodo, la legge educativa è nell’azione.

- L’educazione è il metodo fondamentale di ogni progresso e di ogni riforma

- sociale.

La verità è vista come risultato sulle conseguenze dell’azione (tesi pragmatista).

L’ottimismo deweyano esprime una ferma fiducia nella capacità dell’individuo di

svilupparsi e in una società capace di formare l’uomo nel migliore dei modi.

Dal 1897 ad oggi vi sono stati profondi cambiamenti: una serie di dottrine

rivoluzionarie e di avvenimenti catastrofici è venuta a trasformare lo spirito stesso

della ricerca (guerre mondiali, rivoluzione russa, energia atomica, concezioni

relativistiche, filosofie scettiche) costringono a ripensare i principi in base ai quali

costruire una filosofia dell’educazione.

Premesse ad un esame dei principi ottimistici del Dewey

1890 Dewey ha davanti a sé un metodo educativo sterile e rigido, un vuoto

formalismo ed ha fatto molto per promuovere una riforma ma c’è stato poi un eccesso

nell’applicazione dei suoi principi, spesso mal interpretati o seguiti con una aderenza

pratica d’ordine sentimentale.

Che cosa è valido per il nostro tempo?

Il compito dell’educazione è duplice:

- Trasmettere all’individuo una parte del sapere, dei costumi e dei valori

1. accumulati nel tempo;

Contribuire allo sviluppo dei processi intellettivi e far sì che l’individuo sia

2. capace di procedere al di là delle forme culturali del mondo a cui appartiene

A Nessuno è possibile giungere al possesso di tutto lo scibile: ogni uomo rivive

- solo un frammento di questa cultura; la sua “interezza” consiste piuttosto nel

crearsi una visione propria del mondo.

La nostra epoca ha assistito al sorgere di ideologie che subordinano l’individuo

- ai fini specifici di una società, nonostante ciò la comprensione che l’uomo ha di

sé stesso e del suo mondo si è venuta approfondendo

L’educazione non deve solo trasmettere una cultura ma anche portare a

- contatto con visioni del mondo diverse da quella cultura

Quello dell’adattamento è un troppo modesto ideale: bisogna coltivare la

- capacità delle singole menti di raggiungere una perfezione individualmente

determinata e al tempo stesso socialmente efficace

L’insegnamento non può sempre essere adattato agli interessi del fanciullo ma

- non si può neanche sforzare il fanciullo a ripetere pedissequamente le formule

della società degli adulti

La scuola è vita ma è un tipo speciale di vita: accuratamente programmato per

- sfruttare al massimo quegli anni ricchi di possibilità formative; particolare

comunità in cui si fa esperienza di scoprire le cose usando l’intelligenza.

Dewey sottovalutò la speciale funzione dell’istruzione come introduzione a

- nuove prospettive.

È compito primario della scola promuovere e presentare modelli di perfezione:

- per avere efficacia deve essere trasmissibile nella coscienza individuale.

L’insegnante deve dare un esempio di perfezione attraverso il suo stesso modo

di apprendere.

Il grande scienziato può rivolgersi a coloro che si avviano agli studi con la stessa

- semplicità e precisione con cui si rivolge a coloro che sono avanzati negli studi.

Le idee organizzatrici dell’esperienza nell’economia del processo d’apprendimento

Il sapere è una costruzione esemplare che ha il fine di dare un significato a motivi

costanti incontrati nell’esperienza e di inserirli in una “struttura”.

L’efficacia delle grandi idee organizzatrici nell’aiutarci a comprendere ma anche nel

fornirci gli strumenti per l’esperienza. Quindi:

La struttura della conoscenza è ciò che va sottolineato nell’educazione

- L’unità del conoscere va ricercata nella conoscenza stessa (es. senza il concetto

- di commutatività l’algebra non esisterebbe

la matematica, al pari di qualsiasi altra disciplina, deve cominciare dall’esperienza

ma il progresso verso l’astrazione richiede un continuo allontanamento dalle ovvietà

dell’esperienza superficiale.

 Una materia presentata in modo da porre in luce la sua struttura logica avrà una

forza generativa che permetterà all’individuo di preparare uno schema funzionale

dove i particolari potranno essere sistemati via via che si incontreranno.

I contenuti dell’apprendimento

Cosa è degno di conoscenza? Mondo naturale, condizione umana, società, passato e

opere d’arte significative.

Sorge però il problema del linguaggio simbolico nei cui termini si conosce e si esprime

ciò che si sa:

Linguaggio naturale

- Linguaggio matematico

-

Solo una mente ben formata e il senso di poter dominare il sapere, sono i veri

strumenti che noi possiamo dare loro e che resteranno validi qualsiasi trasformazione

operino e il tempo e le circostanze.

Il potere mentale si accresce con l’approfondimento della conoscenza quindi il

processo educativo ed il fine a cui mira sono la stessa cosa: il fine dell’istruzione è il

sapere organizzato e tale è anche il processo educativo.

Contenuti, strutture e metodi d’apprendimento

Prima di essere posto di fronte a nozioni su nozioni in ordine ad un argomento è

necessario che il fanciullo abbia anzitutto un’idea generale.

Nei limiti del possibile bisogna offrire ad ogni fanciullo la possibilità di apprendere da

solo.

Il fanciullo deve essere incoraggiato a trarre i maggiori benefici da ciò che impara

(passaggio dal mero apprendimento all’uso logico di ciò che si è appreso)

Di fondamentale importanza è liberare il processo educativo dalla disonestà

intellettuale e dall’espedientismo a cui si ricorre per spiegare e non far comprendere.

