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Dal Tardoantico al Manierismo Appunti scolastici Premium

Appunti di Storia dell'architettura 1, dal tardoantico al manierismo, basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Forni dell’università degli Studi Politecnico di Milano - Polimi, Facoltà di Architettura civile. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia dell'architettura 1 docente Prof. G. Forni

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Politicamente l'Umanesimo in Italia si accompagna alla trasformazione dei Comuni in Signorie. Il Brunelleschi aveva individuato una possibile via di rinnovamento degli organismi architettonici

L'umanesimo infatti è l'espressione della borghesia che ha consolidato il suo patrimonio e aspira al mediante la loro scomposizione in unità o moduli elementari, da considerarsi prestabiliti, ripetibili.

potere politico. Un’astratta griglia tridimensionale di linee per rendere lo spazio razionalmente ordinato e

Gli sviluppi dell'umanesimo rientrano nella formazione delle monarchie nazionali in Europa. misurabile. La determinazione di questo reticolo in cui lo spazio viene ad essere scomposto è la

condizione per il controllo prospettico.

Uno dei dibattiti centrali nel Rinascimento è sulla questione “ pianta centrale o pianta

Se alcuni studiosi identificavano l’inizio del Rinascimento con lo studio appassionato della natura longitudinale” per l’edificio di culto. Lo schema centrico, assai diffuso nell’antichità, abbandonato

condotto da Brunelleschi, Donatello, Masaccio e la fine con Michelangelo, Giorgione e Tiziano, nel Medioevo, ritorna in auge per il suo caricarsi di significati simbolici – centricità come

oggi sappiamo che si fa invece riferimento ad un periodo cronologicamente più esteso: 1300- 1600 coincidenza tra microcosmo umano e macrocosmo divino.

o 1350- 1700. - Negli organismi centrali lo spazio interno è colto nella sua totalità

Con il termine Rinascimento si suole indicare quella fase di rinnovamento culturale, ispirato - L’asse verticale porta ad una gerarchizzazione dello spazio, simbolo della ragione umana.

all’antico, che ha origine a Firenze, secondo gli studiosi iniziato verso il 1420. Questo risveglio Si recuperano in questo caso forme e concetti pagani.

culturale è stato preparato fin dal secolo precedente dalle conquiste letterarie e filosofiche Altro nodo compositivo è il tema della facciata della chiesa: da un lato si cerca di dare un nuovo

dell’Umanesimo, e da un risorto interesse per la cultura dell’antichità classica. assetto alla scena urbana, dall’altro si vuole proiettare sul piano della facciata lo schema dello

Nel Quattrocento l’Alberti ed il Filarete lodano l’usanza spazio interno.

- “moderna” di costruire del Brunelleschi, che si riallaccia all’”antica” (classicità greca e •

romana) mentre viene disprezzata la maniera tedesca (gotica) o greca (bizantina). Il primo Rinascimento, con il suo continuo riferimento antropomorfico, aveva finito per

- Nel Cinquecento il Vasari loda gli artisti che hanno risuscitato l’arte del disegno. Per il creare un vero e proprio culto della proporzione architettonica a scala umana; proporzioni

Vasari esiste la maniera “antica” (classicista) “vecchia” (medioevo) “nuova” (da Cimabue al cioè le cui unità di misura fossero detratte dalle misure del corpo umano.

400) e “moderna” (da Leonardo in poi). Massimo esponente dell’arte è Michelangelo, oltre La nascita del cosiddetto ordine gigante dai disegni bramanteschi della chiesa di

il quale vi è la decadenza. Roccaverano e la sua diffusione segnano il punto di trapasso perché la dimensione, nata

Furono almeno tre gli elementi essenziali del nuovo stile: come riferimento all’uomo, si trasformi in dimensione atta a dimostrarne la nullità di

- Formulazione delle regole della prospettiva lineare centrica, che organizzava lo spazio fronte ai concetti di potere e potenza.

unitariamente;

- Attenzione all'uomo come individuo, sia nella fisionomia e nell'anatomia che nella

rappresentazione delle emozioni FILIPPO BRUNELLESCHI

- Ripudio degli elementi decorativi e ritorno all'essenzialità. Sagrestia Vecchia

In periodo romantico si assiste ad una rivalutazione del Medioevo: dei suoi valori religiosi e La Sagrestia Vecchia, nella basilica di San Lorenzo di Firenze, è uno

spirituali si esalta l’arte dei primitivi. Il Rinascimento invece viene condannato soprattutto sulla dei capolavori di Filippo Brunelleschi e dell'architettura del primo

base di giudizi morali, come epoca di cinismo politico e di corruzione. Il Rinascimento conduce allo Rinascimento in generale. Vi ha lavorato con importanti contributi

sbriciolamento della concezione del mondo tipica del Medioevo, in cui nessuna attività umana scultorei anche Donatello. Commissionata da Giovanni de Medici,

poteva essere considerata a sé, fuori dal nesso con l’insieme. venne completata nell'architettura dal 1421 al 1428, mentre la

Gli storici dell’arte odierni sono concordi nel considerare il Rinascimento una “unità storica” decorazione scultorea è databile tra il 1428 e il 1443. L'opera, che è

inconfondibile. l'unica, che il grande architetto abbia curato fino al termine dei

La committenza è si, ad esempio a Firenze, l’oligarchia imprenditoriale fiorentina, ma ha come lavori, è stata ritenuta il paradigma di purezza geometrica ed

destinatario tutto il popolo fiorentino. eleganza lineare del suo percorso di architetto.

Il processo del novus ordo, si attua attraverso il concetto di imitazione della natura. Essa infatti La sagrestia venne concepita come un ambiente autonomo, anche se in comunicazione con la

possiede delle leggi già scoperte ed applicate dagli antichi che, dopo il loro oblio nel Medioevo, chiesa. L'architettura è impostata su valori chiari e limpidi della geometria solida, con uno spazio

fanno riprese e indagate per fondare su di esse la nuova scienza. cubico sormontato da cupola, schema che si ripete, in dimensioni minori, nella scarsella,

Dall’antichità classica viene dedotto il codice: l’ordine architettonico (quale principale ornamento movimentata però da nicchie. L'ambiente maggiore è a pianta quadrata, con una scarsella pure a

in tutta l’architettura o come principio di ordinamento e gerarchizzazione di tutto lo spazio) e base quadrata sul lato sud.

l’arco a tutto sesto. e pareti sono scandite da grandi archi a tutto sesto, che nelle zone al di sotto della cupola formano

Viene scoperta, anche se si ipotizzava l’esistenza fin dall’antichità di sistemi e metodi geometrico- agli angoli quattro vele.

da Brunelleschi.

matematici di riduzione prospettica dello spazio, la prospettiva scientifica Anche in questa opera Brunelleschi si ispirò a elementi dell'architettura medievale toscana,

Il testo vitruviano “De Architectura” assurge al ruolo di fonte di una “norma” da studiare e di rielaborandoli con soluzioni tratte dall'arte classica romana con un risultato di grande originalità.

confronto con esso. Per esempio la volta costolonata era già presente nell'architettura gotica, mentre è innovativo

l'uso dell'arco a tutto sesto. Anche la commistione tra linee dritte e cerchi è tipica del romanico Il dato di maggior spicchio è il trattamento a nicchie, che si notano anche all’esterno ed in facciata,

toscano. che configura la “maniera matura” sottolineata anche dalla copertura a botte del corpo centrale

La disposizione a tre navate era da lui ritenuta inutile e disdicevole e preferiva ad essa lo schema a della croce.

croce latina con nave unica, circondata di cappelle su ogni lato. Solo dopo la morte del grande Brunelleschi morì appena due anni dopo l'inizio dei lavori di costruzioni e i suoi continuatori fecero

artista, demolita la vecchia chiesa e il suo campanile, fu raggiunto l’assetto attuale con le navate e alcune modifiche, sia strutturali che decorative, al progetto iniziale, accantonando alcuni elementi

più originali.

le cappelle. Inoltre il grande architetto aveva previsto una volta a botte sulla navata centrale, che venne invece

sostituita da un controsoffitto piano.

