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Marx: “gli oggetti sopravvivono r possono essere apprezzati per altri motivi rispetto a quelli per cui

sono nati”

Ritardo culturale: non è da intendersi come “un passo di danza mal sincronicizzato”. Non è una

proprietà del rapporto tra cultura materiale e non materiale ma è una proprietà di ogni tipo di

mutamento sociale che produce l’esperienza del ritardo culturale. Avviene sempre in parte. : “una

di due ipotetiche parti di una cultura tra loro correlate,cambia prima,determinando così un

disadattamento reciproco rispetto all’equilibrio precedente”

Es: in America durante il boom vengono introdotte prima macchine ad alta velocità ma intanto le

strade erano ancora vecchie. Oppure in Italia del dopoguerra per la legge Casati viene introdotta

istruzione obbligatoria ma intanto si moriva ancora di fame.

Capitolo 2 : comunicazione e processo culturale

Problema pragmatica del segno: rapporto significato-significante. Due impostazioni sui processi

semiotici(significativi)

1. Realismo semantico: ogni termine di un sistema linguistico si riferisce a una realtà

specifica sua,dunque ogni simbolo ha un significato intrinseco

2. Pragmatisti: ogni termine lo applichiamo noi! Non c’è un rapporto intrinseco tra

significante-referente. È un nesso attributivo-associativo!

1923: triangolo semiotico di Ogden e Richards = impostazione processi semiotici basata

sull’esclusione di ogni realismo semantico sostituito da un atteggiamento pragmatico.

• Ogni processo di significazione è dato da tre entità : pensiero, referente, simboli.

• La linea che collega simboli-referente è tratteggiata (= aperta)in quanto non hanno un

collegamento di tipo intrinseco bensì viene costruito mediante il pensiero.

• I significati dipendono dall’esperienza della vita: c’è un nesso attributivo ma non intrinseco,

tutto dipende dal pensiero.

• I significati sono legati ad esperienze che attribuiamo noi (penna= nonna)

• Le parole hanno diversi significati= semiosi illimitata : si va incontro al processo di rasoio di

Ockam(riduzione complessità) /al massimo per interagire con gli altri ci abituiamo a

inchiodare certi significati (penna è penna non nonna)

Problema senso-riferimento: ci sono termini che hanno un senso ma che non hanno un

riferimento- es.concetto anomia durkheim ha senso ma qual è il riferimento? Gli americani

(pragmatisti) si sono messi a fare scale sui livelli di suicidio/alienazione.

Eredità culturale e dinamica culturale:

a) Quine: “ontogenesi del riferimento”: processo di formazione della competenza sematica dei

parlanti legata all’esperienza skinneriana di assimilazione riflessiva degli stimoli verbali e

gestuali

b) Naom Chomsky e Parsons: l’apprendimento remoto(infantile) non è da ricondurre

esclusivamente agli schemi skinneriani. Limite comportamento skinneriano: 3

1) Non tiene conto del fatto che l’apprendimento è decrescente, quindi quelli

infantili sono inamovibili rispetto a quelli che vengono appresi in tarda età

(plasticità)

2) Successione apprendimento discontinua proprio sotto il profilo linguistico, i

primi stadi sono senso-motori poi verbali

3) Analizzandoli si vede che i “primi” apprendimenti sono costituivi degli altri

stessi in quanto sono dotati di “massimo grado di generalità” e via via poi di

“specificità”

Triangolo stratificato di Parsons ( valori,norme,colletività,ruoli) : i valori sono gli elementi più

“generali” appresi per interiorizzazione. Muovendoci verso la basa aumenta la riflessività: la misura

in cui un elemento può essere considerato risorsa decidibile, dal punto di vista dell’attore sociale.

Al contrario la “generalità” concerne il fatto che un elemento è tale perché presente in quelli che lo

seguono e perché questi offre una giustificazione logica. Tema apertura: il triangolo rimane

aperto alla base perché c’è una parte della cultura che assorbe i cambiamenti vita sociale-

impossibile definirla-cultura opera aperta.

