RIASSUNTO STORIA DELL’ARCHITETTURA
Dalle origini al classicismo
ARCHITETTURA MONUMENTALE: sistema trilitico, formato da elementi monolitici di grandi dimensioni
disposti in modo che ci siano due elementi portanti e un elemento portato (III-II millennio a.C.).
EGITTO: rappresenta il passo successivo dell’architettura monumentale, ci si basa ancora su strutture
relativamente semplici, alle quali si affianca una certa attenzione all’estetica per la forma finale. In Egitto
hanno particolare importanza i complessi funerari dei faraoni:
Complesso funerario della piramide di Zoser all’interno della necropoli di Saqqāra, eretto sotto la
guida di Imhotep circa nel 2650 a.C., in cui appare per la prima volta il concetto di colonna isolata,
nonostante si tratti più che altro di tratti murari con le parti finali arrotondate. La piramide a
gradoni è alta circa 60 m, circondata da altre strutture e chiusa da un muro di pietra con le facciate
che riproducono elementi lignei.
Tempio funerario di Ramses II (o Ramesseum) a Tebe, circa 1250 a.C., è un altro esempio di
complesso funerario di dimensioni ciclopiche dedicato al riposo di un faraone. Segno distintivo
sono le quattro statue poste all’ingresso che rappresentano il faraone stesso in forma di mummia.
Tomba della regina Hatshepsut (1470 a.C.) a Deyr el-Bahrī, ispirata al tempio di Mentuhotep, con il
quale si era chiusa la tradizione delle piramidi dopo che la capitale d’Egitto era stata spostata da
Menfi a Tebe. Queste strutture hanno poco a che fare con i vecchi complessi funerari per l’aspetto
architettonico: sono disposti su più livelli e sono dotati di terrazze aperte, che si raggiungono
attraverso rampe carrabili. Un altro passo importante è l’uso delle colonne a sezione circolare
come elemento decorativo, le quali sorreggono una trabeazione.
Città-tempio di Karnak, dedicata a Amon-Rā, sorta circa nel 2000 a.C., che grazie alle aggiunte fatte
nel corso del tempio divenne il santuario più importante del paese. All’entrata sono posti due
piloni dalle dimensioni imponenti, eretti in due periodi differenti; si passa poi al grande cortile
interno in cui è presente un gran numero di sfingi, caratteristiche del luogo poiché erano presenti
anche all’esterno, sulla via che portava al tempio. La sala ipostila è una delle più magnificenti mai
realizzate, con le sue 134 colonne tra loro molto ravvicinate a creare un vero bosco di pietra.
Tempio di Horus a Edfu, costruito dopo la caduta dell’impero egizio e commissionato sotto la
dinastia tolemaica-macedone, è anch’esso un simbolo della grandezza dell’Egitto; i due piloni
d’ingresso hanno bassorilievi raffiguranti i faraoni vincenti e mentre sacrificano degli schiavi agli
dei, più avanti si entra nel cortile interno, dotato di un colonnato con capitelli dalle decorazioni
palmiformi o floreali, che ne occupa tre lati su quattro. Proseguendo si raggiungono poi le sale
ipostile, in cui si svolgevano i riti ai quali solamente i sacerdoti potevano prendere parte. Nella
parte più interna ci sono 3 sale, poste in ordine di grandezza decrescente, con il naos posto alla
fine, nella zona più buia, dov’era presente la barca sacra di Horus. Questo è il tempio meglio
conservato grazie alla sabbia che l’ha ricoperto per secoli, sottraendolo dalla corrosione degli
agenti atmosferici.
L’invenzione della capriata nel MONDO ELLENISTICO permise la creazione di tetti spioventi, sia che fossero
in paglia, che di tegole.
CRETA: nota anche come cultura minoica, si sviluppa circa nel 5000 a.C., è tra le prime a fare uso di mattoni
realizzati dall’uomo per le costruzioni (che poi venivano intonacati), solitamente composte da locali posti in
ordine apparentemente casuale attorno ad un cortile; spesso lo spazio coperto dal palazzo imperiale
corrispondeva all’estensione della città.
Il Palazzo di Minosse a Cnosso, 1800-1400 a.C. (attuale Creta), copre più di un ettaro di superficie
ed è formato da un complesso di edifici, alcuni anche di cinque piani; una particolarità del palazzo è
la grande scalinata con colonne, la prima del genere che si conosca. Il complesso non è dotato di
particolari fortificazioni, e ciò porta a supporre che la vita in quel periodo fosse particolarmente
tranquilla (ipotesi sostenuta anche dall’assenza di scene di battaglia negli affreschi rinvenuti). 1
L’intricata rete dei magazzini posti al piano terra può spiegare la leggenda del Minotauro, il mostro
che viveva nel labirinto.