Cappella Pazzi

Commissionata da un amico di Giovanni de Medici, Andrea de’ Pazzi. Rotonda S. Maria degli Angeli (1434- 37): nucleo di un edificio sacro a pianta poligonale rimasta

Il progetto viene redatto tra il 1430 ed il ’33, costruzione condotta con molta lentezza. Siamo di incompiuta. Fu il primo edificio rinascimentale veramente a pianta centrale. L’ottagono centrale

fronte ad un tentativo di riduzione alla centralità di uno spazio in effetti longitudinale in pianta. La coperto a cupola di questo oratorio è delimitato da un anello di otto coppie di pilastri che

cappella è preceduta da un atrio anch’esso con spazio centrale, sormontato da una cupoletta sostengono il tamburo e formano le otto pareti divisorie delle otto cappelle radiali. Tutto l’edificio

emisferica È certo che intorno a questi anni si verificano alcuni cambiamenti nella progettazione è stato trattato da Brunelleschi come un’unità scultorea plasmando la massa muraria.

brunelleschiana. Se è vero che le prime notizie su S. Spirito risalgono al ’28, è solo nel ’36 che

riceve l’incarico per la costruzione della fabbrica. Spedale degli Innocenti

Lo Spedale degli Innocenti ("Ospedale dei bambini

Basilica di Santo Spirito abbandonati") si trova in piazza Santissima

Dopo una lunga progettazione l'edificio venne iniziato nel 1444 e fu l'ultima Annunziata a Firenze. Fu uno dei primi orfanotrofi

grande opera del maestro. Dopo la sua scomparsa avvenuta nel 1446, il d'Europa e una delle prime architetture

cantiere passò nel 1452 nelle mani di tre seguaci del maestro, Antonio rinascimentali, forse la prima in assoluto, su

Manetti, Giovanni da Gaiole e Salvi d'Andrea. I continuatori seguirono a progetto iniziale di Filippo Brunelleschi.

grandi linee il progetto del maestro, ma non compresero a fondo la sua L'Arte dei Mercanti venne nominata patrona

originalità, apportando numerose modifiche anche sostanziali, che dall'ospedale, poiché fin dal 1294 era

stemperarono gli elementi più radicali secondo soluzioni più di responsabile della tutela degli orfanelli. Il

compromesso, in linea col gusto dell'epoca. progetto venne affidato a un membro dell'arte

Innanzitutto Brunelleschi avrebbe voluto orientare la chiesa con la facciata a nord, verso l'Arno, stessa, l'orafo Filippo Brunelleschi, che elaborò un progetto della planimetria generale, con un

per permettere una spettacolare visione dal fiume tramite la creazione di una nuova piazza. L'idea cortile ottagonale al centro e un portico in facciata, che riprendeva la tradizione di altri ospedali.

venne subito accantonata però per la presenza di importanti abitazioni nobiliari tra la chiesa e il

fiume, che sono tuttora esistenti. La costruzione venne avviata il 19 agosto 1419. Anche se vi sono documenti che attestano una

qualche partecipazione del Brunelleschi fino al ’27, i lavori vengono portati avanti da altri.

Pianta della Basilica Aggiunte e modifiche al progetto originario di Brunelleschi sono oggi di controversa

Mantenendo il vecchio orientamento Filippo ebbe carta bianca, almeno in fase progettuale, per identificazione, ma sicuramente ci furono e furono rilevanti.

impostare un edificio estremamente razionale, dove, come si vede bene in pianta, la forma di Il portico esterno fu sicuramente opera di Brunelleschi. Esso è lungo 71 metri e composto da nove

croce latina è bordata lungo tutto il perimetro da un loggiato regolare che in San Lorenzo aveva campate con volte a vela e archi a tutto sesto poggianti su colonne in pietra serena.

interessato la sola navata centrale e che era la trasposizione all'interno di un edificio religioso del La pietra serena, fino ad allora poco usata in architettura per via della sua fragilità agli agenti

celebre loggiato esterno dello Spedale degli Innocenti. Anche qui le membrature architettoniche

sono chiaramente scandite dalle pareti tramite il contrasto tra la grigia pietra serena e il biancore atmosferici, e l'intonaco bianco, crearono quell'equilibrata accoppiata di grigio e bianco che

divenne un tratto caratteristico dell'architettura fiorentina e rinascimentale in generale.

degli intonaci. Il modulo calcolato in maniera tradizionale, tra i centri delle colonne, dà la misura di undici braccia,

Le chiese diventarono modelli di progettazione proporzionale, visto che il quadrato della tribuna che venne usato nel corpo centrale dell'ospedale e in altre architetture di Brunelleschi come San

divenne il modulo di base dell’intera composizione. In S. Spirito questo quadrato viene ripetuto tre Lorenzo e Santo Spirito.

volte per formare coro e transetti; la navata centrale è lunga 4 quadrati e l’altezza è il doppio La loggia è costituita da una serie di campate con pianta quadrata coperte con volte a vela.

dell’ampiezza; le navate laterali sono formate da campate quadrate. Tutte le pareti sono La trabeazione ha delle semplici modanature digradanti e le colonne sono coronate da capitelli

armoniosamente collegate tra loro in una serie di prospettive architettoniche. Il corinzi con pulvino, secondo la tipologia preferita da Brunelleschi.

Ma in Santo Spirito il distacco dalla tradizione gotica si approfondisce e diviene definitivo.

modulo della campata di undici braccia fiorentine arriva a definire ogni parte della chiesa. Ad ogni Il loggiato è decorato da alcune lunette ad affresco.

campata corrisponde una cappella laterale composta da una nicchia semicircolare.

LEON BATTISTA ALBERTI dei tre ordini classici sulla facciata. Il Rossellino non si limitò a mettere in opera i lavori, ma

Leon Battista Alberti (Genova, 1404–1472) è stato un architetto(benché non avesse ricevuto apportò un aumento delle dimensioni originarie.

alcuna formazione per diventarlo), scrittore, matematico e umanista italiano; fu inoltre crittografo, La facciata è organizzata come una griglia, scandita da elementi orizzontali (le cornici marcapiano e

linguista, filosofo, musicista e archeologo: una delle figure artistiche più poliedriche del la panca di via) e verticali (le paraste lisce), entro la quale si inseriscono le aperture. Vi è una

Rinascimento. Il suo primo nome si trova spesso, soprattutto in testi stranieri, come Leone. sovrapposizione non canonica degli ordini, che pur trae spunto da edifici romani, primo dei quali il

Colosseo.

Alberti fa parte della seconda generazione di artisti dell'Umanesimo, di cui fu una figura Il piano terra, più alto dei piani superiori, ha i capitelli decorati da una reinterpretazione

emblematica per il suo interesse nelle più varie discipline. dell'ordine dorico.

Un suo costante interesse era la ricerca delle regole, teoriche o pratiche, in grado di guidare il

lavoro degli artisti. Nelle sue opere menzionò alcuni canoni, ad esempio: nel De statua espose le Al primo piano (piano nobile) le paraste sono di tipo ionico e vi si aprono delle ampie bifore a tutto

proporzioni del corpo umano, nel De pictura fornì la prima definizione della prospettiva scientifica sesto.

e infine nel De re aedificatoria (opera terminata nel 1450) descrisse tutta la casistica relativa Facciata di Santa Maria Novella, Firenze

Su commissione del Rucellai, intorno al 1456 progettò il

all'architettura moderna, sottolineando l'importanza del progetto e le diverse tipologie di edifici a completamento della facciata della basilica di Santa Maria Novella,

seconda della loro funzione. lasciata incompiuta dal 1365 al primo ordine di arcatelle,

L'aspetto innovativo delle sue proposte consisteva nel mescolare l'antico ed il moderno esaltando caratterizzate dall'alternarsi di fasce di marmo bianco e di marmo

così la prassi degli antichi e quella moderna inaugurata da Brunelleschi. Inoltre, secondo Leon verde, secondo la secolare tradizione fiorentina. I lavori iniziarono

Battista Alberti: «...l'artista in questo contesto sociale non deve essere un semplice artigiano, ma intorno al 1460. Si presentava il problema di integrare, in un disegno

un intellettuale preparato in tutte le discipline ed in tutti i campi». Una concezione figlia generale e classicheggiante, i nuovi interventi con gli elementi

dell'enciclopedismo medievale degli uomini dotti, ma aggiornata all'avanguardia umanista. La esistenti di epoca precedente: in basso vi erano gli avelli inquadrati da archi a sesto acuto e i

classe sociale a cui Alberti faceva riferimento è comunque un'aristocrazia e alta "borghesia" portali laterali, sempre a sesto acuto, mentre nella parte superiore era già aperto il rosone, seppur

illuminata fiorentina. Egli lavorò al servizio dei committenti più importanti dell'epoca: il papato, gli spoglio di ogni decorazione. Alberti inserì al centro della facciata inferiore un portale di

Este a Ferrara, i Gonzaga a Mantova, i Malatesta a Rimini. proporzioni classiche, inquadrato da semicolonne, in cui inserì incrostazioni in marmo rosso per