Linguaggio e comunicazione: modello di Jacobson-1963

Consente di approfondire problema dimensione apertura e chiusura comunicazione :tema

inafferrabilità cultura( U. Eco “entità aperta”)(triangolo parsonsiano aperto alla base)

Riferito ai processi di comunicazione: non è un procedimento di apprendimento ma una

trasmissione :

“è un processo di trasmissione di messaggi da un mittente a un ricevente lungo un canale in

base a un codice , messaggi che si riferiscono a un contesto detto anche referente , che

consentono un contatto tra mittente e ricevente”

la potenza del linguaggio articolato è che può parlare di se stesso ed essere cioè

un metalinguaggio.

La funzione descrittiva-referenziale: appartiene solo alla comunicazione umana che può narrare

sia il vero che il falso! Solo l’uomo sa dire bugie perché sa narrare (no animali). Dimensione

apertura comunicazione verbale: elemento interpretazione = ogni elemento culturale è sempre

aperto all’interpretazione , è la funzione di apertura della comunicazione linguistica e lascia

indeterminato il proprio contenuto.

mittente

Un (o locutore, o parlante) che è colui che invia

messaggio

• un che è l'oggetto dell'invio

destinatario

• un (o interlocutore), che riceve il messaggio, il quale si riferisce a

contesto

• un (che è l'insieme della situazione generale e delle circostanze particolari in cui

ogni evento comunicativo è inserito)

Per poter compiere tale operazione sono necessari:

codice

• un che risulti comune a mittente e destinatario, e

canale

• un contatto (o ) che è una connessione fisica e psicologica fra mittente e

comunicazione

destinatario, che consenta loro di stabilire la e mantenerla.

funzioni del

Secondo Jakobson, ai sei fattori della comunicazione verbale corrispondono sei

linguaggio : 4

funzione referenziale (

• la riferita al contesto) semplicemente descrivendo uno stato di

cose, senza dilungarsi troppo in valutazioni, emozioni, investimenti passionali. Insomma, il

tipico esempio è "piove" quando cade acqua dal cielo.

funzione emotiva

• la (riferita al mittente)Esprime l'atteggiamento del mittente che proietta

in primo piano informazioni riguardanti se stesso, in genere, appunto di tipo emotivo

(es. sono stanco, come mi piace stare qui).

funzione conativa

• la (riferita al destinatario)Essendo prevalentemente orientata sul

destinatario, la comunicazione mira a ottenere un'adesione di pensiero e/o una risposta

d'azione. Improntati a tale funzione sono i testi di carattere supplicatorio (preghiere) e

parenètico (di esortazione), gli ordini o i consigli, o testi di carattere giuridico (leggi, decreti,

regolamenti ecc.).

funzione fàtica

• la (riferita al contatto)consiste in quella parte della comunicazione atta al

canale

controllo del attraverso cui si stabilisce la comunicazione, con espressioni mirate

appunto alla verifica del suo funzionamento, come quando al telefono si dice pronto? o

quando si fanno le prove del microfono e degli amplificatori prima di uno spettacolo. Lo

scopo è quello di stabilire, mantenere, verificare o interrompere la comunicazione. Casi

tipici in cui emerge in primo piano la funzione fàtica sono frasi come:stammi a

sentire, attenzione, prego,capito?ecc

funzione poetica

• la (riferita al messaggio)La funzione poetica è attiva quando

messaggio

il è incentrato su sé stesso, nel senso che è presente una certa complessità

decodificazione

che impone una completa da parte del destinatario, c

funzione metalinguistica

• la (riferita alcodice).. Essa entra in campo quando i due

interlocutori vogliono verificare se stanno utilizzando lo stesso codice. In questa situazione

si usano enunciati 'come: mi hai capito, cosa vuoi dire?.

