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Didattica dell’italiano L2

Obiettivo: insegnamento e apprendimento della lingua italiana come lingua

seconda. La lingua seconda è la lingua materna del territorio ospitante il

migrante, viene appresa un immigrato in una terra straniera dove va per

esempio a lavorare. Il migrante acquisisce la lingua materna ma è anche

portatore di lingue di sostrato ossia tutte le lingue presenti nel territorio

come lingue colonizzatrici. Ex. Africa meridionale arabofona con più

varietà (usa per la scrittura formale l’arabo coranico ma non si parla questa

tipologia di arabo ma la varietà, per esempio, algerina, tunisina dell’arabo.

Essendo state terre colonizzate dai francesi, la lingua di sostrato è il

francese. Ex. i libri di testo dei tunisini sono in francese. Anche il tunisino

più arretrato ha il francese e questo aiuta se si va in paesi romanzi.

Dunque, il francese è lingua di sostrato, una lingua istituzionale di

colonizzatori o di prestigio. Il contrario della lingua di sostrato è la lingua

madre o L1. Ex. per i Pakistani la L1 è l’Urdu, Lsostrato è l’inglese.

lingua straniera lingua d'arrivo L2

appresa in un'aula appresa dall'em igrante nel

scolastica con un docente territorio d'arrivo, quindi

non sem pre nativo appresa localmente nel

contesto naturale (contatto

è appresa attraverso un coi nativi)

curricolo formativo (dal più

sem plice al più com plesso) apprendimento basato su

aspetto non presente nella stim oli linguistici (frasi,

L2 parole, testi)

allievo sottoposto ad im put

naturali di nativi (no

docente)

l'allievo è com e un bam bino

piccolo sottoposto alle frasi

o percezioni uditive del

contesto dove vive

brevem ente, apprende la

lingua dell'am biente

circostante

-NO DOCENTE

-NO CURRICOLO

-PROGRESSIVO

-AMB. NATURALE

I più intelligenti/svegli comparano la lingua madre e L2

(francese>italiano) agevolati perché la lingua di sostrato è una lingua

romanza. Infatti, se si viene da una lingua di sostrato romanza, ciò aiuta in

paesi romanzi.

Ex. il sardo in Italia è la lingua più vicina al latino, come il rumeno. Sono

lingue conservatrici cioè trattengono aspetti della lingua di origine anche

se si trasformano nel tempo (diacronia).

Si parla di acquisizione per L1 ed apprendimento per L2. Il nativo

normodotato (un individuo che ha un coefficiente di intelligenza intorno ai

valori medi) acquisisce la lingua che ascolta intorno a sé, ascoltandola.

L’emigrante è come un bambino piccolo che da 0-4 anni è sottoposto a

stimoli senza gradazioni. lingua nazionale

è la lingua della Nazione, che non sempre

corrisponde

lingua standardizzata

ex. in abruzzo domina il dialetto e non l'italiano

standard

si parla dunque di varietà regionali: l'Italia è

piena di queste realtà perchè è piena di

dialettofonia, da un punto di vista dell'oralità.

Dunque, gli immigrati in Italia sono sottoposti a varietà, essendo l’Italia un

paese plurilingue o meglio pluridialettofono. L’immigrato è sottoposto ad

input diversi (Napoli vs Milano). A volte potrebbe avere contatto con le

minoranze linguistiche (Bolzano varietà tedesche, Valle d’Aosta varietà

francesi). Per tutelare queste minoranze è stata creata la legge 482 del

1999. Questa legge tutela le 12 minoranze e le riconosce sul territorio

linguistico nazionale. È molto utile perché permette alle minoranze di

utilizzare la loro lingua nel contesto legale o scolastico. Ex. attività

extrascolastiche > corsi di arbereshe). Inoltre, le minoranze per essere

riconosciute devono essere di antico insediamento, dunque storiche, o

circoscritte in un dato territorio, dunque territoriali.

12 minoranze linguistiche storiche riconosciute territorializzate:

1 e 2. Due regioni bilingui come Valle D’Aosta (francese-italiano) e

Trentino Alto Adige (tedesco-italiano)

3. Piemonte > occitano o provenzale (antica lingua d’oc che diventa con

l’unificazione della Francia lingua d’oil). L’occitano si parla ancora in

prov. di Cuneo.

4. Piemonte > prov. Torino > franco-provenzale

5. Confine Svizzera-Monte Rosa > valser (differenza linguistica

germanica), prov. Novara

6. Alto Adige > prov. Bolzano > tedesco contaminato (non quello di

Berlino).