Una falsa spiegazione può soltanto scoraggiare la ricerca intellettuale autonoma,

unica fonte del vero sapere.

Il rapporto scuola e società oltre l’esperienza immediata

Io credo che l’educazione sia il mezzo fondamentale della trasformazione della

società. Viviamo in un’epoca in cui i cambiamenti sono più rapidi che mai: la scuola

deve allora riflettere le trasformazioni che veniamo vivendo.

È necessario un aggiornamento continuo che si estenda anche a campi diversi dalla

scienza; una riforma delle strutture scolastiche e una nuova concezione dei

programmi perché l’intero sistema scolastico è stato fino ad oggi considerato come

un’organizzazione autonoma.

Conclusione

L’educazione non è semplicemente trasmissione di cultura ma è anzitutto formazione

di un potere e di una sensibilità mentale che consentano a ciascuno di procedere da

solo alla ricerca e di costruirsi una personale cultura interiore.

Il metodo di insegnamento è uno sforzo ordinato e responsabile verso

l’autoapprendimento.

Il processo di apprendimento nelle due culture: la conferenza di Woods Hole

Precedenti nella conferenza di Woods Hole sull’insegnamento scientifico

1959 a Wods Hole circa 35 scienziati, uomini di cultura e pedagogisti si sono riuniti per

trovare più efficienti sistemi riguardo all’insegnamento scientifico nelle scuole

primarie e secondarie.

Si volevano determinare i processi più idonei a dare a giovani studenti il senso del

contenuto e del metodo della scienza.

Gli Stati Uniti erano ricchi di matematici quanto mai interessati alla stesura di testi

scolastici. Gli educatori invece venivano riesaminando i metodi di insegnamento e i

programmi si rendevano sempre più sensibili ai nuovi metodi. Il tempo era davvero

maturo per una valutazione complessiva della situazione.

Caratteristiche della conferenza di Woods Hole

Quasi tutti i temi di discussione vennero presentati da: studiosi che si erano

interessati ai problemi della stesura di testi e dell’insegnamento di nuove materie +

psicologi che avevano studiato i processi di apprendimento e della memoria

(psicometria, behaviorismo, gestaltismo etc.) + insegnanti, presidi + esperti di metodi

audiovisivi + due storici.

La conferenza di Woods Hole e l’origine di questo libro

I primi giorni vennero dedicati alle relazioni circa i procedimenti e la valutazione dei

vari progetti di programmi elaborati dallo School Mathematics Study Group. Poi

vennero esaminate recenti ricerche intorno a problemi educativi. Un pomeriggio fu

dedicato a una dimostrazione in classe delle tecniche usate da David Page. Le

macchine per insegnare furono presentate da Skinner.

Pochi giorni dopo i membri si divisero in cinque gruppi che presero in esame questi

problemi:

Ritmo di svolgimento di un programma

- Mezzi dell’insegnamento

- Motivazioni dell’apprendimento

- Ruolo dell’intuizione nell’apprendimento e nel ragionamento

- Processi conoscitivi nell’apprendimento

-

Quando le relazioni furono pronte vennero presentate per essere discusse. Esse erano

state elaborate in vista della discussione e quindi non pretendevano di costituire dei

giudizi o dei manifesti definitivi.

Bruner, in quanto presidente, decise quindi di preparare un rapporto, costituito da una

selezione degli argomenti a suo avviso principali. Il prof. Friedman e il dott. Alpert lo

aiutarono.

Quando un primo abbozzo fu completato, ne furono inviate tre copie a tutti i membri

affinché le completassero e le criticassero.

Le pagine che seguono costituiscono l’interpretazione di Bruner del significato

dell’incontro e presenta una serie di punti di vista allacciati alla conferenza e agli

scambi di idee che la seguì.

L’idea di convocare la conferenza fu di Randall Whaley direttore dell’Ufficio Educativo

presso l’Accademia Nazionale delle Scienze.

Introduzione

Nuovi interessi educativi in America

In America la cultura di massa ha raggiunto un livello per cui una larga parte della

popolazione oggi si interessa al problema del contenuto e del fine dell’educazione: es.

formulazione di programmi per le scuole.

La conferenza di Woods Hole è stata una conseguenza di questo interesse. Quale deve

essere il contenuto, il metodo e il tempo dell’insegnamento?

L’ultimo cinquantennio è stato testimone del sorgere della graduate school

nell’ambito dell’Università americana, che accentuava fortemente l’importanza degli

studi e delle ricerche d’avanguardia.

In generale però gli studiosi d’avanguardia non parteciparono all’elaborazione dei

programmi per le scuole elementari e secondarie. I programmi si sono rivelati così

inadeguati o in disaccordo con il sapere contemporaneo.

Oggi la situazione sembra essersi rovesciata.

Nuove tendenze della psicologia americana

La psicologia dell’apprendimento trascurò il problema di una pianificazione a lunga

scadenza degli effetti dell’apprendere e non rivolse mai un’attenzione diretta alla

struttura dell’attività intellettuale dell’allievo.

Nella pedagogia americana c’è sempre stato il dualismo e lo sforzo per raggiungere

l’equilibrio tra le due realtà che B. Franklin designava con i termini “utile” (implica

capacità specifiche e maturità generale che mettano in grado di affrontare i problemi

della vita) e “ornamentale”.

Ma quando la frequenza della scuola secondaria aumentò divenne più difficile

conservare l’equi

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

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