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2020/2021

DIDATTICA DELL’INFORMATICA

APPUNTI

CORSO LAUREA MAGISTRALE – CLOUD COMPUTING 1

Sommario

1. METODOLOGIE DIDATTICHE ..................................................................................................................... 3

1.1. Comportamentismo .......................................................................................................................... 3

1.2. Cognitivismo ...................................................................................................................................... 4

1.3. Costruttivismo Socio-Costruttivismo ............................................................................................... 4

1.3.1. Piaget Jean ................................................................................................................................ 4

1.3.2. Seymour Papert ........................................................................................................................ 5

1.3.3. David Jonassen .......................................................................................................................... 5

2. STRATEGIE DIDATTICHE ............................................................................................................................ 6

2.1. Competenze ...................................................................................................................................... 6

2.1.1. Didattica per competenze ........................................................................................................ 7

2.1.2. Principi di apprendimento significativo ................................................................................... 7

3. FEEDBACK & PEER REVIEW ....................................................................................................................... 8

3.1. Feedback Sandwich ........................................................................................................................... 8

3.2. Peer review ....................................................................................................................................... 9

4. FLIPPED CLASSROOM ................................................................................................................................ 9

5. COMPUTATIONAL THINKING E COMPUTATIONAL ACTION .................................................................... 9

5.1. Computational thinking ......................................................................................................................... 9

5.2. Computational Action ..................................................................................................................... 10

6. SCRUM E EDUSCRAM .............................................................................................................................. 10

6.1. Scrum

.................................................................................................................................................... 10

6.1.1. Ruoli .............................................................................................................................................. 10

6.1.2. Cerimonie ...................................................................................................................................... 11

6.1.3. Artefatti ......................................................................................................................................... 11

6.2. EduScrum ........................................................................................................................................ 12

6.2.1. Organizzazione ........................................................................................................................ 12

6.2.2. Cerimonie ................................................................................................................................ 13

6.2.3. Artefatti ................................................................................................................................... 13

6.2.4. Principi e pratiche ................................................................................................................... 13

7. QUESTIONS .............................................................................................................................................. 13

2

1. METODOLOGIE DIDATTICHE

1.1. Comportamentismo

Data di nascita: 1913 - psicologo americano John Watson

“comportamento” : l’insieme delle reazioni adattative oggettivamente osservabili, che un organismo

innesca in risposta a degli stimoli, anch’essi oggettivamente osservabili provenienti dall’ambiente nel quale

vive • Il comportamento mostrava degli enormi vantaggi rispetto all'inconscio: era osservabile e si poteva

misurare oggettivamente. Negli studi sul comportamento animale, si poteva misurare: la frequenza

di un comportamento, la sua durata, dopo

Per i behaviorismi, l’apprendimento è un cambiamento di comportamento.

• L’idea centrale: non esiste una realtà oggettiva esterna che noi apprendiamo attraverso i nostri

sensi. Esiste un apprendimento nel momento in cui l’individuo dà una risposta corretta (manifesta

un comportamento previsto) a un dato stimolo.

• I comportamenti sono determinati dalle condizioni ambientali, poiché i behaviorismi ritengono che

l’essere umano sia un essere passivo, e che sia sufficiente manipolare le condizioni ambientali per

ottenere i comportamenti voluti.

Gli scienziati del comportamento hanno fatto grandi scoperte sul condizionamento.

Per condizionamento, in psicologia, è semplicemente uno dei modi tramite cui impariamo dall'esperienza.

E' l'esperienza che gli farà passare la paura, oppure capire che qualcosa fa male (es bambino che tocca il

fuoco).

Il fisiologo russo Ivan Pavlov stava studiando i processi digestivi del cane. Studiava in particolare la reazione

di salivazione dei cani del suo laboratorio quando vedevano il cibo. Si accorse di un fatto interessante. I cani

iniziavano già a salivare quando sentivano i passi del suo assistente che portava il cibo. Erano stati

condizionati. Avevano imparato - in maniera inconsapevole – ad associare il suono dei passi con il loro cibo.

