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Post-impressionismo

Il post-impressionismo coincide con gli anni '80 del '900 e all'interno di questa definizione si possono riunire diverse tendenze: dal neo-impressionismo al puntillismo di Seurat e di Signac e così via.

Caratteristiche

  • Rifiuto della sola impressione visiva
  • Cercare solidità all’immagine
  • Sicurezza del contorno
  • Certezza e libertà del colore

Esponenti del post-impressionismo

  • George Seurat
  • Paul Gauguin
  • Van Gogh
  • Paul Cezanne

Ad aprire una nuova stagione contribuisce l’elaborazione del cosiddetto neoimpressionismo, in cui i pittori tentano di razionalizzare la scomposizione cromatica proposta dagli impressionisti. Questo movimento trova nelle figure di George Seurat e di Paul Signac i suoi più significativi esponenti.

Georges Seurat, 1859-1891

Considerato il massimo esponente della corrente del Neo-Impressionismo, nasce a Parigi nel 1859. Le sue opere iniziali si rifanno al naturalismo della Scuola di Barbizon, ma in seguito si interessa alle ricerche sui fenomeni della luce e studia i problemi legati alla percezione visiva e le teorie cromo-luministiche del tempo. L'attenzione di Seurat si sofferma sugli studi delle varie tesi teorico-scientifici di Humbert de Superville, di Eugène Chevreul e di Odgen Rood.

Pittore colto e sofisticano si reca in luoghi di grande interesse paesaggistico, all’isola de La Grande Jatte, nei boschi di Pontaubert dove dipinge all’aria aperta, ma dove già si intravedono i germi del “puntinismo”. Rifiutando i delicati effetti della pittura impressionista, ottenuti con pennellate irregolari, elabora una tecnica innovativa “più scientifica”, il Puntinismo, in base alla quale su fondo bianco applica piccole e ordinate pennellate di colore puro.

Opere

Bagnanti a Asnières, 1884 – olio su tela, Londra, National Gallery. Seurat completò il dipinto nel 1884, cercando senza successo di esporlo al Salon di Parigi. Riuscì però ad esporlo al Salon des Indépendants appena fondato. Con quest’opera, concettualmente moderna, Seurat intese probabilmente mettere in pratica il detto baudelairiano, con il quale il poeta esorta gli artisti a rappresentare l’aspetto eroico della quotidianità parigina: “La vita a Parigi è piena di soggetti poetici e meravigliosi, il meraviglioso ci avvolge e ci bagna come l’atmosfera che ci circonda”.

L’opera raffigura dei bambini e uomini della classe operaia che si godono una giornata di riposo, in un sobborgo periferico nell’Ile-de-France. Una coppia benestante si sta facendo portare in barca verso l’isola della Grande Jatte. Al centro è rappresentato un ragazzo che si è tolto la camicia e il cappello e immerge le gambe nell’acqua, poco più in là un altro personaggio immerso nell’acqua, in primo piano sulla sinistra un uomo, vestito e con vicino un cagnolino, e altri bagnanti più lontani. Nessun personaggio interagisce con l’altro, non vi è segno di conversazione o diletto tra i personaggi e ciò potrebbe simboleggiare l’alienazione delle classi operaie. Sullo sfondo sono raffigurate le fabbriche di Clichy che sostituiscono il tradizionale paesaggio di montagne e colline, mentre il fumo che si vede proviene dallo sbuffo di un treno che stava attraversando il ponte sul fiume. Opera molto studiata, Seurat lascia di quest’opera circa 14 bozzetti preparatori.

Tecnica Seurat si allontana dalla pittura impressionista all’aria aperta (en plein air), costruendo un linguaggio fortemente innovativo. Quindi non troviamo più un’impressione istantanea come gli impressionisti, ma lui compiva numerosi studi prima di realizzare l’opera. La tecnica che utilizza si chiama “impressionismo scientifico” accostando i colori complementari puri con piccole pennellate (non ancora puntini) una di fianco all’altra e sopra all’altra.

Una domenica pomeriggio all’isola della Grande-Jatte, 1883/86, Chicago, The Art Institute. Quest’opera è di dimensioni monumentali a differenza delle opere impressioniste, le quali avevano difficoltà a dipingere tele di grandi dimensioni a causa della luce. Questo è il quadro più famoso di Georges Seurat in cui sono presenti tutte le novità della sua pittura neo-impressionista.

Inizia a dipingere quest’opera nel giorno dell’Ascensione del 1884. L’artista prima di arrivare all’opera finita fece una notevole quantità di schizzi. Esposta per la prima volta all’ultima mostra impressionista del 1886 e poi al Salon des Indépendants.

