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Storia dell’Architettura 2

Francia e Inghilterra nel ‘600

Il Barocco in Inghilterra nel 1600

All’inizio del Seicento il dominio è ancora dell’architettura Gotica, quindi la figura

dell’architetto è difficilmente riconoscibile, a favore delle maestranze. C’erano di solito più

persone che mandavano avanti il cantiere.

Personaggio chiave è Inigo Jones, architetto inglese che, dopo aver visto l’opera di Palladio in

Italia, vuole rifondare completamente l’architettura Britannica, rompendo con la tradizione

Gotica, riportando l’arte classica.

Un esempio di questi nuovi influssi classici è la Cattedrale di St.Paul di Christopher Wren.

L’architetto seppe interpretare queste nuove tendenze e pose le basi per il barocco.

Dopo l’incendio del 1666 a Londra, Wren, che era stato incaricato di riprogettare parte delle

87 chiese della città, presentò invece un progetto ambiziosi di ricostruzione dell’intera città,

basata su un sistema radiocentrico barocco. St. Paul ha uno schema a croce latina con navate

allungate.

Il Barocco in Francia nel 1600

Politicamente, vive una situazione opposta rispetto a quella inglese. Mentre in Inghilterra si

stava avviando una monarchia costituzionale, in Francia si stava consolidando il regime

assoluto di Luigi XIV.

In Francia si stava sviluppando un superamento dei caratteri rinascimentali: si costruivano

edifici civili monumentali e si organizzavano le città con rigorosi impianti urbanistici

simmetrici. Questi aspetti, esaltati da Luigi XIV, erano tipicamente francesi e legati ad

un’opera di accentramento, consolidamento e celebrazione del potere monarchico assoluto.

Importante per il Barocco Francese è la tipologia del palazzo, organizzato con giardini

monumentali.

La Reggia di Versailles fu costruita nel 1661, presenta una corte d’onore rivolta verso la città

ed una piazza con tre strade disposte a tridente che la collegano con Parigi. Il grandioso parco

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è disegnato da LeNotre. Tutta la composizione è regolata in pianta da un asse longitudinale, e

da una precisa simmetria. Al centro di tutto il lotto vi è la sala dove il sovrano dorme.

Viene introdotto per la prima volta il tema del rapporto tra architettura e potere. Lo stato

assoluto è propulsivo anche della creazione della Accademie, nate con lo scopo di unificare la

storia, per trarne delle regole dominanti, dei “rapporti assoluti” (anche di proporzioni) che

esprimessero la forza dello stato francese. In queste accademie si discute del fatto che il

mondo antico fosse o meno superiore al mondo moderno, giungendo alla conclusione che vi

fosse una superiorità della modernità.

Neoclassicismo

Il Neoclassicismo del 1700 fu essenzialmente una reazione al Barocco.

Allo sviluppo dell'architettura neoclassica contribuirono tre principali orientamenti:

1. La divulgazione degli scritti di Perrault, Laugier, Boullée, Ledoux e altri, che favorirono

la trasposizione dell'Illuminismo in architettura, affermando quei principi legati al

razionalismo e al funzionalismo, con un nuovo ideale estetico basato sul ricorso a

forme geometriche elementari;

2. Un ritrovato interesse per il classico, stimolato dalla moda del Gran Tour, dalla

passione antiquaria e dall'inizio degli scavi archeologici di Ercolano e Pompei. In

questo contesto si colloca anche la pubblicazione di importanti opere letterarie e

artistiche volte a celebrare l’antichità greca e romana. La “Storia dell'Arte Antica” di

Winckelmann celebrò il mondo greco quale portatore di quell'ideale di "quieta

semplicità e nobile grandezza", in antitesi agli sfarzi del Barocco e del Rococò. Non

secondaria fu la diffusione di pubblicazioni che contenevano invece riproduzioni

raffiguranti le antichità romane, come le celebri tavole del Piranesi, che si reca a Roma

per la prima volta nel 1740 e tramite le sue incisioni si fa portavoce della romanità e

della sua resurrezione in un mondo nuovo;

3. Una serie di motivazioni di natura socio-politica, legate all'atteggiamento della nuova

classe borghese, che trasferì sul Neoclassicismo prima lo spirito conservatore, poi

l'ideale repubblicano della rivoluzione politica, ed infine il razionalismo della

rivoluzione industriale. 2

Neoclassicismo in Francia nel 1700

Claude Perrault (1613-1688)