MICENE: sulla terraferma della penisola ellenica si forma, contemporaneamente a Cnosso, la cultura
micenea, che per due secoli (1400-1200 a.C.) dominò le regioni dell’Egeo. Le fortezze presenti in questo
territorio sono in contrasto con gli edifici di Creta, e ciò fa pensare che questo fosse un popolo bellico e che,
probabilmente, proprio i micenei posero fine al popolo minoico.
La CITTÀ-STATO di Micene, probabilmente sede del re Agamennone, è dotata di mura di cinta
spesse anche alcuni metri e altrettanto alte, con una sola entrata principale: la Porta dei Leoni. Il
palazzo reale, posto nel punto più alto della città, aveva uno schema semplice, costituito da tre soli
ambienti: un locale per la guardia (o per gli ospiti), un cortile aperto da cui si arrivava al mègaron e
una sala d’onore circolare in cui al centro era posto un focolare circondato da quattro colonne a
sostegno del tetto (probabilmente questo spazio fungeva anche da sala del trono).
o La Porta dei Leoni rivela il gusto monumentale della cultura micenea; sul suo architrave è
posta una lastra calcarea triangolare raffigurante due leoni l’uno di fronte all’altro, separati
da una colonna, probabilmente simbolo della città.
o All’esterno di Micene si trova la Tomba di Agamennone (detta anche Tesoro di Atreo)
risalente circa al 1300 a.C., la più grande delle tombe a thólos* dell’antica Grecia, alta circa
13 m. Al di sopra dell’entrata, posta alla fine di una rampa lunga 36 m, c’è un’apertura
triangolare vuota probabilmente indirizzata a spostare le spinte della volta interna, che
avrebbero potuto causare il crollo dell’architrave. Il tutto era ornato da colonne e
semicolonne di materiali dalle diverse colorazioni e decorazioni, il che rendeva questa
tomba ancora più magnificente. La camera sepolcrale era collegata alla thólos mediante
uno stretto corridoio.
Un altro esempio delle città-stato della terraferma greca è Tirinto, meglio conservata di Micene,
dove si ritrovano ancora le mura di cinta, in alcuni punti spesse fino a 6 m e alte 10 m. il mègaron
del palazo reale di Tirinto è simile a quello che successivamente diverrà il tempio greco classico.
*: La tomba a thólos è una delle tipologie di sepoltura più antiche del Mediterraneo orientale ed è
costituita da una camera circolare semi sotterranea la cui volta di copertura è formata da conci posti
concentricamente e scolpiti in modo da formare una superficie uniforme, da cui si entra percorrendo un
corridoio inclinato che porta dall’esterno all’interno della tomba.
La comunità minoica e quella micenea si estinsero, facendo sì che i progressi architettonici raggiunti
andassero persi, instaurando un periodo di stallo in Grecia; solo circa quattro secoli dopo si ritroverà
un’identità architettonica degna di essere chiamata tale, in quella che sarà l’età del ferro.
L’inizio della CULTURA ELLENICA è datato attorno all’800 a.C., in cui si inizia ad usare una scrittura comune
e dove si inizia a dare particolare importanza alla costruzione dei templi; i confini di questa civiltà non erano
ben definiti e includevano le isole Egee, fino ai confini della Turchia e parte dell’Italia meridionale. Nei
litorali della Grecia e dell’Egeo erano presenti le comunità ioniche e doriche, e dalla cui fusione delle
rispettive arti sarebbe poi nata l’arte ellenica. In questo periodo la Grecia non è uno stato unitario, ma è
formata da tante piccole città-stato autonome, con le proprie leggi e i propri sovrani. Nel periodo
successivo all’800 a.C., le città ospitavano dei templi dedicati agli dei molto semplici: si trattava si piccole
case con un portico di due colonne all’ingresso e una sola cella (absidata o tetragonale) con la statua della
divinità. Più avanti nel tempo le colonne si sarebbero estese lungo tutto il perimetro esterno dell’edificio
(pteron). Il primo tempio di questo genere di cui si hanno tracce è la tomba di Lefkandi, risalente circa al
1050 a.C. presentava una lunga navata con murature in mattoni stuccati e copertura lignea.