Egli svolte la trattazione dal tutto alle parti nonché una coerente teoria della bellezza, intesa come rompere la dicromia. Per terminare la fascia inferiore pose una serie di archetti a tutto sesto a

concordanza delle parti al tutto. conclusione delle lesene. Poiché la parte superiore della facciata risultava arretrata rispetto al

Come architetto Alberti viene considerato, accanto a Brunelleschi, il fondatore dell'architettura

rinascimentale. La differenza essenziale tra i due si colloca soprattutto sul piano geometrico: dove basamento (un tema molto comune nell'architettura albertiana, derivata dai monumenti della

Brunelleschi ideava sempre spazi tridimensionali, Alberti organizzava geometricamente le superfici romanità) inserì una fascia di separazione a tarsie marmoree che recano una teoria di vele gonfie

bidimensionali. Un punto in comune è invece la valorizzazione della tradizione locale, attingendo al vento, l'insegna personale di Giovanni Rucellai; il livello superiore, scandito da un secondo

nella storia del singolo edificio e razionalizzando gli elementi preesistenti, in modo da ottenere ordine di lesene che non hanno corrispondenza in quella inferiore, sorregge un timpano

qualcosa di estremamente moderno ma radicato nello specifico. triangolare. Ai lati, due doppie volute raccordano l'ordine inferiore, più largo, all'ordine superiore

più alto e stretto, conferendo alla facciata un moto ascendente conforme alle proporzioni; non

Palazzo Rucellai mascherano come spesso si è detto erroneamente gli spioventi laterali che risultano più bassi,

Primo coerente tentativo di applicazione degli ordini classici al come si evince osservando la facciata dal lato posteriore. La composizione con incrostazioni a

fronte di un palazzo. tarsia marmorea ispirate al romanico fiorentino, necessaria in questo caso per armonizzare le

Il palazzo Rucellai è uno dei migliori esempi di architettura nuove parti al già costruito, rimase una costante nelle opere fiorentina dell'Alberti.

quattrocentesca a Firenze. a sua facciata venne progettata da

Leon Battista Alberti e fu il primo di una serie di importanti Nel 1450 l'Alberti venne chiamato a Rimini da Sigismondo Malatesta per trasformare la chiesa di

interventi architettonici che l'architetto e teorico del San Francesco in un tempio in onore e gloria sua e della sua famiglia. Alberti non si occupò che del

Rinascimento eseguì per la famiglia Rucellai. rivestimento esterno della facciata e ei fianchi. Alla morte del signore il tempio fu lasciato

fu costruito tra il 1446 e il 1451 da Bernardo Rossellino, su incompiuto mancando della parte superiore della facciata, della fiancata sinistra e della tribuna. La

disegno di Leon Battista Alberti. facciata costituisce il primo esempio di soluzione rinascimentale per il fronte di un tempio, in cui

Alberti realizzò un capolavoro di stile e sobrietà, e si dice che viene applicato, per la prima volta, il classico arco trionfale ispirato all’Arco di Costantino a Roma.

progettò questo palazzo quasi come illustrazione del suo La chiesa è nota come il tempio Malatestiano.

manuale De Re Aedificatoria (Sull'architettura) del 1452, dove

si spiega che l'architettura deve imporsi più per il prestigio delle proporzioni che per la

dimostrazione di bellezza e fasto: in questo senso il Palazzo può essere considerato come il primo

esempio di tentativo coerente nel sintetizzare norme pratiche e teoriche, come è evidente nell'uso

San Sebastiano “una curiosa combinazione di accademia militare e istituto di studi classici”.

Il progetto più ambizioso di Federico da Montefeltro coincide con la maturità del Rinascimento.

Il primo intervento mantovano riguardò la chiesa di San Fulcro dell’ assetto dato da Luciano Laurana, chiamato da Federico, fu il vasto cortile rettangolare

Sebastiano, cappella privata dei Gonzaga, iniziata nel 1460. porticato, che raccordava gli edifici precedenti, facendo uso di particolari pilastri ad L. Non è

L'edificio fece da fondamento per le riflessioni rinascimentali sugli considerato un invaso, come soggetto di uno spazio interno, bensì oggetto su cui guardano

quattro facciate. Il cortile ha forme armoniose e classiche, con un portico con archi a tutto sesto,

edifici a croce greca e con cupola: è infatti diviso in due piani, uno oculi e colonne corinzie al pian terreno, mentre il piano nobile è scandito da lesene e finestre

dei quali interrato, con tre bracci absidati attorno ad un corpo architravate. Dal cortile uno scalone monumentale, uno dei primi del genere, conduce alle stanze

cubico con volta a crociera; il braccio anteriore è preceduto da un dell’appartamento ducale con i delicati fregi classici intorno alle porte e alle finestre.

portico, oggi con cinque aperture. L’impianto è desunto da Da questo nucleo il palazzo venne poi dilatato verso la città e in direzione opposta.

qualche costruzione sepolcrale romana Nel 1472, alla partenza del Laurana per Napoli, subentrò nella direzione dei lavori Francesco di

La parte superiore della facciata, spartita da lesene di ordine Giorgio, che iniziò un nuovo sviluppo. Accanto a scultori e decoratori di primo piano, quali i

gigante, è originale del progetto albertiano e ricorda Lombardo e Ambrogio da Milano sono presenti e arrivano da Urbino pittori come Paolo Uccello o

un'elaborazione del tempio classico, con architrave spezzata, Piero della Francesca. È per la presenza di alcune delle maggiori personalità artistiche che va

timpano e un arco siriaco, a testimonianza dell'estrema libertà con cui l'architetto disponeva gli riconosciuto al cantiere di Urbino un ruolo particolarmente importante; da questo ambiente infatti

elementi. usciranno personalità del calibro di Bramante o Raffaello.

Sant'Andrea è una cittadina della Toscana, vicino Siena che costituisce la prima realizzazione di città

Il secondo intervento, sempre su commissione dei Pienza

ideale del Rinascimento. Questa città è incentrata su una piazza che racchiude a sé la cattedrale, il

Gonzaga, fu la basilica di Sant'Andrea. palazzo vescovile e quello comunale, costruiti tutti dall’architetto fiorenti Gambarelli, detto il

La chiesa a croce latina, iniziata nel 1470, è a Rossellino. Questa piazza code di un impianto prospettico attentamente studiato, con i palazzi

navata unica coperta a botte con lacunari, con disposti ai lati della cattedrale secondo una leggera angolazione, come le quinte di un

cappelle laterali a base rettangolare.Il tema è palcoscenico. Pienza è richiamata da un bel dipinto architettonico raffigurante la piazza di una

ripreso dall'arco trionfale classico ad un solo città ideale, di Piero della Francesca.

fornice come l'arco di Traiano ad Ancona. La

grande volta della navata e quelle del transetto e MICHELOZZO

degli atri d'ingresso si ispiravano a modelli romani, Michelozzo di Bartolomeo Michelozzi è

come la Basilica di Massenzio. chiamato a diventare il principale architetto

Le tradizionali navatelle delle chiese basilicali e gotiche erano sostituite da una serie di cappelle di Cosimo de’ Medici. Si interessa nella

laterali. L’enorme volta a botte, cassettonata, larga quasi 18 metri è retta da pilastri contenenti le sistemazione e aggiornamento di diverse

piccole cappelle a cupola. ville medicee, dove risalta una ricerca in

Per caratterizzare l'importante posizione urbana, venne data particolare importanza alla facciata, termini volumetrici dell’architettura, e

dove ritorna il tema dell'arco: l'alta apertura centrale è affiancato da setti murari, con archetti l’organizzazione degli spazi interni-esterni

sovrapposti tra lesene corinzie sopra i due portali laterali. Il tutto, coronato da un timpano nel rapporto funzionale e visivo con il

triangolare a cui si sovrappone, per non lasciare scoperta l'altezza della volta, un nuovo arco. territorio circostante. Cosimo de’ Medici

Questa soluzione, che enfatizza la solennità dell'arco di trionfo e il suo moto ascensionale, affida a lui la realizzazione del proprio

permetteva anche l'illuminazione della navata. Sotto l'arco venne a formarsi uno spesso atrio, palazzo, iniziato nel 1444, che rappresenta il

diventato il punto di filtraggio tra interno ed esterno.

La facciata è inscrivibile in un quadrato e tutte le misure della navata, sia in pianta che in alzato, si primo palazzo rinascimentale fiorentino.

Figura 6 Palazzo de'Medici

conformano ad un preciso modulo metrico. La tribuna e la cupola (comunque prevista da Alberti) L’elegante cortile è quasi una versione

vennero completate nei secoli successivi, secondo un profana dei chiostri monastici. Nuovi elementi come il bugnato (appena detto) e l’enorme

disegno estraneo all'Alberti. cornicione classico alto quasi tre metri che corona l’intero edificio, esercitano una notevole

influenza su edifici come palazzo Pitti, Strozzi o palazzo Gondi.