All’interno di questo dibattito, emerge la figura di Claude Perrault, medico ed architetto

francese, che metteva in discussione l’esistenza di regole architettoniche assolute. Egli

intraprende una traduzione ed un commento del “De Architectura” di Vitruvio, in cui

sottolinea come alcuni aspetti non corrispondessero con il contemporaneo. Perrault scardina

le proporzioni ed in particolare il concetto di simmetria che a Vitruvio era stato sempre

accostato (ovvero la relazione fra le singole parti del corpo umano e la colonna), affermando

che non sono una verità nascosta assoluta in natura (vedi proporzioni del corpo umano), ma

che il bello varia con il gusto ed i tempi (ed il ruolo dell’autorità è quello, tramite le

Accademie, di indirizzare gli architetti sui modelli edificativi “giusti” per l’epoca). Con il

commento a Vitruvio, Perrault ha voluto esercitare un influsso sull’architettura della sua

epoca (il frontespizio dell’opera riportava infatti la sua facciata del Louvre).

In effetti, Perrault mette in discussione il postulato secondo cui la bellezza di un edificio

deriva dalla precisione delle sue proporzioni: secondo lui, non ci sono regole assolute in

termini di proporzioni architettoniche e la definizione di "bello" dipende da un consenso

generale. Un concetto così poco ortodosso scandalizzato e provocato una controversia che

sarebbe durata a lungo.

Ma la Francia è l'unico paese che ha una cultura ricca di cultura, scienza e buon gusto, e questa

grande cultura deve anche essere tradotta in bellissimi monumenti. Ma - ed ecco il tema

chiave del commento e delle osservazioni di Perrault sul testo di Vitruvio - che cos'è la

bellezza architettonica?

La bellezza è soprattutto un criterio ed è spesso percepita come una "fantasia" soggettiva che

dipende da numerosi fattori esterni (moda o grado di istruzione, ad esempio).

Perrault non riesce a stabilire una definizione esatta delle proporzioni corrette, ma stabilisce

linee guida selettive per definire la bellezza architettonica.

Sebbene troviamo proporzioni assolute nel cosmo e nel corpo umano, lo stesso non accade in

architettura. Ciò che percepiamo come bello nelle proporzioni dell'architettura non deriva

necessariamente dalla ragione logica o da una legge naturale, ma dall'approvazione generale e

dalla consuetudine. Se la percezione della bellezza è fatta secondo l'accuratezza delle

proporzioni, può essere solo una nozione relativa di bellezza, o "bellezza arbitraria" secondo

l'espressione usata da Perrault. In altre parole, la bellezza è ciò che piace alla maggior parte

degli uomini, indipendentemente da qualsiasi legge della natura. Ma "bellezza arbitraria" ha il

suo corollario, un principio oggettivo che Perrault chiama "bellezza positiva". Risiede nello

scopo utilitaristico dell'edificio, cioè nella sua solidità, salubrità e comfort. Pertanto, qualsiasi

valutazione deve tenere conto della relazione tra il destino dell'edificio e la sua decorazione

per ottenere una vera valutazione estetica. per Perrault, ad essere assoluto era l’ordine

architettonico, che non era ornamento ma pura forma che risponde ad una funzione.

peculiarità̀

Bellezza arbitraria: fonda la sua sulle relazioni proporzionali, la forma e la

struttura. Non esistono guide sicure, né regole fisse, ma soltanto consuetudini. 3

Bellezza positiva: è la funzione che determina la forma, la bellezza razionalista, ma anche la

simmetria, che costituisce gran parte della bellezza degli edifici. La funzione è per la prima

volta elevata a presupposto estetico.

Il suo progetto principale è la realizzazione della facciata est del Louvre (1613-1688), che

ha un effetto monumentale dato dalla ripetizione di colonne corinzie binate, poggiate su un

piano terra che fa da basamento e sormontate da una balaustra.

La facciata doveva rappresentare il sovrano assoluto, con spoliazione e non con carattere

decorativo. Vige il principio della simmetria centrale.

Per Perrault, le proporzioni non sono delle regole fisse, ma delle consuetudini.

Gli obiettivi dello Stato Assoluto di Luigi XIV erano: centralizzare la corte, riedificare

Versailles, costringere i contadini ad andare a corte e sperperare denaro seguendo mode

inventate in questo ambiente barocco.

Gli imponenti cantieri di questo periodo, portati avanti da architetti sensazionali,

rappresentano bene questa idea di potere di Luigi XIV.

