Medioevo e Rinascimento: La figura dell'uomo di cultura
La figura emblematica dell'uomo di cultura
L'organizzazione culturale viene incarnata dal monaco, ma dipende dal ricco borghese, esponente della classe emergente dedita al commercio e alla finanza, e dalla nuova aristocrazia cittadina. Domina una concezione del sapere di tipo piramidale, che vede la teologia come regina delle scienze e le altre discipline come ancillae theologiae. Progressiva è la laicizzazione e l'autonomizzazione della conoscenza avente principio-guida il rinnovamento globale dell'uomo nei rapporti con se stesso, gli altri, il mondo e Dio.
La ricerca filosofica
La ricerca filosofica dovrà svilupparsi in una dimensione orizzontale: l'intellettuale “laico” cercherà il divino che è nell'uomo e nel mondo, come qualcosa di vicino a sé e alla propria esistenza.
Umanesimo e Rinascimento
Umanesimo
L'Umanesimo si concentra sull'uomo e sulla sua vita civile. C'è una riscoperta del valore dell'individuo e l'importanza del suo rapporto con il mondo, con la natura, con la politica e con la fede in un'ottica antropocentrica. La prerogativa specifica dell'uomo risiede nell'essere artefice di se stesso, pur senza negare Dio (è oggetto di fede ed è trascendente rispetto alle capacità conoscitive della ragione umana) e l'aldilà.
Rinascimento
Il Rinascimento assume il significato di rinascita e riscoperta, con una rivisitazione di ogni ambito proprio sia della vita individuale e sociale, sia della natura in ogni sua espressione. La parola d'ordine è ritorno al principio, alle radici della civiltà occidentale, per trovare in questo confronto lo slancio necessario verso un nuovo inizio. Si indagano se stessi e il mondo con i mezzi della propria ragione e del proprio intuito, applicando il canone rigoroso che sarà a fondamento della scienza moderna.
- Ritorno al principio nella filosofia con la riscoperta di Platone e Aristotele
- Nella vita religiosa con il ritorno alle fonti del Cristianesimo, interpretato in modo differente dalla Riforma protestante e da quella cattolica
- Nella politica con l'approfondimento del concetto di Stato e di sovranità
- Nell'indagine sulla natura, che porterà alla nascita della scienza moderna
Michel de Montaigne (1533-1592)
I "Saggi" di Montaigne significano esperienze (non tentativi). L'opera è intesa a rintracciare le esperienze espresse negli scritti di autori antichi e moderni e a metterle alla prova in riferimento alle proprie esperienze. Il suo procedimento è autobiografico: attraverso la propria esperienza e il confronto con quella altrui, vuole raggiungere la conoscenza della natura umana.
- Stoicismo: ci rende indipendenti dalle cose
- Scetticismo: ci rende liberi dalla presunzione di sapere
Entrambi ci consentono di raggiungere la libertà. Conosce l'incertezza e l'instabilità dell'esistenza. La vita umana è un esperimento continuo. Bisogna che l'uomo accetti la sua condizione/sorte.
Nikolaus Cusano (1401-1464)
La conoscenza è possibile quando c'è proporzione (omogeneità) tra ciò che già si conosce e ciò che si vuole conoscere. Quando ciò che si cerca di conoscere è lontanissimo (non ha nessuna proporzione con ciò che già si conosce), non resta che proclamare la propria ignoranza (ignoranza dotta, consapevole e fondata su buoni motivi).
Caso di Dio (infinito): tra finito e infinito non c'è proporzione. L'uomo potrà indefinitamente avvicinarsi alla verità e all'essere infinito di Dio, ma raggiungerli mai. La conoscenza umana non coinciderà mai con la verità assoluta (Dio): la conoscenza umana non è valida se non si fonda su questa dotta ignoranza, sulla consapevolezza dei limiti.
Coincidentia oppositorum: unità e conciliazione di tutte le determinazioni opposte della realtà: del massimo e del minimo, della creazione e del mondo creato, dell'unità e della molteplicità. Nega che una parte del mondo, quella celeste, possegga una perfezione assoluta e sia quindi ingenerato e incorruttibile.
Non esiste la separazione tra sostanza celeste (o etere) e sostanza composta dai 4 elementi. Tutte le parti del mondo hanno lo stesso valore, ma nessuna raggiunge la perfezione che è propria di Dio. Il mondo non ha un centro e una circonferenza, giacché altrimenti fuori di quest.
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