Il tempio di Hera (o Heraion) a Samo, risale circa all’800 a.C., ma fu modificato nel 670 a.C. circa con
l’aggiunta di un colonnato che avvolgeva l’intera struttura; dato l’impiego di tegole in terracotta per
la copertura, si dovette rafforzare la struttura sostituendo alle colonne lignee delle colonne in
pietra, oltre che rafforzare le mura di sostegno. 2
Altro esempio è il tempio di Apollo a Thermos del 630 a.C. circa, costruito in un luogo già sacro dai
tempi di Micene; presenta degli elementi che saranno parte fondamentale dei templi successivi,
come le decorazioni nella trabeazione (metope e triglifi).
Il tempio di Apollo a Corinto del 540 a.C. circa, rappresenta il colonnato più antico pervenutoci, il
quale poggia su una base non perfettamente piana ma che risulta essere rialzata al centro,
stratagemma utilizzato per rendere il tempio più armonioso alla vista. Un’altra soluzione che risulta
essere stata adoperata in questo tempio è il posizionamento dei triglifi d’angolo, che risultano
essere più larghi di qualche centimetro, oltre alle colonne d’angolo che sono leggermente più
ravvicinate tra loro. Era un tempio periptero, con il colonnato che circondava l’intera cella, la quale
era divisa in due parti asimmetriche.
Il tempio di Hera (o Heraion) ad Olimpia, anticamente posto dentro il santuario dedicato a Zeus,
risale circa al VII secolo a.C. e non ne è rimasto molto. Si sa per certo che la parte interna della cella
era più articolata di quelle finora esaminate e che le dimensioni erano decisamente più grandi
rispetto ai precedenti templi, nonostante non si fosse ancora arrivati ad erigere strutture di questo
tipo molto alte, come succederà più avanti. Qui le colonne originarie erano in legno, e sono state
sostituite un po’ alla volta con colonne di pietra dalle forme diversificate.
Il tempio di Aphaia nell’isola di Egina è collocato sopra la caverna della dea, ed è collocato in punto
strategico per osservare il mare in due direzioni (Aphaia era infatti la protettrice dei naviganti e dei
cacciatori). In questo periodo i templi non si trovano più isolati, ma fanno parte di complessi sacri
all’interno di mura, in cui risiedevano i sacerdoti e dov’erano presenti anche altre strutture o
direttamente altri templi. Il tempio di Aphaia è magnificente, oltre che per le dimensioni, anche
per le colonne interne alla cella poste su due livelli. Si possono notare anche dei piccoli
accorgimenti per rendere la vista del tempio più armoniosa, come la leggera inclinazione delle
colonne verso l’interno, e le colonne d’angolo leggermente più grosse. Anche se al momento non
sono presenti decorazioni particolari, si sa che l’intera struttura era stuccata e dipinta con disegni
dai colori vivaci raffiguranti perlopiù scene di guerra.
Il tempio di Hera a Paestum, chiamato anche basilica, è decisamente di dimensioni imponenti; ben
I
conservato, mostra anch’esso due livelli di colonne all’interno della cella. Le colonne ancora tozze
mostrano un rigonfiamento del fusto (enfasi), accompagnato da un allargamento del capitello.
Per costruire edifici di queste dimensioni c’è bisogno di nuove tecniche costruttive, di cui ne abbiamo una
testimonianza nelle pietre utilizzate: si sa che potevano essere utilizzate olivelle, canali a U, imbracature o
agganci su bozze, che venivano poi sollevati dalla forza degli uomini o degli animali. Poiché i blocchi
venivano posizionati a secco, per evitare che si spostassero venivano agganciati l’uno all’altro con grappe di
metallo, posizionate in appositi tagli.
Gli ORDINI ARCHITETTONICI si compongono di elementi verticali portanti (colonne, pilastri) ed elementi
orizzontali portati (trabeazioni e travi). Dal VII sec circa si afferma il passaggio dal legno alla pietra negli
edifici monumentali, processo che prende il nome di litizzazione e che accompagna la nascita di linguaggi
formalizzati, quali gli ordini architettonici.
Finora sono stati analizzati templi di tradizione dorica, quindi quelli facenti parte della zona dell’attuale
Grecia ma, contemporaneamente a questa tradizione, nella parte dell’asia minore si forma la tradizione
ionica dalle forme più sinuose.
Dorico: sia il capitello che la trabeazione sono abbastanza semplici e la colonna risulta essere decisamente
più bassa di quella dell’ordine ionico; oltretutto il piede della colonna è privo di base e poggia direttamente
sullo stilobate.