Palazzo ducale Urbino Un notevole studio sull'armonia e la varietà decorativa si ritrova anche nel cortile, impostato in

Il Palazzo Ducale di Urbino, situato al fianco della modo da suggerire un effetto di simmetria che di fatto non esiste. Il primo ordine è composto da

cattedrale, è uno dei più interessanti esempi architettonici un portico con colonne e capitelli corinzi ed è concluso da un alto fregio con medaglioni che

ed artistici dell'intero Rinascimento italiano; descitto come contengono stemmi medicei di varia foggia e raffigurazioni mitologiche.

Dalla tradizione dei palazzi medievali fiorentini Michelozzo riprende l’uso del bugnato. I piani Sacrestia, riccamente decorata, che Bramante aggiunse alla chiesa milanese. La sua successiva

si rifà questa volta a S. Sebastiano, sempre dell’Alberti. Bramante si

superiori hanno finestre uguali, a tutto sesto, diaframmate da bifore su colonne ed archi. opera, S. Maria delle Grazie,

trasferisce a Roma nel 1499, in seguito all’occupazione di Milano da parte dei francesi e alla caduta

All’interno gli ambienti si organizzano intorno ad un cortile quadrato. A Milano Michelozzo esegue degli Sforza. Roma, dopo la caduta degli Sforza a Milano e dei de’ Medici a Firenze, divenne un

il palazzo del Banco Medici e la cappella Portinari in S. Eustorgio. autorevole centro culturale e politico, grazie anche alla grande figura di raro acume del papa Giulio

II, che offrì incarichi a Bramante, Michelangelo e Raffaello contemporaneamente.

Filarete e Leonardo Michelozzo, Filarete, Leonardo e Due importanti palazzi avevano portato a Roma lo stile dell’Alberti: palazzo Venezia e il palazzo

Bramante lavorarono per i chi di Milano, della Cancelleria, il primo spesso attribuito all’Alberti, il secondo attribuito erroneamente a

gli Sforza. Antonio Averlino, meglio Bramante. Il nobile portico del cortile non completato di palazzo Venezia ha pilastri con

conosciuto come Filarete (colui che ama le semicolonne simili a quelle del teatro di Marcello e del Colosseo.

virtù) progettò l’Ospedale Maggiore di è la prima opera a Roma ispirata all’antichità, che

S. Maria della Pace

Milano, prevedendo due corpi distinti a fu superato però dal più famoso tempietto S. Pietro in Montorio del

pianta quadrata separati da un grande 1502. L’architetto ricevette l’incarico da Ferdinando e Isabella

cortile rettangolare. Oltre al cortile più d’Aragona per indicare il punto in cui si pensava (erroneamente) fosse

grande, che doveva ospitare una chiesa, stato crocifisso Pietro. Per la prima volta dai tempi romani, Bramante

altri otto cortili più piccoli erano previsti. Fu poi Guiniforte, successore di Filarete nella eresse un edificio periptero a pianta centrale coperto a cupola, cioè

progettazione dell’ospedale, a sostituire le progettate finestre “classiciste” con complesse bifore una cella circolare completamente circondata da un colonnato.

gotiche. Pur portando a Milano lo spirito ordinato del Rinascimento toscano, l’edificio fu Come gli affreschi del Vaticano dedicati da Raffaello ai filosofi pagani

realizzato con le tipiche decorazioni lombarde in cotto. greci e ai teologi cattolici moderni, S. Pietro in Montorio è un tentativo

Il Filarete scrisse nel suo Trattato di architettura una sua città ideale, denominata Sforzinda, dal di conciliare gli ideali cristiani con quelli umanistici, in quanto il piccolo

nome dei duchi di Milano, con pianta stellare, con strade a schema radiale, ad impianto edificio a pianta centrale si rifà ai martyria paleocristiani che erano

simmetrico. È proprio grazie a Filarete che la nuova cultura rinascimentale di Firenze penetra non stati eretti non tanto in funzione di chiese parrocchiali, quanto per

Figura 8 S. Pietro in Montorio

senza alcuna difficoltà negli ambienti lombardi. Infatti, le maestranze lombarde, le cui origini si indicare luoghi con particolare riferimenti sacri. È quindi un

ricercano nei maestri comacini erano presenti in tutti i cantieri italiani, detenendo naturalmente monumento senza alcuna funzione pratica, ma permeato da un profondo significato cristiano.

In quanto edificio circolare – che, secondo Bramante doveva sorgere al centro di un ampio cortile

una certa esperienza. Non potevano non ostacolare un fiorentino, che nell’apportare i principi di

una nuova cultura molto semplificatrice nei concetti e nelle realizzazioni, non tanto metteva in porticato, anch’esso circolare – la sua forma venne considerata come la rappresentazione della

crisi la loro tradizione architettonica, quanto l’organizzazione stessa del lavoro. realtà terrena e divina. Viene utilizzato l’ordine dorico con esplicito riferimento agli esempi antichi.

Andrea Palladio offrì al tempietto l’eccezionale tributo di includerlo tra i “Templi Antichi” che

L’interesse del Filarete per il tipo a pianta centrale sembra aver entusiasmato sia Leonardo che

Bramante. I numerosi disegni d’architettura eseguiti da Leonardo comprendono piani urbanistici erano l’oggetto del quarto dei Quattro Libri

oltre che progetti per chiese a pianta centrale e longitudinale. dell’Architettura. L’edificio divenne già nel suo secolo

quello che è poi rimasto fin da allora: un modello su

cui confrontare tutte le realizzazioni architettoniche

Il Rinascimento Maturo: Bramante

Fu l’amico di Leonardo, il quale non realizzò alcun edificio, a del Rinascimento maturo. fu iniziato nel 1505,

compiere il passo della realizzazione dei suoi progetti. Donato Il cortile del Belvedere in Vaticano

Bramante nacque ad Urbino, fu introdotto alla pittura da Piero ma mai completato per il papa Giulio II (Giuliano della

della Francesca e chiamato a Milano da Ludovico Sforza nel Rovere) ; risolve il problema dell’organizzazione

dell’immenso spazio articolandolo su tre livelli

1480. Le sue prime opere in Lombardia sono una sintesi di collegati da sistemi di rampe e gradinate. Con le

Laurana, Francesco di Giorgio Martini e di Alberti. La sua prima terrazze, logge, teatro all’aperto, fontane, è un

opera fu la ricostruzione di tentativo di Bramante di rievocare gli antichi palazzi imperiali come la Domus Aurea di Nerone o la

una chiesa a Milano, S. Villa Adriana a Tivoli. Sotto il suo papato, lo Stato della Chiesa divenne per la prima volta dopo

Satiro nel 1478, che riecheggia nel lato rivolto a oriente secoli una potenza europea.

l’interno di S. Andrea di Alberti, realizzato però con una

prospettiva illusionistica dipinta e in bassorilievo,annullando la

distinzione tra spazio reale e spazio rappresentato L’originario

sacello aveva una pianta a croce greca inscritta in un quadrato

circoscritto da un cerchio. La sua pianta ispirò anche la Figura 7 S. Maria delle Grazie

Villa Medicea di Poggio a Caiano Nella chiesa di S. Maria dei Miracoli i fratelli Lombardo offrono un

La villa è forse il migliore esempio di architettura esempio di elementi architettonici rinascimentali, presentando però

commissionata da Lorenzo il Magnifico, in questo in facciata un timpano semicircolare e motivi decorativi propri della

caso a Giuliano da Sangallo verso il 1480. tradizione bizantina.

compenetrazione tra interno ed esterno

mediante filtri come le logge, distribuzione L’ITALIA MERIDIONALE NEL RINASCIMENTO

simmetrica degli ambienti attorno a una salone L’imperatore Federico II della dinastia degli Angiò proclama Napoli

centrale (spazio "centrifugo"), posizione capitale del Regno delle due Sicilie, evento di immane importanza

dominante nel paesaggio, recupero consapevole per gli immediati riflessi culturali. Carlo d’Angiò e i suoi successori

di elementi architettonici classici (come la volta a incoraggiano in ogni modo le attività artistiche del regno e

botte e il frontone di tempio ionico in facciata). soprattutto della capitale; giungono maestri dalla Francia,

È ancora Giuliano da Sangallo che realizza per conto della famiglia de’ Medici la chiesa di S. Maria importando nel regno nuove tecniche costruttive gotiche. Avviene

delle Carceri a Prato. L’edificio ha una pianta a croce greca, organizzata attorno al quadrato così una frattura, soprattutto in architettura, tra la tradizione locale

centrale dominato dalla cupola. che aveva legato artisti longobardi, bizantini e arabi. Caratteristico è l’arco depresso e un’arte

