Scelta di vita
Nell'antichità la filosofia ha rappresentato una scelta di vita significativa. Infatti, fare filosofia significava:
- Leggere e conoscere i testi;
- Condurre uno certo stile di vita con lo scopo di raggiungere la felicità;
- Filo (dal greco philèo) "amo", "tendere verso qualcosa", Sofia (dal greco sophìa) "sapienza". Tendere verso la sapienza vuol dire mirare ad una trasformazione di sé.
La filosofia antica non è finalizzata solo alla conoscenza (fine teoretico) ma ha anche una valenza pratica: infatti qualsiasi discorso filosofico trae origine dalla realtà che lo circonda.
Origini della filosofia
La filosofia nasce come nuovo modo di pensare nel VI secolo a.C. nelle colonie greche (Ionia, Magna Grecia, Sicilia). Nasce qui perché i Greci commerciavano e navigavano e quindi erano aperti alle altre culture, mostrando una mentalità aperta (primo fattore che permise la nascita della filosofia).
Prima della sua nascita, per spiegare la vita e le sue diverse manifestazioni, si ricorreva ai miti a carattere religioso. I miti erano tramandati oralmente fino al 700 a.C. poi furono trascritti da Omero ed Esìodo e questo permise di discuterli. I filosofi infatti volevano dimostrare che le interpretazioni mitiche non erano attendibili in quanto, secondo il filosofo Senofane, i miti erano rappresentazioni umane (infatti fisicamente e caratterialmente gli dèi assomigliavano agli uomini: erano belli, brutti, muscolosi, biondi, mori, egoisti, coraggiosi, si innamoravano,...). Questo è il secondo fattore.
Cambiamento nel pensiero
Un terzo fattore è dato dalla fondazione delle città-stato all’interno delle quali si distinguevano due tipi di attività:
- Lavoro manuale affidato agli schiavi;
- Cultura e politica affidata ai liberi cittadini. È proprio qui che si verifica un cambiamento del modo di pensare, passando da un modo di pensare mitologico a un ragionamento basato sulla logica e sull’esperienza.
Filosofi della natura
Prima di iniziare ad analizzare il pensiero di ciascun filosofo bisogna comprendere che ciascuno di loro ha un proprio progetto (a cosa vuole dare una risposta?) e solo scoprendo qual è il loro progetto possiamo seguire i loro ragionamenti.
Lo scopo dei primi filosofi greci è quello di spiegare i processi della natura e per questo vengono chiamati filosofi della natura. Si chiamano così perché l’oggetto della loro riflessione è appunto la natura. Vengono chiamati anche presocratici o presofisti in quanto operano in un periodo precedente ai sofisti e a Socrate per indicare il fatto che i filosofi della natura si sono occupati solo di essa, non interessandosi alla sfera delle azioni umane. Queste due etichette sono dopo tutto sbagliate perché alcuni filosofi della natura si sono occupati anche di proporre un modello di vita filosofica (si pensi per esempio a Pitagora o Empedocle).
L'idea comune dei filosofi della natura è che esiste una sostanza che dà vita a tutti i cambiamenti. Questa sostanza prende il nome di principio o archè. I filosofi della natura incominciarono a rendere la filosofia indipendente dalla religione/miti in quanto cercarono di dare una spiegazione “scientifica” a tutto ciò che avviene.
Sui filosofi della natura sappiamo poco/niente perché non scrissero nulla. Ciò che sappiamo è scritto nelle opere di Eròdoto e Aristotele (vissuto 200 anni dopo di loro). Ciò nonostante dobbiamo stare attenti perché Aristotele potrebbe aver citato il pensiero di questi filosofi nelle sue opere per adattarlo ai suoi scopi. Aristotele chiama i filosofi della natura fisici ionici perché provenienti dalla Ionia. I frammenti, le citazioni e le imitazioni riguardanti i filosofi della natura sono raccolte ne “La raccolta di Diels-Kranz (DK)”.
Talete
Nato a Milèto (Asia Minore) tra il VII e il VI secolo a.C., Talete:
- Fu in grado di deviare il corso del fiume Halys per permettere all’esercito del re Creso di attraversarlo facilmente;
- Fu in grado di prevedere un’eclissi solare (forse quella del 585 a.C.);
- Inoltre possedeva conoscenze matematiche apprese dagli egizi;
- Venne inserito tra i sette sapienti (ruolo politico).
Talete individuò come principio di tutte le cose (archè) l’acqua, probabilmente perché ha osservato che tutto nasce e muore da essa (i cadaveri infatti si essiccano). Una pianta per crescere ha bisogno di acqua; noi uomini nasciamo nell’acqua (durante i 9 mesi di gravidanza noi siamo circondati da una specie di bolla d’acqua).
Anassimandro
Nato a Milèto tra i...
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