Teoria dibattito vita urbana

a) Tesi durkheimiani : sistema culturale indeterminato e aperto : anomico. La modernità è

legata alla libertà che è legata all’indeterminatezza,legata all’esperienza anomica

b) Neo Chicagoans: chiudono l’orizzonte di apertura indeterminata e dicono che nella vita di

città rinascono le comunità che riducono la complessità, dunque non esiste il cittadino

durkheimiano (mario di roma, ma mario di via roma)

Sulla stesso dibattito della vita urbana vi è una critica che Smelser fa a Durkheim

a. Durkheim: quando cresce solidarietà meccanica decresce quella meccanica: tesi anomia

b. Smelser: quando cresce solidarietà organica cresce anche quella meccanica! = tanto più

c’è differenziazione quanto più ci si unisce (Chicago) / tanto più c’è Gesellschaft quanto più

rientra Gemeinschaft.

Capitolo 3: tema della diversità culturale

Problema autoriferimento-ossia intrascendibilità cultura : un sistema cultura non può mai essere

oggettivo fino in fondo perché coloro che lo stanno oggettivando, stanno dentro il sistema culturale

Adorno: dubbi sulla “critica della cultura”- saggio 1949 : il critico ha la pretesa di farsi

rappresentante o di una natura incorrotta o di una situazione storica superiore (tesi logico formale)

5

ed inoltre non si accorge che sta partecipando “necessariamente della stessa essenza di ciò di cui

si immagina d’essere al di sopra”(tesi materialistica)

Ritorna problema inafferrabilità cultura: impossibile intervenire sul processo culturale dal momento

che ci muoviamo in esso e che esso è costitutivo, in senso ascendente del nostro agire.

Diversità culturale: modo di vedere noi stessi = diversità culturale=rispecchiamento.

• Levi-Strauss: vedere la diversità culturale “per quello che è, ossia un fenomeno naturale,

risultante dai rapporti diretti e indiretti fra le società” invece che “una sorta di mostruosità e

scandalo”. Es. dopo il primo sbarco in America mentre gli spagnoli indagavano se gli

indigeni fossero o non dotati di anima, quest’ultimi immergevano i prigionieri sott’acqua per

sapere se il loro corpo fosse soggetto o no a putrefazione =le barbarie delle credenze nei

barbari.

Umanità: sulla quale si basa inclusivamente il riconoscimento dell’alterità culturale in luogo

della sua negazione

Bisogna approfittare del sentimento di lontananza e di diffidenza che insorge di fronte all’inatteso:

quella di cercare rispecchiamento nello straniero (inatteso,ignoto il diverso) ovvero in chi appunto

non appartiene al nostro sistema culturale dunque è in grado di guardarlo con occhi diversi da

quelli che in esso sono coniati, con quagli occhi “oggettivanti” che noi vorremmo avere in alcune

circostanze ma che ci sono trascendentalmente negati.

• Teorie del se: Cooley , Mead-io riflesso : non possiamo guardare più di tanto noi stessi ci

serve uno specchio-lo specchio sono gli altri. Self: sentimento d’identità –l’esigenza di

oggettività è soddisfatta ricorrendo alla risorsa dell’intersoggettività

Universalità cultura: il sistema culturale è un correlato analitico di ogni sistema sociale- se c’è un

gruppo,c’è “una” cultura.

Universali culturali: Murdock, elementi che ricorrono al di là certe barriere geo-storiche-politiche

e che, in questo senso, sono definibili come “universali”.(1965). I tratti sono riscontrabili in ciascuna

cultura ma in ognuna varia la forma (es.danza)

Diversità culturale intesa come correlato analitico universalità culura.

1. La diversità culturale risponde ad un’istanza cognitiva inafferrabilità: la cultura parla sempre

di se stessa (il diverso culturale mi fa capire cose nuove)

2. Incontro novità: coscienza inevitabilità diversità in rapporto universalità

3. Diverso come simbolizzazione confini: il diverso culturale è da concepirsi come un

costrutto culturale: se non c’è lo inventeremmo!

Teoria Santi Durkheim: la devianza è essenziale dal punto di vista del sistema sociale(definisce i

limiti): confini identità vita sociale= se non ci fosse il criminale lo inventeremmo per sapere i limiti

socialmente accettabili! necessario alla vita sociale- anche in paradiso ci sono i devianti: segnano i

limiti paradiso. 6


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in cooperazione internazionale e sviluppo
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher leila victoria di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di sociologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Bonolis Maurizio.

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