Descrizione La Grande Jatte è un’isola di Parigi che sorge in mezzo al fiume Senna, su questa isola fatta di alberi e prati i parigini trascorrevano ore serene e spensierate, in quest’aria luminosa e calda, in cui c’è un notevole affollamento di figure e persone, gente che passeggia, che è seduta a terra, che fuma, che pesca. Il soggetto del quadro è tipico della pittura impressionista, una scena di vita urbana vissuta con allegria e spensieratezza, ma manca quel senso di immediatezza dei quadri impressionisti. In quadro vi è un’estrema variabilità, un’immobilità che dà l’idea che il tempo si sia del tutto fermato e congelato. Le figure sono immobili anche se colte nell’atteggiamento di camminare, sono tutti rappresentati di profilo, tranne la donna e il bambino al centro dell’opera. Gli oggetti e i corpi si riducono in solidi, linee, curve. Uomini e animali sembrano isolati l’uno dall’altro. Personaggi rigidi, fermi, privi di sentimenti, e fermi nelle loro pose. I colori sono luminosi, chiari, il verde scuro definisce l’ombra proiettata sul tappetto verde chiaro del prato.

PDV stilistico/formale Seurat usa dei piccoli tocchi di colore che uniti insieme nella tela permettono all’occhio di ricostruire l’immagine e il colore in maniera omogenea.

Riferimento: Bosco Sacro di Pierre Puvis de Chavannes. In quest’opera si recupera il passato. Quando viene esposto i critici lo confrontarono con Seurat e trovarono fra i due delle somiglianze, sia nei paesaggi che nelle figure. Una grande differenza è quella che è ambientata nel tempo del passato, come se fossero nell’antica Grecia o Roma, mentre quello di Seurat è un quadro immerso nel suo tempo, personaggi vestiti come a quel tempo, come si vestivano nella Parigi del tempo.

Grande scandalo

A stimolare l’artista erano stati alcuni studi teorici sull’argomento:

  • La ricerca di Charles Blanc che partendo dal cromatismo di Delacroix era giunto ad affermare che il colore si forma non nella tavolozza ma bensì nell’occhio dell’osservatore
  • L’opera del chimico Chevreul che aveva scoperto il contrasto simultaneo dei colori, cioè un colore primario ottiene il massimo di intensità se si avvicina ad un colore complementare
  • Il libro dell’americano Roor, Chromatics.

Paul Gauguin, 1848-1903

Paul Gauguin nasce a Parigi nel 1848, l’anno dopo la morte del padre, era già in viaggio in Perù dove trascorse la prima infanzia. Rientrato in Francia studiò a Orléans e a Parigi. All’età di 17 anni, iniziò a viaggiare per mare toccando i più importanti porti del mondo e successivamente si stabilità a Parigi lavorando come agente di cambio. Desideroso di una vita semplice, primitiva, libera e senza condizionamenti, lontana dalla cultura soffocante si trasferì in Bretagna e nel 1888 visse un breve periodo ad Arles insieme a Vincent Van Gogh. Vendette poi tutto per trasferirsi a Tahiti (Polinesia) dove resistesse solo per 2 anni.

Anche per Gauguin gli inizi furono impressionisti (era amico di Degas). I colori erano date da ampie campiture piatte e più che colori complementari faceva uso di quelli primari: rosso, giallo e blu. Gradualmente si allontana dall’impressionismo, fino ad arrivare ad un’arte più simbolista e dove non rappresenta più l’impressione del momento.

Gli esordi di Paul Gauguin sono legati ad un gruppo di giovani pittori riunitisi in Bretagna, nel piccolo centro di Pont-Aven, da questa esperienza di vita e di sperimentazione stilistica deriveranno tratti formali e caratteriali che contribuiranno alla sua personalità. Gauguin incarna il personaggio dell’anticonformista, alla ricerca perenne di una libertà esistenziale, dopo aver perso il lavoro come agente di cambio lui si dedicherà completamente alla pittura in modo spontaneo e da autodidatta.

Gli artisti che influenzano la sua pittura sono:

  • Pisarro
  • Gruppo dei Barbizonniers
  • Cezanne
  • Degas

Le prime opere sono caratterizzate da una linea di contorno netta e sinuosa e per campiture di colore.