Reagivano così a quei suoni, allo stesso modo in cui reagivano alla vista di una ciotola bella piena.

Pavlov ha così iniziato a fare degli esperimenti specifici per capire meglio questo meccanismo che divenne

noto come condizionamento classico.

• Il condizionamento classico è un processo di apprendimento per associazione:

• Due stimoli presentati assieme per un lungo periodo, vengono associati tra di loro.

• Uno stimolo può essere praticamente qualsiasi cosa. Quello che vedi, che senti, una persona o un

luogo.

• Gli odori sono stimoli in grado di rievocare ricordi molti lontani.

Il condizionamento operante (Skinner)

Prevede che il comportamento possa essere modificato dalle sue conseguenze. Le conseguenze possono

essere di due tipi: Rinforzi, Punizioni

I rinforzi sono le contingenze che aumentano la frequenza del comportamento. Per contingenza

intendiamo qualsiasi cosa succeda l'istante dopo il comportamento. Il problema con i rinforzi è il tempismo.

Differenza tra premio e rinforzo: il premio è dato per il risultato e il rinforzo per il comportamento.

Le punizioni riducono la frequenza di un comportamento. Discorso complesso, perché la vita reale non è un

laboratorio controllato. Le punizioni infatti rischiano spesso di essere controproducenti o, comunque, poco

utili. Per ridurre comportamenti problematici di solito si rinforzano comportamenti alternativi o si cerca di

renderli meno vantaggiosi.

Con Skinner inizia una tradizione di studio del comportamento - umano e animale - definita Applied

Behavior Analysis o ABA, un modello teorico per capire e, in seguito, modificare il comportamento

(esempio dei piccioni 90% accurati al fronte del 38% del soccorritore).

Il modello ABC è proprio un riferimento al modo di analizzare il comportamento.

• A = Antecedente. Ovvero ciò che provoca il comportamento.

• B = Behavior (comportamento). Ovvero il comportamento osservato o che vogliamo modificare.

• C = Conseguenze. Ovvero ciò che succede dopo il comportamento. Se è una conseguenza positiva

aumenterà la frequenza del comportamento, se è una conseguenza negativa la diminuirà.

Applicazione di questi studi in psicoterapia ad esempio al Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC), è un

disturbo d'ansia caratterizzato da preoccupazioni eccessive, assillanti e spiacevoli, involontarie ma 3

insopprimibili (ossessioni) e da comportamenti ripetitivi ed irrefrenabili (compulsioni) tesi, per lo più, a

ridurre l'angoscia generata dai pensieri stessi, che possono assumere la forma di veri e propri rituali che il

paziente compie senza riuscire a dominare la propria volontà. Il terapeuta cerca di indurre il paziente a

modificare i suoi sintomi/comportamenti problematici.

1.2. Cognitivismo

Insieme di concezioni psicologiche il cui oggetto è la modellizzazione dei processi di acquisizione delle

conoscenze, della ricerca e del trattamento dell’informazione.

Negli anni ’50 si afferma la corrente cognitivista che si distingue nettamente dalla corrente behaviorista;

essa raccomanda un nuovo approccio per spiegare l’apprendimento, quello dell’elaborazione delle

informazioni.

I cognitivisti si interessano à ciò che succede nella testa degli individui che apprendono:

• Le informazioni provengono dall’esterno, arrivano agli individui attraverso i sensi nella memoria

sensoriale oppure vengono prima riconosciute e trattenute qualche secondo prima di essere

trasmesse alla memoria a breve termine (MBT) nell’arco temporale di una ventina di secondi, in

seguito vengono immagazzinate nella memoria a lungo termine (MLT).