L’insolita discontinuità di linguaggio riscontrabile fra le opere lombarde e quelle romane di locale, detta chiaro montana non tanto originale che ingloba in sé tutte le tendenze precedenti:

Bramante ha portato la critica a considerare la sua produzione in due fasi distinte, la prima con paleocristiane, bizantine, arabe, normanne, sveve.

una incompleta maturazione, la seconda con una maturazione piena. Oppure, la diversità di Il Rinascimento a Napoli si sviluppa con caratteri propri.

linguaggio è da attribuire alla grande disponibilità dell’architetto ad accogliere influssi formali e Intenti principali fiorentini:

suggerimenti pratici del particolare ambiente in cui si trova ad operare: così a Milano è influenzato - Conoscenza scientifica della natura;

dalle tradizioni tardogotiche, a Roma dall’eredità classica. - Studio e rappresentazione di essa mediante precise regole di geometria e matematica;

- Applicazione di una nuova scienza, quale quella della prospettiva;

- Desiderio di leggere la perfezione dell’infinitamente grande (macrocosmo)

Nel ‘400 si assiste quindi a quella ripresa politica, economica e sociale dello Stato Pontificio, grazie, nell’infinitamente piccolo (microcosmo)

abbiamo detto, alle figure dei papi umanisti che richiamano i maggiori esponenti della cultura e - Cogliere il divino nell’umano

delle arti allora conosciuti, restaurando edifici romani e promuovendo interventi di carattere Intenti principali dell’arte napoletana:

urbanistico. - Rappresentare il “personaggio”, celebrandolo nelle sue azioni e glorificarne la famiglia.

Si deve a Niccolò V Parentucelli l’idea di trasformare secondo i canoni della nuova cultura Si spiega così la particolare diffusione del ritratto, mentre la pittura o l’architettura scendono in

architettonica, l’antica basilica di S. Pietro (rivedere le caratteristiche alle prime pag). la guida è secondo piano.

Leon Battista Alberti, il quale si avvale della progettazione di Rossellino. Si deve comunque alle iniziative personali del sovrano lo stabilirsi in città di dotti ed artisti. In

è il pontefice che più si ricollega all’attività culturale ed artistica di Niccolò V;

Sisto IV della Rovere considerazione della breve durata della stagione aragonese che non permette la realizzazione del

secondo lui va ricercata l’idea di una nuova Roma imperiale, basata sulla grandezza del passato. La progettato piano regolare per Napoli, non meraviglierà il fatto che nell’architettura rinascimentale

basilica di S. Pietro diventa il polo di un programma di rinnovamento che abbraccerà tutta la città napoletana manchi qualsiasi realizzazione a carattere pubblico e sociale, offrendo quasi sempre

attraverso una serie di costruzioni dislocate all’interno del tessuto urbano. esempi di palazzi di rappresentanza e cappelle gentilizie.

fu costruito per Carlo I d’Angiò, da Pierre d’Angicourt. Angioine risultano le

Le opere realizzate da Sisto IV sono numerose: Il Castel Nuovo

realizzata da Giovannino de’ Dolci, secondo le dimensioni del biblico strutture della grande chiesa del castello, mentre spagnole sono le scale del patio come le

- La Cappella Sistina

Tempio di Salomone; si presenta come un volume coronato a mezza altezza da merli ed decorazioni scultoree. È da segnalare in questa fabbrica la presenza di Francesco di Giorgio Martini

quale ingegnere idraulico. Il grande arco trionfale dell’ingresso potrebbe essere attribuito al

internamente è coperta da una volta a botte ribassata e lunettata. Nessun elemento

architettonico è presente, in quanto si è affidato il tutto alle decorazioni pittoriche di Laurana.

maestri del calibro di Perugino, Pinturicchio, Botticelli. Il Palazzo di Poggio Reale, realizzato su ispirazione delle ville Medicee doveva sorgere con quattro

padiglioni agli angoli, logge aperte e scalinate a spirale che conducevano ai piani superiori. Di esso

La Venezia Rinascimentale nulla oggi è rimasto.

Ciò che succede a Venezia è influenzato notevolmente dalla sua posizione geografica, dal suo Gli Abruzzi e il Molise si mostrano resistenti all’espansione dell’architettura rinascimentale; così

passato architettonico bizantino – gotico, dalla sua struttura politica. Non mancavano in città come la Puglia che non accoglie con simpatia il nuovo linguaggio. Va segnalata qui la presenza di

figure importanti come Donatello, Michelozzo, Paolo Uccello. È proprio a causa della sua antichità un filone di cultura rinascimentale di duplice origine: veneto – istriana e fiorentino – napoletana.

tardo antica e bizantina che Venezia tituba nel rinnovarsi architettonicamente. Come la Campani, l’Abruzzo, la Puglia, anche la Sicilia nel XV secolo vede affermarsi ampiamente

forme e strutture gotiche affiancate in alcuni casi da motivi arabo – normanni. Si nota in alcune

zone la preferenza per elementi architettonici ad andamento orizzontale (archi depressi o soffitti certa conflittualità tra tipologia edilizia e morfologia urbana, tendendo, la città e l’edificio, ad

piani). escludersi a vicenda.

Matteo Carnelivari esegue a Palermo opere che risentono dei più diversi influssi: bizantini, arabi, Non più Sforzinda, ma città solari e repubbliche immaginarie come l’utopistica città di Thomas

normanni, svevi, chiara montani, catalani, rinascimentali, realizzando palazzi come Abatellis o Moore. Nell’utopia vanno registrate alcune posizioni che colgono un’intenzionalità positiva, nel

Aiutamicristo. senso che alla base di essa vi sarebbe la fiducia in un generale miglioramento che l’attività

progettuale deve favorire.

È importantissima l’opera di scultore di Francesco Laurana passato da Napoli in Francia e poi in Nella realtà, più che ad interventi urbanistici di grande dimensione, si assiste ad interventi ristretti,

Sicilia. limitati a zone rappresentative con pochi edifici.

dove Rossellino, chiamato da Papa Pio II, realizza un nuovo centro

LA CITTA’ DEL RINASCIMENTO Ricordiamo la città di Pienza,

rappresentativo. Gli edifici monumentali vengono disposti in modo da formare una piazza a forma

Motivi di fondo di una crisi della vecchia città medievale: di trapezio, dove la facciata della chiesa principale è inquadrata al centro della base maggiore.

- Affermarsi sempre maggiore della egemonia politica di una classe imprenditoriale legata al È interessante notare come la forma trapezoidale venga a costituire un utile prototipo, ripreso poi

commercio; da Michelangelo per la piazza del Campidoglio.

- Accentuazione delle differenze di classe; Un vero e proprio programma urbanistico sarà intrapreso da Papa Sisto IV, il quale sente l’esigenza

- Il generale progredire della tecnica e della scienza di rinnovare la città. L’ammodernamento di Roma (continuato con Giulio II) avviene per

- L’evoluzione dell’arte bellica. sfondamento del corpo edilizio medievale in modo da renderla funzionale al potere papale.

La città del Rinascimento deve rifunzionalizzarsi alle nuove esigenze, alla nuova dinamica dettata

dai diversi rapporti sociali venutisi a creare, recando anche visivamente il segno di cambiamento ARCHITETTURA DEL 500 IN ITALIA

attuato. Morto il papa Giulio II, grazie al quale Roma diventa il maggior polo di attrazione della vita politica

Si affermerà in modo definitivo il concetto di “piano urbanistico”, di programmazione e di progetto e culturale del secolo, succede Leone X Medici. Il sacco di Roma appare a molti contemporanei la

dello sviluppo urbano. manifestazione della collera divina contro la corruzione e la degenerazione della Chiesa. Di fatto

Lo spazio urbano rinascimentale è unitario, costituito da parti simmetriche, basato sulle forme segna il passaggio degli Stati italiani nell’orbita spagnola.

geometriche regolari, misurabili, valutabili nelle sue proporzioni, del tutto razionale.

Il punto di riferimento obbligato, il prototipo da cui ogni trattatista parte per definire una idea di RAFFAELLO

città, è la città di Vitruvio o la descrizione che ne fa del De Architectura. Il clima architettonico continuerà ad essere influenzato per tutto l’arco del secolo dall’eredità del

Si tratta di uno schema a forma circolare nel quale si innesta una maglia viaria radio centrica dove, Bramante. L’esperienza di Raffaello si divide in un primo sviluppo, caratterizzato dagli

al centro, si colloca il Foro. insegnamenti bramanteschi, per poi passare ad una sua stessa rielaborazione.