Nel 1886 l’artista partecipa all’ultima esposizione degli impressionisti presentando delle tele molto vicine alla maniera di Pisarro. Sempre nello stesso anno si trasferisce a Pont-Aven raccogliendo intorno a se artisti come Emile Bernard e Paul Sérusier, i quali condividono con lui una pittura con forme e linee semplici, in grado di restituire una “sintesi” del visibile, ed è proprio da questo che nasce il “Sintetismo”.

Nel 1888 durante il secondo soggiorno in Bretagna nella sua produzione artistica emerge la particolare associazione tra colori/forme e significato. Alla base di questo processo creativo di questi artisti c’è innanzitutto lo sforzo di liberarsi dai pregiudizi.

Opere

Il Talismano, 1888 – Serusier (Parigi). Opera realizzata nell’estate del 1888 a Pont-Aven, in Bretagna, ispirato e guidato da Paul Gauguin, che si compone di un colore puro, di visioni, totalmente dissociato dallo sforzo di ricomporre la realtà e di aderire alla verosimiglianza. In quest’opera è rappresentato un scorcio di paesaggio senza una particolare importanza. Inizia così a delinearsi il sintetismo, un tentativo di eliminare tutti i dettagli di un paesaggio, di un qualunque immagine osservata all’aria aperta, dipingendo a memoria. No sfumature, colori puri.

La visione dopo il sermone, 1888 – Gauguin (Edimburgo). Quest’opera nota anche come “la lotta di Giacobbe con l’angelo” è un’opera simbolo di Gauguin. Questo quadro appartiene alla fase simbolista e sintetista di Gauguin. Il quadro è idealmente diviso in due parti dalla diagonale del tronco dell’albero.

  • Nella parte in alto compaiono Giacobbe che combatte con un angelo (visione mistica)
  • Nella parte inferiore donne che assistono alla scena, acconciature bretoni, vestite con l’abito tradizionale bretone, cuffie bianche e vestito nero, all’uscita della messa domenicale.

Il quadro è costruito con la stessa tecnica di Degas, per rappresentare il palco di un teatro visto dai palchetti degli spettatori. Solo che in Degas le immagini conservano un preciso naturalismo, mentre qui no. Il quadro si presenta con un evidente bidimensionali che nega qualsiasi costruzione naturalisti e prospettiva.

  • Quadro bidimensionale che ricorda le composizioni delle vetrate medioevali realizzare con la tecnica del cloisonné (tecnica della decorazione a smalto)
  • Uso dei colori accesi con la prevalenza del rosso, linea sinuosa, il quadro è costituito da simboli ed anche il colore diviene un simbolo, il colore viene steso con campiture piatte ed uniformi, steso senza passaggi chiaroscurali e senza alcuna ricerca di profondità, sarà una delle maggiori eredità che Gauguin lascerà ai pittori successivi soprattutto ai “Fauves”.

Riferimenti arte giapponese (bidimensionalità e dei tratti essenziali) e Pasqual Damian Bougueret che realizza un quadro di una processione religiosa con un taglio in diagonale.

Cristo giallo,1889 – Gauguin (N.York). L’opera viene realizzata in una fase di evoluzione e sperimentazione sintetica dei primi anni in Bretagna. L’opera rappresenta Gesù Crocifisso, Gauguin lo rappresenta nel suo tempo e nella Bretagna, infatti le donne indossano i tipici costumi bretoni la tunica di colore scuro e le cuffiette bianche, sullo sfondo notiamo le case con i tetti aguzzi, anch’essi tipicamente bretoni.

  • Le figure delle donne in contemplazione sono definite da una linea di contorno sinuosa, con tratti sottili di eleganza
  • Il paesaggio si colora di toni intensi e violenti, fortemente simboli, gli alberi rossi e il corpo di Cristo giallo.

Il quadro è tagliato in due dalla croce di Gesù, le linee di Gesù non sono angolari e spigolose, mentre nel resto dominano le linee curve. L’opera è composta da contorni netti, assenza di ombre e bidimensionalità con colori irreali.

  • La figura di Cristo è magra, spiccano gli alberi rossi che simboleggiano il sangue del Cristo, che non mette sul suo corpo.

La pittura di Gauguin è sintetista, non materica come quella di Cezanne che costruisce, qui Gauguin cerca l’essenzialità. Usa uno stile cloisonniste il quale deriva da una tecnica dell’oreficeria. Esalta la linea sinuosa e le linee di contorno.

I Nabis

Dalle premesse del gruppo di Pont-Ave discende l’esperienza dei cosiddetti Nabis, un gruppo di artisti riunitisi in una sorta di confraternita che deriva il suo nome dalla parola ebraica nabis (profeti). Principale esponente:

  • Paul Sérusier
  • Maurice Denis
  • Pierre Bonnard e altri.