7. Prov. Bolzano > ladino

8. Friuli Venezia Giulia > concentrato di lingue: friulano, zone

tedeschizzate, sloveno (prov. Gorizia), croato

Le zone dell’Italia Centrale sono zone di sostrato latino come lo Stato

Pontificio e dunque sono tutte italofone (es. Emilia Romagna, Toscana,

Marche e Lazio)

9. Abruzzo > 2 tipi di minoranze linguistiche: arbereshe (antico albanese

del 1400) gli albanesi sono venuti in Italia a causa della pressione

ottomana che spostava le persone verso le coste. Con Scanderberg vi è

l’opposizione agli ottomani e tutti si dirigono verso l’Italia, es. Abruzzo,

Molise, Puglia, Lucania e Calabria (“La Sila” > zona albanofona). Il paese

abruzzese più a nord è Villabadessa.

I ROM sono una minoranza non riconosciuta, in quanto sono nomadi e

non territorializzati. Il primo suolo italiano toccato dai ROM è l’Abruzzo.

10. Molise > 3 minoranze linguistiche (2 riconosciute, una no ossia i

ROM): albanese (Ururi, Campomarino), croato antico detto anche croato

molisano o nanascio ossia “il nostro” (Montemitro, San Felice del Molise,

Acquaviva Collecroce).

11. Puglia > prov. Foggia > arbereshe e franco-provenzale; prov. Potenza e

Avellino > arbereshe

12. Salento > prov. Lecce > greco.

Le quattro abilità linguistiche di base:

1. parlare

2. ascoltare

3. leggere

4. scrivere

Leggere ed ascoltare sono attività della comprensione, mentre parlare e

scrivere sono attività della produzione.

Le 3 attività o abilità logiche della comprensione:

1. focalizzazione: selezionare da tutti i dati linguistici ascoltati o letti

quelli più importanti.

2. Inferenziazione: riuscire a cogliere gli elementi testuali impliciti o

sottintesi. È un processo più complesso. Gli elementi focalizzati

nella prima fase devono essere combinati insieme a quelli della

inferenziazione. Queste due fasi producono la macrostruttura del

testo.

3. Interpretazione: ultima tappa basata sull’interpretare ciò focalizzato e

inferto.

Oggi gli immigrati presenti nel nostro paese sono 8 o 10 % della

popolazione, a livello nazionale. 8 milioni minimo o anche 10 milioni sono

solo quelli schedati in questura ma c’è ne sono altri non in ordine. Si può

parlare dunque di una situazione a macchia di leopardo, a livello di

immigrazione. L’ ISTAT non riflette la realtà completa italiana ma presenta

solamente dati neutri. Infatti per l’ISTAT la media nazionale è sugli 8 %.

Ma le realtà sono diverse, dislocate (Palermo 1%, Milano 20%).

Gli immigrati si insediano principalmente nelle terre adriatiche, come per

esempio di albanesi. Dove ci sono gli allevamenti di zootecnia ci sono gli

indiani che sanno trattare mucche e maiali. Quindi la Pianura Padana è

piena di indiani.

Questo fa capire che gli immigrati vengono in Italia per vari motivi,

soprattutto lavorativi e trovano presto lavoro perché svolgono mansioni

che gli italiani non fanno più. Ex. a pulire le fabbriche metallurgiche non ci

vanno più gli italiani, ma ci sono gli immigrati.

I senegalesi raccolgono i pomodori. Gli albanesi raccolgono le olive in

Puglia o lavorano presso aziende edilizie. Infatti, un giovane che finisce le

scuole medie a 14/15 anni e non prosegue gli studi, in Albania viene

sottoposto a 3 anni di scuole tecnico-professionali. Gli viene data, dunque,

una preparazione professionale. A fine anni 80/90 l’Italia fu invasa da tutto

l’Est a causa delle guerre della ex Jugoslavia. Iniziano così i grandi flussi

migratori, chiamati flussi migratori ad imbuto poiché venivano tutti

insieme, vs Germania > ammortizzamento. La prima grande immigrazione

fu quella degli Albanesi verso Otranto (2 ore di viaggio in motoscafo,

bastava attraversare l’adriatico).

La lingua italiana per stranieri è una lingua di cultura. Prima infatti la

lingua italiana era lingua dell’elite, dei colti. Solo loro imparavano

l’italiano (es. cultori delle opere liriche). Chi voleva imparare l’italiano

erano anche quelli che volevano riprendere le proprie origini (lingua del

nonno). Tutto questo prima della guerra della ex Jugoslavia. Con questa

guerra, in Italia arrivano molti immigrati. La prima ondata migratoria ci ha

colto molto impreparati. Il numero di immigrati era elevato vs Germania.

Dunque, conseguentemente, anche la glottodidattica ha dovuto riformarsi

offrendo materiale appropriato. Tra gli immigrati più frequenti troviamo

rumeni, albanesi (che si sforzano di parlare italiano perché vogliono

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/02 Didattica delle lingue moderne

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Luz1234 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica dell'italiano come seconda lingua e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Desideri Paola.
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