Leonardo Bruni identica in Firenze il tipo ideale di città ad un tempo giusta e razionale, in una (1512) a

Cappella Chigi in S. Maria del Popolo

parola “armoniosa”. pianta quadrata con angoli smussati.

Secondo Leon Battista Alberti invece, nella città dovranno essere definite zone di vincolo di aree Villa Madama, iniziata dopo il 1517 per il cardinale

destinate all’espansione, i servizi generali, le tipologie delle piazze commerciali. Giulio de’ Medici, e completata solo in parte,

Ricordiamo la città immaginaria di Filarete, Sforzinda, in cui gli edifici si distribuiscono in una affronta il tema della residenza di campagna in

gerarchia spaziale dominata dalla piazza centrale, equivalente al foro romano, dove sorgono edifici dialogo tra lo spazio interno e paesaggio esterno. Le

pubblici e quelli per il culto. strutture a nicchioni, le logge, le crociere sono

Più variegato è l’interesse di Leonardo da Vinci nei confronti della città in un’ampia produzione di arricchite ed integrate dalla decorazione pittorica.

studi, a partire dal campo della geologia, idraulica, igiene, alla rappresentazione del territorio e del La loggia, particolarmente, è a imitazione delle volte

paesaggio. di recente scoperta della Domus Aurea di Nerone e delle terme di Tito. La pianta absidata della

Una comune intenzione è presente: la città dovrà realizzare la perfetta sintesi tra la natura, l’uomo loggia e il cortile centrale circolare si ispirano all’impanto termale.

e la storia, tra la legge naturale e la ragione umana. Atteggiamento simile che l’architetto ha nei

confronti dell’architettura, solo che la progettazione della città sfugge al controllo ben definito che

si può avere del prodotto architettonico. Peruzzi Baldassarre Peruzzi, nella villa della Farnesina (1509) per

Nelle gran parte delle proposte si nota la rinuncia alla il banchiere Agostino Chigi, adotta uno schema ad ali

definizione architettonica dei singoli edifici, ad laterali sporgenti, caratteristico della casa di campagna,

esempio; si arriva in alcuni casi a delimitare solo il lotto. mirando ad integrare l’edificio con lo spazio naturale. È

Ma quando invece viene tentata la definizione degli presente una loggia aperta al piano terreno e gli interni

edifici (come in Filarete, con la sua pianta della città

stellare e gli edifici rettangolari) ecco che si crea una Figura 9 VIlla Farnesina

sono affrescati da Raffaello, in cui è presente uno dei più begli esempi di illusionismo La Biblioteca Laurenziana (1523) rappresenta il più significativo esempio della rivoluzione

architettonico. anticlassica operata da Michelangelo in architettura. Gli ordini sono qui usati per il loro valore di

del 1532 progetta un

Nel Palazzo Massimo alle Colonne elementi plastici,più che per la loro funzione strutturale.

andamento convesso della facciata, che è il risultato di un Esempi sono le colonne binate, incassate nella parete e

intento urbanistico regolato da criteri prospettici, ed il poggianti solo su mensole e le finestre a edicola che sono in

calcolato gioco di contrasti tra il vuoto del porticato e il realtà nicchie cieche.

pieno murario della parte superiore, marcato da tre ordini Dopo la caduta dei Medici a Firenze, Buonarroti si

di aperture. trasferisce a Roma, impegnato dalle commissioni che gli

vengono affidate da Clemente VII e Paolo III.

I Fratelli Sangallo Nella sistemazione della Piazza del Campidoglio,

In alternativa alla linea del pittoricismo architettonico, si viene sviluppando a Roma una tendenza Michelangelo sfrutta la disposizione non ortogonale dei

a normalizzare il linguaggio dell’architettura. Le maggiori attività di Antonio da Sangallo il Vecchio due edifici preesistenti per creare anche qui uno spazio

(fratello di Giuliano) sono architetture militari in Toscana e nello Stato Pontificio. trapezoidale (Pienza ndr) che obbedisce a precisi intenti

Dopo la morte del fratello, Antonio inizia la propria indipendente attività, ottenendo un proprio prospettici; organizza un gruppo disordinato di edifici

rinnovato linguaggio. medievali in una piazza coerente con cinque ingressi e tre

Antonio da Sangallo il Giovane, nipote dei due, svolge la propria attività nella Roma dei primi echi palazzi. la statua posta al centro della piazza

della riforma luterana, cercando quindi un’architettura non più sperimentale, ma basata su scelte dell’imperatore Marco Aurelio e la decorazione stella del

più concrete. pavimento paiono alludere alla posizione del colle

in via delle Coppelle, Antonio (grazie

Con il palazzo Baldassini capitolino come “polo ideale” della terra. Dietro alla statua

agli esempi del 400 fiorentino) fissa il prototipo del palazzo si snoda la grandiosa scalinata a due rampe, opera di

romano, che rimarrà costante fino a tutto il XIX secolo. Propone Michelangelo.

un semplicissimo schema per la facciata, intonacata con mattoni Parimenti ricco di influenza fu il progetto dei due palazzi laterali della piazza. Questi edifici

a vista dove le aperture sono collegate da fasce marcapiano. introdussero nell’architettura romana l’ordine gigante: pilastri corinzi sono elevati a comprendere

Altro palazzo, che sarà poi completato da Michelangelo, di l’intera altezza di due piani, con colonne e trabeazioni dell’ordine supplementare a pianterreno su

Antonio da Sangallo è il palazzo Farnese, dimora di uno dei più un piano separato e arretrato. Il Campidoglio non era terminato alla morte di Michelangelo;

potenti uomini di Roma del periodo, Alessandro Farnese (poi contribuirono alla sua realizzazione architetti come Giacomo Della Porta per il Palazzo Senatorio,

diventato papa con il nome di Paolo III). Guidetto Guidetti per il Palazzo dei

Il significato dell’opera di Antonio il Giovane sta nella Conservatori, Girolamo e Carlo Rainardi per il

normalizzazione della ricerca architettonica, in antitesi all’individuale ed emotiva sperimentazione Palazzo Nuovo.

manierista. Al 1546 risale il completamento del palazzo

Farnese, dove il progetto sangallesco viene

MICHELANGELO modificato aumentando l’altezza dell’ultimo

L’artista è consapevole dei problemi religiosi e morali sorti a Roma avanzati da quei movimenti di piano ed aggiungendo un monumentale

pensiero che mirano ad un rinnovamento spirituale in senso evangelico. La sua visione artistica cornicione. Aveva in mente anche un

tende quindi a trascendere la bellezza apparente del mondo e a concentrarsi nelle visioni dello ipotetico ponte, appositamente costruito, per

spirito. L’originalità del suo linguaggio non sarà compresa del tutto, rimanendo quasi senza eco collegare il palazzo alla Farnesina; il progetto

nell’architettura del 500. in questo caso

La sua formazione ha inizio a Firenze, progettando la facciata di San Lorenzo (comunque mai avrebbe

Michelangelo concepisce

realizzata). Con la Sagrestia Nuova di San Lorenzo, trasformato lo

un organismo a pianta centrale, simmetrico a quello realizzato da spazio chiuso del palazzo in una connessione dinamica di spazi.

Brunelleschi; anche se il risultato è assai diverso, ottenendo un maggiore innalzata al termine della strada dello stesso nome con la

La porta Pia

slancio verticale, tanto che dagli scaloni sembra un’altezza smisurata con le fronte, stranamente, rivolta verso l’interno risulta dall’accostamento

inaccessibili finestre cieche. La cupola a creste e vele del Brunelleschi è autonomo di varie parti, montate su di una parete laterizia in modo

sostituita da una cupola emisferica a cassettoni di derivazione romana. Le quanto mai anticlassico e antinormativo.

pareti laterali, poco profonde, saranno ideali per porre successivamente le

opere scultoree dello stesso Buonarroti per le tombe dei Medici.

Se già in vita Michelangelo è considerato dai più un genio, non mancano di certo critiche al suo Dopo la morte di Antonio da Sangallo e di Giulio Romano (che lo aveva sostituito) Michelangelo

operare; le sue novità vengono considerate opposte alle regole vitruviane sia nel ‘500, che nel prepara un modello della fabbrica e assume nel 47 la carica di architetto per la fabbrica di S.

‘700. La sua rivalutazione artistica avviene solo in epoca romantica. Pietro.

Buonarroti ritorna alle idee bramantesche; conserva il nocciolo della fabbrica, cioè i quattro piloni

ed i bracci della croce maggiore. Elimina i deambulatori e i bracci esterni dei quattro sistemi

cruciformi minori. Forma quindi una croce cupolare intersecata da un grande anello quadrato.