Le fonti di ispirazione di questi artisti sono: le sperimentazioni di Gauguin in Bretagna e il Simbolismo letterario. Anche se ancora il simbolismo non era nato nella arte figurati nel contesto poetico si, specialmente l’opera di Jean Moréas che nel 1886 ha firmato una sorta di manifesto pubblicato sul quotidiano “Le Figaro”. Ciò che andava emergendo nella pittura di questi artisti erano soprattutto 2 aspetti:

  • Il rapporto con la natura, meno vincolante per l’artista
  • La libertà del concetto di “simbolo”
  • Il colore, la forma diventano dimensioni di assoluta libertà espressiva che possono attivare significati, emozioni.

La dichiarazione ufficiale di una ricerca del SIMBOLISMO IN PITTURA avviene nel 1891 con un articolo del critico Albert Aurier il quale decreta il superamento del “sintetismo” ma sarà:

  • Ideista in quanto espressione di un’idea
  • Simbolista sfrutta le forme come espressioni di un’idea
  • Sintetica frutto di un’elaborazione individuale
  • Decorativa somma di tutte le precedenti

Gauguin dopo aver ispirato il fenomeno lascia come testimone Sérusier e nel 1891 Gauguin lascia la Francia per trasferirsi in Polinesia.

  • Sérusier (più semplice e schematico)
  • Bonnard (più sofistica e complesso)

In entrambi i loro quadri troviamo la bidimensionalità.

La scuola del mezzogiorno: Gauguin e Van Gogh

Il carisma di Gauguin stimola molte idee e proposte, come il gruppo di Pont-Ave e in questi anni coinvolge anche il pittore olandese, Van Gogh, attivo a Parigi e desideroso si fondare una scuola del mezzogiorno e creare nuovi studi creativi. Van Gogh attratto dal gruppo bretone tenta di costruire una nuova confraternita artistica, con sede ad Arles, in Provenza (Francia meridionale), così si rivolse a Gauguin, Bernard e Charles Laval ma ottenendo da loro un autoritratto.

Autoritratto, Les Miserables, Paul Gauguin, 1886 (Amsterdam). I miserabili (rimango ai romanzi di Victor Hugo), rappresenta un riferimento alla condizione isolata e incompresa dell’artista. L’opera fu dipinti poco prima del trasferimento di Gauguin ad Arles, e il pittore la spedì all’amico, ricevendo da lui in cambio un altro autoritratto.

Il quadro è carico di messaggi che vanno al di là del mondo pittorico:

  • Tono giallo rossastro del fondo e il tratto deciso danno grande forza al dipinto.
  • Lo sguardo del pittore è cupo
  • Sullo sfondo appare sulla destra il ritratto dell’amico Bernard, ma la dedica in basso a destra è per l’amico Vincent, a significare che erano poveri personaggi incompresi dalla società.
  • I fiori stilizzati (arte giapponese) sullo sfondo.
  • Gioco di sguardi: Bernard guarda Paul che guarda l’osservatore (cioè l’amico V. Gogh)

Quando dopo molte insistenze il pittore giunse ad Arles in Provenza dall’amico Vincent Van Gogh, si aprì una fase molto sofferta da entrambi. La convivenza nella cosiddetta “Casa Gialla”, la pittura in comune, i dibattiti sul futuro portarono gli artisti a tensioni violente. Si scontrarono sia sotto il profilo di modelli (Delacroix e Millet per V. Gogh e Degas e Cezanne per Gauguin) sia in merito alla ricerca dell’astrazione.

Confronto dipinto di Van Gogh e Paul Gauguin (durante le 9 settimane ad Arles)

  • Donne nel giardino dell’ospedale, Gauguin, 188. Rappresenta delle donne nel giardino di un ospedale, il cancello rosso blocca lo spazio, chiude l’accesso fisico che ci impedisce di entrare nel riquadro abitato da queste lugubri figure ammantate di nero. Il tutto è reso con campiture di colore piatte, prive di profondità, inoltre altera la natura per suggerire la presenza di una dimensione interiore molto più intensa e vigorosa. Gauguin al contrario di V. Gogh riesce a dare sfogo agli impulsi interiori.
  • Il seminatore al tramonto, Van Gogh, 1888. Il dipinto cupo e pieno di energia allo stesso tempo. Riprende dei temi importanti per lui: tronco dell’albero che taglia in maniera obliqua la tela alla maniera giapponese e al modo della “Visione dopo il sermone”.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Valerinaaaaaa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Cicali Ilaria.
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