Marc-Antoine Laugier (1713-1769)

E’ stato un teorico dell'architettura e storico dell'architettura francese. Scrisse un’opera molto

importante, l’Essai sur l'architecture. Laugier teorizza che un'architettura per dirsi di qualità

debba essere necessariamente legittimata dalla Natura e dalla Ragione - tesi che risente

grandemente del buon selvaggio di Jean-Jacques Rousseau e del pensiero dei filosofi

illuministi - e, inoltre, deve essere assolutamente spoglia da tutti quegli elementi di tipo

ornamentale. L'edificio che più di tutti rispetta questo binomio tra Natura e

Ragione è, secondo Laugier, anche quell'edificio che ha funto da

nucleo generatore di ogni magnifìcenza dell'architettura,

costituendosi dunque come archetipo: si tratta della capanna

primitiva, riportata peraltro sul frontespizio della seconda edizione

del saggio.

Nel ‘700 nasce un uomo con una sensibilità estremamente vicina a

quella moderna-contemporanea.

Il frontespizio indica una figura autorevole(probabilmente la

personificazione dell’Architettura), che indica la fonte

dell’architettura: la capanna. Essa poggia su un capitello che si sta

distruggendo: l’antico è parte delle fonti dell’architettura moderna,

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ma è in rovina. La capanna indica la semplicità della forma, contrapposta al Barocco.

La capanna era poi anche alla base del tempio classico, e doveva essere di riferimento a tutti

gli architetti poiché derivava dalla natura. La capanna era l’interpretazione logica più logica e

pura della natura da parte dell’uomo, che dovendosi riparare, si copriva con tronchi e pali

inclinati.

Questa teoria è ovviamente una teoria razionalista, dove la funzione deve determinare la

forma, affinché essa possa essere pura.

Laugier aveva anche un suo concetto di città, che doveva essere come una foresta: la città si

sarebbe dovuta progettare allo stesso modo, quindi con ampi e lunghi viali (i modelli erano

Vaux e Versailles).

Alla metà del Settecento, la Francia presenta due aspetti:

Nascono gli istituti, in grado di dare una formazione professionale agli architetti; nasce

• anche la figura dell’ingegnere moderno;

La società diventa mobile, divisa in tre classi: il popolo, la borghesia e la nobiltà.

• Ognuna di queste classi aveva una domanda specifica di architettura.

Jacques-Germain Soufflot, Abbazia di Sainte

Genevieve, 1756 – 1759, Parigi

Il maggior esempio nel campo dell'architettura sacra

resta comunque il Pantheon di Parigi, originariamente

sorto come chiesa di Sainte Geneviève e successivamente

trasformato in mausoleo della Nazione. Colpiscono la

cupola ispirata a quella della cattedrale londinese di San

Paolo e l'audace struttura interna che ricorda, per la sua

leggerezza, quella delle antiche cattedrali gotiche.

L’abbazia è un chiaro rimando al Pantheon di Roma. Ha una pianta a croce greca, un pronao

tipico dell’architettura classica e una cupola rinascimentale. L’opera era chiaramente frutto

degli scritti di Laugier, che promuoveva un ideale greco-gotico. Laugier apprezzava sia

perché́ più̀ perché́

l’Architettura greca che quella gotica razionali, e entrambe esprimevano

chiaramente la loro funzione.

Neoclassicismo Rivoluzionario

Per architettura rivoluzionaria si intende quella fase del Neoclassicismo che, alla vigilia della

Rivoluzione francese e con l'affermarsi dell'esigenza morale di una nuova società, si

caratterizzò, sul piano formale, per l'alterazione del repertorio dell'antichità classica,

assumendo, nel contempo, un'intensa valenza etica ed evocativa, con forti slanci utopici,

simbolici e visionari.

Étienne-Louis Boullée e Claude-Nicolas Ledoux sono i due maggiori esponenti; malgrado molti

dei loro progetti siano rimasti solo su carta o, nel caso di Ledoux, siano andati distrutti,

entrambi aspiravano a creare un'architettura "parlante", cioè simbolica, in grado di

comunicare la propria funzione attraverso l'uso sapiente delle forme.

Étienne-Louis Boullée (1728-1799) e il tema del carattere 5

Étienne-Louis Boullée è stato un architetto (ma si autodefiniva pittore) e teorico

dell'architettura francese del periodo neoclassico. Scrive l’“Essai Sur l’Art”, sul quale enuncia

chiaramente il campo su cui si muove. L’architetto è artista ed il suo compito è occupare il

campo della comunicazione. Egli enuncia il tema del carattere: mettere del carattere in

un’opera significa impiegare nel modo giusto tutti i mezzi più idonei per non farci provare

altre sensazioni oltre quelle caratteristiche del soggetto stesso, comunicare quindi senza

distrazioni, creando un’architettura che concentra tutti i propri sforzi nel restare aderente al

tema di progetto.

