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Dialettica della cultura e della comunicazione

Premessa

Si parte dal problema dell'inafferrabilità della forma. Dialettica forma/processo equivale a vita/forma.

Concezione presocratica

Eraclito afferma che il mondo è vincolato alla processualità, un mondo in cui le forme cercano di svincolarsi da questa processualità: impossibile affermare l’essere, poiché tutto il mondo è divenire. La ricerca eraclitea si pone l'obiettivo di capire il ruolo e l'atteggiamento dell’uomo di fronte a questo divenire: l’uomo può sottrarsi al divenire con l’esperienza della durata attraverso la memoria. L’uomo ha memoria, la memoria è durata. La memoria è l’esperienza della durata e si incarna nell’esperienza della polis in cui le gesta, le imprese, le azioni vengono condivise e rese pubbliche. Si supera così il problema di sottrarsi allo scorrere del tempo in quanto "io muoio ma le mie gesta rimarranno", producendo l’esperienza dell’immortalità grazie appunto alla memoria. Di qui, l’antinomia greca tra mondo pubblico e privato, in cui quest’ultimo è visto con disprezzo in quanto solo l’uomo pubblico è realmente in grado di porsi al di là del divenire.

Dialettica

La dialettica si accompagna sempre e si richiama l’una all’altra. Non c’è alternanza: sono due elementi che si oppongono e non trovano soluzione di alternanza perché si oppongono sempre contestualmente, ossia nello stesso momento (dilemma di Spencer).

Simmer si rifà alla concezione presocratica vita/forma in cui la forma è il tentativo di arrestare la vita. Ma quando tale dialettica l’applichiamo alla cultura, si capovolge. Difatti, la cultura è fatta di forme e noi cerchiamo attraverso queste forme di arrivare a qualcosa che le mette in moto.

  • Dialettica vita/forma: tentativo dell’uomo è quello di trovare la forma=durata
  • Dialettica cultura: tentativo umano di mettere in moto la cultura per superare le forme.

Metafora Simmer nave: "nave che va verso la fine, e la condizione umana è come il marinaio che per non arrivare alla morte, che sta sulla prua, scappa verso la poppa per allungare sempre più il ponte che lo avvicina alla prua" (morte: per avere l’illusione di creare la durata creiamo ponti).

Principio di indeterminatezza-inafferrabilità della cultura

Non possiamo definirla. Umberto Eco: “la cultura è un’entità aperta” cit. “opera aperta” - gruppo giovani intellettuali (gruppo del '63). Il concetto è che la cultura, e tutte le sue sottostrutture, arte, musica, cinema, sono opere aperte perché, ad esempio, nella musica ogni orecchio che l’ascolta l’ascolta in maniera diversa da ciascun altro e addirittura diversamente dallo stesso il giorno prima o un attimo dopo. La cultura è aperta: l’elemento dell’apertura è coessenziale ai fenomeni, ossia tutti quei fenomeni che sollecitano un’apertura. La cultura, in qualsiasi modo la definiamo, è e rimane sempre aperta.

Capitolo 1: il modello di Ogburn

Nel 1922 Ogburn distingue tra due modelli di mutamento culturale. La cultura muta nel tempo in base a due modelli: cultura materiale e cultura non materiale.

  • Cultura materiale: è un modello di mutamento di tipo cumulativo o continuo, caratterizzato dal fatto che ogni stadio di mutamento inteso come diacronico supera l’altro, facendo sì che anche storicamente il passato risulti incarnato nel presente. Esempio: evoluzione del motore a scoppio. Tale parte della cultura designa oggetti che hanno una ben precisa e storica funzione strumentale caratterizzata dal fatto che mutano secondo il principio della cumulatività.
  • Cultura non materiale: modello di mutamento di tipo discontinuo o adattivo, in cui ogni stadio non incorpora lo stadio precedente ma si sostituisce solamente. Sostituzione e non superamento che permette a questi stadi, non morendo, di ritornare; difatti tutta la cultura non materiale è una cultura del ritorno dell’immortalità, rievocati e ripresi. Esempio: Kant non può essere seppellito, mentre la conoscenza tecnologica di 20 anni fa ora è stata completamente sostituita.

IMPORTANTE: gli elementi della cultura materiale che sono destinati a morire in base al modello di Ogburn, in realtà sopravvivono in base a un significato diverso da quello strumentale in base al quale essi sono sorti. Dunque muore la loro parte metodologica ma sopravvivono come oggetti d’esperienza e prendono vita propria. Esempio: il martello nasce con una funzione strumentale ben precisa di cui oggi non ci serviamo più in quanto superato, ma il suo significato storicamente ha assunto altri attributi - falce e martello comunismo. Da questa riflessione di diversi significati slegati dalla loro genesi strumentale nasce una seconda distinzione fornita dalla scuola di Francoforte (Marcuse e Adorno) tra dimensione strumentale e affermativa cultura.

  • Dimensione strumentale: legata alla genesi dei suoi prodotti (es. martello)
  • Dimensione affermativa: è una dimensione di apertura del modello di Ogburn, che consiste nel fatto che gli oggetti possono sopravvivere al di là della loro materialità (strumentalità). Sono significati addizionali che si aggiungono a quelli della loro genesi e si cambiano i prodotti stessi, nasce innovazione, esempio: mode.
  • Es. moda: capacità di innovare esteticamente a partire però da una forma che permane (giacca).

Quindi, ogni elemento della cultura è in realtà portatore di una serie di significati che sono indeterminati perché vengono attribuiti storicamente. Di qui la dimensione affermativa. (Non possiamo sapere tra 50 anni che significato assumerà il martello).

Approfondimento elementi cultura materiale Ogburn

Teoria classe agiata Veblen: studia la società americana degli anni '20 - belle époque - consumismo vistoso. Gli oggetti oltre al fine materiale possono avere anche un significato simbolico all’interno della struttura sociale (appartenenza di status). Esempio: del cucchiaio d’argento - quello manuale vale molto di più simbolicamente ma si preferisce quello industriale solo perché costa di più senza alcuna agevolazione legata al pratico.

Marx: “gli oggetti sopravvivono e possono essere apprezzati per altri motivi rispetto a quelli per cui sono nati”.

Ritardo culturale: non è da intendersi come “un passo di danza mal sincronicizzato”. Non è una proprietà del rapporto tra cultura materiale e non materiale ma è una proprietà di ogni tipo di mutamento sociale che produce l’esperienza del ritardo culturale. Avviene sempre in parte: “una di due ipotetiche parti di una cultura tra loro correlate, cambia prima, determinando così un disadattamento reciproco rispetto all’equilibrio precedente”.

  • Es: in America durante il boom vengono introdotte prima macchine ad alta velocità ma intanto le strade erano ancora vecchie.
  • Oppure in Italia del dopoguerra per la legge Casati viene introdotta istruzione obbligatoria ma intanto si moriva ancora di fame.

Capitolo 2: comunicazione e processo culturale

Problema pragmatica del segno: rapporto significato-significante. Due impostazioni sui processi semiotici (significativi).

  1. Realismo semantico: ogni termine di un sistema linguistico si riferisce a una realtà specifica sua, dunque ogni simbolo ha un significato intrinseco.
  2. Pragmatisti: ogni termine lo applichiamo noi! Non c’è un rapporto intrinseco tra significante-referente. È un nesso attributivo-associativo!

1923: triangolo semiotico di Ogden e Richards = impostazione pragmatica.

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher leila victoria di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di sociologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Bonolis Maurizio.
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