Accetta l’idea del Sangallo della parete continua che fasci alla stessa altezza tutto l’organismo.

RIQUALIFICAZIONE DI S. PIETRO L’ordine gigante corre intorno all’edificio ed inquadra finestre e nicchie che né in pianta né in

Nel 1451 Nicolò V decide di modificare, rendendola “più magnifica” la basilica costantiniana di S.

Pietro, affidando il progetto a Bernardo Rossellino, a cui non sono mancati i consigli dell’Alberti. alzato corrispondono alla sequenza degli spazi interni. La grande cupola quindi si erge solitaria,

L’idea del Rossellino traduce lo schema dell’antico organismo a cinque navate con un transetto non ci sono elementi intermedi, volontà forse di puntare al contrasto tra la compatta volumetria

espanso, approfondendo il coro e le due cappelle che lo fiancheggiano. Ma il suo progetto non è della base e l’emergere squillante della cupola. Per la cupola Michelangelo sembra accettare

adeguato e non può considerarsi d’avanguardia, rispetto alle proposte fiorentine. Si inizia però a suggerimenti provenienti dalla cupola di S. Maria del Fiore. Alla morte dell’artista, la fabbrica è

costruire nel ’51, fermando i lavori nel ’52. I lavori riprendono nel ’70 con Giuliano da Sangallo e arrivata al tamburo; la cupola sarà eseguita infatti più tardi, con Giacomo Della Porta e Domenico

ancora la tempo di Giulio II. Giulio II matura l’idea di abbandonare la riforma di Nicolò V, volendo Fontana, che rialzeranno di poco il sesto.

procedere ad una sua totale ricostruzione, basandosi su un modello della basilica veneziana di S.

Marco. idea comunque abbandonata. Il compito di definire il nuovo organismo passa così a

Giuliano da Sangallo e Bramante. [Leone X, figlio minore di Lorenzo il Magnifico]

a croce

L’organismo che progetta è di un edificio a pianta centrale come S. Pietro in Montorio

greca, con un’abside a conclusione di ogni braccio e una gigantesca cupola simile a quella del MANIERISMO

Pantheon su un tamburo colonnato sopra la crociera; cupole minori erano poste agli angoli della L'Italia del 1500 era caratterizzata da una profonda crisi politica, economica e religiosa. In questo

croce. contesto anche l'attività artistica fu notevolmente influenzata. L'immagine della Chiesa fu

Il progetto di Bramante presenta un grande spazio centrale concluso da una cupola, spazio che si adombrata dalla riforma protestante di Martin Lutero, dal saccheggio di Roma (1527) da parte dei

estende in quattro direzioni tramite bracci della croce, fissando il modello spaziale. Lanzichenecchi di Carlo V. La disoccupazione e l'abbandono delle città erano il segno evidente

Entrambi gli architetti hanno introdotto come forma base del vano centrale, l’ottagono irregolare, della fine della supremazia politica e culturale italiana.

di provenienza milanese (S. Lorenzo). I nuovi protagonisti saranno Francia, Paesi Bassi e Inghilterra.

Progetto non accettato comunque da Giulio II, in quanto lo stesso prevedeva la rotazione della L'uomo rinascimentale, che credeva fermamente di essere l'unico padrone del proprio destino, si

facciata da est a sud, spostando il centro geometrico dell’edificio. trovò in una altrettanto profonda crisi spirituale.

Così il secondo progetto di Bramante si incentra verso l’impianto longitudinale dell’organismo, Anche l'arte, che vive del sentimento stesso degli artisti, ne fu influenzata a sua volta. Da qui il

aggiungendo absidi e deambulatori, che fino a Michelangelo costituiranno un elemento fisso di nascere da parte degli artisti più freschi di un coro di "rimproveri" ai grandi maestri, che avrebbero

tutte le proposte successive. Quando si iniziano i lavori, nel 1506, molte decisioni progettuali non avuto la colpa di fermarsi nella ricerca statica dell'equilibrio delle proporzioni, anzichè dare sfogo

vengono ancora definite, e il problema della facciata resta insoluto. in modo libero e naturale alle proprie idee e ai propri modi di sentire e manifestare i sentimenti.

Alla morte di Bramante, Leone X affida i lavori a Raffaello, che può avere l’aiuto di Fra Giocondo e Vi fu pertanto uno svincolo ai dettami precedenti e i nuovi artisti proseguirono l'arte sull'onda

Giuliano da Sangallo. Il suo progetto, che conosciamo solo grazie al Serlio, dimostra una certa della fantasia, rinnegando le regole che avevano ricevuto in eredità dal Rinascimento.

fedeltà all’impianto bramantesco, presentando comunque una volumetria più compatta. Questo movimento fu inizialmente sottovalutato, tanto che gli studiosi del tempo lo giudicarono

Baldassarre da Peruzzi viene chiamato, dopo la morte di Raffaello a collaborare con Antonio da come una frivola imitazione dei grandi artisti quali Michelangelo Buonarroti, Leonardo da Vinci e

Sangallo il Giovane, che lavora, quest’ultimo, prima come aiutante di Bramante, poi come Raffaello Sanzio (morto nel 1520). Furono chiamati per questa ragione manieristi, perchè si

appaltatore e infine come capomastro. rifacevano alla maniera, al gusto, allo stile dei loro grandi predecessori.

Apporta alle proposte due importanti varianti: I manieristi, questo è innegabile, furono i primi a comprendere che era in atto un cambiamento

- Riporta lo schema dell’organismo a croce greca, sostituendo il corpo longitudinale con un nella coscienza collettiva, con una pronunciata incertezza dell'esistenza stessa. Per questa ragione

elemento legato al corpo centrico attraverso un portico aperto; i manieristi inventarono un nuovo linguaggio figurativo.

- Rialza i deambulatori in modo da ottenere lungo tutto il perimetro una parete di uguale I mutamenti riscontrati in pittura e scultura, possono essere notati anche in architettura. Gli edifici

altezza, proiettando sulle pareti la gerarchia stabilita da Bramante tra il sistema maggiore mutarono l'equilibrio rinascimentale, per prendere forme più movimentate, con giochi di luce e

della croce centrale e quelli minori dei quattro vani disposti ai lati. ombra.

Le opere di Vignola, come Villa Farnese a Viterbo e la Chiesa del Gesù a Roma, esprimono

L’organismo appare tuttavia privo di una linea guida; infatti appare inadeguata la sovrapposizione egregiamente i tratti caratteristici dell'architettura di corrente manierista. Anche le ville Venete

esterna degli ordini.

del Palladio mostrano la diversa concezione dello spazio, che si espande verso l'esterno: dal nucleo Progetta il Palazzo degli Uffizi, con una facciata

centrale della villa, in ombra, si passa al corpo quadrangolare per finire nella luce delle ali laterali. organizzata secondo un ritmo ternario, realizzando

Sotto il termine di Manierismo la critica tenta di raggruppare i molteplici fenomeni stilistici una quinta prospettica che inquadra il palazzo

verificatisi nel periodo di tempo che va dalla fine della fase classica del Rinascimento (1520) al Vecchio e lo spazio di Piazza della Signoria.

primo manifestarsi del barocco (1610).

Per il Vasari il termine maniera può indicare sia i personali modi espressivi di un singolo artista che A Milano la scena architettonica è dominata dalla

designare lo stesso stile del Rinascimento. progettista del Palazzo

figura di Galeazzo Alessi,

Nel ‘500 si rimproverava ai manieristi un’eccessiva libertà, li si accusava di voler fare dello Marino. Con l’arrivo a Milano del cardinale Carlo

sperimentalismo e della novità a tutti i costi. Borromeo, si afferma un clima moralizzatore e

In architettura non può essere considerato un vero e proprio stile con definite caratteristiche: rigorista, legato alle convinzioni della

comprende una serie di ricerche, sperimentazioni su nuovi temi compositivi. Comune a tutte Controriforma anche in architettura.

queste manifestazioni è un atteggiamento di rifiuto dell’imitazione aulica e conformista dell’arte

classica; vi è una tendenza ad usare gli elementi architettonici in senso antidogmatico, VENETO

compiacendosi spesso della trasgressione alle regole. Dopo la sconfitta dei Turchi nel 1416, la Repubblica di S. Marco si interessa anche alle attività

commerciali interne; il patriziato si insedia nella campagna che comincia a costellarsi di ville. Alla

fine del primo trentennio del Cinquecento un gruppo di architetti, ritrovatisi a Venezia dopo il

sacco del 1527, introduce nell’ambiente veneto la cultura architettonica di diretta elaborazione

romana e di ispirazione bramantesca.