Etienne-Louis Boullée, Cenotafio per Newton Un esempio di cosa intendesse Boullée

con carattere si trova nel suo progetto

utopico Cenotafio per Newton. Il progetto

era costituito da un'immensa sfera cava

alta oltre centocinquanta metri. Per

Boullée la sfera era il corpo perfettissimo,

che unisce simmetria, regolarità e

varietà. Lo scopo del progetto era quello

di generare nell'osservatore sensazioni

tanto grandiose quanto inquietanti

davanti a uno spazio che doveva

riprodurre l'immensità dell'universo. In questo modo, le spoglie di Isaac Newton sarebbero

state riposte in una struttura in grado di ricreare un modello in miniatura dell'universo, le cui

dinamiche vennero scoperte proprio dallo scienziato inglese con la legge di gravitazione

universale.

Claude-Nicolas Ledoux (1736-1806)

Claude-Nicolas Ledoux è stato uno degli esponenti più importanti dell'architettura

neoclassica, e uno dei più grandi progettisti di architettura industriale. Per Ledoux,

l’architettura è strumento di educazione, e l’architetto è un educatore. L’architettura serve a

condizionare la struttura sociale, ed ha il compito di purificare i costumi.

Claude-Nicolaas Ledoux, Saline Reali di Arc-et-

Senans, 1775-1779

L’architettura parte da un impianto quadrangolare,

ma si rapporta con le forme del teatro romano, e

finisce per esserne una vera e propria

interpretazione in chiave industriale. L’ufficio del

direttore era in una posizione panottica, che

permetteva il controllo su tutto lo stabilimento. 6

Progetto per la città di Chaux

Ledoux progettò in realtà un intero modello

utopistico per la città di Chaux, che era una

continuazione del progetto delle saline e che non

venne mai realizzato. Si trattava di un progetto

totalmente utopistico dove ogni edificio esprimeva

la sua funzione attraverso una forma che lo

caratterizzasse. Un elemento interessante è la Casa

del Guardiano delle Acque. Il fiume scorre proprio attraverso la casa in modo che il guardiano

sia sempre a stretto contatto con l'acqua e possa essere il primo a sapere di eventuali

fluttuazioni nel flusso, pulizia, ecc…

Architettura Neoclassica in Inghilterra - Neopalladianesimo

Nel Neoclassicismo Inglese, particolare importanza assume la figura di Andrea Palladio,

architetto rinascimentale che però venne riconosciuto come il precursore del Neoclassico.

L’Inghilterra continuerà ad essere terreno di punta nella cultura architettonica anche nel

Settecento. Politicamente vigeva la monarchia costituzionale, e principi di tolleranza religiosa

e libertà di pensiero guardati con ammirazione da tutta Europa. Questi principi venivano

elaborati all’interno di logge massoniche, che costituiscono la committenza inglese del

Settecento e condizionano fortemente l’architettura.

Emerge la figura di Colen Campbell, che esprime la necessità che l’architettura si emancipi dal

Barocco. Si stringe ad intellettuali come William Kent, con i quali inizia a codificare la nuova

architettura inglese. Campbell scrisse il trattato “Vitruvius Britannicus”, che fu il primo libro

di architettura in inglese, ma più che altro un catalogo di progetti di Andrea Palladio, Inigo

Jones, Christopher Wren e altri noti architetti dell'epoca. Con questo testo si voleva

dimostrare come l’architettura inglese fosse l’erede di quella antica e rinascimentale. La sua

Wanstead House, con portico esastilo(il primo realizzato nel Regno Unito), fu uno dei modelli

principali di casa palladiana. Come Palladio, Campbell aveva riportato l’architettura del

tempio ad una dimensione privata.

Figura importante è Richard Boyle, III conte di Burlington, che compie un Grand Tour, ma

rimane folgorato dall’architettura Palladiana dopo la lettura del Vitruvius Britannicus di

Campbell. Si propone di finanziare il rinnovamento delle arti e dell’architettura inglese,

individuando in Palladio un riferimento. Nasce il Neopalladianesimo, fonte di una nuova

cultura inglese.

Lord Burlington, che si era recato una seconda volta in Itali

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mattiabf di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof De Magistris Alessandro.
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