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Il Medioevo e le origini delle lingue volgari

Introduzione

La grande unità dell'Impero Romano viene meno e al suo posto emergono nuove realtà: elementi anteriori alla romanizzazione (cd. 'sostrato') si fondono con apporti di nuove popolazioni.

Dall'unità linguistica del latino si passa:

  • Alla pluralità delle lingue volgari neolatine o romanze (dove la popolazione latina resta maggioritaria, ad esempio: Francia, Italia, penisola Iberica)
  • Alle lingue germaniche (in Inghilterra e Germania)

La fine dell'Impero Romano

La data della fine dell'Impero Romano corrisponde al 476 d.C., quando l'ultimo imperatore romano d'Occidente, Romolo Augustolo, viene deposto da Odoacre, re barbaro. In realtà è una data simbolo: la dissoluzione dell'Impero era iniziata già da secoli e si era accelerata con la divisione dell'Impero tra Occidente e Oriente.

Inoltre, nel IV secolo si afferma una nuova religione, il cristianesimo, la quale viene riconosciuta dall'imperatore Costantino nel 313, soppiantando l'antica religione pagana.

Il regno degli Ostrogoti in Italia

La prima esperienza di un'entità politica e culturale limitata alla penisola, per l'Italia, si ha con il regno degli Ostrogoti, in particolare con la figura di Teodorico. La capitale è Ravenna. Viene avviato un progetto ambizioso di recupero della cultura romana, purtroppo fallimentare.

Trasmissione del sapere nel Medioevo

Un'ulteriore forma di riorganizzazione e trasmissione del sapere è di tipo enciclopedico. Esemplare in tal senso è il lavoro di Isidoro di Castiglia, in Spagna, autore delle Etymologiae: un'importante opera in cui riemerge la divisione delle discipline ereditata dal mondo classico. Infatti, abbiamo da un lato il trivio (grammatica, retorica, dialettica) e dall'altro il quadrivio (matematica, geometria, astronomia, musica), che insieme formano le cosiddette "arti liberali".

Occorre sottolineare che, per insufficienza di risorse e materiale scrittorio, bisognava necessariamente scegliere tra autori di "prima categoria", considerati importantissimi, e quelli a cui si poteva rinunciare.

Classico → dal latino "classicus": il classico è uno scrittore di "prima classe" e quindi degno di essere salvato.

La trasmissione della cultura scritta

All'epoca, la trasmissione della cultura scritta avveniva attraverso la trascrizione su fogli di pergamena o rotoli di papiro. L'opera dei copisti era lenta e difficile: bisognava evitare errori. Ogni manoscritto era detto "codex", cioè fascicolo di fogli inseriti e legati l'uno dentro l'altro. Se la pergamena era poca e bisognava cancellare per riscrivere sopra ("pali...")

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

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