GIULIO ROMANO Giulio Pippi, meglio conosciuto come Giulio MICHELE SANMICHELI

Romano ha uno stile che riflette la ricerca Il veronese Sanmicheli è l’unico grande architetto del Rinascimento italiano ad avere conosciuto gli

dell’erudizione e della raffinatezza. Il suo antichi edifici greci. Nel 1535 entra al servizio di Venezia come sovrintendente a tutte le opere

mecenate principale fu Federico II Gonzaga, difensive della Serenissima. Come architetto militare della Repubblica è attivo alle fortificazioni di

che costruì a

duca di Mantova. Il palazzo Te, Corfù, Creta,Cipro, anche se le sue maggiori architetture civili si ritrovano a

Verona, come le costruzioni di Porta Nuova e

Mantova tra il 1525 e il 1535 fu una

sperimentazione nella classicità. È formato da Porta Palio,

quattro basse pareti che circoscrivono un presso Verona è

la Madonna di Campagna

l’unica grande chiesa del ‘500 che realizzi

cortile quadrato. Le facciate, all’interno del

giardino sono bruscamente raccordate agli angoli; contrasti tra il bugnato e la levigatezza della l’ideale albertiano di un tempio rotondo

pietra squadrata, i triglifi cadenti: caratterizzano un’architettura estetizzante, concepita per libero. Un basso colonnato tuscanico

circonda la base del grande cilindro. La

compiacere i committenti. pianta interna è un ottagono con nicchie e

Il cortile della Cavallerizza nel palazzo Ducale di Mantova, volta ad otto spicchi sotto la semisfera della

di cui Giulio Romano realizzò solo il fronte meridionale, ha conchiglia esterna. Di fronte all’ingresso si

un aspetto ugualmente ricercato. accede al coro, che è una seconda piccola

La sua casa personale, a Mantova è stato interpretato come chiesa a croce greca. sanmicheli è quello

una sorta di parodia della bramantesca casa di Raffaello, che coltiva più a lungo l’eredità del

caratterizzata dall’evidente preziosità di particolari. Il Bramante.

complesso plasticismo delle superfici, i ritmi ambigui

potrebbero essere spiegati come una reazione alla Sansovino

compostezza del Rinascimento Maturo. La sua estesa attività consiste nell’esecuzione di una facciata lignea posticcia per la chiesa di S.

Maria del Fiore per l’occasione della visita di Papa Leone X a Firenze (1514). Iacopo si interessa

A Firenze, pur di non dimenticare la grande tradizione dello scorso secolo, gli artisti si chiudono in comunque quasi integralmente all’abito architettonico e urbanistico della Repubblica di Venezia.

un atteggiamento eclettico, ottenendo infatti spunti dallo stile quattrocentesco. Al fiorentino viene riconosciuta una spiccata perizia costruttiva e d’organizzazione del cantiere. Tra

(1529) e la sistemazione

le opere principali ricordiamo il completamento delle Procuratie Vecchie

GIORGIO VASARI di Piazza San Marco, dando al luogo un assetto conforme agli ideali della cultura umanistica.

Allargando la piazza sul lato Sud e isolando il campanile, concepisce quattrocentesca. Fece inoltre un uso molto incisivo delle cosiddette aperture serliane.

uno spazio scenico ispirato al Foro antico descritto da Vitruvio e Tra le numerose ville veneta, può

interpretato dall’Alberti. essere ricordata villa Barbaro a Maser,

in cui la facciata è coronata da un

Il tema della residenza di campagna è affrontato con la villa frontone simile a quello di un tempio,

Garzoni a Pontecasale (1540) come affermazione dell’architettura ma le colonne sono incassate nel muro

sulla natura; il blocco compatto a rigorosa simmetria longitudinale e la trabeazione è bruscamente

è ben lontano dal realizzare l’armonica integrazione architettura – interrotta da una finestra ad arco.

paesaggio che sarà tipica delle ville palladiane. Palladio si prese la briga di descrivere il

giardino della villa nei suoi “Quattro

PALLADIO Libri”, spiegando che l’acqua

Lo studio dell’architettura palladiana risulta da condursi sul piano del duplice confronto con il proveniente dalla vasca della fontana

mondo romano e con l’universo veneto. Il nome Palladio gli fu attribuito in relazione alla dea greca alimentava prima la cucina, poi le

della sapienza peschiere poi irrigava il giardino della cucina.

Pallade Atena. Le sei prime ville presentano una notevole varietà di forme, spesso basate su motivi ripresi dalle

La villa Rotonda

(villa Almerico – terme romane, ma per mancanza di informazioni su come dovessero essere le antiche abitazioni

Capra del 1569, romane, Palladio ben pensò che anche le antiche dimore, come i templi, dovessero essere dotate

per Paolo di pronao. Così le ville Pisani, Badoer, Foscari formano una serie di variazioni sul tema della

Almerico, facciata dei templi con pronao o della villa a due piani con colonnati.

monsignore a L’architettura palladiana, tutta concentrata in Venezia, si puntualizza nella facciata del S.

riposo) è un Francesco della Vigna.

edificio articolato sul quadrato, il cerchio e il rettangolo e Il termine palladianesimo è riferito ad un particolare stile architettonico, formatosi alla luce dello

le quattro facciate simmetriche sono precedute tutte da un studio delle opere e degli scritti di Palladio, iniziato in Inghilterra all’inizio del XVII secolo. I suoi

pronao identico .La fabbrica assolve unicamente alla edifici appaiono posti sullo stesso piano con quelli dell’antichità. La convinzione che le proporzioni

funzione residenziale. Questa fusione di armonia classica e armoniche dei progetti di Palladio avessero un’aspirazione divina conferì loro un’autorevolezza

paesaggio naturale piacque così tanto che fece apprezzare ancora maggiore. L’identificazione rinascimentale di rapporti musicali e spaziali risaliva ai Greci.

il Palladio anche in Inghilterra, facendo costruire per i Whig Palladio aveva fede nelle armonie matematiche e nel fatto che riflettessero l’ordine divino del

non meno di quattro varianti della Rotonda. Il salone è cosmo.

sormontato da una cupola, forse la prima applicazione all’architettura domestica di una forma

associata soprattutto alle chiese. IL RINASCIMENTO NEL RESTO D’EUROPA – FRANCIA

A Venezia le sue due chiese principali sono S. Giorgio In nessun altro Paese d’Europa oltre l’Italia si sviluppò così coerentemente una tradizione di

Maggiore e il Redentore (1577), entrambe coperte a architettura classica nello stile del Rinascimento maturo. Negli altri paesi il gotico continuò per

cupola, anche se non presentano la pianta centrale, cara tutto il XV secolo e cenni del Rinascimento italiano giunsero dopo il 1500. Tra i vari paesi europei

ad Alberti. Infatti hanno piante insolite, per risolvere il lo sviluppo più ambizioso e diffuso dell’architettura rinascimentale si verificò in Francia, grazie al

problema di ospitare due cori. Gli impianti si ispirano contatto diretto che si era instaurato nel corso delle campagne condotte in Italia dai re francesi. I

all’architettura di Roma imperiale francesi tornarono in patria desiderosi di imitare il Classicismo sofisticato delle corti italiane, non

Il palazzo Thiene a Vicenza fu eseguito sul progetto di solo nell’ambito dell’architettura, ma anche delle pittura, scultura, arredamento, decorazione

d’interni.

Giulio Romano.

Figura 10 S. Giorgio Maggiore Il re Francesco I costruì molti palazzi nell’Ile de France, in particolare gli chateaux di Madrid e di

Lo schema Fontainebleau. Il primo, iniziato nel 1528 con una pianta ispirata alla villa Medicea di Poggio a

planimetrico e il sistema decorativo del fronte coesistono Caiano e con elaborate decorazioni in terracotta di Girolamo della Robbia, è ormai scomparso,

accanto all’uso di elementi locali come la sala passante mentre le parti costruite a Fontainebleau rappresentano il più completo complesso del primo

dell’atrio. Rinascimento francese. Nel 1540 ricordiamo la presenza di Sebastiano Serlio, proveniente da

(1549)

Le logge del Palazzo della Ragione di Vicenza Venezia. A Fontainebleau costruì “ Le Grand Ferrare” oggi non più esistente, per Ippolito d’Este,

costituiscono un doppio ordine di strutture praticabili cardinale di Ferrara: determinò la tipica pianta francese delle case di questo genere per oltre un

intorno ad un nucleo edilizio di ascendenza secolo. Serlio illustrò il cortile del Belvedere nei suoi “Sette libri dell’Architettura”, non scritti in


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larara

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in progettazione dell'architettura
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher larara di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano - Polimi o del prof Forni Giovanna Maria.

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