Ionico: il capitello presenta un pulvino, posto tra l’echino e l’abaco, con volute (spirali) e decorazioni
provenienti dal mondo vegetale; la trabeazione è più elaborata e la colonna è dotata di base, oltre che
essere decisamente più alta, il che le conferisce anche un aspetto più slanciato rispetto a quella dorica.
Il tempio di Hera a Samo, facente parte della IV fase, circa del 530 a.C. e mai completato, si
suppone che facesse parte dell’ordine ionico. È un tempio diptero con una cella abbastanza
semplice.
Più o meno nello stesso periodo viene eretto il tempio di Artemide a Efeso, dalle fatture simili al
tempio di Hera a Samo: è un tempio diptero di ordine ionico con cella semplice. 3
L’ACROPOLI DI ATENE, posta nel punto più alto della città, è uno dei siti archeologici meglio conservati e di
grandissima importanza; al suo interno sono presenti templi dedicati a diversi dei:
Arrivando dalla città posta più in basso si incontra il Propilei (437-432 a.C.), situato in una zona di
pendenza e progettato da Mnesicle. Questo tempio è di particolare importanza per la commistione
dell’ordine dorico (situato nella parte esterna) e dell’ordine ionico (all’interno), la quale
rappresenta l’unione dei popoli.
Di fianco al Propilei si trova il tempietto di Atena Nike, struttura piccola ma riccamente decorata. È
un tempio anfiprostilo, ossia con quattro colonne davanti e quattro dietro, ma nessuna ai lati della
cella.
Il tempio dell’acropoli più importante di tutti è senza dubbio il Partenone: dedicato ad Atena
Partenos (Atena vergine) fu eretto nel 447 a.C. dove prima sorgeva un altro tempio più piccolo, con
una cella molto grande in modo che le colonne all’interno potessero girare attorno alla statua della
divinità. Il committente, Pericle, voleva che l’edificio incarnasse l’arte greca ed infatti è presente
anche qui una commistione degli ordini architettonici: le colonne sono ioniche e sostengono una
trabeazione dorica. Come per il tempio di Apollo a Corinto, la base (stilobate) non è perfettamente
piana ma risulta essere rialzata nella parte centrale su tutti e quattro i lati. È un tempio periptero,
con una seconda cella nella parte posteriore, probabilmente adibita a magazzino. Si presenta
ancora la mescolanza di ordini, con la presenza di un fregio dorico nella trabeazione più esterna ed
un fregio ionico in quella interna.
posto di fianco al Partenone si trova l’Eretteo (nome legato al fondatore di Atene, per l’appunto
Eretteo), tempio a pianta asimmetrica che accoglie più celle dedicate a divinità diverse e in cui
spicca l’ordine ionico. Nella Loggetta delle Cariatidi si nota subito che gli elementi di sostegno non
sono colonne ma statue (comunque provviste di capitello) che raffigurano delle ancelle, le cariatidi
appunto, che erano state rese schiave dopo la guerra con i persiani. La zona più grande dell’edificio
è occupata dalla cella dedicata ad Atena Poliàs, in cui le colonne non fungono più da sostegno a sé
stanti, ma sono addossate alla parete.
Un altro importante tempio della Grecia del V secolo è quello dedicato ad Apollo Epikourios a Bassae (429-
400 a.C.), in cui per la prima volta si trova una colonna isolata all’interno della cella con il capitello avvolto
da foglie di acanto: è la prima volta che compare l’ORDINE CORINZIO; questo nuovo ordine si distingue dai
precedenti proprio per la decorazione del capitello, poiché la forma della colonna non subisce particolari
variazioni. Nel santuario di Asclepio, un tempietto circolare (ossia a tholos) si nota per la prima volta la
piena affermazione di questo nuovo ordine architettonico.
I primi centri abitati stabili della Grecia di formano in luoghi strategici, solitamente rialzati su colline e con
mura di cinta per proteggersi da eventuali attacchi. All’interno delle POLIS gli edifici non sono posti in
maniera organizzata, ma sorgono in ordine sparso, pur mantenendo una specie di ordine gerarchico: infatti
nel punto più alto della città sorgeva l’acropoli (spazio degli dei), più sotto era posta la residenza del
sovrano e nello spazio più basso sorgevano le abitazioni del popolo e le attività commerciali. Una
caratteristica delle polis è l’Agorà, una piazza comune quadrata dove si svolgevano le attività quotidiane e
dove erano presenti edifici legati all’amministrazione.
Al contrario, nelle COLONIE, gli spazi erano suddivisi secondo uno schema urbanistico preciso e fisso
composto da lotti di terra lunghi e stretti in cui i cittadini coltivavano il terreno e costruivano
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