• Nel momento in cui un individuo deve produrre un comportamento deve ricercare tra le

informazioni immagazzinate nella MLT, quelle pertinenti e deve riportarle nella MBT.

L’essere umano è dunque un elaboratore attivo di informazioni, simile ad un computer, e l’apprendimento

si definisce come una modificazione all’interno delle strutture mentali dell’individuo (il cognitivismo fa la

propria comparsa pressoché nello stesso periodo del computer).

Fondatori:

• Norbert Wiener riconosciuto come il padre della cibernetica moderna (scienza di orientamento

interdisciplinare che si occupa non solo del controllo automatico dei macchinari mediante il

computer e altri strumenti elettronici, ma anche dello studio del cervello umano, del sistema

nervoso e del rapporto tra i due sistemi, artificiale e biologico).

• Alan Turing Ha elaborato, nel 1936 – 1938, il concetto teorico di macchina per il calcolo

“universale” (macchina di Turing) che simula le procedure di elaborazione delle informazioni al loro

livello più analitico. A partire dal 1950, si interessò di intelligenza artificiale.”

1.3. Costruttivismo Socio-Costruttivismo

Punto di vista proprio delle scienze umane che, tenendo conto della relatività dei diversi ambienti culturali

ritiene che la realtà psicologica, socio-cognitiva sia il risultato di un insieme di interelazioni tra il soggetto e

il suo ambiente.

Il costruttivismo propone tre principi fondamentali per la formazione:

• la conoscenza viene costruita dal discente e non è trasmessa o immagazzinata.

• l’apprendimento richiede l’impegno di un discente attivo che costruisce le proprie rappresentazioni

grazie a delle interazioni con il materiale o le persone e il contesto gioca un ruolo determinante

all’interno del processo di apprendimento.

• Vista l’importanza di questo contesto e dell’utilizzo di attività autentiche per il discente, sono

dunque indispensabili delle attività che integrino l’aspetto cognitivo, metacognitivo, affettivo e

psicomotorio.

L’insegnamento assume la forma di sostegno a questo processo. L’insegnante e gli altri allievi guidano

l’allievo verso la sua propria ricerca di senso. L’individuo cerca di comprendere le molteplici prospettive

tramite le sue interazioni con il mondo esterno.

L’apporto delle nuove tecnologie sembra aver dato al costruttivismo un nuovo slancio basato sul

principio di auto-costruzione del sapere. Ognuno, grazie alle ITC, è in grado di costruire la propria rete

di conoscenze attive. Questa tendenza all’autonomia sposta dunque la responsabilità dell’apprendimento

sulla tecnologia e sull’allievo, mentre l’insegnante gioca piuttosto il ruolo di un tutore.

1.3.1. Piaget Jean

Ha studiato lo sviluppo dell’intelligenza nel bambino, elaborando una teoria strutturale dello sviluppo per

stadi. La sequenza degli stadi è determinata geneticamente, ma dipende anche dall’attività del soggetto 4

sul proprio ambiente. L’intelligenza si costruisce in risposta a sollecitazioni o costrizioni da parte

dell’ambiente. Vi contribuiscono due azioni: l’assimilazione e l’accomodamento.

- L’assimilazione è l’azione dell’individuo sugli oggetti che lo circondano, in funzione delle

conoscenze e delle attitudini acquisite dal soggetto.

- Ma vi è, all’inverso, un’azione dell’ambiente sull’organismo, denominata accomodamento, che

attiva degli aggiustamenti attivi in quest’ultimo.

1.3.2. Seymour Papert

Papert è considerato il fondatore del costruzionismo (o discovery learning) una rivisitazione della

psicologia costruttivista.

Papert riprende il modello di bambino di Piaget, come costruttore delle sue strutture individuali.

Rispetto a Piaget, viene ribadita l’impo

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Scienze matematiche e informatiche INF/01 Informatica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marsan94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica dell'informatica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Salerno o del prof Ferrucci Filomena.
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